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Siena. Basta il nome di questa antica città toscana per evocare immagini di piazze medievali, tramonti dorati e stradine acciottolate che serpeggiano tra palazzi di mattoni. Chi visita Siena rimane incantato dal suo fascino senza tempo: qui ogni pietra racconta storie di arte, di amori passati e di tradizioni secolari . Non a caso l’intero centro storico di Siena è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, a testimonianza di una straordinaria bellezza rimasta intatta nei secoli. Tra le tradizioni più vive spicca senza dubbio quella delle Contrade e del Palio di Siena, che colora la città due volte l’anno di bandiere, costumi e antichi rituali.

In questa guida andremo alla scoperta di una delle diciassette Contrade di Siena: la Nobile Contrada del Bruco, la “terra” del bruco coronato. Esploreremo la storia e le tradizioni di questa contrada, visiteremo idealmente il suo museo e scopriremo i Palii vinti dal Bruco. Il tutto con un occhio pratico per chi viaggia: suggeriremo un piccolo itinerario a piedi e spunti utili per turisti e famiglie, prendendo come punto di partenza l’Hotel Minerva – un accogliente albergo 3 stelle nel centro di Siena – per raggiungere facilmente i luoghi più significativi del Bruco e dintorni. Preparatevi quindi a un viaggio tra curiosità storiche e consigli da insider, con uno stile colloquiale e tante domande e risposte per soddisfare ogni vostra curiosità lungo il percorso.

Domanda: Che cos’è una Contrada?
Risposta: Una contrada è essenzialmente un quartiere storico di Siena, ma in realtà molto di più: è una comunità di famiglie e persone legate da secoli di storia e tradizioni comuni. Siena è suddivisa in 17 contrade, ognuna con il proprio nome, territorio, stemma, colori e organizzazione interna . Le contrade sono il cuore pulsante della vita cittadina e competono tra loro nel celebre Palio di Siena (la corsa dei cavalli in Piazza del Campo) mantenendo vive antiche rivalità e alleanze. La Contrada del Bruco è una di queste diciassette realtà uniche. Andiamo a conoscerla da vicino!

La Nobile Contrada del Bruco: simboli e titolo storico

Domanda: Perché si chiama “Contrada del Bruco” e qual è il suo simbolo?
Risposta: Il simbolo della contrada è – come suggerisce il nome – un bruco (cioè un caterpillar) di colore verde, raffigurato con una corona granducale sul capo e adagiato su un ramoscello di rosa sbocciata . Sopra il bruco campeggia inoltre una banda con la croce sabauda (bianca e rossa) a quarti, elemento aggiunto in epoca granducale. Questo stemma racconta molto della contrada: il bruco, insetto umile che si trasforma in farfalla, simboleggia forse lo spirito di crescita e trasformazione; la corona indica onore e nobiltà, mentre la rosa e la croce richiamano legami storici con la nobiltà sabauda e la devozione religiosa.

I colori ufficiali del Bruco sono il giallo e il verde, listati (cioè bordati) di turchino (blu) . Vedrete dunque bandiere giallo-verdi sventolare nelle vie del rione, soprattutto sotto Palio o in occasione di feste contradaiole. Nella foto sopra, ad esempio, potete osservare le vivaci bandiere del Bruco esposte in Via dell’Abbadia, una strada del territorio contradaiolo, e notare i colori sociali ben riconoscibili sulle stoffe svolazzanti.

Domanda: Perché il Bruco è detto “Nobile Contrada”?
Risposta: Il Bruco è una delle poche contrade di Siena a fregiarsi ufficialmente del titolo di Nobile. Questo appellativo onorifico le fu conferito in riconoscimento di particolari meriti storici. In particolare, la contrada guadagnò sul campo la sua “nobiltà” per due eventi avvenuti nel Trecento: il valore dimostrato dalle sue milizie nell’assedio alla Croce del Travaglio contro l’imperatore Carlo IV di Boemia nel 1369, e soprattutto per aver guidato la rivolta popolare che portò il Monte del Popolo al potere nel 1371 . Quest’ultima fu una sorta di rivoluzione ante litteram, guidata da un celebre popolano del Bruco detto Barbicone, che mise il governo della città nelle mani del popolo sette anni prima del più noto Tumulto dei Ciompi di Firenze . Per questi motivi storici, al Bruco venne riconosciuto il titolo di Nobile Contrada – un orgoglio che ancora oggi i contradaioli portano con fierezza.

Domanda: Qual è il motto del Bruco?
Risposta: Ogni contrada ha un motto tradizionale in lingua italiana o latina. Quello del Bruco è “Nella pugna sii altera”, a cui segue l’epiteto “nobile Contrada dalla gente fiera” . In sintesi, il motto esorta la contrada ad essere altera nella pugna, cioè fiera e orgogliosa nella lotta, e sottolinea l’animo fiero della sua gente. Un’espressione che incarna bene lo spirito combattivo con cui il Bruco affronta ogni sfida (in primis le competizioni del Palio).

Domanda: Dove si trova la Contrada del Bruco a Siena?
Risposta: La contrada del Bruco occupa una porzione del centro storico di Siena appartenente al Terzo di Camollia, la zona nord della città. Il suo territorio, definito ufficialmente già nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera (che delimitò i confini delle contrade ), include alcune vie e piazze importanti. Ad esempio fanno parte del Bruco Via del Comune, Via di Mezzo, Via degli Orti, il primo tratto di Via dell’Abbadia (fino all’omonima piazza) e porzioni di Via dei Rossi (il lato sinistro da Banchi di Sopra fino a Piazza San Francesco) . Inoltre rientrano nel rione Piazza San Francesco (lato sinistro, presso l’antica chiesa di San Gherardo) e Piazza Salimbeni . Proprio Piazza Salimbeni è un luogo di spicco: è la piazza dove ha sede il palazzo storico della banca Monte dei Paschi di Siena (fondato nel 1472), e trovarsi lì significa essere ufficialmente “in Bruco”. Nella cartina seguente è evidenziata in rosso l’area della città appartenente alla Nobile Contrada del Bruco:


Mappa della città di Siena con evidenziato (in rosso) il territorio della Contrada del Bruco all’interno del Terzo di Camollia.

Come vedete, il rione del Bruco si estende a nord-est di Piazza del Campo, su strade in parte pianeggianti (nella zona di Pian d’Ovile) e in parte in salita verso il cuore del centro. È un’area ricca di scorci caratteristici: vicoli stretti, archi in mattoni e antiche fonti (fontanelle) contradaiole. Passeggiando per Via del Comune o Costa di Mezzo si respira la quiete di un angolo poco turistico di Siena, punteggiato dai simboli del Bruco: targhe in ceramica con il bruco coronato sui muri, fonti battesimali di contrada con il piccolo bruco scolpito (luoghi dove i contradaioli “nascono” alla vita di contrada), lampioni dipinti in giallo-verde. È una zona autentica, dove è facile incontrare contradaioli brucaioli (così si chiamano i membri del Bruco) intenti a decorare la strada con bandiere o a chiacchierare fuori dalla sede.

Domanda: La Contrada del Bruco ha contrade alleate o rivali?
Risposta: Il Bruco attualmente non ha rivali ufficiali. Questo è un fatto interessante: la maggior parte delle contrade di Siena è legata a storiche rivalità (come Aquila vs Pantera, Onda vs Torre, Oca vs Torre, ecc.), spesso nate per episodi di Palio o questioni di confine . Il Bruco invece è una delle poche contrade, insieme a Drago, Giraffa e Selva, che non annovera nemici dichiarati . Ciò non significa che manchino tensioni nella sua storia: in passato il Bruco ebbe una forte rivalità con la Giraffa (per questioni di confini territoriali) che durò circa dal dopoguerra fino al 1996 , nonché antichi attriti con il Nicchio (fine ‘800 – inizio ‘900) ora sopiti . Ma oggi ufficialmente il Bruco è “contrada senza rivali”.

Per quanto riguarda le alleanze, il Bruco vanta un rapporto di alleanza storica con la Contrada della Torre, sancito formalmente nel 1912 . Torre e Bruco sono dunque “amiche” e durante il Palio si sostengono moralmente se una delle due corre. In passato il Bruco ebbe alleanze anche con Istrice e Nicchio, poi sciolte col tempo . Attualmente l’amicizia con Torre è quella riconosciuta e celebrata; non a caso si dice che “il Bruco è alleato con la Torre” e durante i cortei cerimoniali le due contrade sfilano vicine in segno di solidarietà.

Storia e vita della Contrada del Bruco

La storia del Bruco è strettamente intrecciata a quella di Siena. Abbiamo già accennato ai gloriosi episodi del Trecento che valsero il titolo di Nobile alla contrada. Ma la vita del Bruco, come quella di ogni contrada, non si limita agli eventi storici o alle vittorie sul Campo: è fatta di generazioni di contradaioli, di tradizioni quotidiane, di vita di contrada che si tramanda nei secoli. Vediamo alcuni aspetti salienti.

Domanda: Come è organizzata la contrada?
Risposta: Ogni contrada è retta da un insieme di cariche elettive e organismi interni. Nel Bruco, per antica consuetudine, il ruolo di “Priore” (massima autorità laica in contrada) viene chiamato Rettore . Si tratta di una particolarità terminologica: altrove c’è il Priore, nel Bruco c’è il Rettore, ma le funzioni sono analoghe – coordinare la vita di contrada durante l’anno. Accanto al Rettore vi sono poi il Capitano (che guida la contrada nelle strategie per il Palio), i mangini (collaboratori del Capitano), il consiglio di contrada e varie commissioni che organizzano eventi, giovani, attività ricreative ecc. Come in tutte le contrade, anche i giovani contradaioli (bambini e ragazzi) partecipano attivamente attraverso gruppi come il “gruppo piccoli” o simili, affinché le tradizioni continuino di generazione in generazione .

Un momento importante nella vita contradaiola è il battesimo contradaiolo: ogni anno, in una cerimonia solenne, i nuovi nati (o anche adulti “forestieri” desiderosi di entrare) vengono battezzati con l’acqua della fonte battesimale della contrada, diventando a tutti gli effetti contradaioli del Bruco . È un rito sentito, spesso parte della festa titolare della contrada.

Domanda: Qual è la festa titolare del Bruco?
Risposta: Il santo patrono del Bruco è la Visitazione di Maria Vergine, ovvero la ricorrenza religiosa che celebra la visita di Maria a Santa Elisabetta. Cade il 2 luglio ed è proprio la data della festività titolare della contrada . Ogni anno in prossimità di quel giorno (che casualmente coincide anche con il Palio di Provenzano del 2 luglio), il Bruco celebra la sua festa con cerimonie religiose e laiche: una messa solenne (spesso celebrata all’aperto, ad esempio nei giardini della contrada o presso l’oratorio ), processione con il santo patrono, e momenti conviviali per i contradaioli. È un’occasione in cui il rione si addobba a festa e tutti – dai bambini agli anziani – partecipano vestendo i colori giallo e verde.

Al di là delle feste annuali, la vita quotidiana della contrada del Bruco è fatta di piccoli rituali comunitari: la cena del venerdì nei locali della società di contrada (tradizionalmente in molte contrade ogni venerdì ci si ritrova per cenare assieme a prezzi popolari), le prove di tamburini e alfieri (i giovani che imparano a suonare i tamburi e sventolare le bandiere), le serate di giochi per i bambini del rione, e così via. Insomma, la contrada è come una grande famiglia allargata: se passeggiate in Via del Comune in una sera d’estate, potreste sentire il rullo di un tamburo in lontananza o vedere un gruppetto di contradaioli cenare all’aperto, segno che la vita del Bruco scorre vivace dietro ogni portone.

Domanda: Ci sono aneddoti curiosi legati al Bruco?
Risposta: Certamente! Ogni contrada ha i suoi aneddoti particolari. Eccone un paio sul Bruco:

  • Il primo fantino straniero al Palio: nel luglio 1927 il Bruco fece storia montando il primo fantino straniero (non italiano) di sempre in un Palio. Si trattava di un giovane eritreo di nome Takele (ribattezzato poi “Perè Golon” detto Alì), che si trovava a Siena come venditore ambulante . Il Bruco quell’anno aveva ricevuto in sorte un cavallo poco competitivo e zoppicante, così – con uno spirito un po’ bizzarro – i dirigenti decisero di dare un’opportunità a questo ragazzo africano, abile a montare a pelo. Alì cadde durante la prima prova riportando qualche botta, ma i brucaioli lo tennero comunque come fantino per la carriera (pare volesse addirittura correre armato di coltello per “difendersi” in pista, tanto era motivato!). Non vinse, anzi la sua corsa non fu memorabile, ma entrò nella storia come il primo fantino di colore a correre il Palio di Siena . Ancora oggi nel Bruco si ricorda con simpatia la “folle” avventura di Perè Alì.
  • “Barbicone” e la rivolta popolare: già citato prima, vale la pena approfondire la figura di Giovanni Battista Bianco, detto Barbicone. Era un sarto del rione di Ovile (territorio del Bruco) che nel 1371 guidò i lavoratori di Siena in una rivolta contro il governo oligarchico dell’epoca. La sommossa riuscì a instaurare per alcuni mesi un governo popolare detto Monte del Popolo. Barbicone purtroppo finì giustiziato l’anno seguente, ma è ricordato come un precursore delle lotte proletarie (il suo movimento avvenne prima del famoso tumulto dei Ciompi fiorentino) . Nel Bruco il suo nome è vivido: il periodico ufficiale della contrada si chiama proprio “Barbicone” in onore suo . Un bell’esempio di come storia e tradizione si intrecciano.

Questi sono solo alcuni racconti: ogni contradaiolo del Bruco potrebbe narrarvene molti altri, dal soprannome curioso di un fantino vittorioso fino alle beffe goliardiche tra contrade. Se vi capita di visitare la contrada e scambiare due parole con qualche abitante del rione, chiedete pure aneddoti: scoprirete un patrimonio orale divertente e affascinante!

Il Museo e l’Oratorio: tesori della Contrada del Bruco

Una delle esperienze più interessanti per chi vuole immergersi nella cultura contradaiola è visitare i musei di contrada. Ogni contrada ne ha uno, in cui conserva i propri tesori: costumi, bandiere, cimeli e naturalmente i Drappelloni vinti (ossia i preziosi stendardi del Palio). La Contrada del Bruco non fa eccezione: anzi, il Bruco dispone di un suo Museo e di un Oratorio (chiesa di contrada) ricchi di storia.

Domanda: Dove si trova il Museo della Contrada del Bruco e cosa espone?
Risposta: Il Museo della Nobile Contrada del Bruco si trova in Via del Comune n. 30, nei locali adiacenti all’Oratorio della contrada, dedicato al Santissimo Nome di Gesù . Questo piccolo museo è una vera scrigno della memoria brucaiola: esso rappresenta la memoria storica della Contrada e contiene oggetti che vanno dal XVII secolo in poi . Appena entrati, si viene accolti dalla Sala delle Vittorie (al piano terra) dove sono esposti i drappelloni dei Palii vinti dal Bruco dal 1763 ad oggi, insieme a molti altri oggetti legati alle vittorie e alla storia paliesca del rione . Immaginate la suggestione di vedere da vicino quei grandi stendardi di seta dipinta, ciascuno raffigurante l’anno della vittoria, il nome del fantino, il cavallo e il dipinto originale dell’artista che lo realizzò – è come ripercorrere tutte le glorie del Bruco in un colpo d’occhio.

Salendo al piano superiore, il museo riserva una collezione di arredi sacri e costumi storici della contrada . Qui si possono ammirare antiche bandiere e costumi utilizzati nei secoli durante il corteo storico del Palio, oltre a piviale, pianete e altri paramenti liturgici legati all’oratorio. In particolare sono esposte alcune pianete (paramenti sacri) del XVII secolo e un prezioso reliquiario a ostensorio del 1728, vero capolavoro di oreficeria sacra . Non mancano poi foto d’epoca, documenti storici della contrada, medaglieri, ricordi delle feste titolari e così via. In sostanza, il museo offre un viaggio nel tempo: da un lato la vita religiosa (simboli della devozione del Bruco), dall’altro la vita civile e paliesca (trofei e ricordi delle corse vittoriose).

Visitare questo museo è importante per capire l’anima di una contrada. Come recita una guida turistica locale, “per conoscere davvero la storia di una contrada bisogna visitarne il museo” . Il Bruco custodisce qui il suo passato e lo rende visibile ai contradaioli più giovani e ai visitatori curiosi.

Domanda: Si può visitare il museo? Come organizzare una visita?
Risposta: I musei di contrada generalmente non hanno orari di apertura regolari come un normale museo statale; spesso sono visitabili su appuntamento o in occasioni speciali. Secondo il Ministero della Cultura, ad esempio, il Museo del Bruco risulta visitabile su richiesta (previa contatto diretto con la contrada) e non aperto in orari fissi settimanali . Dunque, se desiderate visitarlo, la cosa migliore è rivolgervi con anticipo al Consorzio per la Tutela del Palio o direttamente ai contatti della Contrada del Bruco (sul sito ufficiale nobilcontradadelbruco.it) per chiedere disponibilità di una visita guidata. Talvolta, soprattutto in periodo Palio, i musei di contrada organizzano aperture straordinarie o tour guidati per turisti, spesso la mattina. Ad esempio, può capitare che la domenica mattina di Palio vi siano dei giri guidati dei musei contradaioli, o che durante l’anno scolastico classi e gruppi vengano accolti su prenotazione.

In ogni caso, vale la pena provare a visitarlo: entrerete in contatto con contradaioli appassionati che saranno felici di raccontarvi aneddoti su ogni oggetto esposto. E se proprio non riuscite a entrare, poco male: potete comunque visitare dall’esterno l’adiacente Oratorio del Santissimo Nome di Gesù, la piccola chiesa barocca della contrada (risalente al 1666-69) . L’oratorio sorge accanto al museo e spesso è aperto per le funzioni religiose; la sua facciata semplice nasconde un interno riccamente decorato, dove il Bruco svolge cerimonie importanti come la messa del patrono o i battesimi contradaioli.

I Palii vinti dal Bruco

Arriviamo ora a uno degli aspetti più “agonistici” e orgogliosi per ogni contrada: le vittorie nel Palio di Siena. Il Palio, ricordiamo, è la spettacolare corsa di cavalli montati a pelo (senza sella) che si tiene in Piazza del Campo due volte l’anno (2 luglio e 16 agosto, più eventuali Palii straordinari) e che vede le contrade sfidarsi per conquistare il Drappellone – il trofeo dipinto, chiamato anche “cencio”. Ogni contradaiolo sa a memoria il numero di Palii vinti dalla propria contrada e l’anno dell’ultima vittoria, perché vincere il Palio è questione di immenso orgoglio.

Domanda: Quanti Palii ha vinto la Contrada del Bruco?
Risposta: Il conteggio ufficiale (sulla base dei Palii documentati a partire dal XVII secolo) accredita al Bruco 33 vittorie . Tuttavia, altre fonti includono nel computo anche Palii più antichi o disputati in epoche diverse, arrivando a indicare 37 Palii vinti in totale, se consideriamo tutte le corse dal 1653 ad oggi . Questa discrepanza nasce dal fatto che alcune vittorie del Seicento possono non essere state conteggiate in vecchie statistiche, ma per semplicità diremo che il Bruco ha vinto circa 37 Palii ufficiali nella sua storia plurisecolare. Si tratta di un bottino di tutto rispetto: non è la contrada più vittoriosa (il primato spetta all’Oca con 63 vittorie ), ma il Bruco supera molte altre contrade in numero di successi e può vantare alcuni momenti epici.

Nella tabella seguente riportiamo le vittorie del Bruco suddivise per periodo storico, con il totale complessivo:

PeriodoVittorie del Bruco
XVII secolo (1600-1699)6 vittorie (la prima il 2 luglio 1653)
XVIII secolo (1700-1799)7 vittorie (dal 1711 al 1792)
XIX secolo (1800-1899)16 vittorie (dal 1814 al 1896)
XX secolo (1900-1999)5 vittorie (1907, 1912, 1922, 1955, 1996)
XXI secolo (2000-oggi)3 vittorie (2003, 2005, 2008)
TOTALE37 vittorie (ufficiali accertate)

Come si nota, il Bruco ebbe un grande exploit di vittorie nell’Ottocento (16 successi in quel secolo) e poi un calo nel Novecento. Ma ciò che importa ai contradaioli oggi è soprattutto quando hanno vinto l’ultima volta – e per il Bruco l’ultima gioia risale a qualche tempo fa.

Domanda: Qual è stato l’ultimo Palio vinto dal Bruco?
Risposta: L’ultimo trionfo del Bruco è avvenuto il 16 agosto 2008 (Palio dell’Assunta 2008) . In quell’occasione il Bruco spezzò un digiuno di 5 anni (la vittoria precedente era del 2003) ed ebbe la soddisfazione di “togliere la cuffia” alla rivale Giraffa, consegnandole il poco invidiabile titolo di contrada che non vinceva da più tempo . Nel Palio del 16/08/2008 il fantino del Bruco fu Giuseppe Zedde detto “Gingillo” e corse sul cavallo Elisir Logudoro, conquistando la vittoria in un Palio molto combattuto . Ancora oggi i brucaioli ricordano con emozione quel giorno: il Drappellone del 2008 (dipinto dall’artista Milo Manara) è esposto con onore nel museo e ogni anno, nell’anniversario, viene portato in duomo per il tradizionale Te Deum di ringraziamento per la vittoria.

Per dare un’idea più concreta, ecco una breve tabella con le ultime 5 vittorie conseguite dal Bruco:

DataPalioFantino (Nickname)Cavallo
16 agosto 2008Palio dell’AssuntaGiuseppe Zedde (Gingillo)Elisir Logudoro
2 luglio 2005Palio di ProvenzanoLuigi Bruschelli (Trecciolino)Berio
16 agosto 2003Palio dell’AssuntaLuigi Bruschelli (Trecciolino)Berio
16 agosto 1996Palio dell’AssuntaSalvatore Ladu (Cianchino)Rose Rosa (“Bella Speranza”)
2 luglio 1955Palio di ProvenzanoGiuseppe Gentili (Ciancone)Sturla

(Nota: Trecciolino – Luigi Bruschelli – è uno dei fantini più vincenti della storia del Palio; con il Bruco ha realizzato un “cappotto”, cioè due vittorie nello stesso anno, 2003-2005. “Ciancone” e “Cianchino” sono altri fantini famosi rispettivamente degli anni ’50 e ’90).

Complessivamente, il Bruco ha scritto pagine importanti al Palio. Pur non vincendo dal 2008, resta una contrada rispettata e temuta per la sua determinazione. E chissà che la prossima visita che farete a Siena non coincida proprio con un nuovo trionfo brucaiolo in Piazza del Campo!

Curiosità Palio: Il Bruco detiene un piccolo record curioso: fu la prima contrada a vincere un Palio alla “prima prova”. Spieghiamo: normalmente prima della corsa ufficiale si disputano 6 prove. Nel luglio 2000 però un temporale fece sì che il Palio fosse corso al mattino presto (recupero) e le prove furono cancellate; in pratica la prima volta che i cavalli corsero fu direttamente per la vittoria. E vinse il Bruco, il 3 luglio 2000 (Palio straordinario del Giubileo) – di fatto unico Palio “senza prove” vinto, appunto, dal Bruco. Questo Palio non rientra nel conteggio tradizionale perché fu straordinario (e il Bruco comunque lo aveva vinto a tavolino dopo squalifiche), ma i contradaioli lo ricordano come una vittoria “sui generis” da raccontare.

Botteghe artigiane ed eventi nel rione del Bruco

Abbiamo finora parlato di storia e tradizione. Ma com’è oggi l’esperienza di camminare per le strade della Contrada del Bruco? Cosa può scoprire un turista curioso passeggiando in questa parte di Siena? Una delle risposte sta nelle botteghe artigiane e nelle attività locali che punteggiano il quartiere, nonché nei piccoli e grandi eventi che animano il rione durante l’anno.

Domanda: Ci sono botteghe artigiane tipiche nella Contrada del Bruco?
Risposta: Sì, la zona del Bruco – pur essendo principalmente residenziale – ospita alcune attività storiche e artigianali degne di nota, in linea con la tradizione senese. Anzitutto va ricordato che il Bruco è tradizionalmente associato alla corporazione dei setaioli (i mercanti e lavoratori della seta) . Ciò significa che anticamente questo quartiere era noto per la lavorazione della seta. Oggi purtroppo non troverete telai o laboratori tessili attivi come nel Medioevo, ma lo spirito artigiano permane in altre forme. Ad esempio, lungo Via dei Rossi e dintorni si affacciano antiche botteghe come restauratori, orefici, sartorie su misura e negozi di artigianato locale.

Passeggiando da Piazza Salimbeni verso Piazza San Francesco si incontrano piccole vetrine dal sapore d’altri tempi: una pelletteria dove il maestro artigiano crea cinture e borse a mano, una antica drogheria che vende spezie e prodotti tipici toscani, oppure una libreria antiquaria stipata di volumi e stampe antiche. Non mancano poi pasticcerie e alimentari storici: ad esempio, sempre in zona Bruco, c’è una pasticceria senese famosa per ricciarelli e panforte artigianali, ideale per comprare dolci ricordi di viaggio.

Insomma, il Bruco (come tutta Siena) mantiene vive quelle che vengono chiamate le “botteghe storiche”, ovvero quei negozi di artigiani che da generazioni tramandano saperi e sapori . Entrare in una bottega storica è un’esperienza: si viene magari accolti dal proprietario anziano che racconta storie del mestiere mentre vi mostra un oggetto fatto a mano. È un modo diverso di conoscere la città, lontano dalle grandi catene commerciali e più vicino all’anima autentica locale. Vi consigliamo quindi, mentre esplorate il rione, di prendervi il tempo per curiosare in questi negozietti: potrebbe essere un laboratorio di ceramica che decora a mano piatti con gli stemmi delle contrade (magari proprio il Bruco, per un souvenir originale!), oppure una piccola galleria d’arte contemporanea gestita da un pittore senese, o ancora un’enoteca dove degustare un bicchiere di Chianti scambiando due parole col gestore.

Un itinerario “artigianale” nel Bruco potrebbe includere: una sosta da un ceramista locale che realizza stoviglie con i colori contradaioli (molti fan del Palio collezionano piatti e brocche con i simboli delle contrade), una visita a un laboratorio di bandieraie (in città vi sono sarte specializzate nel cucire e riparare le bandiere delle contrade, mestiere affascinante), e magari un salto in una contrada limitrofa come l’Onda o la Lupa per confrontare altre botteghe. In ogni caso, vi renderete conto di come tradizione e artigianato vadano a braccetto: il Palio stesso alimenta arti come la pittura (ogni anno un artista diverso dipinge il drappellone) e mestieri come la confezione di costumi storici, la realizzazione di tamburi, monture, gioielli (le monture delle comparse spesso hanno bottoni e accessori artigianali). Siena è un piccolo universo artigianale, e il Bruco vi partecipa pienamente.

Domanda: Quali eventi o momenti speciali può vivere un turista nella Contrada del Bruco?
Risposta: Oltre alla già citata festa titolare (Visitazione di Maria il 2 luglio) e alle attività legate al Palio (dettagliate nella prossima risposta), il Bruco organizza nel corso dell’anno vari eventi contradaioli, alcuni dei quali aperti o visibili anche ai visitatori. Eccone alcuni:

  • Banchetti e cene all’aperto: durante l’estate, specie in prossimità del Palio, il Bruco (come le altre contrade) allestisce lunghe tavolate nelle strade del rione per le cene di contrada. La più spettacolare è la Cena della Prova Generale (la sera prima del Palio, aperta anche a ospiti su invito o previa prenotazione a pagamento) dove centinaia di persone cenano sotto le bandiere. Anche le cene propiziatorie prima della carriera e le cene della vittoria (se il Bruco vince, qualche settimana dopo il Palio si fa una grande festa aperta pure ai contradaioli di altre contrade) sono eventi molto suggestivi. Un turista, se presente in quei giorni, può assistere da bordo strada a queste scene conviviali uniche: un intero quartiere che mangia insieme sotto le stelle, con brindisi, cori contradaioli e tanta allegria.
  • Processioni e battesimi contradaioli: in occasione della festa titolare o di altre ricorrenze (ad esempio il Palio dei Cittini, una specie di “palio in miniatura” per bambini organizzato dalle contrade), può capitare di vedere la contrada sfilare in processione per le vie del rione, con tamburini e alfieri in costume che precedono il popolo. Se siete fortunati, potreste assistere al battesimo contradaiolo: solitamente avviene in oratorio o presso la fontanina di contrada, dove i piccoli vengono “bagnati” con l’acqua e accolti nella comunità. È un rituale breve ma emozionante, spesso pubblico durante la festa annuale.
  • Mostre e cultura in contrada: la Contrada del Bruco è molto attiva nella vita culturale di Siena – ha persino una propria biblioteca e un teatrino, e organizza periodicamente mostre o eventi aperti alla cittadinanza . Ad esempio, nell’oratorio o nei locali di contrada si sono tenute esposizioni fotografiche sulla storia del Bruco, presentazioni di libri sulle contrade, concerti corali ecc. Nel 2019, per dire, il Bruco allestì una mostra intitolata “Lo zucchino, evoluzione e rivoluzione” con foto e cimeli sulla storia del copricapo dei fantini (chiamato appunto zucchino) . Questi eventi vengono spesso segnalati sulla stampa locale e, se siete interessati, potete partecipare liberamente o previa una piccola offerta.

In generale, il momento clou per vivere la contrada è naturalmente il periodo del Palio (fine giugno – 2 luglio e fine agosto – 16 agosto). In quei giorni il Bruco, anche se non corre in tutte le edizioni (ad ogni Palio corrono 10 contrade su 17 a rotazione), è comunque animatissimo: si fanno prove notturne di tamburo, si montano le bandiere ad ogni finestra, si organizza la benedizione del cavallo (se il Bruco corre, il cavallo e fantino ricevono la benedizione nell’oratorio con la celebre frase “Vai e torna vincitore!”), e dopo la corsa si celebra o ci si consola insieme. Un turista può sentire questo fermento semplicemente passeggiando per il quartiere: ad esempio, la sera delle prove del Palio (tra il 29 giugno e il 1° luglio, o tra il 13 e 15 agosto) fate un giro in Via del Comune e limitrofe – udirete canti contradaioli echeggiare dai vicoli e magari vi imbatterete nel corteo del Bruco che esce compatto per andare verso Piazza del Campo. È un’esperienza da brivido, che fa comprendere l’attaccamento dei senesi alle proprie contrade.

Riassumendo, il Bruco offre momenti di vita vera che un visitatore attento può cogliere: basta mescolarsi con rispetto e curiosità alle attività del rione. Gli eventi contradaioli non sono pensati come attrazioni turistiche (sono fatti dalla comunità per la comunità), ma Siena è accogliente e se mostrate interesse genuino spesso i contradaioli saranno lieti di spiegarvi cosa sta succedendo o magari di farvi assaggiare una fetta di ciaccino durante una sagra di rione!

Itinerario a piedi: dal Hotel Minerva al cuore del Bruco

Dopo tante informazioni storico-culturali, passiamo alla pratica: come raggiungere e visitare la Contrada del Bruco partendo dall’Hotel Minerva? L’Hotel Minerva, lo ricordiamo, è situato in Via Garibaldi 72, appena dentro le mura storiche e appena fuori dalla zona a traffico limitato del centro . Questa posizione strategica consente agli ospiti di arrivare in auto (c’è anche un parcheggio privato in hotel) e poi muoversi comodamente a piedi per la città. In particolare, dal Minerva “Siena si dispiega tutta intorno a te, pronta per essere scoperta a piedi, passo dopo passo” . Piazza del Campo dista circa 15 minuti di cammino, il Duomo 17 minuti , e per la Contrada del Bruco… beh, è praticamente dietro l’angolo!

Ecco un possibile percorso a piedi consigliato, adatto anche a famiglie con bambini, per andare dall’Hotel Minerva fino al cuore della Contrada del Bruco e dintorni:

  • Partenza: Uscite dall’Hotel Minerva e girate a destra su Via Garibaldi. Percorrete Via Garibaldi per circa 200 metri: è una strada cittadina con marciapiede, fiancheggiata da negozi e palazzi moderni misti ad antichi. Vi troverete subito immersi nell’atmosfera senese. Dopo pochi minuti noterete sulla vostra sinistra un’apertura panoramica: approfittatene, perché l’hotel domina in parte la città, quindi già dai paraggi si gode di una vista sui tetti e campanili (ottimo spot per una foto iniziale!).
  • Verso Piazza Salimbeni: Continuando su Via Garibaldi, la strada curva leggermente e vi porta a un incrocio. Seguite le indicazioni per Via dei Montanini (o chiedete ai passanti della “Lizza” se vi siete orientati male). Via dei Montanini è la naturale prosecuzione di Via Garibaldi verso il centro storico: è una via elegante, ricca di boutique, caffè all’aperto e appunto alcune botteghe artigiane. Camminando tra le vetrine, in pochi minuti giungerete a Piazza Salimbeni – riconoscibile per l’imponente facciata gotica del Palazzo Salimbeni (sede centrale di Banca Monte dei Paschi) e la statua di Sallustio al centro. Vi trovate ufficialmente in territorio Bruco! Potete fermarvi un momento ad ammirare la piazza: notate le bandierine giallo-verdi se ci sono (spesso durante il Palio ogni contrada addobba il suo territorio con i propri vessilli), oppure cercate sulle mura qualche targa contradaiola con il bruco coronato.
  • Tappa in Piazza Salimbeni: Se volete approfondire, sul lato opposto del palazzo Salimbeni c’è anche Palazzo Spannocchi (notevole esempio di architettura rinascimentale) e accanto Palazzo Tantucci. Ma dal punto di vista “brucaiolo”, qui siete nel salotto buono della contrada: pensate che questo spazio storico fa parte del Bruco fin dal XVIII secolo . Spesso il Bruco usa piazza Salimbeni come punto di ritrovo durante i cortei (essendo ampia), quindi immaginatela piena di contradaioli in festa.
  • Via dei Rossi e Oratorio: Dalla piazza prendete Via dei Rossi (lato sinistro guardando Palazzo Salimbeni). Via dei Rossi è una strada molto caratteristica, leggermente in discesa, fiancheggiata da negozi tradizionali. Percorretela per circa 100 metri fino a incontrare sulla sinistra una piccola salita: è Via del Comune. Qui girate e salite: vi troverete in pochi passi davanti alla Chiesa dell’Oratorio di Santissimo Nome di Gesù (l’oratorio del Bruco) e all’ingresso del Museo della Contrada del Bruco (segnalato da una targa). Complessivamente, dall’hotel fin qui, avrete camminato circa 5-7 minuti appena!
  • Visita all’Oratorio (e Museo, se possibile): Date uno sguardo all’interno dell’oratorio se aperto – è raccolto ma ricco di decorazioni barocche, con altari laterali dedicati alle reliquie della contrada. Se siete fortunati e avete prenotato la visita, potete esplorare il museo accanto (ricordate, l’ingresso è su Via del Comune 30). Altrimenti, anche solo sostare qui è suggestivo: siete nel cuore fisico e spirituale del Bruco. Noterete probabilmente sulla parete esterna dell’edificio una fontanina contradaiola con il simbolo del bruco: è la fonte battesimale dove i brucaioli vengono battezzati contradaioli. Una foto accanto a questa fontanina è d’obbligo!
  • Le Coste del Bruco: Dopo la sosta, potete esplorare le viuzze circostanti. Ad esempio, proseguite su Via del Comune e svoltate a destra in Costa di Mezzo o in Costa degli Orti – le “coste” sono tipiche salite senesi. Queste stradine vi condurranno in alto verso Via di Città oppure in basso verso Pian d’Ovile. Se scendete, in particolare, raggiungerete Piazza d’Ovile, altro luogo del Bruco dove sorge una fontana monumentale (Fonti di Ovile) medievale, molto pittoresca. Tenete conto però che scendere significa poi risalire! Forse meglio mantenersi in quota: risalendo Costa di Mezzo sbucherete in Piazza San Francesco, dove sorge l’omonima basilica. Anche questa piazza è per metà territorio Bruco. Potete approfittarne per visitare la Basilica di San Francesco (famosa per il miracolo delle Particole Incorruttibili) e godere del panorama sulla città dal sagrato.
  • Ritorno attraverso Banchi di Sopra: Da Piazza San Francesco, tornare all’hotel è semplice: imboccate Via dei Rossi a ritroso fino a Piazza Salimbeni, quindi percorrete Banchi di Sopra (che è la continuazione di Via Montanini). Banchi di Sopra è la via principale di Siena, sempre animata; percorrendola verso nord vi ritroverete di nuovo in Via Garibaldi e quindi all’hotel. In alternativa, dalla Lizza (i giardini pubblici vicini alla Fortezza Medicea, a circa 5 minuti dall’hotel) potete entrare su Via Garibaldi.

Questo itinerario ad anello vi permette di toccare tutti i punti essenziali del Bruco in città: la piazza principale (Salimbeni), la via storica (dei Rossi), il cuore contradaiolo (oratorio e museo) e qualche scorcio panoramico (San Francesco). Il tutto in meno di 2 km di passeggiata. E avrete gustato anche un pezzetto di vita locale, tra artigiani e caffè.


Bandiere gialloverdi del Bruco esposte in Via dell’Abbadia, nel territorio contradaiolo. Sulla destra si nota un lampione decorato con il simbolo del bruco coronato.

Consiglio per famiglie: Se avete bambini, rendete la passeggiata una caccia al tesoro: lungo la strada chiedete loro di contare quanti stemmi del bruco riescono a trovare sui muri o sulle fontane! Ne vedranno diversi, e questo li coinvolgerà. Inoltre fermatevi magari a prendere un gelato artigianale in zona (ci sono ottime gelaterie nel raggio di 5 minuti, chiedete in hotel la più vicina): un gelato in mano renderà più dolce la salita verso Via del Comune. 😉

Consiglio per turisti esteri: Non esitate a interagire. Molti senesi parlano inglese (specie i più giovani o chi lavora nel turismo), e nella contrada del Bruco troverete persone disponibili a spiegare. Ad esempio, se vedete qualcuno con la fazzolettone (il fazzoletto di seta con i colori del Bruco) attorno al collo, potete provare a chiedere in inglese “Excuse me, what’s happening here?” se c’è qualche evento in corso – con garbo, vi risponderanno volentieri magari facendovi vedere il museo o raccontandovi una storia che su Google non trovereste!

Conclusione: un’esperienza senese autentica

Abbiamo dunque attraversato insieme la Nobile Contrada del Bruco, dalla sua gloriosa storia medievale alle tradizioni vive di oggi, dai cimeli custoditi nel museo alle bandiere sventolanti nei vicoli. In questo viaggio abbiamo scoperto che il Bruco non è solo un quartiere di Siena, ma un microcosmo di cultura, orgoglio e comunità. Visitarlo significa toccare con mano una parte dell’anima di Siena.

Per i viaggiatori che soggiornano all’Hotel Minerva, il Bruco rappresenta praticamente il “quartiere di casa”: basta uscire e in pochi minuti siete immersi nella storia contradaiola . L’hotel stesso, con la sua atmosfera accogliente e la posizione strategica, si rivela un’ottima base per esplorare non solo il Bruco ma tutte le meraviglie di Siena. Come evidenziano le guide dell’albergo, “tornare in camera per una pausa rinfrescante nel pomeriggio e poi uscire di nuovo per un gelato serale in Piazza del Campo diventa naturale quando tutto è così vicino” . E infatti, dopo aver esplorato il rione del Bruco, potrete facilmente proseguire verso le altre contrade vicine (Oca, Lupa, Drago…) oppure rientrare al Minerva a riposare per poi magari uscire di sera a godervi Siena illuminata.

Ci auguriamo che questa guida vi sia stata utile e vi abbia fornito non solo indicazioni turistiche, ma anche spunti per vivere Siena in modo più autentico e partecipativo. La Contrada del Bruco vi aspetta a braccia aperte: lasciatevi contagiare dall’entusiasmo dei suoi contradaioli, assaggiate la cucina locale nelle sue strade, ammirate i suoi colori e, perché no, tifate Bruco se assisterete a un Palio! Sarà un’esperienza che voi e la vostra famiglia ricorderete con il sorriso.

Buon viaggio nel Bruco e viva Siena! 🐛👑

Domande frequenti riepilogative:

  • D: Quali sono i colori e il simbolo del Bruco? – R: Giallo e verde (listati di blu), simbolo un bruco coronato su rosa .
  • D: Perché “Nobile Contrada del Bruco”? – R: Titolo ottenuto per meriti storici nel 1369-1371 (battaglie e rivolta di Barbicone) .
  • D: Il Bruco ha nemici? – R: No, è una delle contrade senza rivali ufficiali (alleata con Torre).
  • D: Quanti Palio ha vinto? – R: Circa 37 vittorie nella storia (33 riconosciute dal ’600 in poi) , ultima nel 2008.
  • D: Cosa vedere nel Bruco? – R: Oratorio e Museo (Via del Comune 30) con drappelloni e costumi, Piazza Salimbeni col Palazzo MPS, scorci di Via dei Rossi e Fonti d’Ovile.
  • D: Ci sono eventi a cui assistere? – R: Sì, durante il Palio cene all’aperto e cortei; festa titolare 2 luglio con cerimonie; museo visitabile su richiesta; attività culturali occasionali aperte al pubblico .
  • D: Come arrivarci dall’Hotel Minerva? – R: 5-10 minuti a piedi: Via Garibaldi → Via Montanini → Piazza Salimbeni (si è già in Bruco) → Via dei Rossi → Via del Comune (oratorio). Molto comodo dalla posizione dell’hotel .

Speriamo che queste risposte abbiano chiarito ogni dubbio e vi invoglino a esplorare la Contrada del Bruco. Buona scoperta di Siena e delle sue contrade!