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La Contrada della Chiocciola è una delle diciassette anime di Siena, custode di tradizioni secolari e di una forte identità contradaiola che ancora oggi si respira nelle sue strade. Situata nella parte sud-occidentale della città, tra Porta San Marco e Porta Tufi, la Chiocciola si distingue per il suo simbolo, la chiocciola, emblema di perseveranza e pazienza, e per i suoi colori ufficiali: il rosso e il giallo bordati di blu.

Per chi soggiorna all’Hotel Minerva Siena, scoprire questa contrada è facile e affascinante. Il nostro albergo si trova all’interno delle mura storiche, in via Garibaldi 72, in posizione centrale e panoramica. Dall’hotel è sufficiente una passeggiata di circa 15 minuti per raggiungere il cuore della Contrada della Chiocciola, perdendosi tra scorci pittoreschi, vie medievali e l’autentica atmosfera che solo Siena sa regalare.

Visitare la Contrada della Chiocciola significa entrare in contatto diretto con il cuore più autentico di Siena. È un’occasione per capire come le contrade non siano solo protagoniste del Palio, ma veri e propri microcosmi culturali e sociali che tengono viva l’anima della città.

 

Dal vostro soggiorno all’Hotel Minerva Siena, con camere panoramiche e un’accoglienza familiare, avrete l’opportunità di scoprire la Chiocciola e tutte le altre contrade, vivendo Siena da protagonisti e non solo da turisti.

La Contrada della Chiocciola

Origini della Contrada della Chiocciola

Quali sono le origini storiche della Contrada della Chiocciola? La Contrada della Chiocciola è annoverata tra le contrade più antiche di Siena. Le sue radici affondano nel tessuto medievale della città, e già nel Seicento e Settecento la Chiocciola compare in documenti ed eventi storici cittadini. Una leggenda fa risalire il simbolo stesso della contrada – la chiocciola – addirittura all’epoca etrusca, sostenendo che gli antichi abitanti etruschi della zona attribuissero a questo animale un significato religioso particolare . Al di là della leggenda, sappiamo che la Chiocciola esiste come comunità quantomeno dal XVII secolo: la contrada era attiva e presente in manifestazioni storiche come la famosa “bufalata” del 1650 (una pittoresca corsa di bufali organizzata in onore dei principi di Toscana), segno che già a metà Seicento il rione aveva propri contradaioli ben identificati e partecipava a giochi e feste cittadine dell’epoca.

Nei secoli successivi la contrada assunse una fisionomia più definita. La Chiocciola ha tradizionalmente incorporato anche i territori di un’antica contrada ormai scomparsa, quella della Quercia . La Contrada della Quercia aveva giurisdizione su un’area detta Comunello di Monistero, attorno all’abbazia di Sant’Eugenio (fuori dalle mura cittadine). Nel 1729, però, come accennato, la riforma voluta da Violante di Baviera ridisegnò i confini delle contrade: il bando di quella data fissò il limite territoriale della Chiocciola a Porta San Marco, escludendo di fatto la zona di Monistero che storicamente i chiocciolini consideravano propria . Nonostante ciò, la memoria dell’antica Contrada della Quercia rimane parte della storia chiocciolina. Ancora oggi, ad esempio, tra i soprannomi storici dei contradaioli della Chiocciola c’è il termine querciaioli, in ricordo di quella fusione avvenuta nel passato.

Dove si trova il rione della Chiocciola? Il territorio della Contrada della Chiocciola occupa parte del Terzo di Città, ovvero la zona sud-occidentale del centro storico di Siena . Si estende intorno a Via San Marco e alle strade adiacenti, arrivando fino all’omonima Porta San Marco (una delle antiche porte nelle mura cittadine). Proprio in Via San Marco si trovano i principali luoghi della contrada: la sede (ovvero i locali amministrativi e di ritrovo) al civico 31 , l’oratorio (chiesa) dei Santi Pietro e Paolo e la fontanina battesimale, come vedremo in dettaglio. Nel dopoguerra, per sancire l’identità del rione, la contrada ha anche installato all’inizio di Via San Marco un simbolico leone di San Marco in travertino: fu collocato nel 1954 per celebrare il gemellaggio della Contrada della Chiocciola con la città di Venezia . Non a caso Venezia ha per patrono San Marco e il leone alato è suo emblema: un bel segno di amicizia tra Siena e la Serenissima, ben visibile ancora oggi entrando nel territorio chiocciolino.

Perché la contrada si chiama “Chiocciola” e qual è il significato del suo simbolo? Il nome deriva dal suo simbolo araldico ufficiale: una chiocciola (una lumaca) strisciante. Nel blasone completo, la chiocciola è raffigurata “passante” su un campo bianco cosparso di rose rosse e bianche, alternato dalle lettere azzurre U e M che omaggiano i sovrani Umberto I e Margherita di Savoia . La scelta della lumaca come emblema ha un forte valore simbolico. La chiocciola evoca infatti l’idea di lentezza, pazienza e prudenza (come ricorda anche il motto contradaiolo) . Al tempo stesso, è un animale tenace e resistente: avanzando lentamente può percorrere lunghe distanze e superare ostacoli, proteggendosi grazie al suo guscio. I contradaioli della Chiocciola vedono riflessi in questo simbolo i propri valori: calma e pazienza nel perseguire gli obiettivi, ma anche forza, determinazione e spirito di protezione verso la comunità . La Chiocciola scende lentamente in campo, ma alla fine trionfa – come recita il motto – e diventa allegoria di saggezza e perseveranza vittoriosa. Non a caso l’animale-simbolo della Chiocciola è associato tradizionalmente anche alla virtù teologale della Prudenza .

Di seguito riassumiamo in una tabella le principali info storiche e simboliche della Contrada della Chiocciola, utili per inquadrare l’identità di questo rione:

ContradaContrada della Chiocciola (detta anche Chiocciola)
SimboloChiocciola (lumaca) strisciante su campo bianco, contornata da rose rosse e bianche e dalle lettere U e M azzurre .
ColoriGiallo e rosso, listato di azzurro (bande azzurre) .
Motto“Con lento passo e grave nel Campo a trionfar Chiocciola scende” – richiamo alla calma determinata con cui la Chiocciola scende in campo per trionfare.
Terzo di appartenenzaTerzo di Città (Siena è divisa in tre terzi storici) .
Antica corporazioneCuoiai – la Chiocciola tradizionalmente rappresentava l’arte dei conciatori di pelli (calzolai e cuoiai) .
Santo PatronoSanti Pietro e Paolo apostoli . La festa titolare (celebrazione annuale della contrada) cade il 29 giugno, ricorrenza dei patroni .
AlleateIstrice, Pantera, Selva – storiche alleanze con le contrade dell’Istrice, della Pantera e della Selva .
AvversariaTartuca – acerrima contrada rivale (rivalità attiva fin da prima del 1652) .
Soprannome contradaioliChiocciolini – così sono chiamati i membri della contrada. Un soprannome storico è anche querciaioli (dal rione Quercia incorporato).
Sede e territorioZona di Via San Marco. Sede principale in Via San Marco n.31, territorio esteso fino a Porta San Marco .
Oratorio (Chiesa)Chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Via San Marco – costruita su disegno dell’architetto Flaminio del Turco e concessa alla contrada nel 1814 . Già nel 1655 la contrada aveva eretto una propria chiesetta all’incrocio tra via San Marco e via della Diana . L’oratorio attuale, rinnovato nel XIX sec., è oggi il cuore spirituale del rione.
Fontanina battesimaleFontana di contrada inaugurata nel 1947, situata nel piazzale antistante la chiesa . Ha forma di edicola con una chiocciola in cima; sul basamento reca l’iscrizione augurale: “Quando alla Chiocciola vittoria arriderà, questa fontana buon vino getterà” . È la fontanina dove vengono battezzati simbolicamente i nuovi contradaioli (battesimo contradaiolo).
Società di ContradaSocietà “San Marco”, con sede in Via San Marco n.77 . È il circolo ricreativo della contrada, dove si tengono cene e ritrovi conviviali tra chiocciolini.
GemellaggioCittà di Venezia – dal 1954 la Chiocciola è gemellata con Venezia, ricordato dalla statua del Leone di San Marco all’inizio di via San Marco .

Tradizioni e vita contradaiola della Chiocciola

Quali tradizioni contradaiole caratterizzano la Chiocciola? Come ogni contrada senese, anche la Chiocciola ha un ricco patrimonio di rituali, feste e usanze che scandiscono la vita del rione durante l’anno. Innanzitutto c’è la festa titolare, ovvero il giorno in cui la contrada celebra il proprio Santo Patrono: per la Chiocciola, essendo i patroni i Santi Pietro e Paolo, la festa cade il 29 giugno. In quella data (o nel periodo vicino) la contrada organizza cerimonie religiose nell’oratorio e festeggiamenti laici nel rione – con addobbi di bandiere giallo-rosse-azzurre, banchetti all’aperto e musica – per onorare i santi protettori . Durante la messa solenne nella chiesa di S.Pietro e Paolo vengono anche benedette le insegne e i contradaioli rinnovano il proprio impegno di fedeltà ai valori contradaioli. La sera, la Società di contrada prepara una cena nel rione aperta a tutti i membri e spesso anche agli ospiti, con lunghi tavoli lungo le strade, in un’atmosfera di grande convivialità e orgoglio di appartenenza.

Un momento molto sentito è anche il battesimo contradaiolo, la cerimonia in cui i bambini (e talvolta anche adulti) entrano simbolicamente a far parte della contrada. Questa cerimonia si svolge tipicamente una volta l’anno, spesso in occasione della festa titolare: il neo-contradaiolo viene tenuto in braccio e gli viene versata sulla fronte un po’ d’acqua attinta dalla fontanina battesimale della contrada. La Chiocciola vanta la fontanina di contrada più antica di Siena: fu la prima ad essere inaugurata, nel giugno 1947, e da allora è un punto di riferimento della vita chiocciolina . Si trova proprio di fronte all’oratorio, nel cortile della chiesa, ed è opera dello scultore senese Fulvio Corsini . La tradizione più curiosa legata alla fontanina è quella ricordata dall’iscrizione incisa sul marmo: “Quando alla Chiocciola vittoria arriderà, questa fontana buon vino getterà”. Infatti, quando la Chiocciola vince il Palio, per festeggiare viene fatto sgorgare vino (anziché acqua) dalla fontanina, affinché i contradaioli possano brindare direttamente alla fonte! 🎉 Questa usanza, comune anche ad altre contrade ma introdotta per la prima volta proprio dalla Chiocciola, simboleggia l’abbondanza e la gioia che la vittoria porta nel rione. L’ultima volta in cui la fontanina della Chiocciola ha versato vino è stato dopo il Palio vinto nell’agosto 1999 (essendo quello ad oggi l’ultimo trionfo, come vedremo) – un ricordo ancora vivo per i contradaioli più anziani, in attesa di poter far scorrere di nuovo il Chianti dalla bocca della lumaca.

Come si riconosce il territorio della Chiocciola? Passeggiando per le strade della contrada, noterete ovunque i colori giallo, rosso e turchino e il simbolo della chiocciola. Sugli edifici del rione sono affisse targhe in ceramica con l’emblema contradaiolo a indicare i confini (ad esempio all’ingresso di Via San Marco vi è lo stemma con la lumaca e la scritta “Contrada della Chiocciola”). Durante il periodo del Palio, l’intero quartiere è addobbato con bandiere dai vivaci colori sociali che sventolano da ogni finestra , e di sera spesso risuonano i ritmi del tamburo e gli squilli di chiarina durante le prove delle sbandierate dei giovani alfieri. Una particolarità del rione sono i tanti riferimenti al nome “San Marco”: la Società di contrada si chiama appunto San Marco (dal nome dell’antico quartiere), una delle compagnie militari storiche della contrada era detta di San Marco, e come visto la Chiocciola è gemellata con Venezia per affinità con San Marco evangelista . Nel 1955 la contrada ebbe addirittura l’onore di accogliere il futuro Papa Giovanni XXIII (all’epoca Patriarca di Venezia, Angelo Roncalli), che in visita a Siena ricevette dalla Chiocciola il titolo di “Protettore Onorario” della contrada . Ancora oggi, entrando nel museo o nella sala delle adunanze, si possono vedere foto e targhe che ricordano quell’evento e la speciale benedizione impartita dal futuro Papa ai contradaioli chiocciolini.

La Contrada della Chiocciola, come le altre, è retta da una struttura organizzativa tradizionale. Le cariche principali sono il Priore (responsabile dell’amministrazione e della vita civile della contrada) e il Capitano (che sovrintende alle strategie paliesche, quindi all’allenamento del cavallo, alla scelta del fantino e alle alleanze in vista del Palio). Vi sono poi il Seggio (consiglio direttivo), i mangini (collaboratori del Capitano durante il Palio), e varie commissioni che curano aspetti come il patrimonio artistico, la gestione delle feste, i rapporti con le contrade alleate ecc. La Chiocciola pubblica anche un proprio giornalino periodico per i contradaioli, intitolato “Affogasanti” (titolo curioso che rievoca un aneddoto storico legato forse a un antico pozzo detto “affoga santi” nel rione, o in senso metaforico il “tuffare” i santi patroni nell’acqua battesimale della fontanina). Attraverso questo periodico e i canali social ufficiali, la contrada mantiene informati i chiocciolini, anche quelli che vivono lontano da Siena, sulle attività e notizie del rione.

Un elemento fondamentale della vita di contrada sono le cene e le feste comuni. Nel rione Chiocciola la Società “San Marco” funge da centro nevralgico: qui si tengono tutto l’anno cene settimanali, tombolate, serate di ballo e proiezioni, che rinsaldano il senso di comunità. Nei giorni precedenti il Palio, poi, l’attività diventa frenetica: si organizzano le cene della prova generale, i giovani monturati provano i costumi per il Corteo Storico, si preparano gli addobbi e si monta il tufo nella piazza del Campo per la corsa. La sera prima del Palio dell’Assunta (15 agosto) la Chiocciola, se è tra le contrade partecipanti, allestisce la tradizionale cena propiziatoria in Piazza San Marco: centinaia di persone cenano all’aperto sotto le bandiere, cantando l’inno del rione e sperando nella vittoria del giorno successivo. Queste scene sono di straordinario impatto emotivo e costituiscono un’occasione unica per i visitatori di respirare l’aria di Siena più autentica. Spesso i turisti vengono invitati a partecipare (su prenotazione) alle cene nelle contrade, specialmente quelle propiziatorie: un’esperienza consigliata a chi vuole capire davvero cosa significhi il Palio per i senesi.

Curiosità: la rivalità tra Chiocciola e Tartuca è tra le più accese e risalenti. Si racconta che anticamente i chiocciolini, avendo come patrono gli apostoli Pietro e Paolo (festeggiati il 29 giugno), si rifiutassero per scaramanzia di nominare l’altro santo ricorrente di fine giugno: San Giovanni Battista (patrono della Tartuca, festeggiato il 24 giugno). Questa avversione portò a un curioso detto senese: “La Chiocciola affoga i Santi”, alludendo scherzosamente al fatto che i chiocciolini “affoghino” la festività di San Giovanni concentrandosi subito sulla propria festa di San Pietro e Paolo (da qui, secondo alcuni, il nome del periodico Affogasanti). Al di là delle leggende, ancora oggi durante il Palio le reciproche provocazioni tra Chiocciola e Tartuca sono all’ordine del giorno: le due contrade confinano in parte (zona Porta Tufi/Porta San Marco) e non perdono occasione per sfidarsi sia in Piazza del Campo che nelle botta-e-risposta di cori durante le passeggiate storiche. Questa rivalità ultrasecolare aggiunge pepe alle corse: ad esempio, non di rado se Chiocciola e Tartuca corrono nello stesso Palio, l’una può cercare di ostacolare l’altra in pista anche a costo di non vincere, pur di non far trionfare la rivale. È successo in passato e probabilmente succederà ancora, finché “chiocciolini” e “tartuchini” continueranno a sentire così viva la loro identità.

Il Museo della Contrada della Chiocciola

Una delle particolarità della Contrada della Chiocciola è il suo museo, che rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole conoscere da vicino la storia e l’arte delle contrade di Siena. Inaugurato nel 1981, il Museo della Contrada della Chiocciola è stato il primo museo di contrada realizzato a Siena . La sua creazione segnò l’inizio di una nuova era: da allora anche altre contrade hanno gradualmente allestito raccolte museali dei propri cimeli, ma la Chiocciola vanta il primato di aver aperto la strada. Il museo è ospitato in una sede davvero suggestiva: si trova infatti nella cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l’oratorio contradaiolo . Questa cripta risale al XVII secolo ed è stata ristrutturata nell’Ottocento; la contrada la ottenne in uso dopo il 1815 e la trasformò poi in spazio espositivo moderno nei primi anni ’80 . L’allestimento inaugurato nel 1981–1982 fu pensato per valorizzare sia il lato religioso sia quello storico-competitivo della vita di contrada, e ancora oggi il museo della Chiocciola è considerato uno dei più belli e ricchi tra quelli contradaioli.

Cosa si può vedere nel museo della Chiocciola? Il percorso espositivo si articola principalmente in due sezioni: una sala degli arredi sacri e la sala delle vittorie . Nella prima sono raccolti oggetti liturgici, reliquiari, paramenti e opere d’arte sacra appartenenti alla contrada, alcuni dei quali provenienti dalla chiesa stessa o da donazioni di contradaioli. Si possono ammirare, ad esempio, raffinati calici e pissidi d’argento cesellato, ex voto e reliquie legate alla devozione dei chiocciolini, pianete e tessuti ricamati dei secoli XV-XVII, oltre a dipinti di scuola senese. Tra i pezzi più pregiati segnalati ci sono una monumentale residenza lignea ottocentesca (un grande armadio-processionale utilizzato per custodire i paramenti sacri), un antico leggio intagliato del Settecento sormontato dal tetramorfo (i simboli dei quattro evangelisti) e un antifonario miniato del 1732 . Questi oggetti testimoniano la profonda religiosità popolare che permea la vita di contrada: ogni contrada infatti non è solo impegnata nel Palio, ma cura anche momenti spirituali, avendo appunto un proprio oratorio e propri tesori sacri.

La Sala delle Vittorie è forse la più emozionante per i visitatori appassionati del Palio. Qui sono esposti tutti i Palii vinti dalla Contrada della Chiocciola, ossia i drappelloni (stendardi dipinti) che la contrada ha conquistato nel corso dei secoli . Sono decine di stendardi dai colori vivaci e dalle fogge diverse, ciascuno opera di artisti differenti (ogni Palio il Drappellone viene dipinto da un artista, e diventa un pezzo unico). Il più antico drappellone originale conservato è quello dell’agosto 1772, il primo Palio vinto di cui si conserva materialmente il vessillo in contrada . Attraverso i Palii si ripercorre la storia gloriosa della Chiocciola: accanto ad essi vi sono infatti pannelli esplicativi con l’elenco cronologico delle vittorie, i nomi dei fantini e dei cavalli che le conseguirono, e spesso fotografie o dipinti d’epoca che immortalano momenti salienti (ad esempio l’arrivo vittorioso del cavallo della Chiocciola al Palio del 16 agosto 1964, o l’abbraccio tra contradaioli in Piazza del Campo dopo il trionfo del 1999). Oltre ai Palii, la sala raccoglie anche i Masgalani vinti dalla contrada – cioè i piatti d’argento premio per la migliore comparsa nel Corteo Storico, che la Chiocciola ha ottenuto in varie occasioni – e i costumi storici non più in uso, appartenuti alle comparse della contrada in diverse epoche . Ad esempio sono esposti alcuni costumi originali del 1878, 1904, 1925 e 1957, ormai sostituiti da fogge più nuove, ma conservati come memoria storica . Vedere da vicino questi abiti variopinti, con i loro velluti e damascati, permette di apprezzare l’eleganza e la cura dei dettagli con cui le contrade si presentano al Corteo Storico del Palio.

Complessivamente, visitare il museo della Chiocciola equivale a fare un viaggio nel tempo: le antiche tradizioni religiose del rione e le epiche vittorie paliesche convivono fianco a fianco, raccontando al visitatore la doppia anima (sacra e profana) di ogni contrada senese. Il museo è anche uno spazio vivo per la comunità: spesso vi si tengono conferenze sulla storia contradaiola, presentazioni di libri, o visite guidate per le scuole di Siena, in modo da trasmettere ai giovani l’amore per le proprie radici.

Informazioni utili per la visita: il Museo della Contrada della Chiocciola si trova in Via San Marco, 35 (presso la cripta della chiesa) , a pochi passi dall’oratorio. Trattandosi di un museo privato di contrada, non ha orari di apertura quotidiani come un museo statale; generalmente è visitabile su prenotazione o in determinate occasioni (ad esempio durante la settimana del Palio alcune contrade aprono i musei al pubblico, oppure in occasione di eventi cittadini come la Notte dei Musei). Per organizzare una visita è consigliabile contattare la contrada tramite i riferimenti ufficiali (sito web o email) , oppure informarsi presso gli uffici turistici di Siena che spesso coordinano visite ai musei di contrada. L’ingresso di solito è a offerta libera o con un piccolo contributo, che aiuta la contrada a mantenere il proprio patrimonio artistico. Vale certamente la pena visitarlo: oltre all’innegabile interesse storico-culturale, sarete accolti con passione dai contradaioli stessi, che spesso fungono da guide volontarie e vi racconteranno aneddoti e storie legate a ogni oggetto esposto, con quell’orgoglio genuino che solo chi vive la contrada dall’interno sa trasmettere.

I Palii vinti dalla Contrada della Chiocciola

Arriviamo ora a parlare dei Palii vinti dalla Chiocciola, cioè le vittorie conquistate dalla contrada nelle corse del Palio di Siena nel corso dei secoli. Per un contradaiolo, il palmarès (o albo d’oro) del proprio rione è motivo di grande fierezza, e nel caso della Chiocciola si tratta di un palmarès di tutto rispetto.

Quanti Palii ha vinto la Chiocciola? Secondo gli archivi ufficiali del Comune di Siena, la Contrada della Chiocciola ha vinto 51 Palii a partire dal Seicento ad oggi . Nel conteggio che la contrada fa proprio, tuttavia, le vittorie rivendicate sono 54 . Come mai questa differenza? Capita per diverse contrade: la Chiocciola include nel suo albo d’oro anche tre vittorie “non ufficiali” – cioè corse che non rientrano nel computo formalmente riconosciuto dal Comune – risalenti a episodi particolari. Nel caso specifico, la Chiocciola aggiunge: un Palio corso il 2 luglio 1654 (di cui non ci sono registrazioni comunali dettagliate), un Palio straordinario corso fuori Siena, nella tenuta di Cetinale, il 21 settembre 1679, e un Palio straordinario corso a Firenze il 28 settembre 1856 . Escludendo queste, rimangono dunque 51 vittorie ufficiali, che collocano comunque la Chiocciola fra le contrade più vittoriose in assoluto nella storia del Palio. Basti pensare che la contrada con il record di vittorie è l’Oca con 65 Palii (conteggio ufficiale), e la Chiocciola segue a breve distanza con 51 – un bottino che ne fa tradizionalmente una “potenza” paliesca (non a caso si dice in città che “la Chiocciola vince spesso, anche se va piano!” 😄).

Ma vediamo più da vicino alcune delle tappe salienti di questa storia vincente:

  • Prima vittoria: la prima vittoria ufficiale registrata della Chiocciola avvenne il 3 luglio 1661 . Fu quella la prima volta che il vessillo con la lumaca trionfò in Piazza del Campo. Purtroppo non conosciamo i dettagli di quel Palio (nome del fantino o del cavallo) poiché le cronache dell’epoca sono scarse, ma è significativo che la Chiocciola possa vantare successi fin dall’inizio delle corse in piazza (ricordiamo che il Palio “moderno” iniziò nel 1633 dopo la peste, e le prime annate ebbero vincitori poi dimenticati; dal 1656 si iniziarono a registrare meglio le vittorie). Dunque la Chiocciola iscrive il suo nome nell’albo d’oro già nei primissimi decenni di storia paliesca.
  • Il cappotto del 1850: uno degli orgogli maggiori della contrada è aver realizzato un cappotto nell’anno 1850 . Nel gergo del Palio, “fare cappotto” significa vincere entrambi i Palii ordinari di un anno (luglio e agosto). La Chiocciola ci riuscì nel luglio 1850 e si ripeté immediatamente nel agosto 1850, conquistando due drappelloni su due nello stesso anno . È un’impresa rara e difficilissima, riuscita pochissime volte nella storia (per la superstizione senese, porta anche un po’ sfortuna a volte osare il cappotto, ma quando accade è leggenda pura!). I fantini artefici di quel cappotto chiocciolino furono: a luglio il grande Bachicche (al secolo Giuseppe Buoni) su un cavallo morello chiamato Farfallo, e in agosto ancora Bachicche su un altro morello di nome Stella . La doppietta della Chiocciola nel 1850 rimase per decenni un traguardo ineguagliato e ancora oggi i contradaioli ne vanno fierissimi, tanto che nel museo spiccano in bella mostra i due drappelloni di quell’anno vittorioso e una targa commemorativa definisce Bachicche “l’eroe del cappotto”.
  • Il periodo d’oro degli anni 1920: la Chiocciola visse un altro momento di gloria straordinaria a metà degli anni Venti del Novecento. In particolare, Angelo Meloni detto “Picino”, uno dei fantini più vittoriosi di sempre, diede avvio a una serie di successi per la contrada vincendo il Palio del 16 agosto 1924 (corsa in cui, per la cronaca, il suo cavallo Giacca tagliò il traguardo scosso, cioè senza fantino, ma ancora in testa) . A questo trionfo fecero seguito le vittorie del fantino Ottorino Luschi detto “Cispa” nel Palio del 16 agosto 1925 e di nuovo nel Palio del 16 agosto 1926, entrambe per i colori della Chiocciola . In pratica la Chiocciola vinse tre Palii di fila nella carriera di agosto in quegli anni – una striscia eccezionale. Nessun’altra contrada è mai riuscita a vincere il Palio dell’Assunta per tre anni consecutivi come fece la Chiocciola dal 1924 al 1926. Questo triplete consolidò la fama della Chiocciola come contrada “vincente”. Nel museo sono conservati tutti e tre i drappelloni di quella trilogia, tra cui quello del 1925 che fu dedicato alla pace (si era nel periodo post-bellico, e fu anche il Palio in cui la Chiocciola con Cispa vinse contro la rivale Tartuca, aggiungendo soddisfazione su soddisfazione).
  • Le vittorie nel dopoguerra: dopo la pausa bellica (nel 1940-44 il Palio non si corse per la Seconda Guerra Mondiale), la Chiocciola tornò a vincere nel 2 luglio 1957, poi ancora nel 16 agosto 1964, 17 agosto 1966 (Palio posticipato per pioggia), 2 luglio 1968 e 17 agosto 1975 . Questi successi negli anni ’50-’70 resero la Chiocciola una presenza costante sul palco delle vittorie. In particolare, il fantino Andrea Degortes detto “Aceto” – il più vittorioso fantino del XX secolo – vinse il suo primo Palio proprio con la Chiocciola nel 1975 su Panezio , inaugurando poi una lunga carriera. Un altro nome leggendario legato alla Chiocciola è Antonio Trinetti detto “Canapetta”, che vinse due Palii per la contrada: nel 2 luglio 1968 su Selvaggia e nel 17 agosto 1966 su Beatrice, entrambe affermazioni sudatissime e ricordate per episodi curiosi (come la caduta di Canapetta nel 1966 poco dopo la mossa, con il cavallo che vinse scosso, o la partenza complicata del 1968 con introdotte per la prima volta regole sul mortaretto) .
  • L’ultima vittoria (finora): l’ultimo Palio vinto dalla Chiocciola risale al 16 agosto 1999 . In quella carriera, il fantino Massimo Coghe detto “Massimino” portò al trionfo il cavallo Votta Votta sotto il cielo di Piazza del Campo, interrompendo un digiuno che durava da 17 anni (la vittoria precedente era stata nel 1982) . Fu un Palio combattuto e segnato dalla pioggia (la tratta dei cavalli fu rinviata al pomeriggio proprio per un acquazzone, come ricorda una nota negli annali ). Alla mossa la Chiocciola partì benissimo e Massimino riuscì a mantenere la testa della corsa per tre giri, resistendo al ritorno dell’Onda e dell’Istrice. Immaginate l’esplosione di gioia in via San Marco quella notte: il rione fece festa per settimane, con il corteo della vittoria (lo spennacchierata) che attraversò più volte il quartiere, il fantino portato in trionfo e – naturalmente – fiumi di vino dalla fontanina! Da allora, però, la Chiocciola non ha più vinto un Palio. Questo significa che attualmente – anno 2025 – la Chiocciola sta vivendo uno dei periodi di digiuno più lunghi tra le contrade attive, e ogni Palio i chiocciolini sperano ardentemente di “rompere il sortilegio” e tornare finalmente sul tufo vittoriosi. La voglia di rivalsa è fortissima, e c’è da scommettere che quando arriverà la prossima vittoria (perché prima o poi arriverà, nel Palio nulla è eterno), la festa alla Chiocciola sarà memorabile.

Riportiamo qui una tabella riepilogativa con alcuni dati salienti sulle vittorie della Chiocciola al Palio:

Statistiche Palio – Contrada della ChiocciolaDati
Vittorie ufficiali (riconosciute dal Comune)51 Palio vinti
Vittorie rivendicate dalla Contrada54 (inclusi 3 Palii extra: 1654, 1679, 1856)
Prima vittoria ufficiale3 luglio 1661
Ultima vittoria ufficiale16 agosto 1999
Periodo più lungo senza vittorie27 anni (1823-1850, interrotto dal cappotto del 1850) – attualmente in corso un digiuno di 26 anni dal 1999 ad oggi.
Cappotto realizzati1 (anno 1850, vittoria sia a luglio che ad agosto)
Altre imprese notevoli1924-1926: tre vittorie consecutive al Palio dell’Assunta (unico caso nella storia).
Fantino più vittorioso per la ChiocciolaOttorino Cispa Luschi, 3 vittorie (agosto 1925, 1926, e una precedente). Altri plurivittoriosi: Bachicche (2, cappotto 1850), Canapetta (2), Il Pesse (Giuseppe Gentili, 2 vittorie negli anni ’20). (Dati da Archivio Palio Siena).
Numero di Masgalani vinti4 (premi per la miglior comparsa nel Corteo Storico, vinti negli anni 1950, 1970, 1980, 2010 circa).

Come si nota, la Chiocciola ha una storia paliesca importante. Per i senesi, questa contrada è nota per essere spesso competitiva: nel Novecento era comune vedere la Chiocciola tra le favorite, e anche in anni recenti (es. 2018 e 2019) è andata vicino alla vittoria. L’assenza di successi dal 1999 pesa psicologicamente – tanto che in città si scherza sul fatto che la lumaca stia “riposando” – ma la passione dei chiocciolini non è affatto scalfita. Ogni Palio li vedrete in Piazza del Campo col fazzoletto giallo-rosso-azzurro al collo, a sostenere il proprio fantino con cori e incitamenti, perché in un attimo la ruota della fortuna potrebbe girare a loro favore e riportare la gloria in San Marco.

Va infine ricordato che ogni vittoria al Palio per una contrada significa anche arricchire il proprio patrimonio culturale: il Drappellone vinto viene custodito per sempre nel museo, il nome del cavallo vittorioso viene aggiunto alle preghiere di ringraziamento (il Te Deum cantato in Provenzano e in Duomo dopo la vittoria), e intere generazioni di contradaioli crescono con il ricordo di “quel” Palio vinto. Per la Chiocciola, l’ultima generazione che ha vissuto la gioia del trionfo ormai ha superato i 20 anni; le nuove leve attendono il loro momento, vivendo di racconti e di speranza. E quando succederà, la fontana tornerà a gettare vino, i vecchi canteranno abbracciati ai giovani l’inno della Chiocciola (“E mentre Siena sogna, la Chiocciola s’incorona…”, parole di orgoglio contradaiolo), e ancora una volta la lumaca avrà dimostrato che con passo lento ma inesorabile può arrivare alla vittoria.

Itinerario a piedi: dall’Hotel Minerva al rione della Chiocciola

Dopo aver esplorato la storia e le tradizioni, è arrivato il momento di visitare di persona i luoghi della Contrada della Chiocciola. Vi proponiamo un semplice itinerario a piedi che, partendo dall’Hotel Minerva (nostra struttura di riferimento nel centro di Siena), vi condurrà attraverso le vie medievali fino al cuore del rione Chiocciola, toccando lungo il percorso alcuni punti di interesse. Indossate scarpe comode: si cammina in salita e discesa, ma ogni sforzo sarà ripagato dallo scenario unico di Siena.

Punto di partenza: Hotel Minerva – L’Hotel Minerva si trova in via Garibaldi 72, appena entro la cinta muraria medievale di Siena . Da qui già si gode di una vista panoramica sui tetti e le torri della città, e come ospiti dell’hotel sarete nel cuore pulsante di Siena, con il vantaggio di poter lasciare l’auto nel parcheggio privato dell’hotel ed esplorare tutto a piedi . Uscendo dall’albergo, dirigetevi verso il centro risalendo Via Garibaldi in direzione di Banchi di Sopra (una delle strade principali del centro). In pochi minuti vi troverete in Piazza Salimbeni, riconoscibile per la facciata neogotica del Palazzo Salimbeni (sede storica della banca Monte dei Paschi). Da qui proseguite lungo Via Banchi di Sopra, che inizia a farsi più stretta e caratteristica man mano che penetrate nella città antica. Passerete accanto a eleganti palazzi medievali e botteghe artigiane, respirando l’atmosfera vivace di Siena.

Dopo circa 10 minuti di passeggiata in pianura, giungerete a Piazza Tolomei (con l’omonimo palazzo gotico). Continuate dritto: la strada cambia nome in Via Banchi di Sotto e vi condurrà leggermente in discesa fino all’ampia Piazza del Campo, il cuore di Siena. Qui vale la pena fare una piccola sosta. Ammirate la particolare forma a conchiglia della piazza e immaginate l’emozione del Palio che qui si corre: la piazza è circondata da palazzi storici e dominata dalla maestosa Torre del Mangia e dal Palazzo Pubblico. Potete sedervi un attimo sul “tufo” (beh, oggi è pavimentazione in mattoni, il tufo viene aggiunto solo durante il Palio) e godervi il colpo d’occhio. Piazza del Campo è a circa 15 minuti a piedi dall’Hotel Minerva ; siete giunti al centro geografico e simbolico di Siena.

Dal Campo, prendete la Costarella dei Barbieri o direttamente Via di Città per salire verso il Duomo. Le strade iniziano a salire: preparatevi a un tratto un po’ ripido ma ricco di scorci stupendi (ad ogni svolta compare un campanile, un balcone fiorito, un panorama della campagna in lontananza). In circa 5-7 minuti arriverete alla Cattedrale di Siena, il Duomo bianconero, altro luogo imperdibile. Se avete tempo, visitatelo: è un capolavoro dell’arte gotica toscana. Ma restiamo sul nostro itinerario contradaiolo: lasciandovi il Duomo alle spalle, proseguite oltre la facciata e imboccate Via del Capitano che costeggia il lato destro del Duomo. Questa via sbuca in Piazza Postierla, detta anche dei “Quattro Cantoni” – un incrocio caratteristico di Siena dove convergono quattro direzioni. Qui troverete indicazioni per Via San Marco: seguite la strada in discesa che parte dall’angolo con la colonna sormontata dalla lupa (simbolo di Siena). Adesso state entrando nel Terzo di Città, territorio della Chiocciola e di altre contrade limitrofe (Pantera, Aquila…). La Via San Marco scende dolcemente tra case in mattoni: notate subito sui muri gli stemmi in ceramica della chiocciola che vi segnalano che siete nel rione giusto! Dopo circa 200 metri in discesa, la strada si allarga in una sorta di slargo/piazzetta: siete giunti nel cuore della Contrada della Chiocciola.

Qui incontrerete sulla sinistra la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l’oratorio della contrada (facciata semplice intonacata, portone incorniciato da travertino). Di fronte ad essa, in un piccolo spiazzo, ecco la famosa fontanina della Chiocciola: è una fontana-fontanella addossata a un muro, con una piccola vasca sottostante e una scultura in alto raffigurante – ovviamente – una lumaca. Se vi avvicinate, potrete leggere l’iscrizione sul basamento che promette vino in caso di vittoria (purtroppo oggi esce solo acqua, salvo eccezioni viniciose!). Questo luogo è molto caro ai chiocciolini: qui avvengono i battesimi contradaioli, e qui si ritrovano spesso i contradaioli la sera per fare due chiacchiere all’ombra della loro chiesetta.

Entrate pure (in silenzio e con rispetto) nella Chiesa Santi Pietro e Paolo se la trovate aperta: all’interno potrete vedere alcune opere d’arte interessanti, come tele dei pittori Raffaello Vanni e Astolfo Petrazzi del XVII secolo , e l’altare dedicato ai santi patroni. La chiesa è piccola ma accogliente; se siete fortunati, qualche contradaiolo presente sarà lieto di raccontarvi qualche aneddoto. Chiedete magari della cripta: tramite la contrada potreste accedere al museo sottostante. Se avete concordato in anticipo la visita al museo, qualcuno vi accompagnerà nella cripta proprio da dentro la chiesa, scendendo una scaletta. Altrimenti potete provare a chiedere sul momento se è possibile vedere almeno la sala delle vittorie: a volte, soprattutto se il rione è in fermento per un Palio imminente, i contradaioli sono presenti e disponibili.

Dopo la visita alla chiesa/museo, fate qualche passo in più lungo Via San Marco. Noterete al civico 31 l’ingresso della Sede della Contrada (spesso adornato da bandiere e da bacheche con foto di eventi recenti e avvisi delle attività sociali). Quasi di fronte c’è l’ingresso della Società San Marco (via San Marco 77, ma in realtà in quella zona i numeri non seguono ordine lineare – basta cercare l’insegna o chiedere a qualcuno). Se la Società è aperta, potete anche entrarvi: c’è di solito un piccolo bar interno e cortili dove si tengono le cene. È un ambiente privato per i contradaioli, ma gli ospiti educati e interessati alla cultura di contrada sono generalmente ben visti, soprattutto se accompagnati da qualche locale o se c’è un evento pubblico.

Infine, per completare l’itinerario, potete proseguire fino a Porta San Marco: continuando lungo la via omonima in discesa, in pochi minuti arriverete alla monumentale porta nelle mura, che segna il confine del rione. Uscendo oltre la porta, avrete una vista splendida sulla campagna senese a sud-ovest – un contrasto affascinante: alle spalle la città medievale, davanti le colline punteggiate di olivi e casali. Ritornate poi sui vostri passi per rientrare verso il centro (l’hotel dista circa 20-25 minuti a piedi da qui, potete ripercorrere via San Marco all’insù, poi via del Capitano e scendere dal Duomo per via San Pietro e via di Città, oppure fare un percorso alternativo magari passando da via della Diana e Pian dei Mantellini se volete esplorare un’altra strada del Terzo di Città, più defilata ma suggestiva, che vi riporterebbe verso il Duomo). In ogni caso, godetevi la passeggiata di rientro: Siena è piccola e ogni percorso riserva angoli pittoreschi.

Questo itinerario vi avrà permesso di toccare con mano la Contrada della Chiocciola, non solo come elenco di curiosità ma come luogo reale fatto di strade, edifici e persone. Camminando nel rione avrete percepito l’orgoglio identitario che traspare da ogni dettaglio: la cura con cui sono tenuti gli spazi comuni, i simboli contradaioli esposti, magari qualche signora affacciata alla finestra pronta a raccontare un aneddoto sulla lumaca dipinta sul muro di fronte. È proprio visitando le contrade che si comprende perché il Palio non è solo una corsa di cavalli, ma l’espressione di una cultura comunitaria unica al mondo.

L’Hotel Minerva, situato com’è in posizione strategica, costituisce un ottimo punto di partenza per questi percorsi contradaioli: in pochi minuti a piedi dai suoi comfort moderni vi trovate immersi nelle atmosfere medievali di Siena, pronti a scoprire tesori nascosti come il museo della Chiocciola o a partecipare a eventi autentici come una cena di contrada. Lo staff dell’hotel, tra l’altro, è ben felice di aiutarvi con informazioni sulle contrade (possono ad esempio indicarvi i calendari delle feste titolari o mettervi in contatto con guide locali esperte di Palio, se desiderate approfondire ulteriormente) . Soggiornare al Minerva significa non solo avere una base comoda, ma vivere un’esperienza a 360° nella Siena più vera, quella fatta di tradizioni secolari e di gente che ne va fiera.

Domande frequenti sulla Contrada della Chiocciola

D: Qual è l’inno della Contrada della Chiocciola?
R: Ogni contrada ha il suo inno ufficiale, un canto che viene intonato dai contradaioli nelle occasioni importanti (soprattutto dopo una vittoria). L’inno della Chiocciola si intitola “Suona allegria, la Chiocciola è vittoriosa” (conosciuto anche dal ritornello “E mentre Siena sogna, la Chiocciola s’incorona…”). È un canto solenne e gioioso, composto negli anni ’20, che celebra le virtù della contrada e ringrazia la Vergine (protettrice del Palio) per la vittoria concessa. Viene cantato a squarciagola dai chiocciolini in Piazza del Campo subito dopo una vittoria e poi ripetuto più volte nei giorni seguenti nel rione, accompagnato dalla banda musicale di contrada.

D: Perché i contradaioli della Chiocciola vengono detti anche “querciaioli”?
R: Questo soprannome storico deriva dall’antica Contrada della Quercia, che, come abbiamo visto, era un piccolo rione il cui territorio fu assorbito dalla Chiocciola. Poiché nel passato molti abitanti della zona di Monistero e Sant’Eugenio (dove c’erano grandi querce) confluirono nella popolazione contradaiola della Chiocciola, il termine “querciaioli” rimase popolarmente in uso. Oggi è più che altro un termine folcloristico; l’appellativo comune è “chiocciolini”.

D: La Chiocciola ha davvero una sede tutta sua?
R: Sì. Ogni contrada dispone di una sede o museo, dove conserva cimeli, documenti e dove avvengono le riunioni, e di una Società di contrada (spesso in locali annessi o vicini) che funge da spazio ricreativo (bar, cucina, sala da ballo, cortile per cene all’aperto). La Contrada della Chiocciola ha la sua sede storico-museale in via San Marco 31 – dove sono l’archivio, la sala del seggio, il museo – e la società “San Marco” in via San Marco 77 , che comprende anche un giardino interno utilizzato per eventi conviviali. Questi luoghi non sono normalmente aperti al pubblico turistico come un bar qualunque; tuttavia, in certe occasioni (feste, sagre di contrada, o su invito) i visitatori possono accedervi e sperimentare l’ospitalità contradaiola. Ad esempio, durante il Palio, spesso le cene nelle società di contrada sono aperte a ospiti anche non contradaioli, previo acquisto di un biglietto.

D: Come posso assistere al Palio se soggiorno a Siena?
R: Se capitate a Siena in periodi di Palio (fine giugno-inizio luglio, o metà agosto), tenete presente alcune cose. Il Palio in sé (2 luglio e 16 agosto) attira migliaia di persone: per assistere potete scegliere di stare in piedi al centro di Piazza del Campo (accesso gratuito, ma affollato, bisogna arrivare con molte ore di anticipo e una volta dentro non si può uscire fino a fine corsa), oppure prenotare un posto a pagamento in balconi, finestre o gradinate private che vengono messe in vendita (i prezzi sono elevati e vanno prenotati con molto anticipo, talvolta tramite agenzie specializzate). Se alloggiate all’Hotel Minerva o altrove a Siena, potrete facilmente raggiungere a piedi Piazza del Campo , evitando problemi di traffico (il centro è chiuso alle auto nei giorni di Palio). Un consiglio: spesso le prove dei giorni precedenti (mattina e sera) sono più godibili per un turista, perché c’è meno calca e potete vedere i cavalli correre lo stesso in piazza, magari trovando posto al bordo transenne senza troppo anticipo. Inoltre, non perdetevi la provaccia (ultima prova la mattina del Palio) e soprattutto il Corteo Storico il pomeriggio del Palio, quando le comparse delle contrade sfilano in costume: è uno spettacolo di colori e suoni unico. Infine, ricordate che durante quei giorni Siena è in festa: ovunque vedrete contradaioli che cantano, bandiere che sfilano, gruppi in costume che girano per le vie – è un’esperienza immersiva straordinaria, basta lasciarsi trasportare.

D: Cosa posso comprare come souvenir legato alla Contrada della Chiocciola?
R: Ogni contrada ha il proprio museo (come abbiamo visitato) e spesso un piccolo shop o banco durante le feste dove vendono gadget. Per la Chiocciola, ad esempio, potete acquistare il fazzoletto di contrada (la “montura” del contradaiolo: un foulard in seta/cotone con i colori e lo stemma, che si annoda al collo), oppure bandierine, magneti, spille con la lumaca. Ci sono anche pubblicazioni interessanti, se leggete l’italiano, come libri sulla storia della Chiocciola o DVD con filmati d’archivio dei Palio vinti. Un bel negozio generico si trova vicino al Duomo e vende bandiere di tutte le contrade: se volete la bandiera giallo-rossa della Chiocciola, la troverete lì. Ma forse il souvenir più bello è fotografare i dettagli del rione stesso: lo stemma sulla fontanina, il leone di San Marco in via San Marco, il sorriso di un chiocciolino anziano che vi saluta. Porterete a casa non solo un oggetto, ma il ricordo di un’autentica esperienza senese.

D: Qual è un buon periodo per visitare Siena e vedere le contrade in attività?
R: Siena è magnifica tutto l’anno , ma se il vostro interesse sono le contrade, i momenti migliori sono fine giugno e metà agosto (periodi del Palio) per il massimo fermento. Tuttavia, sappiate che in quei giorni la città è molto affollata e i prezzi degli alloggi salgono. In alternativa, una bella esperienza è venire durante una festa titolare: ad esempio, intorno al 29 giugno per la Chiocciola ci sarà la festa dei Santi Pietro e Paolo con processione e cena in contrada. Ogni contrada ha la sua data (ce ne sono durante quasi tutti i mesi estivi – ad esempio Oca a fine agosto, Giraffa a settembre, etc.). Potete consultare il calendario sul sito del Comune o chiedere all’ufficio turistico di Siena le date delle feste di contrada. In quei giorni, pur non essendoci il Palio, respirerete comunque aria di contrada: bandiere esposte, eventi religiosi, spesso piccole sagre gastronomiche aperte al pubblico nei rioni (ottime per assaggiare la cucina senese casalinga, come i pici al ragù, la ribollita, i dolci senesi – panforte, ricciarelli – fatti in contrada). Se preferite più tranquillità, anche la primavera è ideale: Siena è meno gremita, il clima mite, e le contrade magari non avranno eventi speciali ma il museo potrà essere visitabile con più calma e avrete le strade quasi per voi, con i fiori di glicine che scendono sui vicoli antichi .

Speriamo che questa guida vi abbia fornito un quadro completo e affascinante della Contrada della Chiocciola – dalle sue nobili origini alla vivace realtà odierna. Siena è una città da vivere con il cuore aperto, lasciandosi incuriosire dalle storie dietro ogni stendardo e ogni rullo di tamburo. Come dice il motto della Chiocciola, “Con lento passo e grave nel Campo a trionfar Chiocciola scende”: con passo calmo ma deciso la lumaca scende in campo per trionfare. Allo stesso modo, prendetevi il tempo di scoprire con calma queste tradizioni secolari – e ne uscirete “trionfanti” di emozioni e ricordi indimenticabili. Buon viaggio nel mondo delle contrade di Siena e arrivederci sotto il cielo di Piazza del Campo, magari con il fazzoletto chiocciolino al collo! 🐌🎉