La provincia di Siena, nel cuore della Toscana, è un territorio rinomato per la straordinaria combinazione di arte, storia, paesaggi mozzafiato e vini pregiati . Borghi medievali cinti da mura, dolci colline punteggiate di cipressi e filari di vigneti famosi fanno da sfondo a esperienze enogastronomiche uniche. In queste terre nascono alcuni dei vini più celebrati al mondo – dal Chianti Classico al Brunello di Montalcino, dal Vino Nobile di Montepulciano fino alla Vernaccia di San Gimignano – che attirano ogni anno migliaia di appassionati per degustazioni e tour tra cantine storiche e panorami da cartolina. In questa guida scopriremo dove fare un wine tour in provincia di Siena, esplorando le zone vinicole principali e i loro borghi, con un formato ricco di domande e risposte per soddisfare ogni curiosità e comode tabelle riepilogative per pianificare al meglio il viaggio.
Prima di addentrarci nei dettagli, vale la pena sottolineare che Siena città è un’eccellente base di partenza per esplorare l’intera provincia. Oltre ad essere essa stessa un gioiello medievale (il cui centro storico è Patrimonio UNESCO), Siena gode di una posizione centrale e strategica. L’Hotel Minerva in particolare, situato entro le antiche mura senesi ma appena fuori dalla zona a traffico limitato, offre un facile accesso in auto con parcheggio privato e videosorvegliato . Ciò significa che potete arrivare comodamente in macchina, lasciarla al sicuro in hotel, ed esplorare Siena a piedi; quando vorrete partire per un’escursione enologica fuori città, avrete l’auto pronta a disposizione oppure la possibilità di sfruttare autobus e tour organizzati nelle vicinanze . Il personale dell’albergo è sempre lieto di fornire informazioni e consigli per organizzare visite alle cantine e itinerari enogastronomici su misura . Dopo una giornata tra vigneti e degustazioni, potrete rientrare a Siena per una cena tipica e godervi il comfort di una camera con vista sui tetti medievali. Insomma, l’Hotel Minerva di Siena è il punto di partenza ideale per vivere il sogno di un wine tour toscano unendo cultura, relax e gusto .
I grandi vini senesi: panoramica sulle eccellenze enologiche
Prima di decidere dove andare per il vostro wine tour, facciamo una breve panoramica sui principali vini della provincia di Siena e sulle zone che li producono. Questa regione vanta quattro denominazioni DOCG di grande prestigio internazionale, ciascuna legata a un territorio storico:
- Brunello di Montalcino – Un vino rosso robusto e longevo, prodotto esclusivamente nel comune di Montalcino con uve Sangiovese (localmente chiamate “Brunello”). È stato il primo vino italiano a ottenere la DOCG nel 1980. Il Brunello richiede un lungo affinamento: almeno 5 anni di invecchiamento, di cui 2 in botte, prima della commercializzazione . Questo processo gli conferisce struttura e complessità, con profumi intensi di frutti rossi maturi, spezie, tabacco e cuoio, e un gusto potente ma equilibrato. È uno dei vini più rinomati al mondo per eleganza e capacità di invecchiamento.
- Vino Nobile di Montepulciano – Altro rosso DOCG storico, prodotto nelle colline attorno a Montepulciano con prevalenza di Sangiovese (qui detto Prugnolo Gentile) e piccole aggiunte di varietà locali come Canaiolo Nero. È un vino di corpo pieno, dai profumi complessi di ciliegia, prugna, viola e spezie . Deve affinare almeno 2 anni (minimo 1 in legno) prima della vendita . In tavola si sposa meravigliosamente con le carni alla griglia, gli stracotti di cinghiale e i formaggi stagionati tipici toscani.
- Chianti Classico – Probabilmente il vino toscano più famoso al mondo, riconoscibile dal marchio del Gallo Nero sulla fascetta . La zona del Chianti Classico si estende tra Siena e Firenze e include parte della provincia di Siena (il cosiddetto Chianti Senese). Il vino è principalmente Sangiovese (minimo 80% per disciplinare), spesso con piccole percentuali di Canaiolo, Colorino o altre uve locali. Il Chianti Classico ha colore rosso rubino vivace, aromi di frutti rossi freschi e violetta, gusto asciutto con tannini equilibrati e buona acidità . È un rosso di grande versatilità, adatto a tutto pasto: ottimo con paste al ragù, carni alla brace e antipasti toscani come crostini e salumi . Può essere consumato giovane, ma le versioni Riserva affinano almeno 2 anni acquisendo maggiore complessità.
- Chianti Colli Senesi – All’interno della più ampia denominazione Chianti DOCG esiste la sottozona Colli Senesi, che copre varie aree collinari della provincia di Siena al di fuori del Chianti Classico (comprendendo ad esempio zone intorno a San Gimignano, Montepulciano, le Crete Senesi, ecc.). Anche qui il vitigno base è il Sangiovese (minimo 75%), con eventuali contributi di altri vitigni a bacca rossa e una piccola percentuale di uve bianche tradizionali. Il Chianti Colli Senesi è generalmente fragrante e fruttato, leggermente più pronto e di medio corpo rispetto ad un Chianti Classico strutturato , risultando molto piacevole da bere giovane. È un vino che rappresenta bene il terroir senese, spesso proposto nelle trattorie locali in abbinamento a pici al sugo, carni in umido e pecorino.
- Vernaccia di San Gimignano – Una gemma bianca in una terra di rossi. È stata la prima DOC italiana riconosciuta (1966) e poi DOCG nel 1993. Si produce esclusivamente attorno alla città di San Gimignano con l’omonimo vitigno Vernaccia. Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, offre profumi freschi e fruttati di mela, pera, agrumi e mandorla amara sul finale . Al gusto è secca, sapida, con buona acidità e finale minerale. Ottima come aperitivo, la Vernaccia di San Gimignano si abbina a piatti di pesce, crostacei e formaggi freschi . Pur non essendo un vino da lungo invecchiamento, alcune versioni “Riserva” affinano in legno acquisendo note più complesse di miele e spezie.
Di seguito una tabella riepilogativa dei principali vini DOCG della provincia di Siena con le loro caratteristiche chiave:
| Vino DOCG | Tipologia | Vitigno principale | Zona di produzione | Affinamento minimo |
|---|---|---|---|---|
| Brunello di Montalcino | Rosso fermo | Sangiovese (100%) | Comune di Montalcino (SI) | 5 anni (2 in botte) |
| Vino Nobile di Montepulciano | Rosso fermo | Sangiovese (min 70%) | Montepulciano (SI) e dintorni | 2 anni (1 in botte) |
| Chianti Classico | Rosso fermo | Sangiovese (min 80%) | Colline del Chianti (SI-FI) | 1 anno (Riserva 2 anni) |
| Chianti Colli Senesi | Rosso fermo | Sangiovese (min 75%) | Colline varie nel Senese | 8 mesi (Riserva 2 anni) |
| Vernaccia di San Gimignano | Bianco fermo | Vernaccia di S. Gimignano (min 85%) | Comune di San Gimignano (SI) | Nessun obbligo (Riserva 1 anno) |
Lo sapevi? Oltre a questi, la provincia produce altri vini degni di nota: il Rosso di Montalcino DOC (il “fratello minore” del Brunello, più giovane e fresco ), il Rosso di Montepulciano DOC (vino di medio corpo da bere giovane), la DOC Orcia che copre zone tra Montalcino e Montepulciano, e diversi “Supertuscan” – vini di alta qualità fuori disciplinare, spesso tagli di Sangiovese con varietà internazionali (come il celebre Tignanello prodotto nel Chianti senese) . Insomma, ce n’è per tutti i gusti: gli enoturisti in terra di Siena non resteranno certo a bocca asciutta!
Hotel Minerva di Siena: il punto di partenza ideale per un wine tour
Vista panoramica su Siena dalla terrazza dell’Hotel Minerva, punto di partenza perfetto per esplorare le colline circostanti.
Quando si pianifica un tour enologico in Toscana, la scelta della base è fondamentale. Alloggiare a Siena città consente di coniugare la visita ai monumenti e musei cittadini con agevoli escursioni giornaliere verso le diverse zone vinicole della provincia . In particolare, l’Hotel Minerva offre ai suoi ospiti una combinazione di posizione strategica e servizi che lo rendono ideale per questo tipo di vacanza. Vediamo perché, attraverso alcune domande comuni:
Domanda: Perché scegliere l’Hotel Minerva a Siena come base per un wine tour?
Risposta: L’Hotel Minerva gode di una posizione centralissima ma comoda per chi viaggia in auto. Si trova entro le mura medievali di Siena ma appena fuori dalla ZTL, quindi facilmente raggiungibile in macchina senza permessi . Dispone di un parcheggio privato coperto e videosorvegliato dove potrete lasciare l’auto in tutta sicurezza . Una volta arrivati, scoprirete che Siena si gira benissimo a piedi: in 15-20 minuti si raggiungono Piazza del Campo e il Duomo , e tutti i principali rioni. Ciò significa che potete godervi la città senza auto al seguito. Quando deciderete di partire per un wine tour fuori porta, la vostra auto sarà pronta nel garage dell’hotel, oppure potrete comodamente servirvi dei mezzi pubblici data la vicinanza dell’hotel sia alla stazione ferroviaria che a quella degli autobus turistici (Piazza Gramsci) . Molti tour organizzati, inoltre, prevedono pick-up a Siena; lo staff dell’Hotel Minerva sarà lieto di assistervi con orari di bus/treni o prenotazioni di escursioni guidate, consigliandovi le soluzioni migliori per ogni destinazione . Infine, la struttura in sé renderà piacevole il rientro dalle gite: camere spaziose e confortevoli, molte con vista sui tetti e le colline senesi, un rilassante giardino interno e un’ospitalità cordiale pronta a coccolarvi (la reception è aperta 24/7). In altre parole, al Minerva avrete un “campo base” accogliente dove tornare dopo le escursioni, magari per riposare un’ora prima di uscire a cena in uno dei tanti ristorantini tipici vicini.








Domanda: L’hotel offre assistenza specifica per gli amanti del vino?
Risposta: Assolutamente sì. L’Hotel Minerva è abituato a ospitare enoturisti e dispone di mappe, brochure e contatti utili per organizzare visite e degustazioni. Alla reception potrete chiedere consigli su itinerari enogastronomici su misura – ad esempio quali cantine prenotare in Chianti o a Montalcino – e il personale vi aiuterà con piacere a effettuare le prenotazioni necessarie o a noleggiare un’auto con autista se preferite non guidare. Inoltre, l’hotel propone offerte speciali legate al vino: ad esempio, convenzioni con enoteche locali, pacchetti con degustazioni incluse o sconti presso il vicino Consorzio Agrario per acquistare prodotti tipici . Questa attenzione al territorio enologico vi farà sentire subito immersi nell’atmosfera del luogo.
Domanda: Quanto è importante la posizione di Siena per esplorare i dintorni?
Risposta: Moltissimo. Pensate alla geografia: Siena è praticamente al centro delle zone del Brunello, del Chianti Classico senese, del Nobile e a poca distanza anche da San Gimignano. Ecco qualche numero indicativo: Montalcino dista circa 40 km (50-60 minuti in auto) ; Montepulciano circa 65 km (un’ora e un quarto); San Gimignano circa 40 km (50 minuti) ; il Chianti Classico (zona Castellina/Radda) inizia già 20-30 km a nord di Siena (mezz’ora di tragitto) . Ciò significa che tutte queste mete sono fattibili con gite di mezza giornata o giornata intera da Siena. Potete partire la mattina, visitare un paio di cantine e qualche borgo, e rientrare comodamente in città verso sera . Molti viaggiatori trovano questa flessibilità ideale: ci si gode la campagna toscana di giorno e la vivacità di Siena la sera, senza dover cambiare alloggio ogni volta.
In sintesi, l’Hotel Minerva a Siena offre logistica perfetta e comfort come base per un wine tour: arrivate, parcheggiate, esplorate la città a piedi e partite all’avventura tra vigne e castelli sapendo di poter tornare in un luogo familiare e accogliente. Siena vi aspetta a braccia aperte, pronta a raccontarvi le sue storie e a farvi degustare i suoi tesori enologici, e dietro le finestre illuminate del Minerva troverete sempre un sorriso sincero e magari un calice di buon vino toscano ad attendervi .
Wine tour nel Chianti Senese: colline del Gallo Nero
Il territorio del Chianti Classico, compreso tra le province di Siena e Firenze, offre forse l’esperienza enologica toscana per eccellenza: dolci colline rivestite di vigneti e oliveti, borghi in pietra fermi nel tempo, castelli e pievi ad ogni svolta, il tutto unito dal filo conduttore del celebre vino dal marchio del Gallo Nero . La porzione meridionale di quest’area ricade in provincia di Siena ed è spesso chiamata Chianti Senese: include località come Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Castelnuovo Berardenga, tutte storicamente vocate alla viticoltura di qualità. Un wine tour nel Chianti senese è un viaggio tra sapori e scorci panoramici indimenticabili, perfetto per chi ama il buon vino abbinato alla scoperta di piccoli paesi ricchi di fascino. Vediamo come organizzarlo rispondendo ad alcune domande tipiche.
Domanda: Cosa ci si può aspettare da un wine tour nel Chianti?
Risposta: Preparati a strade panoramiche serpeggianti tra vigneti, boschi e casali, punteggiate da cipressi e muretti a secco. Ogni tanto incontrerai un borgo medievale sulla sommità di una collina o un castello che domina il paesaggio – molti dei quali ospitano oggi cantine di prestigio. L’itinerario classico parte da Siena imboccando la Via Chiantigiana (SR 222) verso nord-est . Dopo appena ~20 km si raggiunge Castellina in Chianti, prima tappa consigliata: un paese incantevole con una rocca del XIV secolo al centro e la caratteristica Via delle Volte, un percorso pedonale coperto sotto le antiche case, oggi costellato di enoteche e botteghe tipiche . Proseguendo tra colline smeraldine, puoi deviare verso alcuni castelli degni di nota – ad esempio il Castello di Brolio, nei pressi di Gaiole, legato da secoli alla famiglia Ricasoli, oppure il Castello di Meleto – molti dei quali ospitano cantine visitabili con degustazione all’interno di mura fiabesche . Tornando sul percorso principale, arrivi a Radda in Chianti, altro gioiello circondato da antiche mura: qui è d’obbligo una passeggiata nella piazza principale e una foto al Palazzo del Podestà decorato dagli stemmi nobiliari, segno dei governatori succedutisi nei secoli . Le viuzze di Radda offrono viste panoramiche sulle vigne circostanti e numerose enoteche dove assaggiare il Chianti Classico direttamente dai produttori locali . Se è ora di pranzo, niente di meglio che fermarsi in un’osteria o agriturismo: nel Chianti potrai gustare pici al cinghiale, ribollita, taglieri di salumi e pecorini, il tutto ovviamente accompagnato da calici di Chianti Classico DOCG della casa. Nel pomeriggio, se hai tempo e voglia di esplorare ancora, puoi spingerti fino a Gaiole in Chianti o addirittura a Greve in Chianti (considerata la “capitale” del Chianti, già in provincia di Firenze, con la sua pittoresca Piazza Matteotti porticata e la celebre Antica Macelleria Falorni ricca di specialità toscane) . Verso il ritorno, concediti qualche sosta fotografica: al calar del sole, i vigneti e le colline del Chianti si tingono d’oro e offrono scenari da cartolina per concludere degnamente la giornata .
Domanda: Quali borghi e luoghi sono imperdibili nel Chianti senese?
Risposta: I tre centri principali del Chianti in provincia di Siena sono Castellina, Radda e Gaiole, ciascuno con la sua personalità: – Castellina in Chianti – Pittoresco borgo con una fortezza medievale visitabile e un piccolo museo archeologico che testimonia le antiche origini etrusche della zona . Da non perdere, come detto, la Via delle Volte: questo suggestivo camminamento coperto attraversa il cuore del paese regalando scorci panoramici attraverso archi e feritoie. – Radda in Chianti – Elegante nell’austerità del suo impianto medievale, offre stradine tortuose e viste a perdita d’occhio sulle colline coperte di vigne . Oltre al Palazzo del Podestà, merita una visita la Propositura di San Niccolò e, per gli enoturisti, il vicino Palazzo del Chianti Classico (ex convento di Santa Maria al Prato) che ospita un percorso museale multimediale dedicato alla storia e cultura del Chianti Classico. – Gaiole in Chianti – Sparso lungo una vallata, più che un borgo compatto è un insieme di località storiche. Qui nei dintorni si trovano alcuni dei castelli vinicoli più famosi: il già citato Castello di Brolio, con i suoi giardini e la terrazza panoramica dove degustare i vini Barone Ricasoli (pionieri del Chianti Classico) ; il Castello di Meleto, fiabesco e circondato dai cipressi, anch’esso visitabile con tour delle cantine; e la Badia a Coltibuono, abbazia millenaria trasformata in tenuta vinicola, dove rilassarsi tra vino, arte e storia. Gaiole è inoltre celebre tra i ciclisti per l’Eroica, la gara di bici d’epoca sulle strade bianche del Chianti.
Naturalmente l’elenco potrebbe continuare – nel Chianti ogni borgo ha qualche tesoro da svelare, e parte del piacere sta anche nel perdersi volutamente per strade secondarie, scoprendo piccoli paesi, pievi romaniche nascoste tra i boschi e fattorie dove il tempo sembra essersi fermato.
Domanda: Quali cantine o aziende vinicole consigli di visitare nel Chianti senese?
Risposta: L’area pullula di aziende, dalle più blasonate e storiche alle piccole realtà a conduzione familiare. Un paio di nomi tra i tanti: – Castello di Brolio – Cantina Barone Ricasoli (Gaiole): qui praticamente nacque il Chianti così come lo conosciamo, grazie alle ricerche del barone Bettino Ricasoli nell’Ottocento. La tenuta offre tour guidati del castello (che è anche museo), delle cantine e degustazioni dei loro vini, primo fra tutti il Chianti Classico Riserva “Brolio” prodotto dai vigneti circostanti . – Fèlsina (Castelnuovo Berardenga): spostandosi un po’ più a sud-est (sempre in provincia di Siena, zona Colli Senesi) troviamo Fèlsina, cantina rinomata sia per il Chianti Classico – elegante e longevo – sia per i loro Supertuscan come Fontalloro. La visita permette di scoprire le antiche cantine in pietra e assaggiare anche l’olio extravergine d’oliva di produzione propria . – Castello di Volpaia (Radda): un borghetto fortificato interamente convertito alla viticoltura biologica. Le cantine sono diffuse nel paese (un frantoio, una tinaia e bottaia nascoste in edifici storici). L’atmosfera è magica e i vini – Chianti Classico e Vin Santo – eccellenti. – Cantina Castello di Fonterutoli (Castellina): la famiglia Mazzei produce vino a Fonterutoli dal 1435! Oggi hanno una moderna cantina di design incastonata tra le colline, visitabile su prenotazione con tasting finale dei loro Chianti Classico cru e Super Tuscan. Anche il borgo di Fonterutoli, minuscolo e autentico, merita una sosta. – Enoteca Falorni (Greve in Chianti): se vi spingete fino a Greve, questa enoteca storica nel centro del paese offre un’ampia selezione di etichette di tutto il Chianti Classico con possibilità di degustazione self-service (wine tasting card) in un ambiente rustico.
Tutte le cantine sopra citate, e la maggior parte di quelle in zona, richiedono la prenotazione per le visite e degustazioni, soprattutto nei periodi di alta stagione. È buona norma chiamare o inviare una mail con qualche giorno di anticipo, specialmente se volete fare un tour approfondito con passeggiata nei vigneti o abbinamento cibo-vino.
Domanda: Come ci si sposta nel Chianti? È necessario avere l’auto?
Risposta: Avere un mezzo proprio è senza dubbio la soluzione migliore per esplorare il Chianti in libertà. Le strade che collegano i vari paesi (come la SR 222, SP 429, SP 408) sono panoramiche ma con curve e saliscendi; l’auto vi consente di fermarvi quando volete e coprire più tappe in giornata . Da Siena a Castellina sono circa 30 minuti di guida (20 km), Radda ~45 minuti (30 km), Gaiole ~1 ora (40 km) . I collegamenti con i mezzi pubblici sono limitati: esistono autobus Tiemme da Siena per alcuni centri (ad es. Siena–Castellina linea 125, Siena–Radda linea 126, ecc.), ma le corse non sono frequentissime e spesso bisogna adattarsi agli orari. Non c’è una linea ferroviaria nel cuore del Chianti. Dunque, se nessuno nel vostro gruppo può o vuole astenersi dal bere per guidare, potreste valutare di affidarvi a un tour organizzato con autista – ve ne sono molti che partono da Siena e includono degustazioni in 2-3 cantine in giornata. Un’alternativa estiva divertente è il noleggio di vespe, scooter o e-bike: alcune agenzie offrono tour del Chianti in vespa o bicicletta elettrica, per vivere l’emozione del paesaggio più da vicino (richiede però un minimo di allenamento per via delle colline!). In ogni caso, prendetevela comoda: il Chianti va gustato senza fretta, godendosi il panorama tra una cantina e l’altra.
Domanda: Quanto tempo dedicare a un tour nel Chianti?
Risposta: Consigliamo un’intera giornata se volete visitare con calma almeno 2 borghi e 2 cantine. Ad esempio: partenza da Siena al mattino verso Castellina (visita paese + prima degustazione), spostamento a Radda per pranzo e seconda degustazione pomeridiana, eventuale tappa a un castello o a Greve, e rientro a Siena entro le 18-19. In totale saranno circa 80-100 km percorsi ad anello. È un itinerario pieno ma fattibile in un giorno . In alternativa potete spezzarlo in due mezze giornate (se magari soggiornate più a lungo a Siena): ad esempio una mattina a Castellina e Monteriggioni, un’altra mezza giornata a Radda e dintorni. Chi ha passione e tempo potrebbe dedicare anche due giorni al Chianti Classico, includendo così tutte le principali località ed eventualmente spingendosi anche nel versante fiorentino (Panzano, Greve) e nella zona del Chianti Colli Senesi (Castelnuovo Berardenga, con le suggestive Crete Senesi sullo sfondo).
In ogni caso, il Chianti saprà conquistarvi con la sua armonia di sapori e paesaggi: come scrisse incuriosito un famoso viaggiatore inglese dell’Ottocento, “qui ogni collina racconta un poema di vino e ogni sorso di vino riflette la bellezza di queste colline”. Preparatevi dunque a riempirvi gli occhi di meraviglia e il calice di ottimo Chianti!
Wine tour a Montalcino: la patria del Brunello
Panorama di Montalcino visto dalla fortezza: un borgo medievale incastonato tra i vigneti del celebre Brunello.
Se siete amanti dei grandi vini rossi, Montalcino è una meta obbligata. Questo incantevole borgo collinare a sud di Siena, immerso nel Parco Naturale della Val d’Orcia, è conosciuto in tutto il mondo per il suo vino d’eccellenza: il Brunello di Montalcino . Il solo nome evoca immagini di colline dorate e filari di vite a perdita d’occhio, botti di rovere nelle cantine secolari e calici dal liquido rubino intenso. Ma Montalcino non è solo vino: è anche storia, arte e paesaggi mozzafiato. Scopriamo insieme come organizzare un perfetto wine tour a Montalcino attraverso alcune domande chiave.
Domanda: Cosa rende Montalcino così famoso tra gli eno-appassionati?
Risposta: Montalcino deve la sua fama al Brunello, considerato uno dei migliori vini al mondo. Si tratta di un vino robusto e maestoso ottenuto da uve Sangiovese in purezza (qui chiamate localmente Brunello, un particolare clone di Sangiovese adattatosi ai terreni locali) . Il Brunello di Montalcino è stato tra i primi vini italiani a ottenere la DOCG e ha regole produttive molto severe: oltre alla provenienza ristretta (solo i vigneti nel comune di Montalcino), richiede almeno 5 anni di affinamento prima della messa in vendita (minimo 2 in botte di rovere) . Questo lungo invecchiamento sviluppa un bouquet complesso di profumi – frutti di bosco maturi, confettura di ciliegia, note di vaniglia, spezie dolci, cuoio, tabacco – e un gusto strutturato ma equilibrato, caldo e persistente . In poche parole, il Brunello è l’incarnazione dell’eccellenza enologica toscana, ricercato da collezionisti e intenditori a livello internazionale. Basti pensare che ogni anno a febbraio si tiene a Montalcino l’“Anteprima del Brunello”, evento in cui viene presentata la nuova annata ai critici e al pubblico, a testimonianza di quanto questo vino faccia tendenza. Accanto al Brunello esiste anche il Rosso di Montalcino DOC, vino più giovane affinato solo 1 anno, molto piacevole e accessibile, che permette di apprezzare il territorio di Montalcino anche in una versione meno impegnativa .
Oltre al vino in sé, a Montalcino c’è il fascino di un territorio intatto: dolci colline punteggiate di vigneti e oliveti, viste che spaziano fino al Monte Amiata e alla Maremma, antiche fattorie in pietra. Visitare Montalcino significa entrare in sintonia con questa tradizione vitivinicola centenaria: molte cantine sono gestite dalle stesse famiglie da generazioni e conservano metodi tramandati nel tempo (insieme a tecniche moderne di vinificazione). È un luogo dove si percepisce un profondo rispetto per il territorio e per l’arte del fare il vino.
Domanda: Cosa si può visitare a Montalcino oltre alle cantine?
Risposta: Il borgo di Montalcino è piccolo ma ricco di punti di interesse. Il cuore è la Fortezza trecentesca che domina il paese dall’alto: una massiccia costruzione in pietra con torri merlate e camminamenti sulle mura. Salire sulle sue torri vi regalerà una vista a 360° sui vigneti e le colline circostanti – uno spettacolo straordinario soprattutto al tramonto . All’interno della Fortezza c’è un’enoteca (Enoteca La Fortezza) dove è possibile degustare Brunello e altri vini locali, magari proprio dopo aver esplorato le antiche mura . Scendendo in paese, troverete stretti vicoli lastricati, botteghe artigiane e tante enoteche e wine bar: il centro non è grande e si gira comodamente a piedi in un’oretta. Meritano una visita la Chiesa di Sant’Agostino con annesso convento (oggi musealizzato) e il Museo Civico e Diocesano di Montalcino, che custodisce opere d’arte sacra e reperti legati alla storia locale . Se avete tempo per un breve spostamento, a circa 9 km da Montalcino, immersa in una valle verde, sorge l’Abbazia di Sant’Antimo: è un’abbazia romanica del XII secolo di una bellezza mistica e struggente . Qui talvolta i monaci benedettini eseguono antichi canti gregoriani che risuonano tra le navate in pietra, regalando attimi di intensa spiritualità . La visita a Sant’Antimo è un perfetto completamento di un tour a Montalcino, per alternare alle degustazioni un momento di pace e cultura. Infine, gli amanti della natura possono esplorare i dintorni: Montalcino è al centro della stupenda Val d’Orcia (Patrimonio UNESCO), quindi bastano pochi km per trovarsi tra le cartoline viventi di cipressi e calanchi. Località come San Quirico d’Orcia, Pienza (famosa per il pecorino) o Bagno Vignoni (con le sue terme romane all’aperto) sono facilmente raggiungibili e spesso vengono incluse in itinerari abbinati a Montalcino.
Domanda: Quali sono le cantine da non perdere a Montalcino?
Risposta: Il panorama è vastissimo (ci sono oltre 200 produttori di Brunello!), ma ecco alcuni nomi di spicco: – Biondi Santi – Tenuta Il Greppo: un vero luogo di pellegrinaggio per gli appassionati, poiché qui la famiglia Biondi Santi inventò il Brunello nella seconda metà dell’800, isolando il famoso clone di Sangiovese e avviando le prime vinificazioni lungamente affinate . Visitare Il Greppo significa toccare con mano la storia del Brunello: le antiche cantine con le botti storiche, la tomba di famiglia, magari assaggiando una Riserva storica. È consigliabile prenotare con largo anticipo. – Castello Banfi – Poggio alle Mura: un grande nome, noto anche ai non esperti, situato a sud di Montalcino. La tenuta Banfi comprende un maestoso castello medievale restaurato (oggi resort di lusso con museo del vetro e dell’enologia), circondato da vigneti a perdita d’occhio. Organizzano visite guidate molto ben strutturate, con degustazioni dei loro numerosi vini (Brunello, Rosso, Supertuscan) e possibilità di pranzare nella taverna annessa. Un’esperienza completa vino-cultura. – Tenuta Silvio Nardi: cantina storica situata a nord-ovest del borgo. Offre tour tra vigneti, cantina moderna e barriccaia sotterranea, con assaggio dei loro Brunello pluripremiati. Interessante perché è stata tra le prime aziende di Montalcino a essere guidata da una donna (nel 1950 Silvio Nardi passò la mano alla figlia). – Casanova di Neri: cantina relativamente giovane (anni ‘70) ma balzata agli onori delle cronache mondiali quando il loro Brunello “Tenuta Nuova” 2001 fu eletto miglior vino del mondo da Wine Spectator. Situata poco fuori Montalcino, ha una cantina moderna e panoramica; su prenotazione offrono tasting verticali e la vista sulla Val d’Orcia è splendida. – Abbazia di Sant’Antimo – Abbazia Vecchia: non è una cantina produttiva, ma segnaliamo che accanto all’abbazia c’è l’Enoteca dell’Abbazia dove piccole aziende locali propongono degustazioni dei loro Brunello, in un contesto davvero suggestivo e fuori dagli itinerari più turistici.
Anche per Montalcino vale la regola di prenotare prima le visite, specialmente nelle aziende più note. Molte cantine sono piccole e accolgono solo gruppi ridotti su appuntamento. I costi delle degustazioni a Montalcino tendono ad essere un po’ più alti rispetto ad altre zone (data la ricercatezza del Brunello), ma generalmente includono l’assaggio di 3-4 vini di alto livello e spesso tour dei vigneti o delle cantine storiche.
Domanda: Quanto dista Montalcino da Siena e come si raggiunge?
Risposta: La distanza stradale Siena–Montalcino è di circa 40 km, pari a un tragitto di 50-60 minuti in auto . L’itinerario in auto più rapido è prendere da Siena la SR2 Cassia in direzione sud (Roma) attraversando le Crete Senesi – il paesaggio collinare argilloso molto particolare – e oltrepassare Buonconvento; poco dopo, si svolta a destra sulla SP45 che sale fino a Montalcino . In alternativa, per chi parte dall’autostrada A1 (ad esempio da Firenze) conviene uscire a Siena-Bettolle e seguire per Pienza/San Quirico, arrivando a Montalcino dalla SP14 via Torrenieri . Senza auto: esiste un collegamento in autobus da Siena, ma non è diretto. Bisogna prendere la linea Tiemme 112 da Siena fino a Buonconvento, e lì cambiare con la navetta 114 Buonconvento–Montalcino . In totale il viaggio dura circa 2 ore e ci sono una manciata di corse al giorno . In alternativa si può prendere il treno da Siena a Buonconvento (linea Siena-Grosseto) e poi la navetta 114; i tempi sono simili (1h40-2h). Dunque è fattibile anche con i mezzi pubblici, ma va pianificato con attenzione agli orari. Non mancano infine tour organizzati da Siena che includono trasporto in minivan: spesso combinano Montalcino, Pienza e Montepulciano in un solo giorno, data la relativa vicinanza, offrendo un assaggio di Val d’Orcia a 360° . Se avete tempo, però, dedicare un giorno intero solo a Montalcino e dintorni vi permetterà di godervela senza fretta.
Domanda: Qual è il periodo migliore per visitare Montalcino?
Risposta: Ogni stagione ha il suo fascino. In autunno (settembre-ottobre) si respira l’atmosfera della vendemmia: le vigne si colorano di giallo e rosso, l’aria profuma di mosto e Montalcino celebra il vino con eventi come la “Settimana del Brunello” – degustazioni e feste che animano il borgo a fine settembre . In primavera (aprile-maggio) le colline sono di un verde brillante punteggiato di papaveri, il clima è mite e si tengono spesso i “Benvenuto Brunello” (anteprime e degustazioni delle nuove annate). L’estate porta cieli tersi e giornate lunghe: a luglio c’è Jazz & Wine, festival di musica jazz nelle cantine, e ad agosto “Calici di Stelle” con degustazioni sotto le stelle nelle notte di San Lorenzo. L’inverno è bassa stagione: troverete pochissima folla e le cantine più famose saranno più disponibili per tour personalizzati (basta coprirsi bene, in collina fa freddino). In generale, periodo top è settembre-ottobre, quando potete unire l’esperienza enologica ai panorami più belli della Val d’Orcia nella luce autunnale.
In conclusione, un wine tour a Montalcino vi regalerà emozioni profonde: la soddisfazione di assaggiare un Brunello lì dove nasce, magari chiacchierando col produttore in cantina; la meraviglia di affacciarvi dalle mura trecentesche con un calice in mano e vedere intorno a voi solo vigne e antichi casali; la pace di Sant’Antimo, dove il silenzio è rotto solo dai canti gregoriani – un contrasto che esalta ancora di più i sensi dopo i sapori intensi del vino. Preparatevi a tornare a Siena con qualche bottiglia in valigia e un ricordo indelebile nel cuore.
Wine tour a Montepulciano: il regno del Vino Nobile
Spostiamoci ora nel sud-est della provincia, sulle colline che segnano il confine con l’Umbria e la Val di Chiana. Montepulciano è un’altra meta imperdibile per gli enoturisti: un’elegante cittadina rinascimentale adagiata su un colle, nota per la produzione del Vino Nobile di Montepulciano, uno dei vini toscani più antichi e apprezzati. Il paese, circondato da mura e dominato da campanili e torri, offre un mix di arte, storia e gusto davvero affascinante. Vediamo cosa vi attende in un wine tour a Montepulciano attraverso alcune domande frequenti.
Domanda: Cos’è il Vino Nobile di Montepulciano e perché è così chiamato?
Risposta: Il Vino Nobile di Montepulciano è un vino rosso prestigioso, tra i primi ad essere nominati nella storia enologica toscana (le sue origini risalgono almeno al medioevo, e già nel XVII secolo veniva definito “Nobile” perché apprezzato dall’aristocrazia locale). Si ottiene principalmente da uve Prugnolo Gentile (nome locale del Sangiovese) con aggiunta di altri vitigni autoctoni come Canaiolo e Mammolo . È un vino dal colore rubino intenso, corposo e raffinato, con profumi di ciliegia matura, prugna, viola mammola e una leggera speziatura dovuta all’affinamento in legno . Al palato risulta equilibrato, con tannini morbidi e buona persistenza; rispetto al Brunello è generalmente un filo più delicato e gentile (come suggerisce il nome stesso). Il disciplinare richiede almeno 2 anni di invecchiamento (minimo 1 in legno), che salgono a 3 per la Riserva . Il Vino Nobile ha ottenuto la DOCG nel 1980, affiancando Brunello e Barolo nel trio di testa dei rossi italiani di qualità.
Il nome “Nobile” come accennato deriva dal fatto che, nel Rinascimento, questo vino era consumato dalle nobili casate di Montepulciano e considerato tra i più pregiati. Ancora oggi mantiene un’aura di nobiltà: basti pensare che durante l’Unità d’Italia fu decantato da poeti come Francesco Redi (“Montepulciano d’ogni vino è re”). Un assaggio di Vino Nobile sul posto, magari in un’antica cantina sotterranea, vi farà capire perché: è un vino che racchiude l’eleganza e la potenza del territorio poliziano.
Domanda: Cosa vedere a Montepulciano oltre al vino?
Risposta: Montepulciano è uno dei borghi più scenografici della Toscana. Salite fino in cima al paese (potete lasciare l’auto in parcheggi a valle e poi raggiungere il centro storico a piedi o con navette) e vi troverete in Piazza Grande, la piazza principale, circondata da splendidi palazzi rinascimentali . Qui si affacciano il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), il Palazzo Comunale (che somiglia a Palazzo Vecchio di Firenze e offre, salendo sulla torre, un panorama eccezionale) e altri palazzi nobiliari come Palazzo Tarugi e Palazzo Contucci. La piazza spesso ospita eventi e, nel mese di agosto, diventa il fulcro del Bravio delle Botti, originale sfida in cui le contrade spingono botti di vino in gara lungo il corso in salita.
Scendendo lungo le vie acciottolate, troverete negozi di artigianato, botteghe di pecorino di Pienza e numerose cantine storiche da visitare . E qui viene il bello per l’enoturista: sotto i palazzi di Montepulciano si nasconde un dedalo di cantine sotterranee! Molte risalgono addirittura all’epoca etrusca o romana, scavate nel tufo, e furono poi adattate per conservare il vino nei secoli scorsi. Oggi alcune sono aperte al pubblico: ad esempio la Cantina De’ Ricci (o Cantine del Redi), a pochi passi da Piazza Grande, considerata una delle cantine più belle al mondo per la sua architettura a volte imponenti ; oppure le Cantine Contucci, di fronte al Duomo, dove la famiglia Contucci produce Vino Nobile ininterrottamente dal 1700 ed è possibile visitare liberamente i suggestivi sotterranei con enormi botti di rovere. Un’altra esperienza da non perdere è la Cantina Ercolani, accessibile da Via di Gracciano nel Corso: ingresso gratuito a un percorso ipogeo tra antichi cunicoli, pozzi, tombe etrusche e, naturalmente, file di botti… un vero viaggio nel tempo con degustazione finale di vini e altri prodotti (cioccolato al Vinsanto, cantucci, olio, ecc.).
Fuori dalle mura, a valle, spicca un altro gioiello: il Tempio di San Biagio, una chiesa rinascimentale in travertino chiaro progettata da Antonio da Sangallo il Vecchio . È immersa tra i vigneti e la sua armonia architettonica merita la breve discesa: da lì avrete anche una vista diversa sul profilo di Montepulciano arroccata sulla collina.
Insomma, Montepulciano offre un bell’equilibrio tra arte e vino: potete alternare la visita di una chiesa o un museo con una pausa di degustazione in cantina, e viceversa, il tutto passeggiando per un centro storico pulito, curato e molto romantico.
Domanda: Quali cantine o aziende vinicole vale la pena visitare a Montepulciano?
Risposta: Oltre alle cantine storiche nel centro di cui abbiamo parlato (Contucci, De’ Ricci, Ercolani – tutte altamente consigliate per l’atmosfera e facilmente accessibili a piedi), ecco qualche azienda nei dintorni rinomata: – Avignonesi: nome di primo piano del Vino Nobile, la tenuta Avignonesi si trova in località Le Capezzine, a pochi km da Montepulciano. Offre tour nei vigneti biologici, visita alla moderna cantina e degustazioni dei suoi eleganti Vino Nobile, Rosso e del celebre Vin Santo Occhio di Pernice (uno dei migliori vini da dessert italiani) . L’esperienza è molto professionale, con possibilità di light lunch in abbinamento. – Cantina Boscarelli: situata a Cervognano, produce Vino Nobile pluripremiati in stile artigianale. Tour su prenotazione in un contesto rurale autentico, assaggiando le diverse selezioni di Nobile direttamente dalla botte. – Poliziano: il nome richiama l’antico poeta nativo di Montepulciano, ma è anche una delle aziende più grandi della denominazione. La cantina Poliziano (in località Asinone) ha un bel punto vendita e organizza tasting dei propri vini (famoso il Nobile “Asinone”) con vista sui vigneti. – Salcheto: cantina molto particolare, ai piedi del paese di Montepulciano. È nota per essere off-grid e eco-sostenibile, autosufficiente a livello energetico. Il tour mostra le soluzioni architettoniche e tecnologiche green adottate, e si conclude sul rooftop panoramico con degustazione di Nobile e altri vini biologici. C’è anche un bistrot per pranzare circondati dalle vigne.
Come in altri luoghi, conviene prenotare le visite, specie in vendemmia o alta stagione. I prezzi delle degustazioni qui sono generalmente moderati: molte cantine offrono assaggi a partire da €10-15, magari con bicchiere souvenir, e l’importo è spesso decurtabile in caso di acquisto bottiglie. Una chicca: se siete interessati al Vin Santo (vino liquoroso tradizionale toscano), provate a chiedere una piccola degustazione – a Montepulciano ne producono di ottimi in quantità limitata, lasciando appassire le uve e affinando il mosto in caratelli per anni. Dolce e intenso, è il perfetto fine pasto dopo aver gustato i robusti rossi locali.
Domanda: Come si arriva a Montepulciano da Siena?
Risposta: In auto, da Siena sono circa 65 km in direzione sud-est. Si può prendere il raccordo Siena-Bettolle fino a Sinalunga, poi seguire per Torrita di Siena e Montepulciano (indicazioni chiare lungo la strada). Il tragitto dura circa 1 ora e 15 minuti. In alternativa, si può optare per la strada più panoramica via Asciano-Pienza: leggermente più lunga, ma regala splendide viste sulle Crete Senesi e la Val d’Orcia. Arrivando da questa direzione, si passa per Pienza (che dista solo 13 km da Montepulciano) , quindi volendo si può combinare la visita di Pienza (per i formaggi pecorino e le belle vie rinascimentali) con Montepulciano nello stesso giorno. Senza auto: c’è un autobus Tiemme (linea 139) che collega Siena a Montepulciano in circa 1h40, con poche corse dirette al giorno. Oppure si può prendere un treno fino a Chiusi-Chianciano Terme e da lì bus per Montepulciano Stazione (che però è a valle, servono poi navette per salire in centro). Insomma, i mezzi pubblici non sono semplicissimi, ma esistono. Anche qui, molte agenzie offrono tour di un giorno in Val d’Orcia da Siena che includono Montepulciano, spesso insieme a Montalcino e Pienza, data la vicinanza.
Domanda: Quando è consigliato visitare Montepulciano per vivere al meglio l’esperienza?
Risposta: Settembre e ottobre sono mesi ideali: vendemmia in corso, colline colorate d’autunno e l’evento “Festa del Vino Nobile” che talvolta viene organizzato tra fine agosto e inizio settembre con degustazioni nelle antiche cantine del centro storico . In estate, oltre al già citato Bravio delle Botti (ultima domenica di agosto), segnaliamo “Calici di Stelle” il 10 agosto, quando le vie di Montepulciano si animano di bancarelle e stand per assaggi sotto il cielo stellato. L’inverno è tranquillo e un po’ freddo, ma il clima natalizio tra vicoli e cantine può essere suggestivo (magari degustando del robusto Nobile per scaldarsi!). Primavera ottima per clima e minor affollamento. Da notare che Montepulciano, essendo a 600 m di altitudine, ha temperature leggermente più fresche di Siena: portate un maglioncino per la sera anche d’estate.
In definitiva Montepulciano vi conquisterà con la sua signorile bellezza e i suoi vini aristocratici. Passeggiare al tramonto in Piazza Grande con un calice di Nobile in mano, osservare la campagna toscana dall’alto delle mura mentre il sole cala, visitare una cantina scavata nel tufo dove riposano botti secolari… sono esperienze che rendono il wine tour qui qualcosa di speciale, un tuffo nell’arte del buon vivere toscano. Non stupitevi se, ripartendo, saluterete Montepulciano con un arrivederci convinto: come dice un proverbio locale, “chi assaggia il Nobile a Montepulciano, prima o poi vi torna ogni anno”!
Wine tour a San Gimignano: le torri medievali e la Vernaccia
Ci spostiamo ora nella parte nord-occidentale della provincia di Siena, tra le colline dell’Alta Val d’Elsa, dove sorge San Gimignano, la “Città delle Cento Torri” (o quasi). San Gimignano è celebre per il suo skyline unico di torri medievali svettanti, che le è valso il soprannome di “Manhattan del Medioevo” . Ma oltre al fascino architettonico e storico (è Patrimonio UNESCO), questa cittadina vanta anche un primato enologico: è il cuore della denominazione Vernaccia di San Gimignano DOCG, l’unico vino bianco DOCG della Toscana e il primo ad essere stato riconosciuto come DOC in Italia. Un wine tour qui permette quindi di unire la visita culturale di uno dei borghi più belli d’Italia al piacere di degustare un vino bianco antico e rinomato. Approfondiamo attraverso qualche domanda sul wine tour a San Gimignano.
Domanda: Perché San Gimignano è chiamata la “Manhattan medievale”?
Risposta: Il centro storico di San Gimignano nel Due-Trecento contava ben 72 torri svettanti costruite dalle famiglie nobili in gara tra loro per ricchezza e prestigio . Ognuna fungeva da abitazione-torre e soprattutto da status symbol. Oggi ne rimangono 14 torri intatte (comunque un numero impressionante in un borgo così piccolo), che danno a San Gimignano un profilo inconfondibile, visibile già da lontano mentre ci si avvicina tra le colline . Passeggiando per le vie, vi capiterà spesso di alzare lo sguardo e vedere queste torri slanciate verso il cielo: è facile immaginare perché venga paragonata a Manhattan, anche se qui al posto di grattacieli di vetro e acciaio ci sono torri di pietra del medioevo! Le due torri più alte (oltre 50 metri) sono la Torre Grossa e la Torre della Rognosa. La Torre Grossa, in particolare, è visitabile e salendovi in cima tramite 218 gradini potrete godere di una vista mozzafiato sull’intera città e sulla campagna toscana circostante . Ogni torre di San Gimignano ha la sua storia e il suo nome, spesso legato alle famiglie (Torri Salvucci, Torri Ardinghelli, etc.). Questo straordinario “bosco di torri” rende San Gimignano un luogo fuori dal tempo, che lascia a bocca aperta i visitatori.
Domanda: Cos’è la Vernaccia di San Gimignano e che sapore ha?
Risposta: La Vernaccia di San Gimignano è un vino bianco ottenuto dall’omonimo vitigno Vernaccia, coltivato sulle colline attorno a San Gimignano da secoli (viene citato in documenti del 1200 e persino da Dante nella Divina Commedia). È un vino che si presenta di colore giallo paglierino tenue con riflessi dorati, man mano più carico con l’invecchiamento . Al naso offre profumi freschi e fruttati: sentori di mela golden, pera, note agrumate di pompelmo o cedro, e spesso un delicato aroma di mandorla sul finale . Al palato è secco, fresco e sapido, con una caratteristica nota minerale (dovuta ai terreni ricchi di fossili marini della zona) e retrogusto leggermente amarognolo di mandorla. La Vernaccia di solito non fa legno, viene vinificata in acciaio per conservarne la fragranza, anche se alcune Riserva prevedono breve affinamento in barrique ottenendo maggior corpo e complessità. È un vino ideale come aperitivo oppure in abbinamento a piatti di pesce, molluschi, formaggi a pasta molle e cucina vegetariana . Servito fresco (8-10°C) esprime al meglio la sua vivacità.
La Vernaccia ha una grande importanza storica: fu il primo vino italiano a ricevere la DOC nel 1966 e poi DOCG nel 1993. Ciò testimonia la qualità e la tipicità di questo prodotto, che unisce la tradizione locale (si produce praticamente solo qui) a una fama internazionale: pensate che già nel Rinascimento era servita sulle tavole di papi e re, e Lodovico il Moro ne faceva incetta per la corte milanese. Oggi, pur non essendo quantitativamente enorme la produzione, la Vernaccia di San Gimignano ha un suo fedele seguito tra chi apprezza i bianchi secchi, profumati ma strutturati.
Domanda: Quali sono le esperienze da fare in un wine tour a San Gimignano?
Risposta: Si può iniziare con la visita del bellissimo centro storico. Entrando da Porta San Giovanni, ci si trova subito immersi nell’atmosfera medievale: la via principale conduce a Piazza della Cisterna, scenografica piazza triangolare con al centro un pozzo in travertino, circondata da torri e palazzi (uno degli scorci più fotografati) . Di fianco c’è Piazza Duomo, su cui si affaccia la Collegiata di Santa Maria Assunta (il Duomo di San Gimignano): all’interno custodisce un ciclo di affreschi del Trecento di scene del Vecchio e Nuovo Testamento, vividi e ben conservati, opera tra gli altri di Taddeo di Bartolo e Benozzo Gozzoli . Usciti dal Duomo, potete salire sulla già menzionata Torre Grossa (alta 54 m, la più alta rimasta) per un panorama impareggiabile . Meritano una visita anche il Palazzo Comunale (o del Podestà), che ospita il Museo Civico e la Pinacoteca, e la Chiesa di Sant’Agostino con splendidi affreschi di Benozzo Gozzoli sulla vita del santo.
Per la parte “wine” dell’esperienza, vi segnaliamo il Museo del Vino Vernaccia di San Gimignano (chiamato anche Vernaccia di San Gimignano Wine Experience, situato nella Villa della Rocca di Montestaffoli, all’interno di un’antica rocca). È uno spazio multimediale dove scoprire la storia e le caratteristiche della Vernaccia, e soprattutto offre una sala degustazione panoramica: potrete assaggiare diverse etichette di Vernaccia ammirando le torri dall’alto. È un ottimo modo per iniziare a conoscere questo vino prima magari di andare in cantina.
Nei dintorni di San Gimignano, infatti, si trovano numerose aziende agricole e cantine che producono Vernaccia (e spesso anche ottimi Chianti Colli Senesi e Vin Santo). Molte sono visitabili su appuntamento e alcune offrono formule molto carine tipo degustazione all’aperto con vista sulle torri, mini-corsi di cucina toscana con pranzo in fattoria, oppure passeggiate nei vigneti al tramonto con aperitivo. Tra le cantine più note e attrezzate per accogliere visitatori citiamo Tenuta Torciano (famosa per le sue degustazioni guidate con cibo e vino, anche di altri vini toscani, in un’atmosfera conviviale) , Fattoria Poggio Alloro (agriturismo con vigneti biologici a soli 5 km dal centro, dove si può pranzare a km 0 godendo di una vista strepitosa su San Gimignano) , e Podere La Marronaia (piccola azienda familiare che organizza anche picnic tra le vigne e degustazioni di olio oltre che di vino).
Non si può lasciare San Gimignano senza aver provato anche il gelato pluripremiato della Gelateria Dondoli in Piazza della Cisterna, magari scegliendo un gusto particolare alla Vernaccia o ai prodotti locali (come la crema di Santa Fina allo zafferano di San Gimignano). Un degno finale dolce dopo tanti assaggi di vino!
Domanda: Come raggiungere San Gimignano da Siena?
Risposta: San Gimignano si trova circa 40 km a nord-ovest di Siena. In auto occorrono 50 minuti circa: il percorso più rapido è via superstrada Siena-Florence uscita Poggibonsi, da cui poi si seguono le indicazioni per San Gimignano (da Poggibonsi sono circa 11 km in salita). Le strade sono scorrevoli; bisogna parcheggiare fuori dalle mura nei vari parcheggi a pagamento (attenzione che in altissima stagione si riempiono, arrivare presto in mattinata aiuta). Con i mezzi pubblici: c’è un autobus Tiemme linea 130 che collega Siena a San Gimignano con un cambio a Poggibonsi. In pratica si prende il bus Siena–Poggibonsi (circa 45 minuti) e poi da Poggibonsi FS parte il bus locale per San Gimignano (15-20 minuti); il tutto coordinato con tempi di attesa brevi, per un totale di circa 1h15 di viaggio . Ci sono diverse corse al giorno, quindi è fattibile organizzare un’escursione in giornata senza auto. Tenete presente però che l’ultimo bus di rientro è a fine pomeriggio, per cui se volete cenare a San Gimignano poi dovrete tornare in taxi (non proprio economico). Molti tour organizzati da Siena includono San Gimignano abbinata magari a Monteriggioni o al Chianti, come già accennato, quindi anche questa è un’opzione pratica se non volete guidare.
Domanda: Qual è il momento migliore per un wine tour a San Gimignano?
Risposta: La primavera è splendida qui: temperature miti, campi in fiore e molti eventi gastronomici Pasquali. L’estate porta folle di turisti di giorno, ma se restate la sera la città si svuota e diventa magica; inoltre a giugno c’è la festa medievale “Fermenti” e tra fine luglio e agosto diverse serate di degustazione ed eventi dedicati alla Vernaccia . Settembre è ottimo – vendemmia della Vernaccia, venditori di uva nelle strade, e colori più tenui per foto bellissime. Inverno è bassa stagione (tranne il periodo natalizio in cui ci sono luminarie caratteristiche), e sebbene le vigne siano spoglie, potrete girare con calma tra torri e cantine quasi deserte.
In sintesi, San Gimignano offre un’esperienza diversa dagli altri wine tour della provincia senese: qui il protagonista è un vino bianco profumato e minerale, da scoprire magari dopo aver ammirato capolavori d’arte e panorami urbani unici. Un brindisi con Vernaccia guardando le torri illuminate al tramonto è uno di quei momenti da ricordare. E come recita un detto locale, “la Vernaccia fa bere e l’acqua fa male”, quindi… non resta che alzare i calici in onore di San Gimignano e delle sue torri!
Domande frequenti sul wine tour in provincia di Siena
Domanda: Qual è il periodo migliore per fare un wine tour nel Senese?
Risposta: In generale da aprile a ottobre è la stagione ideale. La primavera regala paesaggi verdissimi, vigneti in fiore e temperature piacevoli; è ottima per girare in bici o vespa tra le vigne. L’estate porta giornate lunghe e tanti eventi del vino (festival, sagre, Calici di Stelle ad agosto) ma anche più folla e caldo – perfetta comunque per godersi cene all’aperto nelle cantine o in agriturismo. L’autunno (settembre-ottobre) per molti è il top: si vendemmia, le colline si tingono di colori caldi, l’aria profuma di mosto e si tengono manifestazioni come l’Anteprima del Vino Nobile a Montepulciano (febbraio) o la Settimana del Brunello a Montalcino (settembre) . In autunno i vigneti sono spettacolari, soprattutto a fine giornata col sole basso . L’inverno è bassa stagione turistica: fa più freddo e le vigne sono spoglie, ma i borghi sono tranquilli, le strutture costano meno e le cantine sono comunque aperte (magari concentrando più visite indoor e degustazioni al caldo). Inoltre a dicembre ci sono i mercatini di Natale e certe cantine offrono degustazioni verticali di vecchie annate accanto al camino. Quindi ogni stagione ha il suo perché; forse se dovessimo indicarne una sola diremmo settembre: clima mite, colori magnifici e possibilità di assistere alla raccolta dell’uva.
Domanda: È necessario prenotare le visite in cantina in anticipo?
Risposta: Sì, vivamente consigliato. Specialmente per le cantine più rinomate di zone come Montalcino o Chianti Classico, e specialmente in alta stagione (maggio-ottobre), è opportuno contattare prima l’azienda – molti hanno moduli di prenotazione online oppure rispondono rapidamente via email/telefono. Alcune cantine effettuano tour solo in certi orari (es. uno al mattino e uno al pomeriggio) e a numero chiuso, quindi senza prenotazione rischiate di trovarle al completo o chiuse. Prenotare vi garantisce anche di trovare qualcuno parlante la vostra lingua per la visita, se non masticate l’italiano. Per piccole aziende familiari, la prenotazione è un gesto di cortesia quasi d’obbligo, dato che il produttore spesso vi accoglie personalmente. Detto ciò, non mancano cantine soprattutto nel Chianti o a Montepulciano dove potete presentarvi e fare una degustazione al banco senza appuntamento (specie enoteche o wine room in centro città). Ma per l’esperienza più completa (tour dei vigneti, visita in bottaia, spiegazione dettagliata) meglio prenotare. Un buon approccio è pianificare 1-2 cantine al giorno e prenotarle con qualche giorno di anticipo, lasciando magari un po’ di flessibilità sugli orari per eventuali ritardi o soste impreviste.
Domanda: Quanto costa in media un wine tour o una degustazione?
Risposta: I costi variano a seconda della tipologia di esperienza e del prestigio della cantina: – Una degustazione base (3-4 vini) in enoteca o cantina minore può costare €10-15 a persona. Spesso include stuzzichini (pane, olio, formaggio) e talvolta il calice ricordo. – Un tour guidato della cantina con degustazione in aziende di medio-alto livello va sui €20-30 a persona. Di solito comprende visita a vigneti e cantine + assaggio di 4-5 vini (inclusi i top di gamma) magari con piccola selezione di prodotti tipici. – Esperienze più ricche, come light lunch in cantina con vini in abbinamento o degustazioni verticali di annate storiche, possono salire a €40-50 e oltre. – I tour organizzati (es. da Siena in minivan con autista, visitando più luoghi in un giorno) costano in genere €100-150 a persona per l’intera giornata, ma spesso includono trasporto, visite a 2-3 cantine, pranzo leggero e guida accompagnatrice . – Alcune cantine prestigiose offrono pacchetti “premium” con sommelier privato, abbinamenti gourmet, ecc., a prezzi superiori (€100+ a persona), mirati a veri appassionati.
Vale la pena notare che molti produttori rimborsano o scontano il costo della degustazione se si acquistano bottiglie. Ad esempio: degustazione 4 vini a €20, ma se compri vino per almeno €50 allora la degustazione te la offrono. Dunque se prevedete di fare acquisti, chiedere non guasta. In ogni caso, vale ogni centesimo: state assaporando vini di alta qualità direttamente sul luogo di produzione, spesso con spiegazioni appassionate di chi li fa. Un piccolo investimento per un ricordo indelebile.
Domanda: Come posso muovermi tra le varie zone se non ho l’auto?
Risposta: Senza auto propria, le alternative principali sono: – Mezzi pubblici (bus/treno): come descritto nelle sezioni sopra, potete raggiungere San Gimignano in bus (cambio a Poggibonsi) , Montalcino in bus (cambio a Buonconvento) , Montepulciano in bus o treno+bus via Chiusi, Chianti con bus per alcuni paesi (ma qui è più complicato senza mezzo proprio). Muoversi con i mezzi richiede pianificazione sugli orari e riduce un po’ la flessibilità, ma è fattibile se concentrate la visita su un paio di luoghi raggiungibili con linee disponibili. – Tour organizzati: è forse la soluzione migliore. Da Siena ci sono vari tour operator locali che propongono gite di mezza giornata o giornata intera in pullman o minivan verso le destinazioni vinicole. Ad esempio: tour Chianti e castelli (mezza giornata, 2 cantine, da ~€70), tour Montalcino-Montepulciano-Pienza (tutto il giorno, 2-3 degustazioni, da ~€100). Questi tour includono trasporto e spesso una guida o accompagnatore, e permettono di visitare più luoghi in un giorno senza pensieri. Inoltre, non dovrete preoccuparvi di guidare dopo aver bevuto. – Autista privato o servizio di wine driver: se preferite un’esperienza personalizzata, potete ingaggiare un autista o taxi per portarvi nelle cantine che volete. Ci sono anche servizi di “wine driver”: in pratica un autista locale vi guida la vostra auto (così potete usare la vostra macchina senza guidare voi dopo le degustazioni). Chiedendo in hotel, spesso hanno contatti fidati. – Bici e e-bike: se siete sportivi, alcune zone lo consentono. Ad esempio potete noleggiare e-bike a Siena e fare un tour autogestito nel Chianti o verso Monteriggioni/San Gimignano (ci sono percorsi dedicati). Ovviamente servono gambe buone e attenzione sulle strade collinari. Però degustare con moderazione e pedalare tra i vigneti può essere idilliaco!
In definitiva, pur senza auto non siete tagliati fuori: informatevi sugli orari dei bus (l’APT di Siena ha gli orari online), oppure affidatevi a tour organizzati per massimizzare il tempo.
Domanda: Posso portare bambini o minorenni nei wine tour?
Risposta: Sì, i bambini sono generalmente ammessi nelle visite in cantina, anche se ovviamente non potranno partecipare alle degustazioni di vino. Molte cantine sono family-friendly: i tour sono spesso all’aria aperta nei vigneti o in ambienti ampi dove i bimbi possono stare tranquilli (sorvegliati dai genitori). Alcune aziende agricole hanno animali da fattoria o spazi verdi che possono intrattenere i più piccoli durante le soste (soprattutto nei tour nel Chianti, molti agriturismi hanno giardini e magari qualche gioco) . Detto ciò, tenete a mente che un bambino potrebbe annoiarsi durante spiegazioni lunghe sulla vinificazione – dipende molto dall’età e indole. Consigliamo di scegliere cantine che offrano magari anche succhi d’uva o spuntini per i bimbi, e di evitare troppe degustazioni di fila per non stressarli. Alcuni tour organizzati indicano espressamente se sono adatti a famiglie: ad esempio escursioni che combinano vino e paesini, in modo che l’attenzione dei piccoli sia stimolata da più cose. In definitiva, portare i vostri figli con voi può essere bello per fargli vedere vigneti e campagna, ma ricordate di organizzare soste adatte anche a loro (gelato a San Gimignano, un pranzo in agriturismo con spazio per correre, magari scegliere una cantina che produca anche miele o abbia animali per incuriosirli). E se volete concedervi un giorno “full immersion” di vino in relax, potreste valutare di lasciarli a Siena con l’altro genitore o con un servizio di babysitting dell’hotel, e alternarvi.
Domanda: Come posso spedire/acquistare vini durante il tour?
Risposta: Quasi tutte le cantine e enoteche saranno felicissime di vendervi le bottiglie dopo la degustazione. Se siete in auto, potete acquistare in loco e portar via il vino (ricordate che in estate è meglio non lasciare le bottiglie al caldo in macchina per troppe ore). Se invece viaggiate in aereo o avete problemi di bagaglio, informatevi: molti produttori offrono servizi di spedizione internazionale del vino acquistato, spesso a condizioni vantaggiose se comprate un certo numero di bottiglie (ad esempio spedizione gratuita sopra i 12 pezzi, oppure spedizioni combinate per gruppi di turisti insieme). Sappiate però che per spedizioni fuori UE possono esserci dazi e restrizioni di quantità – chiedete alla cantina, sono esperti in queste pratiche. In alternativa, potete comprare e mettere le bottiglie in valigia (imballandole bene con custodie apposite o vestiti) – fino a 6 bottiglie ben distribuite di solito stanno in un bagaglio da stiva. Alcuni si portano proprio le cantinette di polistirolo per 6 bottiglie, acquistabili nelle enoteche a pochi euro, per volare tranquilli. In ogni caso, fatevi consigliare: le aziende più grandi hanno esperienza nell’organizzare consegne a domicilio del vino nel vostro paese. Potrebbe volerci qualche settimana ma rivivrete il vostro tour ogni volta che stapperete una di quelle bottiglie a casa!
Domanda: Qualche ultimo consiglio pratico per godersi al meglio un wine tour?
Risposta: Certamente! Ecco un breve elenco di tips finali: – Non esagerate col riempire la giornata: meglio visitare poche cantine con calma che correre da una all’altra. Il vino va assaporato, non accumulate 5 degustazioni in un giorno o palate infinite di km. 2 (max 3) cantine al giorno bastano. – Usate sputacchiere se necessario: può sembrare brutto, ma se guidate voi, assaggiate e sputate (quasi tutte le cantine forniscono spit-bucket). Oppure condividete il calice con il partner. La sicurezza prima di tutto. – Idratatevi e mettete in programma dei pasti: bere vino a stomaco vuoto non è una grande idea. Fate colazione abbondante, prevedete una pausa pranzo – magari in cantina stessa con prodotti locali – e bevete acqua tra un assaggio e l’altro per restare lucidi. – Abbigliamento: vestitevi comodi. Si cammina su sterrati in vigneto, pavimenti umidi in cantina, scale di fortezze… scarpe comode (anche sneakers vanno bene). Un foulard o giacca leggera: nelle cantine sotterranee fa fresco tutto l’anno. E un cappello/crema solare per il sole estivo tra i filari. – Acquisti intelligenti: se trovate un vino che vi piace molto, compratelo subito in cantina – potrebbe essere difficile trovarlo altrove o costare di più. Però non appesantitevi: potete sempre tornare a comprare alla fine della visita o chiedere spedizione. Conservate i vini con cura durante il viaggio (al riparo dal caldo eccessivo). – Fotografie: chiedete sempre prima di fotografare in cantina (spesso è permesso). E soprattutto ricordatevi di godervi il momento dal vivo, non solo tramite l’obiettivo 😉. – Interagite con i produttori: fate domande, anche semplici, a chi vi guida. Gli enologi e vignaioli toscani amano condividere la loro passione, raccontare aneddoti, spiegare tradizioni. Ne uscirete arricchiti di conoscenze e loro apprezzeranno il vostro interesse. – Non solo vino: approfittatene per scoprire i prodotti tipici correlati. Molte cantine producono anche olio extravergine eccezionale – assaggiatelo. Formaggi pecorini, salumi di cinta senese, miele di sulla, zafferano di San Gimignano, pici fatti a mano… il buon vino chiama il buon cibo. Un wine tour in provincia di Siena è anche un tour gastronomico!
Speriamo che questa guida vi abbia ispirato e fornito tutte le informazioni utili per organizzare il vostro tour del vino nelle terre di Siena. Che scegliate le colline del Chianti, le fortezze di Montalcino, le cantine scavate nel tufo di Montepulciano o le torri di San Gimignano (o, perché no, tutte quante!), vivrete un viaggio tra panorami da sogno e sapori indimenticabili. Non dimenticate di alzare il calice e brindare: alla salute, cin cin! E buon viaggio in Toscana.
