Simple Booking loading...

Introduzione

La Contrada Imperiale della Giraffa è una delle 17 storiche contrade di Siena, situata nel Terzo di Camollia, in pieno centro cittadino. Simboleggiata da una giraffa tenuta al guinzaglio da un moro in abiti arabeggianti, la contrada sfoggia con orgoglio i colori bianco e rosso . Il suo motto è “Più alta la testa, più alta la gloria” (in latino Altius caput, maior gloria), ad indicare fierezza e ambizione . La denominazione “Imperiale” deriva da un titolo onorifico unico: fu conferito dal re Vittorio Emanuele III dopo la vittoria del Palio del luglio 1936 dedicato alla proclamazione dell’Impero italiano . Oltre a questo, la Giraffa vanta anche i titoli onorifici di “Reale” (per il Palio straordinario vinto nel luglio 1887 alla presenza del re Umberto I) e “Repubblicana” (per la vittoria dell’agosto 1946 alla presenza del Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola) . Questi tre trionfi “storici” – Regno, Impero e Repubblica – costituiscono un vanto per la contrada, che però ufficialmente usa solo l’appellativo di Imperiale .

Oggi la Contrada della Giraffa è una comunità viva e coesa: i suoi membri, detti giraffini, animano il rione di Provenzano (dal nome della Basilica di Santa Maria di Provenzano, nel cuore del territorio contradaiolo) con eventi tradizionali, vita di società e naturalmente la passione per il Palio di Siena . La contrada non ha nemici ufficiali (una rarità a Siena) e intrattiene rapporti di alleanza con Civetta, Istrice e Pantera . Il santo patrono è la Visitazione di Maria Santissima, celebrata con una festa titolare la prima domenica di giugno . In questa guida scopriremo in dettaglio la storia millenaria della Giraffa, le sue tradizioni secolari, il patrimonio custodito nel suo Museo e tutte le informazioni utili per i visitatori – incluse le vittorie al Palio (con ricche tabelle riepilogative), una sezione di domande frequenti, e persino un itinerario a piedi consigliato per raggiungere la contrada dall’Hotel Minerva di Siena. Benvenuti dunque nel rione della Giraffa, pronti a immergervi nello spirito più autentico di Siena!

Storia della Contrada della Giraffa

Origini e Medioevo

Le origini della Contrada della Giraffa affondano nel tardo medioevo senese. Il nome Giraffa compare per la prima volta in un documento del 1424, all’interno di una novella di Gentile Sermini che descrive il Gioco delle pugna – una sorta di battaglia in costume che si teneva in Piazza del Campo – in cui vengono menzionate varie “schiere” di cittadini riconducibili alle contrade odierne, tra cui appunto la Giraffa (assieme alla Chiocciola) . Ciò indica che già agli inizi del Quattrocento la contrada era abbastanza definita come identità nel tessuto cittadino. In epoca medievale, tuttavia, le contrade non erano ancora istituzioni formalizzate come oggi, ma piuttosto indicazioni topografiche di zone della città e gruppi di residenti che partecipavano insieme alle feste pubbliche .

Nei decenni successivi si trovano altre tracce della Giraffa: ad esempio è citata in una lettera del 20 agosto 1458 inviata dal cancelliere di Francesco Sforza (duca di Milano) ai governanti di Siena, segno che il nome della contrada era ormai noto anche fuori città . Un episodio significativo avviene nel 1482, quando Siena vide il ritorno al potere della fazione dei Riformatori: per celebrare l’evento, la Giraffa e la Chiocciola organizzarono una sfilata gioiosa per le vie cittadine, alla quale il governo senese (la Balia) rispose inviando in dono agli abitanti del rione di San Pietro a Ovile di Sopra una vitella, ceste di pane e una botte di vino . Questo aneddoto testimonia come le contrade fossero già all’epoca sentite come comunità territoriali attive, capaci di manifestare pubblicamente la propria lealtà politica e di essere ricompensate per questo.

Verso la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, con la graduale formalizzazione del numero e dei nomi delle contrade senesi, la Giraffa partecipò con continuità alle grandi feste ludiche cittadine. In quel periodo erano popolari le cacce ai tori, spettacoli simili a corride che si svolgevano specialmente in occasione di feste estive. La Giraffa figura tra le contrade partecipanti a sontuose cacce ai tori tenutesi nel 1506 e nel 1546, descritte dalle cronache per la loro ricchezza di apparati e sfarzo . Un curioso (e cruento) fatto di cronaca coinvolse proprio la Giraffa durante la caccia ai tori del 1536: una rissa violentissima esplose tra i contradaioli della Giraffa e dell’Oca al termine della festa, poiché entrambe le schiere pretendevano l’onore di uscire per ultime da Piazza del Campo. Il tumulto fu tale che dovette intervenire il Duca di Amalfi in persona per sedarlo, e si contarono diversi feriti e perfino alcuni morti . Questo episodio – che risale a prima che esistessero rivalità ufficiali – dimostra come l’orgoglio contradaiolo fosse già accesissimo e potesse sfociare in scontri aperti.

Dalla fine della Repubblica al Palio moderno

Nel 1555 la gloriosa Repubblica di Siena cadde sotto il dominio fiorentino-mediceo, e per qualche tempo i grandi festeggiamenti cittadini persero lustro e frequenza . Tuttavia, la tradizione popolare contradaiola non si spense. Tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600, mentre le antiche cacce al toro venivano progressivamente abbandonate (l’ultima si tenne nel 1599) a favore di giochi diversi – come le bufalate (corse con bufali) – le contrade continuarono a ritagliarsi un ruolo centrale nelle celebrazioni cittadine . La Giraffa, ad esempio, figura vincitrice in una corsa con le bufale tenutasi nel 1629, preludio di quello che sarebbe divenuto l’evento principe: il Palio alla tonda con cavalli in Piazza del Campo .

La data tradizionale di inizio del Palio moderno a Siena è il 1656, e infatti proprio nella seconda metà del Seicento le contrade assunsero l’assetto istituzionale simile a quello odierno. La Giraffa ottenne la sua prima vittoria in un Palio con i cavalli il 27 aprile 1655, in una corsa straordinaria indetta per festeggiare l’elezione del senese Fabio Chigi a Papa (Alessandro VII) . Da allora la contrada di Provenzano (come viene anche chiamata la Giraffa, dal nome del suo rione) ha accumulato numerosi successi ed episodi degni di nota. Nel corso del tempo si è dotata di una sede propria, di un oratorio e di organi dirigenti, inserendosi stabilmente nel Magistrato delle Contrade, l’assemblea che riunisce le diciassette consorelle.

Un capitolo particolare della storia giraffina riguarda l’ottenimento dei soprannomi onorifici Reale, Imperiale e Repubblicana, citati in introduzione. Questi titoli derivano da tre Palii vinti in occasioni storiche per l’Italia: il 16 luglio 1887 la Giraffa vinse il Palio alla presenza di un re, Umberto I, guadagnandosi l’appellativo di “Reale” ; il 2 luglio 1936 vinse il Palio dedicato alla proclamazione dell’Impero d’Etiopia (era presente il re-imperatore Vittorio Emanuele III), ottenendo il titolo di “Imperiale” ; infine il 16 agosto 1946, pochi mesi dopo la nascita della Repubblica Italiana, vinse nuovamente davanti alle massime autorità dello Stato, diventando simbolicamente “Repubblicana” . Nessun’altra contrada può fregiarsi di tre titoli così legati a epoche storiche diverse. Per celebrare questa singolare tripletta, nel 1946 la Giraffa pubblicò un Numero Unico (giornalino contradaiolo) intitolato proprio “Reale, Imperiale, Repubblicana” . Nonostante ciò, l’unico titolo utilizzato correntemente è Imperiale, che campeggia anche nello stemma ufficiale della contrada. A proposito di stemma, vale la pena notare un dettaglio: sopra la giraffa è raffigurato un nastro azzurro con la scritta latina “Umbertus I dedit” (“Umberto I diede”). Si ritiene che questa frase commemorativa sia stata aggiunta dopo la vittoria del 1887 in onore di re Umberto I di Savoia , a suggellare il legame simbolico tra la contrada e la casa reale italiana dell’epoca.

Epoca contemporanea

Nel XX e XXI secolo la Contrada della Giraffa ha continuato a svolgere un ruolo da protagonista nella vita del Palio e della città. Complessivamente, ha vinto 36 Palii “ufficiali” riconosciuti dal Comune (l’ultimo trionfo risale al 2 luglio 2019 con il fantino Giovanni Atzeni detto Tittìa su Tale e Quale) . A questi si aggiungono alcune vittorie in corse straordinarie o non più disputate, come una bufalata del 1629 e Palii rionali organizzati da altre contrade nel Sette-Ottocento, che la Giraffa annovera nella propria storia pur non essendo conteggiati ufficialmente . Nel palmarès spicca un altro primato peculiare: la Giraffa è riuscita a realizzare ben tre “cappotti”, cioè tre doppiette di vittorie conseguite vincendo sia il Palio di luglio sia quello di agosto nello stesso anno . I cappotti giraffini avvennero negli anni 1807, 1897 e 1997, un risultato che testimonia la competitività della contrada attraverso i secoli.

Anche al di fuori della Piazza, la Giraffa è molto attiva: già dagli anni ’50 del Novecento, come molte altre contrade, ha stretto gemellaggi con altre città (ad esempio con la città di Grosseto e con il quartiere di Porta del Foro ad Arezzo) , e partecipa con orgoglio a eventi culturali, mostre e iniziative che promuovono il patrimonio contradaiolo senese. Nel 1996 si è ufficialmente conclusa una lunga rivalità non dichiarata che la opponeva alla Contrada del Bruco: per motivi di antichi screzi territoriali, le due contrade si erano guardate con astio per decenni, ma dopo la vittoria del Palio da parte del Bruco in quell’anno (che pose fine a 41 anni di digiuno, la cosiddetta cuffia), i rapporti si sono normalizzati . Ad oggi la Giraffa è dunque annoverata fra le contrade “senza rivali” – condizione condivisa solo con Drago, Bruco e Selva – pur mantenendo naturalmente accesa la competizione sportiva con tutte le altre quando si corre il Palio .

In sintesi, la storia della Contrada della Giraffa si snoda per oltre sei secoli, intrecciando tradizioni popolari, fede religiosa e orgoglio civico. Dai giochi di pugna medievali alle odierne carriere del Palio, questo antico rione di Siena ha saputo rinnovarsi restando però fedele al proprio motto: tenere la testa alta per aspirare alla gloria.

Tradizioni popolari e religiose della Giraffa

La vita contradaiola è un mix unico di folclore, devozione religiosa e senso di comunità. La Contrada della Giraffa offre un ricco calendario di tradizioni annuali e cerimonie che affascinano sia i senesi che i visitatori. In questa sezione scopriremo le usanze più importanti: dalle feste patronali ai rituali prima del Palio, dai simboli identitari alle curiosità tramandate di generazione in generazione.

Festa Titolare e celebrazioni religiose: ogni contrada celebra il proprio santo patrono con una festa annuale detta festa titolare. Nel caso della Giraffa, il patrono è la Visitazione di Maria (episodio evangelico in cui la Vergine Maria visita Santa Elisabetta) che cade il 31 maggio; per tradizione la contrada celebra la festa la prima domenica di giugno . In tale occasione il rione di Provenzano si anima fin dal mattino: la comparsa (ovvero il gruppo ufficiale in costume, con alfieri e tamburini) visita le altre contrade consorelle per portare omaggio, quindi viene celebrata una solenne messa nell’Oratorio della contrada. Un momento toccante è l’offerta del cero votivo alla Madonna di Provenzano: a mezzogiorno, una delegazione di contradaioli in abito storico porta un grande cero alla Basilica di Provenzano, in segno di devozione alla Vergine protettrice del rione . Seguono pranzi e cenini (cene conviviali) all’aperto per i contradaioli, spettacoli di bandiere e musica, e spesso eventi per i più piccoli. La festa titolare è anche il momento in cui si tiene il battesimo contradaiolo: i nuovi nati (e talvolta anche persone adulte che chiedono di entrare a far parte della comunità) vengono simbolicamente “battezzati” dal Priore della contrada, che bagna la fronte dei piccoli con l’acqua della fontanina battesimale della Giraffa . Si tratta di un rito laico ma altamente simbolico: da quel momento si diventa contradaioli a vita della Giraffa. La fontanina dove avviene il battesimo – decorata con i colori bianco e rosso e l’emblema della giraffa – si trova di solito in una posizione centrale del rione (spesso in prossimità dell’Oratorio); è uno dei tesori nascosti che i turisti possono scoprire passeggiando per le viuzze di Provenzano.

Simboli e identità contradaiola: ogni contrada ha i propri simboli distintivi che ne alimentano l’orgoglio. Abbiamo già citato lo stemma della Giraffa (l’animale esotico guidato dal moro, con il nastro dedicato a Umberto I) e i suoi colori bianco e rosso in parti uguali . A questi va aggiunto il giglio di Provenzano, un fiore che appare nei vessilli storici del rione ed è associato alla Madonna di Provenzano. La contrada ha anche un inno ufficiale (il canto della contrada) e un grido di incitamento usato dai contradaioli in Piazza del Campo durante il Palio. Un altro elemento identitario è la compagnia militare di riferimento: in epoca medievale Siena suddivideva i territori delle contrade secondo le antiche compagnie militari cittadine, e la Giraffa appartiene a San Pietro a Ovile di Sopra (un nome storico che oggi ha valore soprattutto tradizionale). Inoltre, ogni contrada era associata a un mestiere o corporazione: la Giraffa è tradizionalmente legata all’Arte dei Pittori – il che appare appropriato, pensando ai vivaci colori delle bandiere e allo spirito creativo che anima il rione.

Alleanze e assenza di rivalità: a differenza di molte contrade senesi, la Giraffa non ha una contrada rivale ufficiale. Nella cultura del Palio esistono antichi rapporti di inimicizia – ad esempio Aquila vs Pantera, Oca vs Torre, Nicchio vs Valdimontone, ecc. – spesso nati per questioni di confini o attriti in corsa . La Giraffa invece rientra, insieme a Drago, Bruco e Selva, nel novero delle contrade “senza nemici” . Ciò significa che durante il Palio i giraffini non hanno un bersaglio fisso da ostacolare, potendosi concentrare unicamente sulla propria vittoria. Questo però non implica isolamento: la Giraffa vanta infatti solide contrade alleate. I suoi alleati storici sono Istrice, Pantera e Civetta , con cui nel passato ha stretto patti di reciproco aiuto soprattutto in funzione anti-rivale (ad esempio l’Istrice è nemica della Lupa, la Pantera dell’Aquila, la Civetta del Leocorno, per cui la Giraffa si schierò al loro fianco in diverse vicende paliesche). Alcune alleanze sono antiche: con la Pantera dal 1781, con l’Istrice dal 1795, mentre l’amicizia con la Civetta è più recente (dal 1923) . Un tempo la Giraffa era alleata anche con il Valdimontone, ma quell’alleanza fu sciolta nel 1963 . Oggi i rapporti di alleanza si manifestano in gesti di cortesia durante le festività – ad esempio, le contrade alleate partecipano l’una alle cene dell’altra dopo una vittoria al Palio, portando in dono la propria bandiera – e in un atteggiamento generalmente amichevole anziché competitivo.

Vita contradaiola e società di rione: la contrada non vive solo nei giorni del Palio, anzi è attiva tutto l’anno come una grande famiglia. Il fulcro sociale è la Società di Contrada, un’associazione ricreativa interna che gestisce il ristorante e bar del rione e organizza eventi per i contradaioli. Alla Giraffa la Società si chiama talvolta confidenzialmente il Circolo e ospita cene, tombolate, serate danzanti, proiezioni di partite e ogni altra occasione di ritrovo. Ci sono poi gruppi specifici: il Gruppo Giovani, il Gruppo Donne, il Gruppo Piccoli (bambini) ecc., ognuno con attività dedicate. La struttura organizzativa della contrada vede al vertice due figure chiave: il Priore (o Rettore) e il Capitano. Il Priore è il presidente della contrada, responsabile della gestione ordinaria e delle attività durante l’anno . Il Capitano invece è il stratega del Palio: a lui spettano tutte le decisioni riguardanti la corsa, dalla scelta del fantino agli accordi con le altre contrade . Entrambi sono coadiuvati da consigli e commissioni elettive composte da contradaioli di esperienza. Per un turista, entrare nella Società della Giraffa per una cena o assistere a una riunione (dove magari si discute animatamente di strategie paliesche) può essere un’esperienza autentica e coinvolgente – naturalmente è bene farlo solo se invitati o in occasioni aperte al pubblico, mostrando sempre rispetto per le usanze locali.

Riti del Palio e folklore: nei giorni del Palio (2 luglio e 16 agosto, più eventuali Palii straordinari) ogni contrada mette in scena una serie di rituali emozionanti. La Giraffa, come le altre, la mattina della carriera provvede alla benedizione del cavallo: il barbero (così viene chiamato il cavallo da Palio) entra addirittura nell’Oratorio della contrada, dove il parroco pronuncia la famosa frase “Vai e torna vincitore!”. Subito dopo, all’esterno, i contradaioli intonano il loro inno e sventolano le bandiere in segno di buon auspicio. Altro momento suggestivo è la partenza della comparsa per il Corteo Storico: nel pomeriggio del Palio, il gruppo in costume della Giraffa – tamburini, alfieri con bandiere, paggi, figuranti e il Duce (alfiere che regge il grande stemma) – si raduna in piazzetta della Giraffa. Qui, tra rulli di tamburo e squilli di chiarine, riceve l’incitamento del popolo e parte in formazione per raggiungere Piazza del Campo e unirsi al magnifico corteo storico che precede la corsa. Uno dei cavalli di battaglia degli alfieri giraffini è la tradizionale sbandierata al suono dell’inno del Palio, “Squilli la fe’”, in cui le bandiere vengono fatte roteare e volteggiare con abilità acrobatica (è un orgoglio per ogni contradaiolo saper maneggiare la bandiera fin da giovane). Dopo la corsa, se la Giraffa vince, scoppia la festa grande: i contradaioli corrono ad abbracciare il fantino vittorioso e portano il Drappellone (il palio dipinto, cioè il premio) in trionfo alla Basilica di Provenzano per un canto di ringraziamento al Te Deum. Nei giorni seguenti, la contrada organizza la Cena della Vittoria, un banchetto all’aperto con migliaia di partecipanti seduti a tavolate lungo le vie del rione, per celebrare il trionfo assieme a tutta la città. Se invece la sorte è avversa, i giraffini comunque non perdono lo spirito: “ritorneremo la prossima volta” è il sentimento, perché a Siena la ruota gira e ogni contrada ha prima o poi la sua occasione.

In definitiva, le tradizioni della Contrada della Giraffa sono un caleidoscopio di fede, festa e fierezza popolare. Chi visita Siena nei momenti clou (giugno, luglio, agosto) potrà vedere da vicino questi rituali antichi, ma anche in altri periodi l’atmosfera nel rione di Provenzano rimane quella di una piccola patria nella città, con i suoi simboli e la sua comunità sempre pronta a dare il benvenuto a chi mostra sincero interesse e rispetto.

Il Museo della Contrada della Giraffa

Ogni contrada di Siena custodisce i propri tesori storici in un museo di contrada, e quello della Giraffa è particolarmente ricco di cimeli e suggestioni. Il Museo della Contrada Imperiale della Giraffa si trova negli ambienti sotterranei della Basilica di Santa Maria in Provenzano, nel cuore del rione . L’ingresso è in Via Lucherini 18, nei pressi di Piazzetta della Giraffa e Piazza Provenzano. Si tratta in realtà di un complesso museale che comprende più spazi: l’Oratorio (cioè la chiesa della contrada), la Sala delle Vittorie e alcuni ambienti collegati adibiti a esposizione e archivio .

L’Oratorio della Giraffa, dedicato alla Visitazione di Maria, occupa quello che anticamente era la cripta della Basilica di Provenzano. Questa chiesa sotterranea ha un significato speciale: fu concessa alla contrada nel 1824 dall’Opera Metropolitana, dopo che venne soppressa la Compagnia religiosa del Suffragio che lì officiava . Da allora è diventata la “casa spirituale” della Giraffa, dove si tengono le messe contradaiole e vengono conservati gli oggetti sacri (come il palio d’argento, un piccolo stendardo benedetto che ogni contrada possiede). Lungo le pareti dell’oratorio si possono ammirare tele sette-ottocentesche recentemente restaurate e un altare maggiore barocco decorato .

Adiacente all’oratorio si apre la Sala delle Vittorie, cuore pulsante del museo. In questa sala, elegantemente ristrutturata nel 2007, sono esposti in teche tutti i Drappelloni dei Palii vinti dalla Giraffa . I drappelloni (o cenci) sono i preziosi stendardi dipinti a mano che costituiscono il trofeo del Palio: ogni volta che la Giraffa ha vinto, ne ha aggiunto uno alla collezione. Passeggiare in questa sala significa ripercorrere la storia contradaiola: i drappelloni sono disposti in ordine cronologico, ognuno accompagnato da targhette con l’anno e il nome del fantino e del cavallo vincitori. Si possono così ammirare i palii più antichi (il più datato è del 1655) fino ai più recenti, notando l’evoluzione dello stile pittorico e dei materiali. Di grande interesse artistico sono alcuni drappelloni firmati da pittori celebri: ad esempio quello del Palio dell’agosto 1971, vinto dalla Giraffa, fu dipinto dal maestro Renato Guttuso, e figura tra i pezzi forti del museo . Altri palii notevoli esposti sono quelli dipinti da Alberto Vespignani (agosto 1983) e Riccardo Tommasi Ferroni (agosto 1986), anch’essi artisti di fama . La presenza di tali opere rende la visita interessante non solo per gli appassionati del Palio ma anche per gli amanti dell’arte contemporanea, data la commistione unica tra arte moderna e tradizione senese.

Ma senza dubbio il cimelio più curioso e unico custodito nel museo della Giraffa è il cosiddetto “Palio del bozzetto”. Si tratta di un drappo bianco con cucito sopra il bozzetto (schizzo preparatorio) di un drappellone: questo insolito oggetto racconta la storia di uno scherzo memorabile avvenuto durante il Palio straordinario del 24 settembre 1967. In quell’occasione, la notte prima della corsa, un gruppo di goliardi (studenti burloni) bolognesi rubò il drappellone ufficiale dipinto dall’artista Bruno Marzi, nascondendolo per gioco . La mattina del Palio, con grande sgomento generale, il “cencio” risultò introvabile. Gli organizzatori, in fretta e furia, decisero di utilizzare come premio il bozzetto originale su tela che Marzi aveva preparato, montandolo su un semplice panno bianco . Proprio quel Palio straordinario fu vinto dalla Giraffa (fantino Tristezza su Ettore) , che quindi si ritrovò ad esultare alzando un drappo anomalo. Solo a festa conclusa i goliardi telefonarono confessando la bravata e promettendo di restituire il vero drappellone. I giraffini, pur sollevati, risposero per le rime consigliando ai ladri di riportare il maltolto in un luogo concordato e sparire, per evitare “spiacevoli conseguenze” date le comprensibili ire contradaiole . Così avvenne: il drappellone fu recuperato qualche giorno dopo, ma la Giraffa rifiutò di restituire il palio di fortuna utilizzato per la premiazione, rivendicando che “il Palio vinto è quello del bozzetto”. Ancora oggi, dunque, nel museo sono esposti fianco a fianco sia il drappellone originale del 1967 sia il drappo bianco con lo schizzo – un caso unico nella storia del Palio di Siena . Osservandoli, si ripercorre con un sorriso quella vicenda bizzarra che entrò nella leggenda contradaiola.

Oltre ai drappelloni, il museo della Giraffa conserva divise storiche, foto d’epoca, bandiere antiche sfilate nelle comparse, documenti e libri contabili della contrada, nonché i masgalani vinti (premi assegnati alla comparsa meglio figurante nel corteo storico). Degna di nota è anche la teca con il collare della contrada: si tratta di una collana metallica formata da maglie con gli stemmi di tutte le contrade alleate o amiche, un tempo portata al collo dal paggio maggiore durante le sfilate. Ogni contrada infatti possiede un collare allegorico e quello della Giraffa, arricchito nei secoli, testimonia i legami e le vicende diplomatiche intercontrada.

Per visitare il Museo della Giraffa, occorre tenere presente che non ha orari di apertura regolari al pubblico. Come molti musei di contrada, è gestito su base volontaria e generalmente visitabile su prenotazione. Ciò significa che i turisti interessati possono contattare in anticipo la contrada (tramite email o telefono indicati sul sito ufficiale ) per chiedere di organizzare una visita guidata. In alternativa, in alcuni periodi dell’anno – ad esempio nei fine settimana intorno al Palio o durante eventi cittadini – le contrade aprono i loro musei con orari annunciati (spesso il Comune o l’ente turistico locale pubblicano avvisi al riguardo). Ad esempio, è capitato che il museo della Giraffa aprisse in via straordinaria nel weekend di Palio o in occasioni speciali, come mostre sui drappelloni. Se trovate il portone chiuso, non scoraggiatevi: il rione è piccolo e potete informare qualche contradaiolo nei dintorni del vostro interesse, spesso sapranno indicarvi a chi chiedere. Tenete presente inoltre che la visita al museo è gratuita o a offerta libera, ed è gradita un po’ di discrezione (ad esempio evitare di entrare in troppi alla volta se non accompagnati).

In conclusione, il Museo della Contrada della Giraffa è una tappa imperdibile per chi vuole comprendere l’anima del Palio. In pochi altri luoghi potrete vedere da vicino decine di drappi di seta dipinta testimoni di vittorie leggendarie, e respirare la passione che ogni oggetto emana. L’ambientazione suggestiva – sotto le volte seicentesche di Provenzano – aggiunge fascino all’esperienza. Uscendo dal museo, vi troverete proprio là dove quei palii furono portati in trionfo tra canti e lacrime di gioia: per un attimo, sarà facile immaginare di udire ancora l’eco lontana di un “Evviva la Giraffa!” risuonare tra le antiche pietre del rione.

Elenco dei Palii vinti dalla Giraffa

La Contrada della Giraffa ha conseguito 36 vittorie ufficiali al Palio di Siena (ovvero riconosciute dall’Albo comunale) dal Seicento ad oggi . Di seguito presentiamo un elenco dettagliato di tutti i Palii vinti, in ordine cronologico, con indicazione della data della carriera, del fantino vittorioso (col suo soprannome), del cavallo montato, del Capitano contradaiolo in carica al momento e delle eventuali contrade avversarie presenti. Nota: La Giraffa non ha una contrada “nemica” ufficiale, pertanto nella colonna Contrada avversaria è indicata la presenza di un’eventuale rivale ufficiosa o di particolare antagonista in quella corsa (in assenza di rivalità specifiche, la colonna resta vuota).

Tabella delle vittorie della Contrada della Giraffa (1655 – 2019)

#Data PalioFantino (detto)CavalloCapitano di ContradaContrada avversaria
1.27 aprile 1655Domenico Bacchini (Bacchino)(Palio straordinario per elezione di Alessandro VII)(n.d.)(nessuna)
2.28 luglio 1686Giuseppe Galardi (Pulcino)(Palio straordinario)(n.d.)(nessuna)
3.16 agosto 1689Giuseppe Galardi (Pulcino)(Palio straordinario “alla tonda”)(n.d.)(nessuna)
4.16 agosto 1715Giovan Battista Pistoi (Cappellaro)BolsoCarlo Mariani(nessuna)
5.16 agosto 1731Antonio Corgnolini (Pettinaio)InoscatoGiovan D. Ferretti(nessuna)
6.2 luglio 1745Domenico Laschi (Bechino)Baio del BonucciSanti Falugi(nessuna)
7.5 luglio 1750Domenico Laschi (Bechino)SauroGiovanni Curini(nessuna)
8.3 luglio 1794Matteo Marzi (Mattiaccio)Baio chiaro del GigliGiovanni Silvi(nessuna)
9.16 agosto 1805Niccolò Chiarini (Caino)Morello maltinto del FontaniOnorato Parlanti(nessuna)
10.3 luglio 1807Agostino Rochi (Botto)Sauro del RicciPellegrino Bianchini(nessuna)
11.16 agosto 1807Matteo Marzi (Mattiaccio)Baio chiaro del ManettiAngelo Biagioni(nessuna)
12.2 luglio 1852Agostino Viligiardi (Cilla)Morello del CicaliLazzero Marini(nessuna)
13.15 agosto 1862Mario Bernini (Bachicche)Storno del CeccarelliLuigi Bruttini(nessuna)
14.15 agosto 1865Liberato Turchi (Liberato)Morella bruciata dell’OrlandiniFilippo Silei(nessuna)
15.16 luglio 1887Genesio Sampieri (Il Moro)FarfallinaCarlo Parolai(nessuna)
16.4 luglio 1897Domenico Fradiacono (Scansino)FeboEzio Mori(nessuna)
17.16 agosto 1897Massimo Tamberi (Massimino)FeboAlessandro Grassi(nessuna)
18.2 luglio 1907Arturo Bocci (Rancani)IdaEttore Burroni(nessuna)
19.25 settembre 1913¹Giulio Cerpi (Testina)Sauro balzano del SociniUmberto Frati(nessuna)
20.16 agosto 1923Edoardo Furi (Randellone)LolaAlfredo Pacini(nessuna)
21.16 agosto 1929Garibaldo Fattori (Garibaldi)Orfanella (scosso)Giuseppe Mazzoni(nessuna)
22.2 luglio 1936Umberto Baldini (Bovino)RuelloDomenico Comporti(nessuna)
23.16 agosto 1946Giuseppe Gentili (Ciancone)PieroRodolfo Bandini Piccolomini(nessuna)
24.16 agosto 1954Marino Lupi (Veleno)Gaudenzia (scosso)(dato non disponibile)(nessuna)
25.24 settembre 1967²Rosario Pecoraro (Tristezza)Ettore(dato non disponibile)(nessuna)
26.2 luglio 1970Eletto Alessandri (Bazza)Topolone(dato non disponibile)(nessuna)
27.16 agosto 1971Eletto Alessandri (Bazza)Orbello(dato non disponibile)(nessuna)
28.16 agosto 1983Antonello Casula (Moretto)Panezio(dato non disponibile)(nessuna)
29.16 agosto 1986Mario Cottone (Truciolo)Fenosu(dato non disponibile)(nessuna)
30.2 luglio 1990Silvano Vigni (Bastiano)Galleggiante(dato non disponibile)(nessuna)
31.3 luglio 1997Giuseppe Pes (Il Pesse)Lobis Andrea(dato non disponibile)(nessuna)
32.16 agosto 1997Giuseppe Pes (Il Pesse)Quarnero(dato non disponibile)(nessuna)
33.2 luglio 2004Alberto Ricceri (Salasso)Donnosu Tou (scosso)Stefano Casini(nessuna)
34.16 agosto 2011Andrea Mari (Brio)Fedora Saura(dato non disponibile)(nessuna)
35.2 luglio 2017Jonatan Bartoletti (Scompiglio)Sarbana(dato non disponibile)(nessuna)
36.2 luglio 2019Giovanni Atzeni (Tittìa)Tale e Quale(dato non disponibile)(nessuna)

¹ Palio straordinario organizzato per il VII Congresso della Società per il Progresso delle Scienze (richiesto da industriali e commercianti).
² Palio straordinario in onore del Congresso delle Scienze, noto per il drappellone rubato poi vinto dalla Giraffa (il “Palio del bozzetto”).

Legenda: scosso = cavallo vincitore arrivato senza fantino (vittoria “scossa”). n.d. = dato non disponibile.

Come si evince dalla tabella, le vittorie della Giraffa si concentrano soprattutto tra XIX e XXI secolo, con alcuni intervalli significativi (ad esempio i 45 anni senza vittorie tra 1807 e 1852 , oppure i 10 anni tra 1897 e 1907). La contrada ha saputo però regalarsi anche momenti di gloria ravvicinati come i cappotti (1807, 1897, 1997) e un’ultima serie di successi recenti negli anni 2000 e 2010. In totale, la Giraffa ha trionfato 14 volte nel Palio di agosto e 22 volte in quello di luglio (contando anche i Palii straordinari estivi) . Tali numeri la collocano in una posizione intermedia nell’albo d’oro complessivo delle contrade: non è tra le più vittoriose in assoluto, ma il suo medagliere è di tutto rispetto e soprattutto ricco di episodi memorabili. Ogni vittoria è commemorata sul masgalano (il piatto d’argento appeso nella Sala delle Vittorie) e nell’orgoglio tramandato oralmente dai contradaioli più anziani ai più giovani.

Vale la pena ricordare brevemente alcuni dei fantini leggendari legati ai colori biancorossi: ad esempio Giuseppe Gentili detto Ciancone, vincitore nel 1946, fu uno dei più grandi fantini del dopoguerra; Andrea Mari detto Brio, che vinse per la Giraffa nel 2011, è stato un amato fantino moderno purtroppo scomparso prematuramente nel 2021; Giovanni Atzeni detto Tittìa, trionfatore nel 2019, è una star del Palio contemporaneo con ben 8 vittorie all’attivo (di cui una appunto per la Giraffa). Ogni fantino vittorioso viene adottato dalla contrada quasi fosse un figlio: il suo nome resta scolpito nella memoria collettiva e spesso una sua foto campeggia nei locali della società di contrada. Anche i cavalli vittoriosi entrano nel mito: nomi come Topolone (cavallo con cui la Giraffa vinse nel 1970) o Fedora Saura (vincitrice 2011) risuonano con affetto tra i vicoli di Provenzano, e magari qualche esemplare è ricordato con una targa o un ritratto nel museo.

In sintesi, l’elenco dei Palii vinti racconta la storia sportiva della Giraffa, fatta di alti e bassi, di digiuni lunghi e di annate indimenticabili. Ogni data in tabella corrisponde a un drappellone che oggi potete vedere appeso nella Sala delle Vittorie, e a un capitolo del grande romanzo del Palio di Siena in cui la Contrada della Giraffa ha scritto il suo nome.

Domande frequenti (FAQ) sulla Contrada della Giraffa

D: Perché si chiama “Imperiale” Contrada della Giraffa?
R: L’appellativo Imperiale fu concesso ufficialmente alla contrada in seguito al Palio del 2 luglio 1936, vinto dalla Giraffa alla presenza del re Vittorio Emanuele III durante le celebrazioni per la nascita dell’Impero Italiano . In quell’occasione il drappellone (il palio) fu dedicato alla proclamazione dell’Impero d’Etiopia e la vittoria valse alla Giraffa il titolo onorifico di Contrada “Imperiale”. In modo simile, la contrada aveva guadagnato in precedenza il titolo di “Reale” vincendo un Palio straordinario nel 1887 di fronte al re Umberto I, e successivamente quello di “Repubblicana” vincendo nel 1946 dopo la nascita della Repubblica . Oggi però viene utilizzato soltanto il titolo di Imperiale, che è diventato parte integrante del nome ufficiale della contrada.

D: Quali sono i simboli e i colori della Contrada della Giraffa?
R: Lo stemma della contrada raffigura una giraffa portata al guinzaglio da un moro in abiti arabeggianti, sormontata da un nastro azzurro con la scritta “Umbertus I dedit” . I colori ufficiali sono il bianco e rosso, disposti in parti uguali sul gonfalone . Il motto è “Più alta la testa, più alta la gloria”, espressione dell’orgoglio e dell’ambizione contradaiola. Spesso vedrete esposto anche il giglio (il fiore) di Provenzano, simbolo mariano legato alla Basilica di Santa Maria di Provenzano nel rione. Durante il Palio, i contradaioli indossano fazzoletti biancorossi con lo stemma della giraffa, e le strade della contrada sono decorate con bandiere e lampioni recanti l’inconfondibile emblema.

D: La Giraffa ha contrade rivali? Quali sono i suoi alleati?
R: Ufficialmente la Contrada della Giraffa non ha rivali dichiarate . Questo è un fatto abbastanza raro a Siena (solo altre tre contrade sono senza nemica). Storicamente c’è stata una certa rivalità con il Bruco per questioni di confine, ma è stata formalmente risolta negli anni ’90 . La Giraffa invece ha contrade alleate: tradizionalmente sono Istrice, Pantera e Civetta . Questi patti di alleanza risalgono in alcuni casi a secoli fa e significano che tra queste contrade c’è amicizia e cooperazione durante il Palio (ad esempio possono aiutarsi a vicenda contro eventuali nemiche). Da notare che in passato anche il Valdimontone era alleato della Giraffa, ma quell’alleanza si è sciolta nel 1963 . In pratica, se visiterete Siena durante il Palio, vedrete che Giraffa, Istrice, Pantera e Civetta spesso condividono brindisi augurali e si scambiano visite di cortesia, mentre non esiste una contrada specifica con cui la Giraffa sia “in inimicizia” conclamata.

D: Quanti Palii ha vinto la Contrada della Giraffa?
R: La Giraffa ha vinto 36 Palii ufficiali (riconosciuti dal Comune di Siena) dal 1655 ad oggi . L’ultima vittoria è recente: 2 luglio 2019, con il fantino Giovanni Atzeni detto Tittìa su cavallo Tale e Quale . Tra le vittorie più famose possiamo citare quelle del 1997, anno in cui la Giraffa fece cappotto vincendo sia a luglio che ad agosto (evento già accaduto anche nel 1807 e 1897, per un totale di tre cappotti storici) . Nel museo di contrada sono conservati tutti i drappelloni vinti e la lista completa delle vittorie è riportata nella sezione precedente di questa guida, con date e nomi di fantini e cavalli. Oltre ai 36 trionfi ufficiali, la contrada considera parte della propria storia anche alcune vittorie in corse minori o straordinarie (come una bufalata nel 1629 e alcuni Palii rionali del Settecento) , sebbene non rientrino nell’albo d’oro comunale.

D: Quando si svolgono le feste principali della contrada?
R: L’appuntamento più importante è la Festa Titolare, che per la Giraffa cade la prima domenica di giugno di ogni anno . In quel giorno si celebrano le cerimonie in onore del patrono (Visitazione di Maria), con la messa nell’Oratorio, il battesimo contradaiolo dei nuovi nati, la sfilata della comparsa per le vie di Siena e i festeggiamenti nel rione (pranzi, cene e intrattenimenti vari). Altra occasione di festa grande è naturalmente la Cena della Vittoria, organizzata qualche settimana dopo ogni Palio vinto: non è una ricorrenza fissa ma quando accade coinvolge migliaia di persone, con tavolate imbandite all’aperto e un’atmosfera magica. Durante l’anno, la contrada organizza anche eventi sociali come cene a tema, feste per bambini, tornei di contrada (di calcio, bocce, ecc.), e partecipa ai Giri di Onoranze (le visite ufficiali che ogni contrada fa alle consorelle in occasione delle rispettive feste titolari, secondo un calendario stabilito ). Se siete a Siena in quei periodi – in particolare tra maggio e luglio – è probabile assistere a qualche evento pubblico: ad esempio, nei weekend primaverili non è raro imbattersi in cortei di contradaioli in costume che attraversano il centro per rendere omaggio ad una contrada che fa la festa (potreste vedere i giraffini con tamburi e bandiere diretti verso un’altra contrada, o viceversa). Infine, va menzionato il Palio stesso: pur non essendo “organizzato” dalla contrada, è il fulcro attorno a cui ruota buona parte della vita contradaiola. Nei quattro giorni del Palio (dal 29 giugno al 2 luglio, e dal 13 al 16 agosto) il rione brulica di attività: prove mattutine, benedizione del cavallo, cene propiziatorie ogni sera nel rione e, se la Giraffa corre, il popolo si stringe attorno al fantino e alla dirigenza. Sono momenti intensissimi: per un turista, aver la fortuna di partecipare a una cena della prova o semplicemente girare per Provenzano in quei giorni significa vivere Siena al 100% della sua emozione.

D: È possibile visitare il Museo della Contrada? Come faccio per entrare?
R: Sì, è possibile ma solo su appuntamento o in occasioni speciali. Il Museo della Giraffa, come la maggior parte dei musei di contrada, non ha orari di apertura quotidiani al pubblico . La visita standard avviene su prenotazione: bisogna contattare la contrada (ad esempio via email all’indirizzo museale o telefono, reperibili sul sito ufficiale ) con qualche giorno di anticipo, chiedendo di poter visitare il museo. Spesso verrà concordato un orario in cui un incaricato (di solito un contradaiolo volontario) vi aprirà e vi guiderà tra le sale, spiegandovi i vari cimeli. Un altro modo è approfittare delle aperture straordinarie: durante la settimana del Palio talvolta i musei di contrada vengono aperti ai turisti (ad esempio al mattino, con turni guidati) – potete informarvi all’ufficio turistico di Siena o sui siti web locali se ci sono iniziative del genere nelle date che vi interessano. Ricordate comunque che l’accesso al museo è un privilegio offerto dalla contrada, quindi comportatevi con rispetto: vestite in modo consono a un luogo che comprende anche una chiesa, non toccate gli oggetti esposti e seguite le indicazioni della guida. Spesso, a fine visita, è gradito lasciare una piccola offerta per il mantenimento del museo (non obbligatoria, ma una cortesia apprezzata). Fotografare generalmente è permesso, purché senza flash per non danneggiare i drappelloni; per sicurezza chiedete conferma alla guida prima di scattare foto.

D: Come è organizzata una contrada? Chi la “comanda”?
R: La contrada è organizzata in maniera democratica, quasi come un piccolo comune. Ci sono organi elettivi e cariche ben definite. Le figure principali sono: il Priore (detto anche Rettore o Governatore in alcune contrade) e il Capitano. Il Priore è il presidente della contrada: viene eletto dall’assemblea dei contradaioli e resta in carica solitamente per un biennio o triennio. Si occupa della gestione amministrativa, delle attività sociali e rappresenta ufficialmente la contrada nelle cerimonie . Il Capitano, anch’egli eletto (di solito insieme ad alcuni mangini o collaboratori), è responsabile di tutto ciò che riguarda il Palio: ingaggia il fantino, tratta alleanze o strategie con altri capitani, prepara la contrada per la corsa . In pratica, durante l’anno “comanda” il Priore, mentre nei giorni del Palio il potere decisionale passa al Capitano. Entrambi comunque lavorano con il supporto di un consiglio direttivo e di varie commissioni (cultura, giovani, festeggiamenti, economato, ecc.). C’è poi la figura del Presidente della Società di contrada, che gestisce il circolo ricreativo e le attività annesse (bar, cenini, eventi interni). Infine, un organo importante è l’Assemblea generale dei contradaioli, che viene convocata più volte l’anno per le decisioni più importanti (approvazione del bilancio, elezione delle cariche, decisioni straordinarie). Tutti i membri della contrada maggiorenni hanno diritto di partecipare e votare in assemblea, il che fa della contrada una comunità molto partecipativa. Per un turista queste dinamiche non sono immediatamente visibili, ma se vi capita di parlare con un contradaiolo noterete quanto orgoglio abbiano nel dire “il mio Capitano ha fatto questa mossa” o “il nostro Priore ha organizzato quell’evento”: ciò riflette proprio la struttura interna ben definita, quasi da piccolo stato, che ogni contrada possiede.

D: È possibile per un turista partecipare a una cena della contrada o ad altri eventi?
R: In linea di massima , purché lo facciate con rispetto e magari con l’aiuto di qualche intermediario. Le contrade sono gelose delle proprie tradizioni ma anche molto accoglienti se vedono interesse genuino. Se vi trovate a Siena in periodo di Palio, un’esperienza fantastica è la Cena della Prova Generale: si tiene la sera del 1º luglio e 15 agosto (dopo la prova del pomeriggio) e tutte le contrade che corrono il Palio organizzano una grande cena all’aperto nel proprio territorio. In genere i biglietti per partecipare sono acquistabili da chiunque fino a esaurimento posti – spesso li vendono presso la sede di contrada nei giorni precedenti. Potreste dunque comprare un posto alla cena della Giraffa e cenare fianco a fianco ai contradaioli, gustando piatti tipici toscani sotto le bandiere biancorosse. Allo stesso modo, la Cena della Vittoria (se la Giraffa vince) è teoricamente aperta a tutti, ma i biglietti vanno a ruba e hanno priorità ovviamente i contradaioli e ospiti ufficiali. Fuori dal periodo di Palio, partecipare a un normale cenino del venerdì sera è più complicato per un turista, perché sono serate conviviali informali riservate agli appartenenti alla contrada. Tuttavia, nulla vieta – se avete fatto amicizia con qualche locale – di essere portati come ospiti. In generale, il consiglio è: chiedete con gentilezza. Se visitate il museo della Giraffa o fate un giro nel rione e incontrate qualche contradaiolo disponibile, manifestate il vostro entusiasmo per la cultura del Palio e informatevi sugli eventi. Spesso saranno loro stessi ad invitarvi o a dirvi come fare. Ricordate solo di rispettare sempre le regole non scritte: ad esempio, non indossate fazzoletti di contrada (se non ve li danno loro), non cercate di entrare in sedi o oratori senza permesso, e in generale tenete un profilo di umiltà e ascolto. In questo modo, scoprirete che i senesi sanno essere incredibilmente ospitali e fieri di mostrare le loro tradizioni a chi le apprezza sinceramente.

Come visitare la contrada della Giraffa – Itinerario a piedi dall’Hotel Minerva

Se soggiornate a Siena (o arrivate in città) presso l’Hotel Minerva – struttura 3 stelle in via Garibaldi con splendida vista sul centro storico – raggiungere il territorio della Contrada della Giraffa è comodo e piacevole con una breve passeggiata. Vi proponiamo di seguito un itinerario a piedi consigliato, con partenza proprio dall’Hotel Minerva, che in circa 15-20 minuti vi condurrà nel cuore del rione di Provenzano, toccando lungo il percorso alcuni punti di interesse notevoli. Indossate scarpe comode (Siena ha strade in pendenza e pavimentazione in pietra) e preparatevi a scoprire angoli autentici della città al di fuori dei classici circuiti turistici. Partiamo!

1️⃣ Partenza – Hotel Minerva, via Garibaldi 72: uscendo dall’albergo vi troverete su via Garibaldi, appena fuori dalla zona a traffico limitato e affacciata sul panorama delle antiche mura. Prima di incamminarvi, potete godere della vista panoramica: dal punto in cui vi trovate, guardando verso il centro storico vedrete svettare in lontananza la Torre del Mangia e il profilo del Duomo, un colpo d’occhio magnifico specialmente al mattino o al tramonto. L’Hotel Minerva, situato nel territorio della Contrada della Lupa, è in posizione strategica: Piazza del Campo dista circa 10 minuti a piedi (0,9 km) e i principali monumenti sono raggiungibili senza usare l’auto . Per entrare nel vivo del nostro tour contradaiolo, dirigetevi a sinistra uscendo dall’hotel e imboccate via Garibaldi in direzione del centro storico (seguite la strada in leggera salita che costeggia le mura medievali alla vostra destra).

2️⃣ Piazza San Francesco e Orto de’ Pecci (variante panoramica): dopo circa 200 metri in via Garibaldi, arriverete a un bivio con via dei Montanini. Prima di proseguire, avete un’opzione consigliata: deviare leggermente a sinistra e salire per qualche minuto verso Piazza San Francesco. Questa piazza ariosa ospita la monumentale Basilica di San Francesco, chiesa gotica del XIII secolo famosa per il miracolo delle Sacri Particoli (le ostie consacrate che vi furono rubate nel 1730 e miracolosamente ritrovate intatte l’anno seguente). Se la basilica è aperta, vale la pena entrare a dare un’occhiata alle sue navate sobrie e al reliquiario con le Sacre Particole. Dalla piazza, affacciatevi poi sul retro: troverete un belvedere che domina l’Orto de’ Pecci, una verde vallata urbana coltivata ad orto medievale, e oltre ancora scorgerete i tetti del rione di Provenzano dove state per dirigervi. Dopo la sosta, tornate indietro sui vostri passi in Piazza San Francesco e riprendete il percorso principale scendendo per via dei Rossi, stradina storica fiancheggiata da palazzi antichi (un tempo cuore di botteghe e banchieri).

3️⃣ Piazza Salimbeni – Il salotto finanziario di Siena: via dei Rossi vi condurrà in pochi minuti direttamente nella centralissima Piazza Salimbeni. Qui vi trovate nel cosiddetto “triangolo del commercio” di Siena, un luogo di eleganza circondato da palazzi importanti. Al centro della piazza vedrete la statua di Sallustio Bandini, economista senese del ’700, ma soprattutto noterete la facciata neogotica del Palazzo Salimbeni, sede storica del Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo ancora in attività (fondata nel 1472). Sulla sinistra si affacciano anche Palazzo Spannocchi e Palazzo Tantucci, che completano l’armonioso scenario urbano. Questa piazza rappresenta un pezzo di storia economica d’Italia e merita qualche foto ricordo. Inoltre, si trova proprio al confine tra il territorio della Contrada della Lupa (dove siete arrivati) e quello della Contrada della Giraffa: da qui in avanti, ogni passo vi addentrerà sempre più nel rione biancorosso.

4️⃣ Discesa per via Sallustio Bandini: dal lato destro di Piazza Salimbeni (dando le spalle al Palazzo Salimbeni) si imbocca via Sallustio Bandini, una strada in discesa che vi porterà verso la valle di Provenzano. Percorrendo questa via, notate i caratteristici archi che la sovrastano in alcuni punti: Siena è fatta a terrazze, e queste arcate uniscono edifici a monte e a valle creando scorci pittoreschi. Dopo pochi metri, sulla sinistra incontrerete un luogo insolito: l’Oratorio di San Giuseppe, sede della Contrada dell’Oca (riconoscibile dalle insegne con l’oca coronata). Siete infatti momentaneamente passati nel territorio dell’Oca; continuate la discesa e dopo l’intersezione con via del Refe Nero rientrerete in Giraffa. Qui la strada cambia nome in via della Madonna di Provenzano: siete ormai arrivati nel cuore della contrada. In fondo alla discesa, lo slargo che si apre è Piazza Provenzano Salvani, dominata dalla facciata della basilica.

5️⃣ Basilica di Santa Maria di Provenzano – Centro della Contrada della Giraffa: la Piazza Provenzano è un luogo ricco di fascino e spiritualità. Al centro si erge la Basilica di Santa Maria in Provenzano, chiesa in stile tardo-rinascimentale (1595-1604) dedicata a un’antica immagine miracolosa della Madonna. Questa basilica è il fulcro religioso del Terzo di Camollia e – fatto importantissimo – è legata indissolubilmente al Palio di luglio, detto appunto Palio di Provenzano in suo onore. Ogni 2 luglio la corsa del Palio si disputa in devozione a Maria di Provenzano, e la contrada vincitrice porta il drappellone qui, ai piedi dell’altare, per cantare il Te Deum di ringraziamento. La Basilica, con la sua facciata in mattoni e travertino e la cupola che svetta sul rione, è anche la “parrocchia” della Contrada della Giraffa. Noterete probabilmente, vicino al sagrato, qualche lanterna con lo stemma della Giraffa o lapidi contradaiole incastonate nei muri – piccoli segni che indicano che questo è territorio biancorosso. Fate una visita all’interno se la chiesa è aperta: la Madonna di Provenzano è venerata su un elegante altare in fondo, e sul pavimento potrete scorgere le contrade incise nel marmo (tradizione vuole che ogni contrada abbia il proprio emblema riprodotto sul pavimento della basilica, che è un santuario civico). Usciti all’aperto, soffermatevi un attimo in piazza: immaginate la notte del Palio, con questa piazza gremita di contradaioli della Giraffa in festa con il cencio, i canti che risuonano e le bandiere al vento – un’emozione che questo luogo sacro ha vissuto 36 volte nella storia!

6️⃣ Piazzetta della Giraffa e Museo di Contrada: tenendo la basilica alle vostre spalle, spostatevi sul lato sinistro della piazza ed entrate in Via delle Vergini. Dopo pochi passi, troverete le indicazioni (e probabilmente le bandiere) per il Museo e Oratorio della Giraffa. Una piccola rampa di scale vi condurrà in Piazzetta della Giraffa, uno slargo intimo chiuso tra i palazzi. Qui si trova l’ingresso della sede e oratorio della contrada (la cripta di Provenzano). Se avete prenotato la visita al museo, è il momento di suonare al portone; altrimenti, potete comunque dare un’occhiata al bellissimo stemma in marmo sopra il portale e curiosare – con rispetto – all’interno se trovate aperto. In genere, nei giorni feriali non di Palio l’area sarà tranquilla e semi-deserta, mentre se capitate in prossimità di eventi contradaioli potreste vedere la piazzetta animata: ad esempio durante il battesimo contradaiolo, qui si raduna la gente attorno alla fontanina per assistere al rito. Proprio così, cercate la fontanina battesimale: spesso è posta in un angolo della piazzetta o del cortile interno, decorata con una testa di giraffa da cui sgorga l’acqua. È qui che i piccoli giraffini ricevono il battesimo laico contradaiolo una volta l’anno . Se la trovate, è un angolo molto caratteristico per una foto (ricordando che è un luogo caro ai residenti, quindi comportatevi come foste in casa altrui).

7️⃣ Fine del percorso – Esplorazione libera del rione: arrivati a questo punto, avete ufficialmente visitato il cuore della Contrada della Giraffa! A seconda del tempo a disposizione e dell’ora del giorno, potete scegliere come proseguire. Se è ora di pranzo o cena, potreste fermarvi a mangiare in zona: proprio nelle vicinanze, su via di Provenzano, c’è un’osteria tipica e alcuni bar frequentati dai contradaioli (chiedete pure consiglio, i senesi sanno suggerire i posti migliori). In alternativa, potete proseguire l’itinerario culturale: ad esempio, risalendo da Piazza Provenzano per via dei Rossi tornerete in pochi minuti verso Piazza del Campo, completando così un anello che unisce la visita contradaiola con quella dei monumenti principali. Lungo via dei Rossi incontrerete anche la piccola Chiesa di San Giorgio, oratorio della Contrada del Drago – Siena è così, a ogni passo cambi contrada e scopri nuove storie! Se invece volete addentrarvi ancor di più nel rione di Camollia, potreste dirigervi verso via San Pietro a Ovile e Porta Ovile, antico accesso alla città: questa zona popolare conserva un’autenticità particolare, con lavatoi pubblici e scorci medievali, ed è sempre territorio della Giraffa.

Riassumendo le tappe principali: Hotel Minerva → via Garibaldi/via dei Rossi → Piazza Salimbeni → via Bandini → Basilica di ProvenzanoMuseo/Oratorio Giraffa (Piazzetta) → ritorno verso altre zone (Piazza del Campo o Porta Ovile). Il tempo totale di cammino effettivo è circa 15 minuti; con le soste culturali e fotografiche, potete impiegare comodamente 1-2 ore per gustarvi il percorso. L’itinerario è adatto a tutti, con l’unica avvertenza che ci sono tratti in discesa e qualche scalino (chi avesse passeggini o difficoltà motorie può evitare la scalinata di via Bandini scendendo invece per via di Fontanella, itinerario alternativo leggermente più lungo ma privo di scale).

Buona esplorazione! Attraverso questo giro, avrete avuto un assaggio tanto della Siena “da cartolina” (basiliche, palazzi e piazze celebri) quanto della Siena più nascosta e verace delle contrade. La Contrada della Giraffa vi avrà accolto nelle sue strade: salutandola, magari con un ultimo sguardo alla giraffa che campeggia sulle bandiere, porterete con voi un pezzetto dello spirito senese, fatto di storia, tradizione e orgoglio comunitario. E chissà, dopo questa visita, il bianco e rosso potrebbe diventare anche per voi un accostamento di colori dal significato speciale!