Introduzione: l’autunno delle vendemmie in Toscana
Settembre è senza dubbio uno dei momenti migliori per visitare la Toscana: i colori della natura, la dolcezza dei prodotti autunnali e il clima gradevole fanno da cornice perfetta alle tante manifestazioni dedicate all’uva e al vino . In particolare, la provincia di Siena – celebre per i suoi vini come il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano – celebra la vendemmia con eventi folkloristici, sagre di paese e degustazioni imperdibili. Le feste della vendemmia sono l’occasione per scoprire borghi in festa, partecipare a tradizioni centenarie e assaporare il meglio dell’enogastronomia toscana in un’atmosfera gioiosa e conviviale.
Questo periodo segna il passaggio dall’estate all’autunno e porta con sé la celebrazione del raccolto dell’uva. Ovunque regna un clima di festa: intrattenimento, degustazioni ed esperienze divertenti in vigna permettono di vivere insieme il momento più vivace dell’annata vitivinicola, il tutto accompagnato da gustose merende con prodotti tipici del territorio . È il momento di celebrare l’arrivo dell’autunno scoprendo i segreti della raccolta dell’uva, passeggiando tra i filari e assaggiando i prodotti locali insieme ai produttori del luogo . Non importa se siete appassionati intenditori di vini o semplici curiosi: le feste della vendemmia nel senese sapranno conquistarvi con sfilate storiche, carri allegorici, musica, giochi tradizionali e naturalmente ottimo vino.
L’Hotel Minerva di Siena si propone come base ideale per andare alla scoperta di questi eventi. La sua posizione nel cuore della città – all’interno dell’antica cinta muraria – rende l’Hotel Minerva il punto di partenza ideale per scoprire tutte le meraviglie di Siena e dei dintorni . Si tratta di un hotel tre stelle in posizione centrale che offre il grande vantaggio di un parcheggio interno custodito, comodità rara per chi soggiorna nel centro storico . Ciò consente agli ospiti di esplorare facilmente sia la città di Siena a piedi, sia di mettersi in viaggio in auto verso i paesi della provincia. In alternativa, la vicinanza alla stazione ferroviaria e alle autostazioni (Piazza Gramsci e stazione dei bus) permette di utilizzare i mezzi pubblici per molte destinazioni, lasciando l’auto al sicuro in hotel. L’Hotel Minerva accoglie con piacere famiglie con bambini – dispone ad esempio di culle su richiesta per bimbi fino a 3 anni – e offre servizi dedicati ai più piccoli, confermandosi una soluzione ottimale per chi vuole vivere le feste della vendemmia con tutta la famiglia.
Di seguito vi presentiamo una guida approfondita alle principali feste della vendemmia in provincia di Siena, con domande e risposte frequenti, e utili tabelle riepilogative su distanze e tempi di percorrenza. Scopriremo gli eventi più caratteristici (dalla Festa dell’Uva nei borghi del Chianti senese alle rievocazioni storiche come il Bravìo delle Botti di Montepulciano), senza dimenticare consigli enogastronomici – cantine da visitare, piatti tipici da assaggiare, prodotti locali da acquistare – e suggerimenti pratici su come raggiungere ogni località partendo dall’Hotel Minerva di Siena.
Prepariamoci dunque a un viaggio tra vigneti e borghi medievali in festa: l’autunno senese vi aspetta con calici alzati, profumo di mosto e antiche tradizioni pronte a rivivere!
Feste della vendemmia nel Chianti senese: Vagliagli in festa
Tra le dolci colline del Chianti senese, a circa 15 km da Siena, sorge Vagliagli, un piccolo borgo del comune di Castelnuovo Berardenga. Ogni anno, verso la fine di settembre, Vagliagli ospita una delle feste della vendemmia più caratteristiche della zona: la Festa dell’Uva di Vagliagli. Si tratta di una sagra paesana che affonda le sue radici nella tradizione contadina del Chianti e che, dopo una pausa di alcuni anni, è tornata a rivivere con grande successo. Dal venerdì alla domenica dell’ultimo o penultimo weekend di settembre, il paese si anima e rispolvera le vecchie tradizioni del Chianti senese: degustazioni di vini e distillati, mostre, spettacoli, dimostrazioni e tanto altro .
Durante la Festa dell’Uva di Vagliagli le vie del borgo diventano un brulicare di attività per grandi e piccini. Si aprono stand gastronomici dove è possibile gustare piatti tipici toscani la sera (e spesso un pranzo della tradizione la domenica), e non manca mai il buon vino locale ad accompagnare il tutto. Nel pomeriggio del sabato, ad esempio, si possono trovare spazi di degustazione dei vini Chianti curati da sommelier, mercatini artigianali e intrattenimenti per bambini (spettacoli di animazione, truccabimbi, passeggiate con pony del centro equestre, ecc.). La dimensione familiare è molto sentita: in passate edizioni sono stati organizzati persino concorsi di pittura per bambini e presentazioni di libri come la “Guida del Chianti senese per bambini”, a dimostrazione che il legame con le giovani generazioni è importante a Vagliagli.
Il clou della festa arriva la domenica: al mattino si svolgono riti tradizionali, come la benedizione dei trattori e delle auto d’epoca (una curiosa usanza locale, con tanto di intercessione di San Cristoforo, protettore dei viaggiatori, e banda musicale al seguito). Nel pomeriggio, tutta Vagliagli fa un tuffo nel passato con la sfilata tradizionale dei carri: enormi carri addobbati, trainati da buoi bianchi di razza chianina o da trattori, percorrono le strade del borgo rievocando la vendemmia com’era un tempo . I figuranti indossano costumi tradizionali contadini, i ragazzi e le ragazze del paese eseguono balli popolari e canti, e l’atmosfera si riempie di nostalgia e orgoglio per le proprie radici rurali. La sfilata dei carri allegorici, accompagnata da musica folk e dal profumo dell’uva pigiata, è senza dubbio uno dei momenti più emozionanti dell’evento.
Al calare della sera, la festa si conclude in bellezza con un ballo liscio in piazza (spesso con orchestra dal vivo) e spettacolari fuochi d’artificio finali che illuminano il cielo sopra i vigneti . La comunità di Vagliagli saluta così la vendemmia con gioia, dandosi appuntamento all’anno successivo.
Come raggiungere Vagliagli dall’Hotel Minerva: Vagliagli si trova circa 16 km a nord di Siena. In auto è raggiungibile in circa 30 minuti, guidando attraverso la panoramica SR222 (Chiantigiana) oppure via tangenziale Siena-Bettolle uscendo a Castelnuovo Berardenga Nord e seguendo indicazioni per Vagliagli. L’Hotel Minerva dispone di parcheggio interno, quindi partire in auto è comodo; a Vagliagli la sagra dispone di parcheggi esterni al paese dove lasciare l’auto per poi entrare a piedi nel centro chiuso al traffico. In autobus, è attiva una linea extraurbana (linea Siena–Vagliagli, gestita da Autolinee Toscane) con corse limitate: in genere c’è un bus al mattino e uno nel primo pomeriggio da Siena (Stazione o Piazza Gramsci) verso Vagliagli, e ritorno verso Siena in serata. La durata del tragitto in bus è di circa 35-40 minuti. Prima di programmare la visita in bus, conviene informarsi sugli orari aggiornati (l’orario “feriale” potrebbe cambiare nel weekend della festa). Consiglio: data la relativa vicinanza, un’altra opzione piacevole è raggiungere Vagliagli in bicicletta o moto, approfittando delle belle strade del Chianti; l’hotel offre informazioni per itinerari in bici o moto se siete interessati a questo tipo di escursione.
Cosa assaggiare a Vagliagli: nei giorni di sagra troverete specialità toscane genuine. Immancabili i crostini neri (paté di fegatini) e gli affettati di Cinta Senese come antipasto, accompagnati da pane toscano sciapo. Tra i primi piatti spesso fanno la loro comparsa i pici al ragù di cinghiale o al sugo all’aglione (un sugo di pomodoro e aglio gigante della Valdichiana) e la tradizionale ribollita – zuppa contadina di pane e verdure, tipica dell’autunno. Ai secondi potrete gustare grigliate miste di carne (salsicce, rostinciana di maiale, bistecche di scottona locale) o lo spezzatino di cinghiale alle erbe. Il tutto ovviamente innaffiato dai vini del territorio: i produttori locali di Chianti Classico allestiscono banchi d’assaggio, quindi potrete degustare ottimi calici di Chianti Classico DOCG direttamente a km0. Non perdetevi infine i dolci: talvolta viene preparata la “schiacciata con l’uva”, un dolce da forno tipico della vendemmia (focaccia dolce lievitata ripiena di uva nera da vino) – una leccornia stagionale da provare assolutamente se disponibile. E per concludere, un bicchierino di Vin Santo locale con cantucci alle mandorle renderà omaggio alla tradizione toscana.
Feste dell’uva nella Valdichiana senese: Chiusi e Montepulciano
Spostandoci nella zona sud-orientale della provincia di Siena, tra la Valdichiana e la Valdorcia, incontriamo due tra gli eventi più rinomati legati alla vendemmia: la Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi e il celebre Bravìo delle Botti di Montepulciano. Pur differenti per storia e impostazione, entrambe le manifestazioni celebrano il vino e la fine dell’estate coinvolgendo l’intera comunità locale e richiamando visitatori da tutta Italia (e non solo).
Chiusi – Festa dell’Uva e del Vino
La città di Chiusi, nell’estremo sud della provincia, al confine con l’Umbria, è nota per il suo glorioso passato etrusco. Ogni anno, l’ultimo fine settimana di settembre, Chiusi celebra la vendemmia con la tradizionale Festa dell’Uva e del Vino, giunta ormai a oltre quarant’anni di storia (nel 2024 si è svolta la 41ª edizione!). Per l’occasione, il centro storico di Chiusi (la cosiddetta Chiusi Città, arroccata sulla collina, distinta da Chiusi Scalo a valle) si anima in un lungo weekend di festa, con cene e degustazioni nelle tipiche taverne chiusine – enoteche ricavate in antiche cantine con una vasta selezione di vini – cantine aperte, assaggi, musica e intrattenimento .
Durante la festa, Chiusi fa rivivere l’atmosfera dei tempi andati: le vie e le piazze sono abbellite con scenografie a tema vendemmiale, mentre le contrade (i rioni cittadini, analoghi alle contrade senesi) aprono le proprie taverne e stand gastronomici. Ogni sera del venerdì, sabato e domenica è possibile cenare in queste taverne allestite per l’occasione, gustando menù speciali preparati dai contradaioli, il tutto accompagnato dai vini locali e dalla calorosa ospitalità toscana. I piatti serviti sono quelli della tradizione valdorciana e chianina: pici fatti a mano al sugo, zuppe di legumi, carni alla griglia, formaggi pecorini delle vicine Pienza e Val d’Orcia, il tutto senza dimenticare i vini DOC della zona (Chiusi rientra nelle zone vinicole Chianti Colli Senesi DOCG e DOC Orcia, e offre anche ottimi Vin Santo).
Oltre alle cene, nei pomeriggi si tengono degustazioni guidate e percorsi di assaggio: ad esempio viene allestita un’ampia Enoteca dove è possibile degustare i migliori vini italiani (non solo locali, ma anche etichette di altre regioni, in collaborazione con produttori e sommelier). Non mancano spettacoli musicali dal vivo: concerti di gruppi locali, street band itineranti e musica folk animano le serate nelle piazze. Spesso vengono organizzati anche mercatini artigianali e di prodotti tipici, mostre fotografiche a tema vendemmia e visite guidate alle cantine monumentali: Chiusi vanta infatti un intricato reticolo di cantine sotterranee scavate nel tufo, risalenti all’epoca etrusca e romana, che per la festa vengono aperte al pubblico con tour guidati suggestivi (da qui il nome “Cantine aperte”). L’esperienza è davvero completa: storia, cultura del vino e divertimento convivono in un unico evento.
Un momento attesissimo è la gara tra i terzieri di Chiusi: le contrade (Sud, Santa Maria, Sant’Angelo) spesso si sfidano in giochi popolari o competizioni a tema vendemmiale, come la corsa delle botti o il palio delle bigonce (recipienti usati per trasportare l’uva). Ogni anno le prove possono variare, ma lo spirito competitivo e goliardico tra rioni aggiunge pepe alla festa. Il tutto culmina la domenica sera, quando dopo l’ultima cena in taverna la festa si chiude con musica e brindisi collettivi a base di spumante o vino novello.
Chi visita la Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi viene immerso in un fine settimana di autentica vita di paese toscana: basterà acquistare un calice con tasca portabicchiere (solitamente in vendita presso l’Enoteca o le casse centrali) per poter degustare i vari vini nei punti di assaggio sparsi per il borgo. Con il calice in mano potrete passeggiare tra vicoli storici, sorseggiando un Chianti o un Orvieto (siamo vicini all’Umbria) e magari addentando una bruschetta all’olio nuovo. La parola d’ordine è convivialità!
Come raggiungere Chiusi dall’Hotel Minerva: Chiusi dista circa 90 km da Siena. Il mezzo consigliato è il treno: Siena e Chiusi sono collegate da una linea ferroviaria regionale diretta (linea Siena–Chiusi). I regionali impiegano circa 1 ora e 20 minuti da Siena a Chiusi-Chianciano Terme, con diverse corse al giorno (indicativamente ogni 2 ore circa). La stazione di Chiusi-Chianciano Terme si trova a Chiusi Scalo, da cui il centro storico in cima al colle si raggiunge in pochi minuti di taxi oppure con navette/bus locali messi a disposizione durante la festa (spesso in occasione dell’evento viene attivato un servizio di mini-bus tra stazione e centro storico per facilitare i visitatori). In auto, il percorso richiede circa 1 ora e 15 minuti: dall’Hotel Minerva si può raggiungere la tangenziale Siena-Bettolle (RA6) e uscire a Bettolle/Sinalunga, quindi proseguire sulla SP326 verso Chiusi. In alternativa, si può percorrere la panoramica SR2 Cassia fino a Chiusi (più lenta ma suggestiva). Durante la festa, Chiusi Città potrebbe avere accessi limitati: conviene parcheggiare nelle aree indicate a valle e salire a piedi o con le navette.
Da non perdere a Chiusi: approfittate della visita per scoprire il ricco patrimonio storico del luogo. Chiusi fu una delle principali città etrusche (la mitica Camars) e offre il Museo Archeologico Nazionale Etrusco, con reperti di grande valore, e l’emozionante percorso del Labirinto di Porsenna – un acquedotto etrusco visitabile sotto il Duomo, che secondo la leggenda custodirebbe la tomba del re Porsenna. Nei sotterranei di Chiusi si trovano anche le Catacombe paleocristiane di Santa Mustiola e di Santa Caterina, testimonianza delle prime comunità cristiane (visitabili su prenotazione). In superficie, fate una passeggiata fino al belvedere dietro il Duomo per ammirare il panorama sul lago di Chiusi e la campagna umbra. E se avete tempo, a pochi km c’è il Lago di Chiusi, piccolo specchio d’acqua dove rilassarsi e magari gustare il brustico (pesce di lago affumicato secondo un’antica usanza etrusca) in uno dei ristorantini rivieraschi.
Montepulciano – Bravìo delle Botti e Cantine in Piazza
Spostiamoci ora a Montepulciano, splendida cittadina rinascimentale nota per il vino Nobile, arroccata su un colle tra Valdichiana e Val d’Orcia. Qui la tradizione della vendemmia assume una forma unica e spettacolare con il Bravìo delle Botti, evento clou dell’estate poliziana: si tratta di una competizione storica tra le otto contrade di Montepulciano, in cui invece dei cavalli si usano botti di vino! Il Bravìo si corre ogni anno l’ultima domenica di agosto come culminazione di una settimana di festeggiamenti. Anche se cronologicamente anticipa l’inizio ufficiale dell’autunno, di fatto il Bravìo celebra simbolicamente il vino e prepara la città alla vendemmia imminente, ed è quindi incluso a pieno titolo tra le feste legate alla cultura enologica locale.
In cosa consiste il Bravìo delle Botti? È presto detto: le contrade storiche di Montepulciano (Cagnano, Collazzi, Voltaia, Talosa, Conte dei Ricci, San Donato, Gracciano, Poggiolo) si sfidano in una corsa singolare di botti del peso di 80 kg, facendole rotolare in salita per le vie del centro storico per circa 1800 metri, fino al sagrato del Duomo in Piazza Grande . Due atleti “spingitori” per contrada spingono la botte lungo il ripido percorso, mentre la folla incita il proprio rione. La prima botte che taglia il traguardo fa vincere alla contrada il panno (drappo dipinto) del Bravìo, ambito trofeo che ogni anno viene realizzato da un artista locale. Questa forma di gara, ideata nel 1974 ispirandosi a un antico palio con cavalli, è diventata col tempo un grande evento folkloristico: pensate a un Palio di Siena, ma con le botti al posto dei cavalli – l’atmosfera di passione contradaiola è molto simile!
Il Bravìo è però molto più della corsa in sé: la settimana precedente è ricchissima di appuntamenti che trasformano Montepulciano in un continuo scenario di festa. Scorrendo il programma ufficiale, si vede che tutto inizia tipicamente il venerdì sera antecedente con “Cantine in Piazza” – un evento di degustazione collettiva in Piazza Grande, organizzato in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, dove si possono assaggiare i vini delle cantine locali abbinati a prodotti tipici, il tutto accompagnato da musica dal vivo . Immaginate la magnifica piazza rinascimentale riempita di banchi d’assaggio: è un vero paradiso per gli eno-appassionati, un benvenuto al weekend del Bravìo sorseggiando Nobile sotto le stelle.
Il sabato sera ha luogo la suggestiva cerimonia del Proclama del Gonfaloniere: in Piazza Grande, dopo il corteo storico con sbandieratori e tamburini, vengono presentati gli 8 team di spingitori e si “carica” la città in vista della sfida. Da quel momento, ogni sera fino al giorno della gara, le vie del centro vedono allenamenti serali degli spingitori (uno spettacolo anche questo, con il pubblico che osserva le prove lungo il corso) e soprattutto si svolgono le “Contrade Aperte”: ciascuna contrada apre le porte della propria sede o cortile organizzando cene e feste aperte al pubblico. È un’occasione unica per entrare nello spirito locale, cenando ogni sera in una contrada diversa: si tratta in pratica di osterie temporanee dove i contradaioli cucinano piatti tipici e servono vino a prezzi popolari per autofinanziarsi. Ogni contrada ha le sue specialità: c’è chi fa la serata della trippa, chi della tagliata di chianina, chi della pecora al buglione… e l’ambiente è allegro e conviviale, spesso con musica e balli improvvisati.
La sera del giovedì prima della gara, Montepulciano illumina il suo lato più storico con il solenne Corteo dei Ceri: un’imponente sfilata notturna in costumi quattrocenteschi, con fiaccole e torce a rischiarare le strade medievali. È la rievocazione di un’antica offerta dei ceri al Patrono (San Giovanni Decollato): dai quartieri partono i figuranti con costumi variopinti, tamburini e chiarine suonano, fino alla cerimonia finale in Duomo con l’offerta dei ceri e preghiera per la buona riuscita della gara . Questo evento regala brividi per la sua bellezza scenografica.
Finalmente la domenica pomeriggio arriva il momento clou: alle 15:00 circa parte il Corteo Storico con oltre 300 figuranti in abiti d’epoca, che sfila per le vie e converge in Piazza Grande . Alle 19 in punto, dopo rulli di tamburi e squilli di trombe, le 8 botti partono rotolando dalla Colonna del Marzocco: in pochi, tesissimi minuti la gara si compie tra l’entusiasmo generale, ed una sola contrada potrà esultare con il panno alzato al cielo davanti al Duomo. Le emozioni sono fortissime, sia per i vincitori in tripudio che per gli sconfitti già pronti a “rimandare la vittoria all’anno prossimo” – come accade da secoli in Toscana nelle rivalità paesane.
Per un visitatore, assistere al Bravìo delle Botti è un’esperienza indimenticabile: si vive la passione di Montepulciano per il proprio territorio e il proprio vino, in una cornice artistica di raro fascino. Consigliamo, se possibile, di arrivare già dal venerdì o sabato per gustare le varie iniziative collaterali (Cantine in Piazza e cene di contrada) e immergersi completamente nell’atmosfera. La domenica, se volete vedere la corsa in Piazza Grande, conviene acquistare il biglietto per le tribune (di solito in vendita online o presso la Pro Loco; posti limitati, costo sui 10-15€). In alternativa, potete seguire la gara gratuitamente lungo il percorso, ad esempio appostandovi in un punto strategico in Via del Poliziano o Via del Corso, da cui le botti passeranno spingendosi verso l’arrivo.
Come raggiungere Montepulciano dall’Hotel Minerva: Montepulciano si trova circa 65 km a sud-est di Siena. In auto, dal Minerva si prende la tangenziale SS73 verso Bettolle e si prosegue sulla SP326 fino a Montepulciano – il viaggio dura circa 1 ora e 15 minuti attraverso la campagna della Valdichiana. Per chi preferisce evitare l’auto, esiste un collegamento in autobus da Siena: la linea Siena–Montepulciano (via Pienza/S.Quirico o via Autostrada A1) impiega circa 1 ora e mezza. Ad esempio, c’è un autobus diretto da Siena Piazza Gramsci che parte nel primo pomeriggio e arriva a Montepulciano entro le 15:00 (utile per la giornata del Bravìo, ma verificate orari aggiornati su at-bus.it). La fermata di arrivo è a Montepulciano Autostazione, da cui il centro storico in alto è raggiungibile a piedi (10-15 minuti di salita) o con navetta locale. Durante il Bravìo, il traffico nel centro è chiuso dal mattino; vi conviene parcheggiare nei parcheggi indicati fuori dalle mura (es. parcheggio P8/Stadio) e salire a piedi.
Consigli enogastronomici a Montepulciano: Siamo nella patria del Vino Nobile di Montepulciano DOCG, uno dei rossi più prestigiosi d’Italia. Non perdete l’occasione di visitare almeno una delle antiche cantine monumentali scavate nel tufo sotto i palazzi cittadini: ad esempio la Cantina storica Contucci (proprio in Piazza Grande), la Cantina De’ Ricci con la sua scenografica scalinata sotterranea, o la Cantina Ercolani in Via di Gracciano. Molte offrono degustazioni gratuite dei loro vini e vendita diretta di Nobile e Rosso di Montepulciano. Se vi fermate a cena in zona dopo il Bravìo, provate i piatti tipici locali: i pici al sugo di anatra, i gnocchi al pecorino di Pienza, la tagliata di Chianina (razza bovina tipica della Valdichiana) magari condita con il rinomato olio extra vergine locale. E per dessert, i cantucci con Vin Santo o la crostata con marmellata di uva (se è stagione) delizieranno il vostro palato.
Di ritorno a Siena, magari portate con voi una bottiglia di Vino Nobile come souvenir gustoso: l’Hotel Minerva offre anche un’Offerta Degustazione per coppie e una Convenzione con il Consorzio Agrario di Siena per acquistare prodotti tipici con sconto , ottime occasioni per chi vuole prolungare l’esperienza enogastronomica anche dopo le feste.
Vendemmia in Val d’Orcia: cantine aperte e Brunello di Montalcino
La provincia di Siena comprende anche la splendida Val d’Orcia, terra di dolci colline Patrimonio UNESCO, celebre per vini come il Brunello e per paesaggi mozzafiato punteggiati da cipressi. In questa zona, le feste della vendemmia assumono forme più “esperienziali”: oltre alle sagre di paese, vale la pena vivere la vendemmia dall’interno di una cantina, partecipando a eventi organizzati dai produttori stessi. È il caso di Montalcino e dei dintorni, dove alcune aziende vitivinicole storiche aprono le porte ai visitatori durante il periodo della raccolta dell’uva.
Montalcino – Vendemmia in cantina (Fattoria dei Barbi e altre)
Montalcino, patria del rinomato Brunello, non ha una “festa dell’uva” folkloristica paragonabile a Chiusi o Vagliagli, ma offre agli enoturisti qualcosa di altrettanto – se non più – interessante: la possibilità di partecipare attivamente alla vendemmia. Diverse cantine qui aderiscono ogni anno a “Cantine Aperte in Vendemmia”, l’iniziativa del Movimento Turismo del Vino che in tutta Italia coinvolge centinaia di aziende tra settembre e ottobre. In Toscana nel 2024 ben 19 cantine hanno preso parte a questa grande festa della vendemmia, offrendo tour in vigna, passeggiate nei boschi, pic-nic tra i filari, cene e degustazioni al tramonto per un mese di esperienze indimenticabili . L’idea è di accogliere famiglie, giovani e appassionati direttamente nei luoghi di produzione, per far vivere in prima persona l’allegria della raccolta dell’uva e i segreti della vinificazione.
Tra le cantine più attive in questo senso c’è la Fattoria dei Barbi di Montalcino, realtà storica fondata nel 1790 e famosa produttrice di Brunello. Ogni anno la Fattoria organizza a fine settembre “La Vendemmia alla Fattoria dei Barbi”, un evento speciale (su prenotazione) che permette ai visitatori di trascorrere un’intera giornata immersi nei lavori della vendemmia . Accompagnati dal titolare o da guide esperte, si parte con una visita alla cantina storica per capire come nasce il Brunello, poi si va tra i filari di sangiovese dove, muniti di forbici, si può anche provare a vendemmiare qualche grappolo. Durante il percorso in vigna vengono spiegati tutti i passaggi che portano l’uva dalla vite alla botte, con soste didattiche e divertenti: ad esempio, si possono assaggiare gli acini d’uva direttamente dalla pianta, quindi degustare il mosto in fermentazione raccolto dai tini . È un’esperienza sorprendente perché si scopre la differenza di sapore tra l’uva appena raccolta e il mosto in cui sta iniziando la magia della fermentazione – profumi e gusti inaspettati che anticipano il vino che verrà. Si apprendono anche curiosità come il controllo del grado zuccherino per capire se l’uva è pronta, o le tecniche di vinificazione “senza solfiti” rispetto a quelle tradizionali, insomma un vero corso accelerato sul campo.
Dopo essersi sporcati le mani tra i filari, arriva il momento della ricompensa culinaria: tutti i partecipanti vengono accolti alla Taverna dei Barbi, il ristorante agrituristico della Fattoria, per un pranzo (o cena) a tema vendemmiale. Il menù è studiato appositamente con piatti autunnali e rustici: ad esempio salsicce cotte nel vino, il famoso cacio “ubriaco” (formaggio pecorino affinato nelle vinacce di Brunello), la schiaccia dolce con l’uva appena sfornata, e molte altre golosità, ovviamente accompagnate dall’immancabile vino rosso della Fattoria dei Barbi – che sia un Brunello pregiato o un Rosso di Montalcino più giovane . È un tripudio di sapori autentici che celebrano l’uva in ogni portata! L’evento prevede gruppi ristretti (in genere uno al mattino con pranzo finale e uno al pomeriggio con pranzo iniziale), proprio per rendere l’esperienza intima e fruibile; il costo di partecipazione, comprensivo di visita, attività in vigna e pasto completo, si aggira sui 50€ a persona (ridotto ~25€ per i bambini) .
Esperienze simili vengono proposte anche da altre cantine del territorio di Montalcino e dintorni, specialmente nei fine settimana di metà settembre. Ad esempio la Fattoria del Colle a Trequanda (nel Chianti senese sud-orientale) organizza vendemmie “didattiche” per famiglie, e numerose aziende del circuito MTV Toscana aprono le loro tenute per pigiature tradizionali coi piedi nei tini, picnic tra i vigneti, concerti al tramonto tra le botti e così via. Informarsi tramite il sito Movimento Turismo del Vino o l’ufficio turistico di Montalcino può farvi scoprire eventi unici che arricchiranno la vostra visita. Anche se non partecipate a un evento organizzato, recarsi a Montalcino in tempo di vendemmia è un piacere: lungo le strade vedrete i carretti colmi d’uva, sentirete nell’aria l’odore dolce del mosto provenire dalle cantine, e molti produttori saranno lieti di farvi fare un assaggio direttamente dalla vasca di fermentazione se capitate al momento giusto!
Va citata inoltre la Sagra del Tordo di Montalcino, che pur non essendo una festa dell’uva (si tiene l’ultimo weekend di ottobre) è una rievocazione medievale legata al periodo successivo alla vendemmia, con banchetti nelle taverne rionali e una gara di tiro con l’arco tra i quartieri. Se vi trovate in zona a fine ottobre, vale la pena dare un’occhiata anche a questo evento, per vivere un altro aspetto del folklore locale autunnale – ma torniamo al tema vino.
Come raggiungere Montalcino dall’Hotel Minerva: Montalcino dista circa 40 km da Siena in direzione sud. L’auto è il mezzo più pratico: tramite la SR2 Cassia si raggiunge in circa 50 minuti – il percorso è panoramico (passando per Buonconvento) ma con strade collinari e tornanti nell’ultimo tratto. L’Hotel Minerva, con il suo parcheggio, vi facilita la partenza mattutina; a Montalcino troverete parcheggi fuori dalle mura (soprattutto lato Fortezza e lungo la circonvallazione) da cui entrare a piedi nel borgo. Esiste anche un collegamento bus: la linea 114 Siena-Buonconvento-Montalcino (Autolinee Toscane) offre alcune corse al giorno, tipicamente una la mattina e una nel pomeriggio da Siena (via Buonconvento) per Montalcino, con durata di circa 1 ora 15 minuti. Tuttavia, le corse non sono frequentissime, quindi se volete essere flessibili negli orari vi suggeriamo la soluzione auto. In alternativa, potete considerare di noleggiare uno scooter per godervi la strada panoramica tra vigneti e colline in libertà.
Cosa visitare e gustare a Montalcino: oltre al vino, Montalcino offre diversi spunti: la poderosa Fortezza trecentesca, da cui si gode una vista magnifica su tutta la valle (all’interno ospita anche l’Enoteca La Fortezza, dove degustare vini locali); il suggestivo centro storico con le sue botteghe di artigianato e prodotti tipici; e a pochi km, l’Abbazia di Sant’Antimo, splendido monastero romanico immerso tra vigne e oliveti, un luogo mistico dove un tempo i monaci producevano liquori e rimedi con l’uva. Sul fronte enogastronomico, inutile dire che qui il re è il Brunello di Montalcino DOCG: potete fare tappa al Museo del Brunello (presso la Fattoria dei Barbi stessa, che ha allestito un piccolo museo con cimeli e storia del Brunello) per capire la storia di questo vino. Se cercate un pranzo leggero, provate la zuppa di funghi porcini o i pinci al sugo (i pinci sono analoghi ai pici, come si chiamano in questa zona) in una trattoria locale, abbinati a un calice di Rosso di Montalcino. Un prodotto particolare del territorio è il miele di corbezzolo e il miele di castagno – la zona è vocata anche all’apicoltura – ottimi da acquistare nelle botteghe alimentari come ricordo dolce della vostra visita. E se siete appassionati di grappa, cercate la Grappa di Brunello, distillato dalle vinacce del celebre vino, dall’aroma intenso e avvolgente, perfetto per scaldare le serate autunnali.
Cosa visitare nei dintorni di Siena: itinerari tra borghi e sapori
Le feste della vendemmia vi porteranno a esplorare diversi angoli della provincia senese. Tra un evento e l’altro, approfittatene per scoprire le bellezze che questi luoghi offrono. Ecco alcuni suggerimenti su cosa visitare nei dintorni delle località citate, per arricchire ulteriormente il vostro viaggio autunnale in Toscana:
- Borghi del Chianti: trovandovi a Vagliagli o Castelnuovo Berardenga, siete nella zona del Chianti Classico senese. A pochi km potete visitare Castellina in Chianti, con la sua caratteristica Via delle Volte (camminamento coperto medievale) e la Rocca con museo archeologico del Chianti. Oppure Radda in Chianti, affascinante borgo cinto da mura, dove fare magari una degustazione presso l’Enoteca nel Palazzo del Podestà. Anche Gaiole in Chianti merita una deviazione, soprattutto per il vicino Castello di Brolio: il celebre castello della famiglia Ricasoli, circondato da vigneti, dove nacque la ricetta del Chianti. A Brolio potrete passeggiare nei giardini del castello e magari prenotare una degustazione dei vini Barone Ricasoli. Se amate i castelli, segnaliamo anche Castello di Meleto e Castello di Spaltenna (entrambi nei dintorni di Gaiole), oggi trasformati in cantine e resort ma visitabili in parte. Il Chianti offre inoltre panorami idilliaci: concedetevi qualche sosta fotografica lungo la SP102 tra Vagliagli e Radda – colline ornate di vigne geometriche, casolari in pietra e, in autunno, colori che vanno dal verde al rosso amaranto.
- Valdichiana e dintorni di Montepulciano: dopo aver vissuto il Bravìo, potreste esplorare i borghi vicini. Montepulciano stessa ovviamente merita tempo: passeggiate con calma per il corso ammirando i palazzi rinascimentali (Palazzo Nobili-Tarugi, Palazzo Comunale che ricorda Palazzo Vecchio di Firenze, ecc.), visitate la monumentale Chiesa di San Biagio ai piedi del colle – capolavoro di Antonio da Sangallo – e godetevi l’atmosfera signorile di questa “Perla del Cinquecento toscano”. A breve distanza c’è Pienza, la città “ideale” di Papa Pio II, famosa per il formaggio Pecorino di Pienza. Qui potete passeggiare tra vicoli dai nomi romantici (Via dell’Amore, Via del Bacio) e affacciarvi sul panoramico Belvedere che dà sulla Val d’Orcia, magari al tramonto: uno spettacolo mozzafiato sui campi arati e i filari di cipressi. Pienza vanta negozietti colmi di forme di pecorino stagionato nelle vinacce, al pepe, alla foglia di noce – una gioia per gli amanti dei formaggi (non a caso a settembre vi si tiene talvolta il “Divino Formaggio”, evento che abbina pecorini locali ai vini).
Scendendo verso la valle, incontrate Bagno Vignoni con la sua piazza d’acqua termale (un borgo termale unico, dove al centro del paese c’è una grande vasca rinascimentale fumante) e San Quirico d’Orcia con gli incantevoli Horti Leonini (giardini all’italiana del ‘500) – non direttamente legati al vino, ma tappe notevoli in un tour valdorciano. Chi invece preferisce restare in tema enologico può dirigersi a Montegabbione (in Umbria, mezz’ora da Chiusi) per vedere la curiosa Scarzuola o più vicino, a Acquaviva di Montepulciano dove ha sede la cantina Avignonesi che produce il Nobile e organizza wine tour con pranzo in vigna.
- Val d’Orcia e Montalcino: abbiamo già accennato ad alcune attrazioni di Montalcino (Fortezza, Sant’Antimo). Aggiungiamo San Giovanni d’Asso, nel comune di Montalcino, famoso per il tartufo bianco delle Crete Senesi: in novembre vi si svolge una fiera del tartufo, ma anche in ottobre potete trovare prodotti al tartufo nei ristoranti locali. Se vi spingete fino qui, visitate il piccolo Museo del Tartufo nel castello di San Giovanni e magari prenotate un pranzo a base di tartufo presso l’osteria delle Crete. Nei pressi di Buonconvento (tra Siena e Montalcino) c’è l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, importante monastero benedettino circondato da calanchi argillosi: non è legato al vino ma è celebre per gli splendidi affreschi rinascimentali nel chiostro e per la produzione di liquori d’erbe e vino da parte dei monaci. Per chiudere in bellezza, gli amanti dei panorami non dovrebbero perdersi Cappella della Madonna di Vitaleta (la iconica cappellina tra i cipressi simbolo della Val d’Orcia) e Monticchiello, piccolo borgo medioevale noto per il teatro povero e le sue viste mozzafiato sulle colline circostanti.
In tutti questi itinerari fuori Siena, avrete modo di sperimentare la proverbiale ospitalità toscana. Fermatevi a chiacchierare con i produttori nelle cantine, fatevi raccontare da un anziano del posto come si faceva la vendemmia “coi bigonce in spalla” 50 anni fa, oppure curiosate nelle botteghe dei centri minori alla ricerca di ricciarelli, panforte e vino santo da portare a casa. L’Hotel Minerva sarà lieto di indirizzarvi e fornirvi mappe o contatti: grazie alla sua conoscenza del territorio (lo staff può suggerirvi itinerari segreti, agriturismi autentici e cooperative dove degustare olio nuovo o formaggi di pecora) vi sentirete viaggiatori e non semplici turisti.
Prima di passare alla sezione delle Domande Frequenti, di seguito trovate una tabella riepilogativa con le principali feste della vendemmia menzionate, indicando quando si svolgono, dove si trovano e come raggiungerle comodamente dall’Hotel Minerva di Siena.
| Evento & luogo (provincia Siena) | Periodo | Distanza da Siena (km) – Tempo in auto | Collegamenti pubblici da Siena |
|---|---|---|---|
| Festa dell’Uva di Vagliagli (Castelnuovo Berardenga) | Penultimo/Ultimo weekend di Settembre (3 giorni: ven-dom) | ~16 km – 30 min in auto<br/>(SP102 Chiantigiana) | Bus 31 min : Autolinee Toscane linea SIENA–VAGLIAGLI (2 corse/giorno circa, orari limitati) |
| Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi (centro storico) | Ultimo weekend di Settembre (ven-dom)<br/>+ Anteprima eventi da metà settimana | ~90 km – 75 min in auto<br/>(SS73 → RA6 Bettolle → SP326) | Treno diretto Regionale Siena→Chiusi 1h21 (circa ogni 2h)<br/>Bus: Autolinee Toscane Siena→Chiusi (cambio a Montepulciano) ~2h |
| Bravìo delle Botti di Montepulciano (gara + eventi) | Settimana finale di Agosto – Gara: ultima domenica di agosto ore 19 | ~65 km – 75 min in auto<br/>(RA6 → SP326 via Pienza)<br/>(oppure via SS2 Cassia) | Bus: linea SIENA–MONTEPULCIANO 90 min (4 corse/giorno) <br/>Treno: Siena→Chiusi 1h20, poi bus 30min Chiusi→Montepulciano |
| Vendemmia in cantina – es. Fattoria dei Barbi (Montalcino) | Metà Settembre (weekend vendemmia, date variabili – su prenotazione) | ~40 km – 50 min in auto<br/>(SR2 Cassia direzione sud) | Bus: linea SIENA–MONTALCINO ~75 min (1-2 corse/giorno via Buonconvento)<br/>Treno: Siena→Buonconvento 40min + bus Buonconvento→Montalcino 25min |
Nota: Gli orari dei trasporti pubblici sono indicativi. Si consiglia di verificarli con le aziende di trasporto o presso la reception dell’Hotel Minerva prima di organizzare gli spostamenti. L’hotel può aiutarvi con gli orari aggiornati di treni e bus, e in alcuni casi è possibile organizzare transfer privati o tour guidati verso queste destinazioni (chiedete al banco informazioni turistico dell’hotel).
Come si vede, molte località sono collegate da mezzi pubblici, ma avere un’auto a disposizione offre maggiore flessibilità – soprattutto per borghi piccoli come Vagliagli o per partecipare a eventi fino a tarda sera. All’Hotel Minerva il parcheggio c’è, quindi muoversi in auto non comporta lo stress del posto auto al rientro in città. In ogni caso, ogni festa della vendemmia nel senese vi ripagherà del viaggio con momenti indimenticabili e genuine emozioni toscane.
Domande frequenti (FAQ) sulle feste della vendemmia nel Senese
D: In che periodo dell’anno si svolgono le feste della vendemmia in provincia di Siena?
R: La maggior parte di questi eventi si concentra tra fine agosto e tutto il mese di settembre. In particolare, il Bravìo delle Botti di Montepulciano segna tradizionalmente l’ultimo weekend di agosto. Le sagre dell’uva nei borghi del Chianti e la Festa dell’Uva e del Vino di Chiusi avvengono a settembre (soprattutto negli ultimi due fine settimana del mese). Alcuni eventi collaterali possono proseguire ai primi di ottobre – ad esempio, inizio ottobre a Castelnuovo Berardenga si tiene spesso il festival gastronomico “Dit’unto” e in generale le cantine aperte in vendemmia proseguono anche per le prime settimane autunnali. Possiamo dire che da metà settembre a inizio ottobre è il cuore della stagione delle vendemmie in Toscana. È bene consultare i calendari aggiornati anno per anno: ad esempio nel 2025 la Festa dell’Uva di Vagliagli potrebbe cadere il 19-21 settembre, mentre quella di Chiusi il 26-28 settembre (sono date ipotetiche, da verificare sui siti ufficiali). In ogni caso, se pianificate un viaggio nell’ultima decade di settembre, troverete sicuramente qualche evento di vendemmia in programma nel senese.
D: Serve prenotare in anticipo per partecipare a queste feste?
R: Dipende dal tipo di evento. Le sagre all’aperto nei borghi (come Vagliagli, Chiusi, ecc.) in genere non richiedono prenotazione per l’accesso: sono feste di paese aperte a tutti, basta arrivare e girare liberamente tra stand e taverne. Se volete cenare alle tavolate organizzate, normalmente non occorre prenotare un posto specifico (ci si mette in fila, si prende il vassoio e ci si siede dove si trova posto comune, tipo sagra). Fa eccezione magari il pranzo della domenica a Vagliagli che essendo su prenotazione (come indicato dal programma) potrebbe richiedere di chiamare anticipatamente la Polisportiva locale per riservare – ma parliamo di dettaglio. Diverso è il discorso per eventi strutturati o con posti limitati: ad esempio la partecipazione alla Vendemmia in cantina alla Fattoria dei Barbi richiede prenotazione obbligatoria con qualche giorno (o settimana) d’anticipo, perché i gruppi sono a numero chiuso . Anche la cena nelle contrade durante il Bravìo di Montepulciano di solito è libera, ma se ci sono eventi a posti seduti (tipo degustazioni guidate, cene di gala, ecc.) è bene informarsi e prenotare. Un’altra cosa che va prenotata sono i biglietti per assistere dalle tribune al Bravìo delle Botti: se desiderate un posto seduto in Piazza Grande per la gara, meglio acquistarlo online anticipatamente (i posti sono limitati, intorno ai 2000). In sintesi: per le sagre di paese nessuna prenotazione (arrivate magari nel pomeriggio per godervi tutto e trovare parcheggio), per esperienze speciali in cantina o posti in tribuna sì, contattate in anticipo gli organizzatori.
D: Le feste della vendemmia sono adatte anche ai bambini e alle famiglie?
R: Assolutamente sì! Queste feste sono pensate per coinvolgere tutta la famiglia, bambini compresi. Spesso anzi sono proprio i più piccoli a divertirsi di più: a Vagliagli c’è l’intrattenimento bimbi, con giochi, animazione e perfino concorsi di disegno a loro dedicati . A Chiusi durante la festa dell’Uva le vie del paese sono sicure (niente auto) e i bambini girano liberamente con un pezzo di schiacciata e mosto d’uva, incuriositi dai figuranti in costume. Montepulciano durante il Bravìo coinvolge anche i piccoli sbandieratori in esibizioni dedicate , e molte contrade organizzano attività per i ragazzi. Nelle cantine aperte del Movimento Turismo del Vino il tema del 2024 era addirittura “La merenda in vendemmia” per grandi e piccini, con cacce al tesoro tra i filari e laboratori creativi con foglie e uva . Dunque i bambini sono i benvenuti: ovviamente i vini li degusteranno i genitori, ma per loro ci sono succhi d’uva, dolcetti, aria aperta e tanta festa. L’importante è tenerli d’occhio durante eventuali momenti affollati (es. la corsa delle botti a Montepulciano, meglio tenerli per mano in piazza) e magari dotarli di cuffie anti-rumore se i botti dei fuochi d’artificio li spaventano. Per il resto, potranno collezionare ricordi bellissimi. Anche l’Hotel Minerva è attrezzato per famiglie: su richiesta fornisce culle, seggioloni, camere spaziose familiari, e può consigliare attività a Siena adatte ai bimbi (dall’Orto de’ Pecci con fattoria didattica al Museo di Storia Naturale con scheletri di balene – tutti luoghi a pochi passi dall’hotel). Viaggiare con bambini al seguito nelle terre del vino è dunque non solo possibile ma piacevole, basta alternare gli interessi di tutti.
D: È necessario avere un’auto per seguire queste feste? I luoghi sono collegati dai mezzi?
R: Avere un’auto sicuramente rende tutto più comodo e flessibile, ma non è strettamente indispensabile. Vediamo caso per caso: Chiusi è ben collegata in treno, Montepulciano e Montalcino in bus (anche se con poche corse), Vagliagli solo con autobus molto limitati. Dall’Hotel Minerva, che ha parcheggio custodito interno, partire in auto è semplice e vi permette di gestire gli orari a piacimento – dettaglio non da poco perché molte feste finiscono a tarda sera quando i mezzi pubblici non circolano più. D’altro canto, usare i mezzi ha il vantaggio di potersi godere gli assaggi di vino senza pensieri di dover guidare dopo.
In pratica, se desiderate visitare più eventi sparsi (es. un giorno Chiusi, un giorno il Chianti, ecc.), l’auto vi farà risparmiare tempo. Le distanze non sono elevate ma i collegamenti pubblici tra i vari borghi spesso passano per Siena come hub, quindi potreste dover fare avanti e indietro (che tanto alloggerete a Siena, quindi va bene, ma comporta orari da incastrare). Potreste anche valutare un approccio misto: ad esempio, andare a Chiusi in treno (rapido e comodo, così potete bere tranquillamente), mentre per Vagliagli, dove non c’è treno, prendere l’auto. Oppure noleggiare un’auto solo per i giorni in cui serve. L’Hotel Minerva si trova in centro a Siena ma in posizione strategica per uscire in auto: da Via Garibaldi in pochi minuti si raggiungono sia la SS674 tangenziale Siena Ovest sia la SS73 Siena Est, evitando il traffico del centro. Inoltre, come ribadito, l’hotel ha un ampio parcheggio interno custodito a disposizione degli ospiti , per cui non dovrete impazzire a cercare posto al rientro dalle vostre gite. Se invece preferite mezzi pubblici: la stazione ferroviaria di Siena dista circa 1,5 km dall’hotel (5 minuti di taxi, oppure 20 minuti a piedi o 5 minuti di autobus urbano con fermata vicino all’hotel); la stazione autobus principale (Piazza Gramsci) è a 10 minuti a piedi in piano dall’hotel. Da entrambe partono i collegamenti verso la provincia. In sintesi: si può fare tutto anche senza auto, con un po’ di pianificazione oraria; l’auto però vi dà più libertà, specie la sera. Un’ulteriore opzione sono i tour organizzati o autisti privati: varie agenzie di Siena offrono gite nel Chianti o a Montalcino con minivan e autista sommelier. L’hotel può indicarvi i riferimenti se interessati a tour del vino organizzati (così nessuno deve guidare!).
D: Quali sono i vini tipici e prodotti enogastronomici da provare nel Senese durante queste feste?
R: La provincia di Siena è un vero scrigno di eccellenze enogastronomiche. Per quanto riguarda i vini, i tre big del territorio sono:
– il Chianti Classico DOCG (prodotto nella parte nord, area del Chianti con simbolo Gallo Nero, comprendente comuni come Castellina, Radda, Gaiole), vino rosso armonico da uve Sangiovese;
– il Brunello di Montalcino DOCG, uno dei rossi più pregiati d’Italia, robusto e longevo, sempre da uve Sangiovese (localmente dette Brunello) coltivate nel solo comune di Montalcino;
– il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, altro rosso storico toscano, prodotto a Montepulciano con uve Sangiovese (Prugnolo Gentile) e piccole aggiunte di altre varietà, noto per eleganza ed equilibrio.
A questi si aggiungono: il Rosso di Montalcino DOC e il Rosso di Montepulciano DOC, versioni più giovani e leggere dei precedenti (ottimi per assaggi anche nelle sagre, perché meno impegnativi); il Chianti Colli Senesi DOCG, prodotto un po’ in tutta la provincia (fuori dall’area Classico) compreso il territorio di Siena città, Colle Val d’Elsa, San Gimignano, ecc.; e parlando di vini bianchi, spicca la Vernaccia di San Gimignano DOCG, bianco aromatico prodotto nell’omonima cittadina (unico vino bianco senese di rango DOCG). Nelle feste dell’uva troverete principalmente rossi – è il periodo giusto per i rossi nuovi – ma talvolta anche la Vernaccia fa capolino negli stand (a Chiusi, ad esempio, si degusta anche Vernaccia e altri bianchi toscani nell’enoteca). Non dimentichiamo poi i vini dolci da dessert: il Vin Santo toscano (da uve appassite, solitamente Trebbiano/Malvasia) servito coi cantucci, e a Montepulciano anche il Vin Santo Occhio di Pernice (versione rosata da Sangiovese, molto pregiata). Infine, tra ottobre e novembre, arriva il momento del vino novello e del mosto fermentato: alcune sagre offrono da assaggiare anche il mosto parzialmente fermentato (una specie di succo d’uva alcolico frizzantino) o i primi novelli, che sono vini rossi leggerissimi prodotti con fermentazione carbonica, da bere entro l’autunno stesso.
Quanto ai prodotti gastronomici tipici, ce n’è per tutti i gusti:
– i salumi di Cinta Senese DOP: prosciutto crudo, finocchiona, salame e capocollo ottenuti dalla pregiata razza suina locale allevata allo stato brado; hanno sapori intensi e si abbinano ai rossi giovani;
– i formaggi pecorini: in provincia di Siena si producono eccellenti pecorini di varia stagionatura. Famoso il Pecorino di Pienza (dolce se fresco, piccante se stagionato nelle foglie di noce o nelle vinacce – da provare il pecorino “ubriaco” affinato nel mosto di Chianti). Un tagliere di pecorino con miele o marmellata e un calice di Orcia DOC è un must;
– la carne Chianina: questa razza bovina dà origine alla bistecca fiorentina per antonomasia. Nelle sagre spesso la trovate nelle grigliate o negli spezzatini. In Valdichiana potete assaggiare la tagliata di Chianina o piatti come il buglione di Chianina (stufato);
– la cacciagione: l’autunno è stagione di caccia, perciò in molte feste propongono cinghiale in umido, capriolo al vino rosso, pappardelle alla lepre, etc. A Montalcino durante la Sagra del Tordo, ad esempio, si cucina molto cinghiale e uccellini (ormai solo figurati per fortuna);
– i funghi porcini e il tartufo: settembre-ottobre portano i porcini freschi, che trovate fritti o in zuppa in varie trattorie. Il tartufo bianco delle Crete senesi matura a novembre: se capitate a San Giovanni d’Asso la seconda metà di ottobre, potete forse trovare anteprime. In ogni caso, in zona Chianti e Orcia esiste la tradizione di grattugiare lamelle di tartufo marzolo (primaverile) su tagliolini o uova – un’esperienza olfattiva incredibile;
– i dolci senesi: non solo a Natale! Ricciarelli (biscotti morbidi di mandorle), Panforte (dolce compatto di frutta secca, miele e spezie), Cavallucci (biscotti con noci e anice) si trovano tutto l’anno nelle pasticcerie. In autunno è tipica la già menzionata schiacciata con l’uva, e anche il castagnaccio (torta bassa di farina di castagne, pinoli, rosmarino) a ottobre/novembre.
– l’olio extravergine di oliva: la raccolta delle olive segue quella dell’uva, avviene tra ottobre e novembre. Se siete in zona in quel periodo, assaggiate l’olio novo – dal gusto piccante e pungente – su una fetta di pane abbrustolito (la “frusta” con olio nuovo). Alcuni frantoi nel Chianti e nel senese organizzano frangiture aperte al pubblico per mostrare come si ottiene il “oro verde”.
In ogni festa, avrete l’occasione di provare molti di questi prodotti direttamente sul posto, spesso preparati dalle mani esperte delle cuoche di contrada o dai cuochi contadini. Un consiglio: portate con voi magari una borsa termica o uno zainetto; è facile che vorrete comprare qualche souvenir gastronomico (una bottiglia di Brunello, un pezzo di pecorino stagionato, un salame di cinghiale sottovuoto) e averli ben riposti vi aiuterà nel viaggio di ritorno. L’Hotel Minerva peraltro propone ai suoi ospiti un buono sconto presso il Consorzio Agrario di Siena , dove trovare un’ampia selezione di prodotti tipici locali: approfittatene, magari l’ultimo giorno a Siena, per fare scorta di quelle delizie che vi sono piaciute durante le feste!
D: Cosa succede in caso di maltempo? Le feste vengono annullate?
R: Fortunatamente settembre in Toscana è spesso clemente, ma può capitare qualche acquazzone autunnale. In genere le feste della vendemmia si tengono lo stesso anche con tempo instabile, magari adattando il programma. Molte attività sono all’aperto, ma spesso ci sono tensostrutture o spazi coperti (ad es. a Chiusi le taverne sono al chiuso in cantine o garage, quindi si cena comunque; a Vagliagli allestiscono tendoni per i posti a sedere). Certo, eventi come le sfilate storiche o le gare di botti possono subire variazioni: ad esempio, il Bravìo delle Botti si corre anche con pioggia leggera, ma in caso di forte maltempo la corsa potrebbe essere posticipata (è successo di rado – hanno corso anche su pietre bagnate in passato!). Le degustazioni e concerti possono essere spostati al chiuso se disponibile. In caso di maltempo annunciato, conviene controllare le pagine Facebook ufficiali degli eventi la mattina stessa: gli organizzatori locali comunicano eventuali modifiche (rinvii, cancellazioni parziali) lì o sulle radio locali. Ad ogni modo, un po’ di pioggia non ferma la passione dei toscani: magari si aprono prima le botti e ci si scalda con un bicchiere di più! Per precauzione, portate con voi un ombrellino e una giacca impermeabile leggera se il meteo è incerto. L’Hotel Minerva alla reception ha in genere qualche ombrello a disposizione degli ospiti in prestito per emergenza. E ricordate: anche sotto la pioggia, sorseggiare un buon rosso toscano sotto a un portico medievale ha il suo fascino poetico.
D: L’Hotel Minerva offre servizi o pacchetti speciali legati al turismo del vino?








R: Sì, l’Hotel Minerva di Siena propone periodicamente offerte tematiche per gli amanti dell’enogastronomia. Ad esempio, nel periodo vendemmiale potreste trovare il pacchetto “Offerta Golosa” o “Degustazione di Coppia”, che includono una degustazione di vini toscani e prodotti tipici in collaborazione con enoteche locali . Spesso l’hotel fornisce ai suoi ospiti mappe delle Strade del Vino (come la Strada del Chianti, la Strada del Nobile, ecc.) e può organizzare, su richiesta, visite guidate in cantina con autista privato. Inoltre, come citato, l’Hotel offre un voucher sconto presso il Consorzio Agrario di Siena : questo consorzio ha un grande emporio a Siena dove trovare vini del territorio, pasta artigianale, legumi della Val d’Orcia, dolci senesi e molto altro – l’ideale per un ultimo shopping prima di ripartire.
Da non dimenticare che l’hotel ha anche un’Offerta Speciale Palio e varie promozioni durante l’anno (consultabili sul loro sito) che potrebbero coincidere col periodo di vendemmia – quindi vale la pena verificare. E parlando di servizi pratici: se acquistate vini durante le vostre escursioni, l’Hotel Minerva può custodirveli in un luogo fresco fino alla partenza, così da non tenerli al caldo in camera; alla reception troverete personale preparato che potrà consigliarvi su come spedire eventualmente casse di vino a casa (ci sono ditte che lo fanno in sicurezza). Insomma, l’attenzione al turista enogastronomico c’è tutta. Vi suggeriamo di menzionare al vostro arrivo che siete interessati al turismo del vino: lo staff potrà darvi suggerimenti aggiornati su cantine aperte proprio in quei giorni o eventi in zona (talvolta piccoli eventi sfuggono al grande pubblico ma l’hotel ne è al corrente).
D: Dopo aver visitato Siena e partecipato alle feste della vendemmia, cos’altro posso fare in zona in autunno?
R: L’autunno a Siena e dintorni è ricchissimo di attività. Oltre alle feste dell’uva, ottobre e novembre portano ad esempio le feste dell’olio novo (in vari borghi come Montepulciano, Trequanda, Montisi, ecc. la fine di ottobre si celebra con frantoi aperti e bruschette gratis). Ci sono poi eventi culturali come “Siena International Photo Awards” a fine ottobre, o la Mostra Mercato del Tartufo Bianco a San Giovanni d’Asso le prime due domeniche di novembre. Per chi ama la natura, le colline senesi offrono trekking tra i vigneti con i colori autunnali: la zona del Crete Senesi (Asciano) ha sentieri panoramici stupendi in ottobre. Un’altra esperienza da non perdere a inizio autunno è “Calici di Stelle” (notte di San Lorenzo, 10 agosto) che in provincia di Siena viene celebrata ad esempio a Castellina in Chianti e a Castelnuovo Berardenga con degustazioni sotto le stelle – ok, è estate, ma anticipa idealmente le vendemmie. Se siete ciclisti, a Gaiole in Chianti la prima domenica di ottobre si corre L’Eroica, la famosa gara cicloturistica d’epoca, che attraversa strade bianche fra vigneti (un evento diverso ma affascinante, con tutto il borgo in festa e stand enogastronomici per i partecipanti – potrebbe interessarvi!). Infine, naturalmente, c’è Siena stessa: in autunno la città torna più tranquilla dopo il Palio estivo, ed è un piacere visitare il Duomo di Siena (a settembre solitamente resta eccezionalmente scoperto il pavimento marmoreo istoriato, un capolavoro unico ), passeggiare per contrade e musei senza la folla estiva, e godersi un bicchiere di Chianti in Piazza del Campo nelle limpide giornate settembrine. L’Hotel Minerva, trovandosi a pochi passi dal centro, vi permette di vivere Siena by night dopo le escursioni nei dintorni: magari rientrati da una sagra, potete ancora fare una passeggiata digestiva notturna fino al Duomo illuminato, davvero suggestivo.
In sintesi, una visita in periodo di vendemmia nel Senese unisce il meglio di due mondi: da un lato la vivacità e genuinità delle feste popolari del vino, dall’altro la ricchezza culturale, artistica e paesaggistica di Siena e Toscana. Preparatevi a tornare a casa con le papille gustative appagate, la macchina fotografica piena di scorci da cartolina e – perché no – qualche bottiglia pregiata in valigia. L’Hotel Minerva sarà sempre pronto ad accogliervi al vostro rientro ogni sera, magari con un buon consiglio su dove andare il giorno dopo o con un ultimo bicchierino di Vin Santo di benvenuto. Buon viaggio e buona vendemmia a tutti!
Prenota qui direttamente sul sito il tuo soggiorno all’Hotel Minerva.
