Introduzione: l’acqua nascosta di Siena
Siena – basta il nome di questa antica città toscana per evocare immagini di piazze medievali, tramonti dorati e stradine acciottolate tra palazzi di mattoni . Ma sotto quelle pietre e quei vicoli si nasconde un segreto prezioso: l’acqua. Siena sorge infatti su tre colline, lontana da fiumi o laghi, e fin dal Medioevo i senesi hanno dovuto ingegnarsi per garantirsi l’approvvigionamento idrico . La soluzione fu un complesso sistema di acquedotti sotterranei – i famosi bottini – che convogliavano l’acqua piovana filtrata nel tufo verso fonti pubbliche e pozzi in città . Questo straordinario reticolo di gallerie, lungo circa 25 km, funziona ancora oggi e alimenta le fontane storiche di Siena .
Le fonti medievali di Siena non erano semplici fontane ornamentali, ma vere opere di ingegneria e architettura civile. Vennero costruite e fortificate come piccoli avamposti, spesso addossate o appena fuori le mura cittadine, presidiate per difenderle da sabotaggi in tempo di guerra . La loro struttura era altamente funzionale: in genere presentavano tre vasche in sequenza, ognuna con uno scopo preciso – la prima vasca, alimentata dall’“acqua nova” dei bottini, era destinata all’acqua potabile; la seconda, riempita dal trabocco della prima, serviva ad abbeverare gli animali; la terza, ancora più in basso, era utilizzata come lavatoio pubblico per i panni . In questo modo l’acqua, bene prezioso, veniva utilizzata più volte lungo il suo percorso.
Visitare le fonti di Siena oggi significa fare un tuffo nel passato e comprendere quanto l’acqua fosse centrale nella vita cittadina. Fontebranda, Fonte Nuova d’Ovile e Fonte d’Ovile sono tra le fonti storiche più affascinanti: ciascuna racconta un capitolo dell’ingegno idraulico senese e delle vicende della città. In questo itinerario le andremo a scoprire una ad una, seguendo un percorso che collega idealmente e fisicamente questi luoghi ricchi di storia.
Prima di metterci in cammino tra archi gotici e vasche secolari, però, è bene scegliere un ottimo punto di partenza. Ed è qui che entra in scena l’Hotel Minerva, struttura nel cuore di Siena che unisce posizione strategica e comfort – l’ideale per chi vuole esplorare la città a piedi, alla scoperta anche degli angoli meno noti come le antiche fonti.
Hotel Minerva: punto di partenza ideale per l’itinerario
In uno scenario da fiaba come quello senese, la scelta di dove alloggiare fa la differenza . L’Hotel Minerva si rivela un’opzione perfetta: è un incantevole hotel 3 stelle situato all’interno delle antiche mura medievali, precisamente nel rione della Contrada della Lupa . Questa posizione privilegiata combina la vicinanza alle principali attrazioni con la comodità di accesso e servizi moderni. L’hotel si trova infatti appena fuori dalla zona a traffico limitato, risultando facilmente raggiungibile in auto (e dispone di parcheggio privato custodito) , ma al tempo stesso a pochi passi dal centro storico. Una volta arrivati, dimenticherete l’auto: Siena si dispiega tutt’intorno, pronta per essere scoperta a piedi, passo dopo passo .
Perché scegliere l’Hotel Minerva come base? Ecco alcuni vantaggi concreti: – Posizione centrale e panoramica: l’hotel, affacciato sui tetti senesi, è a soli 10-15 minuti a piedi da Piazza del Campo . Con una breve passeggiata tra botteghe artigiane e caffè all’aperto vi troverete nel cuore pulsante della città, sotto la Torre del Mangia e davanti alla Fonte Gaia . Allo stesso modo, in circa 17 minuti di cammino raggiungerete il Duomo maestoso in marmo bianco e nero . Trovarsi così vicini a queste meraviglie è un privilegio impagabile: potrete uscire all’ora blu della sera e vedere le luci di Siena accendersi, o ascoltare le campane che risuonano tra i vicoli. – Vicino alle fonti dell’itinerario: l’Hotel Minerva sorge nel territorio della Contrada della Lupa, il cui simbolo è proprio la lupa capitolina che allatta Romolo e Remo. Non a caso, la fontana di contrada della Lupa è la Fonte Nuova d’Ovile , che si trova a pochi passi dall’hotel (circa 200 metri di distanza). Anche Porta Ovile – l’antica porta cittadina accanto a cui sorge Fonte d’Ovile – è nelle immediate vicinanze. In pratica, due delle tre fonti del nostro itinerario sono “sotto casa”! Questo vi permette di iniziare il percorso con comodità e di rientrare facilmente in hotel per una pausa quando volete. – Servizi e accoglienza: al di là della posizione, il Minerva vi coccola con tutti i comfort: reception 24/7 pronta a fornire mappe e consigli turistici, Wi-Fi gratuito ad alta velocità, camere panoramiche, prima colazione a buffet ricca di prodotti locali e un grazioso giardino panoramico dove iniziare la giornata con vista sui campanili di Siena . Lo staff è cordiale e ama condividere chicche sulla città, suggerendo itinerari insoliti, ristorantini romantici o eventi da non perdere – insomma, una sorta di concierge turistico sempre a disposizione. Questo significa che, oltre a seguire la nostra guida, potrete contare su consigli “local” freschi ogni giorno, magari proprio sulle fonti o su altri luoghi nascosti di Siena.








Tabella riepilogativa: Distanze dall’Hotel Minerva
Per pianificare al meglio le vostre visite, ecco una tabella riepilogativa con alcune distanze approssimative dall’Hotel Minerva alle attrazioni citate (tempo di percorrenza a piedi):
| Luogo | Distanza dall’Hotel | Tempo a piedi (circa) |
|---|---|---|
| Piazza del Campo (Fonte Gaia) | 800 m | 10-15 minuti |
| Duomo / Cattedrale di Siena | 1 km | 15-17 minuti |
| Fonte Nuova d’Ovile (Le Lupe) | 200 m | 3-5 minuti |
| Porta Ovile / Fonte d’Ovile | 300 m | 5 minuti |
| Fontebranda (Porta Fontebranda) | 1,2 km | 20-25 minuti |
| Basilica di San Domenico | 1 km | 15 minuti |
| Basilica di San Francesco | 450 m | 6-8 minuti |
| Santa Maria di Provenzano (Collegiata) | 450 m | 5-7 minuti |
| Stazione ferroviaria di Siena | 1 km | ~15 minuti (o 7 min bus) |
Nota: I tempi sono indicativi e possono variare a seconda del passo e delle soste lungo il percorso. Parte del tragitto verso Piazza del Campo e Duomo è in lieve salita, ma molto panoramico. Dall’Hotel Minerva è possibile anche raggiungere rapidamente alcune scale mobili pubbliche (zona Fonte Ovile / Antiporto) che conducono in alto nei pressi della Basilica di San Domenico, utile per evitare un tratto di salita .
Come vedete, alloggiando qui il centro storico è letteralmente a portata di passeggiata. Potrete esplorare con calma Siena di giorno e, quando vorrete riposarvi, tornare qualche ora in hotel (magari nelle ore più calde estive) per poi uscire di nuovo la sera, senza lo stress di dover prendere l’auto o i mezzi . L’Hotel Minerva offre il meglio dei due mondi: la Siena vivace e affascinante dei monumenti e delle contrade a pochi passi, e al contempo un rifugio tranquillo dove rilassarsi dopo le esplorazioni cittadine .
Dopo esserci sistemati in hotel e aver gustato magari un buon cappuccino nel giardino panoramico osservando i tetti di Siena, siamo pronti a partire per il nostro itinerario tematico. Andremo “a caccia” delle tre fonti medievali protagoniste, seguendo un percorso che ci farà attraversare diversi quartieri storici: dalla Valle di Ovile nel Terzo di Camollia fino alla Valle di Fontebranda nel Terzo di Città, passando per piazze e scorci indimenticabili. Indossate scarpe comode: si parte! 🏰🚶♀️🚶♂️
Itinerario tra le fonti storiche: panoramica generale
Le fonti senesi come tappe di un itinerario – potrebbe sembrare insolito, dato che oggi molte guide tradizionali si concentrano su chiese e musei. Eppure, seguire il filo dell’acqua vi farà scoprire un volto autentico e meno turistico di Siena. Il nostro percorso toccherà le tre fonti maggiori indicate nel titolo: – Fontebranda – la fonte medievale più famosa e imponente, situata nel cuore della Contrada dell’Oca, ai piedi dell’omonima Porta Fontebranda. – Fonte Nuova d’Ovile – elegante fonte gotica all’interno delle mura, nel rione della Lupa (in Via Pian d’Ovile), chiamata “nuova” perché costruita nel ‘200 per potenziare l’acqua in città. – Fonte d’Ovile – la vecchia fonte fuori Porta Ovile, risalente al ‘200, un tempo fondamentale per i viandanti e le attività fuori le mura, poi superata in importanza dalla “nuova” intramurale.
Qual è il filo logico/geografico dell’itinerario? Una possibile organizzazione – considerando come base l’Hotel Minerva in Contrada Lupa – è la seguente: 1. Partenza dall’Hotel Minerva e Contrada della Lupa: in pochi minuti raggiungiamo Fonte Nuova d’Ovile, situata proprio nel territorio della Lupa, vicino a Via Pian d’Ovile. 2. Da Fonte Nuova a Porta Ovile: proseguiamo leggermente in discesa verso Porta Ovile, usciamo dalla cinta muraria e ci troviamo nella piccola valle dove è incastonata Fonte d’Ovile (poco fuori la porta). 3. Ritorno verso il centro e attraversamento della città: rientriamo in città da Porta Ovile e percorriamo le vie del centro storico (ad esempio risalendo verso Piazza del Campo o passando per Via di Camollia e poi Banchi di Sopra), godendoci lungo il tragitto altre viste. Raggiungiamo la parte opposta della città, verso la Valle di Fontebranda. 4. Arrivo a Fontebranda: scendiamo attraverso il suggestivo vicolo di Fontebranda (o passando dal Santuario di Santa Caterina) fino alla monumentale fonte. Siamo ora nel territorio della Contrada dell’Oca. 5. Tappa finale e dintorni di Fontebranda: dopo aver ammirato Fontebranda, possiamo risalire verso San Domenico o il Costone per rientrare lentamente verso l’hotel, oppure proseguire la visita libera di Siena da qui (il percorso è flessibile – Fontebranda si trova comunque non lontano da Piazza del Campo, raggiungibile con una scalinata volendo).
Naturalmente l’itinerario può essere invertito o modificato a piacere. Ad esempio, se vi trovate già in centro, potreste iniziare da Fontebranda, poi dirigervi a Fonte Nuova e infine a Fonte d’Ovile. Non c’è un ordine obbligato, ma nel nostro racconto le presenteremo partendo idealmente dall’Hotel Minerva (quindi zona Ovile) e terminando a Fontebranda.
Prima di analizzare ogni fonte nel dettaglio, ecco una mappa semplificata per visualizzare le tappe principali:
Mappa schematica di Siena con evidenziate le tre fonti storiche dell’itinerario (Fontebranda a ovest, Fonte Nuova e Fonte d’Ovile a est) e la posizione dell’Hotel Minerva.
(Nota: La posizione dell’Hotel Minerva è indicata in prossimità di Porta Ovile. Le frecce indicano un possibile percorso: dall’hotel a Fonte Nuova d’Ovile, poi a Fonte d’Ovile fuori porta, rientro in città e attraversamento verso Fontebranda. La linea tratteggiata indica la cinta muraria medievale.)
Come si può intuire, l’itinerario è un vero e proprio percorso attraverso Siena, dalle pendici di un colle all’altro. Lungo il cammino non mancheranno occasioni di vedere anche altri monumenti: ad esempio, tra Fonte Nuova e Fontebranda potrete passare da Piazza del Campo, oppure nei pressi della Basilica di San Francesco e del Palazzo Salimbeni (sede storica della banca più antica del mondo). Vi suggeriremo più avanti anche qualche possibile deviazione interessante nei dintorni di ogni tappa.
Ora, zaino in spalla e magari una borraccia (l’ironia vuole che si vada a cercare fonti d’acqua 😄): iniziamo con la prima tappa!
Fonte Nuova d’Ovile: l’eleganza gotica nella Contrada della Lupa
La Fonte Nuova d’Ovile – spesso chiamata semplicemente Fontenuova dai senesi – è un autentico gioiello nascosto lungo Via Pian d’Ovile. Ci troviamo nel territorio della Contrada della Lupa, a due passi dall’Hotel Minerva. Questa fonte rappresenta la risposta “intra moenia” (dentro le mura) all’esigenza d’acqua nella zona nord-est di Siena sul finire del Duecento.
Storia e architettura di Fontenuova
Fontenuova fu costruita tra il 1296 e il 1303, in stile gotico, con una struttura monumentale interamente rivestita in laterizio . La scelta di edificarla dentro la cinta muraria (a differenza della vicina Fonte d’Ovile che era esterna) le conferiva un grande valore strategico, soprattutto in caso di assedio: l’acqua sarebbe stata disponibile alla popolazione senza dover uscire dalle mura .
Dal punto di vista architettonico, la fonte colpisce ancora oggi per la sua eleganza e robustezza: presenta infatti tre grandi arcate ogivali (due sulla facciata frontale e una sul lato destro) decorate con cornici, che all’interno formano bellissime volte a crociera . In origine, al di sopra della struttura esisteva anche la “casetta del custode” collegata alla strada di Pian d’Ovile – traccia di come le fonti fossero presenziate e curate; di questa casetta restano oggi poche rovine visibili in alto .
All’interno delle arcate si trovano le vasche: la principale per l’acqua potabile (oggi ancora presente e colma d’acqua), e in passato vi erano anche un abbeveratoio e un lavatoio aggiunti successivamente per gli usi comuni . Oggi però la vasca potabile è l’elemento più evidente, con l’acqua che vi arriva ancora tramite il bottino dedicato.
Un’iscrizione lapidea all’interno della fonte ricorda che già nel 1298 Fontenuova era funzionante, sebbene non completata – segno della rapidità con cui si volle rendere disponibile la risorsa idrica. L’opera venne probabilmente terminata entro i primissimi anni del Trecento. È interessante notare che documenti storici attribuiscono un ulteriore ampliamento nel 1545 ad un progetto di Baldassarre Peruzzi , celebre architetto senese: ciò fa supporre interventi di restauro o modifica in epoca rinascimentale, forse per la parte superiore della struttura.
Un dettaglio curioso: Fontenuova è spesso indicata anche come Fonte Nuova d’Ovile proprio per distinguerla dalla più antica Fonte d’Ovile “vecchia”. Inoltre, è la fontana ufficiale della Contrada della Lupa . Durante il Palio, è tradizione che le contrade portino il loro cavallo vittorioso a bere alla fonte di contrada. Chissà quante volte, nei secoli, l’acqua di Fontenuova ha dissetato cavalli e contradaioli in festa per una vittoria al Palio della Lupa!
Dal punto di vista idraulico, Fontenuova è alimentata da un bottino autonomo che si dirama per circa 610 metri a nord-ovest , captando sorgenti nella campagna a nord di Siena (zona di Uopini/Acquacalda). Questo bottino forniva alla fonte circa 1 litro d’acqua al secondo . Tuttavia, la costruzione successiva di un ramo di bottino che portava le stesse vene d’acqua fino a Fonte Gaia in Piazza del Campo finì per ridurre la portata di Fontenuova, decretandone col tempo un certo declino d’importanza . In altre parole, quando la nuova Fonte Gaia (1346) iniziò a “rubare” acqua alle vene di Fontenuova, quest’ultima si ritrovò meno abbondante e frequentata.
Nonostante ciò, Fontenuova rimane ancora oggi in funzione (seppur con flusso ridotto) ed è ben conservata. La parte superiore è in rovina – come accennato, la casetta e probabilmente qualche elemento decorativo sono crollati da tempo – ma le arcate gotiche sottostanti sono intatte e costituiscono una scenografia suggestiva, specie nelle ore serali con l’illuminazione radente.
Cosa vedere e come visitarla
Come arrivare: Da Piazza del Campo o dal Duomo, scendete verso Via Salicotto/Pian dei Mantellini fino a Via Pian d’Ovile, oppure direttamente da Piazza Salimbeni scendete lungo Via dell’Ovile. La fonte si trova in una piccola piazzetta/area verde lungo Via Pian d’Ovile (poco dopo un arco sotto le case). Se partite dall’Hotel Minerva, è davvero dietro l’angolo: uscendo in Via Garibaldi e prendendo per Via dell’Ovile, in pochi minuti sarete lì. Cercate il profilo delle arcate gotiche in mattoni incassate nel pendio a destra della strada.
Cosa troverete: Una volta sul posto, potrete ammirare la grande facciata a tre archi. Avvicinandovi sotto l’arcata frontale principale (quella centrale), vedrete la vasca colma d’acqua limpida. Sporgendovi leggermente, potreste scorgere riflessi e magari qualche pesciolino: spesso nelle fonti senesi vivono piccole carpe o pesci rossi, inseriti per tenere pulita l’acqua dagli insetti (e deliziare la vista dei passanti). Fontenuova non fa eccezione – tenete d’occhio l’acqua per individuare movimento: come direbbero alcuni, “spot the fish!” .
Sulle pareti interne, oltre alla già citata lapide del 1298, noterete lo stemma con la Balzana (lo scudo bianco e nero simbolo di Siena) e forse qualche stemma di committenza. La struttura in mattoni crea un bellissimo contrasto di luci e ombre sotto le volte a crociera, ottimo per fotografie atmosferiche.
Accesso: Fontenuova è all’aperto e l’accesso è libero, non c’è cancello. Si può visitare gratuitamente a qualsiasi orario, preferibilmente di giorno per meglio apprezzarne i dettagli architettonici. La sera l’area non è molto illuminata, ma le arcate potrebbero essere rischiarate da luci gialle creando un effetto pittoresco (se amate la fotografia notturna, potrebbe valere una visita anche dopo il tramonto). Essendo in città, l’area è generalmente sicura e frequentata.
Contesto circostante: Proprio di fronte alla fonte si trova un piccolo spazio alberato e una panchina – potete sedervi un momento e immaginare il viavai medievale di donne colme di secchi d’acqua e lavandaie chine sui panni. Sul lato opposto della strada, noterete tratti delle mura medievali che scendono verso Porta Ovile. In alto, sopra la fonte, scorgerete invece moderni edifici residenziali: è la testimonianza di come Siena sia cresciuta incorporando questi antichi servizi nel tessuto urbano attuale.
Curiosità su Fontenuova e la Contrada della Lupa
- Origine del nome: “Fonte Nuova d’Ovile” indica che quando fu costruita era la nuova fonte per gli abitanti della zona di Ovile. La contrada della Lupa, il cui territorio include questa fonte, adottò proprio Fontenuova come propria fonte di riferimento (ogni contrada ha una fontanina o fonte associata alle benedizioni del cavallo). Non va però confusa con la piccola fontanina rituale che ogni contrada possiede: nel caso della Lupa, la fontanina per il battesimo contradaiolo (dove vengono battezzati i nuovi nati contradaioli) è un’altra e si trova vicino alla sede contradaiola. Fontenuova è invece la grande fonte storica del rione.
- La Lupa e Romolo e Remo: Già che siete in zona Lupa, sappiate che questa contrada è una delle più antiche di Siena. Il suo emblema – che magari vedrete dipinto su qualche muro o bandiera qui intorno – raffigura la lupa che allatta i gemelli fondatori di Roma, Romolo e Remo, su sfondo a strisce bianche, nere e arancio . Tenete gli occhi aperti per scovare simboli contradaioli nei dintorni: spesso sulle fonti o su edifici vicini ci sono targhe o decorazioni con i colori della contrada. Parte del fascino di Siena è proprio questa continua presenza dell’identità di contrada nel tessuto urbano.
- Antichi mestieri: Nei pressi di Fontenuova, tra Medioevo e Rinascimento, sorsero varie attività artigianali che avevano bisogno d’acqua: documenti citano un mattatoio per la carne e una conceria per la lavorazione delle pelli in questa zona nel XIV-XV secolo . Non è un caso: le fonti garantivano flussi costanti utili per lavare pelli, sciacquare le carni e così via. Immaginate quindi questo luogo, un tempo animato da lavoranti e artigiani, un po’ discosto dal centro nobile ma fondamentale per la vita economica della città.
Dopo aver esplorato Fontenuova, proseguiamo il nostro itinerario. La prossima tappa è a due passi (letteralmente): pochi metri più in basso ci aspetta Porta Ovile, oltre la quale incontreremo la fonte “sorella maggiore” di Fontenuova, ovvero la Fonte d’Ovile vecchia.
Fonte d’Ovile: la fonte fuori le mura e i lavatoi scomparsi
Lasciandoci alle spalle Fontenuova e attraversando l’arco di Porta Ovile (uno degli antichi varchi delle mura trecentesche di Siena), entriamo in un piccolo mondo rurale sospeso nel tempo. Qui, incastonata in una valletta verde fuori dalla cinta urbana, si trova la Fonte d’Ovile. Meno celebre di Fontebranda e di dimensioni più modeste, Fonte d’Ovile ha però un fascino tutto particolare: rappresenta la tipica “fonte di porta”, luogo di sosta per viaggiatori e animali appena fuori città, nonché fonte originaria del quartiere di Ovile.
Storia e caratteristiche
La Fonte d’Ovile attuale risale al 1262, anno in cui venne ultimata . Fu costruita per sostituire una fonte più antica e piccola preesistente in zona, ormai insufficiente e andata perduta . Ci troviamo dunque di fronte a un manufatto di pieno Duecento, contemporaneo al periodo di massima espansione della Siena medievale. Non a caso sorge appena fuori la Porta Ovile: all’epoca di costruzione, questa zona era subito all’esterno dell’ultima cerchia muraria allora esistente, in una valle popolata da orti, vigne e allevamenti (da cui probabilmente il nome “Ovile”, riferito a ovini/pecore).
Fonte d’Ovile è una struttura solida e possente, interamente in mattoni, progettata per durare e infatti giunta fino a noi quasi intatta . La sua architettura presenta: – Due grandi archi ogivali sulla facciata frontale principale. – Un terzo arco sul lato sinistro (guardando la fonte frontalmente) che fungeva da ingresso laterale e sostegno per la volta. – Dietro gli archi, una volta a crociera che copre la vasca interna dell’“acqua nova”.
Questa conformazione a “tre archi” (due frontali + uno laterale) crea un vano coperto dove era collocata la vasca principale per l’acqua potabile, protetta dagli elementi atmosferici e accessibile più comodamente. Ancora oggi, entrando sotto gli archi, si può vedere la grande vasca rettangolare dove l’acqua veniva raccolta.
Oltre a questa, c’era una seconda vasca esterna, alimentata dal trabocco della prima, che fungeva da abbeveratoio per gli animali . Infine vi era un lavatoio per i panni, di cui però oggi non rimangono tracce evidenti (probabilmente era una vasca in muratura all’aperto, andata distrutta).
La posizione è incassata nella valle: ciò permetteva di raccogliere facilmente le acque che scorrevano nei bottini sotterranei e al contempo dava accesso diretto ai viandanti fuori porta. La fonte era infatti su un percorso frequentato: da Porta Ovile si dipartiva la strada verso est (verso Arezzo e il Chianti). Possiamo immaginare mercanti e pellegrini che, entrando o uscendo da Siena, conducevano i loro cavalli e muli ad abbeverarsi qui, o donne che venivano a lavare i panni approfittando dello spazio più ampio fuori città.
Dal punto di vista storico, Fonte d’Ovile perse importanza già dal Trecento proprio a causa della costruzione di Fontenuova dentro le mura, che era più comoda e sicura per gli abitanti del rione . In pratica, con Fontenuova attiva dal 1303 circa, gli abitanti di Ovile preferivano quella interna (non dovendo uscire dalla porta, specialmente in tempi di guerra o di notte). Ciò non tolse comunque che Fonte d’Ovile continuasse ad essere utilizzata, soprattutto per usi agricoli e per chi lavorava nei campi appena fuori Siena.
La solidità costruttiva della fonte è dimostrata dal fatto che, a distanza di oltre 750 anni, essa conserva ancora intatte le sue arcate gotiche, con tanto di cornici decorative in mattoni. Guardandola, colpisce la maestosità semplice della struttura: linee pulite, archi robusti, senza troppe decorazioni superflue (ad eccezione di qualche elemento in pietra per rinforzo). Questo stile sobrio era tipico delle fonti “di servizio”. Anche qui, come a Fontenuova, sul frontone è presente uno stemma con la Balzana senese e alcune iscrizioni (in parte consumate dal tempo).
Un dettaglio interessante: a differenza di Fontebranda e Fontenuova, qui non troviamo merlature o archi di abbellimento superiori – segno che la fonte non venne monumentalizzata nei secoli successivi, ma rimase praticamente invariata dal Medioevo. Questo rende Fonte d’Ovile uno degli esempi più autentici di fonte medievale “al naturale”.
Visitare Fonte d’Ovile oggi
Come arrivare: Se avete seguito il nostro itinerario, sarete appena usciti da Porta Ovile. Appena fuori dalla porta, sulla sinistra, un breve sentiero in discesa conduce direttamente alla fonte (basta seguire il suono dell’acqua o scendere per pochi metri nella valle). In alternativa, se venite da fuori in auto, potete parcheggiare nei pressi di Via Baldassarre Peruzzi (la strada esterna alle mura) e scendere a piedi verso la porta.
Cosa aspettarsi: La fonte si presenta quasi incassata nella collina. Avvicinandovi, vedrete i due archi gotici frontali svettare sul verde circostante. Entrate pure sotto le arcate (il pavimento è sterrato e irregolare, attenzione a eventuale fango dopo piogge). Noterete subito la grande vasca interna piena d’acqua, spesso popolata da alghe e qualche animaletto acquatico. La sorgente qui è ancora attiva? Sì, generalmente sì: Fonte d’Ovile è alimentata dal suo bottino indipendente e l’acqua sgorga ancora, sebbene il flusso possa essere modesto. In genere l’acqua è ferma o con un leggero ricircolo di troppo pieno verso l’esterno.
All’esterno, sul lato destro guardando la fonte, si trovava l’abbeveratoio. Oggi potete vedere una seconda vasca rettangolare all’aperto, addossata alla facciata: è asciutta o appena umida, perché la maggior parte dell’acqua viene deviata altrove ora, ma ai tempi era qui che cavalli e pecore si abbeveravano. Guardando oltre, verso valle, immaginate uno spazio con lavandaie – anche se il lavatoio originale è scomparso, l’atmosfera rurale e tranquilla vi aiuterà a fare un salto indietro nel tempo.
Ambiente e foto: Fonte d’Ovile è un luogo molto fotogenico, soprattutto per gli amanti del genere “urbex” o delle rovine medievali. Le arcate in mattoni rosso scuro creano un bel contrasto con il cielo e la vegetazione, e il riflesso dell’acqua nella vasca interna può regalare scatti suggestivi. Consigliamo di visitarla in orari diurni con buona luce (mattina o primo pomeriggio) perché la valle è un po’ ombrosa. D’estate trovare un po’ di fresco qui è piacevole.
Accesso: Anche questa fonte è all’aperto e accessibile liberamente, senza orari né biglietto. Tuttavia, essendo un pochino fuori mano, troverete meno persone in giro rispetto alle fonti dentro la città. È un luogo tranquillo dove spesso non c’è anima viva: ottimo per godersi il silenzio, ma come sempre usate la normale prudenza se siete soli (il posto è comunque ben visibile dalla strada soprastante e non isolato del tutto).
Pulizia e manutenzione: Va detto che di tanto in tanto volontari o il Comune effettuano pulizie, ma altre volte potreste trovare qualche rifiuto o sterpaglia (purtroppo succede). Non fatevi scoraggiare da un po’ di foglie nella vasca: concentratevi sulla struttura storica. Se trovate l’acqua torbida è normale, essendo a cielo aperto; nei giorni successivi alle piogge l’acqua può intorbidirsi per i sedimenti.
Curiosità su Fonte d’Ovile e dintorni
- Perché “Ovile”? Il nome richiama probabilmente la presenza in zona di ovili per pecore, data la vocazione agricola dell’area. La vicina Valle di Follonica (poco più a sud) era un’altra zona rurale con fonti utilizzata per le attività come la follatura dei panni di lana (da cui Follonica). Insomma, appena fuori dalle mura Siena aveva un brulicare di attività contadine e pastorali che rifornivano la città di cibo, lana, pellame. Fonte d’Ovile ne era il punto d’acqua principale.
- Leggende popolari: Si dice che di notte, nelle vicinanze di Fonte d’Ovile, qualche anima in pena si aggiri… ma niente paura, sono solo racconti di fantasia! Una leggenda narra del fantasma di un lavandaio che perse qui la vita durante una lite medievale, e che nelle notti di luna piena cercherebbe ancora il suo secchio. Ovviamente sono storie da brivido che i nonni senesi talvolta raccontano ai bambini 😉. Il luogo, d’altra parte, al buio può apparire suggestivo e un tantino misterioso.
- La porta “ribassata”: Porta Ovile, che avete attraversato, ha una particolarità: rispetto ad altre porte di Siena è situata più in basso (per via della valle). Nel Seicento fu necessario alzarne il piano di calpestio e dotarla di una sorta di ponticello a causa di problemi di allagamento e drenaggio (l’acqua tendeva a ristagnare in questa conca). Ancora oggi, passando sulla porta, notate questo dislivello e i segni delle aggiunte murarie. Ciò ricorda come la gestione dell’acqua fosse un tema costante: troppa acqua tutta insieme (piogge forti) poteva creare problemi, così come la sua scarsità.
- Perduta importanza: Abbiamo detto che dopo il 1300 circa Fonte d’Ovile divenne secondaria. Questo si riflette anche nel fatto che oggi la contrada che insiste su questa zona (Valdimontone e parte di San Miniato) non ha la fonte come simbolo identitario – al contrario dell’Oca con Fontebranda o Lupa con Fontenuova. Fonte d’Ovile insomma è rimasta un luogo ai margini delle vicende contradaiole principali, un po’ “dimenticato” tranne che per qualche uso pratico di campagna. Ciò spiega perché sia meno famosa: non appare nei canti o nei rituali palieschi.
- Visite ai bottini: Proprio vicino a Fonte d’Ovile passa uno dei tratti visitabili del Bottino di Fonte Gaia. Sapete che è possibile visitare alcuni tratti degli acquedotti medievali? L’associazione di volontari La Diana organizza periodicamente escursioni guidate nei bottini, inclusa la diramazione di Ovile/Pescaia. Se siete appassionati, potrebbe valere la pena informarvi (vedi sezione FAQ in fondo per dettagli su come prenotare visite sotterranee). Entrare nei bottini è un’esperienza unica per capire ancora meglio il funzionamento delle fonti. Tenetelo presente se tornate a Siena in occasioni speciali.
Terminata la visita a Fonte d’Ovile, riprendiamo il cammino. Ora dobbiamo attraversare la città per raggiungere l’ultima – e più famosa – fonte del nostro tour: Fontebranda. Possiamo rientrare da Porta Ovile e dirigerci verso Piazza del Campo, magari facendo una sosta caffè lungo Banchi di Sopra, per poi scendere verso la contrada dell’Oca. Prendetevi il vostro tempo per questa traversata, perché vi riporterà dal mondo tranquillo fuori le mura al vibrante centro cittadino. Pronti per Fontebranda? Andiamo!
Fontebranda: la regina delle fonti senesi
Ed eccoci giunti a lei, Fontebranda, la più celebre tra le fonti di Siena. Adagiata nella conca di Vallechiara, nel territorio della Contrada dell’Oca, Fontebranda è un monumento simbolo della città. Dante Alighieri la citò nella sua Divina Commedia, segno che già nel 1300 era rinomata ben oltre Siena . È la fonte che ha visto nascere e crescere Santa Caterina da Siena, tanto da darle l’epiteto di “Santa di Fontebranda” . Ma soprattutto, è una fonte che colpisce per la sua maestosità architettonica e per l’abbondanza d’acqua che ancora oggi sgorga nelle sue vasche.
Un po’ di storia: dal 1081 a Dante e oltre
Le origini di Fontebranda si perdono indietro nel tempo. Si ha notizia di una fonte in questo luogo già nell’anno 1081 – il che la rende probabilmente la fonte più antica di Siena. All’epoca doveva trattarsi di una fonte più piccola rispetto all’attuale. Un’importante ristrutturazione avvenne nel 1193 ad opera di tale Bellamino , che ampliò la fonte (forse costruendo la prima arcata coperta). Ma la forma monumentale che oggi vediamo è frutto dei lavori del 1246, quando un certo Giovanni di Stefano la ricostruì in mattoni e travertino nelle forme gotiche attuali . Insomma, la Fontebranda odierna è figlia del pieno Duecento, epoca d’oro della Repubblica Senese, e da allora è rimasta un punto fermo.
Perché Fontebranda era così importante? Innanzitutto per la posizione: aperta lungo le mura (vicino a Porta Fontebranda) in una valle dove da secoli operavano le botteghe dei tintori e dei lanaioli . L’Arte della Lana, una delle corporazioni più ricche di Siena medievale, aveva bisogno di tantissima acqua per lavare e tingere i tessuti. Questa valle, chiamata non a caso Vallechiara, era il loro quartiere. Fontebranda era quindi fondamentale per l’industria tessile senese. L’acqua che sgorgava copiosa veniva incanalata anche in mulini, concerie e altri opifici posti a valle della fonte, prima di defluire fuori città . Tra quei tintori vi era anche Jacopo Benincasa, il papà di Santa Caterina: la tradizione vuole che la giovane Caterina lo aiutasse portando secchi d’acqua proprio qui, crescendo così “all’ombra” di Fontebranda (da cui il suo soprannome).
Dante Alighieri, nel Inferno (canto XXX, vv. 78-81), fa dire al falsario senese Mastro Adamo: «…li mi refici, vivendo, a Fontana Branda» (lì mi rinfrescai, in vita, a Fontebranda) . Il sommo poeta cita la fonte quasi come sinonimo di Siena stessa – un chiaro segno della fama che aveva. Alcuni studiosi suggeriscono che Dante potesse riferirsi a un’altra fonte omonima in Casentino , ma la vulgata ha sempre identificato Fontebranda di Siena come la “Fontanabranda” dantesca, e i senesi ne vanno giustamente orgogliosi.
Nei secoli successivi, Fontebranda rimase centrale. Nel Trecento e Quattrocento si consolidò il sistema dei bottini e Fontebranda ne divenne un nodo principale: addirittura un ramo maestro del bottino porta il suo nome, dato che riforniva questa fonte e attraverso interconnessioni contribuiva anche all’alimentazione di Fonte Gaia e altre fonti . Si può dire che Fontebranda fosse l’“acquedotto” più affidabile: anche in periodi di siccità essa dava acqua quando altre fonti minori si prosciugavano.
Nel corso dell’Ottocento, in epoca neogotica, Fontebranda subì alcuni restauri: vennero ricostruiti o integrati il coronamento di archetti e le merlature sulla parte superiore , per darle quell’aspetto fiabesco che ben si accordava con il gusto del tempo. È probabile che le merlature originali fossero andate perdute, e siano state ripristinate attorno al 1910-1913, quando anche la vicina Porta Fontebranda fu restaurata in stile. Dunque oggi vediamo un mix di autentico medievale (parte bassa, archi, vasche) e di ricostruzione moderna (parte alta decorativa) – ma l’effetto d’insieme è armonioso e imponente.
L’architettura di Fontebranda
Fontebranda si distingue subito per la sua grandezza rispetto alle altre fonti: – Ha tre amplissime arcate gotiche frontali, a sesto acuto, che formano la facciata. Sono sormontate da una fila di merli guelfi (rettangolari) e da una serie di archi ciechi con motivi a triangolo, aggiunti in epoca moderna per rifinire il profilo . – Il materiale è il mattone per la maggior parte della struttura, con elementi in travertino bianco per lo stemma centrale e le condutture degli zampilli. – Sul fronte, tra le arcate, si notano quattro teste di leone in pietra da cui sgorga (o sgorgava) l’acqua . Sono i cosiddetti zampilli leonini. Al centro, proprio sopra la vasca, campeggia lo stemma di Siena, la Balzana (metà bianco e metà nero) . – Dietro le arcate, entrando, si trova la grande vasca coperta dell’acqua potabile, ampia e profonda. Un tempo, subito dopo di essa, c’era una seconda vasca non coperta adibita ad abbeveratoio (oggi non più esistente come struttura separata, lo spazio è stato riempito o rimaneggiato nel terreno) . Più a valle ancora, fuori dal perimetro murato, c’erano le vasche dei lavatoi e i canali verso i mulini.
Entrando nell’ambiente interno (si può accedere liberamente sotto le arcate), si può ammirare la bellissima volta a crociera costolonata che copre la vasca principale. Le costolature gotiche in mattoni convergono su peducci decorati. Questo spazio sembra quasi una cappella, tale è l’armonia e la cura costruttiva. Guardando in alto, si vedono le aperture da cui filtra la luce esterna – un contrasto di chiaroscuri molto suggestivo, con il riflesso dell’acqua che danza sulle volte.
La capienza e portata di Fontebranda erano eccezionali: documenti la descrivono come la fonte “più ricca d’acqua” di Siena . Infatti il bottino che la alimenta captava numerose vene, e fu oggetto di ampliamenti continui. Anche Fabio Bargagli Petrucci (storico senese) nei primi del Novecento la definiva la più abbondante e importante fontana cittadina.
Visitare Fontebranda: consigli pratici
Come arrivare: Fontebranda si trova in Via di Fontebranda, nel Terzo di Camollia. Se siete a Piazza del Campo, potete raggiungerla salendo per via di Città e poi scendendo per il vicolo di Fontebranda; oppure dal Duomo scendete attraverso il Costone (vicolo di San Pietro) fino a Vallepiatta e poi ancora giù; oppure ancora da San Domenico scendete dalle scale che portano al Santuario di Santa Caterina e oltre. Insomma, essendo in una valle, c’è sempre da scendere (e poi risalire!). Un percorso molto bello è: Basilica di San Domenico → Costa di Sant’Antonio (Santuario di Santa Caterina) → Via della Fontebranda: vi troverete proprio sopra la fonte e la vedrete comparire dall’alto, incorniciata dalla porta omonima. Per chi alloggia al Minerva, il tragitto consigliato è passare da Piazza Salimbeni, risalire verso San Domenico e scendere poi dal Santuario, in modo da vedere anche quei luoghi.
Cosa vedere arrivati: Appena giunti, noterete alla vostra sinistra Porta Fontebranda (splendido arco gotico nelle mura, anch’esso fortificato e merlato) e di fronte a voi la grande fonte. Prendetevi un momento per osservarla dall’esterno: è uno scenario da cartolina, con l’acqua azzurrina che riempie la vasca riflettendo gli archi. Se siete fortunati, potreste incrociare qualche oca vera: la contrada dell’Oca infatti ogni tanto lascia libere le sue oche mascotte, e può capitare di vederle sguazzare nelle fonti (Fontebranda inclusa)!
Entrate poi sotto le arcate. L’ambiente interno è fresco e quasi sacrale: si sente il gocciolio dell’acqua, l’eco dei passi. La vasca è profonda, non toccate l’acqua ma potete avvicinarvi al bordo. Noterete forse dei pesci anche qui: Fontebranda da tempo ospita pesciolini rossi o carpe che tengono sotto controllo le larve di zanzara. Osservate le volte, gli stemmi, e leggete le eventuali targhe esplicative presenti (spesso c’è un pannello turistico con info storiche in italiano e inglese).
Si può bere l’acqua? In linea di massima, l’acqua di Fontebranda non è considerata potabile oggi (non è clorata né monitorata come fontanella pubblica). Anche se limpida, meglio non berla. Un tempo era l’acqua migliore di Siena, ma per questioni igieniche moderne si preferisce evitare. Se avete sete, nelle vicinanze (ad esempio sotto Porta Fontebranda) spesso c’è una fontanella moderna dove riempire la borraccia.
Quando andare: Fontebranda è affascinante in ogni momento della giornata. Di mattina presto c’è una luce radente che illumina l’interno in modo molto bello; nel pomeriggio la facciata è ben illuminata per foto. Di sera, la fonte è illuminata artificialmente: l’effetto notturno è magico, con gli archi illuminati e il quartiere tranquillo. Durante il Palio (2 luglio e 16 agosto) questa zona diventa animatissima: la Contrada dell’Oca festeggia qui e la fonte viene addobbata con bandiere e lumini nelle notti di prova e di festa. Se capitate nel periodo del Palio, passare da Fontebranda vi farà respirare l’atmosfera contradaiola autentica.
Ingresso: Completamente libero e gratuito, h24. Fontebranda essendo in città è frequentata anche da gente del posto; talvolta potreste trovare qualche anziano seduto lì a chiacchierare o ragazzi che si danno appuntamento “alla Fonte”. È un luogo di vita quotidiana oltre che turistico.
Nei dintorni immediati: A pochi metri c’è il Santuario di Santa Caterina, luogo che incorpora la casa natale della santa – merita senz’altro una visita se avete tempo, per vedere dove visse Caterina e alcune chiese annesse. Sopra di voi domina la mole della Basilica di San Domenico, altra tappa notevole (con la reliquia della testa di Santa Caterina). Inoltre, uscendo da Porta Fontebranda, potreste fare due passi fuori le mura per ammirare la Fonte di Follonica (altra antica fonte, poco distante in direzione ovest, sebbene meno scenografica). In pratica, Fontebranda è anche un ottimo punto di partenza per altre esplorazioni (ma non deviamo troppo, restiamo concentrati!).
Curiosità su Fontebranda
- Eventi culturali: Oggi Fontebranda talvolta fa da cornice a eventi culturali e spettacoli. Ad esempio, vengono organizzati concerti di musica antica, serate di contrada, o manifestazioni come “Fontanina d’Oro” (premiazioni contradaiole) proprio in questo spazio, sfruttandone l’acustica particolare e l’atmosfera. Durante le feste della Contrada dell’Oca, la fonte è un fulcro: immaginate bandiere verde-bianco-rosso (colori dell’Oca) appese tra gli archi, canti contradaioli che risuonano e magari brindisi con l’acqua di Fontebranda (mischiata a vino 😉). Se siete fortunati a trovarvi lì in tali occasioni, vivrete un pezzo di vera vita senese .
- Museo dell’Acqua: Vi interessa approfondire ancora di più la storia delle fonti e dei bottini? Sappiate che a Siena esiste un piccolo Museo dell’Acqua, inaugurato di recente, situato presso le Fonti di Pescaia (altra grande fonte fuori Porta Pispini). Lì sono illustrate con pannelli, video e percorsi interattivi tutte le vicende dell’approvvigionamento idrico senese. Potrebbe essere una tappa extra interessante se il tema vi ha appassionato, magari prima di lasciare Siena. Dal nostro hotel Minerva, il Museo dell’Acqua è raggiungibile in circa 20 minuti di passeggiata o con un breve tratto in autobus.
- Il “fiume Diana”: Una delle leggende più affascinanti legate all’acqua a Siena è quella del mitico Fiume Diana. Si narrava che sotto la città scorresse un fiume sotterraneo misterioso e abbondante, e per secoli i senesi lo cercarono invano, tanto che Dante stesso ne ironizzò dicendo che trovarono più debiti che acqua in questa impresa . Alla fine si capì che il “fiume” altri non erano che i bottini e le infiltrazioni diffuse. Oggi il fiume Diana è parte del folklore locale: si dice che in certe notti silenziose si possa sentire l’acqua scorrere sotto terra… Naturalmente, ciò che sentite sono i bottini che ancora portano l’acqua a Fontebranda e soci! (Vedi riquadro curiosità sotto per saperne di più su questa leggenda.)
- Fonti e letteratura: Oltre a Dante, anche Giovanni Boccaccio e altri autori antichi menzionano Fontebranda nei loro scritti, a testimonianza della sua notorietà . Persino nella letteratura moderna, Fontebranda fa capolino: ad esempio, nei romanzi storici ambientati a Siena, spesso c’è almeno una scena alla fonte (magari un incontro furtivo notturno, data l’atmosfera romantica del luogo).
- Animali “abitanti” delle fonti: Abbiamo accennato alle oche dell’Oca contrada e ai pesci nelle vasche. Un tempo pare che alcune fonti senesi (Fontebranda inclusa) ospitassero anche anguille, introdotte per pulire il fondo dalle alghe. Non sappiamo se oggi ve ne siano ancora, ma non siate sorpresi se vedeste qualche creatura guizzare in acqua: le fonti sono piccoli ecosistemi urbani. In ogni caso, per favore non disturbate né nutrite questi animali con pane o altro: stanno bene con ciò che trovano naturalmente.
Curiosità – La leggenda del Fiume Diana: Siena, a differenza di molte città, nacque senza un fiume. Nel Medioevo la sete di acqua generò la leggenda di un fiume sotterraneo, il Diana, che scorrerebbe sotto le vie cittadine. Si diceva che in notti tranquille alcuni sentissero il suono di acque correnti provenire dal sottosuolo . Il Governo senese spese molto tempo e denaro a scavare pozzi e gallerie nella speranza di intercettare questo fiume segreto . Dante, nel Purgatorio, accenna sarcasticamente a questa impresa vana. Alla fine il Diana non venne mai trovato – perché non esisteva – ma la sua leggenda portò a sviluppare ancor di più i bottini. Infatti, la “soluzione” alla sete di Siena fu proprio quella di creare un fiume artificiale: il sistema di gallerie che raccoglievano l’acqua piovana e di falda . Così, dal mito si passò all’ingegno: i bottini resero concreto il sogno di un flusso d’acqua continua sotto la città. Ancora oggi, grazie alla manutenzione costante, quest’opera medievale funziona e alimenta fonti come Fontebranda . Possiamo dire che Siena ha due città: una splendente alla luce del sole, l’altra nascosta nel sottosuolo con i suoi segreti d’acqua . La prossima volta che camminerete per Siena e sentirete gocciolare da un tombino, pensateci: forse state passando proprio sopra il leggendario “fiume Diana”!
Cosa visitare nei dintorni dell’Hotel Minerva
Con le visite alle tre fonti storiche abbiamo esplorato Siena da un’angolazione particolare. Ma il bello di alloggiare all’Hotel Minerva è che, una volta terminato questo itinerario tematico, vi rimarrà ancora tanto da vedere nei dintorni immediati. La posizione strategica dell’hotel consente infatti di raggiungere facilmente non solo le fonti, ma numerosi altri punti di interesse, ristoranti tipici, negozi e luoghi di vita locale. In questa sezione conclusiva, dunque, forniamo una panoramica di cos’altro potete visitare e fare attorno all’hotel, per arricchire ulteriormente la vostra esperienza senese.
Chiese, musei e luoghi d’arte vicino all’hotel
- Basilica di San Francesco: A circa 5 minuti a piedi dal Minerva si erge la basilica gotica di San Francesco (riconoscibile dal suo mattonato severo). Al suo interno si conserva il famoso Miracolo Eucaristico di Siena (le ostie prodigiosamente intatte dal 1730) e splendidi affreschi. La basilica e la piazza antistante sono luoghi tranquilli dove spesso si tengono eventi (come mercatini o manifestazioni studentesche, data la vicinanza dell’Università per Stranieri).
- Collegiata di Santa Maria in Provenzano: A 5-7 minuti dall’hotel, in Piazza Provenzano, sorge questa chiesa rinascimentale-barocca legata indissolubilmente al Palio di Siena. Qui si venera la Madonna di Provenzano, a cui è dedicato il Palio del 2 luglio. La chiesa ha una bella facciata e custodisce la miracolosa immagine della Madonna. Intorno a inizio luglio la piazza si riempie di contradaioli in preghiera e canti. Vale la pena dare un’occhiata per il suo ruolo storico e artistico .
- Santuario e Casa di Santa Caterina: Risalendo verso San Domenico (10 minuti dall’hotel), incontrerete il Santuario di Santa Caterina, complesso di chiesette costruito intorno alla casa natale della santa patrona d’Italia. Qui visse Caterina da Siena, e potete visitarne la camera, l’oratorio e vedere il cosiddetto “crocifisso del miracolo”. Un luogo mistico e affascinante, con bei cortili panoramici.
- Palazzo Salimbeni e Banchi di Sopra: A 6-8 minuti dall’hotel c’è Piazza Salimbeni, elegante piazza sede del Monte dei Paschi. Da lì parte Banchi di Sopra, la via dello shopping. Il Palazzo Salimbeni (sede MPS) e il Palazzo Spannocchi compongono una scenografia gotico-rinascimentale notevole. All’imbrunire la piazza è molto suggestiva con la statua di Sallustio Bandini illuminata. Proseguendo, troverete negozi storici, caffè (come Caffè Nannini, rinomato per dolci senesi) e gelaterie.
- Loggia della Mercanzia: All’incrocio chiamato “Croce del Travaglio” (tra Banchi di Sopra e Via di Città), a 10 minuti dall’hotel, sorge questa loggia del ‘400 ornata di statue . Sotto le sue arcate un tempo i mercanti stipulavano affari; oggi vi si affaccia un bar elegante. È un punto di passaggio obbligato andando verso Piazza del Campo.
- Piazza del Campo e Palazzo Pubblico: Ovviamente, non si può non menzionare la Piazza del Campo, il cuore di Siena, raggiungibile in circa 10 minuti dal Minerva . Oltre ad ammirarne la forma a conchiglia e la magnifica Fonte Gaia (copia della fontana quattrocentesca di Jacopo della Quercia), potrete visitare il Museo Civico dentro Palazzo Pubblico, salire sulla Torre del Mangia per una vista mozzafiato, o semplicemente godervi l’atmosfera seduti al centro della piazza con un gelato.
- Duomo di Siena: A circa 15-17 minuti di passeggiata dall’hotel . Il Duomo, con la sua facciata gotica incredibilmente ricca e l’interno a fasce bianche e nere, vi stupirà. Non perdete la Libreria Piccolomini all’interno e, se disponibile, la visita al pavimento intarsiato (scoperto solo in alcuni periodi dell’anno). Il complesso del Duomo include anche il Battistero e il Museo dell’Opera del Duomo (dove salire sul Facciatone panoramico).
- Altre fonti e fontane minori: Passeggiando, tenete d’occhio anche le fontanelle più piccole: ad esempio la Fonte del Casato (o Fonte Serena) nascosta sotto via del Casato, o la Fonte di San Maurizio (detta Fonte di Valdimontone) sotto Via San Girolamo . Sono più piccole ma parte del network idrico storico. Nei pressi dell’hotel, la Fonte di San Francesco (sotto Via dei Rossi) è un’altra piccola fonte medievale, spesso ignorata ma carina da vedere se si passa di lì .
Ristoranti e trattorie nei dintorni
Dopo tanto camminare, meritate di godervi la rinomata cucina senese! Nei dintorni dell’Hotel Minerva e nelle vie raggiungibili a piedi troverete molte opzioni per rifocillarvi, dai piatti tipici toscani ai locali per un aperitivo. Eccone alcuni consigliati:
- L’Oro di Siena – Via Garibaldi 61 (a pochi passi dall’hotel). Osteria contemporanea, molto apprezzata per la cucina toscana rivisitata. Ambiente intimo, gestore accogliente. Da provare i pici fatti in casa e la tagliata di chianina. Prezzi medio-alti ma qualità elevata (ha ottime recensioni, ~4.6/5) .
- Osteria San Martino – Via San Martino 8 (circa 10 minuti, zona Provenzano). Piccolo locale a conduzione familiare, piatti senesi autentici e porzioni generose. Rapporto qualità-prezzo eccellente (molto amato dai locali e dai turisti, punteggio altissimo) .
- La Taverna di San Giuseppe – Via Giovanni Dupré 132 (15 minuti, verso il Campo). Ristorante iconico di Siena, ambientato in un’antica cantina del 1100 con soffitti a volta . Cucina tradizionale superlativa: ribollita, bistecca fiorentina, cinghiale in umido e ampia selezione di vini. È spesso necessario prenotare perché è molto popolare.
- Il Biondo – Via Porrione 28 (10 minuti, zona Campo). Osteria specializzata in pesce (per variare dal solito), ma offre anche piatti toscani. Famoso per gli spaghetti al nero di seppia e frittura mista. Atmosfera informale, prezzi medi.
- Trattoria Papei – Piazza del Mercato 6 (dietro Piazza del Campo, 12 min). Tipica trattoria toscana con tavoli all’aperto affacciati sul retro del Palazzo Pubblico. Qui assaggiare pici al ragù di cinghiale, ribollita o trippa alla senese. Ambiente rustico, personale spiccio ma piatti genuini.
- Antica Osteria da Divo – Via di Stalloreggi 26 (vicino Duomo, ~15 min). Per un’esperienza più raffinata, questa osteria nei sotterranei etruschi offre cucina creativa ma radicata nei sapori senesi. Molto romantica come location (grotte di tufo con candele), ideale per una cena speciale.
- Pizzeria Gurgu Kebab – Via Garibaldi 30 (2 min). Ok, il nome può sorprendere – ma è gettonatissima per uno spuntino veloce! Oltre al kebab (amato dagli studenti), fanno una pizza al taglio e tonda strepitosa e a buon prezzo. Se volete qualcosa di informale e rapido nelle vicinanze immediate, è un’ottima opzione .
- Gelateria: La Vecchia Latteria (Via di Città) e Gelateria Kopakabana (Via Banchi di Sopra) sono due ottimi posti per un gelato artigianale. Ma ancor più caratteristica è la Gelateria Il Masgalano in Piazza del Campo: gustarsi un gelato seduti sul “tufo” della piazza al tramonto non ha prezzo.
Di seguito una tabella riassuntiva di alcuni locali consigliati:
| Locale | Tipo di cucina | Distanza da Hotel Minerva | Fascia prezzo (€) | Note |
|---|---|---|---|---|
| L’Oro di Siena | Osteria gourmet toscana | 50 m (Via Garibaldi) | €€€ (medio-alta) | Ambiente curato, menu creativo locale |
| Osteria San Martino | Tradizionale senese | 600 m (Provenzano) | €€ (media) | Atmosfera familiare, piatti abbondanti |
| Taverna di San Giuseppe | Cucina tipica/raffinata | 1 km (Centro storico) | €€€ (medio-alta) | Location storica, consigliata prenotazione |
| Trattoria Papei | Cucina casalinga toscana | 800 m (Mercato) | €€ (media) | Tavoli all’aperto in piazzetta caratteristica |
| Pizzeria/Kebab Garibaldi | Street food / Pizza | 100 m (Via Garibaldi) | € (economica) | Ottimo per spuntini veloci a tutte le ore |
| Gelateria Il Masgalano | Gelato artigianale | 800 m (Piazza del Campo) | € (coppa gelato ~3-5€) | Vista impareggiabile sulla Piazza |
(Le valutazioni di prezzo sono indicative: € economico, €€ medio, €€€ medio-alto. Ricordate di controllare giorni di chiusura: molti ristoranti a Siena sono chiusi il mercoledì o la domenica sera.)
Negozi tipici e artigianato
Siena offre anche shopping di qualità, soprattutto di prodotti enogastronomici e artigianali. Nei dintorni dell’hotel e lungo le vie principali troverete: – Consorzio Agrario di Siena – Via Pian d’Ovile / Via Garibaldi (angolo). Un grande emporio di prodotti alimentari toscani: vino Chianti, pecorino di Pienza, salumi di cinta senese, olio extra vergine, panforte, ricciarelli… Ideale per acquistare souvenir golosi. Il Consorzio Agrario ha anche una caffetteria e panineria dove assaggiare taglieri e schiacciate farcite. (L’hotel Minerva offre ai suoi ospiti anche coupon sconto per questo negozio, informatevi in reception! ). – Nannini (Pasticceria/Caffè) – Banchi di Sopra 24. Storica pasticceria senese della famiglia dell’omonima cantante Gianna Nannini. Fermatevi per un cappuccino e un cavalluccio (biscotto speziato) o per comprare confezioni di dolci tipici (panforte, ricciarelli, cantucci). – Enoteca Italiana – Fortezza Medicea (15 minuti). Nella fortezza di Siena ha sede questa enoteca storica (spesso chiusa in alcuni periodi, verificate). Anche se non acquistate nulla, l’Enoteca era ospitata nei bastioni ed era un ottimo posto per degustazioni di vini toscani. In alternativa, tante enoteche piccole in centro offrono wine tasting (ad esempio Enoteca Emporio Mediterraneo in Via di Città). – Ceramiche artigianali: cercate Ceramiche Il Campo o Bottega Sena, dove trovare le tradizionali ceramiche dipinte a mano (piatti, cioccolatiere, mattonelle) con motivi toscani e contradaioli. Un bel ricordo tangibile di Siena. – Articoli delle Contrade: se volete una bandiera di contrada o un fazzoletto come ricordo, ci sono negozietti vicino Piazza del Campo che li vendono ufficialmente. Ad esempio il Negozio del Palio sotto Piazza, oppure stand delle singole contrade aperti durante il Palio. – Libri e stampe storiche: Libreria Senese (via di Città) offre un’ampia sezione su storia locale, Palio, arte senese. Anche Libreria Piccolomini (via Rinaldini) è ottima per chi ama i libri antichi e le stampe d’epoca (potreste trovare riproduzioni di mappe medievali di Siena, perfette da incorniciare).
Passeggiando “senza meta” dal Minerva verso il Campo, troverete inoltre tante botteghe storiche segnalate da targhe: drogherie centenarie, mesticherie, orafi. Vale la pena sbirciare dentro per un salto nel passato commerciale di Siena.
Eventi locali da non perdere
Infine, qualche suggerimento su eventi e feste senesi, qualora il vostro viaggio coincida con le date giuste: – Il Palio di Siena – Ne abbiamo parlato spesso: la celebre corsa delle contrade si svolge due volte l’anno, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta). La città in quei giorni è un tripudio di colori, canti e rituali secolari. Se visitate Siena in periodo di Palio, preparatevi a un’esperienza unica: potete assistere alle prove mattutine, al Corteo Storico nel pomeriggio e naturalmente alla gara in Piazza del Campo (serve però un biglietto per le tribune, oppure si può stare in piedi al centro della piazza gratuitamente, arrivando con MOLTO anticipo). Anche se non foste lì il giorno del Palio, nel mesetto estivo troverete cene di contrada all’aperto (a cui potete partecipare acquistando un ticket presso le società di contrada), prove di bandiere, concertini e un’atmosfera vibrante ovunque . – Settimana Santa e Pasqua: Siena vive con partecipazione i riti religiosi. Il Venerdì Santo si tiene una processione con la reliquia del Lignum Crucis dal Duomo a San Francesco; la Domenica di Pasqua le campane suonano a festa e molte famiglie affollano la Colazione di Pasqua al Campo (uova sode benedette, schiaccia di Pasqua e salame!). Non è evento “ufficiale”, ma una tradizione diffusa. – Estate Musicale Chigiana: Da luglio ad agosto, l’Accademia Chigiana organizza concerti di musica classica e contemporanea con artisti di fama internazionale nei teatri e nelle chiese di Siena. Informatevi sul Chigiana International Festival: potreste assistere a un concerto in scenari splendidi come il cortile del Palazzo Chigi Saracini o il Teatro dei Rinnovati. Immaginate una serata estiva con musica sotto le stelle, dopo aver cenato in contrada – Siena sa essere estremamente romantica. – Siena Jazz – A fine luglio, Siena ospita seminari internazionali di jazz e una serie di concerti gratuiti all’aperto (spesso alla Fortezza Medicea o in Piazza Duomo) facenti parte del Siena Jazz Festival . Se siete appassionati di jazz, troverete jam session notturne nei locali e giovani musicisti girare con i loro strumenti. L’atmosfera musicale pervade la città in quelle settimane. – Mercato nel Campo: Nel primo weekend di dicembre (spesso intorno al 6-8 dicembre) Piazza del Campo torna indietro nel tempo e ospita un grande mercato medievale rievocativo . Oltre 100 bancarelle disposte come nel medioevo vendono prodotti tipici, artigianato, street food locale. I venditori in costume, spettacoli di musici, gli aromi di spezie e vin brulé nell’aria… è un evento imperdibile se visitate in inverno . La vostra base in hotel sarà a pochi passi dal mercato, comoda per portare in camera gli acquisti e tornare giù per altri assaggi! – Capodanno e feste natalizie: Durante dicembre Siena si illumina di luci natalizie (bellissime in Piazza Salimbeni e lungo Banchi di Sopra) . Il 31 dicembre in Piazza del Campo solitamente c’è un concerto gratuito e la gente brinda al nuovo anno sotto la Torre del Mangia. Dall’hotel potrete arrivarci a piedi evitando problemi di parcheggio. A gennaio, si tiene la Cavalcata dei Magi con figuranti in costume che attraversano la città il giorno dell’Epifania. – Altre sagre ed eventi nei dintorni: Essendo il Minerva anche ottimo punto di partenza per gite fuori porta , se avete tempo potreste sfruttarlo per vedere eventi nei dintorni: ad esempio la Giostra di Simone a Montisi (rievocazione storica a fine agosto), il Calcio Storico a Firenze (24 giugno, un po’ distante ma fattibile in treno), il Bravio delle Botti a Montepulciano (fine agosto, gara spingendo botti su per il corso). Lo staff dell’hotel sarà felice di segnalarvi eventi settimanali locali, come sagre del vino, dell’olio, del tartufo in stagione, in qualche borgo vicino .
Domande Frequenti (FAQ) sulle fonti di Siena e consigli utili
Infine, raccogliamo qui alcune domande frequenti che un turista potrebbe porsi riguardo alle fonti storiche di Siena e al nostro itinerario, con relative risposte e consigli pratici:
D: Le fonti di Siena sono sempre accessibili? Serve un biglietto per visitarle?
R: Le principali fonti medievali (come Fontebranda, Fonte Nuova d’Ovile, Fonte d’Ovile, Fonte Gaia, ecc.) sono in spazi pubblici all’aperto e accessibili gratuitamente 24 ore su 24. Non c’è alcun biglietto da pagare né orario di chiusura dei cancelli, in genere. Fanno eccezione alcune fonti minori che si trovano in aree private o chiuse (ad esempio alcune fonti di campagna dentro proprietà), ma tutte quelle citate nel nostro itinerario sono liberamente visitabili. Solo una fonte ha un orario, ma è un caso particolare: Fonte Gaia in Piazza del Campo in realtà è una copia moderna, mentre gli originali di Jacopo della Quercia sono visibili a pagamento nel Museo di Santa Maria della Scala. Ma la fonte in piazza la vedete liberamente. Dunque, potete inserire le fonti nel vostro giro in qualunque momento vi sia comodo, anche sera/notte (tenendo conto della visibilità). L’ingresso sotto le arcate è consentito a tutti – raccomandiamo solo rispetto e civiltà: non sporcate, non gettate rifiuti nelle vasche e non disturbate eventuali residenti nelle vicinanze con rumori molesti.
D: È sicuro visitare queste fonti di sera o da soli?
R: In generale Siena è una città molto sicura, anche di sera. Fontebranda si trova in città ed è illuminata, spesso ci sono altre persone in giro (specialmente d’estate, ci passano turisti e contradaioli). Fontenuova è in città anch’essa, ma in una strada secondaria: la sera tardi può essere isolata e poco illuminata, quindi se siete soli potrebbe incutere un po’ di timore per l’atmosfera (non tanto per pericoli reali, ma per tranquillità vostra consigliamo di andarci in due persone se proprio volete vederla di notte). Fonte d’Ovile è fuori porta, in un luogo abbastanza buio la notte: qui suggeriamo di visitarla preferibilmente di giorno. In pieno giorno tutti questi posti sono frequentati anche da appassionati di foto, studenti, o residenti di passaggio, dunque nessun problema. Come ovunque, usate buon senso: di notte tardi, evitare di avventurarsi in luoghi appartati se non conoscete la zona. Ma ripetiamo, Siena non è una città pericolosa e i reati sono molto rari. Al limite, potreste incrociare qualche gatto randagio che si abbevera alla fonte!
D: Posso bere l’acqua delle fonti? È potabile?
R: Meglio di no. Sebbene l’acqua che alimenta le fonti sia in teoria pulita (piovana e di sorgente filtrata nel tufo) e per secoli i senesi l’abbiano bevuta, oggi quelle vasche non sono considerate potabili: l’acqua è stagnante o ricircolata senza trattamenti e potrebbero esserci microorganismi. Il comune di solito appone il cartello “Acqua non potabile” su queste fonti storiche. Quindi usatele per rinfrescarvi il viso magari, ma non per riempire la borraccia. In città però trovate varie fontanelle moderne con acqua potabile (ad esempio una in Piazza del Campo vicino a Palazzo Pubblico, una in Piazza del Mercato, una a San Domenico), utilizzatele per bere. Piccola nota: fino agli anni ‘20 del Novecento, i residenti delle zone attorno a Fontebranda e Fontenuova bevevano e utilizzavano proprio quell’acqua per cucinare ecc., ma tempi e standard igienici sono cambiati.
D: Come faccio a prenotare una visita ai bottini sotterranei?
R: Le visite ai Bottini di Siena (gli acquedotti medievali) sono un’esperienza affascinante ma regolamentata. Bisogna rivolgersi all’Associazione La Diana (gruppo di volontari speleologi locali) o al Museo dell’Acqua/Comune di Siena. In genere si prenota tramite sito web o email con largo anticipo, specificando la data desiderata e il numero di persone. Le visite sono a piccoli gruppi, con casco e torcia forniti, e vengono sospese in caso di piogge abbondanti (per sicurezza) . Contattate La Diana tramite il loro sito ufficiale oppure chiedete in hotel: spesso il concierge dell’Hotel Minerva può aiutarvi a mettervi in contatto o a informarvi sulle prossime date disponibili (visto che molti ospiti ne fanno richiesta) . Tenete presente che si cammina chinati in cunicoli stretti con acqua alle caviglie, quindi occorre un minimo di agilità e indossare abbigliamento adatto. Ma l’esperienza di vedere l’acqua scorrere nel silenzio sottoterra, alla luce delle torce, vale lo sforzo – vi sentirete veri esploratori della Siena segreta!
D: Qual è la fonte più bella di Siena?
R: Domanda difficile! 😉 Fontebranda è sicuramente la più monumentale e carica di storia (Dante docet) ed è spettacolare da vedere, quindi molti risponderebbero Fontebranda. Fonte Gaia è la più scenografica per posizione (al centro di Piazza del Campo), sebbene le statue siano copie moderne – va però menzionata. Alcuni hanno un debole per Fonte Nuova d’Ovile per la sua elegante decadenza gotica in un angolino poco conosciuto. E c’è chi ama Fonte d’Ovile per l’atmosfera bucolica fuori porta. Insomma, è soggettivo. Se volete un nostro parere: Fontebranda vince per imponenza e importanza storica complessiva, ma Fonte Nuova colpisce per il fascino “gotico perduto” e perché non tutti la scoprono, quindi vi dà la soddisfazione di aver visto qualcosa di speciale e non affollato. Il bello comunque è che sono tutte diverse l’una dall’altra, quindi vale la pena visitarle tutte e decidere personalmente quale vi ha emozionato di più.
D: Quanto tempo devo prevedere per questo itinerario delle fonti?
R: Per fare con calma il giro Hotel – Fontenuova – Fonte d’Ovile – (attraversamento centro) – Fontebranda direi di mettere in conto mezza giornata. Se partite la mattina dall’hotel, entro pranzo avrete visto tutto, soste incluse, a ritmo tranquillo. Distanze e tempi indicativi: Minerva → Fontenuova (5 min); Fontenuova → Fonte d’Ovile (5 min); Fonte d’Ovile → Fontebranda (attraversando centro, con eventuale pausa caffè, 30-40 min). Diciamo un paio d’ore effettive di cammino tra i punti, più il tempo che dedicate a ogni sosta (minimo 10 min a fonte, ma anche 20-30 se vi godete foto e relax). Quindi tot circa 2,5-3 ore. Ma se volete includere anche la visita di chiese lungo il percorso (es. Duomo o Santuario Caterina), o magari fermarvi per uno spuntino, allora può diventare tranquillamente un itinerario di un giorno spezzato in due: fonti Ovile la mattina, pranzo, Fontebranda e dintorni al pomeriggio. Siena è da gustare senza fretta, e il bello dell’avere l’hotel vicino è che potete modulare il ritmo come preferite. In estate, magari fate Fontenuova e Ovile presto, riposino durante le ore calde, e Fontebranda nel tardo pomeriggio quando la luce è migliore.
D: E dopo Fontebranda, come torno all’Hotel Minerva?
R: Ottima domanda logistica! Dal basso di Fontebranda dovrete risalire. Il percorso più diretto è risalire verso San Domenico: potete prendere la scala mobile gratuita che da Fontebranda (vicino all’osteria “La Taverna di San Giuseppe”) sale fino al livello di via Camporegio, poco sotto San Domenico. Da lì in 10 min siete all’hotel (passando per Via Camollia e poi svoltando in Via Garibaldi). In alternativa, potete risalire a piedi la costa che avete disceso: Santuario di Caterina → San Domenico → hotel (circuito un po’ faticoso ma panoramico). Oppure, se siete stanchi, da Piazza Gramsci (che è a 10 min in salita moderata da Fontebranda) potete prendere un autobus urbano per poche fermate fino a Via Garibaldi. Ma onestamente, le distanze non sono enormi e consigliamo di fare l’ultimo sforzo a piedi: magari vi potete fermare a metà strada a prendere un gelato ristoratore 😋. Chiedete comunque in hotel prima di partire: vi sapranno indicare la via migliore per tornare a seconda di dove concluderete il giro .
D: Quali altre fonti potrei vedere se ho tempo?
R: Oltre alle tre trattate, Siena ha altre fonti storiche interessanti. Fonte Gaia (Piazza del Campo) l’abbiamo citata – è un must da vedere comunque durante la vostra permanenza, anche se la vasca marmorea è una copia, l’originale è al museo. Fonti di Pescaia: fuori Porta Pispini, oggi sede del Museo dell’Acqua – se vi interessa l’aspetto tecnico, questo luogo è molto istruttivo. Fonte delle Monache: una deliziosa fonte nel rione di Sant’Agnese, un po’ fuori dal centro turistico, con un percorso verde attorno (non facilissima da trovare). Fonte di Follonica: vicino a Fontebranda ma esterna alle mura – raggiungibile in 5 minuti da Porta Fontebranda, immersa tra gli orti, era la fonte dell’antico Spedale della Scala per rifornire la città; oggi spesso asciutta ma bel contesto . Fonte di Pantaneto: minuscola fontanella in Via Pantaneto, storicamente importante perché connessa al bottino maestro e fonte della contrada del Leocorno , però visivamente poco impressionante. Se avete una passione forte, esiste anche la “caccia alle fonti minori” – ce ne sono 15-20 in totale tra città e campagna. Magari un motivo per tornare a Siena e completare l’opera!
D: Il percorso è adatto anche a bambini o persone anziane?
R: Sì, con qualche accortezza. I bambini di solito adorano esplorare fontane e vasche d’acqua (teneteli però d’occhio vicino ai bordi scivolosi!). Potete renderlo una sorta di caccia al tesoro per loro: trovare i pesci nelle vasche, contare i leoni di Fontebranda, ecc. Le distanze non sono eccessive; magari per i più piccoli prevedete un gelato premio a fine giro 😄. Per persone anziane: ci sono salite e discese nel tragitto, soprattutto verso Fontebranda. Se hanno problemi di deambulazione, valutate di muovervi con calma, fare soste, e magari limitarsi a Fontenuova (pianeggiante) e Fonte d’Ovile (solo breve discesa). In alternativa, si potrebbe prendere un taxi fino a Fontebranda per evitare la discesa/salita ripida, e poi muoversi in piano nel centro. Comunque molti anziani senesi passeggiano quotidianamente su e giù per queste vie, quindi con calma è fattibile. Importante: scarpe comode antiscivolo, perché l’interno delle fonti può avere pavimento bagnato o muschiato.
D: Qual è il periodo migliore per questo itinerario?
R: Ogni stagione ha il suo fascino, come Siena stessa . In primavera troverete le fonti incorniciate dal verde brillante, l’acqua limpida e clima mite – ideale per camminare. In estate, ottimo partire la mattina presto o tardo pomeriggio per evitare il caldo di mezzogiorno (le fonti comunque sono luoghi freschi dove sostare). In autunno, dopo le prime piogge, i bottini scorrono abbondanti: le fonti avranno portate d’acqua maggiori e colori caldi attorno, bellissimo per foto. In inverno, se non è troppo freddo, l’atmosfera è più quieta che mai; durante le feste natalizie potete abbinare l’itinerario alla visita dei presepi: a volte le contrade allestiscono piccoli presepi presso le fonti (ad esempio, l’Oca ne fa uno a Fontebranda di solito). Attenzione solo a giorni di pioggia intensa: i percorsi in discesa possono essere sdrucciolevoli e l’interno delle fonti può allagarsi un po’. Ma se piove forte, potete sempre rifugiarvi al Museo dell’Acqua o gustare un bicchiere di Chianti in hotel aspettando che spiova, per poi riprendere il tour.
Siamo giunti al termine di questa lunga guida. 😃 Speriamo che “Le fonti storiche di Siena: itinerario tra Fontebranda, Fonte Nuova e Fonte di Ovile” vi abbia fatto scoprire un lato meno conosciuto ma affascinante di Siena, e che l’Hotel Minerva si sia rivelato non solo un punto di partenza ideale ma anche un confortevole rifugio dopo le vostre esplorazioni. Tra archi gotici specchiati nell’acqua verde smeraldo, leggende di fiumi nascosti e passeggiate tra vicoli carichi di storia, avrete assaporato quella dimensione autentica e poetica che rende Siena unica al mondo .
Non dimenticate di mettere in valigia, oltre alle foto, magari una bottiglietta riempita simbolicamente con l’acqua di Fontebranda – come facevano i pellegrini di un tempo – a ricordo del vostro viaggio. E se vi viene nostalgia, Siena e le sue fonti saranno sempre lì ad attendervi, con un’altra storia da raccontare ad ogni pietra e ad ogni goccia d’acqua che cade nelle antiche vasche.
Buon viaggio e buon soggiorno a Siena! Palazzo Pubblico, torri, fonti, contrade e tramonti vi saluteranno al vostro arrivo e resteranno nel vostro cuore alla partenza. E chissà, magari vi ritroverete anche voi a sognare di notte il mormorio del fiume Diana… 😉
“Ogni passo a Siena è una scoperta, ogni scorcio un quadro” – e ora lo sapete bene anche voi. Alla prossima avventura toscana!
