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Introduzione: Siena e la sua provincia custodiscono tesori d’arte, paesaggi mozzafiato e borghi ricchi di tradizioni. Molti viaggiatori conoscono già le meraviglie di Siena – dalle piazze medievali ai tramonti dorati sulle torri antiche – ma oltre le mura cittadine si apre un mondo di colline e piccoli centri tutti da scoprire . Nei dintorni di Siena vi aspetta infatti un’infinità di mete per escursioni: città d’arte, castelli medievali e i paesaggi da cartolina della Val d’Orcia . La bellezza di questa parte di Toscana si manifesta in ogni stagione: in primavera i colli esplodono di verde e di fiori selvatici, rendendo le passeggiate un piacere per gli occhi e l’olfatto; d’estate le giornate lunghe e assolate sono animate da eventi folkloristici (come il Palio di Siena, durante il quale tutta la città si accende di passione contradaiola; l’Hotel Minerva si trova nel territorio della Contrada della Lupa, una delle 17 storiche contrade cittadine ) e profumano di grano e girasoli; in autunno la luce si fa dorata, l’aria porta l’aroma della vendemmia e delle castagne, e soprattutto arriva il tempo dei tartufi bianchi, protagonisti di sagre e ricette; infine d’inverno l’atmosfera diventa intima e suggestiva, con i borghi addobbati per le feste natalizie e magari un velo di brina mattutina che trasforma le crete in paesaggi fiabeschi. Tra queste destinazioni spicca San Giovanni d’Asso. San Giovanni d’Asso è un piccolo borgo delle Crete Senesi noto per il suo pregiato tartufo bianco e l’atmosfera autentica della campagna toscana .

In questa guida completa troverete tutto ciò che c’è da sapere su San Giovanni d’Asso: cosa vedere e visitare. Scopriremo le attrazioni imperdibili del borgo – dal castello medievale al Museo del Tartufo – e i suoi dintorni suggestivi. Vi proporremo inoltre itinerari consigliati (3 giorni e 5 giorni) per esplorare Siena e la campagna circostante, con Hotel Minerva come base ideale per il vostro soggiorno. Non mancheranno consigli pratici su come arrivare, dove mangiare (inclusi i migliori ristoranti per gustare il tartufo!) e risposte alle domande frequenti dei turisti italiani. Preparatevi a un viaggio tra colline ondeggianti, sapori toscani e borghi senza tempo!

Hotel Minerva a Siena: il punto di partenza ideale

Dove dormire a Siena per visitare i dintorni? Nel cuore della città di Siena, l’Hotel Minerva è la base perfetta per esplorare sia le meraviglie cittadine sia la campagna toscana circostante . Questo accogliente hotel 3 stelle si trova in posizione strategica: all’interno della cinta muraria medievale ma appena fuori dalla zona a traffico limitato, risultando facilmente raggiungibile in auto e dotato di parcheggio privato custodito per gli ospiti . Una volta parcheggiata l’auto, potrete dimenticarvene: dalle porte dell’hotel Siena si svela tutta intorno a voi, pronta per essere scoperta comodamente a piedi .

La vicinanza alle principali attrazioni di Siena è uno dei punti di forza. Per avere un’idea della comodità, ecco alcune distanze a piedi dall’Hotel Minerva verso i luoghi più famosi di Siena:

Luogo di interesse a SienaDescrizioneDistanza a piedi dall’Hotel
Piazza del CampoLa piazza principale di Siena, a forma di conchiglia, dove si corre il Palio~15 minuti
Duomo / Cattedrale di SienaLa magnifica cattedrale gotica di Siena, con facciata bicolore e ricco interno~17 minuti
Fortezza MediceaFortezza del XVI secolo con bastioni alberati e vista panoramica sulla città~13 minuti
Basilica di San FrancescoGrande chiesa gotica che custodisce la reliquia del Miracolo Eucaristico~10 minuti
Pinacoteca NazionaleMuseo che raccoglie opere della scuola senese (Duccio, Lorenzetti, etc.)~8 minuti
Stazione ferroviaria di SienaComoda per arrivi/partenze e gite in treno~15 minuti

Questa posizione strategica vi consente di vivere Siena senza fretta e senza stress: potete tornare in camera per una pausa rinfrescante nel pomeriggio e poi uscire di nuovo per un gelato serale in Piazza del Campo, diventa naturale quando tutto è così vicino . Inoltre, la facilità di accesso in auto rende l’Hotel Minerva un’ottima base anche per esplorare i dintorni di Siena: nel raggio di un’ora di viaggio potrete raggiungere città d’arte come Firenze, borghi incantati come San Gimignano o Monteriggioni, e i paesaggi da cartolina della Val d’Orcia (Pienza, Montalcino) , per poi tornare comodamente nel vostro soggiorno senese in serata.

L’ospitalità del Minerva renderà il vostro soggiorno ancora più speciale. Lo staff, cordiale e multilingue, è sempre pronto a fornire consigli su itinerari segreti, ristorantini tipici e gli eventi del momento da non perdere . Le camere dell’hotel sono confortevoli, climatizzate e molte regalano viste panoramiche sui tetti e le torri di Siena, per un risveglio con panorama unico sulla città medievale. Inoltre, al risveglio vi attende una ricca colazione continentale servita con cura: dolci di pasticceria artigianale, fragranti cornetti, pane toscano con marmellate fatte in casa, frutta fresca e anche salumi e formaggi locali – ce n’è per tutti i gusti . Nella bella stagione potete scegliere di fare colazione all’aperto nel giardino panoramico: immaginate di iniziare la giornata seduto a un tavolino tra i fiori, sorseggiando un cappuccino mentre il sole del mattino illumina dolcemente i campanili e i tetti di Siena davanti ai tuoi occhi. È un’esperienza semplice ma dal fascino indimenticabile, che renderà ancora più dolci i vostri ricordi di viaggio . E se un mattino preferite coccolarvi con calma, richiedete la colazione in camera: con un piccolo supplemento, il personale vi porterà un vassoio colmo di prelibatezze direttamente sul vostro balcone privato, così da svegliarvi dolcemente con vista sui tetti senesi. Oltre alla colazione, l’hotel dispone di un comodo bar interno dove a qualunque ora del giorno potrete concedervi un buon espresso italiano o magari un calice di vino locale nel tardo pomeriggio. Nell’adiacente sala relax, arredata con comodi divani e libri d’arte, è piacevole indugiare sfogliando una guida su Siena o chiacchierando con il vostro compagno di viaggio dei tesori scoperti durante la giornata. L’intera struttura è coperta da Wi-Fi gratuito ad alta velocità, incluso il giardino : potrete condividere in tempo reale le foto più belle del vostro viaggio o fare una videochiamata ai vostri cari mostrando in diretta lo splendido panorama dietro di voi. Chi viaggia per lavoro apprezzerà la sala meeting moderna e attrezzata con luce naturale e vista sui tetti antichi – anche se, ammettiamolo, all’Hotel Minerva è facile che la mente voli verso la poesia di Siena piuttosto che verso il lavoro!

In sintesi, l’Hotel Minerva è molto più di un semplice luogo dove dormire: è un soggiorno d’atmosfera, un nido romantico da cui vivere appieno lo spirito di Siena in un abbraccio di comfort e poesia .

Dove si trova San Giovanni d’Asso e come arrivarci?

Posizione: San Giovanni d’Asso è un affascinante borgo medievale situato nella parte più a sud delle Crete Senesi, quasi al confine con la Val d’Orcia, in provincia di Siena . Il paese sorge su una dolce collina di argilla tipica di questa zona, dominando dall’alto la campagna circostante. Fino al 2016 San Giovanni d’Asso era un comune autonomo; da quell’anno è diventato una frazione del Comune di Montalcino . Ciò non ha cambiato il suo carattere: il borgo mantiene intatta la sua identità storica e rurale.

Il borgo conta poche centinaia di abitanti ed è immerso in un paesaggio fiabesco. Nelle giornate limpide, lo sguardo da qui spazia lontano: all’orizzonte si possono scorgere le colline della Val d’Orcia, il profilo di Montalcino e persino la sagoma del Monte Amiata. Le Crete Senesi offrono un panorama unico: colline brulle di argilla intervallate da filari di cipressi e isolati casali, che cambiano colore con il passare delle stagioni e lasciano senza fiato per la loro austera bellezza.

Come arrivare da Siena: San Giovanni d’Asso dista circa 40 km da Siena , il che si traduce in un viaggio di circa 45-50 minuti in auto attraverso splendidi scenari collinari. L’auto è senza dubbio il mezzo più comodo per raggiungere il borgo: dall’Hotel Minerva si può uscire facilmente dal centro di Siena e imboccare la SR2 Cassia verso sud fino a Torrenieri (frazione a nord di Montalcino) e poi la SP14 in direzione San Giovanni d’Asso. In alternativa, c’è una strada panoramica che da Siena va verso Asciano attraversando le Crete Senesi: non è la via più veloce, ma regala vedute indimenticabili sui paesaggi ondulati (specialmente al tramonto) e merita di essere percorsa almeno all’andata o al ritorno .

Mezzi pubblici: bisogna tenere presente che il borgo non è servito direttamente da linee ferroviarie, e i collegamenti in autobus da Siena non sono né diretti né frequenti . Non esiste una stazione ferroviaria a San Giovanni d’Asso e chi volesse usare i mezzi pubblici dovrebbe combinare almeno un treno fino a Buonconvento o Asciano e poi un autobus locale, con tempi di percorrenza totali anche di 2 ore o più. In altre parole, per visitare questo angolo di Toscana è consigliabile disporre di un’auto propria. Un’interessante eccezione si presenta in autunno: durante la Mostra Mercato del Tartufo Bianco (vedi più avanti), vengono talvolta organizzati treni storici a vapore da Siena a San Giovanni d’Asso (il cosiddetto “Treno Natura”), offrendo ai visitatori un modo suggestivo e alternativo per arrivare alla festa del tartufo attraversando i paesaggi senesi in locomotiva d’epoca .

Perché visitare San Giovanni d’Asso?

Il borgo del tartufo bianco: San Giovanni d’Asso è noto soprattutto per essere la “capitale” del tartufo bianco delle Crete Senesi. Nei suoi dintorni si trova una varietà pregiata di Tuber magnatum Pico (il tartufo bianco) e a questo prodotto d’eccellenza il paese dedica un museo e una famosa mostra mercato annuale . Gli amanti della gastronomia troveranno qui l’occasione di degustare piatti al tartufo in stagione e di scoprire i segreti di questo fungo ipogeo così pregiato. Ogni anno, durante il secondo e terzo weekend di novembre, il borgo ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, giunta ormai a quasi 40 edizioni . In quei fine settimana le strade si animano di stand gastronomici, mercatini di prodotti tipici, degustazioni guidate e perfino escursioni dimostrative di caccia al tartufo con cani addestrati. È il momento migliore per immergersi nei profumi e sapori autunnali di queste colline e per acquistare tartufi freschi direttamente dai cercatori locali.

Il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico) che cresce in queste terre è considerato il re dei tartufi per il suo aroma penetrante e complesso. Si presenta come un tubero irregolare di colore chiaro/giallastro e viene cercato in autunno nel terreno argilloso dai cani addestrati. È un prodotto estremamente raro: pensate che può costare diverse migliaia di euro al chilo sul mercato! In cucina, il tartufo bianco non si cucina ma si serve crudo, affettato in lamelle sottilissime direttamente sul piatto (per esempio sulla pasta all’uovo, sul risotto o sulle uova al tegamino), in modo da sprigionare tutto il suo profumo inebriante. Per la sua importanza, il tartufo bianco delle Crete Senesi è chiamato anche “Diamante bianco”: una vera ricchezza naturale che San Giovanni d’Asso celebra e tutela con orgoglio.

Atmosfera autentica e storia medievale: Al di là del tartufo, San Giovanni d’Asso offre il fascino autentico di un piccolo borgo toscano fuori dalle rotte turistiche più battute. Passeggiando per le sue vie silenziose, potrete respirare un’atmosfera d’altri tempi, ammirando scorci panoramici e dettagli architettonici rimasti intatti da secoli. L’origine del borgo risale all’alto Medioevo: il nome stesso deriva dall’unione tra San Giovanni Battista – il santo a cui è dedicata la chiesa principale – e il torrente Asso che scorre ai piedi della collina . La presenza del castello medievale testimonia l’importanza strategica del luogo: nel XII secolo il castello fu oggetto di contesa tra il vescovo di Siena e quello di Arezzo, finché nel 1178 prevalse l’autorità senese su questo territorio di confine . Oggi, pur essendo un borgo piccolo (poche centinaia di abitanti), San Giovanni d’Asso custodisce un patrimonio storico notevole nelle sue chiese e nei palazzi in pietra e mattoni – visitarlo significa fare un tuffo nella Toscana più genuina.

Curiosità storica: le prime tracce di insediamenti nella zona risalgono all’epoca etrusca e romana (nei pressi di Pava sono state rinvenute tombe e resti di edifici). In epoca medievale San Giovanni d’Asso nacque come piccolo centro fortificato attorno al castello e fu a lungo conteso tra i potenti vescovi di Siena e Arezzo . Dopo il 1178 il borgo entrò stabilmente nell’orbita senese. Nel Rinascimento il castello passò ai nobili Pannilini, che ne furono proprietari per secoli dando il nome alla struttura . Con la caduta della Repubblica di Siena (1555) anche San Giovanni d’Asso seguì il destino del territorio entrando nel Granducato di Toscana. In tempi più recenti, il comune di San Giovanni d’Asso nel 2017 è stato fuso con quello di Montalcino: oggi infatti San Giovanni d’Asso è a tutti gli effetti una frazione del Comune di Montalcino, pur mantenendo la propria identità storica e culturale all’interno delle Crete Senesi.

Natura e relax: Immerso nella quiete delle colline, il paese è anche un ottimo punto per godersi la natura circostante. Nei dintorni si snodano sentieri tra boschi e calanchi argillosi, ideali per passeggiate, trekking leggero o giri in bicicletta. Chi cerca una pausa rilassante amerà i ritmi lenti di questo borgo: sedersi su una panchina ad ammirare il panorama, ascoltare il frinire dei grilli al tramonto, assaggiare un calice di vino locale in una piccola osteria. A San Giovanni d’Asso il tempo sembra scorrere più piano, regalando al visitatore un senso di pace difficilmente trovabile nei luoghi turistici più affollati.

Cosa vedere a San Giovanni d’Asso

Nonostante le dimensioni contenute, San Giovanni d’Asso offre diverse attrattive di interesse storico, culturale e naturalistico. Ecco le principali cose da vedere nel borgo:

  • Castello di San Giovanni d’Asso (Castello Pannilini) e Museo del Tartufo: Il castello medievale è senza dubbio il monumento simbolo del paese. Costruito in più fasi tra il 1100 e il 1450, domina il borgo dall’interno del nucleo storico più elevato . Viene chiamato anche Castello Pannilini dal nome della famiglia nobile che lo possedette dal XVI secolo fino agli inizi del ‘900. Oggi il castello è di proprietà pubblica ed ospita al suo interno gli uffici comunali e, nei sotterranei, il singolare Museo del Tartufo . Si tratta del primo museo italiano interamente dedicato al tartufo: un percorso espositivo di circa 250 m² che conduce il visitatore alla scoperta di tutti i segreti di questo fungo pregiato. Le sale del museo illustrano, anche con installazioni sensoriali, le leggende legate ai tartufi, l’ecosistema in cui crescono, le tecniche di ricerca (con esempi di strumenti e attrezzi dei trifulai) e l’utilizzo in cucina. Una parte del museo è dedicata alle esperienze olfattive (annusare i vari aromi) e l’ultima sezione spiega la conservazione e l’utilizzo gastronomico del tartufo. Una visita al museo è d’obbligo per chiunque voglia comprendere a fondo il legame tra San Giovanni d’Asso e il suo “diamante della terra”. All’esterno, il cortile del castello durante la Mostra Mercato di novembre diventa uno dei punti nevralgici dell’evento, ospitando stand e degustazioni.
  • Pieve di San Giovanni Battista: Questa è la chiesa parrocchiale principale del borgo, nonché quella che dà il nome a San Giovanni d’Asso. Edificata nella prima metà del Trecento, ottenne il titolo di pieve (chiesa plebana) nel 1539 . La facciata è semplice, in mattoni rossi con alcuni inserti decorativi in pietra; l’interno è a navata unica e custodisce alcune opere d’arte interessanti, tra cui una Madonna del Rosario attribuita al pittore manierista Ventura Salimbeni e un dipinto raffigurante il Battesimo di Gesù della scuola di Rutilio Manetti , oltre alle reliquie di alcuni santi. Oltre al valore artistico, questo luogo di culto è importante perché il titolo di “San Giovanni” nel toponimo del paese si riferisce proprio a San Giovanni Battista, patrono della pieve.
  • Chiesa di San Pietro in Villore: Appena fuori dal centro abitato, in località Villore (circa 1 km a nord del borgo), sorge questa antica chiesa campestre. Le origini di San Pietro in Villore sono molto antiche: viene citata già in un documento del 715 d.C. riguardante la contesa tra il vescovo di Siena e quello di Arezzo , il che fa supporre che esistesse una comunità cristiana qui sin dall’epoca longobarda. L’edificio attuale, in stile romanico semplice, risale però al XII secolo e nel corso dei secoli ha subìto vari rimaneggiamenti (osservando le mura si notano parti in pietra e parti in mattoni, segno di restauri avvenuti in epoche diverse) . La facciata ha un aspetto caratteristico, arricchito da una serie di quattro archetti ciechi ai lati del portale d’ingresso. L’interno è a una navata divisa in due campate coperte da volte a crociera; sotto la seconda campata si trova anche una piccola cripta, accessibile da una ripida scaletta. Un tempo questa chiesa custodiva due opere di grande valore: un Crocifisso ligneo del XII secolo (oggi al Museo di Arte Sacra di Pienza) e un trittico della Madonna col Bambino e Santi di Ugolino di Nerio (oggi esposto agli Uffizi di Firenze) . La chiesa, con la sua atmosfera rurale e austera, merita una breve deviazione per percepire il sapore della spiritualità medievale tra queste campagne.
  • Chiesa della Misericordia (Sant’Antonio Abate): Situata proprio accanto al castello, questa chiesetta fu costruita nel 1854 come oratorio della Confraternita della Misericordia e dedicata a Sant’Antonio Abate . Pur essendo di epoca relativamente recente, presenta una graziosa architettura in stile neoclassico toscano: la facciata colpisce per il contrasto bicromatico tra il rosso dei mattoni e il bianco dell’intonaco che incornicia lesene e timpano. L’interno, solitamente aperto solo in occasione di funzioni o eventi, è piuttosto sobrio ma custodisce alcune immagini sacre care alla devozione popolare. Vale la pena dare un’occhiata a questa chiesa sia per l’estetica esterna sia perché racconta la storia dell’associazionismo religioso locale nell’Ottocento.
  • Il Bosco della Ragnaia: Poco fuori dall’abitato, in direzione di Lucignano d’Asso, si trova un luogo davvero unico: il Bosco della Ragnaia. Si tratta di un parco-giardino boschivo di circa 9 ettari creato dall’artista americano Sheppard Craige a partire dagli anni ‘90 . Questo bosco artistico è un’oasi verde aperta al pubblico in cui natura e arte contemporanea si fondono. Passeggiando tra sentieri ombrosi, radure e installazioni, ci si imbatte in misteriose iscrizioni filosofiche scolpite nella pietra (calm mind, only now…), fontane gorgoglianti, piccoli tempietti immersi tra gli alberi e opere di land art che invitano alla riflessione. L’atmosfera è magica e contemplativa, quasi da giardino segreto: visitarlo viene descritto come entrare in un “bosco incantato” ricco di spunti spirituali e poetici. L’ingresso è libero e il parco è sempre aperto; è il luogo perfetto per rilassarsi a contatto con la natura e l’arte, magari dopo aver visitato il borgo. Il Bosco della Ragnaia ha ottenuto anche riconoscimenti internazionali (European Garden Award 2015) per la sua originalità .
  • Parco Archeologico di Pava: A pochi chilometri da San Giovanni d’Asso, in direzione di Lucignano d’Asso, si trova un interessante sito archeologico che conserva le vestigia dell’antica Pieve di San Pietro in Pava. Questa chiesa altomedievale, menzionata già nel 715 d.C. come primo centro di culto rurale della zona , andò distrutta nei secoli successivi. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce i suoi resti: le fondazioni dell’edificio di culto, parte di un battistero e una piccola necropoli. Un percorso con pannelli illustrativi permette ai visitatori di scoprire la storia di Pava e di osservare da vicino i reperti rinvenuti (alcuni dei quali raccolti nel locale antiquarium). La visita al Parco di Pava offre uno sguardo affascinante sul passato più remoto di queste terre, aggiungendo un tassello importante al quadro storico del territorio.

Cosa vedere nei dintorni di San Giovanni d’Asso

Una visita a San Giovanni d’Asso può essere piacevolmente abbinata alla scoperta di altri borghi e luoghi di interesse nelle vicinanze. Ci troviamo infatti in un territorio ricchissimo di mete affascinanti, tra Crete Senesi e Val d’Orcia. Ecco alcune destinazioni nei dintorni (tutte raggiungibili in meno di un’ora d’auto) che consigliamo di includere nel vostro itinerario:

  • Lucignano d’Asso: Un minuscolo borgo agricolo situato a pochi chilometri da San Giovanni d’Asso, raggiungibile con una breve deviazione. Più che un paese è una tenuta rurale rimasta immutata nel tempo: vi si trovano una piccola chiesa, un palazzo padronale e poche case in pietra raccolte attorno a una corte. Passeggiare per Lucignano d’Asso – dove spesso non incontrerete anima viva – è come fare un salto nel passato della vita contadina toscana. Il silenzio e l’autenticità del luogo ne fanno una tappa suggestiva per i fotografi e per chi ama i luoghi fuori dal comune.
  • Montisi: Frazione del comune di Montalcino, Montisi è un piccolo borgo a soli 7 km circa da San Giovanni d’Asso. Arroccato su un colle, Montisi incanta per le sue viuzze in pietra, l’antica Grancia (un’imponente fattoria fortificata del XIV secolo appartenuta allo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena) e un’atmosfera tranquilla e autentica. È noto per la tradizionale Giostra di Simone (una giostra cavalleresca medievale) che si tiene ogni anno ad agosto con cortei storici e sfide tra le contrade del paese. Passeggiando per Montisi potrete ammirare scorci panoramici sulle colline circostanti e magari fare una sosta all’Osteria di Montisi per assaggiare ottimi piatti toscani in un contesto storico.
  • Montalcino: A circa 40 km da Siena e a soli 20 km da San Giovanni d’Asso si trova Montalcino, celebre in tutto il mondo per il vino Brunello di Montalcino. Questo splendido borgo collinare merita sicuramente una visita: il suo profilo è dominato dall’imponente Fortezza trecentesca, da cui si gode una vista spettacolare sulle vallate circostanti ricoperte di vigneti. Nel centro storico troverete enoteche e cantine dove degustare i vini locali, oltre a monumenti come il Duomo, le chiese medievali e il Palazzo dei Priori con la torre stretta e alta. Non lontano da Montalcino merita una visita anche l’Abbazia di Sant’Antimo, splendida chiesa romanica isolata tra i vigneti, nota per la suggestiva cornice spirituale dei suoi canti gregoriani. Montalcino vibra di vita specialmente durante la fine di ottobre, quando vi si svolge la Sagra del Tordo, rievocazione medievale con gare di arco e banchetti tradizionali. Per chi alloggia a Siena (ad esempio all’Hotel Minerva), Montalcino è facilmente visitabile in una gita di mezza giornata o di un giorno, ed è spesso abbinata proprio a San Giovanni d’Asso data la relativa vicinanza .
  • Asciano: Percorrendo le Crete Senesi verso nord-est per circa 20 km si raggiunge Asciano, considerata il “cuore” delle Crete. Il paesaggio lungo la strada per Asciano è tra i più iconici della Toscana, caratterizzato da colline brullo-argillose punteggiate da file di cipressi solitari (famoso è ad esempio il panorama presso il sito artistico Site Transitoire). Il borgo di Asciano offre interessanti spunti: dal Museo Civico Archeologico (che testimonia la storia etrusco-romana locale) alla Basilica di Sant’Agata con affreschi trecenteschi, fino alle antiche mura e ai vicoli pittoreschi. Nei dintorni di Asciano si trovano anche le Terme di Rapolano (Rapolano Terme), se desiderate un po’ di relax termale nelle acque solfuree, e l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (vedi sotto).
  • Abbazia di Monte Oliveto Maggiore: Situata circa 15 km a est di San Giovanni d’Asso (nel comune di Asciano), questa abbazia benedettina è uno dei luoghi più suggestivi della zona. Fondata all’inizio del 1300, sorge isolata su un altopiano di bianche crete circondato da un bosco di cipressi e pini. L’abbazia è famosa per il suo chiostro grande affrescato da Luca Signorelli e dal Sodoma con scene della vita di San Benedetto – un capolavoro del Rinascimento toscano – e per la bella chiesa abbaziale con intagli lignei cinquecenteschi nel coro. Visitare Monte Oliveto Maggiore significa immergersi in un’oasi di spiritualità e arte, accompagnati magari dai canti gregoriani dei monaci in sottofondo. Il complesso è aperto alle visite e spesso i turisti restano colpiti anche dal contesto naturale circostante, tanto particolare da sembrare un “deserto” punteggiato di cipressi. Se vi trovate a San Giovanni d’Asso o dintorni, non perdete l’occasione di vedere questa abbazia (ricordatevi solo di indossare un abbigliamento consono per l’ingresso in chiesa, dato che è un luogo religioso attivo).
  • Buonconvento: A circa 15 km a ovest di S. Giovanni d’Asso, sulla Via Cassia, ecco un altro borgo da non mancare. Buonconvento, incluso tra i Borghi più belli d’Italia, è un antico centro murato dove nel 1313 morì l’Imperatore Arrigo VII. Oggi colpisce per le sue mura medievali ben conservate e per le vie dove il tempo sembra essersi fermato. Da vedere il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia (con opere di Duccio, Sano di Pietro e altri) e l’Oratorio di San Sebastiano. Ma la cosa forse più piacevole è pranzare in una trattoria assaggiando i pici (pasta fresca locale) con sugo di anatra o di cinghiale, accompagnati da un buon calice di vino Orcia DOC.
  • Pienza e la Val d’Orcia: Spingendosi più a sud-est (circa 25 km da San Giovanni d’Asso), si può raggiungere Pienza, gioiello rinascimentale dichiarato Patrimonio UNESCO. Pienza merita sempre una visita per il suo centro “ideale” progettato da Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II) con la splendida piazza intitolata a lui, il Duomo e Palazzo Piccolomini affacciato sul panorama della Val d’Orcia. Inoltre, Pienza è famosa per il pecorino – quale occasione migliore per acquistare formaggi tipici? Nei dintorni immediati di Pienza segnaliamo anche San Quirico d’Orcia, con gli Horti Leonini (giardini all’italiana del ‘500) e un centro storico quieto con la Collegiata romanica. Se avete tempo e volete rilassarvi, a pochi chilometri trovate anche Bagno Vignoni, minuscolo villaggio termale celebre per la grande vasca cinquecentesca di acqua calda termale che occupa il centro della piazza – potete immergere i piedi nelle acque gratuitamente nel vicino Parco dei Mulini, o semplicemente godervi l’atmosfera medievale unica di questo luogo fuori dal tempo. Considerate che Pienza e Montalcino possono essere combinate nella stessa giornata se partite presto al mattino dal vostro alloggio a Siena.
  • Altri luoghi notevoli: L’elenco potrebbe continuare, ma dipenderà dal tempo a vostra disposizione. A nord di San Giovanni d’Asso, lungo la via verso Siena, si incontra Monteroni d’Arbia, cittadina attraversata dalla Cassia dove spicca la grande Grancia di Cuna (fattoria fortificata medievale) visibile dalla strada. Proseguendo verso Siena c’è Murlo, antico feudo vescovile, con un interessante Museo Etrusco allestito nel castello locale (Palazzo Vescovile) che testimonia le origini antiche dell’area. A est, oltre le crete, meritano una gita Trequanda (piccolo borgo dominato da un castello con torre circolare e da una bella chiesa parrocchiale rivestita in parte di marmi bianchi e neri, che si affaccia su un’accogliente piazzetta porticata) e Serre di Rapolano (borgo medievale arroccato, celebre per le antiche cave di travertino e per la pittoresca Festa della Zucca che vi si tiene ogni anno in autunno, trasformando il paese con decorazioni e sculture a tema zucchesco). Infine, per un po’ di benessere, le già citate Rapolano Terme offrono stabilimenti dove rilassarsi nelle piscine termali all’aperto, ottime in particolare durante i mesi più freddi.

Ecco una tabella riepilogativa delle principali destinazioni nei dintorni di Siena (cretesi e valdorciane) con le relative distanze da Siena città (indicativamente dall’Hotel Minerva):

Località (dintorni Siena)Distanza da SienaTempo in auto (circa)
San Giovanni d’Asso~40 km~45 minuti
Montalcino~40 km~50-60 minuti
Abbazia di Monte Oliveto~36 km~45 minuti
Pienza~55 km~1 ora – 1h15
Asciano~30 km~35-40 minuti
Buonconvento~30 km~30 minuti
Montisi~45 km (via Asciano)~1 ora
Rapolano Terme~40 km~40-45 minuti

(Le stime dei tempi di percorrenza sono calcolate partendo in auto dal centro di Siena, in condizioni di traffico normale.)

Itinerario consigliato – 3 giorni a Siena e Crete Senesi

Se avete a disposizione 3 giorni per esplorare Siena e dintorni, ecco un itinerario suggerito che combina le attrazioni cittadine con un assaggio delle Crete Senesi, incluso San Giovanni d’Asso. L’idea è di usare Siena (Hotel Minerva) come base ogni notte, così da godervi la città la sera e partire per escursioni durante il giorno.

Giorno 1: Siena classica – Dedicate la prima giornata alla scoperta delle meraviglie di Siena. Al mattino, dopo la colazione in hotel (magari goduta nel giardino panoramico all’aperto), incamminatevi verso Piazza del Campo, cuore pulsante della città. Salite sulla Torre del Mangia per una vista mozzafiato sui tetti senesi, quindi visitate il vicino Palazzo Pubblico con il Museo Civico, dove ammirare gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti (tra cui la celebre Allegoria del Buon Governo). Pranzate con calma in un’osteria del centro gustando piatti senesi come i pici alle briciole o la ribollita. Nel pomeriggio dirigetevi verso il Duomo di Siena: ammirate la magnifica facciata in marmo bianco e nero e non perdete l’interno ricchissimo (il pavimento istoriato – visibile interamente in periodi limitati dell’anno – la Libreria Piccolomini affrescata da Pinturicchio, le statue di Michelangelo). Visitate anche il Battistero e salite al Facciatone (il panorama dall’alto dell’antica navata incompiuta del Duomo) per un altro sguardo mozzafiato sulla città. Se siete amanti dell’arte, potete inserire una visita alla Pinacoteca Nazionale, che custodisce capolavori dei pittori senesi (Duccio, Simone Martini, Lorenzetti). In serata, godetevi l’atmosfera unica delle strade di Siena: una passeggiata fino alla Basilica di San Domenico illuminata, oppure un giro in Via di Città tra vetrine e palazzi storici. Cenate in una trattoria tradizionale gustando i piatti tipici (la tagliata di Chianina al rosmarino o i pici al cinghiale), accompagnati da un buon Chianti. Dopo cena, potete assaggiare i dolci locali come ricciarelli e panforte in una delle pasticcerie storiche, oppure semplicemente godervi un gelato artigianale seduti in Piazza del Campo, ora tranquilla sotto le stelle.

Giorno 2: Crete Senesi e San Giovanni d’Asso – Prendete la vostra auto dal parcheggio dell’hotel e partite in mattinata alla volta delle Crete Senesi. Vi suggeriamo di seguire l’itinerario panoramico: da Siena guidate verso Asciano tramite la SP438 (Via Lauretana), attraversando paesaggi da cartolina. Potete fare una sosta fotografica presso il Site Transitoire, una singolare scultura in pietra posizionata su una collina isolata nei pressi di Leonina: da qui la vista sulle crete è spettacolare a ogni ora del giorno. Arrivati ad Asciano, fate due passi nel borgo e magari visitate il piccolo Museo Archeologico per scoprire la storia etrusca locale. Da Asciano proseguite per altri 10 km verso sud fino all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, dove potete trascorrere almeno un’ora tra la quiete del monastero, gli affreschi rinascimentali del chiostro e magari degustare i prodotti dei monaci (vino, olio, miele) nel negozietto all’ingresso. A fine mattinata riprendete l’auto e dirigetevi a San Giovanni d’Asso, distante circa 9 km dall’abbazia. Qui cercate un ristorante o agriturismo per pranzo: potreste provare piatti al tartufo se è la stagione giusta (ad es. tagliolini al tartufo bianco) oppure altre specialità locali come formaggi pecorini con miele e olio extravergine delle Crete. Nel pomeriggio dedicatevi alla visita del borgo: il Castello con il Museo del Tartufo (verificate gli orari di apertura, soprattutto fuori stagione), la Pieve di San Giovanni Battista e una passeggiata rilassata tra le viuzze. Se il tempo lo permette, spingetevi fino al Bosco della Ragnaia per un’esperienza particolare tra arte e natura. Verso il tramonto, partite da S. Giovanni d’Asso per rientrare a Siena: potete scegliere di passare per Buonconvento e quindi risalire la Cassia (itinerario più rapido) oppure tornare indietro per Asciano e godervi le ultime luci del giorno sulle crete. Arriverete in hotel per ora di cena. Se siete stanchi di guidare, potete cenare nei dintorni dell’hotel o in un locale nel vicino quartiere di San Prospero; lo staff del Minerva sarà felice di consigliarvi un buon ristorante.

Giorno 3: Val d’Orcia oppure Chianti – Per il terzo giorno avete due opzioni a seconda delle vostre preferenze: esplorare un’altra area a sud di Siena, oppure dirigervi a nord verso la zona del Chianti.

  • Opzione A – Val d’Orcia: dedicate la giornata ad alcune perle della Val d’Orcia. Partite da Siena e raggiungete Pienza (circa 1 ora d’auto). Visitate la cittadina rinascimentale passeggiando per Corso Rossellino, ammirando Piazza Pio II con il Duomo e Palazzo Piccolomini; affacciatevi dal belvedere dietro la cattedrale per fotografare il tipico paesaggio orciano con i campi e i cipressi. Potete acquistare pecorino di Pienza in uno dei tanti negozi di formaggi (ottimo souvenir gastronomico). Poi proseguite per Bagno Vignoni, minuscolo borgo termale dove al centro della piazza si trova una grande vasca medievale di acqua termale fumante: uno spettacolo unico. Pranzate in zona (magari con un panino con pecorino e salumi toscani, oppure in una trattoria assaggiando i pici all’aglione). Nel pomeriggio, dirigetevi verso Montalcino. Se siete appassionati di vino, potete programmare una visita con degustazione in una cantina di Brunello appena fuori dal paese (ce ne sono molte, ad esempio nella zona di Sant’Angelo in Colle o a Castelnuovo dell’Abate); in alternativa, concentratevi sul borgo: visitate la Fortezza (da cui magari brindare con un calice di Brunello nella Enoteca ricavata nei bastioni), la Chiesa di Sant’Agostino (sede del Museo Civico e Diocesano, con la bellissima Madonna di Montalcino di Simone Martini) e fate una passeggiata fino al panoramico Piazzale Michelangelo (davanti alla chiesa della Madonna del Soccorso) per una vista memorabile sulla valle. Rientro a Siena in serata via Buonconvento.
  • Opzione B – Chianti senese: in alternativa potete esplorare i colli del Chianti a nord di Siena. Da Siena prendete la SR222 Chiantigiana che serpeggia tra colline di vigneti e boschi. Prima tappa Castellina in Chianti (circa 30 km): visitate il borgo con la caratteristica Via delle Volte (passaggio coperto medievale) e il Museo Archeologico del Chianti Senese, poi fermatevi per una degustazione di Chianti Classico in una delle enoteche storiche (o direttamente in un’azienda vinicola nei dintorni). Proseguite quindi per Radda in Chianti, altro incantevole borgo arroccato, dove pranzare con salumi toscani, crostini e un buon bicchiere di vino locale in un’osteria affacciata sulle colline. Nel pomeriggio scendete verso Gaiole in Chianti, magari deviando per vedere il fiabesco Castello di Brolio (residenza storica dei Baroni Ricasoli, visitabile con giardino e cantine del vino) oppure il Castello di Meleto (poco prima di Gaiole, anch’esso legato alla produzione vinicola, spesso aperto per tour). A Gaiole potete fare una passeggiata in centro e prendere un caffè nella piazza principale, quindi rientrare verso Siena passando da Pievasciata, dove si trova il curioso Parco Sculture del Chianti (un bosco costellato di installazioni artistiche contemporanee, visitabile se avete tempo). Tornando a Siena entro sera, potrete dire di aver colto l’essenza di due terroir molto diversi della provincia senese: le argille delle Crete e le vigne del Chianti. Per cena, di nuovo a Siena, potreste optare per un menù a base di bistecca alla fiorentina in una steakhouse locale, per concludere in grande stile.

Naturalmente, il terzo giorno è flessibile: chi preferisce rilassarsi può anche decidere di restare a Siena per shopping (ceramiche artigianali, panforte e ricciarelli come souvenir) o magari salire in autobus a San Gimignano o Monteriggioni (ci sono tour organizzati o linee bus, chiedete in hotel per informazioni) per un’ultima escursione. In ogni caso, tre giorni vi permetteranno di avere un assaggio equilibrato tra città e campagna.

Itinerario consigliato – 5 giorni tra Siena, Crete Senesi e Val d’Orcia

Con 5 giorni a disposizione, potrete esplorare con più calma Siena e ampliare il raggio delle vostre visite, includendo molte delle località citate. Ecco un possibile itinerario di 5 giorni con base a Siena (Hotel Minerva), suddiviso giorno per giorno:

Giorno 1: Siena città – itinerario artistico e panoramico
Il primo giorno seguite l’itinerario classico di Siena (come descritto per il Giorno 1 dei 3 giorni). Avendo più tempo, potete però inserire qualche tappa extra: ad esempio la visita al Complesso Museale di Santa Maria della Scala (l’antico ospedale di fronte al Duomo, oggi affascinante spazio museale sotterraneo con percorsi sulle fonti d’acqua e sull’archeologia) o una salita panoramica sulla Facciata del Duomo Nuovo (il già citato Facciatone). Nel tardo pomeriggio, fate una passeggiata fino alla Basilica di San Domenico per ammirare la città dall’alto con la luce del tramonto, e magari visitare la Cappella di Santa Caterina al suo interno. In serata, godetevi una cena tipica: potreste provare una osteria in Contrada, spesso meno turistica e più genuina, dove assaggiare pappardelle al cinghiale o ribollita in un ambiente familiare. Dopocena, concedetevi una passeggiata digestiva fino a Fontebranda o lungo i bastioni della Fortezza Medicea, per vedere Siena illuminata.

Giorno 2: Crete Senesi approfondite (Asciano, Monte Oliveto, San Giovanni d’Asso)
Dedicate l’intera giornata alle Crete Senesi, seguendo grosso modo il percorso indicato per il Giorno 2 dell’itinerario precedente, ma con calma e magari aggiungendo qualche tappa. Dopo Asciano, ad esempio, potreste fare un breve trekking (anche 30-40 minuti) nei dintorni del Deserto di Accona per fotografare da vicino i calanchi e le biancane (ci sono piccoli parcheggi lungo la strada provinciale Lauretana in punti panoramici). Visitate Monte Oliveto Maggiore con tranquillità, godendovi magari anche il pranzo nella sua foresteria (hanno un semplice ristorante con piatti locali). Nel pomeriggio, oltre a San Giovanni d’Asso, potreste includere il vicino borgo di Montisi (se non l’avete già visto in precedenza): una breve passeggiata nel suo centro medievale merita la deviazione, e magari fermatevi alla Grancia di Montisi se aperta al pubblico (oggi è sede di mostre ed eventi, e all’interno ospita un piccolissimo teatro storico e una Accademia di strumenti musicali antichi). Da Montisi scendete di nuovo verso San Giovanni d’Asso per concludere le visite. Prima di rientrare a Siena, se siete appassionati di tramonti, valutate una sosta al Site Transitoire (sì, di nuovo!): al calare del sole questo luogo assume un’atmosfera ancor più suggestiva, con la scultura che si staglia contro il cielo rosato e le crete che cambiano colore. Rientrati a Siena, concedetevi una serata di relax: magari un aperitivo in Piazza del Campo (quando la folla diurna se ne è andata e la piazza è quasi tutta per voi) e una cena leggera con bruschette al tartufo marzuolo e zuppa di verdure in un locale vicino all’hotel.

Giorno 3: Val d’Orcia classica (Pienza, San Quirico, Montalcino)
Terzo giorno dedicato alle meraviglie della Val d’Orcia, uno dei paesaggi più celebrati al mondo. Partite presto e raggiungete San Quirico d’Orcia (circa 50 minuti d’auto da Siena): passeggiate nel quieto centro storico, visitate gli Horti Leonini e la Collegiata, e magari fate colazione con un cappuccino in un bar della via principale. Proseguite 10 km verso Pienza e arrivate a metà mattina, in tempo per evitare il grosso dei visitatori: Pienza è piccola ma ogni angolo è pittoresco, esploratela con calma e acquistate qualche specialità locale (il pecorino di Pienza stagionato nelle foglie di noce, ad esempio). Prima di pranzo spostatevi a Bagno Vignoni: qui potete pranzare godendovi la vista della vasca termale (ci sono un paio di trattorie e bar con affaccio sulla piazza d’acqua). Non scordate di fare due passi fino al Parco dei Mulini per vedere le vecchie vasche di raccolta dell’acqua termale che scendono a cascata. Nel pomeriggio dirigetevi a Montalcino. Se volete un’esperienza diversa, potreste partecipare a una breve degustazione di vini in un’azienda: molte cantine offrono tour di un’ora con assaggi di Brunello e Rosso di Montalcino (prenotate con anticipo però). Altrimenti, salite subito alla Fortezza e godetevi il panorama, poi perdetevi per le vie in pendenza del centro fino a raggiungere la piazzetta del Duomo. Qui vicino c’è l’Enoteca La Fortezza dove, se non avete fatto il tour in cantina, potete degustare un calice di Brunello in un contesto storico (le mura della rocca). Prima di ripartire, acquistate qualche bottiglia di vino o altri prodotti tipici (miele di corbezzolo, pici secchi, salumi di cinta) nelle botteghe del corso. Rientrate a Siena per l’ora di cena. Questa sera potreste provare un ristorante un po’ più elegante per celebrare il viaggio, magari uno con vista panoramica sui tetti (ce ne sono alcuni in zona Porta San Marco o vicino al Duomo).

Giorno 4: Chianti e borghi tra le colline
Il quarto giorno tornate verso nord per approfondire la zona del Chianti senese. Potreste seguire in parte l’Opzione B dei 3 giorni, ma con varianti: partite sempre da Castellina in Chianti, poi proseguite per Volpaia (un minuscolo borgo medievale tutto in pietra, frazione di Radda, noto per un’azienda vinicola che produce Chianti Classico pregiato). Fermatevi a Volpaia per il pranzo: l’Ucciosteria di Volpaia offre piatti tipici con prodotti a km zero e, ovviamente, vino locale. Nel pomeriggio scendete verso Radda e Gaiole, e visitate uno dei castelli citati (Brolio o Meleto) se il giorno 3 non l’avete fatto. Un’altra chicca in zona è il Borgo di Vertine, vicino Gaiole: un piccolissimo borgo fortificato intatto, con case in pietra e una vista meravigliosa sui vigneti (non c’è molto da “fare” se non godersi l’atmosfera, ma a chi piace fotografare o vedere luoghi fuori dal tempo piacerà molto). Prima di tornare a Siena, se siete amanti del vino, fate un’ultima sosta all’Enoteca di Poggio Antico (sulla via del ritorno) o direttamente a Siena al Consorzio Agrario: troverete un vasto assortimento di vini di tutto il territorio senese con possibilità di assaggio. In serata, a Siena, potete concedervi un gustoso street food toscano come la ciaccino (focaccia ripiena di salumi e formaggi) o un panino con porchetta da asporto, da gustare magari seduti sui gradini di Piazza del Campo per un’ultima, indimenticabile, notte senese.

Giorno 5: Siena e dintorni – approfondimenti o relax
L’ultimo giorno è dedicato a ciò che non avete ancora visto o a un po’ di meritato relax. Se desiderate approfondire Siena, potete visitare qualche luogo meno noto: ad esempio il Museo dell’Opera del Duomo (dove è conservata la Maestà di Duccio di Buoninsegna e altre opere originali provenienti dalla cattedrale), oppure il Museo delle Tavolette di Biccherna dentro l’Archivio di Stato (con le copertine dipinte dei registri contabili senesi, un tesoro poco conosciuto). In alternativa, raggiungete la Fortezza Medicea e fate il giro completo sulle sue mura alberate, fermandovi magari all’Enoteca Italiana (situata nei bastioni) per un assaggio di vini o un caffè. Se non lo avete ancora fatto, potreste anche partecipare a un breve tour guidato di Siena: ce ne sono di tematici (Siena segreta, Siena delle Contrade, tour fotografici all’alba, ecc.) che vi faranno scoprire aspetti curiosi della città. Per pranzo, approfittatene per gustare le ultime specialità toscane (magari una panzanella se è estate, oppure i malfatti ricotta e spinaci, e come dolce un bel gelato artigianale in Via Banchi di Sopra). Nel pomeriggio, se avete l’auto, potete fare un’ultima breve escursione: Monteriggioni, con le sue mura perfettamente intatte e le torri tonde, si raggiunge in appena 25 minuti ed è una meraviglia da esplorare (si percorre il camminamento di ronda sulle mura e sembra di tornare al 1200!); oppure San Gimignano, un po’ più distante (1 ora), famosa per le sue torri e il suo bellissimo centro medievale (tenete presente però che San Gimignano richiede almeno 3-4 ore per una visita completa, viaggio escluso). Se preferite qualcosa di rilassante, a 12 km da Siena ci sono le Terme di Rapolano: potreste trascorrere il pomeriggio a mollo nelle piscine termali tra acqua calda e idromassaggi, un toccasana per recuperare le energie dopo tanti giorni di camminate (le terme Antica Querciolaia o San Giovanni accettano ingressi giornalieri). L’importante è aver assaporato sia la Siena cittadina sia la campagna che la circonda, per avere un quadro completo della bellezza di questa zona. Con cinque giornate a disposizione, avrete vissuto intensamente il connubio tra città e campagna senese, portando a casa un ricco bagaglio di ricordi toscani indimenticabili.

(Nota: gli itinerari proposti sono flessibili e vanno adattati in base alla stagione, agli orari di apertura dei siti e ai vostri ritmi di viaggio. Prima di partire, informatevi sempre sugli orari aggiornati di musei, abbazie e altri luoghi, e ricordate di prenotare con anticipo eventuali degustazioni o esperienze per assicurarvi disponibilità.)

Dove mangiare a San Giovanni d’Asso: ristoranti consigliati

Dopo tanta cultura e natura, parliamo di cibo! La cucina delle Crete Senesi e della Val d’Orcia è ricca di sapori genuini: pasta fatta a mano (pici, pappardelle), carni di cinta senese e cinghiale, formaggi pecorini stagionati e – quando è stagione – il prezioso tartufo bianco ad impreziosire molti piatti. A San Giovanni d’Asso, pur essendo un borgo minuscolo, esistono un paio di valide opzioni per gustare la cucina locale. Ecco alcuni ristoranti e trattorie consigliati nel paese e nei suoi immediati dintorni:

RistoranteCaratteristicheIndirizzo (San Giovanni d’Asso)
La Locanda del CastelloElegante ristorante ospitato in un edificio storico vicino al castello. Propone cucina toscana creativa e piatti stagionali al tartufo. Ambiente raffinato ma accogliente, ideale per una cena romantica o per assaggiare il meglio dei prodotti locali (vini Orcia DOC, chianina, tartufo in autunno).Piazza Vittorio Emanuele II, 4
Osteria delle CreteTipica osteria dall’atmosfera rustica, famosa per i suoi piatti a base di tartufo. Il menù varia in base alla stagione: da provare i tagliolini al tartufo bianco (in autunno) o la tagliata con scaglie di tartufo. Offre anche specialità senesi come i pinci (pici) al ragù di cinghiale e antipasti con salumi di cinta e pecorini locali. Ottimo rapporto qualità-prezzo, personale cordiale.Via XX Settembre, 22
Il Pelo Nell’UovoPiccolo ristorante a conduzione familiare appena fuori dal borgo, apprezzato per la cucina toscana casalinga rivisitata con creatività. Menù limitato ma curato, con ingredienti del territorio a km 0. Ambiente informale e pochi coperti: meglio prenotare in alta stagione. Ideale per chi cerca un’esperienza gastronomica genuina in un clima conviviale.Località Montisi / SP14 (nei pressi di Montisi)
Locanda di VergelleSituata nella frazione di Vergelle (circa 10 km), è un agriturismo con ristorante immerso nel verde. Propone piatti della tradizione contadina: pasta fresca fatta in casa, carni alla brace, funghi e tartufi in stagione. La locanda produce anche formaggi pecorini propri. Ottima scelta per un pranzo all’aperto in campagna o una cena rustica con prodotti a metro zero.Fraz. Vergelle, 11

Tenete presente che negli agriturismi e trattorie di campagna spesso non si mangia con orario continuato: il pranzo viene servito indicativamente tra le 12:30 e le 14:00 e la cena dalle 19:30 alle 21:30. È buona norma prenotare in anticipo, soprattutto se visitate in periodi di eventi (come i weekend della mostra del tartufo) quando l’affluenza aumenta. Fuori stagione, alcuni locali potrebbero osservare un giorno di chiusura settimanale (ad es. il martedì o mercoledì). Chiedete pure consiglio allo staff dell’Hotel Minerva, che sarà aggiornato sui migliori posti dove mangiare sia a Siena che nei dintorni, e potrà eventualmente aiutarvi a riservare un tavolo.

Domande frequenti (FAQ)

D: Qual è il periodo migliore per visitare San Giovanni d’Asso?
R: Dipende dai vostri interessi. Se il vostro obiettivo principale è il tartufo bianco, allora il periodo clou è sicuramente l’autunno, in particolare la prima metà di novembre, quando si tiene la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e si respira nel borgo un’atmosfera festosa (tenete però conto che nei weekend dell’evento c’è molta folla). In autunno inoltrato inoltre le campagne offrono colori magnifici e c’è la vendemmia/vinificazione in zona Montalcino. La primavera (aprile-maggio) è altrettanto consigliata: il clima è mite, le colline delle Crete Senesi sono verdi e punteggiate di fiori, e ci sono meno turisti in giro – ideale per fotografare i paesaggi e godersi il silenzio. L’estate può essere calda e secca; San Giovanni d’Asso è comunque meno affollata di altre mete più note, ma il paesaggio in estate diventa brullo e dorato (cosa che ha un suo fascino “arsurato” dal sole). Inoltre tra luglio e agosto Siena e dintorni ospitano molti eventi (il Palio di Siena il 2 luglio e 16 agosto, sagre nei paesi) quindi potreste combinare la visita ad alcuni eventi folcloristici. L’inverno è bassa stagione: il clima può essere freddo e piovoso, e alcune strutture ricettive o attrazioni potrebbero fare pausa; tuttavia, se il meteo tiene, i mesi di dicembre e inizio gennaio offrono suggestioni particolari (Siena a Natale è splendida, e nelle Crete Senesi potreste trovare paesaggi quasi surreali con la brina). In sintesi, primavera e autunno restano i periodi ideali per clima e colori – con novembre top per i tartufi – ma ogni stagione ha il suo perché.

D: Vale la pena partecipare alla Mostra Mercato del Tartufo Bianco?
R: Assolutamente sì, se amate l’enogastronomia! Durante i due fine settimana della mostra (generalmente a metà novembre) San Giovanni d’Asso si anima come non mai. Troverete stand dove assaggiare non solo tartufo ma anche formaggi, salumi, mieli e altri prodotti toscani; ristoranti e stand proporranno menù speciali a tema tartufo; ci sono iniziative come degustazioni guidate, dimostrazioni di cerca del tartufo nei boschetti vicini (prenotabili tramite la Pro Loco – esperienza consigliatissima per vedere i cani da tartufo in azione) e mercatini dell’artigianato locale. Inoltre spesso arriva il Treno Natura a vapore da Siena proprio in occasione della festa , aggiungendo un tocco di fascino vintage al viaggio. Naturalmente, essendo un evento popolare, preparatevi anche alla folla: parcheggiare può richiedere pazienza (vengono predisposte aree apposite fuori dal paese) e i prezzi del tartufo fresco sono alti (il tartufo bianco è un prodotto di lusso, il cui prezzo varia ogni anno ma può superare i 3.000 € al chilo per gli esemplari migliori). Ma anche senza comprare tartufo, partecipare alla sagra vi permetterà di immergervi nella cultura locale e nei suoi sapori unici. Se invece non siete particolarmente interessati al tartufo, potreste preferire visitare il borgo in un periodo più tranquillo per apprezzarne la quiete – ma a nostro avviso l’evento del tartufo è un valore aggiunto da cogliere se ne avete l’opportunità.

D: Quanto tempo ci vuole per visitare San Giovanni d’Asso?
R: Il paese in sé è molto piccolo: per vedere le attrazioni principali (castello/museo, chiese, Bosco della Ragnaia) può bastare mezza giornata ben organizzata. Ad esempio, arrivando in mattinata, potete visitare il Museo del Tartufo e il castello in un’oretta, dare un’occhiata alla pieve e alla chiesa della Misericordia, fare una passeggiata fino al Bosco della Ragnaia (calcolate circa 30-40 minuti tra andare e tornare più il tempo di girare nel parco) e pranzare con calma. In totale, 4-5 ore possono essere sufficienti. Detto ciò, consigliamo di non fare tutto di corsa: parte del piacere qui è anche godersi la lentezza, fermarsi a contemplare il panorama, scambiare due chiacchiere con i locali se capita. Se poi partecipate a un’attività come la cerca del tartufo o una degustazione in fattoria, ovviamente il tempo si allunga. In ogni caso, San Giovanni d’Asso è perfetto come escursione di una giornata da Siena includendo anche altro (ad esempio l’Abbazia di Monte Oliveto o Montalcino) per riempire bene la giornata.

D: La zona è adatta a famiglie con bambini?
R: Sì, può esserlo, con qualche accorgimento. I bambini apprezzeranno spazi come il Bosco della Ragnaia, dove possono correre liberamente e scoprire le curiose installazioni (sarà un po’ come una caccia al tesoro nel bosco!). Anche il Museo del Tartufo, pur essendo piccolo e in gran parte testuale, ha alcune postazioni interattive/sensoriali che possono incuriosire i più giovani (ad esempio provare a riconoscere vari profumi legati al tartufo). Il borgo è tranquillo e senza traffico, quindi i bimbi possono muoversi abbastanza liberamente sotto l’occhio dei genitori. Tenete presente che i passeggini potrebbero fare un po’ di fatica sui vicoli in pendenza e acciottolati; meglio eventualmente avere con sé anche un marsupio/zainetto per i più piccini. Se i vostri figli sono un po’ più grandi e avventurosi, la zona si presta a piccole esplorazioni nella natura (potete fare un breve sentiero nelle crete, attenzione solo al sole d’estate perché picchia forte e c’è poca ombra). Nei dintorni, a circa mezz’ora d’auto, ci sono anche attrazioni family-friendly: ad esempio il Parco Avventura Saltalbero (tra Rapolano e Asciano) con percorsi sugli alberi, oppure le piscine termali di Rapolano (alcune con aree adatte ai bambini). Insomma, con le dovute pause e attività mirate, un viaggio nel Senese può essere piacevole anche per i più piccoli.

D: Dove posso acquistare prodotti tipici (vino, olio, tartufo, formaggi) in zona?
R: Se volete portarvi a casa un pezzo di Toscana, avete diverse possibilità. A San Giovanni d’Asso c’è un piccolo ufficio turistico/Pro Loco (di solito aperto nei weekend e durante gli eventi) che talvolta vende prodotti locali o può indirizzarvi ai produttori della zona. Per il tartufo bianco fresco, l’acquisto migliore è durante la mostra mercato, direttamente dai cercatori/tartufai; fuori da quel periodo, potete trovare derivati del tartufo (olio al tartufo, salse, burro tartufato) nelle botteghe alimentari di Siena o Montalcino, oppure online tramite il Consorzio del Tartufo delle Crete Senesi. Per il vino Orcia DOC locale o il Brunello, molte cantine vendono direttamente: lungo la strada tra San Giovanni d’Asso e Torrenieri troverete cartelli di aziende agricole dove fermarvi per acquistare vino e olio (ad esempio nella zona di Montisi ci sono oliveti importanti). Un indirizzo comodo a Siena è il Consorzio Agrario di Siena (in centro, vicino Piazza Matteotti), che ha un grande negozio con vini di tutto il territorio, pasta artigianale, cantuccini, spezie e anche cosmetici a base di tartufo; l’Hotel Minerva ha persino delle convenzioni e buoni sconto per i suoi ospiti presso il Consorzio Agrario . Per i formaggi pecorini, potete acquistarli direttamente dai caseifici di Pienza e dintorni (molti offrono confezioni sottovuoto per il viaggio), oppure nei negozi alimentari dei paesi (anche a San Giovanni d’Asso c’è una bottega di generi vari che potrebbe avere pecorino locale). Infine, per oggetti artigianali come ceramiche dipinte a mano o terracotte, i centri migliori sono Siena, Pienza e Asciano (dove la tradizione della terracotta è antica, grazie all’argilla locale). In ogni caso, tornando dal vostro viaggio non avrete difficoltà a riempire la valigia di sapori e colori senesi!

D: È meglio alloggiare a Siena città o a San Giovanni d’Asso (campagna)?
R: Per la maggior parte dei viaggiatori, soggiornare a Siena (magari presso l’Hotel Minerva) è la scelta più pratica e ricca di opportunità. Siena offre un’ampia gamma di servizi, ristoranti, attrattive serali e collegamenti, oltre al fascino di poter fare una passeggiata notturna in Piazza del Campo dopo cena. San Giovanni d’Asso è invece un borgo minuscolo: pur avendo qualche B&B/agriturismo di charme nei dintorni, la sera il paese è molto tranquillo (non ci sono locali aperti la notte, a parte forse un bar/osteria) e con poche opzioni per cenare o uscire. Alloggiare a Siena vi permette di esplorare di giorno la campagna circostante (in autonomia con l’auto) e rientrare poi in città per rilassarvi e godervi un po’ di vita senese. Inoltre, come abbiamo visto, Siena è al centro di un territorio ricchissimo di mete: oltre a San Giovanni d’Asso, da qui in meno di un’ora si arriva in Chianti, in Val d’Orcia, a San Gimignano, perfino a Firenze. Quindi logistica e varietà giocano a favore di Siena. Nulla vieta, se amate la quiete assoluta, di pernottare una notte in agriturismo nelle Crete Senesi per vivere l’esperienza bucolica completa; ma per un viaggio equilibrato consigliamo di fare base in città e visitare i borghi (compreso San Giovanni d’Asso) con gite in giornata.

D: Posso visitare le Crete Senesi e la Val d’Orcia senza disporre di un’auto?
R: È possibile, ma bisogna organizzarsi bene e avere un po’ di pazienza. Alcune località sono collegate con mezzi pubblici (ad esempio Siena ↔ Montalcino si può fare con autobus e un cambio a Buonconvento, impiegando circa 2 ore ; Siena ↔ Pienza richiede bus fino a Buonconvento e poi un altro verso Montepulciano con fermata a Pienza). Tuttavia, i borghi più piccoli come San Giovanni d’Asso o Montisi hanno pochissimi collegamenti, spesso solo scolastici. Una soluzione può essere partecipare a tour organizzati: diverse agenzie a Siena offrono escursioni in minivan verso la Val d’Orcia (che includono Pienza, Montalcino, degustazioni di vini ecc.) o addirittura esperienze di caccia al tartufo in gruppo. In alternativa, potete noleggiare un’auto anche solo per uno o due giorni, così da esplorare in libertà – l’Hotel Minerva, con il suo parcheggio interno custodito, vi facilita anche in questo . Se amate la bicicletta, un’altra idea è noleggiare una bici o e-bike a Siena e avventurarvi sulle strade bianche delle Crete (tenendo conto che il percorso è collinare e richiede un minimo di allenamento). In sintesi, senza auto potrete comunque godervi alcune tappe principali, ma per vedere i luoghi più nascosti la macchina (o un tour guidato) resta la scelta migliore. Da segnalare infine l’iniziativa Treno Natura: alcuni weekend dell’anno (soprattutto in autunno) viene attivato un treno storico a vapore da Siena che fa tappa in vari borghi in occasione di eventi speciali, permettendo di raggiungere località come San Giovanni d’Asso, Buonconvento o Asciano in modo caratteristico.

D: È possibile partecipare a una “caccia al tartufo” da queste parti?
R: Sì, ed è un’attività molto suggestiva per gli appassionati di gastronomia e natura. Nei dintorni di San Giovanni d’Asso operano alcuni tartufai professionisti che, su prenotazione, portano piccoli gruppi nei boschi circostanti insieme ai loro cani addestrati, alla ricerca di tartufi. Queste escursioni di solito durano un paio d’ore e permettono di vedere dal vivo come il cane fiuta e scova i tartufi nel terreno. Al termine, spesso viene offerta una degustazione a base di tartufo (uova al tartufo, bruschette, pecorino tartufato ecc.). Potete chiedere all’ufficio turistico locale o direttamente in hotel: l’Hotel Minerva sarà lieto di aiutarvi a organizzare un’esperienza di caccia al tartufo presso aziende e guide di fiducia sul territorio. Tenete presente che la stagione del tartufo bianco va da settembre a dicembre, mentre quella del tartufo marzuolo (primaverile) si concentra tra febbraio e aprile: pianificate la vostra esperienza in base al periodo giusto!

D: Che differenza c’è tra Crete Senesi e Val d’Orcia?
R: Sono due aree geografiche contigue ma con caratteristiche un po’ diverse. Le Crete Senesi si trovano a sud-est di Siena e prendono il nome dall’argilla (creta in latino) presente nel suolo: i paesaggi qui sono dominati da colline brulle di colore grigio-biancastro, con calanchi e biancane (collinette di argilla erosa) che creano un effetto quasi lunare. È una bellezza “essenziale”, fatta di ampie distese spoglie punteggiate qua e là da cipressi e casolari isolati (famosa è la zona detta Deserto di Accona nei pressi di Asciano). La Val d’Orcia, invece, è la valle del fiume Orcia più a sud (verso il Monte Amiata) ed è nota per i suoi scenari da cartolina: colline verdi in primavera (o dorate in estate) punteggiate di vigneti, campi di grano e filari di cipressi allineati lungo i crinali o i vialetti d’accesso alle fattorie. Qui sorgono borghi famosi come Pienza, San Quirico d’Orcia, Montalcino – l’area è Patrimonio UNESCO proprio per l’armonia del paesaggio agrario rinascimentale. In breve, le Crete Senesi offrono un colpo d’occhio più selvaggio e “lunare”, la Val d’Orcia un panorama più classico e fertile: entrambe comunque regalano viste indimenticabili e spesso si compenetrano l’una nell’altra senza un confine netto.

D: È necessario parlare inglese o si riesce a comunicare in italiano?
R: Nel Senese la maggior parte degli operatori turistici parla inglese (in hotel, ristoranti, musei maggiori), quindi se portate con voi amici stranieri non avrete problemi. Ma se siete turisti italiani, sarete ovviamente a vostro agio: la popolazione locale parla italiano (con il loro bel accento toscano!). Nei paesini piccoli come San Giovanni d’Asso troverete un’accoglienza genuina e la gente del posto sarà felice di fare due chiacchiere nella nostra lingua, raccontandovi magari qualche aneddoto sul paese – provate a chiedere del tartufo o delle tradizioni locali, scoprirete curiosità interessanti (ad esempio, potreste farvi spiegare la differenza tra il tartufo marzuolo primaverile e il tartufo bianco invernale, o farvi raccontare delle contrade di Siena se vi incuriosisce il Palio). All’Hotel Minerva, essendo abituati a clientela internazionale, parlano più lingue, ma se siete italiani vi sentirete come a casa, accolti con calore senza alcuna barriera linguistica.

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