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Benvenuti nella nostra guida dedicata alla Contrada dell’Aquila, una delle contrade più nobili di Siena, dove storia, tradizione e passione contradaiola si intrecciano in ogni vicolo, in ogni simbolo, in ogni vittoria. Qui all’Hotel Minerva Siena, siamo lieti di offrire ai nostri ospiti un punto di partenza ideale per scoprire la Contrada: ci troviamo nel cuore di Siena, all’interno delle mura, nel rione della Contrada della Lupa, e siamo molto vicini alla zona dell’Aquila. Dal nostro hotel, situato in via Garibaldi 72, è sufficiente una passeggiata di circa 10-15 minuti per raggiungere una delle entrate della Contrada dell’Aquila, immergendosi subito in quell’atmosfera unica fatta di stemmi, storie antiche e riti tramandati di generazione in generazione.

Se voi amate camminare, respirare la pietra medievale, sentire il coro del popolo della contrada, questa guida vuole essere il vostro compagno fidato. E da Hotel Minerva Siena, con accoglienza familiare, comfort moderno, camere eleganti e posizione privilegiata vicino al centro storico, sarete nel posto giusto per vivere la Contrada dell’Aquila non come semplici visitatori, ma come parte di quella storia che rende Siena unica.

Che cos’è la Contrada dell’Aquila di Siena?

La Nobile Contrada dell’Aquila è uno dei 17 storici rioni (detti contrade) in cui è suddiviso il centro medievale di Siena . Ogni contrada è una piccola comunità con una propria identità, simboli, territorio e istituzioni (chiesa, museo, fontana battesimale, società di contrada, ecc.) . La Contrada dell’Aquila prende il nome e l’emblema dall’aquila imperiale bicipite, simbolo legato all’antica famiglia nobile senese dei Marescotti che risiedeva in questa zona . Questa contrada ricopre la parte centrale della città (nel Terzo di Città), intorno alla cattedrale di Siena e ad alcune delle strade e piazze più prestigiose del centro storico .

Fondata molti secoli fa, l’Aquila ha una storia ricca di tradizioni e orgoglio. Partecipa al celebre Palio di Siena, la corsa di cavalli che due volte l’anno (2 luglio e 16 agosto) oppone le contrade in Piazza del Campo. L’Aquila può fregiarsi del titolo onorifico di Nobile Contrada per un evento storico avvenuto nel XVI secolo, e il suo motto latino è “Unguibus et Rostris” (che significa “Con gli artigli e col rostro”, richiamando la tenacia e la combattività dell’aquila) . In questa guida scopriremo in dettaglio la storia dell’Aquila, cosa vedere nel suo museo e oratorio, tutte le vittorie ottenute dall’Aquila al Palio e tante curiosità e consigli per visitarla al meglio.

Informazioni in breve sulla Contrada dell’Aquila

Per iniziare, ecco una tabella riepilogativa con i dati essenziali della Contrada dell’Aquila:

ElementoDettagli
Titolo onorifico:Nobile Contrada dell’Aquila (titolo concesso dall’Imperatore Carlo V nel 1536) .
Simbolo (stemma):Aquila imperiale bicipite nera, coronata, con scettro, spada e globo imperiale; sul petto un sole dorato con le lettere “U.I.” (omaggio al Re Umberto I dal 1887) .
Colori:Giallo oro, listato di nero e turchino (blu) .
Motto:Unguibus et rostris – “Con gli artigli e col rostro” , a simboleggiare combattività e tenacia .
Terzo di appartenenza:Terzo di Città (ovvero la zona sud-occidentale del centro storico di Siena) .
Alleate:Civetta (Contrada Priora della Civetta) dal 1718; Drago (Contrada del Drago) dal 1788 .
Avversaria:Pantera (Contrada della Pantera), inimicizia ufficiale dal 1947 .
Territorio principale:Zona intorno a via Casato di Sotto, via di Città e Pian dei Mantellini; include la Cattedrale di Siena (Duomo) e palazzi come Palazzo Chigi-Saracini (sede dell’Accademia Musicale Chigiana) .
Chiesa di contrada:Oratorio di San Giovanni Battista (detto Chiesa dei Tredicini), in via Casato di Sotto – di proprietà della contrada dal 1788 .
Fontanina battesimale:Fontana in bronzo con aquila (opera di Bruno Buracchini, 1963) in Piazza Postierla, utilizzata per il battesimo contradaiolo dei nuovi membri .
Società di contrada:“Il Rostro”, sede ricreativa in vicolo del Verchione, 6 .
Museo di contrada:Museo dell’Aquila presso Palazzo Agazzari-Nastasi (via Casato di Sotto 82) – espone cimeli, costumi e drappelloni vinti .
Santo patrono:Santissimo Nome di Maria (festa titolare la domenica intorno al 12 settembre) .
Vittorie al Palio:24 vittorie riconosciute dal Comune (prima vittoria documentata: 2 luglio 1719; ultima vittoria: 3 luglio 1992) .

Qual è la storia della Contrada dell’Aquila?

La Contrada dell’Aquila vanta una storia secolare ricca di eventi e trasformazioni. Le origini medievali della contrada sono legate alla presenza nel suo territorio di potenti casate nobili, in particolare la famiglia Marescotti, il cui stemma araldico riportava appunto un’aquila . Già nel Medioevo l’aquila era dunque il simbolo identificativo del rione. In seguito, la contrada partecipò alle prime forme di giochi e competizioni tra rioni, evolutesi poi nell’odierno Palio di Siena.

Un momento fondamentale fu il 24 aprile 1536, quando l’imperatore Carlo V d’Asburgo visitò Siena e la contrada dell’Aquila gli tributò una magnifica accoglienza . Per ringraziare di tale onore, Carlo V concesse all’Aquila il titolo di “Nobile Contrada”, titolo onorifico che ancora oggi è orgoglio della comunità . In quella stessa occasione, secondo la tradizione, l’imperatore autorizzò la contrada a modificare il proprio stemma: l’aquila divenne bicipite (a due teste), richiamando l’aquila imperiale asburgica, a testimonianza del legame con l’autorità imperiale . Da quel momento lo stemma dell’Aquila presenta due teste coronate anziché una.

Nel corso dei secoli lo stemma subì ulteriori variazioni dettate dagli eventi storici contingenti . Ad esempio, in epoca napoleonica (fine XVIII – inizi XIX secolo) all’aquila furono temporaneamente rimossi gli attributi imperiali (come la corona, lo scettro e la spada), poiché mal visti durante l’occupazione francese. Successivamente, con la Restaurazione sotto i duchi Lorena, lo stemma ritornò alla foggia tradizionale. Un’altra aggiunta avvenne nel 1887, quando il Re d’Italia Umberto I di Savoia in visita a Siena concesse all’Aquila di inserire le sue iniziali “U.I.” sormontate da un sole dorato sul petto dell’aquila , in ricordo di quella visita reale (tale elemento campeggia tuttora sullo stemma). In sintesi, l’araldica dell’Aquila riflette momenti di storia: dall’aquila imperiale di Carlo V al sole dei Savoia.

Tra Sei e Settecento, la contrada conobbe un periodo di difficoltà e inattività nelle competizioni paliesche. Documenti storici indicano che per decenni l’Aquila non partecipò ai Palii, tanto che le contrade confinanti arrivarono perfino ad “annettersi” di fatto parti del suo territorio . Fu solo nel 1718 che, grazie all’iniziativa di un nobile contradaiolo (Giovan Antonio Pecci), la Contrada dell’Aquila venne riammessa ufficialmente nel novero delle contrade attive di Siena . L’Aquila tornò a correre il Palio il 2 luglio 1719: per l’occasione vinse subito la carriera, aggiudicandosi quello che è anche il drappellone (stendardo) più antico tuttora conservato a Siena . Questa storica vittoria segnò la rinascita della contrada.

L’anno 1729 fu cruciale per tutte le contrade di Siena, proprio a causa del caso dell’Aquila: la governatrice Violante di Baviera emanò il famoso “Bando sui Confini”, che definì con precisione i confini territoriali di ciascuna delle 17 contrade ancora esistenti . Ciò avvenne anche in risposta alle dispute nate dopo il ritorno dell’Aquila alle corse (le consorelle confinanti, tra cui la Pantera, avevano avanzato pretese su zone dell’Aquila in sua assenza) . Il Bando del 1729 stabilì una volta per tutte l’estensione di ogni contrada – confini che, con lievi modifiche, valgono ancora oggi. In particolare, Piazza Postierla (un punto strategico detto dei “Quattro Cantoni”) tornò ufficialmente sotto l’Aquila, dopo che per anni la vicina Pantera l’aveva occupata e utilizzata per la questua .

Nel XIX e XX secolo, la Contrada dell’Aquila continuò a prendere parte attivamente alla vita paliesca e cittadina. Tra gli episodi di rilievo si ricorda la vittoria del Palio del 16 agosto 1871 ottenuta addirittura a cavallo scosso, cioè con il cavallo che tagliò il traguardo senza fantino (il fantino dell’Aquila cadde durante la corsa, ma il cavallo proseguì e vinse da solo) . Un aneddoto curioso riguarda poi il Palio del 16 agosto 1957, quando l’Aquila fece correre la prima – e finora unica – fantina donna del Palio moderno: la giovane senese Rosanna Bonelli, soprannominata “Rompicollo” o “Diavola” . Rosanna Bonelli, figlia di un celebre scrittore, corse il Palio dell’Assunta 1957 per i colori dell’Aquila sul cavallo Percina, segnando un evento quasi unico nella storia (prima di lei solo un’altra donna aveva corso, nel lontano 1581) . Pur non vincendo – cadde al secondo giro mentre la contrada dell’Istrice andò al trionfo – rimane una figura leggendaria: l’Aquila, riconoscente, la nominò fantino onorario e ancora oggi la ricorda come esempio di coraggio e passione femminile nel Palio .

Nel Novecento l’Aquila arricchì la sua storia con numerose vittorie (soprattutto nella seconda metà del secolo, come vedremo in dettaglio) e con importanti riconoscimenti istituzionali. Ad esempio, nel 1963 la città de L’Aquila (capoluogo abruzzese che condivide il simbolo dell’aquila) donò alla contrada un bassorilievo in bronzo poi collocato presso la Chiesa di San Giovanni Battista, suggellando un gemellaggio tra la contrada e la città omonima . Nel 1967 alla contrada fu conferita persino l’“iscrizione d’onore” nell’albo della nobiltà di Scozia, curiosa onorificenza internazionale legata probabilmente ai legami araldici dell’aquila . Nel 1969, inoltre, la Contrada dell’Aquila venne riconosciuta ufficialmente come ente morale di diritto canonico, a testimonianza del suo ruolo anche in ambito religioso locale .

Oggi la Nobile Contrada dell’Aquila continua ad essere un pilastro della tradizione senese. Pur non vincendo un Palio dal 1992, mantiene vivo lo spirito contradaiolo attraverso le sue iniziative culturali, sociali e religiose. I contradaioli dell’Aquila sono profondamente legati alle loro radici storiche e fieri del proprio passato glorioso, ma guardano anche al futuro, educando le nuove generazioni (gruppi giovani e piccoli dell’Aquila) ai valori di solidarietà, partecipazione e amor di contrada. Visitare l’Aquila significa dunque immergersi in secoli di storia senese: ogni vicolo e ogni pietra del rione raccontano vicende di imperatori accolti con onore, di Palii vinti all’ultimo respiro e di una comunità che ha saputo risorgere più volte con orgoglio.

Quali luoghi e monumenti si trovano nel territorio dell’Aquila?

Il territorio della Contrada dell’Aquila si estende in uno dei punti più belli di Siena, nel cuore antico della città. Passeggiare per le strade dell’Aquila significa attraversare secoli di arte e storia. Ecco alcuni dei luoghi di interesse principali che troverete in questa contrada:

  • Duomo di Siena (Cattedrale di Santa Maria Assunta): è situato all’interno della Contrada dell’Aquila ed è uno dei monumenti più celebri di Siena. La sua magnifica facciata gotica bicolore e l’interno riccamente decorato (con opere di Michelangelo, Donatello, Pinturicchio etc.) ne fanno una tappa obbligata per ogni visitatore. Per la contrada, il Duomo è un vanto territoriale oltre che luogo spirituale (anche se non è la “chiesa di contrada”, resta comunque la cattedrale cittadina).
  • Palazzo Chigi-Saracini: storico palazzo nobiliare affacciato su via di Città (nel cuore dell’Aquila), oggi sede dell’Accademia Musicale Chigiana, prestigiosa istituzione musicale internazionale. Il palazzo, appartenuto alle famiglie Marescotti e poi Chigi-Saracini, custodisce importanti collezioni d’arte e durante l’anno ospita concerti di musica classica di alto livello . Se siete appassionati di musica, informatevi sulle attività dell’Accademia: potrebbe capitarvi di assistere a un concerto in uno scenario unico.
  • Piazza del Conte (Pian de’ Mantellini): è una piazzetta caratteristica del rione, abbellita da edifici storici. Al centro della piazza si trova una colonna sormontata da una lupa (simbolo di Siena), che indica l’appartenenza di questo luogo al Terzo di Città e storicamente fungeva da uno dei confini simbolici della contrada . La piazza è un luogo tranquillo da cui si gode una vista suggestiva sui tetti e le torri senesi.
  • Via Casato di Sotto: è l’asse viario principale che attraversa la contrada. È una strada in lieve pendenza che collega Piazza del Campo (da cui sale come “Casato di Sotto”) con la zona del Duomo (dove prosegue come “Casato di Sopra”). Lungo via Casato di Sotto si affacciano edifici cruciali per l’Aquila: qui troviamo la sede storico-museale della contrada (ai civici 82-88) , l’adiacente Oratorio di San Giovanni Battista e, poco distante, la Società “Il Rostro” (luogo di ritrovo e ristoro per i contradaioli). Percorrere questa via durante i giorni del Palio significa vederla addobbata con bandiere giallo-nere-turchino e brulicante di contradaioli in festa.
  • Chiesa di San Giovanni Battista (Oratorio dei Tredicini): è la chiesa della Contrada dell’Aquila, situata in via Casato di Sotto. Si tratta di un piccolo oratorio barocco costruito a partire dal 1629 , originariamente sede di una confraternita laicale detta dei “Tredicini”. Nel 1788 la chiesa fu concessa all’Aquila come luogo di culto contradaiolo , dopo che la contrada dovette lasciare un precedente oratorio condiviso. La sobria facciata in mattoni e il portale seicentesco nascondono un interno raccolto e decorato, dove la contrada conserva oggetti sacri e organizza le cerimonie religiose (come la benedizione del cavallo prima del Palio). Sulla facciata esterna, guardando in alto, noterete una piccola edicola con la statua di San Giovanni Battista, patrono dell’oratorio.

  • Piazza Postierla (Quattro Cantoni): è un piccolo slargo all’incrocio di quattro importanti vie (via di Città, via del Capitano, via delle Terme e via San Pietro). Questa piazza segna un crocevia tra contrade e terzi: qui infatti si incontrano il Terzo di Città e il Terzo di San Martino, e storicamente convergono i territori di Aquila, Pantera, Onda e Selva. La piazza è dominata da due elementi: su una colonna centrale sta la Lupa di Siena (simbolo civico della città), e su un angolo si trova la fontanina battesimale dell’Aquila, sormontata da una statua bronzea di aquila . Questa fontana, realizzata dallo scultore senese Bruno Buracchini nel 1963, è molto cara ai contradaioli: dalla sua bocca sgorga l’acqua con cui vengono “battezzati” i nuovi membri della contrada . Osservando il basamento della fontana, noterete inciso proprio il motto “Unguibus et Rostris” . La Piazza Postierla è dunque un luogo altamente simbolico: oltre ad essere il confine riconquistato dall’Aquila dopo il Bando del 1729, è teatro dei tradizionali scherzi e schermaglie tra Aquila e Pantera durante i giorni del Palio (qui avvengono talvolta le scazzottate tra contradaioli delle due rivali nelle notti paliesche) .
  • Altri luoghi di interesse: nel territorio dell’Aquila si trovano anche altre chiese e palazzi notevoli di Siena. Ad esempio, la Chiesa di San Pietro alle Scale (in fondo a via di Città) con una scalinata monumentale, oppure la Chiesa di San Pietro in Castelvecchio (oggi sconsacrata) da cui prende nome una delle antiche compagnie militari legate all’Aquila . Degni di nota anche Palazzo Patrizi (sede di un teatro accademico settecentesco) e Palazzo Caffarelli, testimonianze del passato aristocratico di quest’area. Ogni angolo del rione Aquila offre scorci suggestivi: vicoli stretti fiancheggiati da alti palazzi, archi medievali e stemmi della contrada dipinti sulle pareti. Non dimenticate di alzare lo sguardo: spesso sulle mura delle case vedrete tabernacoli con l’effigie della Madonna o edicole con l’aquila, segni della devozione popolare e dell’orgoglio contradaiolo.

In sintesi, la Contrada dell’Aquila racchiude alcuni dei luoghi più importanti di Siena, dal Duomo alle strade nobili dei banchieri senesi. Una visita al rione dell’Aquila è imprescindibile per chi vuole comprendere la geografia delle contrade e la storia della città.

Consiglio pratico: il territorio dell’Aquila è facilmente esplorabile a piedi. Se alloggiate in centro (ad esempio nei pressi di Hotel Minerva, appena fuori dalla zona ZTL), vi basterà una breve passeggiata per raggiungere l’area dell’Aquila e immergervi nelle sue atmosfere medievali . Considerate che le strade possono essere ripide (come gran parte di Siena), quindi indossate scarpe comode. E ricordate che molti siti, come il Duomo e il Museo dell’Opera del Duomo, richiedono un biglietto d’ingresso – pianificate per tempo la visita se vi interessa includerli nel tour della contrada.

Cosa si può vedere nel Museo e nell’Oratorio della Contrada dell’Aquila?

Una delle esperienze più autentiche per conoscere la vita di contrada è visitare il Museo della Nobile Contrada dell’Aquila. Il museo è situato presso la sede della contrada, negli ambienti dello storico Palazzo Agazzari-Nastasi all’angolo tra via Casato di Sotto e Costa Larga . Questo piccolo ma prezioso museo custodisce i cimeli e i tesori accumulati dall’Aquila in centinaia di anni di storia.

Cosa troverete all’interno? Principalmente oggetti legati al Palio e alle tradizioni contradaiole, ad esempio:

  • I drappelloni dei Palii vinti: ossia i grandi stendardi artistici che vengono assegnati come trofeo al contradaiolo vincitore di ogni Palio. L’Aquila ne conserva 24 originali (su 24 vittorie) e tra questi spicca il drappellone del 2 luglio 1719, che è il più antico Palio ancora esistente a Siena . Vedere questo stendardo settecentesco, ormai sbiadito ma ricco di storia, è un’emozione unica per gli appassionati. Accanto ad esso, sono esposti i palii vinti nei secoli successivi, ciascuno con il proprio dipinto rappresentativo dell’anno e del tema religioso di quel Palio.
  • Costumi antichi e moderni: il museo espone anche costumi storici utilizzati dalla comparsa dell’Aquila nel corteo del Palio. Si possono ammirare gli abiti dei paggi, degli alfieri (sbandieratori) e dei tamburini di varie epoche, riccamente decorati con i colori giallo, nero e turchino. Alcuni risalgono a fine ‘800 o inizi ‘900, altri sono più recenti ma fedeli alla tradizione. Sono esposti inoltre stendardi e bandiere storiche della contrada.
  • Il masgalano e altri trofei: il masgalano è un premio speciale assegnato alla comparsa (il gruppo di figuranti della contrada) che esegue la miglior sbandierata durante il corteo storico. L’Aquila ne ha vinti diversi e nel museo se ne possono vedere alcuni esempi, spesso piatti in argento finemente cesellati. Altri trofei includono coppe e medaglieri di vittorie in manifestazioni collaterali, come il Minimasgalano (gare giovanili) vinto dall’Aquila nel 2025 .
  • Documenti, fotografie e ricordi: una sezione del museo raccoglie fotografie storiche della contrada (ad esempio immagini delle feste titolari o dei Palii vinti, con il fantino portato in trionfo), nonché antichi documenti e pubblicazioni. Vi è anche la collezione di giubbetti dei fantini: ovvero le casacche indossate dai fantini dell’Aquila nelle vittorie storiche dei primi del ‘900 . Osservare da vicino questi indumenti di seta multicolore con lo stemma dell’aquila permette di rivivere le emozioni dei Palii passati.
  • Oratorio di San Giovanni Battista: la visita al museo comprende anche l’accesso all’attiguo oratorio (la chiesetta della contrada) del Seicento . Qui, oltre al valore artistico del luogo sacro, è interessante per il visitatore capire il ruolo spirituale che la contrada riveste. Nell’oratorio infatti si tengono i momenti salienti della vita contradaiola: la benedizione del cavallo prima del Palio (quando il parroco pronuncia la famosa frase “Vai e torna vincitore!”), le messe in suffragio dei contradaioli defunti, e le cerimonie del battesimo contradaiolo dei nuovi nati dell’Aquila (durante le quali i bambini vengono simbolicamente battezzati con l’acqua della fontanina di Piazza Postierla, segnando la loro appartenenza alla contrada).

Durante la visita al museo, la contrada spesso offre anche un filmato multimediale introduttivo . Si tratta di un breve video (con sottotitoli in più lingue) che illustra il significato del Palio per i senesi e spiega le principali tradizioni dell’Aquila. È molto utile per i visitatori internazionali, poiché fornisce il contesto culturale necessario a capire perché i contradaioli sentano così forte il legame con questi oggetti esposti.

Va notato che i musei di contrada a Siena non hanno orari di apertura regolari come i musei pubblici, ma sono di solito visitabili su prenotazione o in occasioni speciali. Per il Museo dell’Aquila, è consigliabile contattare in anticipo la contrada (ad esempio via email a info@contradadellaquila.it oppure telefonicamente) e richiedere la possibilità di una visita guidata. Spesso, soprattutto in primavera ed estate, le contrade organizzano aperture straordinarie dei musei per gruppi turistici o in concomitanza con eventi (come ad esempio nei giorni del Palio o durante Siena città aperta). La prenotazione anticipata è dunque caldamente raccomandata .

Un ottimo modo per visitare il museo di una contrada – Aquila compresa – è partecipare a visite guidate tematiche organizzate da agenzie locali o dal Comune, come il tour “Alla scoperta dei musei delle contrade” . Questi tour vi permettono di accedere a più musei contradaioli in un solo itinerario, accompagnati da guide esperte (spesso gli stessi contradaioli) che vi racconteranno aneddoti e segreti. Ad esempio, Visittuscany.com segnala un itinerario che include proprio il Museo dell’Aquila insieme ad altri, ideale per chi vuole capire a fondo la cultura del Palio attraverso i luoghi simbolo di ogni contrada .

In conclusione, il Museo della Contrada dell’Aquila è una tappa imperdibile per chi desidera cogliere lo spirito autentico di Siena. Tra drappelloni, costumi e memorie, vi sentirete trasportati nelle atmosfere di gioia e competizione che animano la città due volte all’anno. E uscendo dal museo, potrete immergervi direttamente nelle strade dell’Aquila, magari facendo una sosta presso la fontanina di Piazza Postierla: lì, dove l’aquila di bronzo versa la sua acqua limpida, potrete quasi sentire gli echi lontani di antichi canti di vittoria e il brusio delle benedizioni prima di una corsa.

Quali feste ed eventi organizza la Contrada dell’Aquila?

La vita della Contrada dell’Aquila non si esaurisce nei soli giorni del Palio. Come tutte le contrade di Siena, infatti, l’Aquila è una comunità attiva tutto l’anno e scandisce il suo calendario con una serie di eventi tradizionali, feste e momenti di aggregazione per i contradaioli e, talvolta, aperti anche ai visitatori. Ecco gli appuntamenti principali da conoscere:

  • Festa Titolare (Festa del Santo Patrono): è la festa annuale in onore del patrono della contrada, che per l’Aquila è legato al culto mariano del Santissimo Nome di Maria. La ricorrenza è il 12 settembre, e la contrada celebra la festa titolare la domenica intorno a quella data (domenica infraottava della festa liturgica). I festeggiamenti prevedono cerimonie religiose solenni nell’Oratorio di San Giovanni Battista, con la partecipazione di tutte le contrade alleate e talvolta rappresentanze delle altre contrade. Dopo la funzione, si tiene per tradizione una cena della contrada all’aperto, spesso preceduta da concerti o esibizioni degli alfieri e tamburini. La festa titolare dell’Aquila, cadendo a settembre, assume spesso un sapore particolare se la contrada ha vinto il Palio di agosto: in tal caso la festa diventa ancor più sentita perché coincide con le celebrazioni post-Palio.
  • Settimana Gastronomica “GastroRostronomica”: si tratta di una simpatica tradizione moderna che molte contrade organizzano ogni anno, ovvero una settimana dedicata alla gastronomia e allo stare insieme. L’Aquila chiama la sua settimana gastronomica “Settimana Gastrorostronomica” (giocando sul nome della società “Il Rostro”). Durante questa settimana, in genere a fine primavera o in estate, ogni sera il rione si anima con cene a tema all’aperto aperte a tutti (contradaioli, senesi e visitatori). Vengono allestiti stand culinari nelle vie o nel cortile della società, offrendo piatti tipici toscani, serate a base di specialità (es. serata del fritto, serata del cinghiale, ecc.) e talvolta musica dal vivo. È un’ottima occasione per i turisti di gustare cucina locale in un contesto autentico: immaginate lunghe tavolate sotto le bandiere dell’Aquila, con persone del quartiere che servono pici al ragù e vino Chianti. Nel programma della settimana gastronomica spesso rientrano anche piccole iniziative culturali o ludiche nel rione (mostre fotografiche, giochi per bambini, lotterie di beneficenza a favore della contrada). Informatevi presso l’ufficio turistico o il sito della contrada per le date di questa settimana: parteciparvi vi farà sentire parte della vita di Siena.
  • Palio di Siena (2 luglio e 16 agosto): naturalmente i due Palii annuali rappresentano l’apice degli eventi. Nei quattro giorni del Palio (dal pomeriggio della tratta dei cavalli fino alla corsa) la contrada dell’Aquila organizza una serie di appuntamenti per i propri contradaioli e sostenitori. Tra questi: il battesimo contradaiolo per i bambini dell’Aquila (spesso fatto la domenica mattina in Piazza Postierla durante il Palio di luglio), le prove del cavallo ogni mattina e sera in Piazza del Campo seguite dal rientro in contrada con il cavallo, e soprattutto la Cena della Prova Generale. Quest’ultima si tiene la sera del 1º luglio e del 15 agosto: tutte le contrade organizzano grandi cene all’aperto nelle proprie vie, e l’Aquila solitamente imbandisce i tavoli lungo via Casato di Sotto o in altra piazzetta, accogliendo centinaia di persone a cena sotto le bandiere (evento riservato ai contradaioli e spesso ai turisti su invito o prenotazione). La notte prima del Palio è un momento magico: candele accese, cori contradaioli, discorsi del Capitano e del Priore che infondono carica per la carriera del giorno dopo.
  • Corteo storico e Sfilate: il giorno del Palio, nel pomeriggio, l’Aquila come le altre contrade partecipa al grande Corteo Storico che precede la corsa. In questa sfilata in costumi medievali – che potete ammirare gratuitamente per le vie del centro o in Piazza del Campo se avete un posto – l’Aquila sfila solitamente con i suoi tamburini, alfieri con bandiere giallo-nere-turchesi, paggi e figuranti recanti i simboli della contrada (come il cero e il masgalano vinti) e naturalmente il duprè, ovvero il cavallo con indosso la giubba della contrada, guidato a mano. È un momento di grande orgoglio: sentirete i rulli di tamburo dell’Aquila e vedrete le bandiere volteggiare in Piazza. Fuori dal contesto del Palio, l’Aquila sfila anche in altre occasioni commemorative: ad esempio per il Capodanno Senese (25 marzo), oppure invitata in altre città gemellate per esibizioni folkloristiche.
  • Festeggiamenti per le vittorie: quando (e se) l’Aquila vince il Palio, scatta una serie di celebrazioni codificate. La sera stessa della vittoria, dopo i festeggiamenti in Piazza del Campo, il popolo dell’Aquila riporta in trionfo il drappellone al proprio oratorio, intonando il “Te Deum” di ringraziamento . Seguono otto giorni di festa (vengono suonate le campane a distesa ogni sera), culminanti la domenica successiva nella Messa di ringraziamento in Duomo con tutte le contrade. Ma soprattutto, qualche mese dopo, si organizza la Cena della Vittoria: una cena all’aperto ancor più imponente, con migliaia di partecipanti, per celebrare il Palio vinto; in tale occasione il fantino vittorioso riceve onori e regali, e il drappellone viene issato in alto a dominare la tavolata. L’ultima vittoria dell’Aquila risale al 1992, quindi i più giovani contradaioli attendono con ansia di poter rivivere presto queste emozioni.
  • Attività culturali e sportive: la contrada dell’Aquila, come le altre, promuove durante l’anno anche attività ricreative e culturali. Ad esempio organizza tornei di calcetto tra contradaioli, serate di cineforum, conferenze sulla storia di Siena (spesso nella sede della società “Il Rostro”). Particolarmente vivace è il gruppo giovani dell’Aquila, che ogni anno cura eventi per coinvolgere i ragazzi: giochi di contrada, giornate di volontariato, e la partecipazione al Minimasgalano (gara di bandiere e tamburi per under-14, in cui l’Aquila ha vinto ad esempio l’edizione 2025) . Se vi trovate a Siena in periodi senza Palio, potete comunque passare la sera davanti alla società dell’Aquila: non è raro trovare i contradaioli che cenano insieme o organizzano piccole feste a cui, con la giusta discrezione, potete assistere da “esterni” percependo l’atmosfera.

In generale, la Contrada è sempre viva: non è solo competizione, ma anche solidarietà (esistono gruppi di assistenza tra contradaioli, donazione di sangue, ecc.), educazione (per i bambini e ragazzi) e identità. Partecipare ad un evento dell’Aquila significa essere accolti in una grande famiglia senese. Se siete rispettosi e mostrati interesse sincero, i contradaioli spesso saranno felici di spiegarvi le loro tradizioni e magari brindare con voi al grido di “Aquila!” sotto il cielo di Siena.

Quali contrade sono alleate all’Aquila e qual è la rivalità con la Pantera?

All’interno del mondo delle contrade, esiste un complesso sistema di alleanze (amicizie storiche) e rivalità (inimicizie spesso antiche). La Contrada dell’Aquila non fa eccezione: vediamo nel dettaglio i suoi rapporti.

Contrade alleate dell’Aquila: Tradizionalmente l’Aquila ha due alleanze riconosciute e durature: – L’alleanza con la Contrada Priora della Civetta (detta semplicemente Civetta) risale al 1718 . Si formò quando l’Aquila rientrò in attività e cercò supporto tra le consorelle vicine. Ancora oggi, Civetta e Aquila mantengono rapporti di amicizia: durante le feste titolari ci si scambia visite ufficiali e in caso di vittoria dell’una l’altra partecipa ai festeggiamenti. – L’alleanza con la Contrada del Drago risale invece al 1788 . Anche questa fu rinnovata nel tempo e prosegue tuttora. Ad esempio può capitare che Aquila e Drago cenino insieme durante l’inverno o organizzino attività comuni tra giovani contradaioli.

In passato l’Aquila era stata alleata anche con la Pantera per un lungo periodo (dal 1730 fino al 1947) , ma come vedremo tale rapporto si è poi infranto, trasformandosi in rivalità. Oggi, oltre a Civetta e Drago, l’Aquila non ha altre alleanze formali, ma va detto che nel Palio moderno le alleanze possono essere fluide e occasionali: ciò significa che in una carriera l’Aquila potrebbe accordarsi con altre contrade (anche non sue alleate storiche) per strategie comuni, se ciò conviene, ma queste sono intese temporanee. Le alleanze “ufficiali” invece sono quelle sancite dalla tradizione e dall’amicizia tra popoli.

La rivalità con la Contrada della Pantera: È senza dubbio uno degli aspetti più noti della Contrada dell’Aquila. Curiosamente, la rivalità tra Aquila e Pantera è considerata la più recente tra quelle attuali – a dispetto di alcune leggende che la volevano antichissima . La rottura definitiva avvenne infatti nel 1947, ponendo fine a quasi due secoli di amicizia. Ma perché Aquila e Pantera sono nemiche? Ripercorriamone le tappe salienti:

  • Origini della tensione: Dopo che l’Aquila venne riammessa nel 1718, la Pantera (che confina con l’Aquila) inizialmente ne era stata perfino alleata. Nel 1730 le due contrade stipularono un curioso accordo: la Pantera, che durante l’inattività dell’Aquila aveva occupato Piazza Postierla per fare questua, poteva continuare a mandarvi un suo incaricato a raccogliere offerte, a patto di rinnovare l’intesa ogni tre anni . Da questo patto nacque un’alleanza che durò a lungo, rinnovata ufficialmente nel 1788 . Fino al XX secolo Aquila e Pantera furono dunque amiche, spesso collaborarono persino durante i Palii. Ci sono esempi documentati: nel Palio dell’agosto 1871 l’Aquila vinse con un cavallo scosso e dietro le quinte c’era come capitano un certo Pietro Lazzerini, che pochi anni dopo nel luglio 1874 aiutò la Pantera a vincere facendo da “regista” per il capitano ufficiale della Pantera . Questo Lazzerini, personaggio intraprendente (e pare poco onesto), fece indebitare entrambe le contrade per le spese sostenute, ma è emblematico di come Aquila e Pantera collaborassero strettamente all’epoca . Ancora, nel luglio 1904 la Pantera vinse il Palio dopo 30 anni anche grazie all’aiuto indiretto dell’Aquila, che le mandò un fantino in prestito alla quarta prova per rinforzare la strategia . Insomma, fino agli anni ’20 del Novecento Aquila e Pantera erano più che alleate: quasi “consorelle”.
  • Il fattore scatenante (Palio 1936): I rapporti iniziarono a incrinarsi con un episodio clamoroso nel Palio del 16 agosto 1936 . In quella carriera la Pantera era favoritissima con il fortissimo cavallo Ruello (che aveva già vinto tre Palii di fila) montato dal fantino Corrado “Meloncino” . L’Aquila aveva un cavallo modesto, Rondinella, montato dal celebre fantino Ganascia (al secolo Ettore Fontani) . Tra Meloncino e Ganascia c’era astio personale – pare sia entrata in gioco persino una rivalità amorosa oltre che ruggini per nerbate in Palio . Fatto sta che alla mossa Ganascia ostacolò violentemente Meloncino: nel parapiglia, il fantino della Pantera cadde malamente al primo giro, riportando una grave ferita al ginocchio . La Pantera, priva del suo campione, vide sfumare la vittoria; l’Aquila non vinse quella corsa, ma l’incidente diede inizio a rancori mai sopiti . Dal 1936 in poi, Aquila e Pantera divennero diffidenti l’una verso l’altra. Un ulteriore screzio avvenne nel Palio di luglio 1939: la Pantera fu costretta a rinunciare a correre per un infortunio al cavallo, e pare avesse stretto un accordo segreto (partito) con l’Aquila perché quest’ultima le versasse un compenso in caso di vittoria; ma l’Aquila vinse quel Palio con Pietrino su Folco e poi si rifiutò di pagare l’accordo . Questo tradimento fece covare altra rabbia nei panterini, anche se la guerra imminente sospese per qualche anno le ostilità.
  • Rottura definitiva (1947): Nel dopoguerra, al primo Palio dell’agosto 1946, la tensione era alle stelle: la Pantera ordinò al proprio fantino di “nerbare” (frustare) quello dell’Aquila durante la corsa, cosa che avvenne regolarmente in pista . Nonostante ciò, formalmente l’alleanza non era ancora sciolta. La goccia che fece traboccare il vaso arrivò qualche mese dopo. Il 12 settembre 1947, durante la festa titolare dell’Aquila, qualcuno (forse un contradaiolo aquilino alticcio) si mise a insultare la Pantera al microfono, rievocando proprio il Palio del 1936 e offendendo gli ospiti panterini presenti alla festa . Ne nacque uno scandalo: i rappresentanti della Pantera lasciarono indignati, ci furono persino spintoni e manate dentro l’oratorio dell’Aquila dove erano esposte le bandiere panterine (subito rimosse con ira) . La Pantera, tramite la propria assemblea, chiese ufficialmente delle scuse formali dall’Aquila per l’accaduto . La risposta dell’Aquila, arrivata a fine ottobre, fu netta: nessuna scusa, anzi sostenne che le offese del 12 settembre erano una reazione a precedenti provocazioni dei panterini (che durante il Palio di luglio 1947, perso dall’Aquila, pare avessero sbeffeggiato gli aquilini) . A quel punto la Pantera, riunitasi in assemblea il 22 dicembre 1947, votò a larghissima maggioranza l’interruzione dell’alleanza con l’Aquila, sancendo l’inizio della rivalità aperta .
  • Rivalità moderna: Dal 1947 in poi Aquila e Pantera sono ufficialmente nemiche. Negli anni seguenti la rivalità si è manifestata principalmente con i classici comportamenti ostili tra contradaioli: sfottò e provocazioni reciproche, soprattutto quando una delle due vince un Palio (l’altra esibisce i simboli del lutto, ad esempio appendendo drappi neri, o compone cori di scherno). Non sono mancate nel tempo risse e “scazzottate” . Sul piano paliesco, spesso le due contrade cercano di ostacolarsi in corsa o di rispondere colpo su colpo alle vittorie dell’avversaria. Ad esempio, la Pantera vinse il Palio nel 1978, 1987 e 1991, e in tutti e tre i casi l’Aquila riuscì a vincere l’anno immediatamente successivo (1979, 1988, 1992) quasi a “rispondere” ai rivali . L’ultimo episodio eclatante fu al Palio del 3 luglio 1992: l’Aquila e la Pantera erano entrambe in finale di corsa; la Pantera ingaggiò appositamente il fantino Legno con l’unico scopo di danneggiare il favorito dell’Aquila, il fantino Aceto . Alla mossa ci fu uno scontro furibondo di nerbate tra Legno e Aceto che rimane negli annali; incredibilmente, durante la corsa la Pantera che era in testa cadde all’ultimo giro, spianando la vittoria proprio all’Aquila . Fu un Palio rocambolesco: l’Aquila trionfò, la Pantera si vide sfilare la vittoria e oltretutto aveva perso la rivalità in pista. Da allora (1992) l’Aquila non ha più vinto Palii, mentre la Pantera ne ha vinti alcuni (l’ultimo nel 2019), e questo ha esacerbato ancora di più il desiderio di rivalsa dell’Aquila.

Oggi la rivalità Aquila-Pantera è molto sentita, forse la più intensa a Siena insieme a quelle classiche (Lupa-Istrice, Nicchio-Valdimontone ecc.). Nei Palii recenti, ogni qual volta Aquila e Pantera si trovano entrambe tra i dieci partecipanti, l’attenzione è alta: se capitano vicine al canape o in posizioni strategiche, c’è da aspettarsi qualche azione di disturbo reciproco. Proprio per evitare problemi di ordine pubblico, capita talvolta che Comune e questura intervengano preventivamente vietando (in accordo con le contrade) certi gesti offensivi: ad esempio, nel 2015 fecero rimuovere dei fantocci impiccati con i colori dell’Aquila che erano comparsi in Pantera, e viceversa. Nonostante ciò, la rivalità resta principalmente “sportiva” e folkloristica, incanalata entro le regole non scritte del Palio.

Per un visitatore, assistere a una sbandierata o a una cena in cui Aquila e Pantera incrociano i loro cori è un’esperienza che fa capire quanto vivere in contrada significhi anche vivere intense passioni. Tuttavia, un consiglio: non intromettetevi mai nei contrasti tra contradaioli. Se siete spettatori, godetevi il colore locale ma mantenetevi neutrali e rispettosi di entrambe le parti. Ricordate che, per quanto accesa, la rivalità contradaiola è affare interno dei senesi; da esterni è bene non schierarsi né fare commenti provocatori. Detto questo, conoscere la storia della rivalità Aquila-Pantera aggiunge sicuramente profondità alla vostra visita: vi spiegherete perché magari vedrete scritte ironiche sui muri (es. “Aquila = 0 titoli” in territorio Pantera, o viceversa) o perché a volte durante il corteo storico partono applausi o fischi in corrispondenza di certe contrade. È tutto parte del gioco delle parti che rende il Palio di Siena unico al mondo.

Curiosità e personaggi celebri legati alla Contrada dell’Aquila

Infine, ecco una serie di domande e risposte flash per scoprire alcune curiosità intriganti sulla Contrada dell’Aquila e i suoi protagonisti:

✦ Chi è il fantino più vittorioso nella storia dell’Aquila?
Si tratta di Andrea Degortes detto “Aceto”, leggendario fantino del Palio (detentore del record di vittorie in assoluto, ben 14 in carriera). Aceto ha regalato all’Aquila 3 vittorie: nel 2 luglio 1965, nel 16 agosto 1979 e nel 3 luglio 1992 . In particolare, fu proprio Aceto l’artefice dell’ultima vittoria dell’Aquila (1992) montando il cavallo Galleggiante. Per questo, Aceto è onorato dagli aquilini quasi fosse un contradaiolo: nel museo sono esposti i suoi giubbetti e foto che lo ritraggono portato in trionfo. Prima di lui, un altro fantino molto amato dall’Aquila fu Francesco Cuttone detto “Mezz’etto”, vincitore per l’Aquila il Palio del 2 luglio 1956 su Gobba .

✦ L’Aquila ha mai avuto donne in ruoli importanti?
Sì, come accennato, l’Aquila vanta l’unica fantina donna del Palio contemporaneo: Rosanna Bonelli “Rompicollo”, che corse per l’Aquila nel 1957 . Inoltre, molte donne aquiline nel tempo hanno ricoperto ruoli come mangini (assistenti del Capitano), chiarine (trombettiste nel corteo) o dirigente di società. Da ricordare anche che la contrada pubblica un suo periodico, Il Lampione di Costa Larga, fondato nel 1977 , in cui spesso scrivono penne femminili della contrada. L’Aquila, come tutte le contrade, è oggi molto inclusiva: donne e uomini partecipano paritariamente alla vita contradaiola (sebbene le cariche di Capitano o alfieri siano tradizionalmente maschili, nulla vieta che in futuro possa cambiare).

✦ Qual è il significato del nome “Costa Larga” che ricorre nell’Aquila?
“Costa Larga” è il nome di una via in contrada, ma per gli aquilini indica affettuosamente la loro zona. La sede della contrada è appunto tra via del Casato e Costa Larga. Il giornalino Il Lampione di Costa Larga prende nome da qui, e anche i contradaioli amano definirsi talvolta “quelli di Costa Larga”. Il termine costa a Siena indica una strada in salita/discesa, e quella “larga” è un tratto della via dell’Aquila. È un po’ il “quartiere” dentro il quartiere.

✦ È vero che l’Aquila è gemellata con L’Aquila (Abruzzo) e con Malta?
Sì. La Contrada dell’Aquila, per via del simbolo, è ufficialmente gemellata con la città de L’Aquila (Abruzzo) e con La Valletta (capitale di Malta) . Il gemellaggio con L’Aquila risale al 1963, quando la città abruzzese (anch’essa contraddistinta da un’aquila nel nome e nello stemma) donò quel famoso bassorilievo bronzeo all’omonima contrada senese . Con La Valletta il legame è più recente e nasce probabilmente per affinità storiche (Malta fu governata da ordini cavallereschi legati all’araldica dell’aquila bicipite). Questi gemellaggi si sostanziano occasionalmente in visite reciproche: delegazioni dell’Aquila senese partecipano a eventi a L’Aquila e viceversa, e lo stesso con Malta. È una particolarità che dimostra come la fama del Palio e delle contrade abbia eco anche fuori dall’Italia.

✦ Quali sono i soprannomi dei contradaioli dell’Aquila?
Ogni contrada ha dei soprannomi (spesso dati dagli avversari). Gli aquilini vengono talvolta chiamati “lagartoni” dagli avversari, termine dialettale che indica le lucertole. L’origine è incerta: forse perché l’aquila mangia i rettili? O forse per qualche episodio burlesco. Sta di fatto che “lagartoni” è il nomignolo storicamente affibbiato agli aquilini. Loro ovviamente ne vanno poco orgogliosi e preferiscono chiamarsi tra loro semplicemente Aquilini. Un altro epiteto che sentirete usare verso l’Aquila (in senso dispregiativo) è “nonna”, come già detto, per la lunga astinenza dal successo. Gli aquilini incassano ma rispondono colpo su colpo: ad esempio chiamano i panterini “quelli delle lastre” (per via di un vecchio fatto in cui finirono asfaltati – metaforicamente – sulle lastre di Piazza). Insomma, la goliardia nei soprannomi è parte integrante del gioco.

✦ Ci sono personaggi celebri originari dell’Aquila?
Tra i personaggi di rilievo nati o strettamente legati alla Contrada dell’Aquila, possiamo citare: – Guido Chigi Saracini (1880-1965), mecenate e musicista, fondatore dell’Accademia Chigiana: sebbene fosse un nobile “di tutta Siena”, la sua residenza Palazzo Chigi-Saracini è nel cuore dell’Aquila e lui fu un protettore della contrada. Ancora oggi la Chigiana è un fiore all’occhiello dell’Aquila.
Luigi Bonelli (1892-1954), scrittore e autore dell’operetta “Rompicollo” (da cui la figlia Rosanna trasse il soprannome): era un contradaiolo dell’Aquila e grande esperto di Palio. A lui si devono molti testi teatrali sul Palio e la cultura senese.
Pietro Lazzerini (XIX secolo), il capitano intraprendente citato prima, non sarà “celebre” in senso generale, ma è entrato nella piccola storia di Siena per i suoi discutibili maneggi tra Aquila e Pantera che ancora oggi vengono narrati come monito di come non gestire una contrada (fece indebitare tutti!).
– In tempi recenti, persone di spicco della contrada includono Duccio Balestracci, storico e docente universitario, autore di studi sul Palio e spesso intervistato in materia: è stato anche priore dell’Aquila negli anni ’90, contribuendo a documentare scientificamente la storia contradaiola.
– Da menzionare anche Nello Brogi, storico capitano vittorioso della Pantera ma di origini aquiline (suo padre era dell’Aquila): fu lui a ordinare la nerbata del 1946 contro l’Aquila e poi nel 1947 fu tra coloro che spinsero per rompere l’alleanza . Una figura controversa, ricordata perché simbolicamente un “figlio dell’Aquila” finì per essere il nemico dall’altra parte.

✦ Come riconoscere il territorio dell’Aquila girando per Siena?
Fate caso ai lampioni e ai muri: nel territorio di ogni contrada sono apposti i simboli contradaioli. Nel rione Aquila, ad esempio, vedrete spesso dipinto sulle pareti o sulle formelle in ceramica l’emblema dell’aquila nera a due teste su sfondo oro . Inoltre i lampioni stradali recano le bandierine con i colori giallo-nero-turchino. Un altro segno: le fontanelle pubbliche. Ogni contrada ha una fontanina dove effettua il battesimo contradaiolo; per l’Aquila, come detto, è quella di Piazza Postierla con l’aquila di bronzo. Sapendo questo, quando siete in zona Duomo/Pian dei Mantellini e notate quell’aquila, capirete che siete in territorio aquilino. Anche le targhe dei vicoli talvolta riportano il simbolo contradaiolo. Infine, durante il Palio, ogni finestra del rione espone bandiere aquiline e luci gialle e blu. La città si trasforma e diventa facile capire dove inizia e finisce ogni contrada.

Giunti al termine di questa ampia guida, avrete compreso come la Contrada dell’Aquila sia molto più di un semplice quartiere di Siena: è un microcosmo pulsante di storia, passione e comunità. Dalla magnificenza delle sue origini imperiali al calore delle sue cene in strada, dall’orgoglio dei suoi drappelloni conservati gelosamente al fragore delle rivalità che accendono il Palio – l’Aquila offre al visitatore un ventaglio di esperienze autentiche. Seguendo i consigli pratici forniti (visitare il museo su prenotazione, partecipare se possibile a una cena, esplorare le vie chiave del rione), potrete immergervi anche voi, da ospiti, nell’atmosfera unica di questa Nobile Contrada.

E chissà, magari la prossima volta che tornerete a Siena, i tamburi dell’Aquila staranno rullando a festa per una nuova vittoria al Palio: a quel punto, conoscendo la sua storia, capirete davvero cosa significa per un popolo attendere lungo tempo e finalmente gridare di nuovo, con gioia incontenibile, “Aquila!” sotto il cielo di Piazza del Campo. Buona scoperta di Siena e della Contrada dell’Aquila!

Tutte le vittorie della Contrada dell’Aquila al Palio di Siena

Concludiamo con l’elenco completo delle 24 vittorie ottenute dalla Nobile Contrada dell’Aquila nei Palii di Siena dal XVII secolo ad oggi. La tabella indica la data del Palio, il fantino vittorioso (con relativo soprannome) e eventuali note particolari:

DataFantino dell’Aquila (soprannome)Note
2 luglio 1719Giuseppe Maria Bartaletti (“Strega”)Prima vittoria documentata dell’Aquila. Drappellone più antico esistente.
2 luglio 1749Giovanni Rossi (“Ministro”)
8 luglio 1753Antonio Vigni (“Luchino”)(Palio straordinario)
2 luglio 1770Giovan Battista Bianciardi (“Sorba”)
2 luglio 1773Luigi Sucini (“Nacche”)
2 luglio 1796Tommaso Felloni (“Biggéri”)
16 agosto 1797Giuseppe Chiarini (“Gobbo”)
2 luglio 1815Giuseppe Bini (“Ciccina”)
2 luglio 1821Giuseppe Bini (“Ciccina”)Lo stesso fantino bissa la vittoria di sei anni prima.
2 luglio 1837Francesco Bianchini (“Campanino”)
15 agosto 1871Giuseppe Paoli (“Mascherino”)Vittoria a cavallo scosso (fantino caduto).
16 agosto 1880Genesio Sampieri (“Il Moro”)
17 agosto 1887Cavallo scossoPalio corso con tutti i fantini caduti; vince il cavallo dell’Aquila senza fantino.
16 agosto 1906Alfonso Menichetti (“Nappa”)
2 luglio 1931Vieri Luschi (“Cittino”)
2 luglio 1939Pietro De Angelis (“Pietrino”)Vittoria contestata per un partito non pagato alla Pantera.
2 luglio 1956Francesco Cuttone (“Mezz’etto”)
2 luglio 1959Rosario Pecoraro (“Tristezza”)
2 luglio 1965Andrea Degortes (“Aceto”)
16 agosto 1973Adolfo Manzi (“Ercolino”)Vittoria a cavallo scosso (fantino caduto).
16 agosto 1979Andrea Degortes (“Aceto”)
2 luglio 1981Silvano Vigni (“Bastiano”)
16 agosto 1988Maurizio Farnetani (“Bucefalo”)
3 luglio 1992Andrea Degortes (“Aceto”)Ultima vittoria dell’Aquila finora. Palio posticipato al 3 luglio per pioggia.

Come si vede, l’Aquila ha conosciuto periodi di grande successo – ad esempio nel Settecento, o poi una serie di vittorie negli anni ’50-’60 e ’70-’80 del Novecento. L’ultimo trionfo del 1992 rimane però l’evento che i contradaioli più maturi ancora ricordano con emozione e che i più giovani attendono di poter rivivere. Con 24 vittorie all’attivo, l’Aquila è a metà classifica tra le contrade di Siena per numero di Palii vinti . Tali vittorie sono riconosciute dal Comune di Siena a partire dal Seicento, ma la contrada nel suo albo d’oro interno ne conta qualcuna in più includendo anche giochi precedenti (ad esempio vittorie in “bufalate” o “pugna” seicentesche) . Ufficialmente, comunque, 24 è il numero da tenere a mente.

Va infine sottolineato che in epoca contemporanea (dal 1900 in poi) il Palio è diventato ancora più combattuto e l’Aquila sta attraversando il suo periodo di digiuno più lungo. I contradaioli tuttavia non perdono la speranza: ogni anno che passa il grido “Torneremo a vince’!” (torneremo a vincere) si fa più forte nelle cene e nei ritrovi. E quando quel giorno arriverà, la festa che esploderà tra via Casato e Costa Larga sarà memorabile – e magari vorrete essere anche voi lì a dire di aver assistito al ritorno della vittoria dell’Aquila dopo tanti anni.