Siena e il suo territorio evocano immagini di colline armoniose, borghi medievali e tradizioni centenarie. In questa terra toscana ogni stagione porta con sé eventi del gusto – sagre, fiere e feste paesane – che celebrano i prodotti tipici locali e l’amore per la buona tavola. Ma cosa sono esattamente le sagre? Si tratta di feste popolari, spesso dedicate a un alimento o piatto specifico, dove comunità locali e visitatori si ritrovano per assaporare specialità genuine in un’atmosfera conviviale. Dalle frittelle di riso in inverno ai tartufi bianchi in autunno, passando per il vino, l’olio nuovo, le castagne, i pici fatti a mano e molto altro: la provincia di Siena offre un calendario ricchissimo di appuntamenti gastronomici durante tutto l’anno. Questa guida completa – strutturata con domande e risposte per facilitare la lettura – vi accompagnerà attraverso le sagre e fiere da non perdere nel Senese, consigliandovi anche come organizzare la visita e dove soggiornare.
Prima di addentrarci nei sapori, è doveroso presentare l’Hotel Minerva di Siena, base ideale per esplorare la città e i suoi dintorni ricchi di eventi. Situato in posizione strategica nel centro storico, questo hotel è immerso nel fascino senza tempo di Siena, a pochi passi dalle principali attrazioni e dotato di comfort come un parcheggio coperto custodito . Lo staff accogliente e l’atmosfera suggestiva ne fanno un luogo perfetto dove rilassarsi dopo giornate dense di degustazioni e scoperte. Inoltre, grazie alla comoda posizione nella Contrada della Lupa, dall’Hotel Minerva si può accedere a piedi ai monumenti di Siena e nel contempo partire in auto (lasciandola nel parcheggio interno) verso borghi e paesi della provincia per partecipare alle sagre locali . Insomma, se vi state chiedendo dove dormire a Siena per vivere appieno le tradizioni enogastronomiche del territorio, la risposta è un soggiorno all’Hotel Minerva – un “nido” confortevole con vista sui tetti medievali e un’ospitalità genuina che vi farà sentire come a casa.
L’Hotel Minerva di Siena: punto di partenza ideale per il turismo enogastronomico
D: Perché scegliere l’Hotel Minerva come base per visitare Siena e le sue sagre?
R: Nel cuore della città di Siena, l’Hotel Minerva è davvero il punto di partenza ideale per scoprire le meraviglie della città e dei dintorni . Immaginate di svegliarvi la mattina con la vista sui campanili gotici e sui tetti di terracotta, fare una ricca colazione toscana e poi uscire a piedi verso Piazza del Campo, il Duomo o i vicoli caratteristici: tutte le attrazioni principali sono a portata di passeggiata. Siena è famosa nel mondo per il Palio, l’antica corsa di cavalli in Piazza del Campo, e soggiornando al Minerva si respira l’autentica atmosfera contradaiola (l’hotel sorge nella Contrada della Lupa, come accennato). Ma soprattutto, per gli amanti del turismo enogastronomico, l’Hotel Minerva offre due grandi vantaggi pratici: la posizione centrale e il parcheggio interno custodito . Questo significa che potete esplorare Siena senza preoccuparvi dell’auto e, quando decidete di avventurarvi nelle campagne senesi per raggiungere una sagra in un borgo vicino, avete la comodità di riprendere la vettura rapidamente. Dopo aver passato la giornata tra stand gastronomici, degustazioni di vini e prodotti tipici, poter rientrare in hotel in pochi minuti (e magari trovare ad attendervi uno staff sorridente 24 ore su 24, pronto a offrirvi un infuso digestivo o un bicchiere di Chianti al bar) è un valore aggiunto notevole.
D: Quali servizi e atmosfera offre l’Hotel Minerva ai suoi ospiti?
R: L’Hotel Minerva unisce fascino storico e comfort moderno. È uno dei più noti alberghi 3 stelle della città, aperto da decenni e rinnovato con gusto. Gli interni mescolano pavimenti in cotto e travi a vista tipiche toscane con servizi attuali; le pareti esibiscono opere d’arte locale, quasi fosse una piccola galleria . L’atmosfera che si respira è intima e accogliente: la sera, le lampade diffondono una luce calda che invita al relax dopo aver camminato tra le antiche vie . Molte camere godono di vista panoramica sul centro storico di Siena, regalando tramonti mozzafiato sui profili medievali. La reception è aperta 24 ore su 24, segno di un’ospitalità ininterrotta pronta a soddisfare ogni esigenza dei viaggiatori . I clienti trovano camere di diverse tipologie – dalle Easy Economy alle Junior Suite – tutte curate e pensate per garantire un soggiorno piacevole, sia che si viaggi in coppia, in famiglia o per lavoro. Insomma, l’Hotel Minerva non è solo un posto dove dormire, ma parte integrante dell’esperienza senese: basti pensare che il nome stesso richiama Minerva, dea della saggezza e protettrice delle arti, quasi a voler sottolineare un’aura di benevolenza e “buon vivere” che avvolge l’ospite sin dal primo momento .
D: Quanto è strategica la posizione dell’hotel per visitare Siena a piedi?
R: Decisamente strategica. Dall’Hotel Minerva si raggiungono facilmente, con una piacevole passeggiata, sia i monumenti iconici sia gli angoli più nascosti di Siena. Per citarne alcuni: Piazza del Campo con la sua caratteristica forma a conchiglia e la Torre del Mangia, il Duomo di Siena con la facciata gotica mozzafiato, la Basilica di San Domenico, il Santuario di Santa Caterina, la Pinacoteca Nazionale e moltissimi altri musei, chiese e palazzi storici . La stessa via Garibaldi dove si trova l’hotel conduce rapidamente verso il cuore commerciale e turistico della città. Chi soggiorna qui apprezza la possibilità di dimenticare l’auto e vivere Siena in modalità slow, camminando tra vicoli e sostando magari in una bottega per assaggiare ricciarelli (i tipici dolci di mandorle) o un panino con porchetta e pecorino. Inoltre, per chi avesse interessi specifici, l’hotel si trova a pochi minuti a piedi anche da luoghi come lo Stadio Artemio Franchi (per gli appassionati di calcio) o l’Università per Stranieri. In sintesi, dormire al Minerva significa avere tutta Siena a portata di mano: cultura, arte, ma anche sapori. Non va dimenticato infatti che lungo le strade medievali di Siena si trovano vecchie osterie, enoteche e botteghe alimentari che custodiscono gelosamente i prodotti e le ricette della tradizione toscana . Anche in questo senso la posizione dell’hotel è perfetta per un percorso enogastronomico urbano, tra un museo e l’altro.








Cosa visitare nei dintorni di Siena
Un altro punto di forza dell’Hotel Minerva è la facilità con cui consente di esplorare i dintorni di Siena, territori famosi per bellezza paesaggistica ed eccellenze enogastronomiche. Nei dintorni di Siena troverete un’infinità di possibili mete per le vostre escursioni . Da non perdere sono i pittoreschi borghi medievali come San Gimignano (celebre per le sue torri svettanti e il profumatissimo vino bianco Vernaccia), Monteriggioni (circondata dalle iconiche mura turrite cantate da Dante), Colle Val d’Elsa (cittadina del cristallo e patria della “gota” di maiale, come vedremo più avanti) e tutta la zona del Chianti Classico. Verso sud si apre la fiabesca Val d’Orcia, patrimonio UNESCO, con località dal fascino unico: Pienza (la “città ideale” rinascimentale, famosa per il pecorino toscano), Montepulciano (regina del Vino Nobile, borgo elegantissimo in collina) e Montalcino (patria del Brunello, circondata da vigneti). Spingendosi un po’ oltre, si può arrivare comodamente fino a Pisa o Firenze in circa un’ora d’auto o poco più, oppure scoprire gioielli vicini come Arezzo e la zona del Lago Trasimeno appena oltre il confine umbro. Chi è interessato al turismo termale avrà a disposizione località come Rapolano Terme (note per le acque solfuree). Ovunque andrete, tra colline, cipressi e vigneti, incontrerete opportunità di degustare vini pregiati – Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano – e prodotti tipici come l’olio extravergine d’oliva, il tartufo delle Crete Senesi, salumi di cinta senese e molto altro .
In particolare, se il vostro viaggio è incentrato sugli eventi del gusto, programmare delle gite fuoriporta durante il soggiorno a Siena vi permetterà di partecipare alle sagre nei paesi vicini. Ad esempio, in circa 30-40 minuti di auto potete raggiungere Montalcino per il festival del tartufo o la sagra del tordo, oppure spingervi ad Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata per le feste d’autunno a base di castagne. Anche località minori, forse poco note al turismo internazionale, riservano piacevoli sorprese: pensate a San Giovanni d’Asso, microscopico borgo che però è una capitale del tartufo bianco, o a Montisi, frazione di collina dove si celebra l’olio nuovo. Grazie ai consigli che troverete più avanti in questa guida, potrete tracciare un vero e proprio itinerario del gusto attorno a Siena, contando sull’Hotel Minerva come “campo base” accogliente a cui far ritorno ogni sera.
Ora che abbiamo delineato il contesto e l’organizzazione del viaggio, entriamo nel vivo degli eventi del gusto nella provincia di Siena. Per praticità, li esploreremo stagione per stagione, dato che ogni periodo dell’anno ha le sue feste tradizionali. All’interno di ciascuna sezione stagionale, troverete domande e risposte che vi aiuteranno a conoscere le sagre più importanti (cosa si celebra, quando avvengono, quali specialità propongono, come partecipare) e anche tabelle riepilogative con i dati essenziali di ogni evento (luogo, periodo, prodotto tipico protagonista). Preparatevi a segnare in agenda le date più golose e a scoprire un mondo di sapori autentici e convivialità toscana!
Eventi del gusto in inverno (dicembre, gennaio, febbraio)
L’inverno in Toscana è sinonimo di atmosfera natalizia, riti antichi legati al focolare e ai prodotti calorici che aiutano a scaldarsi dal freddo. Nella provincia di Siena, la stagione fredda offre comunque appuntamenti imperdibili per chi ama il buon cibo: mercatini medievali, feste di piazza con dolci tradizionali, celebrazioni del vino santo e pittoresche accensioni di falò. Vediamo quali sono gli eventi del gusto da non perdere in inverno.
D: Quali sagre e fiere enogastronomiche si svolgono durante l’inverno nel Senese?
R: Tra dicembre e febbraio, spiccano principalmente eventi legati alle festività natalizie e al Carnevale. A dicembre Siena città ospita uno degli eventi più suggestivi, il Mercato nel Campo, mentre nei borghi si respira aria di Natale con mercatini e degustazioni. A gennaio, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate (protettore degli animali domestici), si tengono fiere tradizionali come quella di Torrita di Siena. Tra febbraio e marzo, nel periodo di Carnevale e San Giuseppe, arrivano i profumi delle frittelle di riso, preparate secondo usanza in molti paesi (famosissima è la festa delle frittelle a Rapolano Terme). Inoltre l’inverno è il momento ideale per gustare piatti sostanziosi della cucina senese: zuppe calde come la ribollita, carni di maiale lavorate di recente (a febbraio un tempo coincideva la “cerca” del maiale, quindi salumi freschi), dolci secchi come cavallucci, ricciarelli e panforte che abbondano nel periodo natalizio. Non mancano eventi specifici dedicati a questi sapori. Nella tabella seguente trovate un riepilogo delle principali iniziative invernali.
Tabella – Eventi del gusto in inverno (Siena e provincia)
| Evento | Località | Quando | Specialità protagonista |
|---|---|---|---|
| Mercato nel Campo | Siena (Piazza del Campo) | Primo weekend di dicembre | Prodotti tipici toscani e italiani, mercatino storico medievale |
| “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?” | Montefollonico (Torrita di Siena) | Ponte dell’Immacolata (7-8 dicembre) – talvolta in aprile | Vin Santo toscano artigianale, dolci e prodotti locali |
| L’Incanto del Natale | Sinalunga (centro storico) | Metà dicembre (fine settimana) | Mercatini natalizi, stand di dolciumi e prodotti festivi |
| Natale di Fuoco (Fiaccole) | Abbadia San Salvatore (Monte Amiata) | 24 dicembre (notte di Natale) | Vin brulé, caldarroste e dolci natalizi (durante l’accensione delle fiaccole di Natale) |
| Fiera di Sant’Antonio Abate | Torrita di Siena (centro storico) | Vicina al 17 gennaio (Sant’Antonio) | Prodotti agricoli e gastronomici locali, benedizione degli animali, stand di cibo da strada |
| Frittelle in Festa | Rapolano Terme (Piazza Giannetti) | Da metà gennaio a fine marzo (giov., sab., dom.) | Frittelle di riso calde e bomboloni, tradizionale dolce di Carnevale |
Il Mercato nel Campo: Siena torna al Medioevo… del gusto
Tra gli eventi invernali, il Mercato nel Campo di Siena merita una menzione d’onore. Immaginate la splendida Piazza del Campo – una delle piazze più belle del mondo – che per qualche giorno si trasforma in un vivace mercato medievale, come accadeva nel XIV secolo. Ebbene, è proprio ciò che avviene ogni anno il primo weekend di dicembre: a Siena torna il Mercato nel Campo, tre giorni all’insegna della cultura del gusto . L’evento ricrea il “mercato grande” che nel Medioevo animava la piazza ogni settimana , con banchi in legno dove i produttori locali e nazionali propongono il meglio dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato. Si passeggia dunque tra dolci, salumi tipici, pasta fresca, formaggi, pane, frutta secca e molto altro, il tutto esposto in maniera scenografica . Non mancano stand di artigiani del legno, della ceramica, delle stoffe, per idee regalo natalizie o semplicemente per ammirare antichi mestieri all’opera.
La cosa affascinante è che davvero sembra di fare un salto indietro nel tempo: i venditori spesso indossano abiti tradizionali, la disposizione degli spazi ricalca quella storica (ancora oggi, come nel Trecento, i generi alimentari stanno verso la zona di San Martino, mentre oggetti e manufatti su altri lati della piazza, seguendo l’ordinamento delle arti di quel tempo ). Il Mercato nel Campo è diventato un appuntamento irrinunciabile dell’inverno senese , sia per i cittadini che per i turisti: di fatto apre il periodo delle feste, creando un’atmosfera magica. Si possono gustare specialità come cantucci e Vin Santo, panforte, ricciarelli, miele e marmellate artigianali, ma anche piatti “di strada” caldi – ad esempio la zuppa di fagioli o il lampredotto, portato magari da espositori di altre zone della Toscana. La sera la piazza illuminata risplende e spesso vengono organizzati anche eventi collaterali (spettacoli di sbandieratori, musica dal vivo, visite guidate tematiche sulla storia del mercato medievale). Appuntamento quindi in Piazza del Campo il primo weekend di dicembre, per un tuffo nella storia… e nel gusto! . Ingresso libero, orario generalmente dalle 8 di mattina alle 20 circa; consigliamo di arrivare presto la mattina per godersi la visita con calma, magari abbinandola ad un giro nei musei cittadini approfittando delle giornate di festa.
Q: Quali sono i prodotti da assaggiare o acquistare al Mercato nel Campo?
A: C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Suggeriamo di non perdere i dolci senesi per eccellenza: panforte, ricciarelli e cavallucci, spesso proposti in assaggio da forni e pasticcerie artigianali del territorio. Un altro must sono i pecorini di Pienza, formaggi di varia stagionatura e aroma (dal pecorino fresco a quello stagionato sotto le vinacce o nelle foglie di noce) – molti produttori della Val d’Orcia li offrono sottovuoto, ideali da portare a casa. Se siete amanti dei salumi, cercate lo stand che vende la finocchiona IGP e il prosciutto toscano DOP, oppure i salumi di cinta senese (una razza suina locale pregiata): assaggiare il rigatino (pancetta) o il capocollo di cinta senese è un piacere unico. Troverete anche banchi di olio extravergine d’oliva nuovo – dicembre è appena dopo la frangitura: un filo d’olio nuovo su pane sciapo toscano vi farà capire perché è così rinomato – e poi miele delle colline senesi (ricordiamo che proprio a Montalcino ogni anno c’è la Settimana del Miele), tartufi e funghi secchi, spezie e piante officinali. Il tutto magari accompagnato da un buon bicchiere di vino: diversi consorzi vinicoli allestiscono spazi per la degustazione di Chianti, Brunello, Nobile, Vernaccia, con sommelier pronti a raccontarvi i vini. Insomma, il Mercato nel Campo è l’occasione perfetta per una “spesa” natalizia gourmet, facendo felici sia il palato che gli amici a cui porterete un souvenir gastronomico.
Le feste di Natale nei borghi: tra mercatini, vino santo e antiche tradizioni
Non solo Siena: anche i borghi della provincia celebrano il periodo natalizio con eventi del gusto. Ad esempio, a Sinalunga si tiene L’Incanto del Natale, un fine settimana in cui il centro storico si riempie di bancarelle, addobbi e sapori tipici . È il classico mercatino natalizio dove oltre a oggetti artigianali è possibile trovare stand con vin brulé, caldarroste, dolci fatti in casa dalle associazioni locali (come il panpepato o i tozzetti). L’atmosfera è resa speciale da cori di canti natalizi e dalle luminarie che addobbano le vie del paese. Un evento particolare è poi quello di Abbadia San Salvatore, sull’Amiata, noto come il Natale di Fuoco o festa delle Fiaccole. Qui la tradizione (che non è prettamente enogastronomica ma vale la pena menzionarla) vuole che la notte del 24 dicembre vengano accesi grandi falò nelle vie, le fiaccole appunto, alcuni alti diversi metri, costruiti con tronchi di legna in forma piramidale. Mentre il paese è illuminato da questi fuochi che ardono fino all’alba per celebrare la Natività, gli abitanti e i visitatori si radunano attorno ad essi cantando e – ovviamente – mangiando e bevendo insieme. Niente di organizzato commercialmente, ma troverete vino rosso locale e vin brulé offerto per scaldarsi, caldarroste arrostite sulle braci, magari fette di panettone o pan co’ santi (pane dolce con noci e uvetta tipico senese) condivise in compagnia. È un’esperienza di autentica convivialità montanara, che “scalda il cuore” oltre che il corpo .
Un altro borgo da segnalare in inverno è Montefollonico, frazione di Torrita di Siena. Qui tra fine autunno e inizio inverno si tiene la manifestazione dal titolo curioso “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”. Si tratta di una festa dedicata al Vin Santo, il vino liquoroso toscano ottenuto da uve passite, da sempre simbolo di ospitalità (era usanza offrire un goccio di vin santo agli ospiti graditi, da cui la frase) . Montefollonico è noto come “il borgo del Vin Santo” e ogni anno celebra questo nettare ambrato con un evento che attira produttori e appassionati da tutta la regione. La festa tipicamente cade intorno al ponte dell’Immacolata, ai primi di dicembre (anche se alcune edizioni recenti si sono svolte in primavera): per un intero weekend, le vie del paesino medievale ospitano un mercatino di prodotti locali e soprattutto degustazioni di Vin Santo casalinghi. Pensate che c’è persino un concorso che premia il miglior Vin Santo fatto in casa dai produttori amatoriali locali – un’occasione unica per assaggiare vin santi genuini e rari, spesso non in commercio. L’evento non si limita al vino: essendo una festa di paese, coinvolge tutta la comunità con cene a tema, spettacoli e anche giochi tradizionali. Ad esempio, in passato hanno organizzato la gara di tiro al panforte (lancio di una forma di panforte cercando di centrare un bersaglio, gioco tradizionale senese) e persino sfide a spingere il caratello (piccola botte dove affina il vin santo) per i vicoli, come se fosse una gara folkloristica per bambini . Se visitate Montefollonico durante “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, oltre a bere e mangiare ottimamente (oltre al vin santo potrete assaggiare salumi, formaggi e dolci locali, compresi cantuccini da intingere nel vino), avrete la possibilità di scoprire un borgo incantevole, premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club per la sua autenticità. Il tutto, manco a dirlo, a poca distanza dal vostro alloggio senese: Montefollonico si raggiunge in circa 1 ora d’auto dall’Hotel Minerva, attraversando le campagne della Valdichiana.
Passate le festività, l’inverno in campagna prosegue con ritmi più lenti ma non senza appuntamenti. Gennaio, come accennato, porta la Fiera di Sant’Antonio Abate. A Torrita di Siena questa fiera ha origini antiche e rievoca i mercati agricoli di un tempo: era infatti l’occasione per la compravendita di bestiame, e ancora oggi rimane il carattere “rurale” dell’evento . La domenica più vicina al 17 gennaio il centro storico di Torrita si anima: al mattino vi è la tradizionale benedizione degli animali (vedrete sfilare cavalli, pecore, cani e magari qualche animale da cortile condotto dai contadini, tutti in attesa della benedizione del parroco – uno spettacolo folkloristico unico) . Poi la fiera prosegue con esposizioni di prodotti del territorio, intrattenimento e degustazioni nel centro storico . Si possono trovare formaggi, salumi, vino novello e olio nuovo, oltre a banchi di artigianato e mercanzie varie. Spesso ci sono stand gastronomici gestiti dalle associazioni locali che servono piatti caldi: ad esempio polenta con sugo di cinghiale, trippa alla senese, bruschette con l’olio, salsicce alla brace – cibo semplice ma ideale per una giornata d’inverno. La festa di Sant’Antonio è in un certo senso il “giro di boa” dell’inverno: dopo il 17 gennaio le giornate iniziano ad allungarsi e nell’aria c’è già sentore del Carnevale.
Q: Dove si possono mangiare le frittelle di riso tipiche di Carnevale?
A: Nel Senese, il posto più celebre è Rapolano Terme, grazie all’evento “Frittelle in Festa”. Questa manifestazione ha la particolarità di durare svariate settimane: dal secondo weekend di gennaio fino a metà/fine marzo, ogni giovedì, sabato e domenica a Rapolano viene aperto lo storico stand delle frittelle in Piazza Giannetti . Le frittelle di riso sono un dolce povero tradizionale di Carnevale/San Giuseppe in Toscana: palline fritte a base di riso bollito nel latte, zucchero e aromi (spesso arricchite da uvette o pezzetti di mela), poi rotolate nello zucchero. Appena fatte sono paradisiache, croccanti fuori e morbide dentro. A Rapolano le preparano seguendo la ricetta locale e la gente accorre dai dintorni apposta per comprarle, tanto che negli anni è diventato un appuntamento fisso chiamato appunto “Frittelle in Festa”. Tutti i giovedì mattina, sabato pomeriggio e la domenica per tutto il giorno lo stand vi aspetta con frittelle calde e gustose . È impossibile resistere al profumo che si diffonde per la piazza! Le frittelle vengono vendute in coni o in vassoi da asporto; potete gustarle passeggiando oppure portar via un sacchetto (ma attenzione, creano dipendenza e finiscono prima di arrivare a casa). In aggiunta, allo stand troverete anche i bomboloni (krapfen fritti ripieni di crema) e talvolta cenci o altri dolci di carnevale. Questa iniziativa è organizzata da un’associazione locale (Settembre Rapolanese) e il ricavato in parte va a finanziare eventi culturali del paese , quindi ogni frittella è doppiamente buona. Se vi trovate in zona a febbraio, ad esempio dopo una visita alle terme di Rapolano, fateci un salto: l’atmosfera è semplice e autentica, con le signore che friggono in grandi padelle e i ragazzi che servono ai clienti, e avrete un assaggio – è il caso di dirlo – di vita paesana toscana.
In conclusione, l’inverno senese, pur essendo stagione di riposo agricolo, offre alcune gemme imperdibili per chi cerca esperienze gastronomiche: mercati storici, dolci tradizioni di Carnevale e feste popolari che scaldano l’anima. Con l’avvicinarsi della primavera, però, la natura si risveglia e con essa il calendario delle sagre si arricchisce ulteriormente. Andiamo quindi a scoprire i profumi e sapori primaverili della provincia di Siena.
Eventi del gusto in primavera (marzo, aprile, maggio)
La primavera in Toscana è un’esplosione di colori e profumi: i campi si tingono di verde tenero, i vigneti germogliano, nei boschi spuntano i primi funghi primaverili e nell’aria si sente l’odore dei fiori e… delle grigliate all’aperto! In provincia di Siena, la primavera segna l’inizio di tante manifestazioni enogastronomiche all’aperto: dalle feste dedicate ai prodotti del bosco come il tartufo marzuolo (primaverile), alle prime sagre paesane spesso legate ai ponti primaverili (Pasqua, 25 aprile, 1° maggio), fino agli eventi che celebrano il vino novello o le primizie dell’orto. Ecco una panoramica delle sagre e fiere da non perdere in questi mesi.
D: Quali sono gli eventi gastronomici tipici della primavera nel Senese?
R: In primavera spiccano gli appuntamenti con i tartufi marzuoli (una varietà di tartufo bianco primaverile meno pregiato del classico, ma molto profumato) nelle Crete Senesi, le feste contadine che celebrano la fine dell’inverno (come il Palio dei Somari a Torrita di Siena, con stand gastronomici annessi), e gli eventi legati ai prodotti pasquali e primaverili. Inoltre, a fine primavera (maggio) iniziano le prime manifestazioni dedicate al vino, come Cantine Aperte e piccole feste del vino nei borghi del Chianti e della Val d’Orcia. Non ultima, la primavera senese culmina spesso con l’Anteprima dei grandi vini: ad esempio Montepulciano organizza a fine aprile l’Anteprima del Vino Nobile (per addetti ai lavori ma con possibilità di ingresso ai wine lovers), mentre a Montalcino proprio a marzo si tiene “Benvenuto Brunello” – sebbene sia un evento principalmente rivolto alla stampa e agli operatori, tutta la città di Montalcino vive quei giorni in fermento enoico. Vediamo qualche evento nello specifico e poi una tabella riassuntiva.
Tabella – Eventi del gusto in primavera (Siena e provincia)
| Evento | Località | Quando | Specialità protagonista |
|---|---|---|---|
| Festa del Tartufo Marzuolo | San Giovanni d’Asso (Montalcino) | Metà marzo (weekend) | Tartufo Marzuolo (tartufo bianco primaverile) e prodotti delle Crete Senesi |
| Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo delle Crete Senesi | San Giovanni d’Asso | Metà marzo (alternative/edizione collegata) | Tartufi marzuoli, mercato di prodotti tipici e degustazioni guidate |
| Palio dei Somari + Sagra di Torrita | Torrita di Siena | Metà marzo (fine settimana di S. Giuseppe) | Carne di cinta senese, piatti toscani rustici (stand durante il Palio dei Somari, corsa di asini) |
| “Lo Gradireste un Goccio di Vin Santo?” (ed. primaverile) | Montefollonico (Torrita di Siena) | Variabile (nel 2024 ad aprile) | Vin Santo toscano, cantucci e prodotti tipici – evento descritto in sezione invernale ma a volte svolto in primavera |
| Pasquetta in Fiera (vari eventi) | Vari borghi (es. Buonconvento, Castiglione d’Orcia) | Lunedì di Pasqua | Pic-nic all’aperto con grigliate, uova sode benedette, torte di Pasqua salate (usanza locale), vino locale |
| Cantine Aperte (Movimento Turismo Vino) | Diversi comuni (Chianti, Montalcino, Montepulciano) | Ultimo weekend di maggio | Vino – visite e degustazioni nelle cantine aperte al pubblico (Chianti Classico, Brunello, Nobile etc.) |
| Sagra della Pastasciutta | Siena città (quartiere, es. Valdimontone) | Maggio (data da confermare) | Pasta al ragù e piatti “poveri” toscani (evento conviviale cittadino) |
| Pentecoste a Castellina (Cantine in Festa) | Castellina in Chianti | Maggio/Giugno (Pentecoste) | Chianti Classico – degustazioni di vino nelle storiche cantine di Castellina, street food toscano |
Nota: La primavera ha eventi che possono variare di anno in anno; consultare i programmi locali per date precise.
Tartufi Marzuoli e sapori delle Crete Senesi
Gli amanti del tartufo sanno che la stagione “ufficiale” del tartufo bianco pregiato è l’autunno, ma in Toscana esiste anche il cosiddetto “marzuolo” o tartufo di marzo, un tartufo bianco di dimensioni medio-piccole che si raccoglie a fine inverno e inizio primavera. Pur meno celebre del fratello maggiore autunnale, il tartufo marzuolo è molto profumato e apprezzato in cucina. San Giovanni d’Asso, che è una frazione di Montalcino, organizza di solito una manifestazione primaverile dedicata a questo prodotto: la Festa del Tartufo Marzuolo (talvolta chiamata “Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo delle Crete Senesi”). In genere si tiene a marzo, attorno alla metà del mese. È il pendant primaverile della grande fiera del tartufo bianco che qui avviene a novembre. Durante la festa di marzo, il piccolo borgo di San Giovanni d’Asso propone un programma con mercatino per le vie del paese, stand gastronomico dove gustare piatti al tartufo marzuolo (pensate a tagliolini al tartufo, uova al tegamino con tartufo grattugiato, bruschette al burro e tartufo…) e magari iniziative come escursioni guidate con i cani da tartufo per vedere dal vivo come si cercano questi tesori sottoterra . Non mancano ovviamente i tartufai che vendono i marzuoli freschi, a prezzi decisamente più abbordabili dei tartufi bianchi invernali, il che può essere un’occasione per comprarne qualcuno e provare a cucinarlo a casa.
Accanto ai tartufi, questa è anche la festa di altri prodotti tipici delle Crete Senesi (la zona argillosa attorno ad Asciano, San Giovanni d’Asso, Trequanda): troverete formaggi pecorini, olio extravergine, vini Orcia DOC, miele e salumi. Il clima in marzo può essere fresco ma spesso soleggiato: ideale per fare due passi tra gli stand con un bicchiere di vino Orcia in mano, godendosi il panorama unico delle Crete, con colline brulle e cipressi isolati. Da Siena ci vogliono circa 40 minuti di auto per arrivare a San Giovanni d’Asso; chi preferisce un’alternativa pittoresca può informarsi sul Treno Natura, un treno storico a vapore che in alcune date porta i turisti ad eventi come questo attraversando le campagne senesi (quando coincide con la festa del tartufo marzuolo, è un’esperienza consigliatissima per unire gusto e viaggio nel tempo).
Sapori e divertimento: il Palio dei Somari a Torrita di Siena
Con l’arrivo della primavera, i toscani ricominciano a organizzare anche feste folcloristiche all’aperto. Un esempio caratteristico è il Palio dei Somari di Torrita di Siena, che si corre a marzo in prossimità di San Giuseppe (19 marzo). Si tratta di una corsa di asini tra le otto contrade di Torrita, un evento goliardico che parodia i più nobili pali di cavalli (come il Palio di Siena) ma che è diventato molto sentito dalla popolazione locale. Oltre alla corsa, per giorni il borgo vive un’atmosfera festosa con cortei storici, tamburini e sbandieratori. E naturalmente non mancano le componenti gastronomiche: durante il Palio dei Somari si tiene anche una sagra paesana dove è possibile mangiare specialità toscane rustiche. In genere, nelle taverne allestite dalle contrade o negli stand si servono piatti come i pici al ragù (pasta fresca tipica), la carne alla brace – spesso di cinta senese DOP, fiore all’occhiello locale – contorni di fagioli all’uccelletto, bruschette con olio nuovo e magari dolci casalinghi. Il bello di queste sagre abbinate alle rievocazioni storiche è che si mangia in lunghe tavolate all’aperto o nei fondi del centro storico, in un clima di allegra competizione: si brindano le vittorie, si “affogano” i dispiaceri per la sconfitta in un buon bicchiere di vino, fraternizzando con contradaioli e visitatori. Se siete in zona a metà marzo, fate un salto a Torrita: il centro storico medievale merita di suo, in più vivrete un’esperienza autentica tra drappelloni, asini addobbati e piatti genuini a volontà.
Primavera in vigna: Cantine Aperte e feste del vino
Avvicinandoci a maggio, il tema dominante diventa il vino. La fine di maggio in tutta Italia (l’ultimo fine settimana del mese) coincide con l’iniziativa Cantine Aperte, promossa dal Movimento Turismo del Vino: anche in provincia di Siena molte cantine aderiscono, aprendo le porte per visite guidate e degustazioni di vini direttamente dai produttori. È un’occasione straordinaria per entrare nelle aziende vinicole del Chianti, di Montalcino, Montepulciano, San Gimignano ecc., spesso incontrare i vignaioli in persona e assaggiare i vini accompagnati da stuzzichini locali. Alcuni esempi: potreste visitare una cantina di Brunello di Montalcino, vedere le bottaie storiche scavate nel tufo e poi degustare Brunello e Rosso di Montalcino con pane e olio. Oppure recarvi in un agriturismo del Chianti Classico dove oltre ai vini vi proporranno di assaggiare il vinsanto col cantuccio. Ogni cantina fa programma a sé (alcune richiedono una piccola quota per il calice e la degustazione), ma ovunque l’accoglienza è festosa perché Cantine Aperte è un po’ la “festa di primavera” del mondo del vino. L’Hotel Minerva può essere un’ottima base per organizzare un tour di cantine: in un raggio di 30 km ci sono zone vinicole d’eccellenza e potete facilmente spostarvi in auto designando un guidatore sobrio o affidandovi a servizi di tour organizzati.
In primavera ci sono anche le cosiddette feste dell’uva o del vino in alcuni borghi, in anticipo rispetto alla vendemmia autunnale. Nel Chianti senese, ad esempio, Castellina in Chianti celebra tradizionalmente la Pentecoste (maggio/giugno) con una festa chiamata Pentecostés a Castellina o talvolta Cantine in Festa. Durante quel weekend, le cantine del paese e dintorni offrono degustazioni di Chianti Classico sotto le volte dell’antica Via delle Volte, accompagnate da banchi gastronomici con prodotti locali. Anche a Radda in Chianti c’è un evento analogo, Radda nel Bicchiere, di solito a fine maggio: tutto il borgo diventa un’enoteca a cielo aperto dove, con un calice acquistato all’ingresso, si possono assaggiare decine di etichette di Chianti Classico dei produttori radunesi. Sono momenti conviviali, spesso accompagnati da musica dal vivo o piccoli spettacoli folkloristici.
Non possiamo dimenticare di menzionare poi le Anteprime dei vini toscani: tra fine febbraio e inizio maggio i vari consorzi organizzano le anteprime delle nuove annate. Nel Senese, due eventi di rilievo internazionale sono Benvenuto Brunello (Montalcino) e l’Anteprima del Vino Nobile (Montepulciano). Benvenuto Brunello si tiene solitamente a Montalcino a febbraio; è un evento tecnico per stampa e operatori, ma negli ultimi anni intorno ad esso Montalcino ha organizzato anche degustazioni pubbliche collaterali, cene a tema nei ristoranti e visite speciali alle cantine. Anche se non potete accedere ai banchi di assaggio riservati, respirare l’aria di Montalcino in quei giorni (magari prenotando una degustazione in enoteca) è entusiasmante per un wine lover. L’Anteprima del Nobile di solito avviene a Montepulciano tra fine aprile e inizio maggio, e offre anche al pubblico (su prenotazione) la possibilità di assaggiare i nuovi vini presso la Fortezza di Montepulciano. Dunque, se il vostro viaggio è enoico, informatevi su queste date: potreste abbinare una visita alla città di Siena con un giorno a Montepulciano per l’Anteprima, rientrando comodamente in hotel la sera.
Q: Ci sono sagre dedicate ai primi piatti tipici in primavera?
A: Sì, la tradizione delle sagre in Toscana tocca anche i primi piatti, spesso organizzate dalle contrade o dalle Pro Loco. A Siena città, ad esempio, nei rioni capita di organizzare sagre “urbane” in questo periodo. Nel rione del Valdimontone negli anni scorsi si è tenuta la cosiddetta Sagra della Pastasciutta (in genere a maggio) : un evento benefico e conviviale in cui, in una piazzetta del quartiere, vengono apparecchiate tavolate e serviti piatti di pasta al ragù, all’amatriciana, al pesto etc., a prezzi popolari. È un modo per creare comunità e raccogliere fondi, e i turisti sono sempre benvenuti; immaginate di mangiare un piatto di penne al sugo circondati dai contradaioli che brindano e cantano – un’esperienza autentica e divertente. Fuori città, con l’arrivo del clima mite, partono tante sagrette di paese: ce n’è una molto curiosa in provincia di Siena chiamata Sagra della Miseria a Colle di Val d’Elsa (di solito in giugno, ma la prima edizione era in primavera) , in cui le ricette protagoniste sono quelle “povere” di una volta, come la minestra di pane (ribollita), la pappa al pomodoro, la polenta con poco condimento – un omaggio alla cucina contadina frugale di tempi di magra. Insomma, in primavera si va dalle prelibatezze col tartufo alle umili zuppe: un bel contrasto che testimonia la ricchezza gastronomica senese.
Con la primavera inoltrata, il calendario enogastronomico entra davvero nel vivo, e con l’estate alle porte si moltiplicano le occasioni di festa praticamente ogni settimana. Scopriamo dunque i mesi estivi, periodo di sagre all’aperto sotto le stelle e di grandi eventi popolari.
Eventi del gusto in estate (giugno, luglio, agosto)
L’estate toscana è sinonimo di serate all’aperto, piazze animate, musica e, naturalmente, sagre praticamente in ogni paese. In provincia di Siena, l’estate offre un ventaglio amplissimo di eventi del gusto: è il tempo delle sagre paesane dedicate ai piatti tipici (spesso organizzate dalle contrade o dalle associazioni locali per festeggiare il santo patrono o semplicemente per stare insieme), ma anche dei grandi eventi storico-folcloristici come il Palio di Siena e il Bravìo delle Botti di Montepulciano, che pur non essendo sagre enogastronomiche in senso stretto, includono una componente culinaria importante (pensate ai cenini del Palio o alle cene in contrada). Inoltre, agosto porta con sé le feste del vino sotto le stelle e le sagre di mezza estate dove si gustano carni alla brace, cinghiale in umido, pici fatti a mano, il tutto magari accompagnato da balli e orchestre. Vediamo una sintesi degli appuntamenti estivi imperdibili.
D: Quali sagre caratterizzano l’estate nella provincia di Siena?
R: È quasi difficile elencarle tutte, tante sono! In generale ogni fine settimana estivo ha luogo una sagra da qualche parte: dalle più piccole (magari la sagra della pizza nel tal paese) alle più rinomate e storiche. Tra giugno e luglio spiccano le sagre dedicate alla pasta fatta in casa e ai prodotti dell’aia: ad esempio la Festa dei Pici (pasta tipica senese simile a grossi spaghetti) e magari dei lumacci (chiocciole) a Piancastagnaio sul Monte Amiata , oppure la Sagra della Rana o del cinghiale in qualche borgo della Val di Merse. Luglio è anche tempo di Palio di Siena (2 luglio) e molte contrade aprono le loro cucine per le cene propiziatorie: non sono sagre pubbliche, ma chi ha la fortuna di essere invitato vi partecipa gustando menù tradizionali serviti a centinaia di persone in lunghe tavolate nella via della contrada. Ad agosto, uno degli eventi gastronomico-culturali più suggestivi è Calici di Stelle (notte di San Lorenzo, 10 agosto): in località come Montepulciano, Montalcino, Castellina in Chianti, la sera del 10/8 le piazze si riempiono di banchi di assaggio di vini sotto le stelle cadenti – un brindisi collettivo davvero affascinante. Sempre ad agosto, a Montepulciano c’è il Bravìo delle Botti (ultimo weekend): una gara in cui le contrade spingono botti di vino in salita per le vie del centro; la settimana precedente al Bravìo è costellata di cene nelle contrade e di stand enogastronomici dove i visitatori possono provare piatti locali e il vino Nobile di Montepulciano. Infine, a cavallo tra agosto e settembre iniziano già le feste dell’uva (come a Chiusi, a fine agosto, con la Festa dell’Uva e del Vino).
Per orientarci meglio, ecco una tabella riassuntiva con alcune delle sagre estive più note nel Senese, pur sapendo che ve ne sono molte altre minori ma ugualmente piacevoli.
Tabella – Eventi del gusto in estate (Siena e provincia)
| Evento | Località | Quando | Specialità protagonista |
|---|---|---|---|
| Sagra della Tagliatella al Cinghiale | Iesa (Monticiano) | Giugno (data variabile) | Tagliatelle al cinghiale, selvaggina, prodotti boschivi |
| Du’ Pici sotto le Stelle | Chianciano Terme | Inizi giugno (3 giorni) | Pici fatti a mano con vari sughi, serate di festa all’aperto |
| Sagra della Miseria | Colle di Val d’Elsa | Giugno (weekend) | Piatti “poveri” tradizionali (ribollita, trippa, ecc.) |
| Festa dei Pici e dei Lumacci | Piancastagnaio (SI, Monte Amiata) | Luglio (fine settimana) | Pici al sugo di lumache e altre ricette locali Amiatine |
| Palio di Casole (sagra annessa) | Casole d’Elsa | Seconda metà di luglio | Cucina toscana varia (stand durante il Palio dei cavalli) |
| Cene Propiziatorie del Palio | Siena (Contrade) | 1° luglio e 15 agosto | Cene all’aperto in contrada con menù tradizionale (ingresso su invito/biglietto) |
| Calici di Stelle | Montepulciano, Montalcino, Castellina ecc. | 10 agosto (notte San Lorenzo) | Vino sotto le stelle – degustazioni serali di vini locali, street food di qualità |
| Festa dell’Uva e del Vino | Chiusi (SI) | Fine agosto | Vini locali (Chianti Colli Senesi), piatti tipici, spettacoli musicali |
| Bravìo delle Botti (settimana enogastronomica) | Montepulciano | Ultima settimana di agosto | Vino Nobile di Montepulciano, cene nelle contrade con piatti toscani, stand con prodotti tipici |
Serate di gusto sotto le stelle: le sagre paesane estive
Una caratteristica meravigliosa delle sagre estive è che si svolgono all’aria aperta, spesso nelle ore serali quando la calura lascia spazio a temperature piacevoli. Immaginate una piazza di un piccolo borgo toscano, con lunghe tavolate di legno apparecchiate, le lucine appese tra un edificio e l’altro, un palco da cui magari un’orchestra inizia a suonare un valzer o un gruppo locale fa musica folk. Nell’aria il profumo è quello di griglia, di sugo al pomodoro, di erbe aromatiche. Questa è la tipica atmosfera di una sagra estiva. Nel Senese ce ne sono tantissime: proviamo a descriverne alcune per dipingere un quadro.
A Monticiano, e precisamente nella frazione di Iesa, si tiene la Sagra della Tagliatella al Cinghiale (spesso a giugno). È una festa piccola ma genuina: le signore del paese preparano chili di tagliatelle fresche, condite poi con un ricco ragù di cinghiale cotto lentamente. Il cinghiale è una presenza comune nei boschi circostanti e la tradizione di cucinarlo in umido o in ragù è ben radicata. I volontari servono le porzioni fumanti di tagliatelle ai tavoli, accompagnate da bicchieri di vino rosso locale (di solito Chianti dei Colli Senesi). Dopo cena, tutti a ballare il liscio o a divertirsi con la lotteria. È un’esperienza semplice: si mangia bene, si spende poco, si ride in compagnia sotto il cielo stellato.
Un’altra sagra amata è “Du’ Pici sotto le Stelle” a Chianciano Terme. Già dal nome si capisce il programma: due (in realtà tre) sere dedicate ai pici, la pasta fresca a mano simbolo della cucina senese contadina. Organizzata dall’Associazione Amatori Pici, questa festa in genere a inizio giugno propone un menù tutto a base di pici: pici all’aglione (con sugo di pomodoro e aglio), pici al ragù di nana (anatra), pici alle briciole (poveri, con pane raffermo tostato e olio) e così via. Le sfogline impastano e “appicciano” (arrotolano) i pici dal vivo, mostrando la tecnica ai curiosi. Le porzioni sono abbondanti e saporite, e dopo cena ci sono spettacoli musicali e stand di dolci casalinghi. Questo evento ha rapidamente guadagnato fama, tanto da arrivare nel 2025 alla decima edizione con migliaia di visitatori . È l’emblema di come una ricetta povera – acqua, farina e poco più – possa diventare il fulcro di una festa comunitaria. I proventi spesso vanno in beneficenza o per iniziative locali, quindi partecipare fa bene anche al cuore.
In estate poi vanno forte le sagre “dell’aia”: ad esempio la Sagra del Papero (ocio/papero significano oca) in località come Montepulciano Stazione. Abbiamo già citato la Sagra dell’Ocio: a Montepulciano Stazione ogni anno a fine settembre (è quasi autunno, ma la menzioniamo qui) cucinano l’ocio in vari modi, tra cui l’ocio in porchetta . Durante l’estate troviamo affini la Sagra del Anatra in alcune zone (ad esempio a Monteroni d’Arbia talvolta si è fatta la festa dell’anatra) o la Sagra del Galletto. E qui veniamo a un evento particolare: la Sagra del Galletto di Camigliano, frazione di Montalcino, che però cade ad inizio ottobre quindi la tratteremo nella sezione autunnale. Tuttavia, altre località festeggiano il galletto anche d’estate – segno della cultura contadina di celebrare il pollame e le carni allevate in casa.
Q: Come funzionano in pratica le sagre di paese? Serve prenotare?
A: Di solito no, non serve prenotare. Ci si reca alla sagra, si fa una fila a una cassa dove si prende uno scontrino ordinando i piatti desiderati, poi con quello ci si mette in coda alle varie “linee” (primi, secondi, contorni, bevande, dolci) dove i volontari consegnano i piatti richiesti. Dopodiché ci si siede dove si trova posto, spesso condividendo il tavolo con sconosciuti (fa parte del bello!). Alle sagre più gettonate, nel weekend verso le 20 può esserci da aspettare un po’ per sedersi, quindi conviene arrivare presto (19:00) oppure più tardi (21:30) per evitare le ore di punta. I prezzi sono popolari, e le porzioni generose; la qualità del cibo è casalinga: magari non aspettatevi impiattamenti da chef, ma sapori autentici sì. Un aneddoto: tante sagre hanno la loro specialità segreta – ad esempio a una sagra del cinghiale provai dei tortelli di patate al sugo di cinghiale che non erano neanche in menù, ma li facevano come extra i cuochi per smaltire il ragù… Uno può sempre chiedere!
Q: Quali sono i piatti tipici da provare assolutamente nelle sagre senesi?
A: In estate, certamente i pici in tutti i modi (aglione, briciole, ragù di cinghiale o di nana), poi le carni alla brace (grigliata mista toscana con rostinciane – costine di maiale –, salsicce, pollo e magari bistecche se la sagra è fornita), lo spezzatino di cinghiale o di lepre, che spesso è proposto con la polenta. Sulle colline dell’Amiata da non perdere le zuppe di funghi porcini (settembre è tempo di porcini, anticipiamo l’autunno), mentre in Valdichiana e Crete in estate sono ottime le panzanelle (insalata di pane raffermo con verdure) servite come antipasto nelle sagre, rinfrescanti e saporite. E poi c’è un dolce da sagra per eccellenza: le crostate casalinghe con marmellata, tagliate a quadrotti grandi – ogni nonna ne prepara una! Immancabile, a fine pasto, un bicchierino di Vin Santo con i cantuccini se disponibili. Insomma, uscite dalle sagre sazi e felici, pronti magari a fare due salti in pista con la musica dal vivo (capiterà di vedere arzilli settantenni invitare le signore a ballare un fox trot – la genuinità di questi momenti è impareggiabile).
Calici e stelle cadenti: il gusto del vino a agosto
Abbiamo accennato a Calici di Stelle, evento estivo di rilevanza nazionale ma che in Toscana trova scenari davvero emozionanti. Immaginate la notte di San Lorenzo (10 agosto): uno dei cieli più limpidi e stellati d’Italia è quello delle campagne senesi, lontano da fonti di inquinamento luminoso. In questa notte tradizionalmente dedicata a stare con il naso all’insù per vedere le stelle cadenti, molte città del vino organizzano degustazioni en plein air. A Montepulciano, per esempio, Calici di Stelle trasforma le vie del centro storico in un percorso del gusto: acquistando un calice e una manciata di tagliandi, si può passeggiare tra le bancarelle dei produttori di Vino Nobile e assaggiare i diversi vini, accompagnandoli con assaggi di pecorino, salumi, bruschette. Il tutto con musiche soft in sottofondo e magari qualche telescopio puntato sul cielo per osservare pianeti e stelle. A Castellina in Chianti, Calici di Stelle si svolge lungo la via centrale e dentro l’antica Via delle Volte (il camminamento coperto medievale): anche qui si degustano Chianti Classico delle aziende locali, spesso in abbinamento a piatti preparati dai ristoratori del luogo (ricordo dei favolosi crostini con i fegatini e penne al ragù di cinghiale serviti in una delle edizioni). Montalcino a volte aderisce con aperture serali del museo del vino o con degustazioni panoramiche sulla fortezza. L’idea di base è brindare “sotto le stelle” esprimendo desideri – e quale miglior desiderio se non quello di tornare in Toscana ogni anno? È un evento romanticissimo se siete in coppia, ma anche divertente in gruppo; considerate però di organizzare il rientro (non guidare dopo troppi brindisi!). Fortunatamente da Siena partono tour organizzati o navette in alcune occasioni, oppure potreste affidare a un autista il compito di condurvi tra un borgo e l’altro. In ogni caso, Calici di Stelle è un must di agosto per gli enoappassionati.
Tra fine estate e inizio autunno: l’uva protagonista
Verso fine agosto, mentre l’estate volge al termine, iniziano le feste dell’uva in vista della vendemmia di settembre. Ad esempio, a Chiusi, antica città etrusca a sud della provincia, ogni anno si tiene la Festa dell’Uva e del Vino (solitamente l’ultima settimana di agosto). Le vie di Chiusi si riempiono di stand che offrono degustazioni di vini locali, cibo di strada e musica. È un evento che mescola cultura (spesso ci sono mostre fotografiche sulla viticoltura, visite a cantine storiche scavate nel tufo sotto la città) e puro piacere enogastronomico. In altre località, la festa dell’uva assume connotati più folcloristici: per dire, a Scansano (anche se siamo in Maremma, fuori Siena) fanno carri allegorici decorati con grappoli; nel Chianti fiorentino (Greve, Panzano) a settembre ci sono sagre del vino nuove. Nel Chianti senese, Vagliagli (nel comune di Castelnuovo Berardenga) organizza a inizio settembre la festa dell’uva del piccolo borgo, con sfilata e stand gastronomici dove troneggia il vino Chianti Colli Senesi.
Ma siamo già entrati nell’autunno, che come vedremo è forse la stagione più ricca in assoluto. Prima di passare oltre, però, una menzione al Bravìo delle Botti di Montepulciano, perché incarna lo spirito di fine estate: la competizione di spingere botti in salita è unica (due atleti detti spingitori per contrada fanno rotolare una botte di 80 kg lungo il percorso fino al Duomo) e la città in quei giorni è in fermento. La settimana del Bravìo (fine agosto) a Montepulciano ogni sera c’è una contrada che cucina all’aperto, aperta a residenti e turisti, servendo pietanze tradizionali. Inoltre, la sera del sabato prima della gara, si svolge il corteo dei ceri e dopo, in ogni contrada, c’è la “celebrazione” con vino e cantucci per augurare fortuna. Anche questa è un’esperienza da fare almeno una volta, e l’Hotel Minerva permette di raggiungere Montepulciano con circa un’ora di viaggio in auto.
Ora però, prepariamoci ad entrare nel periodo più “gustoso” dell’anno: l’autunno, quando le vigne si tingono di rosso e d’oro, l’aria sa di mosto e di caldarroste, e quasi ogni weekend c’è un tripudio di sagre di livello ancora superiore.
Eventi del gusto in autunno (settembre, ottobre, novembre)
L’autunno nelle terre di Siena è la stagione del raccolto e della vendemmia, dei profumi intensi e dei sapori robusti. È il periodo in cui la natura offre i suoi frutti più pregiati – l’uva, le olive, i funghi, le castagne, i tartufi – e l’uomo li celebra con festival che spesso affondano le radici in antiche tradizioni contadine. Dalla fine di settembre a tutto novembre, ogni borgo sembra avere la sua sagra del gusto: alcune sono storiche, attive da decenni, altre più recenti ma cresciute rapidamente in fama. Sicuramente, se dovessimo scegliere una sola stagione per un tour enogastronomico senese, questa sarebbe l’autunno, tanta è la densità di eventi. Vediamo i principali, che toccano un po’ tutte le zone: dalle colline del Chianti alla Val d’Orcia, dal Monte Amiata alla città di Siena stessa.
D: Quali sono le sagre autunnali imperdibili nel Senese?
R: In autunno spiccano le feste legate ai prodotti del bosco e della terra: sagre dei funghi porcini e delle castagne soprattutto nelle zone montane (Monte Amiata e Montagnola Senese), sagre del vino nuovo e dell’uva (settembre è vendemmia, quindi molte feste dell’uva a fine settembre), fiere del tartufo bianco (novembre, su tutte la Mostra Mercato di San Giovanni d’Asso ), feste dell’olio nuovo (tra fine ottobre e inizi novembre, ad esempio Montisi ), e in generale sagre paesane che tradizionalmente si tenevano post-raccolto per fare comunità. Un evento a parte, da non perdere per la sua particolarità, è la Sagra del Tordo di Montalcino a fine ottobre : mescola rievocazione storica e gastronomia. E poi citerei sicuramente il trittico di fuoco della prima metà di novembre: tartufo bianco, olio nuovo e vino (pensiamo a Toscana Gustando a Montepulciano, fiera di prodotti tipici regionali sempre a novembre ). Senza dimenticare Siena città, che in questo periodo propone spesso eventi come la Settimana del Miele a Montalcino (primi di settembre) e il già menzionato Mercato nel Campo ai primi di dicembre che fa da ponte con l’inverno. Vediamo allora una tabella con le sagre autunnali principali.
Tabella – Eventi del gusto in autunno (Siena e provincia)
| Evento | Località | Quando | Specialità protagonista |
|---|---|---|---|
| Settimana del Miele | Montalcino | Inizio settembre | Miele di Montalcino e altri mieli italiani, mostra mercato e degustazioni |
| Festa dell’Uva (es. Festa dell’Uva di Chiusi) | Chiusi (SI) / Altri borghi del Chianti senese | Fine settembre (weekend) | Uva e vini locali, sfilate di carri allegorici, stand enogastronomici |
| Bada che Gota – Festival della Gota Cotta | Colle di Val d’Elsa (Colle Alta) | Inizio ottobre (prima domenica) | Gota cotta (guancia di maiale speziata tipica) con piatti a base di gota, stand di vini e birre artigianali |
| Festa delle Paste (o Paste “Sudicie”) | Poggibonsi | Inizio ottobre (sabato) | “Paste sudicie” (tagliatelle al sugo di coniglio, ricetta tradizionale contadina) |
| Sagra del Galletto | Camigliano (Montalcino) | Primo weekend di ottobre | Galletto del cortile (pollo ruspante) arrosto e alla brace, contorni toscani |
| Sagra dell’Ocio (oca) | Montepulciano Stazione | Fine settembre – inizio ottobre (2 weekend) | Oca in porchetta e piatti d’oca, cucina contadina della Valdichiana |
| Casole in Castagna | Casole d’Elsa | Ottobre (domenica) | Castagne e farina di castagne, caldarroste, dolci di castagna, vino nuovo |
| Festa d’Autunno | Abbadia San Salvatore (Amiata) | Ottobre (weekend) | Castagne (marroni), funghi porcini, polenta, vin brulé – sapori montani |
| Crastatone | Piancastagnaio (Amiata) | Fine ottobre – Ognissanti | Castagne del Monte Amiata in tutte le forme (caldarroste “crastate”, dolci, birra alla castagna), mercato e rievocazioni |
| Sagra del Tordo | Montalcino | Ultimo weekend di ottobre | Cucina venatoria: tordi e altri cacciagione, pappardelle al sugo, fagioli all’uccelletto; contorno di gara di tiro con l’arco tra quartieri in costume |
| Mostra Mercato del Tartufo Bianco | San Giovanni d’Asso (Montalcino) | Metà novembre (2 weekend centrali) | Tartufo Bianco pregiato delle Crete Senesi, mercato tartufi, showcooking, cene col tartufo |
| Il Primo Olio e altro ancora | Montisi (Montalcino) | Inizi novembre (primo weekend) | Olio extravergine nuovo, frantoi aperti, degustazioni olio, tartufo bianco locale e vino Orcia DOC |
| Toscana Gustando | Montepulciano (centro storico) | Metà novembre | Prodotti tipici toscani e italiani, mostra-mercato con degustazioni e spettacoli itineranti |
| Mercato nel Campo | Siena | Primo weekend di dicembre | (V. sezione inverno) Mercato medievale con cibo e artigianato |
Come si vede, l’autunno è ricchissimo: dal fungo porcino di Pievescola (presso Casole d’Elsa, dove in settembre fanno una sagra del fungo ) alla zucca (ad esempio a Pianella nel Chianti talvolta organizzano serate a tema zucca e halloween), ogni weekend è una tentazione. Approfondiamo ora alcuni eventi clou autunnali.
Locandina ufficiale di “Bada che Gota”, festival dedicato alla gota cotta a Colle di Val d’Elsa – evento giovane ma già gettonato dai buongustai.
Profumi di cantina a settembre: miele e vino
Settembre apre le danze con due prodotti dolci: il miele e l’uva. A Montalcino, generalmente il primo fine settimana di settembre, si tiene da molti anni la Settimana del Miele – una mostra mercato nazionale dedicata all’apicoltura. Il chiostro del Museo di Montalcino e le vie attigue ospitano banchi con apicoltori provenienti da tutta Italia che offrono assaggi dei loro mieli: dal millefiori al castagno, dall’acacia al corbezzolo (sardo, amarognolo e raro) e così via. Ci sono anche stand di attrezzature apistiche, conferenze e degustazioni guidate di miele in abbinamento a formaggi o vini dolci. Per il visitatore goloso, è l’occasione di comprare mieli particolari e prodotti dell’alveare (propoli, pappa reale, candele di cera). Montalcino in quei giorni è piuttosto animata, e unendo miele e vino (impossibile non fermarsi per un calice di Brunello in enoteca) direi che si raggiunge l’apice del gusto dolce-amaro della vita toscana.
Sempre a inizio settembre, come visto, molti borghi festeggiano l’uva in anticipo sulla vendemmia. Vale la pena partecipare a una festa dell’uva in un piccolo centro per rivivere le atmosfere di quando la vendemmia era un evento comunitario. Per esempio, la Festa dell’Uva di Chiusi: qui si unisce anche l’elemento storico, con rievocazioni etrusche (gli Etruschi erano grandi produttori di vino). Caratteristici carri allegorici decorati con pampini e grappoli sfilano per le vie; la sera ci sono stand gastronomici che offrono pici al sugo, grigliate e vino locale a volontà, e spesso un concerto in piazza a chiudere la serata. Un’altra località, fuori provincia ma non lontano, è Pitigliano (GR) con la sua SettembrediVino nelle cantine tufacee – menzione per chi volesse spingersi oltre confine senese, ma di nuovo, ovunque nel Senese trovi un filare di vite c’è una festa pronta.
Il trionfo del gusto autunnale: sagre di ottobre nelle campagne
Ottobre è probabilmente il mese più intenso. In montagna, come sull’Amiata, è tempo di castagne e funghi; in collina, tempo di caccia e di vini novelli (esce il “vino nuovo” post vendemmia, anche se il novello propriamente in Toscana non è diffusissimo, si brinda comunque col vino dell’anno precedente). In ogni caso, le sagre si moltiplicano.
Partiamo da un evento recente ma divenuto subito popolare: “Bada che Gota” a Colle di Val d’Elsa. Colle di Val d’Elsa è famosa per il cristallo e per alcune specialità culinarie; tra queste la gota cotta – la guancia di maiale lessata e speziata – è un salume particolare della tradizione colligiana. Per valorizzarlo, da pochi anni hanno creato questo festival dal titolo scherzoso “Bada che gota” (in toscano suona come “guarda che guancia!”, con allusione gustosa). Si svolge nella parte alta di Colle (colle alta), solitamente la prima domenica di ottobre . Durante la giornata oltre venti ristoratori del territorio preparano in strada le loro interpretazioni della gota cotta, proponendole ai visitatori in forma di assaggi gourmet . C’è chi fa il crostone con gota e pecorino, chi i ravioli ripieni alla gota, chi semplicemente serve fettine di gota calda con aromi. Ad accompagnare, ovviamente, vino locale (Colle di Val d’Elsa è nella denominazione Chianti Colli Senesi) e birre artigianali valdelsane . Il tutto condito da musica live, mercatini dell’artigianato, esibizioni dei maestri del cristallo di Colle che mostrano la soffiatura del vetro, giochi per bambini . È più di una sagra, direi un vero festival culturale del gusto. E la cosa bella è che la formula a token (gettoni) permette di assaggiare un po’ di tutto: con un carnet di degustazioni ci si fa praticamente pranzo e merenda, scoprendo come un taglio povero del maiale possa ispirare piatti creativi. Un plus: Colle Alta è molto suggestiva, quindi tra un assaggio e l’altro potete visitare il borgo medievale e godervi il panorama sulla Valdelsa.
Sempre nel primo scorcio di ottobre, a Poggibonsi troviamo la curiosa Festa delle Paste Sudicie (letteralmente “pasta sporca” – nome bizzarro!). Questa festa vuole rispolverare un’antica ricetta locale legata alla domenica contadina: si narra infatti che i contadini del luogo la domenica condividessero un sugo di coniglio tra più famiglie, così che spesso alla fine, per raccogliere il sugo rimasto, si buttasse in pentola altro pane o pasta, “sporcando” appunto il cibo con il condimento residuo . La Pro Loco di Poggibonsi ha creato un evento per mettere a tavola i commensali con questo piatto tradizionale quasi perduto . Oggi ovviamente il condimento abbonda e le porzioni pure! La festa dura in genere una serata (sabato di inizio ottobre) con una grande cena comunitaria dove le tagliatelle al sugo di coniglio sono regine, accompagnate magari da un secondo di coniglio fritto o arrostito e da buon Chianti dei dintorni. È un esempio di come nel Senese si cerchi di tenere vive le ricette di “una volta” dedicandogli sagre ad hoc.
Scendendo verso la Val d’Orcia/Amiata: qui castagne e funghi la fanno da padrone. Nel Monte Amiata (che amministrativamente è diviso tra Siena e Grosseto), due eventi spiccano: il Crastatone di Piancastagnaio e la Festa d’Autunno di Abbadia San Salvatore, entrambi a fine ottobre. Il Crastatone è la sagra della castagna più antica del Monte Amiata, giunta a decine di edizioni: il nome deriva da “crastate”, che nel dialetto locale significa castagne arrostite (caldarroste). Per diversi giorni intorno a Ognissanti, Piancastagnaio (bel borgo medievale con una rocca) si riempie di stand delle quattro contrade, che vendono specialità a base di marroni locali: caldarroste fumanti servite in cartoccio, dolci come castagnacci, marmellate di castagne, ma anche piatti salati – polenta di castagne condita con ricotta, zuppa di funghi, salumi. Il tutto accompagnato da vino novello e vin brulé per scaldarsi. Ci sono anche rievocazioni medievali e la sera spesso musica. Ad Abbadia San Salvatore, la Festa d’Autunno è simile: nel centro storico spuntano le cantine (taverne improvvisate nelle antiche cantine) dove si possono degustare piatti autunnali (zuppa di funghi, pasta con sugo di cinghiale, spezzatino con le castagne, caldarroste, dolci) e intanto lungo le vie artisti di strada, artigiani, banchi di prodotti tipici intrattengono i visitatori . Il fascino di Abbadia, con l’abbazia e il borgo minerario, unito ai colori autunnali dei boschi circostanti, rende l’esperienza memorabile. Inoltre su Amiata in questo periodo si possono comprare funghi porcini freschi e secchi di ottima qualità dagli stands, oltre che i rinomati marroni IGP del Monte Amiata (una varietà di castagna pregiata).
Montalcino: la Sagra del Tordo e la gloria del Brunello
Parlando di autunno, un capitolo speciale spetta a Montalcino. Questa cittadina non è solo vino Brunello: a fine ottobre ogni anno, dal 1958, celebra la Sagra del Tordo . È un evento a metà tra sagra gastronomica e rievocazione storica medievale. Perché “del tordo”? Il tordo è un piccolo uccello migratore molto cacciato un tempo (oggi in misura minore) nelle campagne toscane in autunno; la sagra nacque come festa di cacciagione a conclusione della stagione venatoria. Oggi, durante l’ultimo weekend di ottobre, Montalcino fa un tuffo nel passato: i quattro Quartieri cittadini (Ruga, Pianello, Travaglio, Borghetto) allestiscono accampamenti e taverne nelle proprie zone, indossando costumi medievali. La parte folcloristica culmina con la gara di tiro con l’arco tra i quartieri, in cui gli arcieri si sfidano nella Fortezza e il vincitore porta onore al proprio Quartiere . Ma la parte gastronomica è altrettanto importante: nelle taverne di quartiere, aperte a tutti, si possono gustare piatti di cacciagione e della tradizione locale. Per tradizione, il menù tipico della Sagra del Tordo prevede: pappardelle al sugo di lepre o al sugo di cinghiale, spiedini di tordi e altri uccelletti arrosto (dove disponibili, oggi non sempre per questioni venatorie, spesso sostituiti da quaglie o pollo), stufato di cinghiale, contorni come i fagioli all’uccelletto (fagioli con pomodoro e salvia, chiamati così perché originariamente accompagnavano la selvaggina) e dolci locali, il tutto innaffiato dal rosso vino di Montalcino. Si mangia seduti su panche di legno nelle cantine o all’aperto, accanto magari a figuranti in costume – l’atmosfera è unica, sembra davvero di stare a un banchetto medievale. Al pomeriggio, dopo le mangiate, c’è il corteo storico con centinaia di figuranti, tamburi rullanti e bandiere al vento, che sfila per le vie fino al campo di tiro. La sera, la festa continua con canti tradizionali e fiumi di Brunello e Rosso di Montalcino nelle brocche. La Sagra del Tordo è l’evento identitario di Montalcino: i montalcinesi vi partecipano con passione (un po’ come i senesi col Palio) e per i turisti è un’occasione eccezionale per cogliere l’anima di questa comunità, fatta di orgoglio, storia e amore per le proprie tradizioni e per la propria terra generosa.
Chi visita Montalcino in quel weekend farebbe bene a fermarsi anche nei dintorni: ad esempio San Giovanni d’Asso (a mezz’ora da Montalcino centro) spesso programma l’Anteprima della sua Mostra del Tartufo proprio in concomitanza con la Sagra del Tordo, così i turisti possano fare un giro completo tra vino, caccia e tartufo! E parlando di tartufo…
Poster ufficiale della XXXIX Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi (San Giovanni d’Asso) – due weekend di novembre dedicati al “diamante bianco” toscano.
Novembre: tartufo, olio nuovo e gusto diffuso
Con novembre entriamo nel paradiso del tartufo bianco. La Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi a San Giovanni d’Asso (Montalcino) è l’evento di spicco: due fine settimana, di solito i centrali di novembre (es. 8-9 e 15-16 novembre 2025) , dedicati al prezioso tubero. È una delle fiere del tartufo più importanti d’Italia, seconda in Toscana solo a San Miniato (PI). San Giovanni d’Asso si fregia del titolo di “capitale del tartufo bianco delle Crete Senesi” e dal 1985 organizza questa mostra mercato che attira visitatori da ogni dove . Il borgo è piccolo ma durante l’evento si anima enormemente: al mercato del tartufo si possono acquistare tartufi bianchi freschissimi (cavatori locali li portano entro poche ore dall’escavazione), o gustarli presso lo stand gastronomico della Pro Loco che prepara piatti tartufati. Ci sono banchi di cibo di strada, degustazioni, dimostrazioni e cene di gala nei luoghi suggestivi del borgo con menu interamente al tartufo . Inoltre spesso si svolgono attività collaterali come escursioni sul “Treno Natura” a vapore che porta direttamente i turisti all’evento, o come il Museo del Tartufo (San Giovanni ne ha istituito uno nei sotterranei del castello) aperto con visite guidate. Insomma, è una festa del territorio a 360 gradi, dove oltre al tartufo trovi ogni altra delizia autunnale: pecorini, salumi, oli, vini (il tartufo si sposa benissimo col vino Orcia DOC o col Brunello, che qui è di casa). Da notare che gli organizzatori propongono anche guide agli abbinamenti del tartufo con altri ingredienti e vini , quindi potresti partecipare a mini-corsi di degustazione per imparare, ad esempio, quale vino esaltare con un piatto al tartufo (spesso si consigliano i vini bianchi strutturati o gli spumanti). L’atmosfera è al tempo stesso rustica ed elegante: rustica nei profumi intensi che si sentono per strada (tartufo, formaggi, affettati) e nel vociare dei commercianti, elegante nel sapere che stai maneggiando un prodotto da centinaia di euro al etto. Il bello è che a San Giovanni puoi anche comprare il tartufo in piccole quantità – spendendo magari 30-40 euro – e farti una frittatina al tartufo in hotel, visto che il Minerva offre pure delle camere con angolo cottura in alcune soluzioni 😉 (Ma potete anche chiedere a un ristorante di Siena di prepararvi il vostro tartufo).
Novembre però non è solo tartufo: è anche il periodo dell’olio nuovo. In provincia di Siena, un appuntamento tipico è “Il primo olio ed altro ancora” a Montisi, di cui abbiamo parlato. Montisi apre i suoi frantoi e mercatini nel primo fine settimana di novembre: qui potrete fare l’esperienza di vedere le olive appena frante uscire sotto forma di olio verde brillante e piccantino, e subito spalmarlo su una fetta di pane abbrustolito – la famosa bruschetta con olio novo. L’evento Montisi fa parte di un circuito di feste dell’olio (Associazione Città dell’Olio) e si affianca a iniziative come Frantoi Aperti in Umbria ecc., quindi richiama intenditori. Ma è organizzato in modo gioioso: per le vie del borgo ci sono bancarelle (“mercatini”) e stand gastronomici, e si degustano non solo oli ma anche tartufi bianchi delle Crete Senesi e vino Orcia DOC, prodotti tipici di questa zona collinare . Una curiosità: Montisi è famosa anche per la Giostra di Simone (torneo cavalleresco estivo), la cui Pro Loco organizza sia la giostra che la sagra dell’olio; quindi troverete volontari in costume rinascimentale che vi versano olio e vino. Questo genere di mescolanza tra cultura, storia ed enogastronomia è la cifra dei nostri territori.
Infine, menzioniamo Toscana Gustando a Montepulciano (solitamente il secondo weekend di novembre). Questa manifestazione trasforma Montepulciano in una capitale del gusto non solo locale ma inter-regionale: lungo il corso e le piazze, espositori da varie parti d’Italia propongono prodotti tipici delle loro terre, in un gemellaggio gastronomico. Puoi trovare lo stand della porchetta umbra accanto a quello dei formaggi sardi, i cannoli siciliani accanto ai cantucci toscani. In più, naturalmente, Montepulciano fa gli onori di casa con Vino Nobile e chianina, pecorini e così via. Un vero viaggio nei sapori senza lasciare il borgo, reso ancora più piacevole dagli spettacoli popolari itineranti che vengono organizzati (nel 2019 ad esempio c’erano gruppi folkloristici della Puglia ospiti che ballavano la pizzica in strada). Per le vie del centro storico si potranno degustare prodotti tipici e assistere a spettacoli popolari itineranti : questo riassume bene lo spirito di Toscana Gustando. È l’evento perfetto se viaggiate in famiglia: ognuno troverà qualcosa che gli piace (il bimbo il dolcetto, papà il salume, mamma il formaggio speciale, e tutti insieme un bel bicchiere di vino).
Arrivati a questo punto del viaggio goloso, abbiamo percorso un anno intero di sapori senesi. Dalle frittelle di riso di febbraio al tartufo bianco di novembre, abbiamo visto quanta varietà e ricchezza possa offrire la provincia di Siena in termini di eventi del gusto. Per concludere, raccogliamo qui di seguito alcune domande frequenti e consigli pratici che possono esservi utili per organizzare al meglio il vostro itinerario enogastronomico.
Domande frequenti (FAQ) sugli eventi del gusto nel Senese
D: Qual è il periodo migliore per visitare Siena e dintorni se l’obiettivo sono sagre e fiere gastronomiche?
R: Come abbiamo illustrato, ogni stagione ha i suoi eventi, ma il periodo più ricco e “goloso” è sicuramente l’autunno (da fine settembre a novembre). In quei mesi si concentrano le sagre più importanti (vino, olio, tartufo, castagne, funghi) e il clima è ideale per godersi all’aperto le degustazioni (né troppo caldo né troppo freddo). Anche l’estate offre molte sagre paesane e l’atmosfera festosa generale – specialmente agosto con Calici di Stelle e le sagre di ferragosto – è molto piacevole, ma va tenuto conto che alcune giornate possono essere molto calde e le sagre più affollate. La primavera è ottima per tartufi marzuoli e prime sagre, nonché per gli eventi del vino (Anteprime, Cantine Aperte), quindi direi che anche maggio è un bel mese. L’inverno è più tranquillo: meno eventi, ma il Mercato nel Campo e le feste delle frittelle di Carnevale valgono comunque il viaggio, magari unendo l’esperienza gastronomica alla visita dei monumenti di Siena con meno folla. In sintesi: ottobre e novembre vincono su tutti per varietà e importanza degli eventi del gusto.
D: Come ci si muove per raggiungere le sagre nei dintorni di Siena?
R: Il mezzo più comodo è l’auto. Molte sagre si trovano in borghi non serviti benissimo dai mezzi pubblici, specialmente la sera o nei weekend. Dunque, se soggiornate a Siena e volete esplorare le sagre in provincia, l’ideale è avere un’auto (propria o noleggiata). Fortunatamente l’Hotel Minerva offre parcheggio interno , quindi potrete tenere l’auto pronta per le escursioni quotidiane senza problemi di ZTL. In alternativa, alcune destinazioni sono raggiungibili in treno+navetta (ad esempio San Giovanni d’Asso con il Treno Natura in certi giorni, oppure Montepulciano con treno fino a Chiusi e bus) ma richiede più pianificazione. Se non volete guidare, un’opzione sono i tour organizzati: esistono agenzie a Siena che propongono gite di un giorno verso, ad esempio, Montalcino e San Giovanni d’Asso per la festa del tartufo, con minibus e guida. Oppure potete usare taxi/NCC per spostamenti serali (ad esempio andare e tornare da Colle Val d’Elsa la sera di Bada che Gota potrebbe essere fattibile con un taxi, Siena–Colle è ~30 km). Tuttavia, per massima libertà di orari e per poter magari fermarsi in più posti lungo il percorso (tipico: “torniamo dalla sagra X, ma passiamo a vedere il borgo Y illuminato di notte”), l’auto resta la soluzione ottimale. Ricordate solo di moderare il consumo di alcol se guidate: in sagre e fiere il vino scorre facile… Il consiglio è di alternarsi alla guida se siete in gruppo, o di assaggiare con moderazione e portare via le bottiglie acquistate per goderle con calma a casa.
D: Bisogna comprare biglietti per partecipare alle sagre o prenotare?
R: Nella maggior parte dei casi no, l’accesso è libero. Le sagre paesane funzionano come descritto: entri, prendi da mangiare agli stand e ti siedi. Eventi come fiere del tartufo o mercati sono gratuiti nell’ingresso, pagherai ciò che consumi (es. i piatti al ristorante della Pro Loco o il tartufo se lo compri). Fanno eccezione alcune degustazioni guidate o cene di gala nell’ambito delle fiere: ad esempio, le cene di gala al tartufo bianco o i banchi d’assaggio nelle Anteprime dei vini possono richiedere biglietti o prenotazione anticipata. Se siete interessati a qualcosa di specifico (tipo la cena col tartufo nel castello a San Giovanni d’Asso, o la partecipazione alla cena propiziatoria del Palio in una contrada a Siena) conviene informarsi per tempo tramite i siti ufficiali o l’ufficio turistico, perché i posti sono limitati. Per il resto, conviene presentarsi con un po’ di anticipo se si vuol evitare troppa fila, ma niente di stressante. Alcuni eventi forniscono la possibilità di acquistare un bicchiere e tasca porta-calice (tipo Calici di Stelle o Rassegne del vino) come “kit” per le degustazioni: quello di solito si compra sul posto, ma in certe città (Montepulciano, ad esempio) c’è la prevendita nei giorni prima presso Pro Loco. In sintesi: ingresso libero, pay as you go, salvo situazioni particolari.
D: Portare i bambini alle sagre: è fattibile?
R: Assolutamente sì! Le sagre sono eventi per famiglie per eccellenza. I bambini avranno spazio per muoversi (magari nei giardini o nelle piazze adiacenti l’area tavoli), spesso trovano qualcosa di divertente: alcune sagre organizzano giostre gonfiabili, truccabimbi o piccole attività per intrattenere i più piccoli mentre i genitori mangiano. E anche loro troveranno cibo adatto: se non mangiano il cinghiale, di solito nel menu c’è sempre la pasta al pomodoro o la salsiccia, patatine fritte, dolcetti – quindi non resteranno certo digiuni. Da considerare che, essendo in ambienti informali, se il bimbo fa rumore o corre in giro non darà noia più di tanto (anzi, sarà spesso accarezzato dai nonni presenti, magari gli offriranno un cantuccino!). L’unica accortezza: se la sagra è affollata e di sera, teneteli d’occhio per non perderli tra la folla; e se fa fresco (in autunno spesso la sera l’aria è frizzante) copriteli bene, dato che si mangia all’aperto. Per il resto, vedere come i bambini si divertono a ballare sulla musica del liscio insieme ai nonni locali è uno spaccato di vita italiana che vi scalderà il cuore.
D: Cosa posso acquistare come souvenir gastronomico a Siena e provincia?
R: Frequentando queste sagre e fiere avrete mille tentazioni di shopping mangereccio. Alcuni suggerimenti di prodotti da portare a casa: – Vino: bottiglie di Brunello, Nobile, Chianti Classico o Vernaccia, a seconda dei vostri gusti. Spesso alle sagre li vendono direttamente i produttori a buon prezzo (e potete farvi firmare la bottiglia, o scattare una foto col vignaiolo – bel ricordo). – Olio extravergine d’oliva: l’olio nuovo di novembre, magari comprato a Montisi o in un frantoio del Chianti, vi farà risentire il sapore della Toscana nelle vostre cucine. Va consumato preferibilmente entro pochi mesi per godere dell’aroma fruttato. – Pecorino toscano: a Pienza e d’intorni troverete pecorini favolosi. Prendetene uno stagionato (che regge il viaggio) e uno fresco sottovuoto. Anche il raviggiolo (formaggio fresco senza sale) è tipico, ma va consumato in giornata. – Salumi di cinta senese: capocollo, finocchiona, salame toscano – durano a lungo e sono saporitissimi. Pure la soppressata senese (specie di coppa di testa) e il buristo (insaccato di sangue suino e uvetta) sono rarità per palati coraggiosi, se volete osare. – Dolci senesi: panforte (magari nella versione Margherita più delicata o quella al cioccolato), ricciarelli di mandorle, cavallucci speziati. Hanno lunga conservazione e sono ottimi regalini natalizi. – Miele e tartufi: barattolini di miele locale o crema di tartufo, oppure un piccolo tartufo fresco se acquistato in stagione (ricordatevi che per esportare tartufi all’estero in genere non ci sono problemi essendo prodotto confezionato o fresco per uso personale, ma va dichiarato se superate certe quantità). – Pici secchi: alcune cooperative vendono i pici essiccati fatti a mano, così potrete rifare un piatto di pici una volta a casa (non saranno come quelli freschi della nonna, ma quasi). Insomma, spazio in valigia e borsa frigo alla mano, il Senese è una dispensa a cielo aperto!
D: L’Hotel Minerva offre pacchetti o servizi per chi viene per turismo enogastronomico?
R: Sì, l’hotel spesso ha convenzioni e offerte a tema. Ad esempio, sul sito abbiamo visto un’“Offerta per gli amanti dei sapori della Toscana e della tradizione culinaria” , che potrebbe includere degustazioni o sconti presso ristoranti tipici. Inoltre il personale dell’hotel è molto disponibile a fornire informazioni aggiornate: se chiedete alla reception quali sagre ci sono nel weekend, vi aiuteranno volentieri (magari qualcuno di loro è originario proprio di un paese dove c’è la sagra e vi saprà dire il piatto migliore!). Talvolta l’hotel organizza per i clienti anche piccole degustazioni in struttura – ad esempio assaggi di vino di qualche cantina locale o colazione arricchita con dolci senesi. Vi consigliamo, al momento della prenotazione, di chiedere se ci sono offerte attive legate al periodo: ad esempio, in tempo di Palio, potrebbero proporre un pacchetto che include la cena in contrada; in autunno, un pacchetto con visita a un frantoio o a una cantina. Il Minerva punta molto sul far vivere ai propri ospiti le esperienze del territorio, come si evince dalle offerte sul loro sito (pavimento del Duomo + degustazione, offerta golosa, ecc.) . Quindi, non esitate a contattarli per personalizzare il vostro soggiorno all’insegna del gusto.
Concludendo, il territorio di Siena è un vero paradiso per gli appassionati di enogastronomia e tradizioni popolari. Ogni borgo, ogni stagione, ogni prodotto qui racconta una storia: storie di comunità che si riuniscono attorno a un tavolo, di antichi saperi tramandati in ricette, di feste che profumano di autentico. Dalle piazze affollate durante il Mercato nel Campo alle aie illuminate dalle fiaccole natalizie, dalle colline del Chianti coperte di vigneti alle foreste del Monte Amiata ricche di castagni, il viaggio nel Senese attraverso sagre e fiere del gusto è un’esperienza completa che appaga i sensi e lo spirito.
E dopo aver assaporato tanto, è bello poter tornare la sera in un luogo accogliente come l’Hotel Minerva, magari sorseggiando l’ultimo calice di vino del giorno guardando Siena illuminata, e ripensando alle emozioni vissute. Perché viaggiare da queste parti non significa solo vedere luoghi, ma anche gustare la vita in tutti i sensi – vedere, ascoltare, assaporare, toccare e annusare – in un connubio perfetto di cultura e cucina, arte e arte del mangiare bene. Non resta che augurarvi buon viaggio e… buon appetito nelle terre di Siena!
