Introduzione
Un tour in moto nel Chianti è molto più di una semplice gita: è un viaggio nel cuore della Toscana, tra colline ondulate punteggiate da infiniti filari di vigneti e oliveti, borghi medievali intatti e antichi castelli. Questa regione, incastonata tra Firenze e Siena, sembra fatta apposta per essere esplorata su due ruote: le strade sono un susseguirsi di curve armoniose, l’asfalto è generalmente ben tenuto e ad ogni svolta si apre un paesaggio mozzafiato . Percorrere queste strade al mattino, con il sole che accarezza i vigneti e la leggera foschia che si alza dai campi, significa immergersi in un’atmosfera magica. Il profumo della terra e delle viti accompagna il motociclista, mentre i panorami si alternano tra vallate verdeggianti e colline sormontate da cipressi e casolari in pietra. Non c’è da stupirsi se l’itinerario del Chianti è considerato uno dei più amati dai motociclisti italiani e internazionali : qui il piacere della guida si sposa con l’eccellenza enogastronomica e la bellezza storica dei luoghi.
In questo guida dettagliata scopriremo come pianificare al meglio un tour in moto tra i vigneti del Chianti, rivolgendoci a motociclisti esperti che cercano sia il divertimento di guida sulle strade toscane, sia l’arricchimento culturale e gastronomico offerto da questa terra generosa. Partiremo da Siena – città gioiello medievale – scegliendo l’Hotel Minerva come base ideale per l’esplorazione. Da qui, andremo alla scoperta dei borghi più affascinanti del Chianti Classico (come Radda, Greve e Castellina in Chianti), delineeremo vari itinerari tra cui scegliere, e forniremo consigli pratici su tempi di percorrenza, difficoltà dei percorsi e soste imperdibili. Troverai inoltre domande e risposte frequenti alla fine, per risolvere ogni dubbio, e utili tabelle riepilogative con distanze, livelli di difficoltà e suggerimenti gastronomici lungo il tragitto.
Preparati dunque ad allacciare il casco e partire: il Chiantishire – come lo chiamano affettuosamente gli stranieri – ti aspetta con le sue strade da sogno, i vigneti ordinati, le cantine storiche e una calorosa accoglienza toscana. Ogni curva racchiude una nuova scoperta, ogni sosta è l’occasione per assaporare un vino pregiato o un piatto tipico. Andare in moto tra i vigneti del Chianti significa vivere un’esperienza di libertà totale, dove il viaggio stesso diventa la meta.
Perché scegliere Siena e l’Hotel Minerva come base
Iniziare un tour del Chianti da Siena offre diversi vantaggi. Siena si trova infatti sul margine meridionale dell’area del Chianti Classico, rendendo facile raggiungere in moto tutti i punti di interesse della regione. Inoltre è una città ricca di storia, arte e tradizioni: vale la pena dedicarle tempo, magari prima o dopo il tour motociclistico, per visitare Piazza del Campo, il Duomo e gli altri tesori del suo centro medievale (Patrimonio UNESCO). Soggiornare a Siena consente quindi di combinare il piacere della guida in campagna con la scoperta di una delle città più belle d’Italia.
In particolare, l’Hotel Minerva di Siena si presenta come punto di partenza ideale per i motociclisti che vogliono esplorare il Chianti. La struttura gode di una posizione strategica: è situata all’interno della cinta muraria medievale ma appena fuori dalla zona a traffico limitato, quindi facilmente raggiungibile in moto o auto senza problemi di permessi . L’hotel dispone di un parcheggio privato coperto e videosorvegliato, dove potrai lasciare la moto in tutta sicurezza durante la notte . Questo è un servizio fondamentale per chi viaggia su due ruote, poiché garantisce tranquillità sapendo che la moto è al riparo e al sicuro mentre ti godi la serata in città.








Una volta parcheggiata la moto, ti accorgerai che a Siena non avrai quasi più bisogno di usarla per gli spostamenti urbani: l’Hotel Minerva si trova a pochi passi (circa 15 minuti a piedi) da Piazza del Campo e dalle principali attrazioni del centro storico . Ciò significa che potrai visitare Siena comodamente a piedi, tornando magari in hotel per una pausa rinfrescante nel pomeriggio e uscire di nuovo la sera per un gelato in Piazza del Campo, senza stress . Allo stesso tempo, la facilità di accesso e l’adiacente via di circonvallazione rendono l’hotel un’ottima base per esplorare i dintorni: in meno di un’ora di viaggio si possono raggiungere Firenze, borghi incantati come San Gimignano e Monteriggioni, nonché i paesaggi da cartolina della Val d’Orcia (Pienza, Montalcino) . In poche parole, da Siena si ha la Toscana a portata di mano.
Dal punto di vista dei servizi dedicati ai motociclisti, l’Hotel Minerva non delude: oltre al già citato garage custodito, lo staff dell’hotel è disponibile a fornire mappe, informazioni e suggerimenti sugli itinerari migliori da percorrere in moto . Il personale conosce bene il territorio senese e chiantigiano, e saprà indicarti strade panoramiche, soste interessanti e magari qualche “dritta” da locale (come la trattoria imperdibile in un certo paese, o il punto panoramico nascosto appena fuori dal percorso principale). L’hotel offre anche un’abbondante colazione a buffet, ideale per fare il pieno di energie prima di montare in sella: troverai prodotti tipici toscani, dolci artigianali, frutta fresca e molto altro. Nella bella stagione si può fare colazione all’aperto nel giardino panoramico, godendosi la vista sui tetti di Siena mentre il sole del mattino scalda dolcemente l’aria . Un ottimo modo per iniziare la giornata di viaggio! E dopo una lunga giornata in moto, potrai rilassarti nell’accogliente sala lounge o sorseggiare un calice di Chianti al bar interno, ripensando alle curve affrontate e alle bellezze viste.
In sintesi, scegliere Siena e l’Hotel Minerva come base ti permette di unire comodità e atmosfera: la sera puoi vivere la magia di Siena, mentre di giorno parti alla conquista delle strade del Chianti. Avrai un “campo base” centrale dove tornare, con tutti i comfort necessari e un personale pronto a coccolarti (magari con qualche storia locale o organizzandoti una degustazione in una cantina su richiesta ). Per un motociclista, questa combinazione di cultura, piacere di guida e buon vivere toscano è semplicemente perfetta.
Pianificazione del viaggio in moto nel Chianti
Organizzare al meglio un tour motociclistico nel Chianti richiede di considerare alcuni aspetti chiave: periodo dell’anno, durata dell’itinerario, preparazione della moto e dell’equipaggiamento, e naturalmente un po’ di buon senso su strada. Vediamo passo passo come pianificare un viaggio indimenticabile e in sicurezza.
Qual è il periodo migliore per un tour in moto nel Chianti?
Il Chianti offre scenari splendidi in ogni stagione, ma i periodi migliori per un tour in moto sono senza dubbio la primavera e l’autunno. In aprile, maggio e giugno la campagna toscana esplode di colori: le vigne iniziano a verdeggiare, i campi sono punteggiati di fiori selvatici e il clima è mite, con giornate già lunghe ma temperature mai torride. Anche settembre e ottobre sono mesi ideali: le vigne si tingono di sfumature rosso-arancioni, è tempo di vendemmia (l’aria profuma di mosto!) e le temperature autunnali, ancora piacevoli, permettono di godersi la moto senza il caldo estivo. In queste stagioni intermedie, inoltre, c’è generalmente meno traffico turistico rispetto a luglio-agosto, soprattutto nei borghi, il che rende l’esperienza di guida più fluida e rilassante.
L’estate (luglio e agosto) è anch’essa un periodo gettonato – complice le ferie – e certamente offre giornate lunghe e cieli tersi. Tuttavia il caldo estivo in Toscana può essere intenso: nelle ore centrali si superano spesso i 30°C. Se pianifichi un tour in piena estate, il consiglio è di evitare le ore più calde della giornata, partendo presto al mattino e prevedendo una lunga pausa a metà giornata, magari all’ombra di una piazza alberata gustando un gelato o un pranzo leggero . Molti borghi del Chianti, come Greve o Radda, offrono enoteche, ristoranti e gelaterie con tavolini all’aperto dove potersi rinfrescare durante le ore di punta. La sera poi l’aria ridiventa piacevole e si può tornare a guidare con il sole al tramonto che dipinge le colline d’oro. L’inverno infine, pur essendo la stagione meno favorevole per la moto, regala giornate limpide e colori nitidi dopo le piogge; occorre però fare i conti con temperature più rigide, specialmente al mattino presto e dopo il tramonto, e con le ore di luce ridotte (a dicembre solo 8-9 ore di luce). In inverno è fondamentale indossare un abbigliamento tecnico adatto al freddo e prestare attenzione all’eventuale presenza di fondi umidi o foglie secche sulle strade collinari.
Quanto tempo dedicare all’itinerario?
Il Chianti si presta sia a escursioni in giornata sia a itinerari più diluiti su due o più giorni. Se hai un solo giorno a disposizione, potrai comunque coprire un percorso ad anello soddisfacente – ad esempio Siena–Radda–Greve–Castellina–Siena – per un totale di circa 100-120 km. È una distanza modesta per un motociclista esperto, ma considera che vorrai fermarti spesso: per scattare foto, visitare un borgo, fare una degustazione o semplicemente ammirare il panorama. Un itinerario giornaliero tipico nel Chianti può richiedere 5-6 ore complessive, suddivise tra guida e soste. Partendo ad esempio verso le 9 del mattino e rientrando nel tardo pomeriggio, avrai modo di includere anche un pranzo con calma in una trattoria locale.
Se invece puoi fermarti due giorni (magari facendo base fissa a Siena entrambe le notti), l’esperienza sarà ancora più ricca: potrai dedicare un giorno alla zona del Chianti Classico occidentale (verso Castellina, Panzano e Greve) e un giorno a quella orientale (Radda, Gaiole, Castello di Brolio, ecc.), esplorando con più calma anche strade secondarie e borghi minori. In due giorni potresti includere anche qualche deviazione “extra Chianti”, ad esempio spingerti fino a San Gimignano o alle Crete Senesi (a sud di Siena) se le hai nel radar, oppure partecipare a una visita guidata in cantina senza fretta. Per i veri appassionati, un tour di tre o più giorni permetterebbe addirittura di abbracciare anche la vicina Val d’Orcia o la zona del Brunello di Montalcino, creando un itinerario toscano dei vini davvero completo – ma si va oltre il classico Chianti.
In generale, il consiglio è di non correre attraverso troppi luoghi in poco tempo. Meglio vedere qualcosa in meno, ma gustarsi ogni tappa. Il Chianti invita alla lentezza: parcheggiare la moto e passeggiare 10 minuti nel borgo, sedersi in enoteca a degustare un calice (con moderazione se devi ripartire!) o chiacchierare con il produttore locale. Un itinerario ben pianificato deve prevedere queste pause. Dunque, calibra le distanze giornaliere in base al tuo stile: c’è chi ama macinare chilometri su chilometri, e chi preferisce percorrere meno strada ma fare più esperienza locale. In fondo sei in vacanza: non c’è niente da dimostrare in termini di performance, goditi il viaggio al tuo ritmo.
Come preparo moto ed equipaggiamento?
Un motociclista esperto sa bene quanto sia importante partire con mezzo ed equipaggiamento in ordine. Prima di intraprendere il tour del Chianti, assicurati che la tua moto sia in piena efficienza: controllo di routine a gomme, freni, olio e liquido refrigerante. Le strade collinari del Chianti, pur essendo asfaltate, mettono alla prova gli pneumatici con continue curve: verifica che il battistrada sia in buono stato e la pressione corretta. Un rapido check a luci e indicatori di direzione è sempre buona norma. Porta con te un piccolo kit di attrezzi ed emergenza (leatherman o attrezzi base, fascette, nastro americano, kit ripara-gomme se tubeless): probabilmente non servirà, ma meglio averlo. Nella maggior parte dei borghi troverai comunque un meccanico o una stazione di servizio in caso di piccoli problemi, data l’indole turistica e agricola della zona (dove i trattori e mezzi devono essere manutenuti).
Per quanto riguarda l’abbigliamento tecnico, adatta il guardaroba alla stagione: in estate privilegia capi traspiranti e leggeri (giacche con pannelli ventilati, guanti estivi traforati, casco con visiera parasole). Non dimenticare mai la protezione solare sulle parti esposte, anche quando guidi – il sole toscano sa essere intenso e ci si può scottare braccia e nuca nelle ore centrali . In primavera e autunno, veste “a cipolla”: al mattino presto e dopo il tramonto può fare fresco, mentre a mezzogiorno si sta bene in maniche leggere. Una giacca con imbottitura removibile o un gilet antivento da infilare all’occorrenza sono ottimi alleati. L’antipioggia è sempre consigliato portarlo dietro: i temporali improvvisi possono capitare, specie a fine estate. Anche se il viaggio è breve, avere con sé una tuta antipioggia o almeno copri-giacca e copri-pantaloni ti salverà dall’arrivare fradicio in hotel se il meteo fa i capricci. Ovviamente, casco integrale o modulare ben allacciato e omologato (obbligatorio per legge), guanti con protezioni (anch’essi obbligatori in Italia alla guida di moto), stivali o scarpe tecniche e pantaloni con protezioni: la sicurezza prima di tutto.
Un ultimo consiglio: idratazione. In moto non ci si accorge di sudare col vento addosso, ma si perde molta acqua. Porta una borraccia termica con acqua fresca nello zaino o in valigia, oppure una sacca idrica da moto se la usi, e ricordati di bere regolarmente durante le soste . Puoi integrare con bevande isotoniche se fa molto caldo. Mantieniti leggero a pranzo (troppa ribollita e pici al ragù a mezzogiorno potrebbero indurirti la digestione sulla moto!) e piuttosto concediti un’ottima cena tipica la sera al rientro. Viaggiare lucidi e in forma ti farà godere appieno l’esperienza.
Le strade del Chianti: difficoltà e consigli di guida
Le strade che attraversano il Chianti sono famose per essere tra le più panoramiche d’Italia, ma come sono dal punto di vista di chi guida? In generale, parliamo di strade collinari secondarie, a carreggiata non ampissima, con molte curve e saliscendi. La principale arteria è la SR222 Chiantigiana, che collega Firenze e Siena passando per Greve, Panzano, Castellina (in pratica, taglia tutto il Chianti Classico da nord a sud). La Chiantigiana è una strada asfaltata ben tenuta e sufficientemente larga per transitare in sicurezza; le curve sono dolci e ben disegnate, il che la rende perfetta per una guida divertente ma non eccessivamente tecnica . Anche un motociclista di esperienza intermedia può affrontarla senza troppi pensieri, purché con la dovuta prudenza. Le velocità medie restano contenute per via dei centri abitati e delle curve: questo non è certo un tracciato da alta velocità, né va interpretato come tale. Anzi, il piacere sta nel guidare rotondi, godendosi ogni piega ammirando il paesaggio. Come ricorda qualcuno, il Chianti non è una pista, ma un luogo dell’anima: diffida da chi lo percorre in moto come fosse un circuito da GP . Purtroppo qualche “pilota” fuori luogo può capitare nel weekend – meglio lasciarlo sorpassare e proseguire col proprio passo, senza farsi coinvolgere.
Accanto alla SR222, esistono altre provinciali e comunali che formano anelli e deviazioni interessanti: ad esempio la SP2 “bis” (detta anche SP408 in alcuni tratti) che collega Radda, Gaiole e si innesta poi verso Siena; oppure la SP16 che porta al Castello di Brolio ; o ancora la SP101 per il borgo di Volpaia . Queste strade minori sono un po’ più strette e con curve talvolta più secche, ma nulla di particolarmente difficile per un motociclista esperto. Occorre solo prestare attenzione a eventuali tratti ombreggiati dove l’umidità può rendere l’asfalto scivoloso (soprattutto al mattino presto o dopo una pioggia) e tenere conto che in piena estate, nelle ore calde, l’asfalto può “smollare” leggermente riducendo il grip.
In termini di difficoltà, possiamo classificare i percorsi del Chianti come di livello medio: non ci sono passi di montagna elevati né tornanti a gomito in quota, ma la guida richiede comunque concentrazione continua per via delle molte curve e delle possibili interferenze (turisti in bici, trattori agricoli, gruppi di auto che procedono lentamente godendosi la vista). Se sei alle prime armi in moto, potresti trovare impegnativo fare 100 km di curve in un giorno – in tal caso valuta di fare pause frequenti e non strafare; ma se hai già un po’ di esperienza su strade tortuose, troverai il Chianti un puro piacere. Motociclisti esperti, abituati magari a passi alpini, non avranno alcuna difficoltà tecnica qui, ma comunque non ci si annoia: le curve “armoniche” del Chianti invitano a pennellare traiettorie con gusto.
Un accorgimento fondamentale: prudenza nei centri abitati e alle intersezioni. I borghi hanno limite 50 km/h (spesso anche 30 in centro storico) e vanno rispettati tassativamente sia per sicurezza dei pedoni, sia perché spesso ci sono autovelox o controlli (es. entrando e uscendo da Greve, da Castellina, ecc., occhio ai limiti indicati). Fuori dai centri, il limite sulle regionali e provinciali è generalmente 90 km/h, ma raramente avrai occasione di toccarli data la natura della strada. Sul percorso incontrerai tanti ciclisti su strada, soprattutto in primavera/estate: la zona è meta di turismo ciclistico internazionale. Sorpassali con cautela, nei punti con buona visibilità e spazio, e tieni conto che in alcuni tratti potresti trovarti dietro gruppetti per qualche minuto se non c’è modo sicuro di superarli subito. Va messo in conto e fa parte del “traffico” locale. Tolleranza e pazienza eviteranno rischi inutili.
Presta attenzione anche alla fauna selvatica: il Chianti è in gran parte campagna e boschi, capita di vedere caprioli, fagiani o (più raramente) cinghiali. Di giorno difficilmente attraversano la strada, ma nelle ore del tramonto o all’alba il rischio aumenta. Se percorri tratti boscati sul finire del giorno, riduci la velocità e amplia il raggio di attenzione – è raro ma non impossibile vedersi spuntare un animale all’improvviso. In generale, guidando col casco integrale, tieni orecchio e occhio ben aperti: goditi il panorama con giudizio, fermandoti nei punti panoramici per ammirare il paesaggio invece di distrarti troppo in movimento. Seguendo queste accortezze, guidare nel Chianti sarà un’esperienza esaltante e sicura al tempo stesso.
Itinerari in moto tra i vigneti del Chianti
Passiamo ora agli itinerari consigliati. La bellezza del Chianti è che si presta a vari percorsi ad anello, combinando le località principali secondo tragitti diversi. Proporremo qui due itinerari classici, adatti a chi parte da Siena e vuole scoprire il meglio del Chianti Classico in moto. Il primo è un anello meridionale che tocca borghi come Castellina, Radda e Gaiole, ed è relativamente breve ma ricchissimo di spunti paesaggistici e storici (inclusa la visita a un famoso castello e vigneto). Il secondo è un anello più ampio che spinge fino a Greve in Chianti, la “porta nord” del Chianti, percorrendo interamente la strada Chiantigiana e rientrando poi verso Siena passando nuovamente per Radda. Entrambi possono essere completati in giornata con partenza e arrivo a Siena. Nella tabella seguente abbiamo riassunto le caratteristiche di ciascun itinerario:
| Itinerario (Tappe principali) | Distanza totale | Difficoltà | Consigli gastronomici |
|---|---|---|---|
| Anello dei borghi classici: Siena – Castellina – Radda – Gaiole – Castelnuovo B.ga – Siena | ~80 km | Medio (curve collinari, asfalto buono) | Degustazione di Chianti Classico al Castello di Brolio; pranzo leggero a Radda (es. pappardelle al cinghiale e bicchiere di Chianti) |
| Chiantigiana completa: Siena – Castellina – Panzano – Greve – Radda – Siena | ~120 km | Medio (lunghezza maggiore, più traffico in alta stagione) | Sosta a Greve per assaggiare i salumi dell’Antica Macelleria Falorni; gelato artigianale a Castellina; cena di rientro a Siena con bistecca alla fiorentina |
(Legenda: Castelnuovo B.ga = Castelnuovo Berardenga, comune a sud-est del Chianti Classico dove si transita rientrando a Siena)
Come si nota, la differenza principale è che il secondo itinerario include il tratto fino a Greve in Chianti, più a nord, richiedendo un po’ di chilometraggio extra; il primo invece resta più concentrato nella zona a sud di Radda, includendo un passaggio panoramico per Castelnuovo Berardenga al ritorno. Nulla vieta, ovviamente, di personalizzare il percorso unendo le tappe preferite: ad esempio un motociclista molto attivo potrebbe in un solo giorno toccare tutti questi luoghi (Siena–Greve–Radda–Gaiole–Siena), percorrendo circa 140 km. Ma qui li presentiamo separatamente per gustarli al meglio.
Di seguito, descriviamo in dettaglio i due itinerari consigliati, con indicazione delle strade da seguire, delle attrazioni da non perdere in ogni tappa e qualche curiosità lungo la strada.
Itinerario 1: Anello dei borghi classici (Castellina – Radda – Gaiole – Brolio)
Partenza da Siena: uscendo dal centro di Siena dirigiamo la moto verso nord seguendo le indicazioni per la SR222 Chiantigiana in direzione Castellina in Chianti. Appena lasciata la città, dopo pochi chilometri, il paesaggio urbano cede il passo alle colline. La strada inizia a salire dolcemente e già ti ritrovi immerso nel verde: qua e là qualche casolare, filari di cipressi che indicano poderi isolati, e soprattutto vigneti. In circa 20-25 minuti (circa 20 km da Siena) si raggiunge Castellina in Chianti, primo vero borgo del Chianti che incontriamo, posto in posizione strategica su un poggio. Vale la pena parcheggiare la moto appena fuori dalle mura (ci sono parcheggi segnalati) ed entrare a piedi nel centro storico di Castellina. Qui troverai un paese incantevole, con una via principale fiancheggiata da enoteche, botteghe e gelaterie. Da non perdere la Rocca medievale con la torre panoramica (salendoci si gode di una vista a 360° sui vigneti circostanti) e la particolarissima Via delle Volte, un passaggio pedonale coperto sotto le antiche arcate delle mura, oggi punteggiato di negozietti di prodotti tipici e artigianato. Castellina è anche sede di un piccolo museo archeologico del Chianti, a testimonianza che queste colline erano coltivate a vite già in epoca etrusca! Se è ora di metà mattina, questo è un ottimo luogo per una sosta caffè o – perché no – un primo assaggio enologico: lungo Via Ferruccio ci sono storiche enoteche dove degustare un calice di Chianti Classico. Curiosità: cerca nella piazzetta centrale il monumento al Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico, spesso fotografato dai turisti. Ti ricorderà la famosa leggenda secondo cui un tempo il confine tra Firenze e Siena fu deciso grazie a una gara tra cavalieri al canto del gallo: il furbo gallo nero fiorentino cantò prima dell’alba perché tenuto a digiuno, consentendo al cavaliere di Firenze di partire in anticipo e conquistare quasi tutto il territorio del Chianti, lasciando ai senesi solo le briciole (si incontrarono a 12 km da Siena) . Ancora oggi il Gallo Nero campeggia sulle bottiglie di Chianti Classico DOCG prodotte in questa zona.
Rimontati in sella, da Castellina proseguiamo sull’agile SP51 in direzione Radda in Chianti (la strada è ben indicata). Questo tratto è breve (circa 11 km), ma veramente piacevole: si attraversano vigneti rinomati e colline boschive. Tenete la GoPro accesa perché i panorami meritano. Arrivando a Radda, noterete subito il profilo raccolto di questo borgo, cinto da mura e adagiato su un crinale. Radda in Chianti fu in passato la capitale della Lega del Chianti (instituita da Firenze nel 1384) insieme a Castellina e Gaiole , ed è forse il paese che più conserva l’aspetto di piccolo borgo medievale fuori dal tempo. Parcheggiate all’ingresso (anche qui presenti parcheggi per moto) e fate quattro passi nel centro: stretti vicoli in pietra, case in pietra con persiane verdi, botteghe di artigiani del cuoio e ovviamente enoteche e wine bar accoglienti. Da vedere c’è il Palazzo del Podestà, con la facciata decorata dagli stemmi in terracotta dei vari podestà che governarono Radda nel Medioevo. La piazzetta principale ospita spesso mercatini o fiere del vino (a giugno ad esempio si tiene “Radda nel Bicchiere”, evento di degustazione diffusa). Se non lo avete già fatto a Castellina, questo è un ottimo luogo per il pranzo: le opzioni vanno dalla tipica trattoria toscana dove ordinare pappardelle al sugo di cinghiale e un bicchiere di Chianti, a paninerie che farciscono sul momento schiacciate con salumi locali (finocchiona, soprassata, prosciutto toscano). Mangiare all’aperto, godendosi l’atmosfera tranquilla del borgo, è un piacere impagabile.
Da Radda possiamo scegliere di fare una piccola deviazione panoramica prima di dirigerci verso Gaiole. Ad esempio, salire in pochi chilometri a nord-est fino al minuscolo borgo di Volpaia (indicazioni per SP72): è un’antica fattoria fortificata, oggi celebre azienda vinicola, dove sembra che il tempo si sia fermato al Rinascimento. Le stradine acciottolate e le torri in pietra di Volpaia meritano uno sguardo, e dalla terrazza del paesino si domina tutta la valle sottostante – un panorama che rimane nel cuore. Tornati verso Radda, scendiamo ora lungo la SP2bis verso Gaiole in Chianti. Il tragitto Radda–Gaiole (circa 10 km) è piacevolissimo: si scende di quota attraversando boschi e costeggiando filari ordinati di viti. Prima di entrare a Gaiole, sulla destra troverete le indicazioni per Badia a Coltibuono: un’antica abbazia cistercense trasformata in fattoria e cantina, con bellissimi giardini. Anche questa può essere una mini-deviazione interessante per gli appassionati di storia e vino, ma se il tempo stringe proseguiamo verso Gaiole.
Gaiole in Chianti si presenta più come un centro allungato lungo la strada principale che come un borgo murato. È meno scenografica di Radda o Castellina, ma è molto importante nella geografia del Chianti: qui infatti sorgono alcune delle più prestigiose tenute vitivinicole e castelli della zona. Una sosta consigliata a Gaiole è per visitare il vicino Castello di Meleto (a pochi km fuori dal paese): un castello medievale fortificato, oggi sede di un’azienda agricola, che offre tour delle cantine e splendidi giardini dove è stata collocata persino una “big bench” gigante per foto panoramiche . Assaggiare i vini di Castello di Meleto nella loro enoteca interna può essere una bella esperienza (ricordando sempre di guidare con moderazione: eventualmente acquistate le bottiglie per gustarle a fine giornata). Tornati sulla strada, proseguendo pochi minuti oltre Gaiole troviamo un luogo iconico: il Castello di Brolio. Si raggiunge seguendo le indicazioni per la località Madonna a Brolio/SP484, inerpicandosi su una stradina fiancheggiata da cipressi (la famosa cipressaia di San Gusmè si trova in questa zona, regalando la classica vista da cartolina della stradina bianca fiancheggiata da cipressi ). Il Castello di Brolio, proprietà della famiglia Ricasoli fin dal XII secolo, domina su un colle circondato da un immenso vigneto. È visitabile (giardini, museo e anche gli interni in alcuni periodi) e soprattutto è la culla storica del Chianti: fu il barone Bettino Ricasoli, detto il “Barone di Ferro”, che qui nell’Ottocento codificò la ricetta del vino Chianti (allora con uve Sangiovese, Canaiolo e Malvasia). La terrazza del castello offre uno dei panorami più belli di tutto il Chianti, con vista che spazia fino a Siena in lontananza. Consiglio: al Castello di Brolio c’è un’enoteca Osteria dove, se avete tempo, potete fare una degustazione guidata dei vini dell’azienda, incluso il celebre Chianti Classico Riserva “Brolio”. Oppure semplicemente godetevi una passeggiata sui bastioni del castello ammirando i filari geometrici di viti ai suoi piedi.
Dopo Brolio, inizia la via del rientro verso Siena. Scendendo dal castello riprendiamo la SP408 “di Montevarchi”, anche chiamata “Strada del Chianti”, che da questo punto volge a sud-ovest in direzione di Siena . La SP408 è scorrevole e panoramica, tra boschi e colline coltivate; fate attenzione ai cartelli perché dovremo lasciare la SP408 dopo circa 15 km per evitare di entrare direttamente a Siena da nord-est (traffico urbano). L’idea è invece concludere l’anello passando per la campagna di Castelnuovo Berardenga, l’estremo sud-est del Chianti Classico. Dunque, all’altezza della località Pianella, deviamo a destra sulla SP9 (indicazioni per Castelnuovo B.ga). Questo tratto finale (SP9 e poi SP62) ci porta attraverso dolci colline punteggiate di oliveti e vigne sparse, un paesaggio più aperto mano a mano che ci avviciniamo alla zona delle Crete Senesi. Si oltrepassa Castelnuovo Berardenga (volendo ci si può addentrare nel centro per vedere il borgo e magari visitare il vicino Vinificio – una moderna cantina consortile con degustazione di vini locali). Gli ultimi chilometri scorrono veloci fino a ricongiungersi con la superstrada Siena-Bettolle all’altezza di Casetta: da qui, seguendo le indicazioni per Siena, in pochi minuti saremo di ritorno in città, soddisfatti del nostro anello motociclistico.
Questo itinerario, pur essendo di soli ~80 km, condensa il meglio del Chianti meridionale: borghi storici (Castellina, Radda), capitali vinicole (Gaiole e i suoi castelli), e alcuni scorci indimenticabili come Brolio. Si può percorrere tranquillamente in una giornata con ritmo turistico, lasciando anche spazio per visite e degustazioni. Se rientrate a Siena nel pomeriggio, avrete ancora tempo per una doccia rilassante in hotel e magari una passeggiata serale in centro, concludendo con una cena a base di prelibatezze toscane (la fiorentina o la ribollita, a voi la scelta!).
Itinerario 2: La Chiantigiana fino a Greve (Panzano e Greve in Chianti)
Il secondo itinerario consigliato ci porta verso il nord del Chianti Classico, fino a Greve in Chianti, seguendo integralmente la celebre via Chiantigiana SR222 all’andata, e rientrando poi a Siena passando per strade secondarie panoramiche. È un percorso più lungo (circa 120 km totali), adatto a chi vuole vedere anche Greve, considerata la capitale “moderna” del Chianti, e godersi il massimo delle curve offerte dalla SR222.
Da Siena a Castellina in Chianti: la prima parte coincide con l’itinerario precedente. Da Siena percorriamo la SR222 verso Castellina (vedi descrizione sopra, ~20 km). Se abbiamo già visitato Castellina prima, si può anche proseguire senza fermarsi; in caso contrario, vale la stessa raccomandazione: una breve visita alla rocca, un caffè veloce e via. Stavolta, da Castellina restiamo sulla SR222 (invece di deviare per Radda). La Chiantigiana infatti da Castellina continua verso nord in direzione di Panzano e Greve. Subito fuori Castellina, ecco una tappa curiosa: sulla sinistra noterete il cartello per il Tumulo di Montecalvario, un’antica tomba etrusca monumentale a pianta circolare, segno della presenza etrusca nel Chianti sin dal VII-VI secolo a.C. (visitabile liberamente, se interessati a un tuffo nella storia antica). Proseguendo, la SR222 si snoda tra boschetti di querce e spazi aperti coltivati. Una serie di curve dolci in discesa ci porta al Valico della Castellina (circa 578 m s.l.m.), dopo il quale si entra nella valle del fiume Pesa. Qui la vegetazione si fa più fitta; godiamoci i curvoni in ombra e facciamo attenzione a qualche strettoia. Superata la località Fonterutoli (famosa tenuta vinicola dei Marchesi Mazzei, sulla destra della strada), e poi un paio di case sparse, la strada risale leggermente verso Panzano in Chianti.
Panzano è una frazione di Greve, situata su un colle panoramico a circa metà strada tra Castellina e Greve. Il paese è dominato da un castello (in realtà oggi dimora privata, non visitabile) e da una piazza con una bella vista sulla valle. Panzano merita decisamente una sosta, non fosse altro che per un motivo… gastronomico! Qui ha sede l’ormai leggendaria Antica Macelleria Cecchini, del macellaio-poeta Dario Cecchini, divenuto celebre in tutto il mondo. La sua macelleria è un vero luogo di pellegrinaggio per gli amanti della carne: potrete entrare e assaggiare qualche crostino con lardo di Colonnata o un sorso di Chianti offerto (l’ospitalità di Cecchini è proverbiale), magari facendo scorta di specialità toscane. Accanto alla macelleria, Cecchini gestisce anche un ristorante (“Officina della Bistecca”) dove si può gustare la vera bistecca alla fiorentina comunitariamente – ma attenzione, a pranzo potreste cadere in letargo poi per guidare! Meglio annotarsi Panzano per una futura cena e nel frattempo prendere solo un panino. A parte la macelleria, Panzano offre una chiesa romanica (Pieve di San Leolino, con bei panorami intorno) e alcune botteghe di artigiani. Soprattutto, da Panzano parte una delle deviazioni panoramiche più belle: la strada per Volpaia (ne abbiamo parlato nell’itinerario 1, passante per Radda) si può imboccare anche da qui facendo un percorso ad anello. Ma per ora restiamo sul nostro percorso principale.
Ripartendo da Panzano sulla SR222, pochi tornanti in discesa conducono a un bivio importante: sulla destra si stacca la SP2bis che porta a Radda e Gaiole (la prenderemo al ritorno), mentre proseguendo dritti restiamo sulla Chiantigiana per Greve in Chianti. Continuiamo dunque dritto: l’ultimo tratto prima di Greve è una goduria per il motociclista, con curve ampie e panorami aperti. Si valica il Passo del Sugame (circa 500 m) e si scende dolcemente. Prima di entrare in Greve, un cartello indica sulla sinistra la direzione per Montefioralle: se avete tempo, salite per 5 minuti a visitare questo minuscolo borgo medievale cinto da mura, considerato uno dei più belli d’Italia. Montefioralle sembra uscito da un dipinto, con case in pietra fiorite e vicoli strettissimi; è anche noto per aver dato i natali alla famiglia di Amerigo Vespucci. Tornati a valle, in un attimo arriviamo a Greve in Chianti.
La caratteristica piazza di Greve in Chianti, cuore del borgo, con i portici e la statua di Giovanni da Verrazzano al centro.
Greve è il più grande centro abitato del Chianti Classico e ne viene spesso definita la “capitale”. Appena entrati, seguiamo le indicazioni per il centro e ci troviamo nella scenografica Piazza Matteotti, di forma triangolare allungata. Questa piazza è il vero simbolo di Greve: contornata da portici su due lati, pieni di negozi di prodotti tipici, wine bar e locali storici. Al centro spicca la statua di Giovanni da Verrazzano, navigatore nato in zona, a cui è intitolata anche una delle più famose tenute vinicole grevigiane (Castello di Verrazzano). L’atmosfera qui è vivace: Greve ha un mercato settimanale (il sabato) molto frequentato, e durante l’anno ospita eventi come l’Expo del Chianti Classico (di solito a settembre) dove la piazza si riempie di stand di produttori di vino . Per il motociclista, Greve è un ottimo punto per la pausa pranzo se non ci si è già fermati prima: sedetevi sotto i portici, magari all’Antica Macelleria Falorni (sì, un’altra storica macelleria, diversa da Cecchini, che qui ha sede da più di 200 anni) che serve taglieri di salumi e formaggi strepitosi accompagnati da vino locale. Oppure gustatevi una pizza o un piatto di pasta in una delle trattorie sulla piazza. Il bello è anche solo osservare la vita del borgo: turisti in bicicletta che arrivano, anziani del posto che chiacchierano sulle panchine, il tutto con lo sfondo pittoresco della chiesa di Santa Croce dall’altro lato della piazza.
Dopo aver visitato Greve, e magari comprato qualche souvenir gastronomico (vino, olio, miele o salumi – ma ricordatevi lo spazio in moto!), è ora di riprendere la via del ritorno verso Siena. Potremmo semplicemente tornare indietro per la SR222 via Castellina, ma per variare e fare un anello diverso, vi proponiamo un percorso alternativo: tornare a Radda attraverso le strade interne. Dunque usciamo da Greve retracing i nostri passi verso Panzano. Poco prima di Panzano, al bivio che avevo menzionato, prendiamo stavolta la deviazione a sinistra (SP2bis) con indicazioni per Radda/Gaiole . Questa strada secondaria scorre tra boschi, passando per località come Lucarelli (dove c’è un’ottima osteria, se qualcuno avesse ancora appetito!). In circa 15 km arriviamo nuovamente a Radda in Chianti, dall’altro versante rispetto all’itinerario 1. Se non avessimo visto Radda prima, potremmo fermarci ora, ma presumiamo di averla già visitata: in tal caso possiamo proseguire senza soste significative.
Da Radda rientriamo a Siena scegliendo un tragitto leggermente diverso rispetto all’Itinerario 1, così da non ripetere esattamente la stessa via. Possiamo ad esempio scendere da Radda per la strada fatta all’andata (SP2bis) fino a un incrocio chiamato La Croce, e qui prendere la SP408 verso Siena (ovvero la stessa strada di Brolio/Gaiole, ma intercettata più a sud). Di fatto, confluiamo di nuovo sulla SP408 in località Madonna di Coltibuono e ripercorriamo l’ultimo tratto che abbiamo descritto prima, attraversando Pianella e poi deviamo per Castelnuovo Berardenga (SP9) e rientro a Siena. In alternativa, un’opzione di rientro è da Radda andare in direzione di Castelnuovo Berardenga via SP119: questa è una strada più piccola, paesaggisticamente notevole perché lambisce l’area delle Crete Senesi. Passa per il borgo di San Gusmè, piccolo gioiello quasi fiabesco con una vista stupenda sui vigneti (e con la celebre “cipressaia” che avrete visto in foto – viale di cipressi all’ingresso del paese ). San Gusmè merita una breve deviazione se amate i paesi minuscoli e autentici. Da lì poi si continua fino a Castelnuovo Berardenga e si rientra come sopra.
L’Itinerario 2 copre davvero tutte le principali località del Chianti Classico: Castellina, Panzano, Greve, Radda, ognuna con il proprio carattere. È una giornata intensa ma appagante. Partendo verso le 9 e rientrando verso le 18, con comodo, avrete fatto il pieno di curve e di bellezza. L’ultima parte su strade più dritte verso Siena vi permetterà di rilassarvi un po’ dopo tante curve. E una volta arrivati in hotel a Siena, non ci sarà niente di meglio che concludere la serata con una cena tipica per celebrare la riuscita del tour: magari iniziando con dei crostini toscani e una ribollita, e coronando il tutto con una succosa bistecca (se non l’avete già divorata a Panzano!) accompagnata da – indovinate un po’ – un calice di Chianti Classico Riserva, brindando alla vostra avventura su due ruote.
Cosa visitare nei dintorni di Siena (oltre al Chianti)
Il Chianti è meraviglioso, ma soggiornando a Siena hai la fortuna di trovarti al centro di una provincia ricchissima di attrazioni. Se dopo il tour tra vigne e borghi ti resta tempo (o se magari qualche giorno il meteo non è ideale per la moto), ecco alcune mete nei dintorni di Siena che valgono una visita:
- San Gimignano: a circa 45 km da Siena verso nord-ovest, è famosa per le sue torri medievali che svettano sul profilo della collina (un tempo erano oltre 70, oggi ne restano 13). Viene chiamata la “Manhattan del Medioevo” e passeggiare nel suo centro storico – Patrimonio UNESCO – è come tornare indietro nel tempo, tra torri, chiese affrescate e botteghe di ceramica e zafferano. Raggiungibile facilmente in moto in un’oretta, attraverso la SR68 passando per Colle Val d’Elsa. Attenzione: il centro è pedonale, ci sono parcheggi esterni (in estate si riempiono presto).
- Monteriggioni: a soli 20 km da Siena (direzione nord, via Cassia), è un minuscolo borgo fortificato ancora circondato dalle sue mura integre con 14 torri. Dante Alighieri lo citò nella Divina Commedia (“Monteriggioni di torri si corona”). Entrare da una delle porte nelle mura ed esplorare il paesino richiede poco tempo, ma l’atmosfera è unica. Si può anche percorrere un tratto di camminamento sulle mura. Ideale per una breve escursione di mezza giornata.
- Val d’Orcia (Pienza, Montalcino): spingendosi un po’ più a sud di Siena (50-60 km), si arriva nei paesaggi da cartolina della Val d’Orcia. Pienza è la “città ideale” rinascimentale, con viste stupende sulla valle e famosa per il pecorino di Pienza (formaggio di cui potete fare scorta nelle botteghe locali). Montalcino è la patria del vino Brunello: un borgo collinare dominato da una fortezza trecentesca, attorniato da vigneti pregiati. Entrambi valgono la visita: Pienza per la sua architettura armoniosa voluta da Papa Pio II, Montalcino per l’atmosfera e ovviamente per degustare un calice di Brunello nelle enoteche. La strada tra San Quirico d’Orcia, Pienza e Montalcino è un itinerario motociclistico spettacolare se avete un giorno extra, con panorami di colline dorate e celebri file di cipressi.
- Crete Senesi (Asciano): a sud-est di Siena si estende l’area argillosa delle Crete, dal paesaggio quasi lunare. Una gita ad Asciano (30 km da Siena) vi farà attraversare strade sinuose tra calanchi e biancane. Lungo il percorso, una tappa imperdibile è l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, monastero benedettino circondato da cipressi e calanchi, famoso per gli affreschi del Sodoma e Signorelli nel chiostro. Ideale per un’escursione mattutina con pranzo ad Asciano.
- Firenze: naturalmente, il capoluogo toscano con il suo patrimonio artistico mondiale è a portata di mano – circa 70 km da Siena. Ci vuole poco più di un’ora in superstrada (Raccordo Siena-Firenze) ma volendo puoi anche arrivarci percorrendo tutta la Chiantigiana SR222 verso nord, come parte del viaggio. Firenze non ha certo bisogno di presentazioni: se non ci sei mai stato, potresti dedicare un giorno a visitare il Duomo, Ponte Vecchio, gli Uffizi e così via. Tieni presente però che traffico e parcheggio a Firenze per le moto vanno valutati; informati su dove parcheggiare (ci sono parcheggi moto gratuiti in centro, ma possono essere affollati). Molti preferiscono lasciare la moto in un punto sicuro e muoversi a piedi nel centro storico, data la ZTL.
Queste sono solo alcune idee. Altri luoghi notevoli includono Volterra (antica città etrusca famosa per l’alabastro, un po’ più distante dal Chianti), il Lago Trasimeno appena oltre il confine umbro, o Arezzo se ami l’antiquariato e l’arte di Piero della Francesca. La Toscana centrale è un forziere di tesori: scegli in base ai tuoi interessi e al tempo disponibile. Fortunatamente, l’Hotel Minerva di Siena, essendo così ben collegato, ti permette ogni sera di rientrare comodamente “alla base” dopo queste escursioni, trovando ad attenderti un ambiente familiare e confortevole dove riposare prima della prossima avventura.
Domande frequenti (FAQ)
Domanda: Il tour in moto nel Chianti è adatto anche a motociclisti principianti?
Risposta: In linea di massima sì, i percorsi descritti nel Chianti non presentano difficoltà tecniche estreme (niente tornanti di montagna o strade sterrate obbligatorie). Tuttavia, un minimo di esperienza su strade tortuose è consigliabile, perché ci sono molti curve e cambi di pendenza. Un principiante assoluto potrebbe affaticarsi dopo parecchi chilometri di curve. Il trucco è prendersela comoda: fare pause frequenti, guidare a velocità moderata e non oltre i propri limiti. Se si guida con prudenza, anche un neofita può godersi il Chianti in moto. Evita però di fare tutti i borghi in un solo giorno se sei inesperto: meglio sceglierne un paio e fare un tragitto più breve. E ricorda che nei momenti di stanchezza conviene fermarsi, anziché rischiare cali di attenzione.
Domanda: Come sono le condizioni delle strade nel Chianti?
Risposta: Le strade principali del Chianti (SR222 e SP regionali/provinciali) sono in genere tenute bene, con asfalto liscio e pulito. Nelle vie secondarie l’asfalto può essere più ruvido o con qualche rattoppo, ma nulla di allarmante. Dopo l’inverno si possono formare buche in alcuni punti, ma spesso vengono riparate all’inizio della stagione turistica. Attenzione semmai a ghiaia o terra che talvolta può trovarsi sulla carreggiata in prossimità di accessi di poderi (ad esempio all’inizio di stradine bianche agricole che incrociano la via asfaltata): rallenta un po’ all’uscita delle curve cieche in mezzo ai campi, nel caso ci sia sporco in traiettoria. In autunno, occhio alle foglie secche nei tratti boscosi umidi, e in primavera dopo le piogge potresti trovare qualche rivolo d’acqua che attraversa la strada nelle valli (soprattutto lungo la SP408 verso Pianella/Asciano). Nel complesso, comunque, sono strade godibilissime e ben manutenute, famose proprio per essere un paradiso per motociclisti e ciclisti.
Domanda: Ci sono distributori di benzina lungo il percorso?
Risposta: Sì, i principali centri del Chianti hanno almeno un distributore. Ne trovi a Siena ovviamente prima di partire, poi a Castellina in Chianti (piccolo distributore IP), a Radda (Q8 all’uscita del paese), a Gaiole (distributore alle porte del borgo) e diversi a Greve in Chianti e dintorni (sia entrando in paese che lungo la Chiantigiana da Panzano). Le distanze in gioco non sono grandi – difficilmente farai più di 50-60 km senza incontrare un rifornimento – per cui con un pieno da Siena copri tranquillamente l’itinerario e oltre. Tieni presente però gli orari: molti distributori in zone rurali in Italia hanno chiusura notturna e talvolta pausa pranzo, ma quasi tutti sono dotati di self-service automatico 24h (accettano banconote o carte). Il consiglio è di partire sempre con serbatoio pieno al mattino da Siena, così da non doverti preoccupare per gran parte della giornata. E magari fare un rabbocco a metà pomeriggio a Greve o Gaiole se stai continuando il giro. Nelle ore serali/notturne fuori città potrebbe non esserci servizio umano, quindi organizza le tappe carburante prima di tarda sera.
Domanda: Posso noleggiare una moto una volta arrivato a Siena?
Risposta: A Siena città non abbondano i rent-a-bike come a Firenze, ma qualche opzione c’è. In genere gli autonoleggi maggiori su Siena (Avis, Hertz) possono avere anche moto o scooter di media cilindrata, ma la disponibilità è limitata quindi va prenotato con anticipo. Un’alternativa è noleggiare la moto a Firenze o Pisa (dove ci sono più agenzie specializzate in noleggio moto, con ampia scelta di modelli) e poi raggiungere Siena in sella. Oppure, se arrivi in aereo su Firenze/Pisa, potresti prendere la moto lì e farti il bel viaggio fino a Siena attraversando il Chianti. Assicurati di avere patente moto valida (in Italia richiesta patente A, o la patente internazionale equivalente se vieni da fuori EU) e una carta di credito per la cauzione. I prezzi giornalieri per una moto tipo BMW GS o Ducati Multistrada possono essere sui 100-150€ al giorno a seconda della stagione, mentre scooteroni o moto piccole costano meno. Considera anche che l’Hotel Minerva offre parcheggio sicuro: quindi il noleggio è logisticamente fattibile. Basta pianificarlo prima. Se proprio non trovi a Siena, un’idea è scendere a Firenze in treno (1h30) la mattina, ritirare la moto lì e partire subito per il tour rientrando a Siena in serata con la moto (Firenze-Siena via Chiantigiana è di suo un super itinerario).
Domanda: L’Hotel Minerva offre servizi specifici per motociclisti?
Risposta: Sì, come accennato prima l’Hotel Minerva è molto “biker friendly”. Il servizio più importante è il garage coperto e videosorvegliato dove puoi lasciare la moto al sicuro durante la notte . Inoltre in reception hanno mappe stradali della zona, depliant sugli itinerari (ad esempio potresti chiedere quello sui “Giri in moto nel senese” o la mappa delle strade del Chianti) e lo staff stesso conosce percorsi e curiosità, potendo suggerire varianti o posti meno noti. Non hanno un’officina interna, ma possono indicarti il meccanico di fiducia più vicino in caso di bisogno. Su richiesta, potresti chiedere se è disponibile un kit di pulizia per casco/visiera o un piccolo compressore per controllare le gomme – alcune strutture attrezzate per ciclisti spesso hanno queste cose e al Minerva ospitano anche cicloturisti, quindi non è improbabile ci sia la possibilità. In generale, la sensazione è di essere i benvenuti: non ti guarderanno storto se arrivi con stivali e giubbotto impolverati nella hall! Anzi, capiscono le esigenze dei motociclisti e faranno il possibile per aiutare (persino colazione anticipata se parti all’alba, su richiesta ).
Domanda: È possibile fare degustazioni di vino durante il tour in moto?
Risposta: Si possono fare, ma con giudizio. Guidare in sicurezza richiede sobrietà, quindi non bere alcolici durante la guida: se vuoi assaggiare il Chianti Classico direttamente in una cantina, l’ideale è programmare una singola degustazione a fine itinerario, quando la parte impegnativa di guida è terminata, oppure prevedere di fermarti per la notte in quel borgo (cosa che in questo caso non fai perché torni a Siena). Se il tour è giornaliero, il consiglio è: fai eventualmente piccoli assaggi “tecnici” sputando (molte cantine forniscono sputacchiera durante le degustazioni, proprio per i guidatori), oppure limita l’assaggio a un unico calice leggero durante la pausa pranzo prolungata, accompagnato da cibo abbondante, così da smaltirlo prima di rimetterti in sella. Un’alternativa è concentrare le degustazioni a Siena la sera – ad esempio l’hotel può organizzare una degustazione con autista verso qualche cantina vicino Siena , oppure puoi provare le enoteche in città dove offrono molti vini locali al calice. Ricorda che in Italia il limite legale di tasso alcolemico alla guida è 0,5 g/L (praticamente uno/due bicchieri di vino possono già portarti vicino al limite a seconda del fisico). Dunque meglio prudenza: vivi l’esperienza del vino magari acquistando bottiglie lungo il percorso (molte cantine spediscono anche a casa se non puoi caricarle) e gustandotele con calma a fine giornata. Ad ogni modo, il Chianti Classico va assaporato – se non puoi farlo in giornata, ti rifarai la sera in trattoria!
Domanda: Cosa succede se durante il tour incontro pioggia o maltempo?
Risposta: Il meteo in Chianti in primavera e autunno può essere variabile. Se arriva un acquazzone improvviso, la cosa migliore è fermarsi nel primo borgo o rifugio disponibile e attendere che passi, magari visitando un museo o entrando in un bar. La pioggia intensa di solito non dura molto in estate; nelle altre stagioni può persistere, ma raramente avrai giorni interi di diluvio (piuttosto pioggerellina). Viaggiare sotto la pioggia su queste strade è fattibile se sei attrezzato, ma ovviamente meno godibile per i panorami. Se hai margine nel tuo programma, sposta il tour al giorno successivo e quel giorno di pioggia dedicati a Siena (musei, Duomo, ecc.) o prendi l’auto se ne hai una per un giro alternativo. Se invece sei già in moto e inizia a piovere, riduci la velocità, aziona luci e mantieni le distanze di sicurezza – le strade del Chianti drenano abbastanza bene ma l’aderenza cala, soprattutto sulle strisce bianche e tombini nei paesi. Appena trovi riparo, indossa l’antipioggia. Tieni presente che dopo la pioggia i colori della campagna sono stupendi e l’aria profuma di fresco (oltre che di vigneto): quindi una volta passata, il viaggio riprende ancor più piacevole. In caso di temporali forti con fulmini, invece, meglio fermarsi del tutto e aspettare: non vale la pena sfidare madre natura in moto. Per prevenire, consulta sempre il bollettino meteo locale la sera prima: se danno temporali alle 15, magari anticipa il giro la mattina e programma una sosta lunga nel primo pomeriggio in un luogo riparato (tipo visitare un castello o pranzare tardi). Flessibilità è la parola d’ordine.
Domanda: Quali specialità gastronomiche dovrei provare nel Chianti oltre al vino?
Risposta: Ah, domanda golosa! Il Chianti essendo parte della Toscana ha una tradizione culinaria ricchissima. Oltre al rinomato vino Chianti Classico, ecco alcune specialità da non perdere:
– La Bistecca alla Fiorentina: una T-bone di vitellone di razza Chianina, cotta al sangue sulla brace. Nei dintorni del Chianti, il tempio della fiorentina è la già citata Officina della Bistecca di Dario Cecchini a Panzano, ma trovi ottime fiorentine anche in molte osterie di Castellina, Radda ecc. Da condividere, accompagnata magari da fagioli all’olio e un rosso strutturato.
– I Salumi toscani: dal prosciutto crudo stagionato al salame toscano (aromatizzato col pepe), fino alla finocchiona (salame morbido ai semi di finocchio) e al saporito capocollo. Greve in Chianti è celebre per la Macelleria Falorni dove puoi fare scorta di salumi e formaggi (c’è anche il prosciutto di cinghiale). Ottimi per uno spuntino veloce insieme a una fett’unta di pane sciapo toscano.
– La Ribollita: zuppa di pane, cavolo nero, fagioli e verdure varie. Piatto povero tipico invernale, lo trovi però spesso nei menù tutto l’anno perché molto richiesto dai turisti. Ogni casa ha la sua ricetta. Simile anche la pappa al pomodoro (pane e pomodoro, tiepida o fredda).
– I Pici al ragù di cinghiale: i pici sono spaghettoni fatti a mano tipici del sud Siena, spesso li propongono anche nel Chianti. Conditi con ragù bianco o rosso di cinghiale, o all’aglione (sugo di pomodoro e aglio). Imperdibili se ami la pasta fatta in casa.
– Il Pecorino toscano: formaggio di pecora, lo trovi in varie stagionature. Quello di Pienza è il top, ma anche nel Chianti molte fattorie producono ottimi pecorini. Da provare quello fresco con marmellata o miele, o stagionato a scaglie magari su un’insalata di pere e rucola.
– I Cantucci col Vin Santo: per chiudere in dolcezza! I cantucci sono biscotti alle mandorle secchi, da intingere nel Vin Santo (vino liquoroso da dessert). Dopo una cena toscana, è quasi un rito sgranocchiare cantucci col vin santo. Occhio solo al tasso alcolico se poi devi ancora guidare la moto per tornare in hotel la sera – forse meglio farlo direttamente al bar dell’hotel a fine giornata.
In generale ogni borgo ha la sua trattoria dove scoprirai piatti casalinghi genuini: crostini neri (fegatini di pollo), panzanella estiva (pane raffermo bagnato con verdure fresche), arrosti misti (suino, pollo, coniglio spesso cotti nel forno a legna)… Viaggiare in moto nel Chianti è anche un viaggio di sapori. Assaggia con curiosità e non te ne pentirai. Potrai smaltire il pranzo sulle curve del pomeriggio!
Domanda: Ci sono eventi o festività locali nel Chianti a cui un turista in moto potrebbe assistere?
Risposta: Certamente, il Chianti è vivace tutto l’anno con sagre ed eventi, e incrociarne uno può rendere il viaggio ancora più interessante (anche se magari troverai un po’ più di traffico locale in quei giorni). Alcuni degli eventi principali:
– Expo del Chianti Classico a Greve: come detto, si tiene di solito il secondo weekend di settembre a Greve in Chianti. Tutta la piazza Matteotti diventa un salone del vino all’aperto, con banchetti di decine di produttori. Acquistando un calice e dei tagliandi, puoi degustare molti Chianti Classico diversi. Atmosfera festosa con musica e stand gastronomici. Se capiti in quel periodo, magari organizza di fermarti a Greve un po’ di più e, ovviamente, niente moto dopo aver assaggiato troppi vini – eventualmente pernotti a Greve o fai assaggi mini.
– Radda nel Bicchiere: festival del vino a Radda in Chianti, di solito a fine maggio o giugno. Simile come concept: calice e degustazioni per le vie del borgo, dedicate ai vini di Radda e dintorni.
– Pentecoste a Castellina: a fine maggio/inizio giugno Castellina in Chianti organizza una festa con degustazioni nelle antiche cantine del paese, musica e rievocazioni storiche. Suggestivo perché spesso aprono luoghi normalmente non accessibili.
– L’Eroica (Gaiole in Chianti): questo è un evento ciclistico vintage che parte da Gaiole in Chianti la prima domenica di ottobre. Migliaia di ciclisti da tutto il mondo percorrono strade bianche con bici d’epoca. Perché può interessare a un motociclista? Perché l’evento crea un’atmosfera di festa in tutta Gaiole e dintorni. Inoltre molte di quelle “strade bianche eroiche” sono percorribili in moto (meglio se enduro stradali) al di fuori dell’evento. Se siete appassionati di due ruote in generale, l’Eroica è uno spettacolo da vedere, con tutti questi ciclisti in maglia di lana anni ‘50. Tenete però conto che quel giorno alcune strade (soprattutto sterrate tra Gaiole, Radi, Montalcino) sono chiuse o regolate per la corsa, quindi per un tour moto meglio evitare quell’itinerario in concomitanza, oppure partecipare come spettatore lasciando la moto parcheggiata.
– Palio di Siena: esulando dal Chianti ma visto che la base è Siena, se capiti il 2 luglio o il 16 agosto a Siena, c’è il famoso Palio in Piazza del Campo. La città sarà molto affollata e l’accesso in moto in centro impossibile (ZTL rigidissima in quei giorni). Ma si può raggiungere Siena in moto e poi mescolarsi alla folla a piedi. È un’emozione unica, ma pianifica alloggio e logistica con anticipo perché tutto si riempie.
– Sagre paesane: ogni paesino toscano ha la sua sagra gastronomica in qualche periodo. Ad esempio sagra del cinghiale, della bruschetta, del fungo, ecc. Tieni d’occhio i cartelli che spesso trovi ai bordi strada: se ne incroci uno che ti stuzzica (tipo “Sagra della ribollita a XX dal 10 al 12 settembre”), perché non fare una deviazione e cenare lì con i locali?
In definitiva, il Chianti offre cultura, gusto e tradizione in ogni stagione. Viaggiando in moto avrai la libertà di fermarti e vivere queste esperienze spontaneamente. Preparati dunque a partire: le curve del Chianti ti aspettano, pronte a regalarti emozioni su due ruote tra panorami da favola e soste indimenticabili all’insegna del buon vivere toscano. Buon viaggio e… gas (con giudizio)!
