Benvenuti nella nostra guida dedicata alla Contrada della Torre, uno dei suggestivi rioni storici di Siena dove la storia medievale, le tradizioni secolari e la passione per il Palio si respirano in ogni angolo. Partiremo idealmente dall’Hotel Minerva di Siena – un punto di partenza strategico nel centro cittadino – per andare alla scoperta di questa contrada ricca di fascino. L’Hotel Minerva si trova all’interno delle antiche mura, nel territorio della Contrada della Lupa, a breve distanza dalla zona della Torre . Dal nostro hotel in via Garibaldi 72 bastano circa 15 minuti a piedi attraverso i pittoreschi vicoli medievali per raggiungere uno degli ingressi della Contrada della Torre: vi ritroverete subito immersi in un’atmosfera unica, fatta di stemmi colorati alle finestre, storie antiche raccontate dai residenti e riti tramandati di generazione in generazione.
Se amate esplorare Siena a piedi, questa guida vuole essere la vostra compagna di viaggio: dall’Hotel Minerva – con la sua accoglienza familiare, i comfort moderni e una posizione privilegiata vicino al centro storico – potrete vivere la Contrada della Torre non da semplici turisti, ma quasi come parte di quella storia viva che rende Siena una città unica . Andiamo dunque a conoscere più da vicino la Contrada della Torre attraverso una serie di domande e risposte che ne illustrano l’identità, la storia, le tradizioni, il patrimonio culturale (come il suo museo e l’oratorio) e le tante curiosità legate ai suoi trionfi nel Palio di Siena.
Che cos’è la Contrada della Torre di Siena?
La Contrada della Torre è uno dei 17 storici rioni in cui è suddiviso il centro medievale di Siena. Ogni contrada è una piccola comunità cittadina con una propria identità ben definita: possiede un territorio delimitato nel tessuto urbano, uno stemma e dei colori distintivi, un proprio oratorio (chiesa di contrada), un museo, una fontana battesimale per il battesimo contradaiolo dei nuovi nati, e perfino una società di contrada (un circolo ricreativo) che funge da luogo di ritrovo . La Contrada della Torre, in particolare, prende il nome dalla Torre del Mangia, la celebre torre civica che svetta su Piazza del Campo e sovrasta le vie del suo rione . Sin dal medioevo questa contrada occupa l’area a sud-est di Piazza del Campo (nel Terzo di San Martino) e storicamente include il mercato cittadino e l’antico ghetto ebraico di Siena .
La Torre ha come emblema un elefante coronato che regge una torre sul dorso – un simbolo insolito che simboleggia la forza unita alla potenza. I suoi colori sociali sono il rosso cremisi, il bianco e il blu, disposti a liste (strisce) verticali . Questo simbolo e questi colori campeggiano su bandiere e stemmi che vedrete ovunque nel rione, specialmente nei periodi del Palio. Ogni contrada ha anche un motto tradizionale: quello della Torre è “Oltre la forza, la potenza”, ad indicare la ricerca di una potenza superiore alla mera forza bruta . La Contrada della Torre è inoltre onorata del titolo di “Priora” perché nel XVIII secolo ospitò la prima riunione ufficiale del Magistrato delle Contrade (l’assemblea che riunisce i governatori di tutte le contrade) . Questo conferisce alla Torre un certo prestigio cerimoniale nelle occasioni civiche.
Come tutte le contrade, anche la Torre è impegnata due volte l’anno nel famoso Palio di Siena, la storica corsa di cavalli che si tiene il 2 luglio e il 16 agosto in Piazza del Campo, dove le contrade si sfidano con passione infinita. La Contrada della Torre partecipa al Palio con grande orgoglio e vanta numerose vittorie (come vedremo in dettaglio più avanti). Ha rapporti di alleanza e di rivalità con altre contrade: la Torre è alleata storicamente con la Contrada del Bruco (un’amicizia formalizzata nel 1912 ), mentre la sua nemica giurata è la Contrada dell’Oca, con cui esiste un’accesissima rivalità sin dal Seicento . Curiosamente, quella tra Torre e Oca è l’unica rivalità tra contrade non confinanti dal punto di vista territoriale, ed è ritenuta la più aspra e sentita in assoluto a Siena . In passato è esistita anche una rivalità con l’Onda, nata addirittura nel XVI secolo, che però oggi non è ufficialmente riconosciuta dalla Torre (rimane “a senso unico”, sentita solo dall’Onda) .
In sintesi, la Contrada della Torre è un mondo a sé all’interno di Siena: un quartiere con una fortissima identità comunitaria, dove ogni residente (detto contradaiolo) dalla nascita viene coinvolto nelle attività contradaiole, dalle feste annuali alle preparazioni per il Palio. È una delle contrade più antiche e ricche di tradizioni, e passeggiando per le sue strade durante i giorni del Palio vi capiterà di sentire canti, rulli di tamburo e di vedere le sue bandiere sventolare con orgoglio . Entrare in questo rione significa immergersi in secoli di storia viva e partecipare, anche solo come spettatori, a una passione collettiva che i torraioli portano avanti con dedizione assoluta.
Informazioni in breve sulla Contrada della Torre
Per iniziare, ecco una tabella riepilogativa con i dati essenziali relativi alla Contrada della Torre:
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Titolo onorifico: | Priora Contrada della Torre (titolo di Priora per aver ospitato la prima assemblea del Magistrato delle Contrade) . |
| Simbolo (stemma): | Elefante argentato su prato verdeggiante, con gualdrappa rossa crociata di bianco sul dorso, che sostiene una torre merlata sormontata da un pennoncello rosso con croce bianca . È un riferimento alla storica denominazione di “Contrada del Liofante” (o Lionfante) con cui anticamente era noto questo rione . |
| Colori: | Rosso cremisi listato di bianco e di blu (sono i colori ufficiali della contrada, presenti su bandiere e uniformi) . |
| Motto: | “Oltre la forza, la potenza” – esprime l’ideale di una potenza che trascende la semplice forza fisica. |
| Terzo di appartenenza: | Terzo di San Martino (la suddivisione storico-amministrativa di Siena che copre la parte sud-orientale del centro storico) . |
| Contrade Alleate: | Bruco (alleanza formale dal 1912) . |
| Contrade Avversarie: | Oca (rivalità ufficiale e reciproca, tra le più accese di Siena) ; Onda (antica rivalità non riconosciuta ufficialmente dalla Torre) . |
| Territorio principale: | Zona di via di Salicotto e dintorni, inclusa piazza del Mercato (dietro Piazza del Campo) e parti di vie storiche come via del Rialto, Banchi di Sotto e via di San Martino . Il territorio della Torre comprende anche porzioni di due contrade soppresse: la Vipera e la Spadaforte (incorporate nel XVIII secolo) . |
| Chiesa di contrada: | Oratorio di San Giacomo Maggiore (detto anche Chiesa di San Giacomo al Rialto), costruito a partire dal 1531 come ex-voto dopo la vittoria riportata dai senesi contro le truppe medicee nel 1526 . Consacrato nel 1536, è dedicato a San Giacomo e a Sant’Anna, i santi patroni della contrada . |
| Fontanina battesimale: | Fontana in bronzo inaugurata nel 1984, opera dello scultore torraiolo Mario Berrettini, che ha la forma di un piccolo elefante e porta inciso il motto “VITTORIA” . Si trova in via Salicotto, nella piazzetta antistante il museo di contrada, e viene usata per il battesimo simbolico dei nuovi contradaioli. Sostituisce una precedente fontanina del 1954 di Fausto Corsini . |
| Società di contrada: | “L’Elefante” – circolo ricreativo della Contrada della Torre, con sede in via Salicotto 92 , punto di ritrovo per cene e feste contradaiole. |
| Museo di contrada: | Museo della Contrada della Torre, presso la sede storica in via Salicotto 76 . Espone i costumi, i trofei e soprattutto i drappelloni (stendardi) vinti al Palio, oltre a reperti storici dal territorio contradaiolo (come una tomba etrusca del II sec. a.C. e una cisterna di epoca romana) . Visitabile su richiesta, ingresso gratuito . |
| Santo Patrono: | San Giacomo Maggiore Apostolo (festa titolare la domenica prossima al 25 luglio); Sant’Anna (copatrona festeggiata anch’essa a fine luglio) . |
| Vittorie al Palio: | 45 vittorie riconosciute dal Comune di Siena (prima vittoria documentata: 2 luglio 1655; ultima vittoria: 2 luglio 2015). La Torre ha realizzato due cappotti (doppiette vincendo i due Palii ordinari nello stesso anno) nel 1787 e 1896 . Si veda l’elenco completo dei Palii vinti nella sezione dedicata. |
Qual è la storia della Contrada della Torre?
La Contrada della Torre vanta una storia antichissima e ricca di eventi, che affonda le sue radici nel Medioevo senese. Le sue origini risalgono almeno al XIII-XIV secolo, periodo in cui Siena era suddivisa in numerosi terzieri e rioni. In particolare, il territorio dell’odierna Torre in epoca medievale era occupato da altre contrade poi scomparse: ad esempio la Contrada della Vipera e parte della Contrada della Spadaforte, che furono soppresse nel XVII-XVIII secolo e assorbite dalla Torre . Il rione era noto anticamente come Contrada del Leonefante (Liofante), nome che univa idealmente il leone e l’elefante: si trattava probabilmente di un contrada informale o di una prima identità territoriale da cui in seguito sarebbero emerse le contrade della Torre e del Leocorno . Il curioso emblema dell’elefante con la torre ha origine proprio in quel contesto: dopo la battaglia di Camollia del 1526 (in cui i senesi sconfissero l’esercito fiorentino-mediceo), il governo di Siena decise di erigere una chiesa dedicata a San Giacomo nel territorio di Salicotto, allora detto del “Lionfante” . La nuova chiesa – costruita dal 1531 al 1536 – fu affidata ai residenti di quel rione, il cui simbolo era un elefante sormontato da una torre, immagine che da allora rimase come stemma identificativo della Contrada della Torre .
Nei secoli successivi, la Contrada della Torre consolidò la propria organizzazione comunitaria. Era (ed è tuttora) suddivisa in compagnie militari corrispondenti a zone interne: Rialto, Salicotto di Sopra, Salicotto di Sotto e San Giusto . Già dal XVI-XVII secolo, la contrada aveva propri rappresentanti (priore, capitano, ecc.) e partecipava alle prime manifestazioni paliesche. Nel 1729 la governatrice di Siena, Violante di Baviera, stabilì ufficialmente i confini delle contrade allora esistenti: il cosiddetto Bando di Violante definì i limiti territoriali che, con lievi modifiche, corrispondono ancora oggi a quelli della Contrada della Torre . Questo sancì formalmente l’area di competenza della Torre all’interno della città.
Un momento di prestigio per la Torre fu l’istituzione del Magistrato delle Contrade nel XVIII secolo. Proprio la Torre ebbe l’onore di ospitare la prima riunione di questo organismo collegiale (che riunisce i priori di tutte le contrade) nella propria sede, guadagnandosi così il titolo onorifico di Priora . Da allora, la Torre è considerata una sorta di “decana” tra le contrade, anche se si tratta di un titolo simbolico.
La vita della Contrada della Torre è stata segnata, come quelle di tutte le contrade, da momenti di alleanze e rivalità molto accese. Abbiamo già accennato alla storica rivalità con l’Oca, probabilmente nata da contrasti economici e politici in epoca rinascimentale e sfociata poi in scontri legati al Palio . Nel corso dell’Ottocento, Torre e Oca si contesero spesso i migliori fantini sulla piazza, come il leggendario Gobbo Saragiolo (al secolo Francesco Santini), che corse indifferentemente per l’una o l’altra vincendo in totale 5 Palii per la Torre e 3 per l’Oca . Gli episodi di rivalità fra torraioli e ocaioli abbondano nelle cronache cittadine, con aneddoti diventati parte del folklore senese. Uno dei più celebri risale al Palio del 16 agosto 1961, vinto dalla Torre: durante i festeggiamenti, alcuni contradaioli torraioli per scherno spennarono vive 43 oche (quante erano allora le vittorie storiche della Torre) e ne dispersero le penne per la città. L’atto oltraggioso non sfuggì al parroco della contrada Oca, don Duilio, che lanciò sui torraioli una terribile maledizione: “Non vincerete il Palio per altrettanti anni quante sono le oche spennate” . Quella che fu definita poi la “maledizione delle oche” si avverò in pieno: dopo il 1961, la Torre rimase a secco di vittorie per 44 anni (uno in più per buon peso, come volle il destino) . Solo nel 2005 la “maledizione” si ruppe, quando la Torre tornò a vincere il Palio – ed ironicamente fu la 44ª vittoria nella storia della contrada, quasi a “pareggiare” i conti con le 43 oche spennate e l’anno aggiuntivo di digiuno .
Nonostante queste accese ostilità sportive, la vita quotidiana della contrada è fatta soprattutto di tradizione e comunità. La Torre, come le altre contrade, organizza durante l’anno molte feste e cerimonie: la principale è la festa titolare in onore di San Giacomo, patrono, che cade l’ultima domenica di luglio con funzioni religiose, processioni e cene in strada . In passato la contrada aveva anche una propria corporazione di mestiere di riferimento: i torraioli erano tradizionalmente associati ai battilana (lavoratori della lana) , mestiere molto diffuso un tempo nel rione di Salicotto. Ancora oggi, passeggiando per via di Salicotto e dintorni, si può percepire il forte legame degli abitanti con la propria contrada: stemmi alle pareti, targhe che ricordano antichi eventi, e spesso si incontrano contradaioli disponibili a raccontare aneddoti sulla Torre. Insomma, la storia della Contrada della Torre vive non solo nei libri, ma nel cuore stesso del suo popolo: una storia fatta di fede contradaiola, di rivalità epiche e di orgoglio tramandato di padre in figlio. Come dicono a Siena, “la contrada è famiglia”, e questo spirito si sente forte anche in ogni torraiolo che incontrerete, sempre pronto a sostenere i colori rosso, bianco e blu della propria amata Torre .
Cosa si può vedere nel Museo e nell’Oratorio della Contrada della Torre?
Una delle esperienze più autentiche per conoscere la vita e la storia di una contrada senese è visitarne il museo e l’oratorio. La Contrada della Torre dispone di un proprio museo, annesso alla sede contradaiola di via Salicotto, e di uno splendido oratorio seicentesco adiacente. Entrambi offrono uno sguardo privilegiato sul patrimonio storico-artistico e sulle tradizioni secolari del rione.
La fontanina battesimale della Contrada della Torre (opera di Mario Berrettini, 1984), con il piccolo elefante in bronzo simbolo della contrada. Qui, davanti alla sede di via Salicotto, avviene il “battesimo contradaiolo” dei nuovi nati nella Torre.
Il Museo della Contrada della Torre si trova in via Salicotto 76, proprio nel cuore del rione, ed è stato completamente rinnovato e ampliato nel 2009 . In quella data è stato riaperto al pubblico dopo importanti lavori di restauro, resisi necessari per riparare i gravi danni causati da un’alluvione nel 2005 . Oggi il museo si presenta come un percorso espositivo ricco di cimeli, organizzato in ordine cronologico per raccontare la storia plurisecolare della contrada . Visitando le sue sale (solitamente con una guida contradaiola), potrete ammirare da vicino i trofei del Palio e molti altri oggetti di grande interesse:
- Drappelloni del Palio: il museo conserva tutti i drappelloni – ovvero i preziosi stendardi dipinti che vengono assegnati in premio alla contrada vincitrice del Palio – conquistati dalla Torre nel corso del tempo . Il più antico drappellone presente risale al 1767 , e da allora la collezione include decine di esemplari, ciascuno con il proprio design artistico unico. Vedere questi palii vinti appesi alle pareti è molto emozionante: ogni drappellone rappresenta una vittoria indimenticabile per i contradaioli, e porta dipinto l’anno e il motivo decorativo realizzato dall’artista (spesso con allegorie legate a Siena e alla contrada stessa).
- Costumi storici della comparsa: nelle teche sono esposti anche i costumi tradizionali indossati dalla comparsa della Torre durante il Corteo Storico che precede il Palio. Si possono ammirare gli antichi abiti dei figuranti della contrada – paggi, tamburini, alfieri sbandieratori – risalenti a varie epoche, ricchi di dettagli sartoriali e decorazioni nei colori rosso, bianco e blu. Alcuni costumi sono molto antichi e preziosi, e testimoniano l’evoluzione nei secoli dello stile delle comparse paliesche.
- Trofei e Masgalani: oltre ai drappelloni, la Torre custodisce nel suo museo altri trofei vinti in competizioni storiche. Ad esempio, vi si possono vedere i Masgalani, ovvero i piatti d’argento cesellato che venivano (e vengono tuttora) assegnati alla contrada che presenta la migliore comparsa nel Corteo Storico del Palio . La Contrada della Torre ha vinto diversi Masgalani, e nel museo ne sono esposti alcuni bellissimi, oltre a coppe, medaglie e targhe conquistate in altre manifestazioni collaterali (come gare giovanili di tamburini e sbandieratori). Da ricordare: nel 2023 la Torre si è aggiudicata proprio il Masgalano per la migliore comparsa del Palio di agosto , ulteriore motivo di orgoglio recente visibile nel museo.
- Documenti, foto e memorie: un’altra sezione del museo raccoglie documenti storici e fotografie d’epoca relative alla contrada . Si possono sfogliare copie di antichi verbali contradaioli, pubblicazioni sul Palio, e vedere fotografie ingiallite delle feste titolari di inizio Novecento o dei Palii vittoriosi (immortalando, ad esempio, i fantini portati in trionfo dai contradaioli). Particolarmente interessante è la collezione di giubbetti dei fantini: si tratta delle casacche con i colori della Torre indossate dai vari fantini che hanno corso per la contrada, ognuna esposta con il nome e il soprannome del fantino e gli anni in cui ha corso . Questa raccolta rende omaggio ai fantini che hanno fatto la storia della Torre, come ad esempio Luigi Bruschelli detto Trecciolino (vincitore nel 2005) o Andrea Mari detto Brio (vincitore nel 2015), di cui si conservano i giubbetti e le foto celebrative.
- Reperti archeologici e arte sacra: il territorio della Torre ha restituito anche testimonianze di epoche lontanissime. Nel museo è esposta una tomba etrusca del II secolo a.C. rinvenuta nell’area, nonché una cisterna di epoca romana e una grande fossa granaria quattrocentesca usata per conservare il grano . Si tratta di reperti eccezionali che mostrano la continuità di insediamento in questa zona di Siena fin dall’antichità. Inoltre, nell’attiguo oratorio sono custodite importanti opere d’arte sacra: ad esempio una tavola cinquecentesca di Giovanni di Lorenzo raffigurante la Vergine Immacolata (proveniente dalla prima chiesa di contrada) , e tele seicentesche come una Crocifissione e una Decollazione di San Giacomo di Rutilio Manetti . Nell’oratorio della Torre – dedicato ai Santi Giacomo e Cristoforo – spicca anche una pregevole “Andata al Calvario” (XVI sec.) attribuita a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, oltre a varie statue e arredi sacri legati alla vita religiosa della contrada .
Visitare il museo e l’oratorio della Contrada della Torre significa dunque fare un tuffo sia nella storia civile che in quella spirituale della contrada. Si percepisce il doppio ruolo che la contrada svolge: da un lato custode di tradizioni laiche (il Palio, i costumi, le vittorie), dall’altro comunità con una propria fede e i propri riti (il battesimo contradaiolo, le messe nell’oratorio, le benedizioni del cavallo e del fantino prima del Palio – la famosa benedizione del cavallo avviene proprio in questa chiesetta prima che il cavallo corra in Piazza del Campo ).
Come visitare il museo? Occorre tenere presente che i musei di contrada non hanno orari di apertura regolari come i musei statali, ma sono solitamente visitabili su appuntamento o in occasioni speciali. Nel caso della Torre, le visite sono spesso organizzate su richiesta: è consigliabile contattare in anticipo la contrada (ad esempio via email all’indirizzo ufficiale o per telefono) per verificare la disponibilità di una visita guidata . Spesso, soprattutto in primavera ed estate, le contrade organizzano aperture straordinarie dei musei per gruppi di visitatori o in concomitanza con eventi cittadini . Un ottimo modo per visitare più musei contradaioli è aderire ai tour guidati tematici promossi da guide locali o dal Comune, come ad esempio il percorso “Alla scoperta dei musei delle contrade” che include la visita a diverse contrade in un solo itinerario . In ogni caso, visitare il Museo della Torre con una guida contradaiola è un’esperienza unica: potrete ascoltare storie e aneddoti direttamente dalla voce di chi vive la contrada. L’ingresso ai musei di contrada è generalmente gratuito (eventualmente si può lasciare un’offerta) , e la calorosa accoglienza dei contradaioli farà il resto.
In conclusione, il museo e l’oratorio della Contrada della Torre sono tappe imperdibili per chi desidera comprendere fino in fondo lo spirito di Siena. Tra drappelloni, costumi, trofei, reperti antichi e immagini sacre, vi sentirete trasportati attraverso i secoli, vivendo da vicino le gioie, le fatiche e la devozione di generazioni di torraioli. Uscendo dal museo, non dimenticate di fare una sosta davanti alla fontanina battesimale dell’elefantino in piazzetta: immaginate quante generazioni di bambini della Torre vi sono state tenute in braccio per ricevere il battesimo contradaiolo, tra gli applausi e i brindisi della comunità! Sono momenti come questi che fanno capire quanto la contrada non sia solo un “museo” ma una realtà viva, fatta di persone, tradizioni e sentimenti condivisi.
Come visitare la Contrada della Torre: itinerario a piedi e consigli pratici
Dopo aver conosciuto storia e tradizioni, vediamo in concreto come esplorare la Contrada della Torre partendo dall’Hotel Minerva, e alcuni consigli pratici per godersi al meglio la visita. Fortunatamente Siena è una città a misura d’uomo e ci si può spostare agevolmente a piedi da un capo all’altro del centro storico. Dal nostro hotel di via Garibaldi, situato appena fuori dalla zona a traffico limitato ma a pochi passi dal cuore di Siena, raggiungere la zona della Torre è semplice: come già accennato, in circa 10-15 minuti di cammino sarete in Piazza del Campo , che è praticamente il “limite” nord-occidentale del territorio torraiolo.








Itinerario a piedi consigliato: Uscendo dall’Hotel Minerva, dirigetevi verso Porta Ovile e risalite verso il centro passando per via dell’Orto dei Pecci o via di Fontanella, fino ad arrivare in zona via di Pantaneto / Piazza Tolomei. Da lì proseguite in direzione di Piazza del Campo, seguendo le indicazioni per il centro (basta chiedere o seguire il flusso dei pedoni, soprattutto in alta stagione). Una volta giunti nell’incantevole conchiglia di Piazza del Campo – magari approfittandone per scattare qualche foto panoramica – cercate l’accesso verso piazza del Mercato. Questo si trova sul lato opposto rispetto alla Fonte Gaia: dalla Piazza del Campo imboccate il breve passaggio sotto la volta di Palazzo Pubblico (detto Chiasso Largo) che conduce sul retro del palazzo comunale . Vi ritroverete nella vasta Piazza del Mercato, un tempo sede del mercato cittadino (oggi parcheggio e luogo di eventi) e parte integrante del territorio della Torre .
Attraversate Piazza del Mercato: sul lato sud vedrete una grande loggia (la Loggia dei Mercanti, dove anticamente si svolgeva il mercato coperto) e, appena oltre, iniziano via di Salicotto e le viuzze della contrada. Entrando in via di Salicotto sarete ufficialmente nel cuore della Contrada della Torre. Tenete gli occhi aperti: qui ogni dettaglio parla della contrada. Sulle mura delle case vedrete targhe in marmo con l’elefante e la torre, bandierine color rosso-bianco-blu appese alle finestre, e spesso murales o edicole votive che richiamano i simboli contradaioli. Dopo pochi metri, troverete una pittoresca piazzetta: è Piazzetta di Salicotto (intitolata ad Artemio Franchi, notabile contradaiolo), dove campeggia la fontanina battesimale della Torre con l’elefantino in bronzo . Questo è un luogo simbolo: fermatevi ad ammirare la fontana e leggete l’iscrizione “VICTORIA” – ora sapete a cosa si riferisce (la fine della maledizione delle oche nel 2005!). Proprio di fronte alla fontanina sorge la sede della Contrada e l’ingresso del Museo (di solito riconoscibile da un portone decorato con gli stemmi). Se avete prenotato una visita, qui verrete accolti; altrimenti potete comunque curiosare dall’esterno e leggere eventuali bacheche con foto o annunci contradaioli.
Proseguendo lungo via di Salicotto, la strada scende leggermente tra case medievali e sbuca in via del Rialto e via San Giusto, altre due stradine storiche del rione. In via San Giusto si trova l’ingresso dell’Oratorio di San Giacomo (detto anche dei Santi Giacomo e Cristoforo): la chiesetta della contrada, riconoscibile dalla facciata semplice e dall’emblema della Torre sopra il portale. Se trovate aperto (spesso lo è in occasione di messe o eventi contradaioli), entrate con rispetto: all’interno, tra marmi e dipinti, troverete anche qui molti riferimenti alla vita della contrada, come stendardi e targhe commemorative delle vittorie.
L’itinerario può continuare esplorando le altre viuzze del rione: ad esempio vicolo delle Scotte (dove un tempo risiedeva la comunità ebraica, con la Sinagoga poco distante), via del Porrione e Banchi di Sotto (che delimitano il confine della Torre verso nord). Per chi ama camminare, consigliamo di salire fino a Via di San Martino, dove sorge l’omonima basilica: siete al confine tra Torre e contrade limitrofe (Onda e Nicchio), ma dal sagrato di San Martino potete godere di una vista insolita sui tetti del rione Torre e della città in generale. Da lì, ridiscendendo da Costa d’Ovile, potrete chiudere il cerchio tornando verso l’Hotel Minerva per un percorso alternativo.
Consigli pratici per la visita:
- Calzature comode: le strade di Siena sono lastricate in pietra e le pendenze non mancano. Via di Salicotto ad esempio ha tratti in discesa ripida. Indossate scarpe adatte a camminare sul selciato medievale e affrontare salite e discese senza problemi.
- Rispetto e comportamento: ricordate che vi trovate in un quartiere residenziale ancora molto vissuto dai contradaioli. È bene mantenere un atteggiamento rispettoso: potete certamente fare foto agli stemmi e alle strade, ma evitate comportamenti invadenti (ad esempio entrare in spazi segnalati come riservati alla contrada o disturbare eventuali cerimonie). Se incrociate gruppi di contradaioli, magari in occasione di una cena all’aperto o di prove di tamburi e bandiere, potete assistere da discreta distanza e applaudire, ma senza intralciare. La contrada in genere è ospitale con i visitatori educati e interessati: può capitare che qualcuno vi fermi per chiedervi se avete bisogno di aiuto o per raccontarvi un aneddoto – approfittatene, perché i senesi amano condividere la loro cultura con chi mostra curiosità sincera.
- Visite al museo/oratorio: come già detto, è opportuno pianificare per tempo. Contattate la contrada tramite i recapiti ufficiali (telefono o email, reperibili sul sito web) e informatevi su disponibilità e orari. Spesso l’oratorio è aperto solo durante funzioni religiose, mentre il museo richiede la presenza di un incaricato che apra le sale. Se siete a Siena in prossimità del Palio (fine giugno o metà agosto) potreste trovare qualche apertura straordinaria, ma anche maggiore fermento e “caos” contradaiolo – valutate se preferite una visita tranquilla in un altro periodo, oppure l’atmosfera elettrizzante del pre-Palio (in quest’ultimo caso, aspettatevi però che il museo sia chiuso perché tutti i contradaioli saranno impegnati nei preparativi del Palio!).
- Partecipare a un evento contradaiolo: se ne avete l’opportunità, cercate di prendere parte a qualche evento pubblico della contrada. Ad esempio, durante la Settimana del Palio (i giorni che precedono la corsa) ogni contrada organizza le cene in strada: la Contrada della Torre allestisce lunghe tavolate proprio in via Salicotto o Piazza del Mercato per la cena della prova generale (la sera prima del Palio). I posti sono in genere riservati ai contradaioli e ai loro ospiti, ma a volte è possibile, tramite conoscenze o contatti turistici, acquistare un posto come ospiti esterni. Cenare tra centinaia di torraioli, gustando la cucina senese sotto le bandiere della Torre e brindando al grido di “Torre! Torre!” è un’esperienza che non dimenticherete. In alternativa, potete assistere come spettatori lungo la via, per respirare l’atmosfera gioiosa. Anche le messe e processioni della festa titolare (intorno al 25 luglio) sono momenti molto caratteristici: vedrete la contrada in abito da festa, con i tamburini e gli alfieri che accompagnano il Cero votivo fino alla Chiesa di San Giacomo.
- Sicurezza e orientamento: il rione della Torre, come tutta Siena, è un luogo sicuro e tranquillo. Di sera le vie sono ben illuminate dai tradizionali lampioni, e durante le belle stagioni è facile incontrare contradaioli fuori dalla società o turisti a passeggio. Non abbiate timore a esplorare anche i vicoletti più stretti – scoprirete scorci bellissimi, come archi medievali, cortiletti e viste sulla Torre del Mangia da prospettive insolite. Portate magari con voi una mappa di Siena: le vie del centro sono un dedalo, ma con una cartina o una mappa sul telefono vi orienterete facilmente (il territorio della Torre si estende indicativamente a sud di Piazza del Campo, fra via di Città/Pantaneto e la Costa di Sant’Antonio).
Seguendo questi consigli, potrete godervi appieno la visita alla Contrada della Torre, immergendovi nella sua realtà quotidiana e nelle sue celebrazioni. Non c’è nulla di più bello, per un amante della cultura italiana, che sedersi su una panchina in Piazza del Mercato al tramonto, osservando i bambini torraioli giocare a pallone sotto lo sguardo dell’elefantino di bronzo, mentre qualche anziano racconta storie del Palio passato. In quei momenti vi sembrerà di far parte anche voi, almeno un po’, di questa grande famiglia che è la contrada.
Quali sono le vittorie della Contrada della Torre al Palio di Siena?
Veniamo ora alle vittorie al Palio – l’orgoglio e l’onore di ogni contrada. La Contrada della Torre è una delle più vittoriose nella storia del Palio di Siena: 45 Palii vinti sono ufficialmente riconosciuti dal Comune di Siena , il che la pone ai vertici dell’albo d’oro (seconda solo all’Oca, che ne conta 66 dopo il Palio dell’Assunta 2023). La prima vittoria documentata della Torre risale al 2 luglio 1655 (Palio in epoca barocca), mentre l’ultima vittoria finora ottenuta è del 2 luglio 2015, quando il fantino Andrea Mari detto “Brio” trionfò su Morosita Prima riportando il Drappellone in via Salicotto . In mezzo ci sono oltre tre secoli di trionfi, con storie leggendarie degne di un romanzo.
La Torre ha attraversato periodi di grande competitività: pensate che entro la fine dell’Ottocento aveva già conquistato 38 vittorie (era praticamente alla pari con l’Oca, allora ferma a 42) . Fu protagonista di annate memorabili come il 1787 e il 1896, in cui riuscì a fare il cappotto, cioè vincere entrambe le carriere di luglio e agosto nello stesso anno – un’impresa rarissima. In particolare, il cappotto del 1896 fu molto celebrato: il fantino Domenico Fradiacono detto Scansino vinse sia il Palio di luglio sia uno straordinario Palio ad agosto, portando un doppio drappellone alla contrada (come vedrete nella lista qui sotto).
Il Novecento è stato però meno generoso con la Torre: appena 5 vittorie in tutto il XX secolo, un digiuno lunghissimo interrotto solo saltuariamente nel 1939, 1947 e 1961 . Abbiamo già raccontato della fatidica “maledizione” che colpì la contrada dopo il 1961, tenendola lontana dalla gloria fino al 2005 . Quando finalmente arrivò la vittoria del 16 agosto 2005, esplose un entusiasmo incontenibile: per l’occasione la Torre portò addirittura un elefante vero (proprio così, un elefante in carne e ossa) ad aprire il corteo trionfale per le vie di Siena, come simbolo della contrada che tornava a sfilare da vincitrice . Questa curiosa vicenda dell’elefante – proveniente da un circo, appositamente fatto arrivare – fece parlare tutta la città e rimane una delle storie paliesche più incredibili degli ultimi decenni. In tempi recenti, la vittoria del 2015 (2 luglio, con Trecciolino capitano e Brio fantino) ha riportato il sorriso in via Salicotto, ma da allora la Torre attende di nuovo il suo momento: sono passati alcuni anni e i torraioli sperano ad ogni Palio che il loro rione “torni a riveder le stelle” del successo. Nel frattempo, si consolano con i successi nei Masgalani e con la consapevolezza di avere comunque un palmarès invidiabile. Come si usa dire tra contradaioli, “Torneremo a vince’!” è il grido di speranza che risuona nelle cene della Torre – e non c’è dubbio che, quando accadrà, la festa in via Salicotto sarà indimenticabile.
Concludiamo dunque con l’elenco completo delle 45 vittorie conquistate dalla Contrada della Torre nei Palii di Siena dal XVII secolo ad oggi. Nella tabella sottostante sono indicate la data del Palio, il fantino vittorioso (con il suo soprannome) e eventuali note particolari:
| Data | Fantino della Torre (soprannome) | Note |
|---|---|---|
| 2 luglio 1655 | Giovan Battista Landi (“Granchio”) | (Palio alla lunga, corsa fuori Piazza) |
| 2 luglio 1656 | Simone Mastacchi (“Mone”) | (Primo Palio alla tonda in Piazza del Campo) |
| 2 luglio 1717 | Giuseppe Maria Bartaletti (“Strega”) | |
| 17 agosto 1752 | Francesco Manganelli (“Checchino”) | |
| 2 luglio 1762 | Francesco Manganelli (“Checchino”) | |
| 16 agosto 1764 | Francesco Manganelli (“Checchino”) | |
| 14 maggio 1767 | Mattio Mancini (“Bastiancino”) | (Palio straordinario di primavera) |
| 2 luglio 1776 | Giuseppe Amaddii (“Batticulo”) | |
| 2 luglio 1783 | Tommaso Felloni (“Biggèri”) | |
| 16 agosto 1784 | Angelo Giusti (“Ciocio”) | Vittoria a cavallo scosso (fantino caduto) |
| 2 luglio 1787 | Agostino Lippi (“Groppasecca”) | |
| 16 agosto 1787 | Agostino Lippi (“Groppasecca”) | Cappotto (seconda vittoria nello stesso anno) |
| 17 agosto 1795 | Tommaso Felloni (“Biggèri”) | (Palio posticipato al 17/8) |
| 16 agosto 1796 | Tommaso Felloni (“Biggèri”) | |
| 14 maggio 1809 | Tommaso Felloni (“Biggèri”) | (Palio straordinario napoleonico) |
| 2 luglio 1811 | Giovan Battista Paradisi (“Pettiere”) | |
| 17 agosto 1814 | Giuseppe Bini (“Ciccina”) | (Palio posticipato al 17/8) |
| 16 agosto 1816 | Niccolò Chiarini (“Caino”) | |
| 18 agosto 1822 | Giovan Battista Lanini (“Mugnaino”) | (Palio posticipato al 18/8) |
| 3 luglio 1825 | Giuseppe Bini (“Ciccina”) | (Palio posticipato al 3/7 per pioggia) |
| 2 luglio 1829 | Francesco Santini (“Gobbo Saragiolo”) | |
| 16 agosto 1831 | Carlo Brandani (“Brutto”) | |
| 17 agosto 1835 | Francesco Santini (“Gobbo Saragiolo”) | (Palio posticipato al 17/8) |
| 16 agosto 1839 | Francesco Santini (“Gobbo Saragiolo”) | |
| 16 agosto 1843 | Francesco Santini (“Gobbo Saragiolo”) | |
| 3 luglio 1853 | Francesco Santini (“Gobbo Saragiolo”) | (Palio posticipato al 3/7) |
| 17 agosto 1856 | Giuseppe Buoni (“Bonino”) | (Palio posticipato al 17/8) |
| 15 agosto 1864 | Agostino Pieri (“Pilesse”) | Vittoria a cavallo scosso (fantino caduto) |
| 4 luglio 1875 | Agostino Pieri (“Pilesse”) | (Palio posticipato al 4/7) |
| 16 agosto 1882 | Genesio Sampieri (“Il Moro”) | |
| 16 agosto 1893 | Francesco Ceppatelli (“Tabarre”) | |
| 2 luglio 1895 | Francesco Ceppatelli (“Tabarre”) | |
| 2 luglio 1896 | Domenico Fradiacono (“Scansino”) | |
| 25 agosto 1896 | Domenico Fradiacono (“Scansino”) | Cappotto (vinti due Palii nel 1896) |
| 16 agosto 1905 | Guido Sampieri (“Fulmine”) | |
| 13 settembre 1910 | Domenico Leoni (“Moro III”) | (Palio straordinario posticipato al 13/9) |
| 16 agosto 1939 | Fernando Leoni (“Ganascia”) | |
| 16 agosto 1947 | Fernando Leoni (“Ganascia”) | |
| 16 agosto 1961 | Giorgio Terni (“Vittorino”) | (Ultima vittoria prima del lungo digiuno) |
| 16 agosto 2005 | Luigi Bruschelli (“Trecciolino”) | Fine della “maledizione” (dopo 44 anni) |
| 2 luglio 2015 | Andrea Mari (“Brio”) | (Ultima vittoria finora) |
Come si vede, la Contrada della Torre ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro del Palio in molte occasioni memorabili. Dai successi a raffica del Settecento, passando per le vittorie dell’era dei fantini leggendari come Gobbo Saragiolo (dominatore nell’Ottocento) , fino alle gioie sofferte del nuovo millennio, ogni generazione di torraioli ha avuto il suo trionfo da celebrare. Ufficialmente, come detto, le vittorie riconosciute sono 45; la contrada nel suo Albo d’oro interno ne conta qualcuna in più, includendo anche antichi giochi e “bufalate” precedenti all’istituzione formale del Palio moderno , ma ai fini storici il numero da ricordare è 45.
Vale la pena sottolineare che la Torre è attualmente tra le contrade con più vittorie in assoluto. Tuttavia, dopo l’exploit del 2015, sta vivendo un digiuno relativamente lungo per gli standard odierni. I contradaioli, lungi dallo scoraggiarsi, affrontano ogni nuova estate paliesca con rinnovata determinazione: “Torneremo a vince’!” è il grido che risuona nelle cenine e nei ritrovi contradaioli, a significare la ferma speranza di tornare presto sul tufo vittoriosi. E c’è da scommettere che, quando quel giorno arriverà, la festa che esploderà tra via Salicotto e Piazza del Mercato sarà qualcosa di straordinario – e forse vorrete esserci anche voi a testimoniare il ritorno al successo della Torre dopo gli anni di attesa, immersi in un tripudio di bandiere rosse, bianche e blu e nell’abbraccio caloroso di un intero popolo di contrada.
In definitiva, la Contrada della Torre offre al visitatore un concentrato di ciò che rende unica Siena: arte, storia, identità e passione convivono in questo angolo di città. Dall’Hotel Minerva abbiamo percorso un viaggio ideale che in pochi passi ci ha portati dalle comodità moderne dell’albergo alle emozioni antiche di una contrada gloriosa. Speriamo che questa guida vi sia utile per esplorare la Contrada della Torre con occhi curiosi e rispettosi. Che passeggiate tra i suoi vicoli in una tranquilla mattina primaverile, o che vi troviate in mezzo alla folla festante dopo un Palio vinto, porterete con voi il ricordo indelebile di un quartiere dove ogni pietra racconta una storia e dove il senso di comunità è vivo oggi come secoli fa. Buona visita di Siena e forza Torre!
