Introduzione
La Contrada della Pantera è una delle diciassette contrade storiche di Siena, situata nell’ovest cittadino (nel Terzo di Città) . Come ogni contrada senese, rappresenta un microcosmo di storia, cultura e passione: il suo territorio, i simboli e la comunità dei contradaioli custodiscono tradizioni secolari legate al famoso Palio di Siena. In questa guida esploreremo la Pantera in dettaglio – dalla storia affascinante alle tradizioni uniche, dal tesoro del suo museo alle emozioni dei Palii vinti – fornendo anche risposte alle domande frequenti e informazioni pratiche per chi desidera visitarla.
Per iniziare la scoperta di questo angolo di Siena, un ottimo punto di riferimento è l’Hotel Minerva, incantevole albergo situato nel cuore della città. L’hotel si trova in via Garibaldi, all’interno delle antiche mura medievali e a pochi passi da Piazza del Campo, la celebre piazza del Palio . Come ricorda il sito dell’hotel, il Minerva è «molto più di un semplice luogo dove trascorrere la notte: è un soggiorno d’atmosfera, un nido romantico da cui ammirare Siena e sognare ad occhi aperti» . Soggiornando qui, sarete immersi nelle dolci atmosfere senesi e potrete raggiungere facilmente a piedi la Contrada della Pantera, vivendo fin da subito l’esperienza autentica dei suoi vicoli.
Nei capitoli seguenti approfondiremo ogni aspetto della Contrada della Pantera, con curiosità, domande e risposte, oltre a tabelle riepilogative e consigli utili per i visitatori – ad esempio sugli orari del museo di contrada, come arrivarci dalla stazione e quali eventi annuali non perdere. Iniziamo il viaggio in questa contrada dal nome fiero, pronti a lasciarci affascinare dalla sua storia e dalle sue tradizioni!
La storia della Contrada della Pantera
La Contrada della Pantera affonda le sue radici nei rioni medievali di Siena. Già nella prima metà del XVI secolo è documentata nell’area ovest della città la Contrada del Laterino, legata alle Compagnie Militari di Stalloreggi dentro e fuori (zone corrispondenti all’odierno territorio panterino). In quel rione aveva la bottega persino il pittore Duccio di Buoninsegna, che vi dipinse la sua celebre Maestà tra il 1308 e il 1311 .
Le origini ufficiali della Pantera risalgono però alla metà del Cinquecento. Con molta probabilità la contrada nacque nel 1541 in occasione dei festeggiamenti per un matrimonio storico: quello tra Lorenzo Mariscotti e Cassandra Petrucci, che sancì la pace tra due potenti famiglie senesi . I Mariscotti avevano nel loro stemma araldico due aquile e due leoni illeoparditi (leopardi) e donarono uno di questi ultimi come simbolo alla nuova contrada. Nacque così la Contrada della Pantera, della quale si ha prima menzione ufficiale nella descrizione di una caccia ai tori avvenuta in Piazza del Campo il 15 agosto 1546: in quel resoconto, Cecchino Cartaio cita “la Contrada della Pantera in livrea tutta bianca, con un moro legato ad uso di schiavo, ed erano in numero di cinquantacinque sotto il Capocaccia…” .
Nel corso dei secoli successivi, la Pantera consolidò la propria presenza nelle feste cittadine. Nel 1614 i panterini riportarono una curiosa vittoria in un gioco di pugna – un furioso torneo a squadre a pugni nudi – svoltosi in Piazza del Carmine . Negli anni 1644 e 1646 la Pantera trionfò anche in due Palii “alla lunga” corsi con le bufale, antenati del Palio moderno, vittorie oggi considerate non ufficiali ma tramandate negli annali contradaioli . Verso la fine del Seicento la contrada ottenne importanti riconoscimenti: nel 1684 riuscì ad avere un proprio luogo di culto, l’oratorio dedicato a San Giovanni Battista Decollato, che poté ampliare e abbellire anche grazie all’aiuto della consorella Contrada dell’Oca . Pochi anni dopo, il 2 luglio 1696, la Pantera sfilò sul Campo con una comparsa grandiosa (figuranti in costume da “mori” elegantemente vestiti e un carro trionfale con una pantera) alla presenza del Granduca Cosimo III, riuscendo anche a vincere il Palio corso in onore di tale visita e ottenendo in premio una preziosa guantiera d’argento .
Anche nel Settecento la Pantera fu protagonista di spettacolari sfilate allegoriche: ad esempio, nei Palii straordinari del 1791 (organizzati in onore dei sovrani Asburgo-Lorena) la contrada allestì carri riccamente decorati – uno rappresentava Bacco trionfante su un carro trainato da pantere, un altro il Tempio della Pace con sacerdoti intenti a sacrificare una pantera simbolica . Dal punto di vista organizzativo, fino al XVIII secolo la vita contradaiola era piuttosto informale; solo nel 1780 la Pantera si dotò di Capitoli e regolamenti scritti, su ordine delle autorità cittadine, per porre fine a riunioni troppo tumultuose e definire le procedure di elezione del proprio Priore e degli altri organi contradaioli . Pochi decenni dopo, nel 1831, la Pantera si trovò a condividere l’uso della propria chiesa con un’istituzione cittadina: in quell’anno la contrada dovette dividere l’oratorio di Santa Margherita in Castelvecchio con l’Istituto dei sordomuti fondato da Padre Tommaso Pendola . Fu una soluzione temporanea dovuta a necessità storiche, antecedente all’insediamento definitivo della Pantera nella zona di San Quirico.
Nel Novecento, la contrada visse una fase di riorganizzazione e rilancio. Già nel secondo decennio del XX secolo i panterini fondarono una società ricreativa chiamata Società del Leone, attiva fino alla Seconda Guerra Mondiale, che curava gite sociali e cene conviviali . Ma la figura più eminente di questo periodo fu senza dubbio Ettore Bastianini: un celebre baritono senese, nato nel rione Pantera nel 1922. Bastianini divenne Capitano della contrada nel 1959 e diede grande impulso alla vita del rione, coronando gli sforzi con la vittoria del Palio del 2 luglio 1963 . La sua memoria è ancora oggi vivissima: dopo la sua prematura scomparsa nel 1967, la Pantera gli intitolò la via principale del rione (via Ettore Bastianini, già via delle Scuole, dal 1974) e una sala del museo contradaiolo, e in città esiste un premio musicale a lui dedicato .
Nel 1964, sull’onda dell’entusiasmo, venne fondata la Società di Contrada “Due Porte”, nuovo centro di aggregazione per i contradaioli panterini (il nome Due Porte richiama un luogo caratteristico del rione). La società inaugurò i propri locali nel 1971, anno in cui la Pantera ottenne anche un altro Palio vinto (2 luglio 1971) . La fine degli anni ’70 portò finalmente il termine di un lunghissimo digiuno: nell’agosto 1978 la Pantera tornò alla vittoria nel Palio dell’Assunta dopo ben 157 anni di attesa (non vinceva il Palio di agosto dal 1821) . Fu un trionfo memorabile, festeggiato da tutta la contrada come un evento storico.
Negli anni successivi la Pantera continuò a competere con impegno nel Palio, aggiudicandosi altre vittorie negli anni ’80 e ’90 (1987, 1991, 1994) e infine un successo nel nuovo millennio: il 2 luglio 2006 la contrada ha conquistato il Palio con il cavallo Choci montato dal fantino Andrea Mari detto Brio, che resta ad oggi l’ultima vittoria della Pantera . Complessivamente la contrada conta 26 Palii vinti nella sua storia ufficiale . Di seguito, un quadro cronologico riassuntivo dei principali eventi storici della contrada:
Timeline – Eventi storici della Contrada della Pantera
| Anno (secolo) | Evento storico significativo |
|---|---|
| 1308-1311 (XIV) | Il pittore Duccio di Buoninsegna dipinge la Maestà nella bottega presso le “Due Porte”, nel territorio dell’odierna Pantera . |
| Prima metà 1500 (XVI) | Nella zona ovest di Siena è attiva la Contrada del Laterino, legata alle compagnie militari di Stalloreggi (precursore storico della Pantera) . |
| 1541 (XVI) | Probabile fondazione della Contrada della Pantera durante i festeggiamenti per il matrimonio Mariscotti-Petrucci, che sancisce la pace tra due famiglie rivali . Lo stemma dei Mariscotti, con due leopardi, fornisce il nuovo simbolo della contrada (la pantera). |
| 15 agosto 1546 (XVI) | Prima menzione documentaria della Pantera: la contrada partecipa con 55 uomini in livrea bianca a una caccia ai tori in Piazza del Campo, come riportato da Cecchino Cartaio . |
| 1614 (XVII) | La Pantera vince un Gioco di Pugna (torneo di pugilato collettivo) tenutosi in Piazza del Carmine, prevalendo sulle altre contrade partecipanti . |
| 1644 e 1646 (XVII) | La Pantera ottiene due vittorie in Palii alla lunga corsi con bufale (antenati del Palio moderno) . (Si tratta di vittorie storiche ma non conteggiate tra i Palii ufficiali). |
| 1684 (XVII) | La contrada entra in possesso dell’Oratorio di San Giovanni Decollato (in Pian dei Mantellini), potendolo ampliare e abbellire anche grazie all’aiuto della contrada alleata Oca . |
| 2 luglio 1696 (XVII) | Palio alla presenza del Granduca Cosimo III: la Pantera sfila con una lussuosa comparsa di “mori” e un carro con pantera, e vince il Palio ottenendo in premio una guantiera d’argento . |
| 2 luglio 1697 (XVII) | La Pantera vince di nuovo il Palio (corsa ordinaria di luglio) con il fantino Pavolino su cavallo baio dorato . |
| 14 aprile 1791 (XVIII) | Palio straordinario in onore dei sovrani: la Pantera sfila con un carro allegorico di Bacco trionfante trainato da pantere . |
| 16 agosto 1791 (XVIII) | Altro Palio straordinario: la Pantera allestisce il carro del Tempio della Pace con sacerdoti che sacrificano simbolicamente una pantera . |
| 1780 (XVIII) | Vengono redatti i primi Capitoli (statuto) della contrada, su ordine del Capitano del Popolo, per regolamentare le riunioni e le elezioni del Priore . |
| 1831 (XIX) | La Pantera condivide l’oratorio di Santa Margherita in Castelvecchio con l’Istituto dei Sordomuti di Padre Pendola, a causa di esigenze cittadine . (Continuerà a usarlo sino all’insediamento nell’attuale sede di San Quirico). |
| 1959 (XX) | Il celebre baritono senese Ettore Bastianini (nativo del rione) viene eletto Capitano della Pantera, rivoluzionando l’organizzazione contradaiola . |
| 2 luglio 1963 (XX) | Sotto la guida del Capitano Bastianini, la Pantera vince il Palio (fantino Canapino su Eucalipto), interrompendo un digiuno di 12 anni . |
| 1964 (XX) | Nasce la Società di Contrada “Due Porte”, luogo di ritrovo e ricreativo per i contradaioli panterini . |
| 2 luglio 1971 (XX) | La Pantera vince il Palio di Provenzano (fantino Canapino su Mirabella), nello stesso anno in cui inaugura i nuovi locali della Società Due Porte . |
| 16 agosto 1978 (XX) | Trionfo storico al Palio dell’Assunta: la Pantera vince con il fantino Cianchino su Urbino, tornando alla vittoria dopo 157 anni di attesa nella carriera di agosto . Grande entusiasmo nel rione. |
| Anni 1980-1990 (XX) | La Pantera ottiene altre tre vittorie: 16/08/1987 (Cianchino su Benito III), 16/08/1991 (Il Pesse su Pitheos), 02/07/1994 (Massimino su Uberto) . |
| 2 luglio 2006 (XXI) | Ultima vittoria della Pantera finora: il fantino Brio (Andrea Mari) vince sul cavallo Choci. È la 26ª vittoria ufficiale della contrada . |
(Legenda: in grassetto sono evidenziate alcune date di particolare importanza.)
Come si evince, la Pantera ha attraversato periodi di splendore alternati a lunghe attese prima di tornare al successo. Di seguito, approfondiremo alcuni aspetti curiosi e domande legate alla storia contradaiola.
Domanda: Perché la contrada si chiama “Pantera”?
Risposta: Il nome e il simbolo derivano dal leopardo (detto anche pantera) presente nello stemma della famiglia Mariscotti, la quale contribuì alla fondazione del rione nel 1541 . In altre parole, i Mariscotti “cedettero” il loro leopardo araldico alla nuova contrada, da cui il nome Pantera. Secondo alcune fonti storiche, la scelta della pantera è legata anche alla presenza di mercanti originari di Lucca in questo territorio (la città di Lucca ha anch’essa una pantera nel proprio stemma civico); non a caso la Contrada della Pantera è gemellata con la città di Lucca ancora oggi .
Domanda: Quando è nata la Contrada della Pantera?
Risposta: La prima citazione ufficiale risale al 1546, in una cronaca delle feste dell’Assunta di quell’anno dove viene menzionata la “Contrada della Pantera” . La sua fondazione viene fatta risalire alla formazione delle contrade storiche a metà del XVI secolo, e in particolare ai festeggiamenti del 1541, legati al già citato matrimonio tra i Mariscotti e i Petrucci . Possiamo quindi dire che la Pantera esiste da circa cinque secoli.
Domanda: È vero che il pittore Duccio di Buoninsegna lavorò nel territorio della Pantera?
Risposta: Sì. Agli inizi del Trecento, il celebre pittore senese Duccio (autore della Maestà del Duomo) aveva la sua bottega proprio nella zona delle Due Porte, nel territorio dell’odierna contrada Pantera . Tra il 1308 e il 1311 Duccio dipinse lì la Maestà, come ricordato anche dagli storici. Questo aneddoto sottolinea quanto antica sia la vita di questo rione: secoli prima della nascita ufficiale della contrada, questa parte di Siena era già un vivace centro artistico e commerciale.
Domanda: Chi era Ettore Bastianini e perché è importante per la Pantera?
Risposta: Ettore Bastianini (1922-1967) fu un famoso cantante lirico senese, uno dei baritoni più celebri al mondo negli anni ’50-’60, ed era originario proprio della contrada Pantera. La sua importanza per il rione è enorme: fu eletto Capitano della Pantera nel 1959 e, grazie al suo carisma e alla sua leadership, la contrada tornò alla vittoria nel Palio del 2 luglio 1963 dopo anni di digiuno . Bastianini dedicò tempo ed energie alla vita contradaiola, rafforzando l’organizzazione interna. Ancora oggi è venerato come un “eroe” locale: la via principale del rione porta il suo nome e il museo della contrada ospita una sala a lui dedicata con foto d’epoca, lettere e costumi di scena appartenuti al cantante . La sua figura incarna l’amore per la contrada unito alla grandezza artistica.
Domanda: Qual è stata la più lunga attesa della Pantera per una vittoria al Palio?
Risposta: La Pantera ha vissuto diverse lunghe attese tra una vittoria e l’altra, ma la più memorabile riguarda il Palio dell’Assunta (16 agosto): dopo il successo del 1821, la contrada non riuscì più a vincere in quella data per 157 anni. Solo il 16 agosto 1978 i panterini sono tornati a trionfare nell’Assunta, interrompendo finalmente quel digiuno secolare . Si può immaginare l’entusiasmo esplosivo che accompagnò la vittoria del 1978, proprio perché arrivava dopo generazioni intere senza un drappellone di agosto in bacheca. Anche in tempi più recenti ci sono state attese lunghe: ad esempio, tra il 1994 e il 2006 passarono 12 anni senza vittorie, fino al trionfo di Brio nel Palio del 2 luglio 2006.
Domanda: La Pantera ha contrade alleate o nemiche storiche?
Risposta: Sì. Le contrade alleate ufficiali della Pantera (dette anche consorelle) sono quattro: Chiocciola, Civetta, Giraffa e Leocorno . L’unica contrada avversaria riconosciuta oggi è l’Aquila . Va detto però che questa rivalità con l’Aquila è relativamente recente (risale al 1946); in passato, per oltre due secoli, la Pantera ebbe come nemica tradizionale un’altra contrada, la Selva, con cui i rapporti furono molto tesi e sfociarono anche in violenti scontri (famoso un incidente del 1867) . Oggi l’antagonismo con la Selva si è placato, mentre quello con l’Aquila resta vivo durante le competizioni del Palio.
Tradizioni e simboli della Pantera
Ogni contrada di Siena ha un’identità ben definita fatta di simboli, colori, motti e tradizioni proprie. La Pantera sfoggia con orgoglio i suoi colori sociali: il rosso e il celeste (azzurro cielo) con liste bianche . Il suo stemma araldico raffigura una pantera maculata rampante al naturale su scudo d’argento, con un quarto diagonale bianco e rosso in cui campeggia un’iniziale “U” coronata, in onore del re Umberto I . I motti ufficiali della contrada – «La Pantera ruggì ed il popolo si scosse» e «Il mio slancio ogni ostacolo abbatte» – richiamano il coraggio indomito e la capacità di superare ogni difficoltà . Non a caso la Pantera simboleggia l’audacia tra le virtù civiche senesi .
Un titolo onorifico peculiare della Pantera è quello di Contrada “Priora”: le fu attribuito perché proprio nel suo territorio si tenne la prima riunione storica del Magistrato delle Contrade (l’assemblea che riunisce tutte le contrade) – un onore di cui la Pantera va fiera .
Come accennato, la Pantera ha quattro contrade alleate tradizionali (Chiocciola, Civetta, Giraffa, Leocorno) e riconosce come avversaria principale l’Aquila . Questa rete di rapporti si manifesta soprattutto durante il Palio, quando le contrade alleate della Pantera fanno fronte comune mentre con l’Aquila è rivalità aperta. Va ricordato, comunque, che tali alleanze/rivalità, per quanto sentite, restano nell’ambito di un gioco rituale: al di fuori del Palio, tutte le contrade collaborano per il bene comune di Siena.
Il Santo Patrono della Pantera è San Giovanni Battista Decollato (ovvero San Giovanni decapitato, richiamo al martirio del santo). La sua festa liturgica è il 29 agosto e attorno a quella data la contrada celebra la Festa Titolare, con messe e processioni in onore del santo . La Pantera tiene molto a questa ricorrenza, che è il momento spirituale più importante dell’anno per il rione.
Fin dal passato ogni contrada era associata a un’antica Arte o corporazione di mestiere: la Pantera tradizionalmente è legata all’Arte degli Speziali (farmacisti) . Questo legame storico si riflette a volte in piccoli dettagli (ad esempio, nelle benedizioni è usanza che la Pantera offra un rametto di alloro, pianta medicinale, simbolico omaggio alla sua corporazione speziale).
Un elemento caratteristico della contrada è l’oratorio (luogo di culto dei contradaioli). La Pantera per lungo tempo ha avuto come riferimento la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, antichissima (forse la più antica chiesa di Siena) situata nel cuore del rione . Tuttavia, oggi questa chiesa non è più utilizzata per le funzioni contradaiole ordinarie; attualmente la Pantera usa come oratorio la Basilica di San Niccolò al Carmine, a Pian de’ Mantellini, officiata dai frati carmelitani . Il Carmine è poco distante dalla sede contradaiola e offre spazi più ampi per le cerimonie. I contradaioli panterini vi si recano ogni anno in occasione della festa titolare per la Messa solenne in onore di San Giovanni Decollato, portando in processione il proprio stendardo.
Un rito fondamentale nella vita di ogni contrada è il Battesimo contradaiolo, che simboleggia l’ingresso dei nuovi nati (o dei nuovi membri) nella famiglia contradaiola. La Pantera, come le altre contrade, ha la sua fontanina battesimale: si tratta di una piccola fontana artistica dove viene versata l’acqua benedetta sul capo dei bambini durante la cerimonia del battesimo contradaiolo. La fontanina della Pantera, realizzata in bronzo dallo scultore Giulio Corsini nel 1977, si trova in Piazza del Conte (una piazzetta del rione) e sulla sua base di travertino è inciso il motto della contrada . Ogni anno, durante la festa titolare di fine agosto, qui vengono “battezzati” i cittini panterini: il Priore bagna la fronte dei bambini con l’acqua della fontana, pronunciando la formula tradizionale, e li consacra simbolicamente come nuovi membri della contrada. È un momento molto emozionante e ricco di significato, che rinsalda il senso di continuità della comunità. (Da notare che, per statuto, di solito sono battezzati i bambini e ragazzi sotto i 16 anni , spesso figli di contradaioli o nati nel territorio).
La vita sociale della contrada gravita attorno alla Società di Contrada, luogo di ritrovo per cene, eventi e momenti conviviali. Quella della Pantera si chiama Società “Due Porte”, dal nome di un punto caratteristico del rione (le antiche due porte del Laterino) . Fondata nel 1964 e inaugurata ufficialmente nel 1971, la Società Due Porte si trova in via San Quirico n.20 , a poca distanza dalla sede museale, ed è il cuore pulsante della comunità panterina: qui ogni settimana si tengono cene per i contradaioli, riunioni organizzative, serate di festa in caso di vittoria e tutte le attività sociali che tengono viva la contrada anche al di fuori del Palio.
Di seguito una tabella riepilogativa dei simboli e informazioni principali della Contrada della Pantera:
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Colori | Celeste (azzurro cielo) e rosso, con liste bianche . |
| Emblema (stemma) | Scudo d’argento con pantera rampante maculata al naturale; cantone superiore sinistro in bianco e rosso con iniziale coronata “U” (in onore di Umberto I) . |
| Motti | «La Pantera ruggì ed il popolo si scosse» – «Il mio slancio ogni ostacolo abbatte» . |
| Significato simbolico | L’animale simboleggia l’Audacia (virtù attribuita alla Pantera) . |
| Terzo di appartenenza | Città (ovvero il Terzo di Città, zona ovest del centro storico) . |
| Titolo onorifico | Contrada Priora (per aver ospitato la prima riunione del Magistrato delle Contrade) . |
| Contrade alleate | Chiocciola, Civetta, Giraffa, Leocorno . |
| Contrada avversaria | Aquila . (In passato rivalità storica con Selva ). |
| Compagnie Militari storiche | Stalloreggi di Dentro e Stalloreggi di Fuori (antiche suddivisioni militari del rione). |
| Santo Patrono | San Giovanni Battista Decollato (festa titolare il 29 agosto) . |
| Corporazione (Arte) | Speziali (farmacisti) . |
| Oratorio attuale | Basilica di San Niccolò al Carmine (Pian de’ Mantellini), officiata dai Carmelitani . |
| Chiesa storica | Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta (nel rione di San Quirico), una delle più antiche di Siena – oggi non più usata come oratorio. |
| Fontanina battesimale | Opera in bronzo (1977) di Giulio Corsini, con motto inciso; situata in Piazza del Conte . Utilizzata per il Battesimo contradaiolo. |
| Sede (museo) | Via San Quirico n.26 – sede storico-museale inaugurata nel 1958, ristrutturata nel 2000 . |
| Società di Contrada | “Due Porte”, in via San Quirico n.20 – circolo ricreativo e punto di ritrovo dei contradaioli. |
| Gemellaggio | Città di Lucca (patto di amicizia fra la contrada e la città di Lucca) . |
Domanda: Che significato ha il motto «Il mio slancio ogni ostacolo abbatte»?
Risposta: È un motto che esprime lo spirito combattivo e coraggioso della contrada. In italiano corrente si potrebbe rendere con “il mio impeto supera qualsiasi ostacolo”. Di fatto, richiama la determinazione con cui la Pantera affronta le sfide. Non a caso la virtù associata alla contrada è l’audacia . I contradaioli panterini sono molto orgogliosi di questo motto e spesso lo si vede inciso o ricamato su bandiere, fazzoletti e arredi della contrada, insieme all’altro motto tradizionale “La Pantera ruggì ed il popolo si scosse”, che allude alla capacità di suscitare coraggio anche negli altri con il proprio esempio (la pantera che ruggisce e risveglia il popolo).
Domanda: In cosa consiste il Battesimo contradaiolo?
Risposta: È una cerimonia simbolica con cui i nuovi membri della contrada vengono accolti nella comunità. Nella Pantera (come in ogni contrada) il rito si svolge davanti alla fontanina battesimale: durante la festa annuale del patrono, i bambini del rione (generalmente sotto i 16 anni) vengono presentati al cospetto del Priore e delle autorità contradaiole. Uno ad uno, i cittini vengono bagnati sulla fronte con l’acqua della fontanina – una sorta di benedizione laica – mentre viene pronunciata una formula che li dichiara contradaioli della Pantera a tutti gli effetti. Da quel momento il bambino entra simbolicamente nella famiglia della contrada, con tutti i diritti e doveri morali che ciò comporta. Si tratta di un momento molto sentito: basti pensare che ogni anno la contrada pubblica l’elenco dei nuovi battezzati e organizza per loro una piccola festa . Questo rito, introdotto a Siena attorno agli anni ’30 del Novecento, è una tradizione unica al mondo che rinsalda il legame tra le generazioni e mantiene viva l’identità contradaiola .
Domanda: Perché la Pantera è detta Contrada “Priora”?
Risposta: L’appellativo Priora è un titolo onorifico che pochissime contrade posseggono. Alla Pantera spetta perché nel XVII secolo (all’indomani dell’istituzione formale del Magistrato delle Contrade) fu scelta come sede della prima riunione di tale assemblea . In altre parole, i Priori delle contrade si riunirono per la prima volta nella sede della Pantera. Da allora, la Pantera può fregiarsi del titolo di Contrada Priora, a ricordo di quell’evento storico. Ciò non comporta particolari privilegi pratici, ma è motivo di prestigio e orgoglio per i panterini.
Domanda: Che cos’è la Società “Due Porte”?
Risposta: È il nome della Società di Contrada della Pantera, ovvero il circolo ricreativo dei contradaioli. Ogni contrada ha la sua società (spesso con un nome particolare): quella della Pantera si chiama Due Porte in riferimento a un luogo del rione (le antiche due porte del Laterino) . La Società Due Porte è il luogo dove i contradaioli si riuniscono per cenare insieme, festeggiare, organizzare eventi e trascorrere il tempo libero in compagnia. Fondata negli anni ’60, ha sede in via San Quirico 20, in locali di proprietà della contrada inaugurati nel 1971 . In pratica, se la contrada è una grande famiglia, la società è il salotto di casa: qui si cementano le amicizie tra contradaioli di tutte le età, si tramandano aneddoti e canzoni, e si manda avanti gran parte della vita comunitaria al di fuori delle corse del Palio.
Il Museo della Contrada della Pantera
Costumi storici (monture) esposti nel museo della Contrada della Pantera. Nel museo sono conservati anche i drappelloni dei Palii vinti, documenti, cimeli e arredi sacri, offrendo ai visitatori uno sguardo unico sulla storia contradaiola.
Il Museo della Contrada della Pantera è il custode della memoria e dei tesori del rione. Si trova nella sede storico-museale della contrada, in via San Quirico n.26, sul colle di San Quirico che è uno dei punti più alti di Siena . L’attuale allestimento museale è frutto di una ristrutturazione completata nel 2000, che ha valorizzato gli spazi ricavati all’interno dell’antica chiesa di S. Quirico e ambienti attigui . Visitare questo museo significa immergersi nella storia plurisecolare della Pantera e, per riflesso, della città di Siena.
Il percorso espositivo si articola su più ambienti e piani. Al piano terreno si trova la spettacolare Sala delle Vittorie: sul pavimento campeggia un grande mosaico marmoreo raffigurante l’emblema della Pantera (opera di Otello Berrettini, 1958), circondato dai trofei più ambiti: qui infatti sono esposti tutti i drappelloni del Palio vinti dalla Pantera dal 1904 al 2006 . Si possono ammirare da vicino i dipinti sui cenci (i drappi del Palio) realizzati dai vari artisti nel corso del Novecento, ciascuno diverso per stile – un vero viaggio nell’evoluzione dell’arte senese del Palio. In totale sono 9 i drappelloni novecenteschi esposti, dal più antico vinto nel 1904 fino al recente del 2006 . In un corridoio adiacente, inoltre, sono collocati alcuni drappelloni originali dell’Ottocento, a testimonianza dei successi ottocenteschi della contrada .
Sempre al piano terreno si trovano bacheche con documenti storici (i più antichi risalgono al 1684 e sono i verbali delle assemblee contradaiole di quell’epoca ) e teche con paramenti e oggetti sacri provenienti dall’oratorio: reliquiari, argenterie, antifonari e altri arredi liturgici che la contrada ha custodito nei secoli. Di particolare pregio vi sono due completi da altare lignei intagliati e dorati del XVIII secolo , utilizzati un tempo nella chiesa contradaiola per le festività solenni.
Salendo al piano superiore, si entra nel cuore delle tradizioni visive della contrada. Qui sono esposte diverse monture storiche, ovvero i costumi tradizionali indossati dalla comparsa della Pantera in varie epoche: ad esempio si possono vedere monture originali del 1879, 1904, 1928 e 1955, riccamente decorate e restaurate . Vi sono poi esposti i Masgalani vinti dalla contrada – si tratta dei premi assegnati alla comparsa più elegante nei cortei storici del Palio, ulteriore motivo di vanto per il popolo di Pantera. Completano l’esposizione cimeli vari: bandiere antiche, gagliardetti, fotografie storiche, strumenti musicali (tamburi e chiarine) usati dalla banda della contrada e così via.
Una sala speciale del museo è dedicata a Ettore Bastianini. In questa stanza sono raccolti cimeli personali del famoso baritono panterino e Capitano vittorioso del 1963: fotografie d’epoca che lo ritraggono sia in ambito contradaiolo che sulla scena lirica, lettere autografe, nonché alcuni costumi di scena da lui indossati nei teatri d’opera di tutto il mondo . È un omaggio che la contrada gli rende, e i visitatori possono così conoscere anche la figura di questo illustre contradaiolo.
Il museo della Pantera è inoltre arricchito da opere d’arte di notevole interesse. Nella Sala delle Assemblee (uno degli spazi museali) spicca una grande tela seicentesca del pittore Antonio Nasini raffigurante San Giovanni Battista Decollato (patrono della contrada): è un dipinto realizzato intorno al 1690, di scuola barocca, che testimonia la devozione storica della contrada per il santo . Ancora, la contrada conserva un’importante statua lignea policroma della scuola di Jacopo della Quercia, detta Madonna della Mandorla (per via del frutto di mandorla che il Bambino tiene in mano): questa scultura quattrocentesca un tempo era collocata in un’altra chiesa di Siena e giunse alla Pantera agli inizi dell’Ottocento, venendo poi restaurata nell’Ottocento . Questi capolavori arricchiscono il patrimonio del museo, rendendolo interessante non solo per la storia contradaiola ma anche per gli amanti dell’arte.
Il museo di solito si visita accompagnati da guide contradaiole (spesso gli stessi membri della Pantera che fanno da ciceroni volontari). L’ingresso è gratuito , ma è gradita una piccola offerta libera a sostegno della contrada. Occorre tuttavia prestare attenzione agli orari: il martedì è il giorno di apertura settimanale al pubblico con orario continuato 10:00-13:00 e 15:00-19:00, in cui non è necessaria prenotazione . Negli altri giorni, il museo è visitabile su richiesta – bisogna prenotare in anticipo la visita, contattando la contrada (tramite email o telefono) e concordando un orario disponibile . Sul sito ufficiale della Pantera è anche presente un formulario di prenotazione online .
Chi avesse esigenze particolari (ad esempio gruppi numerosi, visite in lingua straniera, accessibilità per persone con disabilità) può segnalarlo in anticipo: la contrada cercherà di adeguarsi per quanto possibile. Parte del museo si trova in un edificio storico e su più piani, quindi l’accessibilità completa potrebbe essere limitata; è consigliabile verificare contattando direttamente la struttura per eventuali esigenze specifiche .
Domanda: Cosa si può vedere nel museo della Pantera?
Risposta: Tantissimi cimeli! Il museo è suddiviso in varie sale che ospitano i tesori della contrada. Si possono ammirare i drappelloni dei Palii vinti (ovvero i dipinti originali del cencio che la Pantera ha conquistato nelle sue vittorie, soprattutto quelli del XX secolo) . Inoltre ci sono le monture storiche (i costumi utilizzati dal corteo della contrada in diverse epoche), i masgalani vinti (premi per la migliore comparsa), e un’ampia collezione di documenti e oggetti sacri legati alla vita contradaiola: bandiere antiche, pergamene, paramenti liturgici, argenti, foto d’archivio e molto altro . Una sala è dedicata interamente a Ettore Bastianini, dove si trovano fotografie, lettere e costumi di scena del grande baritono contradaiolo . In sintesi, il museo racconta la storia della Pantera attraverso le sue vittorie, la fede religiosa e la vita quotidiana della contrada.
Domanda: Quando e come si può visitare il museo di contrada?
Risposta: Il giorno di apertura senza prenotazione è il martedì, con orario 10:00-13:00 e 15:00-19:00 . Basta presentarsi alla sede in via San Quirico durante questi orari e troverete qualcuno della contrada pronto ad accogliervi (spesso i contradaioli stessi fanno da guida). Per visitare il museo negli altri giorni, invece, è necessario prenotare in anticipo una visita guidata . La prenotazione si può fare contattando la contrada via email o telefono (i recapiti sono sul sito ufficiale) e indicando il giorno desiderato; vi verrà confermata la disponibilità. Importante: non si accettano prenotazioni per il giorno stesso, quindi organizzatevi con almeno un giorno di anticipo. In occasioni particolari (es. durante la settimana del Palio) potrebbero esserci aperture straordinarie, ma conviene sempre informarsi per tempo.
Domanda: L’ingresso al museo è a pagamento?
Risposta: No, l’ingresso è gratuito . La Contrada della Pantera – come le altre contrade – generalmente non richiede un biglietto per i propri musei, considerandoli parte del patrimonio cittadino da condividere. Se volete, potete lasciare una piccola donazione che sarà utilizzata per la manutenzione del museo stesso o per le attività della contrada, ma non c’è alcun obbligo.
Domanda: Dove si trova esattamente il museo?
Risposta: Il museo è all’interno del territorio della contrada, in via San Quirico n.26 (che è anche l’indirizzo della sede della Pantera) . Siamo nella parte alta di Siena: infatti il colle di San Quirico è uno dei punti più elevati della città . Per darvi un’idea, si può arrivare al museo salendo da Piazza del Campo verso Pian dei Mantellini; la sede della contrada è nei pressi della chiesa di S.Quirico. L’ingresso del museo non è appariscente: cercate le bandiere della Pantera esposte fuori e un portone con lo stemma contradaiolo. Una volta entrati nel cortile, troverete indicazioni e persone pronte ad accogliervi.
Domanda: Il museo è adatto a persone con disabilità motorie?
Risposta: Parzialmente. Essendo in un edificio storico, purtroppo ci sono delle scale e non tutti gli ambienti sono serviti da ascensore. La Sala delle Vittorie è al pianterreno (quindi accessibile), ma per vedere le monture al piano superiore bisogna salire una rampa di scale. La contrada sta attenta a facilitare la visita a tutti: se avete esigenze particolari, vi consigliamo di contattare in anticipo la contrada per accordarvi – potrebbero organizzare un percorso alternativo o fornirvi assistenza . In generale a Siena l’accessibilità può essere un po’ difficoltosa per via della struttura medievale della città, ma con un po’ di preavviso i contradaioli faranno il possibile per accogliere ogni visitatore al meglio.
I Palii vinti dalla Pantera
Il Palio di Siena è l’evento clou per ogni contrada, e la Pantera ha al suo attivo 26 vittorie ufficiali nella storia delle corse . La prima vittoria della Pantera documentata in un Palio risale alla fine del Seicento (2 luglio 1691), mentre l’ultima vittoria finora è del 2 luglio 2006 . In quasi tre secoli e mezzo di competizioni, la contrada ha vissuto momenti di gloria alternati a lunghe attese, ma ogni successo è entrato di diritto nella leggenda contradaiola.
Per contestualizzare, 26 vittorie collocano la Pantera a metà circa nella classifica delle contrade per numero di Palii vinti: non è tra le più vittoriose in assoluto, ma vanta comunque un palmarès di tutto rispetto. Nel XVIII e XIX secolo collezionò vari successi, talora intervallati da lunghi digiuni: ad esempio dopo il trionfo del 1839 dovette aspettare 24 anni per rivincere nel 1863 , e in generale l’Ottocento fu avaro di soddisfazioni negli ultimi decenni (nessuna vittoria tra il 1874 e il 1904). Il XX secolo si aprì bene per la Pantera con la vittoria del 1904, poi seguì un’altra lunga pausa fino al 1926 e al 1951. La svolta arrivò negli anni ’60-’70, quando sotto la guida di Bastianini la Pantera vinse nel 1963, quindi si ripeté nel 1971 e infine nel memorabile 1978 . In quel periodo riuscì anche a spezzare il maleficio dell’Assunta (come già ricordato, 1978 fu la prima vittoria di agosto dal 1821!). Negli anni ’80 e ’90 arrivarono altre tre vittorie (1987, 1991, 1994) , e infine nel 2006 la Pantera è tornata a far sventolare il proprio drappo sul palco della vittoria in Piazza del Campo .
Qui di seguito presentiamo una tabella con tutti i Palii vinti dalla Contrada della Pantera nella sua storia, indicando la data, il nome del cavallo e il fantino (con il suo soprannome) che portarono il rione al trionfo :
| Data | Cavallo | Fantino (detto “Soprannome”) |
|---|---|---|
| 2 luglio 1691 | Sciano (cavallo) | – (non documentato) |
| 3 luglio 1696 (Straordinario) | Leardo (della Posta) | Giuseppe Maria Bortoletti (Strega) |
| 2 luglio 1697 | Baio dorato | Pavolo Roncucci (Pavolino) |
| 2 luglio 1702 | Naviglio | Eligio Volpi (Pelliccino) |
| 16 agosto 1744 | Morello (del Maddali) | Domenico Franceschini (Bechino) |
| 4 ottobre 1745 (Straordinario) | Baio scuro (della Scala) | Giovanni Battista Masini (Musino) |
| 2 luglio 1759 | Baio scuro (del Ricci) | Luca Cosci (Luchino) |
| 2 luglio 1764 | Stornello (del Falorsi) | Francesco Manganelli (Cecchino) |
| 18 agosto 1788 | Baio sfacciato (del Morichetti) | Valentino Lippi (Groppasecca) |
| 8 settembre 1803 (Straordinario) | Stornello (del Pasquini) | Mattio Marzi (Mattiaccio) – (corsa in luogo del Palio di luglio annullato) |
| 16 agosto 1808 | Baio (del Batazzi) | Niccolò Chiarini (Caino) |
| 16 agosto 1821 | Stornello (del Felli) | Francesco Morelli (Ferrino Maggiore) |
| 2 luglio 1835 | Morello (dello Iacopi) | Francesco Bianchini (Campanino) |
| 18 agosto 1839 (Straordinario) | Sauro (del Bianchi) | – (cavallo “scosso”, senza fantino¹) |
| 2 luglio 1863 | Storno (del Grandi) | Pietro Locchi (Paolaccino) |
| 2 luglio 1874 | Storno (del Pisani) | Dante Tavanti (N.D.) |
| 3 luglio 1904 | Ida | Alfonso Menichetti (Nappa) |
| 2 luglio 1926 | Giacca | Aldo Mantovani (Bubbolo) |
| 2 luglio 1951 | Archetta | Giuseppe Gentili (Ciancone) |
| 2 luglio 1963 | Eucalipto | Leonardo Viti (Canapino) |
| 2 luglio 1971 | Mirabella | Leonardo Viti (Canapino) |
| 16 agosto 1978 | Urbino | Salvatore Ladu (Cianchino) |
| 16 agosto 1987 | Benito III | Salvatore Ladu (Cianchino) |
| 16 agosto 1991 | Pitheos | Giuseppe Pes (Il Pesse) |
| 2 luglio 1994 | Uberto | Massimo Coghe (Massimino) |
| 2 luglio 2006 | Choci | Andrea Mari (Brio) |
¹ Nel Palio del 1839 il fantino cadde e il cavallo completò la corsa “scosso” (senza fantino) arrivando primo; la vittoria fu assegnata alla Pantera.
(Le corse contrassegnate come Straordinario furono Palii extra svolti in occasioni speciali, oltre ai due annuali ordinari.)
Analizzando l’elenco, si notano alcune curiosità: ad esempio il fantino Salvatore Ladu, detto “Cianchino”, ha vinto ben due Palii per la Pantera (1978 e 1987), così come Leonardo Viti, detto “Canapino”, trionfatore nel 1963 e 1971 . Si tratta dei fantini più vittoriosi per i colori rosso-celeste. Altri fantini celebri associati alla Pantera includono Andrea Degortes detto Aceto (leggenda del Palio, che però non riuscì a vincere per la Pantera nonostante diverse corse negli anni ’80) e Luigi Bruschelli detto Trecciolino (anche lui più volte fantino panterino senza vittorie per il rione).
Domanda: La Pantera ha mai vinto il “cappotto”?
Risposta: Nel gergo del Palio, si definisce cappotto la vittoria di entrambe le carriere (luglio e agosto) nello stesso anno da parte di una contrada – un’impresa rarissima. La Pantera non ha mai realizzato un cappotto nella sua storia . Finora soltanto poche contrade (Oca, Tartuca, Giraffa, Selva e Aquila) sono riuscite in questa doppietta. La Pantera però ci andò vicina nel biennio 1874-75, quando vinse ad agosto 1874 e luglio 1875 (due successi consecutivi a cavallo di due anni, ma non nello stesso anno solare). I contradaioli panterini sperano naturalmente prima o poi di poter aggiungere anche questo prestigio al proprio palmarès.
Domanda: Quale vittoria della Pantera è ricordata come la più importante?
Risposta: Ogni vittoria del Palio è importantissima per la contrada che la consegue. Se dovessimo citarne alcune particolarmente memorabili per la Pantera, sicuramente la vittoria del 16 agosto 1978 occupa un posto d’onore: pose fine a 157 anni di attesa per un Palio dell’Assunta ed ebbe un enorme significato emotivo per il rione . Un’altra data storica è il 2 luglio 1963, perché arrivò dopo un lungo periodo senza vittorie e sotto la guida del mitico Capitano Bastianini – fu vissuta come una sorta di “rinascita” per la contrada. Infine, l’ultimo successo del 2006 è molto sentito perché i contradaioli più giovani lo hanno vissuto direttamente: fu un Palio combattuto vinto da Brio su Choci e ancora oggi, a distanza di anni, è vivo il ricordo di quella festa (si spera sempre di poterla replicare al più presto!). In generale, ogni contradaiolo panterino ha la “sua” vittoria del cuore, spesso quella a cui ha partecipato in prima persona.
Domanda: Quanti Palii ha vinto la Pantera?
Risposta: 26 Palii ufficiali, dal 2 luglio 1691 al 2 luglio 2006 . Questo numero comprende solo le vittorie nei Palii “alla tonda” (cioè il Palio di Siena corso con i cavalli in Piazza del Campo). Se contassimo anche le vittorie nelle competizioni antecedenti o diverse (come le cacce ai tori, i Palii alla lunga con le bufale, ecc.), il numero sarebbe leggermente più alto – ma per tradizione si conteggiano solo i Palii dal Seicento in poi. Con 26 vittorie, la Pantera si pone a metà classifica tra le 17 contrade (il record appartiene all’Oca con 65 vittorie, mentre la meno vittoriosa ne ha 13). Come curiosità statistica, la Pantera ha vinto 11 Palii di Provenzano (2 luglio) e 15 Palii dell’Assunta (16 agosto) – quindi una distribuzione abbastanza equilibrata tra le due date.
Domanda: Qual è l’ultimo fantino ad aver vinto per la Pantera?
Risposta: Si tratta di Andrea Mari, detto Brio, il fantino che ha vinto il Palio del 2 luglio 2006 montando il cavallo Choci . Brio è stato un fantino di spicco negli anni 2000 (ha vinto in totale 6 Palii in carriera, uno dei quali appunto con la Pantera). Purtroppo Andrea Mari è scomparso prematuramente nel 2021 in un incidente stradale, lasciando un grande ricordo in tutta Siena. Per la Pantera resta l’ultimo eroe vittorioso: il suo nome è scritto per sempre nell’albo d’oro del rione accanto a quello del cavallo Choci.
Visitare la Contrada della Pantera: consigli pratici
Visitare una contrada di Siena è un’esperienza affascinante, perché permette di entrare in contatto con l’anima più autentica della città. Di seguito forniamo alcuni consigli utili per chi desidera esplorare il territorio della Pantera, magari partendo proprio dall’Hotel Minerva o arrivando dalla stazione ferroviaria.
Come raggiungere il rione della Pantera: se vi trovate già nel centro storico (ad esempio alloggiando all’Hotel Minerva), raggiungere la Pantera è facile con una passeggiata. Dal Minerva si può arrivare in circa 15-20 minuti a piedi: l’hotel è vicino a Porta Camollia/Piazza Garibaldi, da lì si scende verso Piazza del Campo (10 minuti) e poi si risale in direzione Pian dei Mantellini passando per via Stalloreggi . Lungo il percorso attraverserete pittoresche vie cittadine ricche di negozi artigianali e scorci mozzafiato, fino a ritrovarvi nel cuore del rione Pantera. Se invece arrivate da fuori in treno, la stazione di Siena dista circa 1,5 km dalla contrada: potete utilizzare le scale mobili che collegano la stazione all’Antiporto di Camollia e da lì proseguire a piedi, oppure prendere un autobus urbano. Diversi bus (es. linee dirette a Piazza Gramsci o a piazza Indipendenza) vi porteranno entro le mura; da Piazza Gramsci restano da fare 10 minuti a piedi. In totale calcolate 30-35 minuti a piedi dalla stazione fino a via San Quirico, oppure 15 minuti prendendo il bus o un taxi . Per chi arriva in auto, l’Hotel Minerva dispone di parcheggio e si trova appena fuori dalla ZTL , quindi potete lasciare l’auto lì e proseguire a piedi; avventurarsi in auto nei vicoli di Siena non è consigliato.
Una volta giunti nel territorio della Pantera, ci sono diversi luoghi di interesse da non perdere. Iniziate da Piazza del Conte, una piccola piazza appartata dove sorge la fontanina battesimale della contrada: la riconoscerete dalla scultura bronzea della pantera sopra la vasca. Questo è uno dei punti simbolici del rione, teatro ogni anno dei battesimi contradaioli. Proseguendo, percorrete via San Quirico, la strada principale della contrada: qui si trovano sia la sede museale (civico 26) che la società di contrada “Due Porte” (civico 20), oltre a varie abitazioni private spesso adornate con emblemi e bandiere rosso-celesti. Noterete probabilmente una targa che indica Via Ettore Bastianini: siete nel cuore del rione. Poco più avanti, merita una visita la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta – esternamente presenta un portale romanico e un’abside medievale molto suggestivi . La chiesa non è aperta regolarmente al pubblico (non è più adibita a parrocchia), ma la sua presenza ricorda le antiche origini del luogo.
Salendo ancora si arriva in Pian dei Mantellini, dove sorge la Basilica di San Niccolò al Carmine, che funge da oratorio della Pantera. Questa grande chiesa gotica, con la facciata in laterizio, è generalmente aperta durante le messe (ad esempio la domenica mattina) e potete entrarvi liberamente: all’interno troverete cappelle barocche, tele seicentesche e un’atmosfera di quiete mistica. Dal piazzale del Carmine si gode anche di un bel panorama sui tetti di Siena. Dunque, in pochi metri quadrati, il rione Pantera offre arte, fede e tradizione: dalla fontanina con la sua scultura moderna, alle vestigia della chiesa più antica di Siena, fino alla mole del Carmine.
Se volete immergervi nell’atmosfera contradaiola, il periodo migliore è naturalmente quello del Palio. In estate Siena vibra di emozione durante il Palio: le bandiere colorate delle contrade sventolano su ogni finestra e un rullo di tamburi in lontananza annuncia la festa . In particolare, nei giorni che precedono le corse (fine giugno per il Palio del 2 luglio, e la settimana di Ferragosto per il Palio del 16 agosto) la città è tutta un fermento. Se la Pantera è tra le contrade che corrono il Palio (ricordiamo che ad ogni Palio partecipano 10 contrade su 17, a rotazione), il rione sarà animatissimo: vedrete i bambini contradaioli provare per strada con tamburi e bandiere, sentirete cori e canti riecheggiare la sera, e soprattutto potrete notare le bandiere rosso-celesti appese ovunque nel territorio panterino. La sera che precede la corsa del Palio (sia a giugno che ad agosto) si tiene la tradizionale Cena della Prova Generale: è una grande cena all’aperto organizzata da ogni contrada partecipante, e la Pantera apparecchia tavolate lungo via San Quirico e strade limitrofe per far cenare insieme centinaia di contradaioli sotto le stelle. Ebbene, questo è un evento a cui possono partecipare anche i visitatori esterni, acquistando un biglietto (di solito tramite la società di contrada nei giorni precedenti) . Immaginate che emozione sedersi a un tavolo circondati dai panterini in festa, gustando piatti tipici e brindando “alla vittoria” insieme a loro! È un’esperienza davvero unica e autentica, che consigliamo a chiunque voglia capire lo spirito profondo del Palio. Lo staff dell’Hotel Minerva potrà aiutarvi a scoprire queste opportunità, indirizzandovi verso un’esperienza autentica nel quartiere: ad esempio suggerendovi come partecipare a una cena di contrada o visitare qualche bottega artigiana nascosta .








Nel caso in cui la Pantera non corra un dato Palio (capita, perché come detto le contrade corrono a turno), potete comunque godervi l’atmosfera generale di Siena in festa. In quei giorni, la contrada Pantera organizza eventi interni come cene e veglie per seguire la corsa, magari tifando per le contrade alleate o “gufando” la rivale Aquila. Anche se non c’è la propria contrada in piazza, l’emozione tra i contradaioli resta alta e spesso aprono le sedi per guardare la corsa su maxischermo tutti insieme. Dunque, in periodo di Palio il rione Pantera è vivace in ogni caso e può capitare di essere invitati dai contradaioli stessi a bere qualcosa in società e seguire con loro le vicende della carriera.
Al di fuori del Palio, l’evento principale del rione è – come accennato – la Festa Titolare di San Giovanni Decollato, che di solito si svolge nell’ultima settimana di agosto. In quel weekend (spesso comprendente l’ultima domenica di agosto) la Pantera programma una serie di iniziative: la S.Messa solenne presso il Carmine, seguita dalla processione con la comparsa in costume e la bandiera della contrada; quindi, nel pomeriggio, il già descritto Battesimo contradaiolo presso la fontanina (dove vengono chiamati e benedetti tutti i nuovi piccoli panterini dell’anno) ; infine la serata si conclude con la Cena della Festa Titolare, un altro grande banchetto comunitario all’aperto lungo le vie del rione, aperto ai contradaioli e spesso anche a ospiti. Questa festa è meno nota ai turisti rispetto al Palio, ma è ugualmente suggestiva: se vi trovate a Siena a fine agosto, fate un giro in Pantera perché vedrete il rione agghindato a festa (luminarie, bandiere ovunque, tavolate apparecchiate) e respirerete un’atmosfera gioiosa e familiare. Talvolta ci sono anche iniziative collaterali aperte al pubblico, come mostre fotografiche sulla storia della contrada o concertini bandistici in piazza.
Un altro momento in cui la contrada è attiva è durante l’inverno: spesso tra gennaio e marzo le contrade organizzano cene a tema (ad es. cenini con menù tipico, feste di carnevale per i bambini, tombolate, ecc.). Sono eventi in sordina, rivolti soprattutto ai contradaioli stessi, ma se alloggiate a Siena in bassa stagione potreste comunque vedere la vita che scorre nella contrada – magari notando le bandiere appese in società per una cena, o sentendo canti provenire dall’interno di qualche locale una sera di sabato. È la dimostrazione che il senso di comunità non si accende solo in prossimità del Palio, ma dura tutto l’anno.
Prima di concludere, due parole su come comportarsi quando si visita una contrada (Pantera o qualunque altra): innanzitutto, rispetto e curiosità sincera. I contradaioli sono generalmente orgogliosi e felici di raccontare la propria storia ai visitatori, soprattutto se vedono interesse e cortesia. È però importante ricordare che il rione è casa loro: dunque, se entrate in un’area riservata (ad esempio la società di contrada durante una cena) fatelo solo se invitati; non toccate i cimeli esposti o le bandiere; evitate di intralciare eventuali cortei o prove che incontrate per strada. Fotografare le bellezze del rione va benissimo, ma se volete fotografare le persone (es. contradaioli in costume, bambini che suonano il tamburo) chiedete sempre prima il permesso, per educazione. Durante il Palio, la tensione può essere alta: mai provocare o irridere una contrada, anche per scherzo, e soprattutto non indossate i colori di una contrada se non ne fate parte – a Siena questo è considerato inopportuno. Detto ciò, con un comportamento rispettoso, vi accorgerete che la Pantera (come le altre contrade) vi accoglierà a braccia aperte: potreste finire a brindare con i panterini in società o a farvi spiegare con passione il significato di ogni bandiera appesa. Vivere il rione da dentro, anche solo per poche ore, vi lascerà sicuramente un ricordo indelebile.
Domanda: Qual è il periodo migliore per visitare la Contrada della Pantera?
Risposta: Dipende da cosa cercate. Se volete vivere l’emozione del Palio, ovviamente fine giugno e metà agosto sono i momenti clou – Siena in estate offre uno spettacolo unico al mondo, con la città addobbata e il popolo in fibrillazione. In particolare, nei giorni 28-29-30 giugno e 13-14-15 agosto potrete assistere alle prove del Palio e all’atmosfera pre-gara nel rione (sarà molto intenso!). Tenete però presente che in quei periodi c’è anche molta folla e concitazione: l’ideale sarebbe avere già un punto d’appoggio (come l’hotel in centro) e magari qualcuno del posto che vi aiuti a inserirvi. Se preferite invece una visita più tranquilla, in cui godervi il museo con calma e passeggiare per i vicoli senza ressa, allora i periodi di bassa stagione sono ottimi: primavera (aprile-maggio) oppure inizio autunno (settembre, esclusa però la settimana del Palio straordinario se mai venisse indetto). In quei mesi il clima è piacevole e Siena è meno affollata; potreste incontrare comunque qualche evento contradaiolo minore (ad es. a fine settembre spesso c’è la cena di chiusura dell’anno contradaiolo). Inverno è molto tranquillo: Siena sotto Natale o a febbraio è bellissima, ma le contrade sono meno attive (a parte le feste interne); tuttavia potreste approfittarne per una visita museale senza alcuna fretta. Una menzione speciale va a fine agosto, quando come detto c’è la festa titolare della Pantera: è un ottimo compromesso per vedere un evento contradaiolo autentico fuori dal caos del Palio. In sintesi, ogni stagione ha il suo fascino: l’estate l’adrenalina del Palio, primavera e autunno la vivibilità e i colori, l’inverno l’intimità e la spiritualità. Siena e la Pantera sanno regalare emozioni in ogni periodo dell’anno.
Domanda: Posso acquistare un ricordo o gadget della contrada Pantera?
Risposta: Certamente. Le contrade solitamente vendono alcuni souvenir ufficiali sia durante gli eventi sia attraverso le proprie sedi. Ad esempio, al museo della Pantera spesso sono disponibili libri sulla storia della contrada, cartoline, poster dei drappelloni vinti, DVD con filmati di Palio o piccoli oggetti ricordo. Inoltre, in occasione del Palio o della festa titolare, la contrada allestisce un banchetto dove è possibile comprare il fazzoletto della contrada (il tipico bandierino da mettere al collo con i colori rosso e celeste e lo stemma della pantera) – questo è sicuramente il souvenir più emblematico! Si possono trovare anche bandiere di varie dimensioni, magliette, spille smaltate con il simbolo, e talvolta vino o altri prodotti con etichetta contradaiola. Acquistando questi articoli, oltre a portarvi a casa un pezzo di Siena, darete anche un contributo economico alla contrada (il ricavato infatti viene usato per le attività e la manutenzione del rione). Se non trovate un punto vendita aperto, potete chiedere informazioni in società o al museo: i contradaioli saranno felici di aiutarvi a reperire il ricordo che desiderate.
Speriamo che questa guida vi abbia fornito tutte le informazioni e le curiosità sulla Contrada della Pantera. Visitare una contrada di Siena non è come visitare un semplice quartiere: significa entrare in una comunità viva che da secoli custodisce valori di solidarietà, identità e amor di patria locale. La Pantera, con la sua storia antica e il suo spirito audace, saprà sicuramente affascinarvi. Che siate a Siena per il Palio o in un tranquillo pomeriggio primaverile, non perdete l’occasione di fare due passi nel territorio panterino: salutate con un sorriso i contradaioli che incontrerete, ammirate le bandiere celesti e rosse che sventolano fiere e magari concedetevi un momento per sedervi in Piazza del Conte ad immaginare le storie di questo angolo di città. Come dicono a Siena, “chi ci ha camminato dentro” sa quanta bellezza si nasconde in ogni contrada – e la Pantera non fa eccezione. Buona visita!
