La città di Siena incanta i visitatori con il suo fascino senza tempo: ogni pietra del centro storico racconta storie d’arte e tradizioni secolari . In estate, Siena vibra di emozione per il Palio, lo storico Palio di Siena, con le bandiere colorate delle contrade che sventolano su ogni finestra e il rullo lontano dei tamburi che annuncia la festa . Il cuore di Siena è infatti diviso in 17 contrade, quartieri storico-culturali che da secoli sono al centro della vita cittadina e dell’accesa competizione nel Palio.
Tra queste, la Contrada Capitana dell’Onda (comunemente detta Onda) è una delle più antiche e ricche di tradizioni. In questa guida esploreremo in dettaglio la Contrada dell’Onda – la sua storia, le tradizioni uniche, il suo museo contradaiolo e tutti i Palii vinti. Il tutto sarà presentato in tono divulgativo, con molte domande e risposte per soddisfare ogni curiosità, e con utili tabelle riepilogative che vi aiuteranno a riassumere le informazioni chiave.
Punto di partenza consigliato: se volete immergervi nella vita dell’Onda durante il vostro viaggio a Siena, un’ottima base è l’Hotel Minerva. Questo storico hotel si trova nel cuore della città ed è in posizione strategica, a pochi passi dalle principali attrazioni. Dall’hotel bastano circa 15 minuti a piedi per raggiungere Piazza del Campo, il Duomo e, attraversando i pittoreschi vicoli, anche il territorio della Contrada dell’Onda . Alloggiando qui potrete respirare l’atmosfera senese sin dal risveglio e avventurarvi comodamente a piedi verso l’Onda e le altre contrade vicine.
Prima di addentrarci nei dettagli, ecco una tabella riepilogativa con le informazioni principali sulla Contrada Capitana dell’Onda.
| Caratteristica | Dettagli |
|---|---|
| Simbolo (emblema) | Delfino coronato alla reale, nuotante in un mare azzurro (da cui il nome “Onda”) |
| Colori ufficiali | Bianco e celeste |
| Motto | “Il colore del cielo, la forza del mare” |
| Titolo onorifico | Capitana – concesso perché le sue milizie difendevano il Palazzo del Comune (Palazzo Pubblico) |
| Terzo di appartenenza | Terzo di Città (zona meridionale del centro storico di Siena) |
| Patrono | Visitazione della Beata Vergine Maria (2 luglio) |
| Festa titolare | Quarta domenica di giugno (spostata da inizio luglio per non coincidere con il Palio) |
| Allied contrade (Alleate) | Nicchio, Tartuca, Valdimontone (storicamente anche Oca, alleanza durata fino al 1966) |
| Contrada rivale | Torre (rivalità storica, la più antica di Siena, risalente al XVI secolo) |
| Abitanti/Contradaioli | Detti Ondaioli |
| Sede (Oratorio) | Chiesa di San Giuseppe (detta dei Legnaioli), via di Fontanella – oratorio della contrada dal 1787 |
| Fontanina battesimale | Fontana contradaiola con delfino (1972) situata di fronte all’oratorio, usata per il battesimo contradaiolo |
| Sede amministrativa | Via Giovanni Duprè 111, Siena (cuore del rione, ex locali dell’antico rione di Malborghetto) |
| Museo di Contrada | Museo dell’Onda “MOnd”, Via Giovanni Duprè 103 – inaugurato nel 2016, custodisce cimeli storici e opere d’arte |
| Società di Contrada | “Società Giovanni Duprè” (luogo di ritrovo e ricreazione contradaiola), Vicolo di San Salvadore |
| Partecipazione al Palio | Presente in gara in quasi tutti i Palii moderni; vanta 41 vittorie ufficiali riconosciute dal Comune (47 vittorie conteggiate dalla Contrada includendo quelle storiche) |
| Ultima vittoria | 4 luglio 2024 (Palio straordinario dedicato al centenario della Prima Guerra Mondiale) – vinto dall’Onda con il fantino Carlo Sanna detto “Brigante” su Tabacco |
Tabella 1: Dati essenziali sulla Contrada Capitana dell’Onda.
Come si nota, l’Onda è l’unica contrada di Siena ad avere il titolo onorifico di Capitana. Di seguito vedremo l’origine di questo titolo e molti altri aspetti affascinanti. Prepariamoci quindi a un viaggio approfondito nella storia, nelle tradizioni e nelle vittorie della Contrada Capitana dell’Onda!
Storia della Contrada dell’Onda
Quando nasce la Contrada dell’Onda? Le origini dell’Onda risalgono almeno alla fine del Quattrocento . La contrada nacque formalmente come unione di due antiche “compagnie militari” senesi, quelle di Casato di Sotto e di San Salvadore, che all’epoca costituivano comunità rionali distinte. Queste compagnie erano incaricate, in epoca medievale, di presidiare il litorale tirrenico della Repubblica di Siena, in particolare l’importante porto di Talamone sulla costa . Questo curioso legame con il mare e con un porto distante da Siena città spiega molti aspetti dell’identità dell’Onda: si ritiene infatti che proprio da qui derivino l’ispirazione marina per il nome Onda e per il suo simbolo del delfino .
Perché la contrada si chiama “Onda”? Il nome riflette dunque il legame con il mare e le tradizioni marinaresche. Già nel XVI secolo, l’Onda partecipava alle feste pubbliche (come le “Cacce” e altre giostre antecedenti al Palio moderno) mettendo in scena carri allegorici a tema marino: ad esempio grandi navi di legno montate su ruote, o cortei di figuranti vestiti da ninfe, tritoni e divinità marine come Poseidone . Questa tradizione fu alimentata anche dall’esistenza nel rione, sin dal XIII secolo, di una “Società dei Marinai” di Malborghetto . Tutto ciò fa pensare che il nome “Onda” sia un omaggio all’acqua e al mare. Un’ipotesi alternativa proposta da alcuni storici senesi (come Giovanni Antonio Pecci e Girolamo Macchi) è che il nome derivi dall’andamento sinuoso delle strade del rione, che “vanno tutte a onda” sui colli della città . In ogni caso, il mare resta il tema dominante nell’immaginario dell’Onda.
Cosa significa il titolo “Capitana”? L’Onda è una delle quattro contrade di Siena ad avere un titolo onorifico (le altre sono Aquila, Oca e Selva), ma è l’unica chiamata Capitana. Questo titolo risale all’epoca in cui le contrade avevano anche funzioni militari: l’Onda, grazie alle sue compagnie armate, aveva l’onore e l’onere di sorvegliare il Palazzo Pubblico (allora detto Palazzo del Comune), sede del Capitano di Giustizia della città . In virtù di questa importante funzione, l’Onda guadagnò l’appellativo di “Capitana”. Ancora oggi la contrada porta orgogliosamente questo titolo nel proprio nome ufficiale.
Dove si trova il territorio dell’Onda? Il rione dell’Onda occupa una porzione del centro storico di Siena, nel quadrante sud della città antica, all’interno del Terzo di Città . Il territorio ondaiolo si snoda attorno a Via Giovanni Duprè, una delle strade principali che scendono da Piazza del Campo verso la zona di Piazza del Mercato e poi risalgono verso Porta d’Ovile. Anticamente Via Duprè era chiamata Via di Malborghetto, toponimo ancora usato colloquialmente: “Malborghetto” significava “borgo malfamato” ed era dovuto al fatto che in quest’area convivevano, fino al primo Novecento, zone molto povere e abitazioni aristocratiche, unite però dallo spirito di contrada . Nel Seicento la contrada dell’Onda inglobò temporaneamente anche parte del vicino rione dell’Aquila (che era stata soppressa per alcuni decenni), ma i confini furono poi ridefiniti nel 1730 dalla governatrice Violante di Baviera e riportati all’assetto attuale .
Oggi le vie che appartengono alla Contrada Capitana dell’Onda includono via Giovanni Duprè (l’asse principale del rione), parte di via del Casato di Sotto e Casato di Sopra (che la separano dall’Aquila), via di San Pietro e via Sant’Agata sul confine con la Tartuca, via di Fontanella, via della Fonte, via delle Lombarde, via del Mercato (al confine con la Torre), oltre a vari vicoli caratteristici come vicolo di San Salvadore, vicolo della Fonte, vicolo degli Ugurgieri e altri . Una curiosità: per motivi storici, l’Onda considera parte del proprio territorio anche il borgo di Talamone sul mare (provincia di Grosseto). Dal 1962 esiste un “gemellaggio” ufficiale tra Onda e Talamone, e gli abitanti di Talamone possono diventare protettori della contrada . È un legame unico, retaggio delle antiche compagnie militari costiere: ancora oggi non è insolito vedere bandiere bianco-celesti sventolare a Talamone in occasione delle vittorie dell’Onda.
Quali sono i simboli storici dell’Onda? Lo stemma della contrada è un delfino argenteo, raffigurato in versione araldica (con scaglie e coda triforcuta) e sormontato da una corona reale , che nuota in un mare azzurro. Questo stemma fu adottato ufficialmente nel corso del XIX secolo, sebbene il delfino comparisse già in emblemi precedenti dell’Onda sin dal Seicento . La corona sopra il delfino fu concessa alla contrada nel 1889 dal re Umberto I di Savoia , come onorificenza araldica. In origine (prima del XVIII secolo) i colori dell’Onda erano bianco e nero ondulati – derivati dalla compagnia di San Salvadore – ma nel 1713, dopo scontri violenti con la contrada della Torre, si decise di cambiare il nero in azzurro per evitare confusione con i colori di altre contrade (Lupa e la balzana bianco-nera simbolo di Siena) . Così dal 1739 il nero fu definitivamente sostituito dal turchino, poi evoluto nell’odierno celeste mare . I colori odierni dell’Onda sono quindi bianco e celeste . Un altro simbolo tradizionale del rione è la fontanina rionale: l’Onda ne ha due storiche, la Fonte Serena (risalente al 1539) situata tra via del Casato e vicolo della Fonte , e la fontanina battesimale moderna del 1972 (di cui parleremo più avanti).
Durante i secoli, l’Onda si è data anche una struttura organizzativa interna molto solida. Già dal 1612 fu la prima contrada a dotarsi di uno Statuto scritto per regolamentare la vita di contrada . Dai documenti storici emerge che l’Onda fu all’avanguardia anche nell’inclusione delle donne: nel 1633-1635 risultano elette addirittura delle priore (capo contrada) donne – caso eccezionale per l’epoca – segno del ruolo determinante che le donne avevano nella comunità ondaiola già nel Seicento .
In sintesi, la storia della Contrada dell’Onda è un affascinante intreccio di mare e terra: un rione di Siena con l’anima rivolta alle onde marine e ai miti acquatici, ma saldamente radicato tra le antiche vie della città. Questa dualità ha dato vita a tradizioni uniche che si sono tramandate fino a noi, come vedremo nella prossima sezione dedicata alle feste e usanze contradaiole.
Tradizioni e vita nella Contrada dell’Onda
La Contrada dell’Onda, come ogni contrada senese, è custode di un patrimonio di tradizioni plurisecolari che definiscono l’identità della comunità contradaiola. Dalle cerimonie religiose alle feste di strada, dai riti legati al Palio alle attività sociali quotidiane, la vita nell’Onda è scandita da eventi e consuetudini profondamente sentiti dagli ondaioli.
Quali sono le feste principali dell’Onda? La contrada celebra ufficialmente due ricorrenze all’anno. La prima – e più importante – è la Festa Titolare, ovvero la festa del santo patrono, che per l’Onda è la Visitazione di Maria Santissima. Anche se il patrono ricorre il 2 luglio (data particolare perché coincide con il Palio dell’Assunta del 2 luglio), l’Onda festeggia la Visitazione la quarta domenica di giugno, per evitare la sovrapposizione con il Palio . I festeggiamenti della Festa Titolare durano in genere due giorni: il sabato e la domenica di quella settimana. Durante questo evento si svolgono vari momenti solenni e conviviali: la contrada rende omaggio ai contradaioli defunti al cimitero, celebra un Mattutino (funzione religiosa) nell’oratorio di San Giuseppe, organizza il battesimo contradaiolo per i nuovi nati del rione presso la fontanina battesimale, e compie il tradizionale giro d’onoranze per le vie della città, facendo visita anche alle contrade alleate . La Festa Titolare culmina con una grande cena all’aperto e momenti di ritrovo comunitario nel rione: in quei giorni Via Duprè e le piazzette limitrofe si riempiono di bandiere, lumi (i braccialetti appesi alle pareti ) e lunghe tavolate imbandite per centinaia di contradaioli.
L’altra ricorrenza molto sentita nell’Onda è la festa di San Giuseppe (19 marzo). Questo perché San Giuseppe – patrono dei falegnami – è strettamente legato alla storia della contrada: l’oratorio dell’Onda è dedicato a San Giuseppe ed era originariamente la chiesa della corporazione dei Legnaioli. Ogni anno il 19 marzo l’Onda organizza una vivace festa di quartiere lungo Via Duprè, con bancarelle, musica e soprattutto la tradizione dei “carretti di San Giuseppe” . Di cosa si tratta? Sono simpatici giocattoli artigianali creati dai contradaioli: piccoli carretti di legno dipinti con i colori delle contrade, sormontati da tre fantini a cavallo in miniatura montati su molle, e dotati di quattro pigne di legno come ruote e di una canna di bambù per spingerli o trainarli . I bambini (e spesso anche gli adulti!) si divertono a far correre questi carretti per la via, in ricordo di un’antica usanza ottocentesca. La festa di San Giuseppe nell’Onda è un momento di allegria popolare che rinsalda il senso di comunità nel rione, anticipando di qualche mese il clima paliesco estivo.
Cosa avviene in contrada durante il Palio? Nei giorni del Palio di Siena – che si corre due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto – la vita nell’Onda (come in ogni contrada) raggiunge il culmine dell’intensità. L’Onda partecipa al Palio con enorme passione e organizzazione: c’è il Capitano di contrada che guida le strategie, coadiuvato dai suoi collaboratori (mangini), c’è la scelta del fantino da ingaggiare e l’assegnazione al cavallo che verrà sorteggiato alla contrada. Nei quattro giorni prima della corsa, il rione è un continuo fermento: l’Onda organizza pranzi e cene comunitarie ogni giorno nel Società Giovanni Duprè o all’aperto, accogliendo anche contradaioli delle contrade alleate (Nicchio, Tartuca, Valdimontone) che vengono a far visita scambiandosi auguri e cori di rito.
La sera della Prova Generale (la penultima prova prima del Palio) è tradizione che ogni contrada organizzi una cena solenne all’aperto, detta Cena della Prova Generale. Nell’Onda, via Giovanni Duprè si trasforma in una grande sala da pranzo a cielo aperto: lunghe file di tavoli vengono apparecchiati lungo la strada addobbata a festa, e centinaia di ondaioli cenano insieme sotto le bandiere bianco-celesti che sventolano dalle finestre . È un momento emozionante di unione e appartenenza (vedi immagine sotto), a cui spesso partecipano come ospiti d’onore i fantini vittoriosi del passato o personalità legate alla contrada.
La Cena della Prova Generale dell’Onda: via Giovanni Duprè imbandita a festa la sera del 15 agosto 2022, vigilia del Palio dell’Assunta. Centinaia di ondaioli cenano insieme sotto le bandiere bianco-celesti, celebrando la vigilia della carriera.
La mattina del Palio (2 luglio o 16 agosto), all’alba, il cavallo assegnato all’Onda viene condotto all’Oratorio di San Giuseppe per ricevere la benedizione solenne da parte del correttore (il sacerdote della contrada). Questa cerimonia si svolge in tutte le contrade partecipanti e prevede la famosa formula di benedizione “Vai e torna vincitore!”. Subito dopo la benedizione, il cavallo e il fantino dell’Onda, scortati dal seguito in costume, escono dall’oratorio attraverso l’Arco di San Giuseppe (antica porta medievale adiacente alla chiesa) e si uniscono al grande Corteo Storico che sfilerà in Piazza del Campo prima della corsa.
Quali sono le alleanze e rivalità dell’Onda? L’Onda attualmente riconosce come unica contrada rivale la Contrada della Torre . Si tratta di una delle rivalità più antiche e sentite di Siena: risale al XVI secolo ed è alimentata da secoli di episodi di ostilità più o meno accesi. Tradizionalmente, la rivalità Onda-Torre si acuì in particolare per questioni di confini territoriali nella zona di Piazza del Mercato e per ragioni politiche all’epoca delle soppressioni di contrade. Un fattore storico interessante è che fino al 1966 l’Onda era alleata con la Nobile Contrada dell’Oca, storica nemica proprio della Torre . L’alleanza Onda-Oca (che risaliva almeno al XVII secolo) contribuì a esacerbare i rapporti con la Torre, creando una sorta di fronte comune Oca-Onda contro la Torre. Dopo il 1966, però, l’Oca ruppe tutte le alleanze (come fece pure la Torre), dunque oggi non vi è più legame formale tra Onda e Oca. Attualmente, come visto, l’Onda ha alleanze ufficiali con Nicchio, Tartuca e Valdimontone . Queste alleanze prevedono supporto reciproco morale durante il Palio (ad esempio ci si scambia visite durante le prove, e se una delle alleate vince il Palio, le altre partecipano ai festeggiamenti). Da notare che l’Onda fu alleata storica dell’Oca fino al Novecento e nemica storica della Lupa in passato (inimicizia poi sanata e decaduta). Oggi, a livello ufficiale, la Torre resta l’unico nemico dichiarato dell’Onda. Per un visitatore, assistere ai momenti in cui si manifesta la rivalità (ad esempio gli sfottò nei canti, o gli atteggiamenti tra contradaioli di Onda e Torre durante il Corteo Storico) è capire quanto profonde siano le passioni che legano i senesi alle contrade.
Come si svolge il battesimo contradaiolo? Una tradizione importante che coinvolge le nuove generazioni è il battesimo contradaiolo. Nell’Onda, come in altre contrade, ogni bambino nato da genitori contradaioli (o comunque residente nel rione) viene simbolicamente “battezzato” nella contrada, per sancire la sua appartenenza alla comunità. La cerimonia avviene tipicamente una volta l’anno, durante la Festa Titolare di giugno: il Priore della contrada bagna la fronte del bambino con l’acqua della fontanina battesimale e pronuncia una formula di benvenuto, iscrizione all’anagrafe contradaiola. La fontanina battesimale dell’Onda si trova proprio di fronte alla Chiesa di San Giuseppe, all’inizio di via di Fontanella, ed è sormontata da una piccola scultura di un delfino (il simbolo ondaiolo) . Questa fontana artistica fu inaugurata nel 1972, progettata dallo scultore senese Algero Rosi, con ornamenti in bronzo di Alfonso Buoninsegni e stemmi in ceramica di Vittorio Conti . Ogni anno, vedere i piccoli ondaioli ricevere il battesimo contradaiolo sotto lo sguardo orgoglioso di genitori e nonni è uno spettacolo tenero e significativo: significa che il ciclo delle generazioni in contrada continua, e che i valori e le tradizioni dell’Onda avranno futuro.
Come funziona la vita sociale nella contrada? Oltre alle ricorrenze speciali, l’Onda – come tutte le contrade – offre ai propri membri una quotidianità comunitaria. Gran parte della vita sociale ruota attorno alla Società di contrada, un circolo ricreativo interno. La Società “Giovanni Duprè” dell’Onda (intitolata al celebre scultore ondaiolo) ha sede in Vicolo di San Salvadore e funge da punto di ritrovo serale per cene informali, proiezioni di partite, tombolate, feste per i giovani e varie attività aperte ai contradaioli . È un po’ come un secondo salotto di casa per gli ondaioli: qui si cementano le amicizie, si discute di Palio e si accolgono anche ospiti di altre contrade in clima conviviale.
Un altro aspetto della vita contradaiola sono le iniziative solidali e culturali. Storicamente l’Onda – che nel Seicento aveva anche una confraternita di beneficenza – è sempre stata molto attiva nell’aiutare i contradaioli in difficoltà. Oggi, ad esempio, il ricavato di alcune cene o eventi viene destinato a borse di studio per i ragazzi ondaioli meritevoli, o ad aiutare famiglie bisognose del rione. C’è poi l’orgoglio culturale: l’Onda pubblica un proprio periodico, chiamato “Malborghetto”, ricco di approfondimenti storici e notizie di contrada . Inoltre la contrada allestisce talvolta mostre o conferenze (spesso nel suo Museo) per far conoscere la propria storia sia ai contradaioli giovani sia ai visitatori.
In definitiva, le tradizioni dell’Onda non si limitano ai giorni del Palio, ma permeano ogni momento dell’anno, creando un forte senso di identità. Per un turista, visitare l’Onda significa poter respirare questa atmosfera comunitaria: basta passeggiare per via Duprè la sera per sentire canti contradaioli provenire dalla Società, o imbattersi in un gruppo di bambini che giocano con una bandierina dell’Onda in mano, sognando un giorno di correre il Palio per la propria contrada.
Il Museo “MOnd” e i luoghi da visitare nell’Onda
Uno dei modi migliori per conoscere a fondo la Contrada dell’Onda è visitarne i luoghi simbolo: l’Oratorio di San Giuseppe, la sede e soprattutto il suo Museo. Questi luoghi racchiudono opere d’arte, memorie e tesori che raccontano la storia secolare del rione.
Dov’è e com’è fatto il Museo dell’Onda? Il museo contradaiolo dell’Onda si chiama “MOnd” (dove “MO” sta per Museo Ondaiolo). È un allestimento moderno e coinvolgente, inaugurato nel 2016, situato nei locali dell’ex asilo Policarpo Bandini in Via Giovanni Duprè 103, a pochi passi dall’oratorio . Il percorso museale è stato concepito per dialogare con tutto il territorio del rione, unendo tradizione e tecnologie multimediali: il visitatore non si limita a vedere oggetti esposti, ma viene immerso nelle storie e leggende dell’Onda attraverso filmati, pannelli interattivi e ricostruzioni scenografiche .
La visita inizia dalla parte più antica e suggestiva: la Cripta della Chiesa di San Giuseppe, ovvero la cripta sotto l’oratorio, che già da tempo fungeva da sala espositiva della contrada . In questa cripta si trova la cosiddetta Sala delle Vittorie, dove sono esposti tutti i Drappelloni (stendardi dipinti) vinti dall’Onda nei vari Palii . È emozionante vedere i vari “cenci” del Palio appesi uno accanto all’altro, ciascuno con il suo dipinto unico e con la targhetta che ricorda l’anno e il fantino vincitore. Nella stessa sala è allestita anche una Gipsoteca (collezione di sculture in gesso) che comprende importanti opere originali di Giovanni Duprè e di sua figlia Amalia Duprè . Giovanni Duprè, grandissimo scultore dell’Ottocento nato proprio in Malborghetto, fu contradaiolo dell’Onda e alcune sue opere (come modelli preparatori e bozzetti in gesso) sono custodite gelosamente qui dalla sua contrada natale.
Dal piano della cripta, si sale poi nei nuovi ambienti del museo che si snodano su più livelli superiori dell’edificio. Qui, in un allestimento moderno e ben illuminato, sono esposti numerosi cimeli storici dell’Onda: per esempio bandiere delle vittorie, antichi costumi e monture utilizzate nel Corteo Storico, fotografie d’epoca, documenti e manoscritti, nonché oggetti curiosi come gli “zucchini” (i copricapo tradizionali indossati dai fantini) e i masgalani vinti dall’Onda (premi assegnati alla contrada con la miglior comparsa nel corteo) . Un angolo è dedicato ai “cavallini” dei Palii antichi: si tratta di piccole riproduzioni artistiche di cavalli, che in passato venivano date come trofeo nelle vittorie (in aggiunta o in alternativa al drappellone) . Non mancano poi reliquie sacre e oggetti devozionali legati al patrono, e video interattivi che raccontano episodi leggendari del rione.
Nel complesso, il MOnd si distingue per essere un museo di contrada all’avanguardia: riesce a presentare elementi tradizionali (come i costumi e i trofei) in una cornice narrativa che appassiona anche i non senesi. È un viaggio attraverso la memoria dell’Onda, che permette di capire a fondo l’anima della contrada.
Come e quando si può visitare il museo? Il Museo dell’Onda, come gli altri musei di contrada, non ha orari di apertura giornalieri regolari come un normale museo statale. In genere è aperto in occasioni speciali (es. durante la settimana del Palio su prenotazione, o per eventi come la “Notte dei Musei” cittadina). Tuttavia, è possibile organizzare visite contattando direttamente la contrada tramite il sito ufficiale o recandosi nella sede in orario serale. Spesso gruppi turistici, scuole o appassionati del Palio possono richiedere una visita guidata (talvolta sono proprio i contradaioli, volontariamente, a fare da guide). Dunque, se programmate un viaggio a Siena e volete includere il MOnd, conviene informarsi in anticipo. In alcuni periodi l’Onda ha aperto il museo in giornate dedicate, ad esempio durante le festività del Palio o eventi culturali senesi.
L’oratorio e gli altri luoghi da vedere nel rione Onda: Oltre al museo, meritano certamente una visita:
- Chiesa di San Giuseppe – È l’oratorio della contrada, situato in via di Fontanella (proprio dietro l’Arco di San Giuseppe). Fu costruita tra il 1522 e il 1653 dall’“Arte dei Legnaioli” (la corporazione dei falegnami) e ha una facciata semplice in mattoni. L’interno, a navata unica, custodisce bellissimi altari barocchi e opere d’arte sacra, molte delle quali donate o realizzate da contradaioli. Ad esempio, vi è un dipinto settecentesco della Visitazione, patrona dell’Onda. La chiesa fu ceduta alla contrada nel 1787 dal Granduca Leopoldo, dopo la soppressione delle corporazioni . Da notare, all’esterno, il pittoresco tabernacolo di San Giuseppe all’angolo tra via Duprè e vicolo della Fonte, dipinto nel 1980 dall’ondaiolo Irio Sbardellati e affiancato dai caratteristici lampioni detti “braccialetti” .
La Chiesa di San Giuseppe, oratorio della Contrada Capitana dell’Onda, vista dall’Arco di San Giuseppe. Questa chiesa del XVI-XVII secolo fu costruita dai falegnami (Arte dei Legnaioli) e oggi appartiene alla contrada.
- Fontanina battesimale – Come descritto, si trova proprio di fronte alla chiesa di San Giuseppe, sull’altro lato della strada (all’inizio di via di Fontanella). È una fontana moderna in marmo e bronzo con al centro un delfino stilizzato. Oltre al valore artistico, ha un forte valore simbolico: ogni nuovo contradaiolo dell’Onda “nasce” ufficialmente alla vita di contrada sotto lo zampillo di questa fontana.
- Arco di San Giuseppe – Adiacente alla chiesa, è il resto di un’antica porta delle mura urbane (la Porta San Salvatore) risalente al XIII secolo . Attraversandolo, entrate idealmente nel cuore storico di Malborghetto. Da qui parte via Giovanni Duprè.
- Via Giovanni Duprè – La via principale del rione, che scende serpeggiando da Piazza del Campo verso il basso. È fiancheggiata da case medievali e rinascimentali, ed è scenografica con i suoi archi e vicoli laterali. Lungo via Duprè si trovano il Museo (civico 103) e la Sede della contrada (civico 111, tipicamente segnalato da una targa con stemma contradaiolo). Inoltre, una targa ricorda la casa natale di Giovanni Duprè, che nacque proprio in questa via (allora Malborghetto) il 1º marzo 1817 . Via Duprè è il luogo dove avvengono le cene all’aperto dell’Onda e dove sfilano i contradaioli in festa dopo ogni vittoria.
- Piazzetta dei Legnaioli – È un piccolo slargo lungo via Duprè (all’incrocio con vicolo della Fonte), chiamato così perché qui si affacciavano le botteghe dei falegnami. Oggi vi sorge il tabernacolo prima citato. È un punto caratteristico dove spesso si riuniscono i contradaioli più anziani a chiacchierare.
- Piazza del Mercato – Si trova al margine del territorio dell’Onda, al confine con la Torre. È uno spazio ampio dietro il Palazzo Pubblico, dominato dal grande loggiato detto Tartarugone. Metà piazza è territorio Onda e metà Torre: qui storicamente avvennero scintille tra le due contrade. Dalla piazza si gode comunque una bella vista su Siena sud, e spesso l’Onda usa questo spazio per eventi (ad esempio alcune feste di contrada o parcheggio durante il Palio).
Visitare questi luoghi vi permetterà di entrare davvero nello spirito dell’Onda. Se siete fortunati e capitate durante un evento (una cena, una prova di bandiera dei giovani alfieri, o l’apertura straordinaria del museo), sarete accolti con calore dagli ondaioli, che sono sempre orgogliosi di raccontare la loro contrada ai forestieri. Ricordate sempre che le contrade sono comunità vive: entrate in punta di piedi, con rispetto, e scoprirete un microcosmo affascinante nel cuore di Siena.
I Palii vinti dall’Onda
Il Palio di Siena è il fulcro dell’identità contradaiola, e la storia dell’Onda nel Palio è ricca di momenti gloriosi e aneddoti memorabili. La Contrada Capitana dell’Onda ha collezionato nella sua storia 41 vittorie ufficiali riconosciute dal Comune di Siena . Inoltre la contrada, conteggiando anche alcune vittorie antiche non omologate ufficialmente, considera di aver vinto 47 Palii in totale (incluso un “mezzo Palio” condiviso, come vedremo) .
Di seguito presentiamo una tabella riepilogativa di tutte le vittorie dell’Onda al Palio di Siena (ufficiali), in ordine cronologico. Per ciascuna vittoria sono indicati la data del Palio e il nome del fantino vittorioso (con il suo soprannome). Noterete che in alcuni casi compaiono date insolite: ciò indica Palii straordinari (gare fuori dalle consuete date di luglio/agosto) oppure edizioni eccezionali. Abbiamo inoltre evidenziato alcuni fatti particolari nelle note.
| Data Palio | Fantino vincitore (soprannome) | Note |
|---|---|---|
| 2 luglio 1671 | Bacchino | |
| 7 giugno 1676 | Bacchino | (Palio straordinario) |
| 2 luglio 1692 | Monco | |
| 2 luglio 1703 | Pelliccino (Giuseppe Galardi) | |
| 2 luglio 1709 | Pier Maria Leardo (detto “della Posta”) | |
| 16 agosto 1713 | Cappellaro (Giovan Battista Pistoi) | Vittoria condivisa con Tartuca |
| 16 agosto 1714 | Morino | |
| 3 luglio 1757 | Bastianone (Antonio Giovannetti) | |
| 2 luglio 1779 | Bastiancino (Mattia Mancini) | Anno del “cappotto” (doppia vittoria) |
| 16 agosto 1779 | Brecchino (Giuseppe Brecchi) | Anno del “cappotto” (doppia vittoria) |
| 18 agosto 1783 | Dorino (Isidoro Bianchini) | |
| 2 luglio 1784 | Dorino (Isidoro Bianchini) | |
| 2 luglio 1790 | Dorino (Isidoro Bianchini) | |
| 16 agosto 1802 | Mattiaccio (Matteo Marzi) | |
| 2 luglio 1810 | Caino (Niccolò Chiarini) | |
| 2 luglio 1819 | Vecchia (Filippo Rossi) | |
| 16 agosto 1825 | Caino (Niccolò Chiarini) | |
| 15 agosto 1848 | Gobbo Saragiolo (Francesco Santini) | (Palio straordinario) |
| 16 agosto 1849 | Gobbo Saragiolo (Francesco Santini) | |
| 17 agosto 1851 | Folaghino (Antonio Guasqui) | (Palio straordinario) |
| 15 agosto 1856 | Spagnoletto (Angiolo Fabbri) | (Palio straordinario) |
| 27 aprile 1860 | Figlio di Bonino (Giuseppe Buoni) | (Palio straordinario) |
| 28 settembre 1862 | Bachicche (Mario Bernini) | (Palio straordinario) |
| 2 luglio 1868 | Paolaccino (Pietro Locchi) | |
| 15 agosto 1870 | Paolaccino (Pietro Locchi) | (Palio straordinario) |
| 3 luglio 1892 | Bozzetto (Ulisse Betti) | (Palio straordinario) |
| 29 maggio 1893 | Bozzetto (Ulisse Betti) | (Palio straordinario) |
| 2 luglio 1902 | Pallino (Francesco Menchinelli) | |
| 14 settembre 1928 | Sgonfio (Romolo Maggi) | (Palio straordinario) |
| 3 luglio 1930 | Picino (Angelo Meloni) | (Palio straordinario) |
| 3 luglio 1932 | Ganascia (Fernando Leoni) | (Palio straordinario) |
| 2 luglio 1950 | Ciancone (Giuseppe Gentili) | Primo Palio trasmesso via radio |
| 2 luglio 1954 | Vittorino (Giorgio Terni) | |
| 2 luglio 1969 | Ciancone (Giuseppe Gentili) | |
| 16 agosto 1972 | Valente (Antonio Zedde) | |
| 2 luglio 1980 | Marasma (Mauro Matteucci) | |
| 16 agosto 1985 | Cianchino (Salvatore Ladu) | |
| 2 luglio 1995 | Cianchino (Salvatore Ladu) | |
| 2 luglio 2012 | Trecciolino (Luigi Bruschelli) | |
| 16 agosto 2013 | Tittìa (Giovanni Atzeni) | |
| 16 agosto 2017 | Brigante (Carlo Sanna) | |
| 4 luglio 2024 | Brigante (Carlo Sanna) | (Palio straordinario) |
Tabella 2: Elenco dei Palii di Siena vinti dalla Contrada Capitana dell’Onda (dal 1671 al 2024). Sono indicate le vittorie ufficialmente riconosciute dal Comune di Siena. Nel 1713 avvenne l’unico “pareggio” della storia del Palio, con vittoria assegnata ex aequo a Onda e Tartuca.
Dalla tabella si possono notare alcuni dati interessanti. Ad esempio, l’Onda ha realizzato un cappotto (vittoria di entrambe le carriere dello stesso anno) nel 1779, vincendo sia il Palio di luglio sia quello d’agosto di quell’anno . Inoltre l’Onda è stata protagonista del già citato Palio del 16 agosto 1713, terminato al fotofinish con la Tartuca: inizialmente i contradaioli ondaioli rivendicarono la vittoria (il fantino dell’Onda, Cappellaro, giunto al traguardo quasi appaiato con quello tartuchino, fece rotolare intenzionalmente il cavallo oltre il palco dei Giudici per ostacolare la visuale), ma dopo accese discussioni il Drappellone fu tagliato a metà e la vittoria dichiarata a pari merito . Fu un evento unico nella storia: ancora oggi quell’edizione è ricordata come l’unico Palio “mezzo punto” condiviso, e spiega perché nelle statistiche l’Onda e la Tartuca abbiano un “mezzo” Palio nei conteggi ufficiali (41,5 Palii vinti dall’Onda, 46,5 dalla Tartuca).
L’ultima vittoria dell’Onda è recentissima: il 4 luglio 2024 la contrada ha trionfato in un Palio straordinario (organizzato eccezionalmente per commemorare il centenario della Grande Guerra), con il fantino Carlo Sanna detto Brigante sul cavallo Tabacco . Questa vittoria ha portato grande entusiasmo nel rione, interrompendo un digiuno che durava dal 2017 – anno in cui, curiosamente, lo stesso Brigante aveva vinto per l’Onda il Palio di mezz’agosto. Brigante è così entrato nella storia ondaiola come uno dei fantini più vincenti per la contrada negli ultimi decenni.
Qual è il fantino più vittorioso nella storia dell’Onda? Guardando all’insieme delle vittorie, l’Onda ha avuto diversi fantini leggendari. Il primato di vittorie appartiene a Isidoro Bianchini detto “Dorino”, che nel XVIII secolo vinse 3 Palii con il giubbetto bianco-celeste . A seguire vi sono diversi fantini con 2 vittorie per l’Onda: tra questi, in tempi recenti, Giuseppe Gentili detto “Ciancone”, Salvatore Ladu detto “Cianchino” e Carlo Sanna detto “Brigante”, oltre ad altri del passato (Bacchino, Caino, Gobbo Saragiolo, Paolaccino, Bozzetto) . Ciancone, in particolare, è un personaggio molto amato nella memoria ondaiola: corse ben 12 Palii per l’Onda (un record) , portando due vittorie (1950 e 1969) e restando legato affettivamente alla contrada. Fu grazie a Ciancone che l’Onda rivinse dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel luglio 1950, interrompendo un lungo periodo senza successi . La sua figura è tuttora ricordata con rispetto; viene spesso citato negli aneddoti di contrada e il suo nome compare anche in canti popolari senesi.
Un altro fantino importante per l’Onda è Luigi Bruschelli detto “Trecciolino”, che pur non essendo contradaiolo dell’Onda vi vinse il Palio del 2012. Trecciolino è il fantino plurivittorioso del Palio moderno (13 vittorie totali in carriera) e averlo portato alla vittoria in Onda è motivo di orgoglio. Allo stesso modo Giovanni Atzeni detto “Tittìa”, dominatore degli ultimi Palii, ha una vittoria in Onda (2013) nel suo palmarès. Ciò dimostra che l’Onda, quando può, ingaggia i migliori talenti per puntare al successo.
Come festeggia l’Onda le vittorie? La festa della vittoria di una contrada a Siena è qualcosa di unico, che si protrae per un anno intero fino al Palio successivo vinto da altri. Quando l’Onda vince un Palio, subito dopo la corsa il popolo ondaiolo invade gioiosamente Piazza del Campo con le bandiere, il fantino vittorioso viene portato in trionfo a spalla fino alla fontanina (dove spesso finisce battezzato con spumante o vino!), e poi ha inizio una serie di rituali. La sera stessa, tutti i contradaioli si riuniscono nella Società o in piazza del Mercato a cantare i tradizionali mottetti di vittoria (canti celebrativi), mentre il tamburino rulla e l’alfiere sventola la bandiera senza sosta. Nei giorni seguenti, la contrada allestisce nelle strade del rione un percorso per le visite di cortesia: tutte le altre contrade (amiche e rivali, per sportività) fanno visita all’Onda per congratularsi, e gli ondaioli offrono da bere a tutti, in un clima di festa generale.
Momento culminante è la Cena della Vittoria, che tipicamente si tiene qualche settimana dopo il Palio, spesso a settembre. È un banchetto colossale all’aperto (nel 2017 l’Onda la fece in Piazza del Mercato, che è ampia), con migliaia di partecipanti. Viene apparecchiata una tavolata lunghissima, si serve un intero menù di festa e il piatto forte è tradizionalmente il piccione arrosto (simbolo di vittoria a Siena). Durante la serata si rievoca la corsa con discorsi ed emozioni, il fantino e il cavallo sono gli ospiti d’onore (il cavallo a dire il vero banchetta a parte, con una corona d’alloro!), e al culmine viene proiettato magari un video della vittoria e cantato l’inno della contrada. Il drappellone vinto viene portato in trionfo tra i tavoli e tutti lo baciano passando.
Ma non finisce qui: nei mesi successivi, l’Onda organizza la Passeggiata Storica della vittoria, ovvero un corteo in costume che attraversa la città facendo tappa nelle consorelle e sbandierando in Piazza del Campo un’ultima volta per celebrare il trionfo. Infine, il drappellone vinto viene collocato con gli altri nella sala delle vittorie del museo, arricchendo ulteriormente la collezione.
Come si può intuire, per gli ondaioli ogni vittoria del Palio è un evento epocale, da tramandare a figli e nipoti. E ogni contrada vive nel desiderio costante di “tornare in Piazza” (così si dice, intendendo tornare a vincere). L’Onda, con la vittoria del 2024, ha interrotto uno “steccato” di 7 anni e ora guarda al futuro con speranza di incrementare il proprio bottino, magari puntando alla 50ª vittoria (conteggio contradaiolo) nei prossimi anni.
Personaggi famosi legati all’Onda
La Contrada dell’Onda, nella sua lunga storia, annovera personaggi illustri e figure di spicco che meritano di essere ricordati. Ecco alcuni dei nomi più noti associati a questa contrada:
- Giovanni Duprè (1817-1882) – Scultore di fama internazionale, uno dei più grandi artisti italiani dell’Ottocento. Duprè nacque proprio nel rione di Malborghetto, in via che oggi porta il suo nome . Contradaiolo dell’Onda sin dalla nascita, mantenne sempre un forte legame affettivo con la contrada. Alcune delle sue opere più celebri includono il celebre Abele morente e la Pietà di San Lorenzo a Firenze. Siena ha dedicato a Duprè la via principale dell’Onda e la contrada gli ha intitolato la propria Società di Contrada. Nel museo dell’Onda, come detto, sono conservati bozzetti originali di Duprè e della figlia Amalia Duprè, anch’ella scultrice. Ancora oggi gli ondaioli vanno orgogliosi di questo loro “figlio” illustre: nel 2017, bicentenario della nascita, la contrada ha collaborato alle celebrazioni cittadine in suo onore .
- Giuseppe Gentili detto “Ciancone” (1913-1993) – Leggendario fantino del Palio. Pur non essendo nato nell’Onda (era originario dell’Umbria), divenne un beniamino degli ondaioli. Corse il Palio 29 volte vincendone 4 in totale, di cui 2 vittorie con l’Onda (luglio 1950 e luglio 1969) . La vittoria del 1950 fu particolarmente importante: l’Onda non vinceva dal 1932 e Ciancone riportò il “cencio” in via Duprè dopo 18 anni . Il suo carisma e la sua bravura (era noto per la corpulenza e la potenza da cui il soprannome Ciancone, grande Ciano) lo resero amatissimo. Corse per l’Onda fino al 1970 inoltrato. Ancora oggi le anziane comparse dell’Onda raccontano con ammirazione gli aneddoti di Ciancone, e il suo nome figura nell’albo d’oro della contrada come il fantino che più a lungo ha servito l’Onda.
- Isidoro Bianchini detto “Dorino” (1770-1830) – Fantino storico del XVIII secolo, ricordato per aver regalato ben 3 vittorie all’Onda (tra 1783 e 1790) . Era considerato uno dei migliori della sua epoca. Con i suoi successi, l’Onda divenne la contrada dominatrice degli anni 1780. Dorino resta tuttora il fantino più vittorioso di sempre per l’Onda.
- Francesco Santini detto “Gobbo Saragiolo” – Altro fantino ottocentesco, celebre per le sue 2 vittorie consecutive nell’Onda (agosto 1848 e agosto 1849) . Era soprannominato “gobbo” per la corporatura, e Saragiolo dal suo paese d’origine. Viene ricordato anche perché portò all’Onda un Palio straordinario (quello di agosto 1848, indetto per le riforme toscane) e l’anno seguente replicò il successo.
- Carlo Sanna detto “Brigante” (n. 1989) – Fantino del Palio contemporaneo, originario della Sardegna. Lo citiamo qui perché con le vittorie del 2017 e 2024 è entrato nel cuore dei contradaioli dell’Onda. Giovane e coraggioso, Brigante è oggi praticamente “adottato” dall’Onda. Se continuerà a correre ottenendo successi, potrebbe diventare un personaggio leggendario per le nuove generazioni di ondaioli.
- Altri personaggi degni di nota: Nel campo dell’arte, oltre a Duprè, possiamo menzionare Girolamo Macchi (storico senese del XIX secolo) che visse nel rione e scrisse anche dell’Onda; Amalia Duprè (figlia di Giovanni, scultrice devota alla contrada); nel campo sportivo, alcuni celebri giocatori di calcio senesi provenivano dall’Onda anche se non a livelli nazionali. In generale, però, il concetto di “personaggio famoso” legato a una contrada è un po’ diverso: spesso i personaggi più amati non sono noti al grande pubblico, ma hanno cariche all’interno della contrada (come un Priore storico, un Capitano vincente, un economo generoso, ecc.). Ad esempio, nell’Onda molti ricordano Guido Tondi (mitico capitano che guidò la contrada a varie vittorie a metà ‘900) o Nedo Nadi – omonimo del celebre schermidore, ma qui inteso come un fantino degli anni ’20 che diede del filo da torcere all’Onda (per un tradimento passato alla Lupa nel 1921).
Vale anche la pena citare i protettori di Talamone: nel Novecento alcune famiglie di Talamone furono molto attive e famose nell’Onda, come i Vivarelli, che portavano i prodotti di mare in omaggio alla contrada durante le feste.
Insomma, la galleria di personaggi dell’Onda spazia da artisti di chiara fama a eroi popolari del Palio. Tutti, a modo loro, hanno contribuito ad arricchire la storia e le tradizioni di questa contrada.
Di seguito troverete un’utile sezione di domande frequenti (FAQ) che riassume e chiarisce molti punti trattati finora, ideale per ripassare le informazioni principali sulla Contrada Capitana dell’Onda prima di andare a scoprirla di persona.
Domande frequenti sulla Contrada dell’Onda (FAQ)
- D: Quante e quali sono le contrade di Siena?
R: Le contrade di Siena sono 17 in totale , ciascuna identificata da un nome, uno stemma e dei colori unici. La Contrada Capitana dell’Onda è una di queste e fa parte del Terzo di Città (la suddivisione territoriale sud-occidentale della città). - D: Perché si chiama “Contrada Capitana dell’Onda”?
R: Il termine Capitana è un titolo onorifico: l’Onda è detta Capitana perché in passato le sue milizie svolgevano il ruolo di guardia d’onore al Palazzo del Comune (Palazzo Pubblico) . La parola Onda richiama invece il mare: la contrada ha origini legate a compagnie militari che presidiavano il porto di Talamone, e il suo simbolo è infatti un delfino in un mare azzurro . - D: Qual è il simbolo e quali sono i colori dell’Onda?
R: Lo stemma dell’Onda raffigura un delfino coronato che nuota in un mare azzurro su sfondo argento . I suoi colori ufficiali sono il bianco e il celeste (azzurro chiaro) . Il motto della contrada è “Il colore del cielo, la forza del mare” , proprio a richiamare i due colori simbolo. - D: Dove si trova la Contrada dell’Onda a Siena?
R: Il territorio dell’Onda si trova nel centro storico di Siena, nella zona sud compresa nel Terzo di Città . La via principale del rione è via Giovanni Duprè, che collega Piazza del Campo (da vicino il Palazzo Pubblico) alla zona di Porta Sant’Agata. Include anche parte di Piazza del Mercato, il Casato di Sotto/Sopra e vari vicoli adiacenti . - D: Quali luoghi posso visitare nella Contrada dell’Onda?
R: I luoghi da non perdere sono l’Oratorio di San Giuseppe (chiesa seicentesca dei Falegnami, con bell’interno barocco) , la fontanina battesimale col delfino (di fronte all’oratorio) , il moderno Museo “MOnd” della contrada (in via Duprè 103) con cimeli, costumi e drappelloni , e in generale via Giovanni Duprè con i suoi scorci e tabernacoli. Consigliamo di vedere anche l’Arco di San Giuseppe e Piazza del Mercato per il contesto storico. - D: Come posso visitare il Museo della Contrada dell’Onda?
R: Il MOnd – Museo Ondaiolo – generalmente non ha un orario fisso quotidiano. Si può visitare durante aperture straordinarie (es. eventi cittadini) oppure prenotando tramite la contrada . Contattate l’Onda attraverso il sito ufficiale o via email/telefono per organizzare una visita guidata. Spesso in prossimità del Palio alcune contrade, tra cui l’Onda, aprono i musei ai turisti su richiesta. - D: Quali sono le contrade alleate e nemiche dell’Onda?
R: Attualmente, l’Onda ha tre contrade alleate ufficiali: Nicchio, Tartuca e Valdimontone . La contrada rivale è invece Torre . In passato l’Onda era anche alleata con l’Oca (alleanza durata fino agli anni ’60) e aveva un’antica rivalità con la Lupa poi cessata. La rivalità con la Torre è la più antica in città ed è molto sentita storicamente. - D: Quanti Palii ha vinto la Contrada dell’Onda?
R: L’Onda ha vinto 41 Palii ufficiali riconosciuti dal Comune . La contrada conta in totale 47 vittorie se si includono alcune vittorie “antiche” non omologate e la vittoria condivisa del 1713 . L’ultima vittoria è del 4 luglio 2024 . Nel XX secolo l’Onda ha vinto 11 Palii, nel XXI secolo finora 4. - D: È vero che c’è stato un Palio vinto a metà?
R: Sì! Proprio l’Onda fu protagonista di quell’episodio unico. Il Palio del 16 agosto 1713 terminò con un arrivo contestato tra Onda e Tartuca: le autorità decisero di assegnare la vittoria ex aequo ad entrambe, tagliando in due il Drappellone e dividendo il premio . Quindi si considera che Onda e Tartuca ottennero mezza vittoria ciascuna (da qui i “41,5” Palii dell’Onda nelle statistiche ufficiali). - D: Chi è il personaggio più famoso della Contrada dell’Onda?
R: In ambito artistico, sicuramente Giovanni Duprè – illustre scultore ottocentesco nato in contrada – è l’ondaiolo più celebre a livello internazionale . In ambito paliesco, molti ricordano il fantino Ciancone (Giuseppe Gentili) che vinse due Palii per l’Onda ed è un’icona contradaiola del Novecento . Oggi il fantino Brigante (Carlo Sanna) è molto amato per le vittorie recenti. Ma ogni contradaiolo potrebbe citare anche figure carismatiche interne, come storici capitani o priori che hanno segnato la vita di contrada. - D: Perché l’Onda è gemellata con Talamone?
R: Per le sue origini storiche: le compagnie militari da cui nacque l’Onda proteggevano il porto di Talamone, quindi sin dal Medioevo c’è un legame. Dal 1962 questo legame è stato suggellato in un gemellaggio ufficiale: i cittadini di Talamone possono essere “protettori” dell’Onda e partecipare alla vita di contrada . Capita ad esempio che delegazioni ondaiole vadano a Talamone per eventi, e viceversa Talamone festeggia le vittorie dell’Onda esponendo bandiere. - D: Come posso vivere l’esperienza della contrada da turista?
R: Il consiglio è di visitare Siena durante il Palio o nelle settimane precedenti, quando si respira l’aria di contrada. Potete partecipare (acquistando il biglietto tramite il Comitato Amici del Palio) ad una Cena della Prova Generale in contrada – spesso aperta anche ai visitatori – per vivere da dentro l’atmosfera (l’Onda ad esempio allestisce la cena in via Duprè ). In alternativa, recatevi la sera in Società (molte contrade aprono le porte ai visitatori per far provare la cucina tipica). Il Museo dell’Onda, come detto, può essere visitato su richiesta e merita per approfondire la storia. Infine, se soggiornate a Siena, potete scegliere l’Hotel Minerva in centro come base: da lì raggiungerete a piedi la contrada e lo staff dell’hotel, che conosce bene Siena, potrà aiutarvi con consigli su eventi di contrada a cui assistere .








Con questa guida esaustiva sulla Contrada Capitana dell’Onda – dalle sue gloriose origini marinare alle recenti vittorie paliesche – speriamo di avervi trasmesso almeno una parte della passione e della ricchezza culturale che questa contrada porta con sé. Visitare l’Onda significa tuffarsi in un mondo fatto di storia viva, dove ogni strada ha un nome da raccontare e ogni tradizione è mantenuta orgogliosamente dai contradaioli di oggi. Che siate a Siena per il Palio o in un periodo più tranquillo, fate una passeggiata per Malborghetto: lasciatevi avvolgere dai colori bianco e celeste, magari fermandovi ad ammirare il delfino simbolico sulla fontanina o a scambiare due parole con un ondaiolo disponibile a raccontarvi un aneddoto. Vi accorgerete che l’anima di Siena risiede proprio qui, in queste piccole grandi comunità. Buona scoperta dell’Onda – “colore del cielo, forza del mare” – e buon soggiorno a Siena!
