La Val d’Orcia, nel cuore della Toscana meridionale, è un luogo da fiaba dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004 . Immaginate dolci colline ondulate punteggiate da filari di cipressi, vigneti pregiati e antichi borghi medievali arroccati: un paesaggio mozzafiato che sembra uscito da un dipinto rinascimentale. Questa valle incantata – che prende il nome dal fiume Orcia – offre un unico incontro tra arte e natura, frutto di un equilibrio plasmato nei secoli per incarnare gli ideali del “buon governo” delle antiche città-stato toscane . Non a caso, molti viaggiatori restano senza parole di fronte a panorami già visti in cartolina o sullo sfondo del proprio computer: le colline verdi a primavera e dorate in estate ricordano la famosa collina di Windows XP, dando la sensazione di entrare in uno sfondo vivo e reale .
Oltre alla bellezza paesaggistica, la Val d’Orcia vanta eccellenze enogastronomiche famose nel mondo: vini rossi prestigiosi come il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, formaggi pecorini stagionati in fosse di tufo, olio extravergine d’oliva profumato e mieli dorati. Visitare questa valle significa quindi appagare la vista e il palato, immergendosi nei ritmi lenti della campagna toscana.
Ma è possibile visitare la Val d’Orcia in soli due giorni? Certamente sì, con una buona organizzazione. Un weekend basta per ammirare i borghi più belli e i panorami imperdibili, soprattutto se si dispone di un’auto per spostarsi liberamente da una tappa all’altra. In questo articolo troverete un itinerario dettagliato di 2 giorni alla scoperta della Val d’Orcia, con domande e risposte che vi aiuteranno a pianificare al meglio il viaggio, tanti consigli pratici e anche utili tabelle riepilogative. Partiremo da Siena – splendida città d’arte – come base strategica per l’esplorazione: l’Hotel Minerva di Siena si rivelerà il punto di partenza ideale per visitare sia la città del Palio che i dintorni toscani, Val d’Orcia inclusa. Da questa comoda base infatti potrete godervi Siena alla sera e allo stesso tempo raggiungere in circa un’ora d’auto i paesaggi da cartolina della Val d’Orcia, da Pienza a Montalcino .
Preparatevi dunque a un viaggio on the road attraverso colline da sogno, terme naturali e borghi incantati, adatto anche alle famiglie con bambini. Scopriremo giorno per giorno cosa vedere, con itinerari tematici per tutti i gusti – dagli appassionati di fotografia ai buongustai del vino – e risponderemo alle domande più comuni: quando andare? come muoversi? dove alloggiare? Mettetevi comodi: iniziamo questo tour virtuale in Val d’Orcia!
Quanti giorni servono per visitare la Val d’Orcia?
Una domanda frequente è quanti giorni dedicare alla Val d’Orcia. Data la concentrazione di borghi e punti panoramici in un’area relativamente piccola, due giorni pieni sono sufficienti per vedere le attrazioni principali . In un weekend ben pianificato non vi perderete i luoghi più iconici: Pienza, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Montepulciano e altri piccoli gioielli potranno rientrare nell’itinerario.
Certo, se avete più tempo a disposizione – ad esempio 4-5 giorni – potrete viaggiare con più calma e approfondire l’esperienza. Con qualche giorno in più si possono includere anche visite a città vicine (come Siena stessa, se non l’avete ancora esplorata) o concedersi momenti di relax alle terme naturali . Ad esempio, con 4 giorni potreste dedicare due giorni alla Val d’Orcia e gli altri a Siena e dintorni (Chianti, San Gimignano, ecc.), oppure esplorare con più tranquillità ogni borgo e magari fare un trekking tra le colline.
In sintesi: un paio di giorni bastano per un assaggio completo della Val d’Orcia, ma se potete fermarvi più a lungo avrete modo di scoprire angoli meno noti, partecipare a degustazioni con calma e vivere la valle in modo più rilassato. Per chi ha tempi stretti, però, niente paura: seguendo i nostri consigli sfrutterete al massimo 48 ore in zona, senza sentirvi di corsa. L’itinerario che proponiamo è studiato proprio per un weekend intenso ma appagante.
Dove conviene alloggiare per visitare la Val d’Orcia?
La scelta dell’alloggio gioca un ruolo fondamentale nella riuscita del viaggio. In Val d’Orcia ci sono diverse opzioni, adatte a tutti i gusti: dagli agriturismi rustici avvolti dal silenzio delle campagne, ai relais di charme con vista sui vigneti, fino agli alberghi diffusi nei centri storici dei borghi. Molti viaggiatori scelgono di dormire in valle, magari in posizione baricentrica nei pressi di Pienza (il cuore geografico della Val d’Orcia) o a Chianciano Terme, cittadina termale comoda anche dal punto di vista dei servizi . Soggiornare in un casale in mezzo ai campi può regalare un’esperienza bucolica autentica: svegliarsi col cinguettio, fare colazione con prodotti tipici e ammirare il tramonto dai propri giardini è impagabile.
Tuttavia, c’è un’opzione alternativa molto interessante: alloggiare nella città di Siena e usare questa splendida città medievale come base per le escursioni in Val d’Orcia. Perché scegliere Siena? Innanzitutto per godere del meglio di due mondi: le sere e le notti nel vivace centro senese, ricco di ristoranti, enoteche e arte, e le giornate tra le colline della Val d’Orcia. Siena si trova a nord della valle, a circa 50-60 km dalle principali mete (in media un’ora di auto), ed è ben collegata da strade panoramiche. Dopo aver esplorato borghi e campagne durante il giorno, potrete rientrare a Siena per una cena tipica e magari una passeggiata notturna in Piazza del Campo illuminata.
Perché scegliere proprio l’Hotel Minerva di Siena come punto di partenza?








Se decidete di alloggiare a Siena, l’Hotel Minerva è una soluzione ideale per diversi motivi. Questo accogliente hotel tre stelle è situato all’interno delle antiche mura di Siena, quindi a pochi passi dalle principali attrazioni cittadine, ma appena fuori dalla zona a traffico limitato: significa che ci si arriva comodamente in auto senza pensieri, potendo usufruire del parcheggio privato videosorvegliato dell’hotel . Per chi viaggia in macchina è un grande vantaggio, dato che molti hotel del centro storico di Siena non dispongono di parcheggio e le regole di accesso in città sono restrittive. All’Hotel Minerva invece parcheggiate l’auto in sicurezza e poi vi accorgerete che non servirà quasi più: da lì Siena si gira a piedi con facilità, e quando vorrete partire per la vostra gita in Val d’Orcia basterà riprendere l’auto dal parcheggio senza complicazioni.
L’Hotel Minerva si trova in via Garibaldi, a circa 15 minuti di passeggiata da Piazza del Campo e 17 minuti dal Duomo . In pratica, è nel cuore di Siena: la posizione è così comoda che potrete uscire la sera dall’hotel e, in pochi minuti, trovarvi sotto la Torre del Mangia che svetta nel cielo blu, o udire le campane della cattedrale risuonare tra i vicoli . Nonostante sia centrale, la zona è tranquilla e silenziosa di notte, ideale per riposare. Inoltre, la stazione ferroviaria dista appena 1 km: se qualcuno del gruppo arriva in treno o voleste fare un’escursione con i mezzi pubblici, potete raggiungerla anche a piedi in circa 15 minuti . Insomma, logisticamente perfetto.
Ma i vantaggi non finiscono qui. L’Hotel Minerva offre un’ospitalità calorosa e ambienti curati, frutto di decenni di esperienza: è uno degli alberghi storici di Siena, con una tradizione di accoglienza da oltre 60 anni . Le camere (ben 56 in totale, di varie tipologie per coppie, famiglie o business) uniscono comfort moderni e fascino toscano: aria condizionata, Wi-Fi gratuito, TV a schermo piatto, arredi dal design semplice con richiami alla tradizione locale. Molte stanze offrono viste suggestive sui tetti e le colline senesi. Chi viaggia in famiglia può richiedere camere comunicanti o lettini aggiuntivi; sono disponibili anche culle per bimbi piccoli e un baby menù a colazione, con opzioni adatte ai più piccoli . Proprio la colazione merita una menzione speciale: viene servita anche in giardino panoramico quando il tempo lo consente, così che possiate iniziare la giornata sorseggiando un cappuccino all’aperto mentre il sole illumina la città d’arte davanti a voi .
L’atmosfera all’hotel è familiare e rilassata. Lo staff, cordiale e multilingue, è disponibile 24 ore su 24 e ama condividere consigli personalizzati con gli ospiti . Chiedete pure suggerimenti su ristorantini romantici o itinerari segreti: vi sveleranno volentieri qualche chicca su Siena o vi aiuteranno a organizzare esperienze speciali (ad esempio una degustazione di Brunello in una cantina di Montalcino, o persino un giro a cavallo tra le colline) . Questa attenzione al cliente vi farà sentire ospiti d’onore più che semplici clienti, un aspetto che distingue il Minerva. Non stupitevi se dopo un giorno tutti vi chiameranno per nome!
Infine, un motivo fondamentale per scegliere Hotel Minerva come base: la sua posizione strategica per esplorare i dintorni di Siena. Dal Minerva, in auto, nel raggio di un’ora potete raggiungere tantissime mete splendide: Firenze a nord, San Gimignano e Monteriggioni verso nord-ovest, le Crete Senesi a sud-est, e naturalmente i borghi e le colline della Val d’Orcia a sud . Pienza e Montalcino, ad esempio, distano circa 60 minuti e 50 minuti rispettivamente. È quindi facile programmare gite giornaliere: partite al mattino dall’hotel, viaggiate tra le campagne toscane, godetevi le visite in Val d’Orcia e rientrate comodamente a Siena per la sera. L’Hotel Minerva si rivela il miglior punto di partenza per esplorare Siena di giorno e un rifugio sereno dove tornare la sera – il tutto con la flessibilità di avere la vostra auto sempre a disposizione senza stress logistici.
In breve: se volete unire la scoperta della Val d’Orcia alla visita di Siena e dintorni, l’Hotel Minerva di Siena è un’ottima scelta. Avrete la città del Palio a portata di passeggiata e, allo stesso tempo, la libertà di muovervi in auto verso le colline toscane quando volete. Questa doppia esperienza città+campagna rende il viaggio vario e completo. Inoltre, l’hotel offre comodità per famiglie, coppie in cerca di romanticismo (camere con vista mozzafiato!) e viaggiatori in moto o bici – c’è persino un deposito sicuro per biciclette e un angolo officina per i cicloturisti . Davvero un punto di riferimento versatile per il vostro soggiorno.
Quando è il periodo migliore per andare in Val d’Orcia?
La Val d’Orcia regala scenari differenti in base alle stagioni, e ogni periodo ha il suo fascino. Detto ciò, la primavera e l’autunno sono generalmente considerati i momenti migliori. In primavera (fine marzo, aprile e maggio) le colline si tingono di un verde brillante punteggiato dai colori dei fiori selvatici. Il clima è mite, perfetto per girare all’aria aperta, e i panorami sono davvero suggestivi: a metà aprile, ad esempio, troverete prati verdissimi sotto cieli tersi, come riportato da molti viaggiatori entusiasti . È il periodo in cui la natura si risveglia, e potrete scattare splendide foto ai campi ondeggianti di grano giovane. Inoltre, in primavera c’è minor affollamento rispetto all’estate e potreste approfittare di tariffe di bassa stagione per alloggi e servizi.
L’autunno (settembre-ottobre in primis) offre un altro spettacolo: le colline assumono tonalità calde dal giallo ocra al marrone, con i vigneti che in ottobre si infiammano di rosso e arancione durante il foliage. L’aria è fresca, ideale per passeggiare, e si entra in atmosfera vendemmia: questo è il periodo del vino novello, delle sagre del vino e dell’olio nuovo. Se siete amanti dei paesaggi autunnali, amerete la Val d’Orcia in questa stagione . Inoltre, tra fine settembre e ottobre molti borghi organizzano eventi enogastronomici (es. feste dell’uva a Montalcino, festival del formaggio a Pienza) che possono arricchire la vostra esperienza.
L’estate in Val d’Orcia, cioè i mesi di giugno, luglio e agosto, presenta pro e contro. Dal lato positivo, i campi di grano mietuti creano un mare dorato di colline bruciate dal sole – il classico panorama da cartolina toscano con balle di fieno qua e là. Inoltre le giornate sono lunghe e piene di luce, ottime per fotografare all’alba e al tramonto. Tuttavia, va detto che luglio e agosto possono essere molto caldi (spesso oltre 30°C) e affollati di turisti, soprattutto nei weekend. Camminare nei borghi sotto il sole cocente di mezzogiorno può essere faticoso, quindi se viaggiate in estate programmate le visite al mattino presto o nel tardo pomeriggio, e magari sfruttate le ore centrali per una pausa all’ombra o – perché no – un tuffo rinfrescante nelle piscine termali degli hotel a Bagno Vignoni. L’estate è anche la stagione di alcuni eventi culturali: ad esempio, a luglio Pienza ospita serate musicali e Montepulciano ha spettacoli all’aperto, e ad agosto si svolge spesso “Calici di Stelle” con degustazioni di vino sotto le stelle. Inoltre, ricorda che il 2 luglio e 16 agosto a Siena si corre il famoso Palio: se alloggiate all’Hotel Minerva in quei giorni, potreste abbinare l’emozione del Palio (magari la prova generale o l’atmosfera festosa in città) alle vostre escursioni in Val d’Orcia la mattina successiva.
Infine, l’inverno. Dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi meno gettonati per la Val d’Orcia, ma non sono da escludere se amate la tranquillità. Troverete paesaggi più brulli e spogli (le colline in inverno hanno un fascino quasi lunare quando la terra argillosa emerge senza colture, specie nelle adiacenti Crete Senesi). Le temperature sono fredde ma raramente sotto lo zero di giorno; potrebbe capitarvi qualche spruzzata di neve sulle cime del Monte Amiata che domina la valle, scenario molto suggestivo. In inverno avrete borghi semi-deserti tutti per voi, ottimi prezzi negli agriturismi e potrete godervi al meglio le terme calde all’aperto: immergersi nelle acque sulfuree fumanti di Bagni San Filippo mentre l’aria è frizzante è un’esperienza unica! Durante le festività natalizie, poi, i paesini si adornano di lucine e presepi (famoso il presepe vivente di Bagno Vignoni). Certo, alcune strutture possono fare pausa invernale e le ore di luce sono minori, quindi organizzatevi di conseguenza.
In conclusione, se dovessimo consigliare un periodo ideale diremmo aprile-maggio per colline verdi e clima ottimale, oppure fine settembre-inizio ottobre per colori autunnali e raccolti. In ogni caso evitate periodi troppo piovosi (es. novembre può essere un po’ grigio e fangoso in campagna) e tenete d’occhio il calendario di eventi locali per eventualmente farlo coincidere col vostro viaggio. Qualunque stagione scegliate, la Val d’Orcia saprà regalarvi emozioni e scorci indimenticabili, ciascuna con la sua palette e atmosfera.
Come raggiungere e muoversi in Val d’Orcia?
Muoversi in Val d’Orcia richiede un minimo di pianificazione, dato che i collegamenti pubblici in questa zona rurale sono limitati. Vediamo le opzioni e i consigli per gli spostamenti:
- In auto (consigliato):L’automobile è di gran lunga il modo migliore per esplorare la Val d’Orcia . Avere un’auto vi dà la libertà di gestire i tempi e fermarvi in ogni punto panoramico che vi attrae – e credeteci, ce ne saranno tanti lungo la strada! I borghi della Val d’Orcia sono collegati da strade provinciali panoramiche (come la SR2 Via Cassia e la SR146) che serpeggiano tra colline, filari di cipressi e campi di grano. Guidare qui è un piacere in sé, oltre che una necessità pratica: molte delle iconiche vedute (il celebre gruppo di cipressi, la Cappella di Vitaleta, il viale di cipressi di Monticchiello) si trovano in aperta campagna, raggiungibili solo tramite stradine sterrate o deviazioni prive di mezzi pubblici . Con l’auto potrete anche ottimizzare i tempi, visitando magari 3-4 località nello stesso giorno. Se arrivate da lontano e non avete un’auto propria, considerate di noleggiarne una in Toscana (ad esempio a Siena o Firenze) : vi garantirà un tour on the road indimenticabile e zero vincoli di orario.
- Da Siena, per entrare in Val d’Orcia avete più possibilità. L’itinerario più panoramico prevede di seguire la SR2 Cassia verso sud: usciti da Siena, passerete da Monteroni d’Arbia e Buonconvento, e vi troverete già immersi nei paesaggi ondulati delle Crete Senesi. Da Buonconvento la strada sale leggermente e, superato Torrenieri, sarete ufficialmente in Val d’Orcia (lo capirete dal susseguirsi di poggi coperti di vigneti!). In alternativa, se la prima tappa è Montepulciano o Pienza, potete prendere la superstrada verso Bettolle/Sinalunga e poi deviare per Pienza – meno romantica come via (tratto autostradale) ma leggermente più veloce per l’estremo est della valle. Le distanze comunque non sono elevate: Siena dista circa 50-60 km dai centri principali della Val d’Orcia. Ecco una piccola tabella indicativa:
| Percorso da Siena a… | Distanza (km) | Tempo in auto (circa) |
|---|---|---|
| Montalcino (via SR2) | ~40 km | 50-55 minuti |
| Pienza (via San Quirico) | ~55 km | 1h 10 minuti |
| San Quirico d’Orcia | ~50 km | 1h |
| Bagno Vignoni | ~50 km | 1h |
| Montepulciano | ~65 km | 1h 15-20 minuti |
| Abbazia di Sant’Antimo (vicino Montalcino) | ~50 km | 1h (via Montalcino) |
- Nota: i tempi possono variare in base al traffico e alle soste fotografiche spontanee! Considerate che le strade della Val d’Orcia, pur ben tenute, sono piene di curve e punti panoramici dove vorrete rallentare. Vi consigliamo di viaggiare con calma, godendovi il tragitto tanto quanto le destinazioni.
- Mezzi pubblici: spostarsi senza auto in Val d’Orcia è possibile ma meno immediato. Esistono autobus regionali (Tiemme) che collegano Siena con alcuni borghi – ad esempio la linea #112 va da Siena a Montalcino (passando per Buonconvento), altre linee collegano Siena a Montepulciano via Sinalunga, ecc. Tuttavia le corse sono poco frequenti e spesso richiedono cambi; inoltre, i pullman fermano nei paesi principali ma non nei punti panoramici di campagna. Ad esempio, potreste raggiungere Pienza in bus, ma per vedere la Cappella di Vitaleta dovreste poi camminare chilometri fuori paese. In definitiva, i mezzi pubblici non vi portano in tutti i singoli borghi né presso le varie vedute isolate . Se non avete alternativa all’uso del bus, concentratevi su 1-2 borghi al giorno e verificate con attenzione orari e fermate (soprattutto nel weekend, le corse sono ridotte). Per darvi un’idea, da Siena a Montalcino in bus ci vogliono circa 1h 45m con un cambio a Buonconvento; da Siena a Pienza occorre prendere un bus per Montepulciano e scendere a una fermata intermedia (es. a San Quirico) o cambiare a Buonconvento/Torrenieri. Insomma, fattibile solo per viaggiatori pazienti e flessibili negli orari.
- Un’opzione ibrida interessante è usare il treno o bus per avvicinarsi e poi noleggiare scooter/bici sul posto. Ad esempio, potreste prendere un treno da Siena a Buonconvento (linea Siena-Grosseto), e lì affittare delle e-bike per girare la Val d’Orcia su due ruote. Oppure arrivare in bus a Montalcino e da lì partecipare a un piccolo tour locale organizzato.
- Tour organizzati: se preferite non guidare, valutate i tour guidati in partenza dalle principali città toscane (Firenze, Siena, Arezzo). Ce ne sono molti che, in giornata, portano un gruppo in minivan o pullman a visitare i luoghi salienti della Val d’Orcia. Ad esempio, da Siena esistono escursioni organizzate che coprono Montalcino, Pienza e Montepulciano con degustazioni incluse. Da Firenze spesso propongono in giornata San Gimignano + Montalcino + Pienza (un po’ corsa, ma comoda). I tour ovviamente hanno orari fissi e meno libertà, però risolvono il problema logistico e offrono la presenza di una guida che arricchisce la visita con spiegazioni. Se siete basati all’Hotel Minerva e non volete guidare, chiedete pure allo staff: saranno felici di consigliarvi o aiutarvi a prenotare un tour in Val d’Orcia .
- Bicicletta / Moto: la zona è paradisiaca anche per ciclisti e motociclisti. Se amate pedalare, la Val d’Orcia offre percorsi per bici da strada e MTB tra i più panoramici d’Italia (molti tratti coincidono con l’itinerario dell’Eroica, famosa ciclostorica su strade bianche). Certo, preparatevi a saliscendi impegnativi – non è pianeggiante! – ma lo sforzo è ripagato dai paesaggi. L’Hotel Minerva è “bike friendly” e dispone di deposito per biciclette : potreste portare la bici o noleggiarne una a Siena, caricarla magari in auto fino a Pienza e da lì fare un circuito su due ruote. Anche i motociclisti trovano pane per i loro denti: curve dolci, viste mozzafiato e asfalto in buone condizioni. Un classico giro in moto da Siena tocca Asciano, San Quirico, Montalcino e torna dal passo del Lume Spento, tra Crete e Val d’Orcia – una poesia per chi guida. In hotel c’è parcheggio sicuro anche per le moto, naturalmente.
In sintesi, vi raccomandiamo: venite in Val d’Orcia con un mezzo proprio se possibile. L’auto rimane la scelta top, perché vi dà completa autonomia e vi permette di scoprire gli angoli nascosti. Portate con voi una mappa o un buon navigatore (anche se parte del divertimento è perdersi in qualche stradina sterrata e trovare per caso un casale da fotografare!). Attenzione solo ai limiti di velocità: godetevi il viaggio con calma, fermandovi nelle piazzole panoramiche segnalate. Alcuni tratti sono a curve cieche – guidate prudentemente soprattutto se vi distraete per guardare il panorama (capiterà!). E ricordate di fare rifornimento di carburante nei centri maggiori (Pienza, Montepulciano, San Quirico hanno distributori); nelle zone più interne non ce ne sono molti. Armati di questi accorgimenti, siete pronti per l’avventura on the road tra le colline toscane!
Dopo queste premesse organizzative, passiamo al clou: cosa vedere in Val d’Orcia in 2 giorni? Di seguito presentiamo un itinerario suddiviso in Giorno 1 e Giorno 2, con le tappe consigliate, i tempi indicativi di visita e alcuni suggerimenti speciali. Ogni giornata coprirà luoghi diversi per ottimizzare gli spostamenti. Naturalmente potete invertire l’ordine dei giorni o adattare le tappe ai vostri interessi, ma l’itinerario proposto vi permetterà di non perdere nulla di essenziale.
Giorno 1: itinerario da Montalcino a Bagno Vignoni
La prima giornata è dedicata alla parte occidentale e centrale della Val d’Orcia, iniziando dal borgo più a ovest (Montalcino) e scendendo poi verso est attraverso colline e valli fino alle terme di Bagno Vignoni e oltre. Ecco le tappe suggerite per il Giorno 1:
- Montalcino – Mattina (h 9:30 circa): visita del borgo medievale e della Fortezza, degustazione di Brunello.
- Abbazia di Sant’Antimo – Fine mattinata (h 11:30): sosta all’antica abbazia romanica immersa tra i vigneti.
- San Quirico d’Orcia – Primo pomeriggio (h 14:00): passeggiata nel borgo e visita agli Horti Leonini.
- Cipressi di San Quirico – Pomeriggio (h 15:30): breve deviazione fotografica al celebre gruppo di cipressi circolari.
- Bagno Vignoni – Tardo pomeriggio (h 16:30): relax nel borgo termale con la piazza d’acqua e Parco dei Mulini.
- Castiglione d’Orcia – Tramonto (h 18:00): salita alla Rocca di Tentennano per godere di un panorama spettacolare sulla valle al calar del sole.
Di seguito una tabella riepilogativa del percorso del Giorno 1 con le tappe principali, una breve descrizione e il tempo di visita consigliato per ciascuna:
| Tappa (Giorno 1) | Cosa vedrai | Tempo di visita |
|---|---|---|
| Montalcino (Mattina) | Borgo medievale circondato da mura; Fortezza trecentesca con vista panoramica; enoteche e cantine del Brunello. | ~2 ore (senza degustazione approfondita) |
| Abbazia di Sant’Antimo (H 11:30) | Abbazia romanica isolata nella campagna, tra vigne e oliveti; interni mistici, possibilità di ascoltare canti gregoriani (nelle messe domenicali). | 30-45 minuti |
| San Quirico d’Orcia (Pomeriggio) | Centro storico con mura medievali, collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, Horti Leonini (giardini rinascimentali); atmosfera da via Francigena. | ~1 ora |
| Cipressi di San Quirico (Pomeriggio) | Famoso gruppo di cipressi disposti a cerchio su una collina; scenario fotografico iconico della Val d’Orcia. | 15 minuti (sosta fotografica) |
| Bagno Vignoni (Tardo pomeriggio) | Borgo termale unico, con una grande vasca di acqua termale al centro della piazza; Parco dei Mulini con canali d’acqua calda e antichi mulini. | 1–1.5 ore (più lungo se ci si ferma alle terme) |
| Castiglione d’Orcia (Sera) | Piccolo borgo su un colle; Rocca di Tentennano da salire per un panorama a 360° sulla Val d’Orcia; piazzetta con fontana e vicoli pittoreschi. | 45 minuti – 1 ora |
Nota: Gli orari sono indicativi e suppongono partenza da Siena al mattino presto. Potete ovviamente invertire alcune tappe (es. visitare prima Bagno Vignoni e poi San Quirico) in base all’orario di apertura di siti o ristoranti. Ad esempio, la Rocca di Tentennano a Castiglione d’Orcia in estate potrebbe restare aperta fino al tramonto: è bello salirvi nel tardo pomeriggio. In bassa stagione, verificate gli orari perché potreste dover anticipare la visita di Castiglione prima di Bagno Vignoni.
Adesso approfondiamo ogni tappa del Giorno 1 con domande e risposte, per scoprire cosa offre ciascun luogo e come goderselo al meglio.
Cosa vedere a Montalcino, la capitale del Brunello?
Montalcino è la prima tappa consigliata. Arrivando da Siena (circa 50-60 minuti di auto), noterete da lontano questo borgo adagiato su una collina, sovrastato dall’inconfondibile sagoma della sua Fortezza medievale. Montalcino è celebre nel mondo per il suo vino, il Brunello di Montalcino, ma ha anche un centro storico affascinante e panorami spettacolari sulla valle.
Iniziate la visita dalla Fortezza (Rocca) di Montalcino, costruita nel 1361. Potete camminare sulle sue robuste mura di pietra: dal camminamento di ronda si gode di una vista mozzafiato a 360 gradi sulle colline circostanti, sui vigneti e fino al Monte Amiata in lontananza. Vale la pena salire sulle torri (biglietto di ingresso pochi euro) per scattare foto dall’alto dei tetti. All’interno della Fortezza oggi c’è anche un’enoteca: se arrivate verso le 11 potete già concedervi una degustazione di Brunello in un luogo tanto suggestivo, perché no?
Usciti dalla rocca, esplorate il borgo scendendo verso Piazza del Popolo, il cuore di Montalcino. È una piazzetta intima, su cui affacciano il trecentesco Palazzo dei Priori con la sua alta torre stretta (decorata dagli stemmi dei podestà) e portici pittoreschi. Noterete forse l’orologio civico e la loggia gotica. Qui vicino trovate bar e forni: ottimo momento per un caffè e magari assaggiare i rustici locali (i fornai di Montalcino fanno un pane toscano squisito, senza sale, e dolci come i cantucci e il panforte).
Passeggiando per le vie acciottolate, scoprirete botteghe artigiane e, ovviamente, tante enoteche e wine bar: Montalcino vive di vino, e molte vetrine espongono bottiglie pregiate. Se siete appassionati, potete visitare il Museo del Brunello (in località Villa a Tolli, fuori dal centro) o semplicemente entrare in una cantina storica in paese come Enoteca di Piazza o Osticcio per curiosare tra centinaia di etichette.
Dal punto di vista artistico, non perdete la Chiesa di Sant’Agostino (facciata romanica semplice in mattoni) e l’adiacente Museo Civico e Diocesano di Montalcino, piccolo ma interessante: custodisce tavole dipinte della scuola senese (XIII-XVI secolo) tra cui opere di Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti, oltre a reperti archeologici. Un assaggio di arte senese nel cuore del borgo del vino!
Girate senza fretta: ogni vicolo di Montalcino offre scorci panoramici sulle valli circostanti. Ad esempio, camminando su Via Panfilo dell’Oca arriverete a un belvedere naturale. Montalcino è a ~560 m s.l.m., quindi da qui si domina gran parte della Val d’Orcia e oltre.
Per gli amanti del vino: se non siete alla guida nel pomeriggio, potete fermarvi per un light lunch in una delle osterie del centro abbinando ai piatti un calice di Rosso di Montalcino (vino più giovane) o del prestigioso Brunello. Un’esperienza consigliata è la Fortezza Wine Bar all’interno della Rocca, dove sommelier esperti propongono degustazioni verticali di Brunello (diverse annate) – però calcolate almeno un’ora per questo e un budget adeguato, il Brunello è un vino pregiato.
Prima di lasciare Montalcino, magari verso mezzogiorno, potreste comprare qualche prodotto tipico nelle botteghe alimentari: mieli locali (acacia e castagno del Monte Amiata), formaggi pecorini delle crete senesi, salumi di cinta senese e, ovviamente, una bottiglia di Brunello DOCG come souvenir. Tenete però le bottiglie al fresco in auto, specie d’estate.
Curiosità: Montalcino non è solo vino, ha anche un’insospettabile tradizione di miele (qui c’è un particolare microclima per cui viene prodotto uno dei mieli di corbezzolo più rinomati) e di artigianato del legno d’ulivo. Inoltre, ogni ottobre ospita la Sagra del Tordo, rievocazione medievale con tiro con l’arco tra i quartieri, in cui il paese si anima di costumi e banchetti all’aperto – chiaramente incentrati su piatti di cacciagione e Brunello.
Terminata la visita, recuperate l’auto dove l’avete parcheggiata (ci sono vari parcheggi intorno alle mura; la strada per la fortezza ha spiazzi, oppure parcheggio in Viale Strozzi) e preparatevi alla prossima tappa, a pochi km da qui.
Come raggiungere e visitare l’Abbazia di Sant’Antimo?
A circa 10 km a sud da Montalcino (15 minuti di guida) si trova uno dei luoghi più spirituali e affascinanti della Val d’Orcia: l’Abbazia di Sant’Antimo. Per arrivarci, uscendo da Montalcino seguite le indicazioni per Castelnuovo dell’Abate/Sant’Antimo: la strada scende tra vigneti di Brunello e uliveti secolari, offrendovi ancora vedute meravigliose. All’improvviso, in fondo a una valle solitaria, vedrete comparire l’abbazia: un’imponente chiesa in travertino chiaro, isolata in mezzo a una radura verde. L’impressione è quasi soprannaturale, come scrivono in molti: dopo curve e colline, Sant’Antimo appare all’improvviso con maestosa eleganza .
Parcheggiate l’auto nel parcheggio dedicato (c’è un piccolo parcheggio a poche centinaia di metri dall’abbazia, spesso gratuito o a offerta) e incamminatevi lungo il vialetto sterrato fiancheggiato da cipressi. Già da fuori, questo luogo emana pace: siete nella valle dello Starcia, fuori dalle rotte più battute, dove regna solo il canto delle cicale in estate o il cinguettio in primavera.
L’Abbazia di Sant’Antimo risale probabilmente al XII secolo (anche se secondo la leggenda fu fondata addirittura da Carlo Magno nell’800 d.C.). È un magnifico esempio di architettura romanica in Toscana. Appena entrati nel portale principale, vi colpirà la purezza delle linee: navate alte e spoglie, colonne in alabastro con capitelli istoriati, una luce soffusa che filtra dai finestroni. Vi sentirete piccoli di fronte alla verticalità degli spazi. Raggiungete il presbiterio, magari salite i pochi scalini che portano dietro l’altare: qui c’è la cripta dell’abbazia, un angolo ancora più antico e intimo (spesso usata per funzioni). Noterete la raffinatezza dei capitelli scolpiti, tutti diversi: uno famoso raffigura Daniele nella fossa dei leoni.
Sant’Antimo è nota anche per i suoi canti gregoriani. Fino a qualche anno fa un ordine di monaci vi risiedeva e ogni giorno intonava suggestivi canti latini. Oggi non c’è più una comunità monastica fissa, ma la tradizione è mantenuta: ogni domenica alle 11 c’è una messa con canto gregoriano aperta al pubblico . Se capitate nel giorno giusto, assistere a questi canti angelici risuonare tra le pietre millenarie è un’esperienza da brividi. Anche in altri giorni, talvolta vengono diffusi registrazioni o si organizzano concerti spirituali – informatevi sul posto, magari trovate un depliant in abbazia.
Dopo aver esplorato l’interno (prendetevi 20-30 minuti per godervi la serenità del luogo, magari sedendovi a contemplare in silenzio), fate il giro all’esterno dell’abbazia. Sul retro c’è un piccolo uliveto e spesso pascolano pecore nelle vicinanze, dipingendo un quadretto bucolico perfetto. Guardate la facciata absidale con il bellissimo campanile a torre: è uno degli elementi più fotografati, con le colline sullo sfondo.
Appena fuori, un chioschetto vende prodotti monastici e miele locale (talvolta c’è anche un piccolo bar per un caffè). I dintorni invitano a una breve passeggiata: c’è un sentiero che sale verso Castelnuovo dell’Abate (il borgo sovrastante) per chi volesse un trekking leggero, e un altro che attraversa il torrente Starcia. Se avete tempo e voglia di sgranchirvi, potete fare qualche centinaio di metri nel verde.
Per le famiglie con bambini: Sant’Antimo è un ottimo posto per lasciar correre i piccoli in libertà per qualche minuto – c’è spazio nel prato (ovviamente con rispetto del luogo sacro) e spesso i bimbi restano affascinati dall’eco dentro la chiesa o dal suono delle campane. Tenete presente che nelle ore di funzione bisogna mantenere il silenzio, ma fuori dagli orari di messa i visitatori sono liberi di girare.
In totale, la visita richiederà circa 30-40 minuti. Ripartite poi in direzione opposta a come siete arrivati, risalendo verso San Quirico d’Orcia. Da Sant’Antimo a San Quirico impiegherete circa 35 minuti (dovete tornare sulla provinciale, risalire verso Torrenieri e da lì a San Quirico). L’alternativa, se volete evitare di ripassare da Montalcino, è una strada secondaria panoramica che da Castelnuovo dell’Abate va verso Monte Amiata Scalo e poi imbocca la SR2 Cassia: più lunga e tortuosa, sconsigliata se avete tempi stretti.
Cosa fare a San Quirico d’Orcia e dove trovare i famosi cipressi?
Giunti a San Quirico d’Orcia, siamo nel cuore storico della valle. Questo borgo, meno noto di Pienza o Montalcino, sorprende molti visitatori per la sua autenticità e la bellezza discreta. Inoltre, nelle sue immediate vicinanze si trovano alcuni dei panorami iconici della Toscana.
Prima di visitare il paese, probabilmente vorrete vedere da vicino i celebri cipressi di San Quirico, spesso fotografati in cartoline e poster. In realtà i gruppi di cipressi scenografici sono due: uno è il “gruppo di cipressi” circolari su una collinetta e l’altro è un doppio filare curvo che disegna una strada serpeggiante da cartolina. Entrambi sono molto vicini a San Quirico.
- Per il gruppo di cipressi (cipressi di San Quirico): si trova lungo la SP146 tra San Quirico e Pienza. Uscendo da San Quirico verso Pienza dopo circa 2 km, vedrete sulla destra, in mezzo a un campo, un piccolo poggio con in cima un anello di cipressi fitti. È quello! C’è uno spiazzo per parcheggiare sul lato sinistro della strada (spesso ci sono già altre auto ferme). Da lì, una breve camminata di 2 minuti sul prato vi porta ai piedi dei cipressi. Sono disposti a cerchio quasi perfetto – uno scenario fiabesco e uno dei simboli della Val d’Orcia. Scattate delle foto, magari variando angolazione: a volte i fotografi amano riprendere il gruppo da lontano, incorniciato dal cielo e dalle colline. Consiglio: se trovate troppa gente attorno ai cipressi, considerate di tornare al tramonto o all’alba del giorno dopo, quando c’è una luce fantastica e meno affollamento.
- Per il viale di cipressi a zig-zag (strada di Monticchiello): questo in realtà è leggermente più distante, verso Monticchiello (lo vedremo nel giorno 2). Ma un altro bel punto panoramico con filari di cipressi vicino San Quirico è quello denominato Podere Belvedere (o Poggio Bacoca) – una fattoria isolata contornata da cipressi, che appare in molte foto. Si trova su una stradina sterrata a sud di San Quirico. Indirizzo approssimativo: da San Quirico prendete la SP14 verso Chianciano per 1 km, poi girate a sinistra per una strada bianca seguendo indicazioni “Podere Belvedere” o usando coordinate GPS (i blogger spesso condividono la posizione). In breve si arriva su un’altura da cui fotografare un casale contornato da cipressi con sullo sfondo la vallata. Se avete tempo, è un’aggiunta facoltativa.
Comunque, il gruppo di cipressi circolari è la tappa imperdibile qui. Dopo la sosta fotografica (15 minuti bastano), tornate a San Quirico d’Orcia per visitare il borgo. Parcheggiate l’auto fuori le mura (ci sono parcheggi gratuiti o a pagamento vicino Porta Cappuccini o Porta Nuova).
San Quirico era una tappa importante sulla Via Francigena, la via dei pellegrini medievali diretti a Roma. Entrando da Porta Cappuccini, attraverserete stradine dal sapore antico con case in pietra e balconi fioriti. Raggiungete Piazza della Libertà, dove sorge la collegiata dei Santi Quirico e Giulitta: è la chiesa principale, riconoscibile dal bellissimo portale romanico-gotico contornato da leoni stilofori. L’interno è semplice ma accogliente; spesso è aperta per visita libera, merita uno sguardo per la pace che vi regna.
Di fronte alla collegiata si stende uno dei gioielli nascosti di San Quirico: gli Horti Leonini. Si tratta di giardini all’italiana realizzati nel tardo ’500, un esempio perfetto di giardino rinascimentale. L’ingresso è libero attraverso un cancello. Dentro vi aspetta un’oasi verde geometrica: vialetti di ghiaia, siepi di bosso potate in forme simmetriche a disegnare un ricamo nel terreno, e al centro una statua di Cosimo III de’ Medici (seicentesca). Fate due passi fino al fondo del giardino: c’è un terrazzino panoramico sulle mura da cui vedere l’uliveto sottostante e la Val d’Orcia verso sud. Sedete un attimo su una panchina qui, all’ombra (nelle ore calde questo è un ottimo rifugio!). Interessante sapere che ogni anno in estate gli Horti Leonini ospitano una mostra di scultura contemporanea, con opere collocate tra le siepi – uno strano contrasto tra antico e moderno.
Usciti dagli Horti, se avete fame o sete, San Quirico offre alcune trattorie tipiche e wine bar eccellenti. Potreste pranzare qui se non l’avete fatto a Montalcino. Un piatto da provare: i pici all’aglione (pasta fresca tipo spaghetti grossi fatti a mano, condita con sugo di pomodoro e aglione, l’aglio tipico valdorciano dal sapore gentile). Oppure i pici alle briciole, altrettanto tipici. Accompagnate con un calice di Orcia DOC (il vino locale). Per un pasto rapido, ci sono anche alimentari dove prendere panini con pecorino e prosciutto toscano.
Proseguite poi la visita del borgo: verso l’altra porta (Porta dei Cappuccini) trovate la Chiesa di Santa Maria Assunta, piccola, con un grazioso portale e un interno spoglio che conserva una statua lignea della Madonna attribuita alla bottega di Jacopo della Quercia. Dietro Santa Maria c’è un giardino pubblico con un’antica vasca termale romana (piccola curiosità archeologica).
Passeggiate lungo via Dante Alighieri per vedere le antiche torri medievali inglobate nelle case (San Quirico un tempo era tutto fortificato). Troverete botteghe di prodotti tipici anche qui: magari comprate i ricciarelli (dolci di mandorle) o la coppia d’olio (pane tipico locale a forma di ciambella), se siete golosi.
Domanda: Perché San Quirico è spesso associato ai “cipressi”? Perché il territorio comunale include quei noti gruppi di cipressi; infatti a volte li chiamano “Cipressi di San Quirico”. Il paese in sé ha anche un viale di cipressi sul Viale Dante che porta a un altro bel giardino, Il Giardino Nilde Iotti, con opere di land art contemporanee.
Dopo aver esplorato San Quirico (in totale un’oretta), si riprende la macchina per la prossima meta. Consiglio logistico: se siete riusciti a vedere i cipressi prima di entrare in San Quirico (venendo da Sant’Antimo via Torrenieri passerete prima dal bivio per Pienza), bene. Altrimenti potete ora uscire dal paese in direzione Pienza e fermarvi ai cipressi circolari lungo la SP146 (è a 5 minuti dall’uscita del borgo). Valutate secondo la luce: se è metà pomeriggio e il sole inizia a calare, potrebbe essere perfetto per foto con ombre più morbide.
Bagno Vignoni: si può fare il bagno nelle terme medievali?
A soli 5 km da San Quirico (circa 10 minuti di auto verso sud, seguendo le indicazioni per Castiglione d’Orcia) vi aspetta un luogo unico al mondo: Bagno Vignoni. Questo minuscolo borgo termale vi sorprenderà per la sua particolarità: ha una piazza costituita da una grande vasca di acqua termale. In pratica al centro del paese c’è una piscina rettangolare (misura circa 49 x 29 metri) colma di acqua calda e fumante, proveniente da sorgenti sotterranee. È uno spettacolo davvero inusuale vedere l’acqua occupare il posto che altrove è di lastricati e monumenti! Attorno, loggiati e edifici in pietra fungono da “cornice” alla vasca, e l’atmosfera è fuori dal tempo.
Parcheggiate all’ingresso del borgo (ci sono parcheggi lungo la strada, e uno ampio poco prima di arrivare). Entrando a piedi, vi troverete subito sulla Piazza delle Sorgenti, ovvero il bordo della vasca termale. L’acqua che sgorga qui è a circa 50°C, ricca di minerali e leggermente solforosa. Non è permesso fare il bagno nella vasca storica – è un monumento – ma potete avvicinarvi al bordo, toccare l’acqua (caldissima!) e magari scattare foto suggestive con i vapori che creano riflessi. Notate l’architettura intorno: la Loggia di Santa Caterina (dedicata a Santa Caterina da Siena che si dice venisse a immergersi qui) e il Porticato della Posta. Su un lato si affaccia anche la Chiesa di San Giovanni Battista, piccola cappella seicentesca che vale un’occhiata.
Chiedono spesso: “Ma posso farmi un bagno caldo da qualche parte?” La risposta è sì, ma non nella vasca storica pubblica. Potete però usufruire delle terme accessibili: ad esempio l’Hotel Posta Marcucci e l’Albergo Le Terme (quest’ultimo proprio sulla piazza) hanno piscine termali aperte anche ai non ospiti, a pagamento. Se desiderate un paio d’ore di relax potete entrare (portate costume e ciabatte). Ma se volete qualcosa di più wild e gratuito, allora dovete scendere al Parco dei Mulini: dal borgo, un sentiero scende dietro la vasca principale verso una scarpata dove l’acqua termale defluisce in una serie di vasche naturali e antichi mulini scavati nella roccia. Lì, in certi punti, ci sono piccole pozze di acqua calda dove i visitatori immergono piedi o gambe e spesso i bambini giocano con l’acqua. Portate magari un asciugamano per asciugarvi e scarpe comode: il percorso è breve (5 minuti) ma un po’ scivoloso. Vedrete le cascatelle calcaree con depositi bianchi, davvero affascinanti (anche se meno imponenti di quelle di Saturnia o Bagni San Filippo). Il nome Parco dei Mulini deriva dal fatto che nel Medioevo qui c’erano mulini azionati dall’acqua termale: ne restano i ruderi e un piccolo museo a cielo aperto con pannelli esplicativi.
Dopo esservi eventualmente bagnati i piedi nelle acque calde del Parco, risalite in paese. Bagno Vignoni ha un paio di viuzze con botteghe carine: erboristerie che vendono prodotti termali (saponi, creme ai sali minerali), enoteche con vino locale (anche qui Orcia DOC e Brunello la fanno da padrone), e bar con tavolini panoramici. Un’idea carina è gustare un gelato artigianale o un bicchiere di vino in uno dei bar affacciati sulla vasca, contemplando i vapori e il calare del sole se è quell’ora.
Domanda tipica: Bagno Vignoni è adatto ai bambini? Assolutamente sì, i bimbi sono incuriositi dalla “piscina calda” al centro del paese. Ovviamente va spiegato loro che non è consentito tuffarsi! Però potete far toccare l’acqua con le mani (attenzione che scotta un po’) e soprattutto portarli al Parco dei Mulini dove possono divertirsi a camminare nei ruscelli tiepidi (consigliate scarpette o sandali di gomma per non scivolare sulle alghe). In autunno-inverno attenzione al vapore caldo che sale, ma nulla di pericoloso. In generale Bagno Vignoni è un luogo tranquillo e pedonale, quindi i bambini possono gironzolare in sicurezza.
Dopo aver esplorato Bagno Vignoni (in totale un’oretta è sufficiente per il giro essenziale, più tempo se vi fermate alle terme), potete pensare alla tappa finale del giorno.
Cosa vedere a Castiglione d’Orcia e perché andarci al tramonto?
Per concludere il Giorno 1 in bellezza, consigliamo di salire a Castiglione d’Orcia, che dista solo 5 km da Bagno Vignoni, arrampicato su un colle proprio sopra. Prendete la strada che da Bagno Vignoni risale verso Castiglione: è ripida e curvosa, in pochi minuti guadagna quota e vi regala una vista panoramica notevole man mano che salite. Arriverete a Castiglione (il paese si riconosce dalla rocca in cima): seguite le indicazioni per il centro. Potete parcheggiare gratuitamente in piazza Il Vecchietta (la piazza principale del borgo) o poco fuori le mura.
Castiglione d’Orcia è piccolo e spesso trascurato dai turisti frettolosi, ma ha un fascino autentico e alcuni punti panoramici formidabili. Dalla piazza principale – intitolata al pittore Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta che qui nacque – avete già un colpo d’occhio sulla vallata. Nella piazza notate la pittoresca cisterna in travertino ottagonale al centro (serviva per raccogliere l’acqua piovana). Intorno ci sono edifici medievali rustici e un paio di trattorie tipiche. Se ancora non avete cenato, tenete presente che Castiglione offre cucina toscana genuina spesso a prezzi più bassi dei posti turistici (ci torneremo, magari però cenerete a Siena a fine rientro).
Da piazza del Vecchietta, incamminatevi verso la Rocca di Tentennano (chiamata anche Rocca d’Orcia). È una torre-fortezza che svetta su uno sperone roccioso a pochi passi dal borgo (in realtà tecnicamente la rocca è nella frazione Rocca d’Orcia, ma è attaccata al paese). Seguite le indicazioni o chiedete alla gente del posto (molto cordiale). La rocca risale al XIII secolo ed era una roccaforte della famiglia Salimbeni. Oggi ne rimane la torre possente e alcune rovine. L’accesso prevede un biglietto di pochi euro: controllate gli orari, solitamente è aperta nei weekend e in alta stagione fino al tramonto. Se è aperta, salite assolutamente in cima alla torre: i circa 70 scalini vi porteranno a uno dei belvedere più emozionanti di tutta la Val d’Orcia. Da lassù vedrete il sole tuffarsi dietro le colline se è l’ora giusta, e spaziare con lo sguardo su tutta la valle: distinguete Pienza su un colle lontano, San Quirico con i suoi cipressi, Montalcino da cui siete partiti, e giù a sud perfino Radicofani con la sua torre in lontananza. È un panorama che toglie il fiato, specialmente con la luce calda del tramonto che allunga le ombre dei cipressi e accende di arancione le crete. Portate la macchina fotografica: scatterete alcune delle foto più belle del viaggio. E magari un maglioncino, perché sulla torre tira vento anche d’estate.
Se la rocca fosse chiusa all’ora del vostro arrivo, non demoralizzatevi: anche senza salire in cima, potete comunque godere di viste notevoli da vari punti del paese. Ad esempio, prendete via della Rocca e arrivate fino alla base della torre: c’è un piccolo spiazzo panoramico con panchina, perfetto per contemplare il tramonto in tranquillità. Oppure, dall’altro lato del borgo, vicino alla Rocca Aldobrandesca (un’altra antica fortificazione, ormai rudere romantico avvolto dalla vegetazione), ci sono scorci magnifici sul versante opposto, verso il Monte Amiata.
Castiglione in sé è molto quieto: fate due passi per i vicoli lastricati, osservando scorci di vita locale (anziane signore sulla porta, gatti che sonnecchiano sui davanzali). È un borgo genuino che vi farà sentire l’atmosfera della Toscana lontana dal turismo di massa.
Ora, se siete saliti qui per il tramonto, probabilmente inizierà a farsi sera. Potete scegliere se fermarvi a cenare in zona o rientrare verso Siena (che dista circa 1 ora da Castiglione d’Orcia). Un suggerimento: se non siete troppo stanchi e volete cenare in Val d’Orcia, una chicca a pochi minuti è il borgo di Monticchiello (che però è in direzione opposta a Siena, verso Pienza, a circa 20 minuti da Castiglione). Monticchiello è noto per la sua teatralità e un’osteria ottima – ma potete anche tenerlo per il giorno 2. Altrimenti, potete scendere a Bagni San Filippo (15 min a sud) per vedere le terme naturali notturne e poi risalire sull’Amiata a cena… ma questo complicherebbe un po’ il rientro.
Molto probabilmente, dopo questa intensa giornata, preferirete rientrare a Siena e cenare lì (dopotutto all’Hotel Minerva il rientro è facile). Quindi, da Castiglione riprendete la Cassia SR2 verso nord: passerete di nuovo da San Quirico, Buonconvento, e poi Siena. Godetevi la strada anche di sera, magari ripensando a quante cose avete visto oggi!
Fine Giorno 1: avrete collezionato immagini di borghi, vigneti, acque termali e tramonti. Tornati in hotel a Siena, potrete rilassarvi magari bevendo un ultimo bicchiere al bar interno del Minerva, ricaricando le batterie per il secondo giorno. E se vi viene voglia di una passeggiata digestiva, il centro di Siena vi aspetta a due passi, illuminato e romantico.
Giorno 2: itinerario da Pienza a Montepulciano
Il secondo giorno esploreremo l’area orientale della Val d’Orcia, includendo alcuni borghi famosissimi per arte e gastronomia. In particolare ci concentreremo su Pienza, la “città ideale” rinascimentale, e Montepulciano, la perla del vino Nobile, senza tralasciare gioielli minori come Monticchiello e la scenografica Cappella della Madonna di Vitaleta. Ecco le tappe previste per il Giorno 2:
- Cappella della Madonna di Vitaleta – Mattina presto (facoltativo): iconica chiesetta solitaria tra i campi, uno dei simboli fotografici della Val d’Orcia.
- Pienza – Mattina (h 10:00): visita del centro storico rinascimentale e degustazione del famoso pecorino.
- Monticchiello (cipressi e borgo) – Primo pomeriggio (h 14:00): panorami sul percorso per Monticchiello, visita al borgo e pausa pranzo tipica.
- Montepulciano – Pomeriggio (h 16:00): tour del borgo monumentale, palazzi rinascimentali, cantine del Vino Nobile e vista dal alto.
- (Opzionale) Terme libere di Bagni San Filippo – se tempo permette, deviazione in serata verso le pozze naturali e la “Balena Bianca” calcarea.
Di seguito una tabella riepilogativa del Giorno 2 con tappe, highlights e tempi indicativi:
| Tappa (Giorno 2) | Cosa vedere/fare | Tempo di visita |
|---|---|---|
| Cappella di Vitaleta (facoltativa, mattina presto) | Piccola cappella bianca incorniciata da cipressi, in mezzo ai campi tra Pienza e San Quirico; spot fotografico per eccellenza della Val d’Orcia. | 30 min (incluso breve cammino da parcheggio) |
| Pienza (mattina) | Città rinascimentale voluta da Papa Pio II: Piazza Pio II con Cattedrale e Palazzo Piccolomini; vicoli panoramici (“Via dell’Amore”); botteghe di pecorino. | ~2 ore |
| Monticchiello (primo pomeriggio) | Strada panoramica a tornanti con filari di cipressi; borgo medievale intatto famoso per il “Teatro Povero”; ottimo luogo per pranzo tipico. | 1-2 ore (incluso pranzo) |
| Montepulciano (pomeriggio) | Grande borgo su collina: Piazza Grande con Duomo e Palazzo Comunale (salita sulla torre panoramica), chiese e palazzi nobiliari, percorsi nelle cantine sotterranee del Vino Nobile, vista su Val di Chiana. | 2-3 ore |
| Bagni San Filippo (opzionale, sera) | Piccolo sito termale naturale nel bosco: formazione calcarea chiamata “Balena Bianca” e piscine libere di acqua calda sulfurea; esperienza rilassante nella natura. | 1 ora (variabile, se ci si immerge) |
Vediamo adesso nel dettaglio le tappe principali del secondo giorno, con consigli e risposte alle curiosità su ognuna.
Dove si trova e come raggiungere la Cappella della Madonna di Vitaleta?
La Cappella di Vitaleta è uno dei luoghi più fotografati della Val d’Orcia, spesso appare sulle guide come simbolo della pace e della spiritualità di queste colline. Si tratta di una piccola chiesetta dal colore chiaro, incorniciata da due filari di alti cipressi, posizionata in cima a una collina isolata in mezzo ai campi ondulati. La sua immagine al mattino con la luce radente o avvolta nella foschia è davvero poetica.
Raggiungerla richiede una breve deviazione su strada bianca. La cappella si trova tra San Quirico d’Orcia e Pienza. Venendo da San Quirico sulla SP146 in direzione Pienza, dopo circa 6 km, superato il bivio per Vitaleta agriturismo, trovate un cartello marrone “Cappella di Vitaleta” che indica di svoltare a destra su una strada sterrata (se venite da Pienza, il bivio sarà sulla sinistra circa 4 km dopo Pienza). Imboccata la strada bianca (percorribile in auto a velocità moderata, attenzione alle buche), si procede per circa 1 km. C’è un punto in cui dovete lasciare l’auto: un piccolo parcheggio sterrato segnalato per i visitatori della cappella. Da lì, proseguite a piedi lungo il sentiero per circa 10 minuti (700-800 metri). Il sentiero sale dolcemente tra i campi ed ecco apparire la cappellina davanti a voi.
Consiglio fotografico: l’ideale è venire qui al mattino presto. All’alba il sole sorge alle spalle della cappella (guardando dalla strada) creando sagome suggestive, oppure nelle prime ore del giorno la luce illumina frontalmente la facciata. Anche il tramonto va bene, con luce radente laterale, ma la mattina c’è solitamente meno gente e un’atmosfera più mistica. Portate un buon obiettivo grandangolare per catturare anche il paesaggio intorno.
La cappella purtroppo non è visitabile internamente (è sempre chiusa, appartiene a proprietà privata anche se è monumento tutelato), ma la bellezza sta tutta nell’esterno e nel contesto. Potete avvicinarvi, toccare le antiche mura in pietra e mattoni, e osservare la facciata semplice con frontone e un piccolo campanile a vela. È dedicata alla Madonna della Vitaleta; originariamente custodiva una statua della Vergine che ora è nel museo di Pienza. Oggi resta come luogo di contemplazione solitaria.
Sedete magari su un lembo d’erba lì vicino e godetevi il silenzio irreale di questo luogo: a parte il fruscio del vento tra i cipressi e qualche uccellino, non si sente nulla. Davanti a voi a perdita d’occhio colline e campi arati, che a seconda della stagione saranno verdi, giallo grano o bruni. Si capisce perché tanti trovano Vitaleta quasi commovente nella sua semplicità.
Dopo la camminata di ritorno all’auto, potete riprendere la SP146. Probabilmente a quest’ora avrete fame di colazione se siete partiti presto da Siena: potete farla direttamente nella prossima tappa, Pienza, che dista solo 10 minuti da Vitaleta.
Cosa vedere a Pienza, la città ideale del Rinascimento?
Pienza è senza dubbio una delle mete clou della Val d’Orcia. Non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua importanza storica: è definita la “città ideale” del Rinascimento perché fu interamente riprogettata a metà Quattrocento per volontà di Enea Silvio Piccolomini, divenuto Papa Pio II. Pienza è Patrimonio UNESCO (dal 1996, prima ancora dell’intera Val d’Orcia) e passeggiare per le sue vie significa fare un viaggio nel tempo, in un piccolo gioiello urbano che ha influenzato l’urbanistica rinascimentale.
Parcheggiate l’auto nei parcheggi alle porte della città (ce ne sono di comodi, seguite per “Parcheggio Via della Circonvallazione” o “Parcheggio Porta al Prato”; a pagamento in alta stagione). Entrate da Porta al Prato e sarete subito in Corso Rossellino, la via principale (dal nome dell’architetto Bernardo Rossellino che progettò la città per il Papa).
Percorrete Corso Rossellino tra botteghe di pecorino (il famoso Pecorino di Pienza – non potrete resistere all’aroma invitante che esce dai negozi, di formaggio stagionato e spezie), enoteche e negozietti di artigianato. Noterete che Pienza è curatissima: fiori ai balconi, insegne in ferro battuto, e dettagli come le romantiche targhe delle vie (ci sono “Via dell’Amore” e “Via del Bacio”, ideali per una foto ricordo in coppia!).
In pochi minuti arrivate nel cuore: la magnifica Piazza Pio II, di forma trapezoidale, interamente contornata da edifici in pietra chiara. Fermatevi al centro: sotto i vostri piedi un motivo a losanghe in travertino decora la pavimentazione, attorno a voi alcune delle architetture rinascimentali più armoniose che possiate vedere. Sul lato ovest si erge la Cattedrale di Santa Maria Assunta con la facciata candida in stile tardo gotico-rinascimentale; accanto c’è il Palazzo Piccolomini (residenza papale) con il suo loggiato elegante; di fronte al Duomo il Municipio con portico e torre dell’orologio; e a lato il Palazzo Borgia (Palazzo Vescovile) oggi sede del Museo Diocesano. Tutto fu costruito in pochi anni (dal 1459 al 1462) seguendo la visione di Pio II, che voleva trasformare il suo borgo natale (Corsignano era il nome medievale) in una città ideale.
Visitate prima la Cattedrale: l’interno è luminoso, a tre navate uguali, con splendide vetrate colorate (rarità per l’epoca) che raffigurano i santi. L’altare maggiore custodisce dipinti preziosi di maestri senesi come Vecchietta e Matteo di Giovanni. Una curiosità: la Cattedrale fu costruita su terreno non stabile e già pochi anni dopo cominciò a presentare lesioni; ancora oggi l’abside esterna è puntellata e la pavimentazione pende leggermente… se guardate bene noterete la “gobba” del pavimento verso l’altare, un problema che non fu mai completamente risolto.
Uscendo, a destra del Duomo trovate l’ingresso per il Palazzo Piccolomini, che vi consigliamo caldamente. Si visita con tour guidato a orari fissi (circa ogni 30 min); verrete condotti attraverso le sale arredate con mobilio d’epoca, a respirare l’atmosfera della corte di Pio II. Si vedono la biblioteca, la sala degli antenati, la camera da letto papale… Ma il pezzo forte è uscire sul loggiato affacciato sulla valle e sul meraviglioso giardino pensile interno del palazzo. Da lì la vista sulla Val d’Orcia è da cartolina: vedrete dall’alto la distesa di colline e magari riconoscerete in lontananza anche la sagoma della Cappella di Vitaleta che avete visitato poco prima. Il giardino all’italiana con siepi geometriche e pozzo al centro merita foto, e vi farà capire perché questo posto fu scelto come location di film famosi (ad esempio il Romeo e Giulietta di Zeffirelli girò qui la scena del balcone!).
Dopo Palazzo Piccolomini (la visita dura 30 min), date un’occhiata al Municipio: potete entrare nell’atrio per vedere il pozzo di travertino nel cortile e gli stemmi papali.
Se vi interessa l’arte sacra, il Museo Diocesano (Palazzo Borgia) conserva opere notevoli: tra cui una Madonna con Bambino di Pietro Lorenzetti e raffinati paramenti sacri e oreficerie medievali. Valutate il tempo a disposizione; se preferite dedicarvi all’atmosfera del borgo, potete passare oltre.
Una cosa da non perdere a Pienza è la passeggiata panoramica lungo le mura sud, chiamata Via Santa Caterina (o Passeggiata della terrazza). La imboccate scendendo da Piazza Pio II dietro il Duomo: è praticamente il belvedere affacciato sulla vallata. Qui si trovano le famose stradine romantiche: Via dell’Amore e Via del Bacio che menzionavamo. Fate qualche foto sotto i cartelli stradali (sempre un bel ricordo per gli innamorati) e affacciatevi ogni tanto alle balaustre: vedrete il profilo armonioso delle colline, magari con qualche pecora al pascolo. In primavera da qui si sentono i campanacci delle pecore accompagnare il silenzio.
Dopo tanta bellezza artistica, sarà ora di pensare al pranzo. Pienza è il luogo ideale per una sosta gastronomica dedicata al formaggio pecorino, di cui è la capitale. Ci sono diverse opzioni: potete cercare una trattoria tradizionale (ad esempio “La Buca di Enea” o “Sette di Vino”, molto apprezzate, dove assaggiare pici cacio e pepe con pecorino locale, zuppe contadine e salumi tipici) oppure optare per uno street food toscano comprando qualche specialità nelle botteghe e mangiandola all’aperto. Una formula carina è entrare in una formaggeria (come caseificio Marusco e Maria, or il Pecorino di Pienza shop) e prendere un cono di pecorino: molte botteghe offrono degustazioni e vendono anche piccole porzioni di formaggi di varia stagionatura, che potete accompagnare con miele o marmellate locali. Comprate magari anche un panino croccante e componetevi un pranzo al sacco con vista: c’è un piccolo giardino pubblico con panchine proprio lungo le mura panoramiche dove potete sedervi a gustare le vostre leccornie affacciati sulla valle. Non dimenticate un calice di vino Orcia o di Rosso di Montepulciano (diverse enoteche fanno mescita al calice con vino locale) se volete brindare al vostro viaggio.
Dopo pranzo, fate ancora un giretto digestivo per le vie secondarie di Pienza: scoprirete scorci deliziosi, cortili nascosti pieni di vasi di fiori, e magari potreste acquistare un souvenir gastronomico. Oltre al pecorino (che vendono anche sotto vuoto per il trasporto), interessanti i pici secchi (pasta) da cucinare a casa, l’aglione (un aglio gigante tipico, da cui si fa il famoso sugo), la spezia dello zafferano (coltivato nei dintorni), oppure prodotti a base di tartufo perché le colline vicine ne sono ricche (c’è anche un negozio del tartufo).
Prima di ripartire, un ultimo sguardo a Piazza Pio II – al pomeriggio la luce illumina diversamente i palazzi, potrebbe valere una seconda foto. Se è una giornata calda, rifornitevi di acqua fresca: troverete fontanelle in giro.
Lasciata Pienza, si prosegue verso la prossima meta: Monticchiello, a circa 15 minuti di macchina. Il percorso da Pienza a Monticchiello è breve ma è uno dei tragitti panoramici più spettacolari. Vi troverete presto su una strada che scende dalla collina di Pienza e poi risale verso Monticchiello: questa è la strada famosa per le curve a S fiancheggiate dai cipressi spesso fotografate. Non a caso, molti conoscono questo tragitto come la “strada dei cipressi di Monticchiello”. Se guidate, fate attenzione ma scegliete un punto sicuro dove accostare per una foto (c’è qualche piccolo spiazzo). Alternativamente, prima di scendere da Pienza, c’è un punto panoramico segnalato come “Belvedere di Pienza” sulla SP146 da cui con teleobiettivo si fotografa proprio la serpeggiante strada di Monticchiello in lontananza. In primavera ed estate, con i campi coltivati, la scena è di straordinaria bellezza.
Cosa fare a Monticchiello e perché è famoso il suo “Teatro Povero”?
Monticchiello è un piccolo borgo medievale che rappresenta la Toscana più genuina e, nonostante le dimensioni ridotte, attrae molti visitatori per due motivi principali: offre vedute eccezionali sui dintorni (è su un colle panoramico di fronte a Pienza) e vanta una singolare tradizione culturale, il Teatro Povero di Monticchiello.
Arrivando da Pienza, la strada panoramica vi porterà direttamente sotto le mura di Monticchiello. Parcheggiate nel parcheggio all’ingresso (solitamente c’è posto, il paese è piccolo). Entrate a piedi da Porta Sant’Agata, l’antica porta ad arco. Vi troverete in un borgo dall’atmosfera pacifica: viuzze di pietra, case curate con gerani rossi alle finestre e gatti appisolati sugli scalini.
Prima magari di esplorare, potrebbe essere il momento di un caffè o gelato post-pranzo: c’è un bar sulla piazzetta principale (Piazza Nuova) dove rilassarsi un attimo. In questa piazza noterete la semplice Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo, con una facciata gotica sobria e un interno affrescato (c’è un bell’affresco trecentesco della Madonna col Bambino). Dando un’occhiata, troverete anche pannelli e foto storiche: qui ogni estate si svolge il famoso Teatro Povero, una rappresentazione teatrale comunitaria recitata dagli stessi abitanti del paese. Dal 1967, ogni anno i monticchiellesi scrivono e mettono in scena una nuova pièce che tratta di storie locali, memoria contadina e temi sociali, recitando in piazza. Se capitate in luglio-agosto, potreste provare ad assistervi (si tiene nella piazza dentro le mura, di sera, con biglietto). Fu un esperimento di teatro popolare unico che continua tutt’oggi con successo.
Monticchiello si visita in meno di un’ora: arrampicatevi fino ai resti delle antiche mura e torre medievale nella parte alta (c’è una torre imponente detta “Torre del Cassero” che domina il borgo). Da lassù, affacciandovi, avrete un’altra prospettiva meravigliosa su Pienza e sulla valle. Questa è la vista opposta rispetto a quella di Pienza: vedrete la città di Pio II stagliarsi sull’altro colle. Fotografate e memorizzate questo panorama perché è uno dei più belli. Il tardo pomeriggio può essere ottimo per la luce qui.
Gironzolate poi tra i vicoli: Monticchiello conserva alcuni tratti di camminamento di ronda e scorci incantevoli. Troverete anche qualche bottega: c’è un laboratorio tessile che vende prodotti artigianali (tovaglie, ricami) e negozietti con vino e olio locali – Monticchiello produce vino Orcia DOC e olio extravergine di qualità.
Se non avete pranzato a Pienza, Monticchiello è noto pure per un ottimo ristorante: l’Osteria La Porta, proprio vicino all’ingresso del paese, è molto rinomata per cucina toscana (prenotate in anticipo se è alta stagione, spesso è piena). Anche l’Osteria del Teatro Povero offre piatti casalinghi, spesso serviti su una terrazza panoramica nella bella stagione.
Domanda: vale la pena venire a Monticchiello? Assolutamente sì, se amate i luoghi tranquilli e autentici. Monticchiello dà l’idea del borgo toscano rimasto com’era: ha meno di 200 abitanti, niente negozi turistici invadenti, e una forte identità culturale. Inoltre, la strada per arrivarci è di per sé un’attrazione (i cipressi a zig zag) e il panorama sulla Val d’Orcia dal suo belvedere è imperdibile.
Dopo Monticchiello, riprendiamo l’itinerario: l’ultima grande tappa del giorno è Montepulciano, che dista circa 20 minuti da Monticchiello. La strada scende verso la Val di Chiana, poi risale tortuosa fino ai 600 m s.l.m. di Montepulciano.
Cosa vedere a Montepulciano, tra palazzi nobiliari e cantine storiche?
Montepulciano è una città di origine medievale-rinascimentale famosa per il Vino Nobile e per le sue eleganti architetture. È la più grande tra le località visitate in questi due giorni, quindi preparatevi a camminare un po’ – Montepulciano è nota anche per le sue salite ripide (non a caso un detto locale la definisce “Montepulciano delle cento rampe”). L’ideale è parcheggiare l’auto in uno dei parcheggi ai piedi del centro storico: ad esempio Parcheggio P8 (via delle Lettere) o P7, che sono a mezza costa. In alternativa, c’è un parcheggio gratuito più giù (S.Anna) e da lì navette o ascensore.
Entrate in città da Porta al Prato (l’ingresso monumentale a ovest) e percorrete il Corso, chiamato Via di Gracciano nel Corso. Questa strada in salita è fiancheggiata da bei palazzi e negozi. Noterete subito l’atmosfera vivace: Montepulciano è ricca di enoteche, bar e botteghe artigiane. Se avete un debole per il vino, Montepulciano è un paradiso: ovunque potete degustare il celebre Vino Nobile di Montepulciano DOCG, uno dei grandi rossi toscani, magari confrontandolo con il Rosso di Montepulciano DOC (il “fratello minore” più giovane). Molte cantine offrono assaggi gratuiti o tour.
Salendo, incontrate Palazzo Avignonesi (attribuito al Vignola) e più su Palazzo Cocconi e Palazzo Bucelli (quest’ultimo con curiosa collezione di urne etrusche incastonate nella facciata). Il corso poi cambia nome in Via di Voltaia, e continuando a salire arriverete alla magnifica Piazza Grande, il cuore monumentale di Montepulciano, posta quasi in cima al colle.
Piazza Grande è circondata da edifici imponenti: il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta) con la facciata rimasta grezza in mattoni (non fu mai completata), il Palazzo Comunale che ricorda Palazzo Vecchio di Firenze in miniatura (ha anche una torre merlata simile), e poi i Palazzi nobiliari Tarugi e Contucci in pietra serena, raffinati esempi di architettura del Sangallo. Al centro della piazza vedrete un bel pozzo del XVI sec. decorato con due colonne e due griffoni (simboli di Montepulciano) sostenenti lo stemma dei Medici.
Entrate intanto nel Duomo: all’interno, piuttosto spoglio, spicca l’altare con il trittico dell’Assunta di Taddeo di Bartolo e, sulla destra, la tomba di Bartolomeo Aragazzi scolpita da Michelozzo (un monumento funebre smembrato, i cui pezzi sono sparsi per la chiesa). Il Duomo custodisce anche un reliquiario di San Biagio e alcune tele seicentesche.
Usciti, dedicate qualche minuto a Palazzo Comunale: potete salire sulla torre per avere una vista panoramica incredibile. La salita è a pagamento ma ne vale la pena: dall’alto del Palazzo Comunale la visuale abbraccia da un lato la Val d’Orcia e il Monte Amiata, dall’altro la Val di Chiana fino al lago Trasimeno e oltre. È probabilmente il punto panoramico più elevato dell’itinerario (Montepulciano è la più alta città collinare della zona). Se il cielo è limpido, farete foto spettacolari.
Attorno a Piazza Grande non mancano enoteche storiche e cantine da visitare. Una in particolare, sotto Palazzo Contucci, offre tour delle cantine sotterranee se interessati: Montepulciano infatti è famosa per i suoi sotterranei vasti adibiti a cantine, con file di botti gigantesche che affinano il Nobile. Una visita classica è la Cantina del Redi (nei sotterranei di Palazzo Ricci, accesso da Via di Collazzi): considerata una delle cantine più belle al mondo, con archi, volte e nicchie piene di botti, sembra di entrare in una cattedrale del vino. Spesso l’ingresso è libero e con degustazione finale. Anche la Cantina de’ Ricci merita, così come Cantina Ercolani (quest’ultima ha anche un piccolo museo della civiltà contadina). Se avete tempo e siete appassionati di vini, Montepulciano vi offre molte opportunità di scoprire la produzione vinicola locale direttamente nei luoghi di affinamento. Attenzione solo a non esagerare con gli assaggi se poi dovete guidare!
Percorrete poi le altre vie del centro: Montepulciano è grande, ma potete fare un giro ad anello scendendo per esempio per Via dell’Opio nel Corso, che vi riporterà gradualmente verso Porta al Prato. Lungo questa via trovate la Chiesa di Santa Lucia con un interno barocco (e un effetto ottico in facciata interessante) e altre botteghe di prodotti tipici. Se volete acquistare vino, qui c’è l’imbarazzo della scelta tra tutte le cantine che vendono. Oltre al vino, Montepulciano è nota per il cencio (una sorta di stoffa grezza locale) e per l’artigianato del rame e del legno d’olivo.
Per una pausa dolce, cercate le pasticcerie che vendono i “Cantucci e Vin Santo” – i biscottini di mandorle da inzuppare nel Vin Santo, tipico fine pasto toscano – o i “Brutti ma Buoni” (dolcetti di meringa e nocciole, molto buoni nonostante il nome).
Montepulciano offre anche scorci cinematografici: ad esempio, i fan della saga Twilight forse sapranno che alcune scene del film “New Moon” furono girate proprio in Piazza Grande (che fungeva da Volterra nella finzione). Ogni anno arrivano appassionati a rivedere i luoghi del film. Inoltre, Montepulciano a fine agosto ospita il Bravio delle Botti, una gara folcloristica in cui le contrade spingono botti di vino in salita per le vie fino al Duomo – se siete in zona in quel periodo, potrebbe essere uno spettacolo curioso da vedere.
Dopo aver gustato Montepulciano, sarà probabilmente tardo pomeriggio/inizio sera. A questo punto, se siete soddisfatti, potreste concludere qui il vostro tour in Val d’Orcia e rientrare verso Siena (Montepulciano-Siena circa 1h 15m di viaggio via superstrada Bettolle-Siena).
Vale la pena fermarsi alle terme libere di Bagni San Filippo?
Se però avete ancora un po’ di energia e curiosità, c’è un bonus track che alcuni itinerari di 2 giorni includono: una capatina a Bagni San Filippo, specialmente se siete amanti delle terme naturali. Si trova a circa 30 km da Montepulciano (verso sud, sui pendii del Monte Amiata). Bagni San Filippo è famosa per la sua “Balena Bianca”, un’enorme formazione calcarea bianchissima creata dal deposito dell’acqua termale, che ricorda appunto la bocca di una balena. Ai piedi di questa cascata pietrificata ci sono pozze d’acqua calda sulfurea (intorno ai 30-40°C) dove è possibile bagnarsi gratuitamente.
Andarci di sera, d’estate, può essere molto suggestivo: immergersi nell’acqua calda sotto le stelle e con il candore spettrale della Balena Bianca sullo sfondo è un’esperienza da ricordare. Naturalmente dipende dall’orario e dal periodo (d’inverno fa buio presto e può fare freddo all’uscita dall’acqua). Se decidete di andare, portatevi costume e asciugamano e una torcia (il sentiero nel bosco non è illuminato la notte). Il sentiero parte dal parcheggio all’ingresso di Bagni San Filippo e in 5 minuti scarsi porta alle prime pozze.
Se invece preferite a quel punto rientrare a Siena e magari usufruire della doccia calda dell’hotel e di una cena in città, nulla vieta di tenere Bagni San Filippo per un’altra occasione o visita futura.
Con Montepulciano, si chiude comunque in bellezza il vostro tour di 2 giorni. Tornati a Siena all’Hotel Minerva, potrete dire di aver esplorato gran parte dei tesori della Val d’Orcia: borghi storici, panorami bucolici, sapori autentici e acque termali.
La Val d’Orcia con i bambini: è adatta alle famiglie?
Uno degli aspetti più belli della Val d’Orcia è che si presta molto bene a un viaggio in famiglia. Se viaggiate con bambini (dai più piccini ai teenager), troverete diverse attività e luoghi che li divertiranno e li incuriosiranno. Ecco alcune domande comuni e consigli pratici per chi visita la Val d’Orcia con i bimbi:
I borghi sono a misura di passeggino?
In generale sì, anche se ricordate che molti borghi hanno strade lastricate e salite. Montalcino e Montepulciano ad esempio hanno tratti ripidi: meglio avere un passeggino robusto o uno zaino portabimbo per i più piccoli. Pienza e San Quirico d’Orcia sono relativamente pianeggianti e comodi. Bagno Vignoni ha un’area pedonale piatta (la piazza d’acqua) e sterrata in discesa verso i mulini (fattibile con marsupio). Alle terme naturali (Bagni San Filippo) con bimbi piccolissimi serve attenzione e magari tenerli in braccio.
Cosa può divertire di più i bambini?
– Sicuramente castelli e fortezze: i più grandicelli ameranno salire sulle torri della Fortezza di Montalcino o della Rocca di Tentennano a Castiglione, immaginandosi cavalieri o principesse. Questi luoghi stimolano la fantasia e offrono spazi dove i bimbi possono muoversi relativamente liberi (sotto sorveglianza, chiaramente, specialmente sulle mura alte).
– Le terme naturali sono un’altra attrattiva: a Bagno Vignoni il Parco dei Mulini permette ai piccoli di giocare con acqua calda bassa (portate stivaletti di gomma o scarpine per non scottarsi troppo e non scivolare). A Bagni San Filippo, molti ragazzini adorano spalmarsi di fango bianco (il fango termale) e fare il bagno nelle pozze come in una piscina naturale – un’avventura che poi racconteranno agli amici!
– I grandi spazi aperti: potete organizzare un picnic in un prato panoramico (magari nei pressi di Vitaleta o sui campi terrazzati attorno a Pienza dove c’è spazio), far volare un aquilone sulle colline nelle giornate ventose, o semplicemente farli correre in libertà in zone non trafficate. La Val d’Orcia è campagna, quindi niente traffico e tanto verde dove sfogarsi.
– Animali e fattorie: molti agriturismi nei dintorni hanno animali da cortile, pecore, cavalli. Sebbene in un weekend non avrete tempo per fattorie didattiche, potete comunque fare incontri graditi: greggi di pecore con i pastori (ce ne sono tanti intorno a Pienza), magari qualche daino o leprotto che attraversa la strada all’alba o al tramonto, falchetti in cielo… Tenete gli occhi aperti, la natura qui è viva. Se i bimbi amano i cavalli, potete valutare una breve escursione a cavallo: centri ippici in zona (ce n’è uno a Monticchiello, ad esempio) offrono passeggiatine per famiglie. Lo staff dell’Hotel Minerva può aiutarvi a organizzare queste attività .
– Eventi a tema: informatevi se durante la vostra visita c’è qualche sagra o festa medievale. Per esempio, a Montepulciano c’è il Bravio delle Botti (ai bambini piace vedere le contrade in costume e le botti rotolare), a Pienza a settembre c’è il Gioco del Cacio al Fuso dove rotolano forme di formaggio in piazza in una gara divertente, a San Quirico c’è la Festa del Barbarossa in giugno con rievocazioni storiche medievali. Queste manifestazioni offrono colori, suoni e sapori che intrattengono tutta la famiglia.
Ci sono servizi per bambini (fasciatoi, menu bimbi, ecc.)?
Nei principali borghi, i ristoranti hanno seggioloni e spesso menu semplificati (pasta al pomodoro, cotoletta e patatine, etc.). L’Hotel Minerva a Siena, come detto, offre culle in camera su richiesta e un baby menù a colazione . Nei bagni pubblici delle mete turistiche a volte trovate fasciatoi (es. Pienza ne ha nel centro servizi turistici). Portate comunque con voi l’indispensabile per i cambi perché nei paesini non sempre i bar hanno spazi adatti.
Itinerario troppo denso?
Con bimbi piccoli i ritmi vanno adattati. Considerate di non strafare: forse non riuscirete a vedere tutto quello che fareste in coppia, ma scegliete le tappe in base all’interesse generale. Magari tagliate un borgo minore se i bambini sono stanchi e fermatevi a un parco giochi (ce ne sono: a Pienza c’è un piccolo playground vicino al belvedere, a San Quirico uno giardinetto). Val d’Orcia è anche relax, non correte troppo. Nel nostro programma di 2 giorni potete tranquillamente rinunciare a qualcosa (es. Castiglione d’Orcia o Monticchiello) se vedete che i bimbi hanno bisogno di riposo, e godervi di più un gelato e una corsa in un prato. L’importante è l’esperienza piacevole per tutti.
In definitiva, la Val d’Orcia per i bambini è un grande parco avventura naturale: tra castelli da esplorare, acque termali dove sguazzare, colline dove rotolarsi e magari un bel po’ di gelato artigianale e pecorino (molti bimbi incredibilmente adorano il pecorino fresco, provate!), avranno ricordi bellissimi. Voi genitori potrete rilassarvi in posti sicuri e tranquilli, e vedere nei loro occhi lo stupore per paesaggi che sembrano disegnati.
Itinerari tematici in Val d’Orcia
La Val d’Orcia offre così tante sfaccettature che è possibile costruire itinerari tematici in base ai propri interessi: dalla fotografia al vino, dalla storia all’attività outdoor. Ecco alcuni spunti di itinerari a tema che potreste seguire (o integrare nei due giorni, se avete passioni particolari):
- Itinerario Enogastronomico: per gli amanti del buon cibo e del vino, questa zona è un paradiso. Potreste dedicare il viaggio a degustazioni e tappe gourmet. Ad esempio:
- Visitate Montalcino e prenotate una degustazione approfondita di Brunello in una cantina storica fuori paese (ce ne sono tante: Biondi-Santi, Banfi, Casanova di Neri… scegliete una su prenotazione).
- A Pienza, organizzate una visita a un caseificio locale per vedere come si produce il pecorino e fare un assaggio di forme di varia stagionatura (alcuni caseifici nei dintorni come Podere Il Casale offrono tour e tasting).
- A Montepulciano, scendete nelle cantine del Vino Nobile (Contucci, De’ Ricci) con degustazione finale del Nobile di Montepulciano DOCG.
- Non dimenticate prodotti minori ma deliziosi: il miele di Val d’Orcia (magari acquistato all’abbazia di Sant’Antimo o in botteghe), l’olio extravergine di oliva (zona San Quirico e Trequanda producono ottimo olio, molti frantoi vendono direttamente), i salumi di cinta senese (razza suina tipica).
- Un pranzo o cena in un agriturismo panoramicissimo gustando piatti come i pici al ragù di cinghiale, la ribollita o la bistecca chianina vi farà toccare il cielo con un dito. Insomma, in Val d’Orcia la gola è soddisfatta a ogni angolo .
- Itinerario Paesaggistico/Fotografico: se la vostra priorità è portare a casa scatti mozzafiato, programmate gli spostamenti in funzione della luce migliore sui vari soggetti:
- Alba: consigliata alla Cappella di Vitaleta o al Belvedere di San Quirico (cipressi circolari) per avere la nebbia mattutina nei fondovalle e il sole nascente tra i cipressi. Un altro spot all’alba è Belvedere su Pienza (vedere Pienza illuminarsi con Monte Amiata sullo sfondo).
- Tramonto: perfetto a Castiglione d’Orcia (dalla Rocca vista su valle con luce rossa) oppure al Belvedere di Pienza dove il sole cala dietro le colline verso San Quirico. Anche la Cappella di Vitaleta al tramonto con luce calda sui cipressi è splendida, oppure il viale di Monticchiello che serpenta tra colline dorate.
- Notte: la Val d’Orcia ha cieli abbastanza bui, lontano da centri grossi; i fotografi notturni possono tentare astrofotografia con la Via Lattea sopra la Cappella di Vitaleta o il gruppo di cipressi (in estate quando la Via Lattea è visibile).
- Luoghi iconici aggiuntivi: il Gladiator point – ossia i campi presso Podere Terrapille vicino Pienza, dove furono girate scene del film “Il Gladiatore” (Massimo che cammina tra i campi di grano). Molti vogliono fotografare quel paesaggio (coordinate: da Pienza strada per Cosona).
- Insomma, seguite la luce e predisponetevi a soste frequenti: la bellezza della Val d’Orcia è anche nelle piccole cappelle, nei casolari solitari, nei giochi di nuvole e luci. Ogni curva può regalare una foto da concorso!
- Itinerario Storico-Culturale: se vi appassiona la storia, potete approfondire questi aspetti:
- Partite da Siena (già di per sé un tuffo nel Medioevo contradaiolo) e spostatevi sui luoghi della Via Francigena: San Quirico d’Orcia era una tappa di sosta dei pellegrini, potete leggere i diari dell’Arcivescovo Sigerico (990 d.C.) che la menziona.
- Esplorate le fortificazioni: Montalcino e la sua Fortezza Medicea, Monticchiello che resistette nelle guerre tra Siena e Firenze, la Rocca di Tentennano che fu rifugio dei Salimbeni e dove soggiornò Santa Caterina da Siena (si dice qui scrisse una famosa lettera).
- Visitate abbazie e chiese: Sant’Antimo (arte romanica e canto gregoriano), la Pieve di Corsignano a Pienza (antichissima chiesetta romanica appena fuori Pienza, dove fu battezzato Pio II), la Chiesa di San Biagio a Montepulciano (capolavoro di architettura rinascimentale di Antonio da Sangallo il Vecchio, situata fuori le mura – con pianta a croce greca, perfettamente armonica).
- Nei musei locali trovate perle: il Museo Diocesano di Pienza (arte sacra senese), il Museo Civico di Montalcino (arte medievale), il Museo Civico di Montepulciano (collezioni etrusche e rinascimentali).
- Il tema storico può includere anche la visita di Radicofani, il borgo all’estremo sud della Val d’Orcia famoso per la figura di Ghino di Tacco (bandito gentiluomo, citato da Dante e Boccaccio) che qui imperversava. Radicofani ha una rocca imponente su uno sperone basaltico. Se aveste un terzo giorno, Radicofani merita la deviazione.
- Questo itinerario vi farà apprezzare come questa valle sia stata crocevia di civiltà: dagli Etruschi (vedi Chianciano e Montepulciano zone etrusche) al Rinascimento (Pio II a Pienza) fino alle battaglie tra Siena e Firenze (caduta di Montalcino 1555, ultimo baluardo senese). Una storia ricchissima in un territorio apparentemente quieto.
- Itinerario Benessere e Natura: pensato per chi vuole rilassarsi e godersi la natura:
- Dedicate più tempo alle terme: mezza giornata a Bagno Vignoni in un centro termale SPA, e magari un paio d’ore a Bagni San Filippo a mollo nelle pozze sulfuree bianche in mezzo al bosco.
- Fate una passeggiata nella natura: ci sono sentieri trekking come quello che da San Quirico porta a Vignoni Alto e Bagno Vignoni attraverso campi (facile, un’ora circa), oppure camminate nei boschi del Monte Amiata se cercate fresco (ci sono riserve naturali con sentieri segnati).
- Potete provare un giro in bicicletta assistita (e-bike) tra le colline: alcune strutture a Pienza e San Quirico noleggiano e-bike e danno mappe di itinerari ad anello tra i cipressi.
- Sperimentate anche un’attività particolare come il bagno di foresta (forest bathing) nei boschi vicini all’Amiata, o uno yoga al tramonto con vista sulle colline (ci sono agriturismi che organizzano sessioni di yoga panoramiche, volendo).
- L’idea è rallentare il ritmo: invece di vedere tanti borghi, in questo itinerario ne scegliete pochi e alternate con momenti di benessere puro immersi nel paesaggio. La Val d’Orcia è un luogo che invita anche alla meditazione e al relax, oltre che alle visite culturali.
Come vedete, le possibilità sono tantissime. Nulla vieta di combinare i temi: ad esempio il nostro itinerario di 2 giorni proposto è un mix di cultura, paesaggio e gusto, ma potete calibrarlo sulle vostre preferenze. L’importante è cogliere lo spirito del luogo: in Val d’Orcia il tempo sembra rallentare, ogni momento – sia esso un sorso di vino all’ombra di un pergolato, o uno sguardo a un tramonto infuocato – diventa un ricordo prezioso.
Cosa vedere nei dintorni di Siena oltre alla Val d’Orcia?
Dopo aver esplorato la Val d’Orcia, potreste chiedervi cos’altro offre il territorio intorno a Siena, soprattutto se avete a disposizione più di un paio di giorni di viaggio. Ebbene, la posizione di Siena e dell’Hotel Minerva vi consente di raggiungere un’infinità di mete straordinarie nei dintorni – la Toscana centrale è ricchissima. Ecco alcune destinazioni facilmente accessibili in giornata da Siena (tra 30 e 90 minuti di viaggio), che potrete tenere a mente per future escursioni:
- Chianti Classico: a nord di Siena si estende la celebre regione vinicola del Chianti. Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti sono borghi deliziosi immersi tra vigneti e boschi. L’itinerario sulla SR222 “Chiantigiana” è panoramico e tocca castelli (come Castello di Brolio dove nacque il Chianti moderno, proprietà dei Ricasoli) e innumerevoli cantine dove degustare il Chianti Classico DOCG. Da Siena, Castellina dista circa 30 km . Per gli enoturisti, imperdibile.
- San Gimignano: circa 45 km a ovest di Siena, è la famosissima “città delle torri”. Il suo skyline medievale con 14 torri svettanti è unico al mondo. Passeggiare per San Gimignano è come entrare nel medioevo; da provare la Vernaccia, bianco locale. Molto turistica ma merita la fama (consigliata al mattino presto o tardo pomeriggio per evitare la folla). Da Siena ~1 ora di auto .
- Monteriggioni: a soli 15 km da Siena (20 minuti di auto) trovate questo castello-borgo perfettamente conservato. Le sue mura circolari e le torri merlate citate anche da Dante (“Monteriggioni di torri si corona”) vi faranno innamorare. È piccolo, lo girate in un’ora, ma suggestivo. Potete camminare su un tratto di camminamento di ronda. Spesso ospita feste medievali d’estate.
- Crete Senesi: a sud-est di Siena, sulla strada verso l’Orcia, c’è l’area delle Crete, colline argillose brulle dal fascino lunare. Asciano è il borgo principale, con un bel museo e l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore nei dintorni, un monastero benedettino con affreschi rinascimentali meravigliosi nel chiostro. Il paesaggio tra Asciano e Siena (via Leonina) è spettacolare: calanchi, biancane e paesaggi quasi desertici. Molto diverso dalla Val d’Orcia verde, ma assolutamente da vedere se amate i paesaggi unici. Distante ~30 km da Siena.
- Arezzo e la Val di Chiana: Arezzo (75 km da Siena) è una città d’arte spesso sottovalutata, con il centro storico medievale, la Basilica di San Francesco affrescata da Piero della Francesca e l’antiquariato. Sulla via, la Val di Chiana offre Cortona (splendido borgo etrusco-romano su un colle, panoramico e pieno di arte) e il Lago Trasimeno poco oltre (Umbria, ma vicinissimo).
- Val d’Elsa e Volterra: altra escursione possibile è abbinare Colle di Val d’Elsa (cittadina famosa per il cristallo) e Volterra (città etrusca e alabastro) un po’ più lontana ma raggiungibile (Volterra è a ~70 km). Volterra è affascinante per il suo aspetto austero e vanta un museo etrusco imperdibile.
- Pisa e Firenze: rimanendo un po’ più lontani (circa 1h30 – 2h di strada), ovviamente anche le grandi città sono a portata di mano. Firenze è circa 75 km a nord (1h15 in auto, ma meglio il bus o treno da Siena per evitare ZTL), Pisa un po’ di più a ovest. Se non le avete mai viste, si possono fare in giornata da Siena (Firenze facilmente, Pisa più stancante). L’Hotel Minerva essendo vicino alla stazione aiuta se voleste prendere un treno per Firenze al mattino e rientrare la sera.
Come dice lo slogan, dalla base di Siena “vieni a scoprire la Toscana” , perché davvero ogni direzione offre qualcosa: a sud abbiamo visto Val d’Orcia, a est Crete e Umbria, a nord Chianti e Firenze, a ovest San Gimignano, Val d’Elsa e volendo il mare (Volterra e poi giù Cecina). Potreste spingervi persino fino a Pisa e Lucca in un giorno lungo, o alla costa maremmana (Castiglione della Pescaia, Grosseto) in circa 1h30.
Naturalmente, tutto non si può vedere in un colpo solo – ma questo è un buon motivo per tornare. L’Hotel Minerva a Siena può diventare il vostro punto di riferimento per esplorare, un giorno dopo l’altro, i tanti volti della Toscana: dal Palio di Siena alle torri di San Gimignano, dalle vigne del Chianti alle abbazie silenziose, dalle città celebri ai borghi nascosti.
Concludendo, in questi due giorni abbiamo scoperto Cosa vedere in Val d’Orcia, e molto di più. Abbiamo attraversato colline incantate e villaggi dove il tempo pare fermo al Rinascimento. Ci siamo rilassati in acque termali e appassionati di fronte a tramonti infuocati. Abbiamo assaporato vini e pecorini, ascoltato il silenzio e le storie antiche narrate da pietre millenarie.
La Val d’Orcia lascia nel cuore di chi la visita un ricordo indelebile: è come sfogliare le pagine di un libro di poesie dipinte. E avere un “campo base” confortevole e strategico come l’Hotel Minerva di Siena ha reso tutto più semplice, permettendoci di godere sia dell’energia di Siena che della quiete della campagna .
Non ci resta che augurarvi buon viaggio: buon percorso tra le strade ondulate della Val d’Orcia! Che possiate trovare esattamente ciò che cercate – sia esso bellezza, pace, cultura o divertimento familiare – e portare con voi un pezzo di questa terra straordinaria. La Toscana vi aspetta a braccia aperte, e Siena con il suo Hotel Minerva sarà felice di darvi ospitalità e farvi sentire a casa mentre esplorate questi luoghi da sogno.
Buon cammino sulle strade della Val d’Orcia! Alla prossima avventura toscana.
